Loyalties:

Mass Effect Trilogy è un gioco Bioware. Per qualsiasi riferimento al gioco ufficiale Tutti i diritti sono di proprietà di Bioware. La Fan Fiction "Mass Effect At Dawn Again" è il frutto della mia immaginazione e del mio lavoro, è un libero tributo, appassionato e personale a un grande videogioco. È vietato qualsiasi utilizzo parziale o totale a scopo di lucro e non.

Capitolo 24

Segni particolari: un cuore di ghiaccio

(incontrollabile voglia di amare)

… Gli occhi di Miranda scivolano distrattamente sulle pagine patinate di una vecchia rivista di moda. È comodamente sdraiata sul letto, nella sua stanza, da sola. Indossa un confortevole completo sportivo. Leggings da ginnastica neri e una graziosa t-shirt bianca, molto aderente, che lascia scoperto l'ombelico. Il florido seno, messo in risalto, da una generosa scollatura quadrata.

Sta aspettando l'ora di cena, stasera pranzerà con Liara. Oggi è un giorno tranquillo. Anche ieri lo è stato. "È incredibile, che a un giorno assolutamente tranquillo, possa seguire, un altro giorno assolutamente tranquillo!" Miranda pensa. Un genere di fortuna, alla quale non era più abituata, da una decina d'anni almeno.

"Ah, finalmente!" Sospira, mentre i suoi occhi ritornano in fretta a scorrere la pagina successiva. Non vuole ammetterlo, ma qualcosa sta iniziando a rodere dentro di lei. È un piccolissimo tarlo, molto facile da gestire, per ora, ma che giorno dopo giorno, sta iniziando a crescere pericolosamente.

C'è qualcosa nel suo stomaco che morde. Una leggera angoscia che striscia, si insinua segretamente e sale pian piano, sempre più su, fino a stringerle il cuore... a farlo dolere. "Puah, quegli stivali sono davvero orribili!" Pensa, mentre il disagio si arrampica un po' più in alto e raggiunge la gola, la fa sospirare.

Si affretta a girare la pagina, cercando di concentrarsi su quel delizioso completino intimo, che ha attirato immediatamente la sua attenzione. Il reggiseno nero, è completamente realizzato in pizzo super trasparente, con spalline davvero sottili, che sembrano accarezzare le spalle. È un materiale speciale, in grado di far sembrare i delicati ricami direttamente disegnati sul seno. Lo stesso discorso vale per le culotte, che avvolgono i glutei con un disegno sinuoso, al tempo stesso leggero ed elegante, molto simile a un morbido tatuaggio sfumato.

"Wow, davvero sexy!" Pensa. Però, quel tarlo cresce ancora e stavolta sembra proprio deciso a non farsi ignorare. Miranda cerca di scacciare il pensiero lontano, concentrandosi su quei pantaloni talmente aderenti, da risultare mozzafiato. "Devo averne un paio uguali", pensa. Il suo sguardo ritorna a indugiare sul reggiseno, mentre la sensazione di sgomento, diventa malessere e lei non può fare a meno di pensare, "Che stronzo!"

Certo, con tutto questo tempo libero, sta diventando difficile. Quando lavorava per Cerberus, non aveva che un'ora al giorno per mangiare. Correndo dietro a Shepard, sulla Normandy, invece... nemmeno quella! Tutto correva via così veloce, che... non c'era il tempo per pensare all'anima... di lasciarla parlare!

"Devo essere pazza!" Pensa. Deve ammettere, che a volte, le manca quella vita! Ha nostalgia dell'avventura, dell'eccitazione del combattimento. Le manca l'inebriante sensazione di appagamento, che scorre nelle vene al rientro da ogni missione. Quella sottile idea di successo, che gonfia il petto e l'audacia, che spinge a perseverare. Rimpiange il gratificante sentimento di soddisfazione, che rimane sospeso nell'aria per ore, colmando lo spirito e inducendo a credere di fare qualcosa, per cui vale sempre la pena rischiare.

Le manca Shepard! La sua affettuosa presenza, quel suo modo perbene di farla sentire importante, apprezzata come persona... capita! La sua mente corre a Freedom Progress. Indugia nelle parole di Shepard, pronunciate appena prima di sbarcare. Ricorda quanto profondamente rimase turbata, dalla lealtà della sua voce. Dai suoi occhi brillanti, così penetranti e sinceri: "Non mi piace chi si crede giudice e giuria! Ancor meno, chi non non è in grado di controllare le proprie reazioni. Perciò, se vogliamo lavorare insieme, Miranda, dovrai imparare questa regola fondamentale... meglio farlo in fretta!"

