Cap 26- Pressioni
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La navicella di Cid atterrò nel cortile sollevando una leggera nube di neve. Sharon si precipitò ad accogliere l'amico ma una sorpresa l'attendeva. Cid era accompagnato dal padre Nitkha e il giovane scienziato aveva un piccolo regalo per la topina dal pelo scuro. Tra le sue braccia, avvolto in un panno, c'era un uccello grande quanto un cigno, solo la testa era visibile ed era ricoperta da piccole piume color sabbia e un ciuffetto con piume color rosso e giallo si allungava sulla nuca "L'ho trovato in una fossa. Se ne stava accovacciato e tremava spaventato." disse Cid, intanto Nitkha era corso in casa a controllare le condizioni di Vice.
"Perché lo hai portato qui?" chiese Sharon "Su entra che qui fa freddo." in realtà faceva troppo freddo per il volatile marziano abituato al clima caldo.
Cid diede uno sguardo al volatile "Tu sei una delle poche che davvero ha a cuore il destino di questa specie." si limitò a rispondere "E hai lavorato sodo con il gruppo di recupero." disse lasciando l'uccello tra le braccia di Sharon "Vado a vedere cosa possiamo fare per Vice."
La topina lo fissò con disappunto, aveva molte cose da fare ed ora doveva anche accudire un uccello che sarebbe potuto morire il giorno dopo. In realtà Sharon aveva sempre amato i Sand Runner, ma i piccoli di questa specie erano difficili da accudire e spesso morivano qualche giorno dopo il recupero. La topina sospirò con pazienza e raggiunse gli altri nel salotto. A detta di Nitkha, la situazione non era così tragica. Il lavoro da fare era tanto ma il Gladiatore se la sarebbe cavata. Leila si sentì meglio e finalmente un sorriso sollevato illuminò il volto del piccolo Oliver che aveva tenuto il muso per tutto il tempo.
"Su lascialo." disse Ronald al piccolo topino ancora avvinghiato al braccio del padre "Cid e Nitkha devono portarlo alla navicella, dai. Oliver."
Nonostante le rassicurazioni, Oliver non voleva lasciare la mano del genitore ancora incosciente e rispondeva con "No" ogni volta che lo zio gli diceva di lasciarlo.
Un'idea balenò nella mente di Sharon quando il fagottino si mosse tra le sue braccia "Oliver, ti va di venire con me a preparare da mangiare a questo uccellino?" chiese "So che papà non sta bene, ma se lo lasci curare da Cid e Nitkha si riprenderà e tornerà a giocare con te." non era stato necessario chiamare Giada e Will perché i due erano stati subito attratti dal fagotto. Oliver diede un'ultima occhiata al padre e poi si avvicinò alla zia e annuì. Sharon guardò i due topi appena arrivati e fece un cenno con la testa.
Ad aiutare i due furono quelli con più forza fisica, Ronald e Modo. Oliver era ancora insicuro ma Sharon lo trattenne incuriosendolo parlandogli del Sand Runner, Vice le aveva sempre detto di non far preoccupare i piccoli anche se la situazione rischiava di precipitare, un sorriso e un tono rassicurante doveva farli stare tranquilli. Solo ora la topina si rese conto di quanto fosse difficile per il fratello fronteggiare tutto ciò. Sulle sue spalle c'era un'enorme responsabilità e ciononostante Vice riusciva a tener duro. Ora era il suo turno, doveva seguire l'esempio del fratello e sostituirlo meglio che poteva.
Per Nitkha e Cid il problema di Vice fu facilmente individuabile e lo scienziato sapeva già cosa fare e assicurò i ragazzi che non c'era da preoccuparsi. Leila non era molto convinta e insisté per stare con loro, voleva stare vicino al marito meglio che poteva. Inaspettatamente le fu dato il permesso. Il resto dei ragazzi si riunì in cucina dove Sharon aveva iniziato le cure al piccolo Sand Runner.
"Sicura di riuscirci?" chiese Stoker dubbioso osservando il cucciolo rannicchiato sul divanetto della cucina, il capo era volto sulla schiena. Charley lo osservò incuriosita, sembrava davvero un cigno.
