Il cavaliere, la morte e il diavolo (Erza, Zero e Jellal) è in realtà il titolo di un'incisione di Dürer, molto suggestiva, che mi è capitato di vedere proprio mentre scrivevo questo capitolo. È un'opera incredibile, magari riuscissi a disegnare così! Sono brava con le parole ma la matita non è mai stata il mio forte. Lo stesso vale per la musica, la amo e ne ascolto a palate ma non so tenere il ritmo nemmeno battendo le dita sul tavolo.
Il cavaliere, la morte e il diavolo
Quando Wendy riaprì gli occhi ciò che l'accolse fu uno spettacolo desolante. Juvia e Carla erano stese accanto a lei ma sulle rive del lago c'erano le figure del mago degli Oracion Seis che le aveva attaccate e della strana ragazza gatto che le aveva aiutate. Non le occorse molto per capire che per l'uomo non c'era più niente da fare e la ragazzina si costrinse a girare la testa con la forza. Quelli erano inconvenienti che potevano accadere quando si affrontava una gilda oscura, o almeno così pensava Wendy. Avrebbe fatto meglio a concentrare i suoi poteri sulle sue compagne, ma non appena allungò le mani verso Carla qualcosa la distrasse improvvisamente.
- Jellal ... - Wendy saltò in piedi annusando l'aria. La scia che aveva colto era indubbiamente quella del suo vecchio amico ma si stava muovendo velocemente e se non l'avesse intercettata in tempo l'avrebbe persa di nuovo. Wendy lanciò un ultimo sguardo alle compagne, implorandole silenziosamente di perdonarla, poi si gettò tra gli alberi, correndo quanto più velocemente le riusciva di fare.
Potevano pure essere trascorsi anni da quando lei e Jellal si erano visti l'ultima volta, ma Wendy non era riuscita a dimenticarlo perché era soltanto grazie a lui che si era salvata quando il drago che l'aveva allevata l'aveva improvvisamente abbandonata. Fin da quando aveva memoria, infatti, la ragazzina aveva vissuto nella foresta in compagnia di uno splendido drago femmina dalle grandi scaglie bianche: Grandine. Era stata lei ad insegnarle la sua magia, le tecniche di guarigione e l'uso delle erbe. Wendy non conosceva altro mondo se non quello che c'era intorno alla draghessa, Grandine era la sua casa e lei viveva e dormiva sotto le sue grandi e soffici ali. Ma uno sfortunato giorno, sette anni prima, Wendy si era svegliata improvvisamente da sola, senza più alcuna traccia della madre che l'aveva allevata. Si era sentita terrorizzata, abbandonata, triste. Per alcuni giorni era rimasta ferma nello stesso punto, attendendo invano il suo ritorno, poi quando la fame l'aveva finalmente costretta a spostarsi, Wendy si era avventurata fuori dalla foresta. Non conosceva niente del mondo in cui vivevano gli umani. Avrebbe potuto incontrare qualsiasi cosa quel giorno sul sentiero, una coppia di briganti o un gruppo di lupi, ma per fortuna era inciampata praticamente addosso ad un ragazzo con i capelli blu ed uno strano tatuaggio sul viso.
La piccola dragon slayer stava ancora correndo quando la foresta si mise a tremare ed i sigilli che trattenevano Nirvana si sciolsero, liberando precipitosamente tutta l'energia che contenevano. L'esplosione successiva la travolse in pieno e se Wendy riuscì ad evitare il peggio fu soltanto grazie ai suoi poteri, che le permisero di attutire l'urto.
La ragazzina si ritrovò a tossire e ad annaspare in mezzo alla polvere, distesa per terra. Ebbe solo pochi secondi per capire che la foresta attorno a lei era stata rasa al suolo, prima di scorgere in lontananza un bagliore accecante: bianco e nero che collidevano. L'odore delle meteore la raggiunse di nuovo e Wendy non esitò oltre a rimettersi in piedi e a precipitarsi in quella direzione, correndo tra i tronchi morti e le rovine che erano improvvisamente emerse dal verde. Era quasi arrivata a destinazione, quando un raggio oscuro andò a schiantarsi a pochi metri da lei, sbalzandola di nuovo a terra.
Forse correre in quel modo incontro al pericolo non era stata la mossa migliore, ma Wendy se ne rese conto quando ormai era già troppo tardi.
Jura gridò il suo nome costringendola a girarsi e quando la ragazzina lo fece le parole le vennero letteralmente meno per lo stupore. Jellal era lì. Avrebbe riconosciuto dovunque quei capelli e quel tatuaggio, anche se quello che le stava davanti adesso non era più un ragazzo, ma un giovane uomo con un mantello strappato. Per un attimo i loro sguardi si incrociarono, poi qualcosa l'afferrò mozzandole il fiato e strattonandola improvvisamente indietro: si trattava di un fascio d'energia oscura, denso e viscido come un serpente.
