CAPITOLO 25
Il respiro di Han era ancora fortemente alterato quando si alzò per controllare la situazione:
«Hanno agganciato il Falcon… A quanto pare sono già arrivati a prenderci…».
Leia si mise a sedere cercando di ricomporsi, ma quando osservò la scena attorno a loro fu presa dal panico. Fango su di lui, fango su di lei, fango ovunque… e la nave del rappresentante hapano che li stava per caricare al suo interno. Fra poco il portello del Falcon si sarebbe aperto e allora la principessa Leia che scusa si sarebbe inventata per spiegare tutto questo? Il tempo per se stessa era già finito.
«Non ti preoccupare, ci penserò io al rappresentante, – gli disse lui intuendo le sue preoccupazioni – tu vai nella mia cabina, chiuditi in bagno e fai una bella doccia rilassante, resta lì fino a quando non arriverà Jessa», l'aiutò a rialzarsi, ma non era sicuro che lei avesse realmente udito le sue parole perché pareva letteralmente in trance.
«Ehi, – le disse prendendole dolcemente il viso tra le mani per riportarla alla realtà – andrà tutto bene, qualcosa mi inventerò vedrai, dopotutto sono finito davvero nelle sabbie mobili…», le rivolse un sorriso tenero dandole un lieve bacio a fior di labbra.
Un forte scossone anticipò il loro atterraggio dentro il deposito della grossa astronave hapana, lo sguardo di Leia finalmente si focalizzò su di lui e pensò di non aver mai visto così bello, nonostante fosse ricoperto di fango.
«Coraggio, vai ora… andrà tutto bene», ripeté il pirata.
Anche se non si fidava per niente dei suoi 'andrà tutto bene', lei annuì e si allontanò in fretta per nascondersi alla vista degli altri mentre Han si preparava all'incontro. Lo guardò un'ultima volta dal fondo del corridoio, poi il portello del Falcon si aprì e lei sparì chiudendosi la porta della cabina alle spalle; in quell'attimo di silenzio sentì il suo cuore batterle ancora freneticamente nel petto.
Garynn, il rappresentante hapano, rimase a bocca aperta vedendo le condizioni del capitano Solo mentre usciva dal Falcon e un'espressione stupita si dipinse anche sui volti di Luke e Jessa, che però fecero finta di niente prendendo in mano la situazione.
«Ehi Han, sembri appena uscito da una porcilaia, ti sembrano queste le condizioni per presentanti ad un nobile hapano?», Jessa gli andò incontro, ma evitò di toccarlo visto il suo aspetto poco attraente.
«Mia cara… era una porcilaia il posto che è stato scelto per nascondere il Falcon! – replicò lui inacidito – Evidentemente degli imperiali ci sono caduti dentro prima di noi, hanno danneggiato senza saperlo la mia astronave e poi sono sprofondati nelle sabbie mobili… proprio come stava per succedere a me!», il suo tono era irriverente come al solito, nulla lasciava presagire ai fatti volontariamente omessi nel racconto.
«Signore, mi scuso per il mio stato, ma non ho avuto tempo per tirarmi a nuovo», Han inchinò leggermente la testa per salutare l'hapano.
«Il mio nome è Garynn capitano, ho un importante messaggio da consegnare a sua maestà, la principessa Leia, con la massima urgenza, mi manda il principe Isolder in persona», disse il messo con tono piuttosto formale.
Il contrabbandiere rimase un po' spiazzato a quella notizia, difatti pensava che il rappresentante hapano fosse stato mandato dalla Regina Madre e non dal figlio, dato che Isolder, a suo tempo, aveva promesso di rimanere estraneo alla vicenda. Guardò dubbioso verso Luke e questi si offrì di spiegare le ultime novità:
«Non ti preoccupare, Garynn è una persona fidata mandata da Isolder e non dalla Regina Madre. Purtroppo Ta'a Chume non ha aspettato il nostro rientro per passare all'attacco, ha fatto prigioniero suo figlio e ha mandato un emissario per ucciderci. Fortunatamente Garynn, da sempre fedele al principe, ha eliminato il killer e ci ha raggiunto per darci man forte».