Lo ha fatto e ha imparato molte altre cose da lei! "Shepard ha un dono!" Pensa. "Legge con facilità, ciò che la gente non sa come mostrare." Miranda ha sempre trovato affascinante quel suo modo così speciale di guardare dentro le persone. Le deve molto. È stato il suo esempio, a guidarla su un percorso migliore. Vorrebbe tanto vederla tornare!

Tuttavia, quel maledetto tarlo non le da pace, esplode all'improvviso, e non vuole tacere. Amore! Quando lui le aveva sfiorato il viso, dopo averla salvata da quel bastardo di Torthak, il suo cuore lo aveva sentito. Jacob sembrava diverso! "Un antico cavaliere, nella sua lucente armatura!" Lei lo aveva preso in giro, ma per un momento, ci aveva creduto. Miranda prova disperatamente a evitare il ricordo, ma aggrapparsi in fretta a un'altra pagina di una vecchia rivista, non può più bastare.

Nei suoi occhi, si accende improvvisa, l'immagine di quella notte... dell'unica volta, che sono stati a letto. Si vogliono! Si strappano freneticamente i vestiti di dosso. Si sente esplodere di desiderio, cerca disperatamente le labbra di Jacob... morirebbe per un bacio! Ma, Jacob non ha tempo di baciarla, è troppo interessato a prendersi il suo corpo. Voracemente, con foga, prima ancora di raggiungere il letto. La sua voce è poco più di un incredulo sospiro. "No! … Aspetta! … Cosa fai?!" Troppo tardi! Tutto finito, ancor prima di iniziare!

Miranda conosce bene lo sguardo inconfondibile negli occhi di Jacob. È quello di chi ha appena conquistato il suo trofeo. Il ricordo è ancora vivo. Miranda sente di nuovo, la dolorosa lama di squallore, trafiggerla e penetrare a fondo attraverso il suo stomaco. Ma, la voce eccitata di Jacob, che risuona come un eco nella sua testa, fa ancora più male. "Mi spiace Baby! Wow, sei troppo fantastica, per chiedere a un uomo di resistere! Beh... la prossima volta... forse!"

"Fanculo!" Pensa. "Ero molto più stronza di lui! … Sesso per sesso! Ho sempre trovato, esattamente quello che stavo cercando! … Sei stato soltanto una scopata, Jacob Taylor. La peggiore della mia vita!"

Era poco più di una bambina, quando ha imparato, che se un uomo la guarda, vuole soltanto il suo corpo e fatalmente, finisce per gettare nel fango, persino la più lucente armatura. Di uomini ne ha conosciuti parecchi, è andata a letto con molti, ma non ne ha mai avuto nessuno. "Tutti uguali!" Pensa. "Tutti tranne... Niket!"

Lui era molto importante! Forse per questo, il sesso non è mai entrato nel loro rapporto. Insieme a Niket è diventata una donna, ma con lui, poteva continuare a sentirsi la "piccola Miri". "Mi dispiace!" Pensa. Mentre un tumulto di pensieri, si solleva dentro alla sua testa e un volo di lacrime, si avvicenda minaccioso, a malapena trattenuto sul bordo delle sue ciglia.

"Stupido testone! Volevo soltanto proteggerti!... Mi manchi!" Niket era l'unico ad avere cura di lei, senza mai chiedere nulla in cambio. L'unico a tenerla stretta, quando tremava di paura. L'unica piccola luce, nella sua vita. Grazie alla quale, la sua notte, talvolta, sembrava un po' meno buia. Poi è arrivata la piccola Oriana. Così dolce, talmente indifesa. Per lei, ha dovuto imparare a essere forte. Per proteggerla da loro padre, ha dovuto nascondere accuratamente il suo cuore, dentro a un gelido mantello di ghiaccio.

Miranda alza lo sguardo e il blu dei suoi occhi è spazzato da un'onda. Le lacrime scivolano, a disegnare i contorni delle sue bellissime guance. "Oh, Merda!" Pensa, mentre si costringe a girare un'altra pagina, alle prese con il cuore, lottando per non lasciarsi andare.