- Guarda cosa abbiamo qui! - Ridacchiò Zero sollevandola un po' più in alto per guardarla meglio - Questo simbolo non è quello di Cat Shelter? -
Zero rimirò la ragazzina per qualche istante, provocandole una serie di brividi lungo la schiena ma ancor prima che potesse deciderne cosa farne un getto d'acqua lo investì in pieno. Wendy trattenne il respiro ma nemmeno una goccia riuscì a sfiorarle il viso e quando riaprì gli occhi capì che Zero aveva deviato tutto l'incantesimo semplicemente con il potere di una mano.
- Lascia stare la ragazzina! - Erza fu la seconda a passare all'offensiva con la spada sguainata, ma Zero non fece alcuno sforzo per difendersi nemmeno questa volta. Afferrò la lama con la mano sbattendo via la maga e così forte da lasciarla stordita a terra ad un passo da Jellal.
- Le donne non dovrebbero combattere. - Nemmeno Juvia, che aveva lanciato il primo attacco, fu abbastanza veloce da reagire in tempo: Zero colpì anche lei scagliandola via e lasciando soltanto Carla impietrita al suo posto.
Vedere Erza colpita in quel modo, strappò una smorfia tanto a Jellal quanto a Hoteye e Simon, ma i tre maghi si costrinsero a mantenere la calma: c'era pur sempre Jura che li guardava e poi non potevano rischiare azioni avventate se c'era Wendy in pericolo.
- Mettila giù. - Intimò Jellal ma solo per convincere Zero a serrarla più vicino con un braccio attorno al collo. La stretta era così forte che Wendy sentiva quasi mancarle il fiato.
A quel punto non restava altro che prendere l'iniziativa ma Jellal venne anticipato ancora una volta da una specie di missile fiammeggiante: si trattava di Natsu. Peccato che il dragon slayer venne rispedito rapidamente indietro, insieme al successivo attacco di Gajeel. Fairy Tail, Lamia Scale e Blu Pegasus avevano finalmente raggiunto il centro dell'esplosione che aveva liberato Nirvana. Anche se lo scoppio dei siglilli li aveva travolti e anche se lo scontro con gli Oracion Seis li aveva quasi decimati, erano ancora pronti a fare il loro dovere. Poco importava se come Hibiki, dovessero aggrapparsi a qualcuno per stare in piedi. Tuttavia le gilde legali non erano le uniche arrivate sul posto.
- Vi siete fatti seguire. - Sibilò Jellal ai maghi di Crime Sorcière che si stavano raccogliendo attorno a lui, ma Ultear lo zittì con una risatina - Non ci hanno seguiti. Stavate facendo così tanto casino che hanno capiti da soli dove venire. -
A quel punto Jura non attese altro per afferrare Carla, Juvia ed Erza e precipitarsi dal lato in cui si erano raccolti i loro compagni. Il movimento improvviso riscosse la maga in armatura, così come la stretta di Lucy.
- Che cosa ti hanno fatto, Erza? -
- Se vuoi prendertela con qualcuno per il modo in cui è ridotta la tua amica, prenditela con quel signore là. Io sono un gentiluomo, non tocco le donne. - La zittì Jellal, tenendo ancora lo sguardo fisso su Zero - Te lo ripeto l'ultima volta: metti giù la bambina o mi arrabbio sul serio. Non mi piacciono quelli che usano i più deboli come scudo. -
- Stanne fuori! - Fu l'immediata risposta di Natsu - Siamo noi i compagni di Wendy e ci occuperemo noi di salvarla! - Era già pronto a tornare all'attacco, quando un colpo di proiettile gli sfiorò i piedi, costringendolo a fare un passo indietro.
- Ci sono solo due strade che un uomo può percorrere. - Gli spiegò Wally risistemandosi la falda del cappello. - Vivere in maniera cool oppure arrendersi e morire e se non vuoi morire farai meglio a stare TU fuori da questa storia. Il nostro capo tende ad arrabbiarsi quando le cose non vanno come previsto. -
- Sai, adesso che ti guardo meglio credo di aver finalmente capito chi sei. - Riprese Zero con un ghigno, ma il suo sguardo non era per Wally o per gli altri maghi raccolti intorno a lui: era tutto per Jellal. - Ecco perché avevi abbastanza potere per resistere ai miei colpi. Tu sei il master di Crime Sorcière. -
La sua rivelazione strappò una serie di esclamazioni di stupore tra le gilde legali.
- Così come tu hai sentito parlare di Zero. - Continuò il mago oscuro - Io ho sentito parlare di te: tu sei quello che chiamano il Diavolo. Il Diavolo dai Capelli Blu. Si dice che dovunque tu passi non rimangano altro che fiamme e devastazione! Ti porti lo zolfo dell'inferno addosso! -
- Zero non è un nome in codice migliore visto che dove passi tu viene azzerata qualsiasi cosa. - Ribattè prontamente l'altro.