Oliver si avvicinò al Sand Runner e lo guardò con tanto di occhi, Giada e Will erano un po' intimoriti "Ma non ho mai visto questo animale prima."
Sharon sorrise "Vedi, la guerra li ha quasi sterminati, sono così pochi che è difficile vederli. Molti anni fa la mia famiglia ne aveva tanti."
Giada aprì la bocca "Davvero? E dove sono?" chiese.
Stoker ridacchiò, quella piccola era davvero tenera.
La zia borbottò "Ce li hanno rubati." rispose ricordandosi di quella notte. Quella fu una notte maledetta in cui accaddero le cose peggiori e in cui iniziò la sua Odissea che l'aveva portata ad essere quella che era adesso. Fu difficile conquistare la fiducia del Sand Runner ma una volta ottenuta farlo mangiare fu più facile. Oliver osservava affascinato quanto Stoker.
"Come ci sei riuscita?" Carbine osservava l'uccellino che si guardava attorno ma stavolta era più calmo e provò addirittura ad alzarsi su quelle lunghe zampe scure munite di due dita, il risultato fu che cadde accovacciato, il cuscino era troppo morbido per starci in piedi.
Charley sorrise divertita ma Sharon era pensierosa "Mi serve del cibo molto energetico." pensò a quanto potessero crescere quegli uccelli.
La terrestre pensò "Perché?"
Sharon posò uno sguardo ai ragazzi, Stoker ridacchiò "Possono crescere oltre i 9 piedi di altezza in poco tempo."
"9 piedi?" esclamò Charley "E... dove diamine lo mettete?"
Stoker continuò a ridacchiare "Hei Charley, prima delle moto li usavamo come cavalcature. E prima della guerra li usavamo ancora, spesso sono meglio delle moto, bevono poco e possono raggiungere i 120 km orari."
Throttle osservò il piccolo pennuto che provava di nuovo a reggersi in piedi e sorrise "Potremo metterlo in cortile una volta adulto e preparargli un posto dove ripararsi, è scontato che dentro casa non potrà stare."
Sharon si grattò la testa "Io volevo riportarlo su Marte."
Carbine sbuffò "Allora se non morirà qui morirà lì." disse "E' meglio se lo tieni tu per ora. Sai che per i Plutarkiani sono uno spuntino prelibato."
Passarono delle ore e ormai era notte fonda quando Cid e Nitkha uscirono dalla loro navicella e spiegarono la situazione, Leila era decisamente più tranquilla. Cid aveva fabbricato in loco una protesi in metallo leggero per sostituire la parte rotta della mandibola e aveva anche ricostruito i denti rotti, il setto nasale era stato riparato, ora solo il tempo e le cure dovevano fare il loro lavoro "E' stato molto fortunato." commentò Nitkha "Se non avesse avuto il casco inutile dire che fine avrebbe fatto."
Ronald sospirò sollevato "Come sta ora?"
"Dorme. E' ancora sotto l'effetto dei sedativi. I prossimi giorni non saranno piacevoli per lui. Ora lo lasciamo nella navicella sotto osservazione, appena starà meglio lo portiamo di nuovo in casa, va bene?" spiegò il medico.
Ormai era quasi l'alba ma gli unici ad aver dormito furono i piccoli che si erano accoccolati vicino alla loro madre. Sebbene fosse presto, la casa era piena di attività e ognuno dei topi si occupava delle proprie faccende. Throttle, Vinnie e Stoker si occupavano delle loro moto, il freddo e l'inattività poteva danneggiarle. Carbine dava una mano a Charley e a Leila la quale aveva portato i figli nella loro cameretta. Cid era alla navicella e teneva d'occhio lo stato di Vice. Modo aveva finalmente preso le foto della crotch rocket bianca ed era deciso più che mai a mostrarle a Sharon.