La grande foto, che campeggia nel paginone centrale, catalizza completamente la sua attenzione. Una bambina piccola, che non può arrivare a tre anni, è seduta tra le macerie di un campo di battaglia. Attorno a lei desolazione. Fumo denso, si leva dai piccoli fuochi ancora accesi alle sue spalle. Il cielo nero della notte, non riesce a nascondere completamente i poveri resti dei caduti, rimasti pietrificati, nel loro ultimo grido di terrore.

È così bella, la piccola creatura umana! I suoi capelli scuri, arrivano fin quasi alle spalle, ma sono spettinati e arruffati. Gli enormi occhi verdi, spalancati in uno sguardo assente, sembrano spenti. Ha guance paffute, ma sudicie, percorse da rigagnoli più chiari, lasciati da vecchie lacrime ormai asciugate. Il piccolo nasino arrossato, sembra un bottone, posto a guardia di una tenera boccuccia socchiusa, rimasta congelata nell'insostenibile sconcerto.

È scalza la piccina e indossa una leggera camicia da notte strappata. Sottili graffi sulle gambe, colorano di rosso la sua pelle, risaltando sulle macchie più scure, ricamate dalla sporcizia. È seduta immobile, su un pezzo di calcestruzzo, abbracciata stretta a un grosso orsacchiotto di peluches, anche lui molto sporco, con un occhio solo e un orecchio strappato. Sotto alla foto, una grande scritta gialla. Soltanto poche, inquietanti parole: "Ho bisogno di te!" Segue il recapito di un orfanotrofio di Londra.

Miranda sente una fitta al cuore, un dolore acuto, che punge gli occhi e li fa gridare, fino a quando, non possono più guardare. "La guerra è finita, grazie al cielo!" Pensa. Tuttavia, il numero di orfani è impressionante. Centinaia di migliaia di bambini e bambine, di ogni specie, hanno perso tutto, sono soli al mondo! "Chissà dove sarà quella piccina!" Pensa. Nell'ultimo scontro decisivo contro i Razziatori, Londra è stata quasi completamente rasa al suolo. Ben pochi edifici sono rimasti in piedi. "Chissà se l'orfanotrofio esiste ancora!" Si domanda.

Miranda ha guadagnato molti crediti, grazie agli anni trascorsi con Cerberus. Credeva in un ideale e ha fatto cose buone. Tuttavia, molte altre pesano sul suo cuore. "Non esiste giustificazione!" Pensa. Miranda non va fiera di certi aspetti del suo passato, che molto spesso, brucia ancora. "Ho sbagliato parecchio!" Ammette. "Non si può cancellare nessun dannatissimo errore!" Aver attraversato il Portale di Omega 4, aver aiutato Shepard e l'Alleanza lo fa sembrare un po' più facile da sopportare, ma non cancella tutti gli errori.

Più il tempo passa e più si sente in debito con la sua coscienza, che giorno dopo giorno sta diventando più grande. Da quando la guerra è finita, non si da pace e la sua anima, ha un bisogno sempre crescente di... fare qualcosa di buono!

Non riesce a distogliere lo sguardo da quella bambina. Il suo istinto materno le rivolta lo stomaco sotto sopra. La pena verso quella fragile creatura, le stringe il cuore in una morsa dolorosa. Non è compassione, non solo. È incontrollabile voglia di amare!

Miranda getta la rivista sul letto, mentre cerca la posizione con il suo factotum. Poi dice a se stessa, "Non è molto lontano... voglio dare un'occhiata!"

… Il palazzo, in stile vittoriano, è antico e sembra molto provato. Alcune persiane sono rinforzate con assi di legno, ancora più maltrattate. Gli spigoli della facciata, sono pesantemente danneggiati da cima a fondo. Varie crepe corrono lungo i muri e il pesante portone d'ingresso è tutto rattoppato. Il perimetro è completamente avvolto da un'agile impalcatura, che arriva fino al tetto. Operai, lavorano febbrilmente, affaccendati nella pesante opera di ristrutturazione.

Miranda si avvicina al portone, ma non scorge anima viva. Entra. Il lungo corridoio è vuoto e silenzioso. Sui muri, riconosce inconfondibili, parecchi fori di proiettile. Un leggero brivido le corre lungo la schiena. "Spero che non sia troppo tardi!" Pensa. L'ascensore è fuori uso, un cartello avverte del pericolo. Miranda sale le scale, circondate da un malfermo parapetto metallico. I suoi passi rimbombano, rimbalzando contro il silenzio, a scandire il ritmo della sua salita, sui vecchi gradini consumati. Al secondo piano trova un indicatore di direzione: "Sala Accoglienza".