«Che cosa? La Regina Madre ha imprigionato suo figlio? Ma…», Han aveva ancora la testa in subbuglio e si chiedeva se tutto ciò fosse uno scherzo della sua immaginazione o se stesse accadendo sul serio.
«Sì signore, è proprio così. Ora mi può dire dove posso trovare la principessa Leia?».
«Certo, – balbettò Han cercando di riprendersi – sua maestà sta facendo una doccia perché, al contrario di me, si è rifiutata di comparire in pubblico in simili condizioni», evitò accuratamente di guardare in direzione di Luke o di Jessa per mantenere la massima credibilità possibile.
«Oh, capisco. In tal caso la aspetterò di sopra, nella sala di comando. Nel frattempo, se vuole unirsi a noi, le mostrerò i dati che siamo riusciti a ricavare dal database della stazione imperiale, così si renderà conto meglio della situazione».
«Con piacere», accettò lui, ma prima di unirsi a Garynn e Luke prese Jessa in disparte e le sussurrò:
«Vai da Leia e stai con lei… assicurati che sia veramente pronta prima di portarla in sala comandi, siamo intesi?».
Jessa annuì senza fare ulteriori domande, lo sguardo tremendamente serio di lui era sufficiente per capire che molte cose erano successe, ma non era quello il momento adatto per discuterne.
«Leia? Sono io, Jessa. Posso entrare?».
La voce di Jessa riportò Leia alla realtà, erano parecchi minuti ormai che era sotto lo scroscio bollente e ristoratore della doccia, ma non se n'era resa conto, la sua mente era assorta in mille pensieri.
«Certo, vieni pure…», uscì dalla doccia e si avvolse nel primo asciugamano che trovò.
Il fango era stato lavato via completamente, ma il profumo di lui era rimasto ed era ovunque lì dentro, nella sua cabina. Osservò il riflesso della sua immagine nello specchio appannato del bagno e si chiese come avrebbe fatto a darla a bere agli altri, dato che ora non riusciva più ad ingannare neanche se stessa; che cosa avrebbero pensato vedendola in quello stato?
Le sembrava che il suo peccato fosse scritto a caratteri cubitali sulla sua fronte, ma in fondo che cosa aveva fatto di male? Anche la principessa Leia aveva un cuore e una volta tanto gli aveva dato ascolto, dunque perché doveva sentirsi in colpa?
Respirò ancora profondamente, per farsi coraggio. Lui era già sceso per affrontare gli altri, ora anche lei doveva dimostrare di essere forte.
«Leia? Ti ho portato dei panni puliti…», disse Jessa porgendole degli indumenti mentre usciva dal bagno.
«Ti ringrazio molto. L'ultima cosa che volevo fare era vagare per l'astronave in cerca di qualcosa da mettermi addosso», Leia tentò di fare dell'umorismo, ma evitò di guardarla negli occhi.
«Figurati, Han ci ha detto del vostro incidente con le sabbie mobili e così ho pensato di procurarti un ricambio. Vedendo le sue condizioni posso capire il perché tu ti sia rifiutata di presentarti».
Il commento era privo di ogni malizia, ma la principessa arrossì visibilmente ripensando ad alcuni particolari del loro incontro…
A questo punto un forte sospetto si insinuò nella mente di Jessa, dopo aver visto il fango che ricopriva l'entrata del Falcon, lo strano rossore sul viso di lei e, soprattutto, il suo stato confusionale, capì a pieno l'importanza e la difficoltà del compito che le aveva affidato Han: non sarebbe stato facile prepararla alle notizie che aveva in serbo per lei Garynn.
«Adesso è meglio che mi sbrighi, non voglio far attendere il rappresentante hapano più del dovuto», disse Leia prendendo i vestiti e aspettando che l'altra uscisse dalla stanza.
«Bene – si congedò Jessa – mentre tu ti vesti darò una ripulita al Falcon, là in entrata c'è un disastro!», stavolta il suo commento, come anche il suo sorriso, era volutamente malizioso e di nuovo il volto della principessa si colorò di un rosso acceso.