Tuttavia il topo grigio non la trovò nella sua camera, dove il Sand Runner stava dormendo tranquillamente, la cercò sia in cucina che nel salotto quindi pensò che fosse dai nipoti. Salì le scale diretto al secondo piano, dove c'era la camera dei piccoli ma rimase bloccato al primo piano, Sharon era lì e stava parlando con qualcuno, sembrava una discussione alquanto delicata visto il tono con cui Nitkha le rispondeva. Suo malgrado la curiosità ebbe la meglio e Modo si ritrovò ad origliare sebbene l'argomento cruciale fosse già superato.
"Dal punto di vista medico questa è l'unica cosa che non si può fare." disse Nitkha con fare paterno "Se avessi potuto, sarebbe stata la prima cosa a cui avrei posto rimedio, mi spiace."
Sharon sospirò quasi rassegnata "Non ti sto chiedendo un rimedio ma un consiglio. Mio nonno è stato chiaro ma verrei comunque cacciata se si venisse a sapere."
Il medico ridacchiò con amarezza "Sul serio, se fossi stato tuo padre ci avrei messo una pietra su. Infondo Bruce era il capo clan e poteva permettersi una cosa simile. Non fare quella faccia Sharon."
La topina si appoggiò con la schiena al muro, le braccia conserte come se avesse freddo "Sono in una pessima situazione. Qualsiasi scelta decida di prendere sarà comunque motivo di espulsione."
"E se gli parlassi? Il dialogo è sempre un ottimo mezzo per ricongiungersi." suggerì Nitkha che non aveva più alcuna soluzione.
Sharon ghignò "Lo conosci il vecchio Cloud. Mi adora e lo sai." disse ironicamente "Non aspetta altro che l'occasione per mettermi in difficoltà. Ed ora che vuole coinvolgere anche Arthan."
Il topo castano fischiò per la sorpresa "Tuo cugino?" chiese sollevando le sopracciglia "Scherzi?"
Sharon scosse il capo "Mi piacerebbe. Sul serio, da quando Vice me l'ha detto..." sospirò cercando di calmarsi "Non so cosa fare... e ho anche sonno."
Nitkha sorrise comprensivo e strinse la topina in un rapido abbraccio "Pensa ad una cosa alla volta. Cinque anni sono lunghi. Potrebbe accadere qualsiasi cosa."
La topina non sembrava convinta ma annuì lo stesso "Vado a far mangiare di nuovo il Sand Runner, sono passate tre ore." disse.
Modo sussultò e si allontanò in silenzio, sapeva che non era una buona idea farsi trovare lì da una Sharon nervosa. Per fortuna il topo grigio riuscì ad arrivare prima di lei nella stanza e fece compagnia al piccolo Sand Runner che ora gli zampettava tra i piedi. La discussione di Sharon con Nitkha lo aveva incuriosito e non poco ma Modo si sentiva un po' in colpa perché non era il tipo da origliare le discussioni private altrui. La scelta migliore era fingere di non aver ascoltato ma sapeva che non sarebbe riuscito a star zitto a lungo "Hei, non si mangiano queste!" esclamò Modo quando il piccolo Sand Runner beccò una delle foto che il topo grigio aveva tra le mani.
"Ha fame eh?" chiese Sharon appena arrivata "E tu che ci fai qui?" la topina aveva tra le mani un contenitore.
"Me ne sono ricordato." rispose Modo mostrandole le foto "E questo piccoletto voleva mangiarsele."
"Davvero?" esclamò Sharon ridacchiando. Poi fece schioccare più volte la lingua sul palato e il Sand Runner zampettò da lei agitando le alette "Ha imparato già."
Il topo grigio osservò incuriosito "Ma non erano diffidenti?"
"A quanto pare questo qui è il tipo a cui devi raccomandare più volte di non dar confidenza agli sconosciuti." rispose la topina ridacchiando "E ha anche imparato già quando lo chiamo per mangiare."
"Quella specie di.. hem... che cosa è?" Modo parve perplesso.
Sharon imboccava il piccolo volatile e indicò più volte il becco "Mamma e papà si alternano quando vanno alla ricerca di cibo. Quando arrivano chiamano il parthner e i piccoli schioccando il becco." spiegò "Imitandoli cerco di farlo sentire più sicuro."