… L'uomo, vestito da imbianchino, è girato di spalle. Sta dipingendo di giallo la parete di fronte alla porta. La stanza è molto spaziosa. La calda luce pomeridiana, si diffonde copiosa, attraverso le larghe finestre, confondendosi nelle calde tonalità delle pareti e disseminando ovunque, una gradevole atmosfera solare.

C'è una scrivania in mezzo alla stanza, colma degli oggetti più disparati, accuratamente coperta da un rivestimento protettivo. Alcuni fogli di nylon, avvolgono le sedie vicino alle pareti, così come un vecchio divano imbottito. Miranda ha la sensazione, che il posto sia disabitato, probabilmente evacuato, per consentirne la ristrutturazione.

M: mi scusi...

L'uomo smette subito di dipingere e si gira verso la porta. Il grosso pennello, ancora in mano. È un bell'uomo, atletico e con il viso sorridente, ma con lo sguardo un po' impacciato. Ha capelli biondo scuro, ondulati e fluenti, che ornano l'ampia fronte e scendono generosamente fin sotto alle orecchie. Il naso, è piccolo e ben disegnato, gli zigomi alti, accarezzano una bocca corposa. La barba di qualche giorno, gli conferisce un aria un po' misteriosa, accentuata dallo scintillio magnetico, che si diffonde dai grandi occhi, di un bel verde chiaro, traboccanti di luce. L'uomo sorride...

A: Buongiorno. Cosa posso fare per lei?

La sua voce è gentile e accattivante, il tono basso e profondo, ma molto educato. Miranda trova affascinante il suo sguardo discreto, "niente male" pensa, mentre parla con voce gentile...

M: Speravo che questo posto fosse ancora in piedi! Mi sa dire se c'è qualcuno qui? Forse, sa dove potrei trovare un responsabile...

L'uomo posa il pennello nel secchio, poi si sfila uno straccio dalla cintura. Si pulisce in fretta entrambe le mani, infine, con un sorriso imbarazzato, porge la destra a Miranda...

A: Oh, ha ragione! Mi scusi! Sono Alan Foster e seppur tra mille difficoltà, gestisco questa "Casa di Accoglienza per Piccoli Orfani di Guerra". Come psicologo dell'età evolutiva, il mio più grande desiderio, è guarire le ferite dell'anima di questi bambini, farli sorridere di nuovo! Vogliamo che ognuno di loro abbia al più presto una vita normale, in una nuova famiglia, dove dimenticare la guerra sia davvero possibile!

Il Dr. Foster sorride simpaticamente, stringendosi nelle spalle con aria innocente, mentre aggiunge...

A: Nel tempo libero, invece, cerco di abbattere i costi di ristrutturazione! Anche se... temo con risultati discutibili!

Un brivido caldo scuote la mano di Miranda, corre lungo il braccio e disorienta il suo cuore. Prova una sconosciuta sensazione di imbarazzo, come un confuso stupore. Tuttavia, il dottor Foster, non ha ancora iniziato a spogliarla con gli occhi e Miranda non può fare a meno di sentirsi... lusingata! Restituisce il sorriso, mentre la sua voce diventa meno formale, il tono via via più cordiale...

M: Beh, non sono un'esperta di ristrutturazioni, ma questo colore mi da un'ottima sensazione. C'è una luce... gioiosa, che avvolge la stanza. Trovo questo bel giallo, una scelta davvero eccellente!

Il dottor Foster allarga il suo sorriso compiaciuto, cercando di nascondere il lieve rossore, che si spande a poco a poco sulle sue guance. Un lampo di soddisfazione attraversa il suo sguardo, mentre indugia audacemente negli occhi seducenti di Miranda. La sua voce è animata da un'aurea di fervore, quando comincia a spiegare...

A: Oh, sono molto lieto che abbia avuto questa impressione! Vede, il colore giallo non è un caso! Esercita una stimolante azione psicologica sull'attività mentale. Trasmette fiducia e sicurezza e semplifica il rilassamento. Per bambini che hanno conosciuto altissimi livelli di ansia, tensione e paura, è molto importante, trovarsi in un ambiente capace di stimolare soltanto le emozioni opposte. Assolutamente nulla nella nostra Casa, deve richiamare anche lontanamente, l'atmosfera cupa e spaventosa, che questi piccoli hanno sperimentato durante i momenti terribili legati al loro trauma.