La donna sorrise tra sé mentre abbandonava la stanza, era felice di sapere che le cose fra Han e Leia si erano finalmente sistemate, ma temeva che il confronto fra la principessa e Garynn potesse cambiare nuovamente le carte in gioco, sempre a discapito del povero contrabbandiere.
Grazie all'intervento di Leia al centro dati della base, Luke era riuscito a ricavare molte informazioni di vitale importanza: la mappa dei nuovi insediamenti imperiali, gli armamenti, la lista dei politici corrotti, le schede dettagliate delle spie… e naturalmente anche parte delle comunicazioni intercorse negli ultimi anni tra la Regina Madre e il nuovo capo dell'Impero.
Il cavaliere Jedi tentò di spiegare al capitano Solo le scoperte appena fatte, ma presto si accorse che la mente del suo amico era completamente rivolta altrove e anche il contatto con la sorella tramite la Forza gli risultava difficile… era ovvio il fatto che fosse successo qualcosa tra loro, ma l'incaricato di Isolder doveva restarne all'oscuro.
Han cercò di celare la sua impazienza facendo finta di seguire i dati che passavano sugli schermi del centro di controllo installato sulla nave di Garynn. Il fango che lo ricopriva ormai si era seccato e gli tirava la pelle, ma nonostante il forte desiderio di fare un bagno e ritirarsi nella quiete del suo Falcon, voleva aspettare l'arrivo di Leia per assicurarsi che stesse bene e che fosse in grado di affrontare l'incontro con l'hapano con la determinazione di sempre.
Fortunatamente l'attesa non durò molto, dopo pochi minuti infatti le due donne fecero il loro ingresso nella sala di comando e Garynn accorse subito ai piedi della principessa per salutarla.
Leia rimase stupita nel vederlo, sapeva che lui era il braccio destro di Isolder e non si aspettava certo di trovarlo lì come inviato della Regina Madre; qualcosa non quadrava e le ipotesi potevano essere solo due: o Garynn faceva il doppio gioco o Isolder le aveva mentito. La presenza di Luke però la tranquillizzava, suo fratello probabilmente aveva già sondato la mente dell'hapano e si era accertato della sua buona fede. Vicino al cavaliere Jedi c'era Han, ancora ricoperto di fango. La principessa evitava di guardarlo per nascondere il suo turbamento, ma le bastava vedere la sua figura con la coda dell'occhio per sentirsi più sicura e più forte.
"Grazie capitano per essermi rimasto vicino", pensò prima di rivolgere la sua attenzione all'hapano.
«Principessa non immagina che sollievo sia per me vedere che sta bene, temevo di essere arrivato troppo tardi», esordì Garynn.
«Troppo tardi? Che vuol dire?», lei gli rivolse un'espressione confusa.
«Sono stato inviato dal principe Isolder per proteggervi, sua madre lo ha fatto prigioniero e ha mandato Syumn, uno dei migliori sicari hapani, per eliminare tutti i membri della vostra spedizione… probabilmente la Regina non ha più interesse nel mantenere segrete le sue intenzioni nei vostri confronti e ha abbandonato ogni forma di diplomazia. Quando sono riuscito a trovare Syumn ormai la base di Kalist VI era già stata avvertita del vostro arrivo, gli imperiali avevano il compito di trattenervi fino al suo arrivo… al resto ci avrebbe pensato lui di persona. Principessa, mi scuso se non sono riuscito ad arrivare prima, ma ho fatto del mio meglio», le disse il rappresentante con aria lievemente mortificata.
«Che cosa? Isolder è stato fatto prigioniero?», Leia non poteva credere ad una cosa simile.
«Proprio così altezza e… a questo proposito avrei un messaggio da riferirle», l'hapano si guardò attorno con circospezione.
«Non preoccuparti – lo rassicurò lei – tutti coloro che si trovano in questa stanza godono della mia massima fiducia, puoi parlare liberamente».
«Ma… sono fatti un po' personali, sua maestà è sicura che…».