- Sei un mostro, lo sei sempre stato. - Continò Ultear, facendo un passo avanti e brandendo la sua sfera con rabbia - In passato hai lavorato per il Consiglio, vista la tua abilità nell'elaborare informazioni e manipolare sigilli. Ma poi i Consiglieri sono stati costretti a cacciarti a causa della tua sete di potere. È stato poco dopo il tuo allontanamento che Fiore ha iniziato a sentir parlare di Brain e degli Oracion Seis. Non ci credo, hai usato i tuoi compagni per sigillare via il tuo potere e la tua personalità durante tutti questi anni pur non destare sospetti! Scommetto che è stato anche grazie ai tuoi legami con il Consiglio che hai scoperto di Nirvana. -
Fu solo a quel punto che lo sguardo di Zero si spostò sulla maga. L'uomo la scrutò per qualche lungo istante, prima di sfoderare un sorriso diabolico - Ultear. - Il modo in cui sussurrò il suo nome le provocò un brivido lungo la schiena - Ma guarda un po' chi si rivede! Eri finita a Crime Sorcière! Piccola ingrata! Io mi occupo di te e tu distruggi il mio laboratorio? Ma lo sai che cosa sono stato costretto a fare pur di sostituirti? Ho dovuto setacciare tutta la Torre del Paradiso per trovare dei ragazzini che fossero adatti al compito! E non ti dico con che gentaglia ho dovuto collaborare! Ah! Che ingrati pure loro! Gurada che fine hanno fatto gli Oracion Seis! -
Al suono del nome della Torre, anche gli altri maghi di Crime Sorcière si scambiarono uno sguardo senza capire bene cosa volesse dire. Tutti, perlomeno, tranne Jellal ed Erza che avevano già sentito parte della storia da Midnight.
- E sei venuta qui per rimettermi i bastoni tra le ruote! Non è così? Ma io non vi permetterò di strapparmi Nirvana! -
- Non ce ne facciamo niente di un incantesimo di Zaref. - Jellal tagliò corto il mago che strillava, spingendo Ultear indietro con una mano, prima che lo attaccasse distruggendo tutto e tutti sul suo cammino. - Non ho mai avuto particolare simpatia nei suoi riguardi. - Avrebbe aggiunto che era proprio Zero quello che gli interessava ma il mago ricominciò a gridare, alternando un misto di risatine e minacce - Zaref! Zaref ancora! Non lo avete capito non fu lui a costruire Nirvana? A dir la verità Nirvana fu costruita proprio per combatterlo dal poplo che viveva in questa valle: i Nirvit. E furono sempre loro a sigillarla! Ecco perché la prima cosa che farò dopo avervi spazzati via, sarà quella di distruggere i loro discendenti: i maghi di Cat Shelter. - Il suo sguardo folle passò su Wendy - Grazie al potere di Nirvana tramuterò i loro cuori in un pozzo d'oscurità e lascerò che si eliminino a vicenda. Non avrò nemmeno bisogno di muovere un dito! -
- Disgustoso ... - Jellal ormai aveva ascoltato troppe schicchezze per i suoi gusti.
- Ahaha! Smettila di comportarti come un santarellino Jellal Fernandes! Che cosa può esserci di buono in un uomo che chiamano il Diavolo? Forse hai ucciso perfino più persone di me! -
- Non lo sai che il diavolo prima di diventare tale era un angelo? Ed il più potente di tutti. Preparati ad essere investito dal giudizio divino, Zero. Qualcuno chiama la mia magia Hevenly Magic. -
Né Zero né nessun altro era pronto allo scatto successivo di Jellal, tanto che il mago riuscì facilmente a strappare Wendy dalla stretta del nemico e a scagliarlo via con un semplice colpo del palmo della mano.
Lucy e Sherry gridarono il nome della ragazzina, ma solo per ritrovarsela letteralmente scagliata tra le braccia.
Zero intanto si era rialzato, nonostante il colpo subito ed era passato al contrattacco scaglianto una raffica di incantesimi con la stessa forza e velocità di una mitragliatrice, ma niente o quasi riusciva a sfiorare Jellal.
- Que ... Jellal ... il master di ... -
Erza era ancora stordita per il colpo ricevuto e stava faticando a riprendersi, ma sentì lo stesso la voce di Juvia che farfugliava. Aveva un'aria sconvolta, così terrorizzata che l'immagine la riportò di scatto alla realtà.
- Lo conosci? - Erza si affrettò a stringerla e a sussurrarle la domanda all'orecchio, prima che qualcun altro la sentisse. Per fortuna i maghi attorno a loro stavano seguendo lo scontro tra i due master oscuri con troppa attenzione per accorgersi di loro. Quando Juvia annuì, Erza reagì rapidamente stringendola ancora più forte ed intimandole di non dire niente per non cacciarsi nei guai.
Prima Wendy e adesso anche la maga d'acqua. Erza non aveva mai immaginato che la sua gilda fosse così popolare.