Miranda è sempre più colpita da quell'uomo così intrigante. Dal suo tono appassionato, dal grande entusiasmo, che traspare da ogni gesto, da ogni parola. Le piace il modo umile in cui si comporta. Si sente piacevolmente attratta dal suo sorriso innocente, da quegli occhi così pieni di luce, che sembrano due piccoli soli splendenti. Miranda apprezza le persone che credono profondamente in quello che fanno e riescono a far sembrare facili cose dannatamente complicate. Il suo tono è molto solidale, mentre risponde...

M: Ma certo! Il giallo è associato alla luce solare e diminuisce i livelli di stress, grazie a un positivo "effetto buffering."

Anche Alan sembra molto colpito e piacevolmente sorpreso dalle competenze di Miranda. Tuttavia, cerca di tenere a bada l'entusiasmo, mentre risponde...

A: Oh, ma allora è una psicologa...

Miranda sorride, sperando di riuscire a mantenere la conversazione nel piacevole clima di simpatia che si è spontaneamente creato...

M: Oh no, sono soltanto un'ex secchiona!

Il dottor Foster scoppia a ridere. Poi, dice gentilmente...

A: Oh, molto divertente signorina Lawson. Ma, la prego, mi dica... che cosa l'ha portata sin qui?

La piacevole sensazione di stupore cresce ancora nel petto di Miranda, che trasale. Non riesce a fare a meno di provare un forte senso di appagamento, che diventa sempre più difficile nascondere. Guarda il dottor Foster con aria sbalordita, mentre esclama...

M: Allora ci conosciamo! … Eppure... sono certa che me ne ricorderei!

Stavolta, il rossore sulle guance di Alan diventa ancor più evidente, del suo già fin troppo evidente imbarazzo. Ma è uno psicologo! Conosce perfettamente le sue reazioni e sa controllarle meglio degli altri. Si costringe a credere che, la sua timidezza, non è stata quasi mai un difetto, finora. Deve ammettere di essere molto affascinato dallo sguardo di Miranda, che gli ricorda un mare in tempesta. Prova una spontanea simpatia verso di lei. Una inspiegabile sintonia mentale, che lo attira. Ha la netta sensazione, di essere di fronte a qualcuno di molto speciale, profondo quanto il mare. Il suo cuore si tuffa tra le onde, mentre risponde...

A: Beh, non di persona. Tuttavia, lei è una celebrità! Quando ha attraversato il Portale di Omega 4, insieme al Comandante Shepard, ho fatto un tifo sfrenato per voi due! Santa paletta! Deve essere stato... incredibile!

Miranda ha sempre pensato, che la sua reputazione di terrorista di Cerberus, fosse l'unica immagine che la gente conosceva di lei. Guardando gli occhi ammirati del dottor Foster, finalmente comincia a sentirsi un po' meno in colpa. Non sa spiegarsi il motivo, ma il suo atteggiamento così rispettoso, la sta facendo sentire sempre più a suo agio. Tuttavia, mentre i suoi ricordi si soffermano sulla Normandy, sulla Missione Suicida... su Shepard, lo sguardo di Miranda si fa serio, la sua voce diviene toccante, il tono memorabile, mentre aggiunge...

M: Beh, in effetti qualsiasi aggettivo che mi viene in mente, suona riduttivo! Fermare quei maledetti bastardi è stato orribile, ma ... fantastico! Ma la cosa più eccezionale di tutte, credo sia stata uscirne vivi! Forse, anche altri avrebbero saputo distruggere i Collettori. Ma di certo, nessuno tranne Shepard, sarebbe stato capace, di riportarci tutti a casa! Lei è sempre stata l'asso nella manica dell'umanità! Ma non solo questo! Shepard è stata il nostro inestimabile raggio di speranza in tutti questi anni. Credo, che ogni "cervello pensante" ancora in grado di respirare in questa galassia, dovrebbe sapere che il maledetto fuoco non si è estinto per l'eternità, solo grazie a una donna straordinaria di nome Comandante Shepard!

La calda voce del dottor Foster, accarezza il cuore inquieto di Miranda …

A: Oh, sì, ma ... per fortuna, non è mai stata da sola!

Miranda tiene il suo sguardo più intenso, saldamente infilato nei luminosi occhi del dottor Foster. Rimangono in silenzio per un lungo momento, durante il quale sembrano continuare a parlare. Fino a quando Miranda trasale. Estrae dalla sua tasca, la pagina di una rivista, accuratamente ripiegata. La apre e la mostra al dottor Foster. La sua voce non può nascondere l'emozione mentre dice...