«A questo punto non ci sono più segreti, non avere timore, parla», sentiva lo sguardo di Han su di lei e in un certo senso questo le dava coraggio.
«Va bene, – cominciò Garynn – so che vostra altezza aveva pregato il principe di non interferire nelle ricerche, ma subito dopo il vostro colloquio le cose sono precipitate. Evidentemente la Regina, informata dalle sue spie, è venuta a sapere della vostra missione ed è corsa immediatamente ai ripari, il principe ha rifiutato di sottostare agli ordini di sua madre e per questo è stato imprigionato. Grazie ad un travestimento sono riuscito a parlare con lui ed è stato in quel momento che egli mi ha incaricato di trovarvi a tutti i costi e di pregarvi di tornare in nome del popolo di Hapes e per il bene della Nuova Repubblica. Mi ha detto che avevate ragione a sospettare di sua madre ed implora il vostro perdono…».
Leia d'improvviso sentì la testa girarle vorticosamente… non riusciva davvero a spiegarsi come potevano essere successe così tante cose in un lasso così breve di tempo.
Pur non guardando nella direzione di Han era convinta che il suo viso si era fatto pallido sentendo il racconto dell'hapano, forse perché, come lei, si era reso conto che, nonostante i forti sentimenti che provavano l'uno per l'altra, la loro storia era semplicemente irrealizzabile.
C'erano troppe cose in ballo: la Nuova Repubblica, tutta la gente innocente che presto sarebbe stata coinvolta in una nuova guerra, un marito da salvare, i piani di un'ambiziosa regina da mandare all'aria, il ritorno al potere dell'Impero… come trovare il tempo e lo spazio per una questione personale?
Eppure come poteva dimenticare quello che era successo in quegli ultimi giorni e tornare a vivere come prima? Come riuscire a spazzare via tutto il sentimento e la passione e la gioia di averlo ritrovato in un attimo?
"Oh Han, non te ne andare", lei avrebbe voluto gridare, non voleva perderlo di nuovo, soprattutto ora che più che mai ne aveva bisogno.
«Inoltre – continuò Garynn mettendole qualcosa in mano – il principe mi ha raccomandato di consegnarle questo come prova della sua buona fede e come segno di fiducia nei vostri confronti, è sicuro che voi agirete per il bene del vostro popolo e che farete la scelta giusta», il rappresentante le lanciò un'occhiata fiduciosa e sicura.
La fede nuziale di Isolder brillava tra le mani di Leia, sapeva bene a quale scelta si riferisse suo marito e temeva di non avere altra alternativa: non poteva perdere altro tempo, doveva tornare su Hapes per salvare il suo popolo. Il compito ufficiale che l'attendeva era troppo importante anche per la sua vita privata e ciò che doveva pagare era un conto pesantissimo e doloroso.
«Ha detto che solo quando l'anello tornerà al suo posto vorrà dire che tutto si sarà sistemato», terminò l'hapano guardandola con occhi pieni di speranza.
Quando lei rialzò la testa si accorse che la figura del capitano Solo era sparita dal suo campo visivo, se n'era andato silenziosamente subito dopo aver sentito le ultime parole di Garynn.
Lacrime salate tornarono a bagnarle il viso, la sua vita stava per essere sconvolta da una nuova guerra, ma l'unica cosa a cui riusciva a pensare era ad Han e al fatto di essere riuscita a perderlo, una volta ancora.
«Oh principessa, voi state piangendo… Scusatemi se vi ho sconvolto con queste pessime notizie». Garynn non poteva capire quello che le passava per la mente in quel momento, ma Luke sì e si avvicinò prontamente a lei per sostenerla perché dal momento in cui il suo amico era uscito dalla stanza lei aveva perso tutta la sua forza ed era crollata.
«Vogliate scusarci Garynn, ora penso sia meglio accompagnare mia sorella nella sua cabina e darle il tempo per riflettere su queste ultime novità».
Luke accompagnò Leia nella sua cabina e lasciò l'hapano in compagnia di Jessa mentre la loro astronave e il resto delle squadre facevano ritorno su Urdur.