M: spero con tutto il cuore che questa bambina sia ancora viva!

Il sorriso rassicurante del dottor Foster, accarezza di nuovo il cuore di Miranda, mentre la sua voce orgogliosa, spazza via ogni timore...

A: Oh, la nostra piccola Aurora! Certo, non si preoccupi, sta molto meglio! È cresciuta. Ha già ripreso a parlare e a sorridere anche! Aurora ha tre anni... beh, quasi tre anni e mezzo. Immagino che l'ultima cosa che dobbiamo fare, sia convincerla a lavare Milo, il suo adorato orsacchiotto!

Miranda sorride e il suo viso si illumina di dolcezza. Gioia si spande ovunque, nel suo sentire. Tuttavia, all'improvviso, non può fare a meno di dire a quell'uomo, una cosa che non ricorda di avere mai raccontato prima. La nostalgia si allarga a poco a poco nel suo sguardo, la sua voce suadente si diffonde, mescolandosi nel chiarore della stanza...

M: Oh, ne sono davvero molto felice! Lo sa, questa piccina, assomiglia moltissimo a mia sorella Oriana, quando aveva la sua età. Ah, è buffo! Se dovevo lasciare mia sorella per qualche giorno, lei mi diceva sempre, "Non puoi andare Miri! Perché io oggi ho bisogno di te!" Poi, la mia sorellina allargava le sue piccole braccia e con la bocca spalancata, disegnava nell'aria la quantità più grande che poteva, dicendo... "E domani ho bisogno di te... di più!" Beh, non lo so esattamente perché sono qui! Immagino, che quella scritta gialla, abbia fatto scattare qualcosa. Sono venuta, perché... avrei molta voglia di dare una mano!

Da diversi minuti, il cuore del dottor Foster, sta ostinatamente provando ad uscire dal petto. Immagina di avere il viso color di brace. Sente le sue pulsazioni galoppare nel collo e avrebbe voglia di saltare su e giù, come un bambino e di strillare di gioia. Tuttavia, è uno psicologo adulto e anche se a malapena, si contiene. È costretto a deglutire un paio di volte, prima di riuscire a rispondere, cercando invano, di apparire almeno moderatamente normale...

A: Oh, sarebbe fantastico! … Voglio dire … abbiamo un grande bisogno di qualsiasi aiuto e questi lavori di ristrutturazione ci stanno facendo impazzire. Sarebbe fantastico, poter contare sul suo aiuto, signorina Lawson!

Miranda è pienamente consapevole che il suo stomaco sta reagendo in un modo insolito e che il suo cuore, di tanto in tanto, perde qualche colpo, in modo altrettanto anormale. Si sente confusa, sta provando una miriade di sensazioni fuori standard. Molte volte si è sentita attratta da un uomo, in passato. Tuttavia, era più un desiderio fisico, un trambusto erotico, che trascinava le sue voglie e tentazioni.

Si rende conto, che non sta minimamente pensando al sesso. È qualcosa di molto interiore. Una specie di sintonia magnetica, una continua attrazione mentale, che provoca un'intensa eccitazione emotiva, che travolge il suo corpo e che esplode come una bomba dentro di lei. I suoi sensi rispondono a qualcosa nell'aria. Qualcosa fatto di anima, che non ha ragione, senza nessuna logica o spiegazione, ma è capace di far impazzire completamente il suo cuore. Miranda si sente pervadere da un'incontrollabile voglia di amare!

M: piacere mio!

Il dottor Foster non può sfuggire gli occhi tempestosi di Miranda. Si sente come trascinato dal vento e sbattuto sugli scogli da tumultuose onde. Ha la sensazione di venire spinto fuori dal suo respiro. È una sensazione travolgente, che lo carica di nuova energia. Non fa più caso ai suoi battiti impazziti e si lascia pervadere dal piacevole ciclone. Infine, toglie il pennello dal secchio e lo porge gentilmente a Miranda, mentre con voce molto affabile le dice...

A: Immagino, che la ristrutturazione di questa stanza, stia per ricevere un sostanziale quanto inaspettato miglioramento! Scelga pure la zona che preferisce signorina Lawson, io intanto mi procurerò un altro pennello.

Miranda raccoglie il pennello dalle mani del dottor Foster. Una luce ammaliante le risplende nel viso, mentre risponde...

M: beh, immagino, che se dobbiamo condividere lo stesso pennello, dottore... puoi incominciare a chiamarmi Miranda!

Continua ...