"Sì ma sei pur sempre un'estranea." commentò Modo.
"Ora non più." rispose Sharon "Per quanto riguarda le foto?" chiese mentre il Sand Runner se ne tornava nel suo angolino a dormire.
"Vice vuole sapere se conosci il suo costruttore." spiegò il topo grigio mostrandole le foto.
Sharon le prese, le osservò una ad una e la sua espressione cambiò rapidamente man mano che i particolari della moto le passavano davanti agli occhi "Non è possibile." mormorò quando vide il simbolo del costruttore, i tre cerchi e il triangolo.
"Sai chi è?" chiese Modo, l'espressione della topina dal pelo scuro diceva molto.
"Credo di sì... ma devo fare dei riscontri... non ne sono sicura." rispose lei avvicinandosi alla scrivania e ripose le foto in una cartella.
Solo allora Modo si accorse dei due monitor accesi, li osservò e trovò familiare il luogo che ogni riquadro ritraeva "Ma è il palazzo di Limburger?" chiese.
"Sì. E' grazie a questi che ho saputo in anticipo di Napoleon e sarà sempre grazie a questi che scopriremo se quel tizio lavora per Limburger. Se sì, scopriremo chi è." rispose Sharon.
"Come diamine hai fatto a piazzare delle telecamere lì dentro?" il topo grigio fissava i monitor con curiosità mentre Sharon gli raccontava di cosa aveva fatto e gli mostrava il Nano-Bug difettoso.
"Per costruire questi aggeggi mi si è abbassata la vista in questi anni." disse lei, il nano-Bug sul palmo della sua mano.
"Allora dovrai indossare gli occhiali sul mento quando leggi." commentò Modo ridendo dell'espressione basita di Sharon "L'hai capita?"
La topina si passò una mano sul volto "Perché ti do retta?" tuttavia non poté fare a meno di sorridere "Mi chiedo da dove cacciate questo pessimo umorismo te e i ragazzi."
Modo fece spallucce "Pratica di anni!" scherzò.
"Ah eccoti!" esclamò Cid "Ti stavo cercando!" entrò nella stanza "Oh ciao Big Guy!"
Modo salutò "E' meglio che vada a dare una mano di sotto, ci vediamo dopo." tuttavia la voce preoccupata di Cid lo bloccò poco lontano nel corridoio e i singhiozzi di Sharon lo misero davanti ad una scelta difficile: andarsene e lasciare che Cid si occupasse della situazione o andare lì e dare una mano al giovane scienziato. A prevalere fu la seconda decisione ma una sgradevole sensazione lo colse quando il topo grigio vide Sharon tra le braccia di Cid che la consolava. Non c'era nulla di strano ma la cosa lo infastidiva e la topina sembrava essersi rassicurata.
Fu un momento di panico e di grande imbarazzo quando i due amici si accorsero della sua presenza e gli chiesero cosa stesse facendo ancora lì. Borbottando, Modo cercava di spiegare ma non poteva fare a meno di combattere con quel sentimento sgradevole che conosceva fin troppo bene, gelosia. Sapeva che Cid e Sharon erano amici da anni e sapeva che lo scienziato era ancora innamorato di lei. Ma era evidente che qualcosa tediava e lei aveva deciso di parlarne con le persone che conosceva di più, ma perché non parlarne con i fratelli?
"Hei, va tutto bene." ridacchiò Cid bloccando il borbottio del topo grigio "Ti sei preoccupato ed è una cosa normale. Chiunque si preoccuperebbe se la musona qui scoppia a piangere."
Sharon lo colpì con un ceffone dietro la nuca "Idiota!" disse "Vado a fare colazione, buon giorno e ciao." oltrepassò la porta camminando in fretta e Cid sospirò paziente.
"Quando è imbarazzata è più irritabile del solito." commentò lo scienziato "Allora! Andiamo a dare una mano giù, altrimenti ci dicono che siamo inutili!"
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Capitolo finito o.o ci vediamo al prossimo uhuhuhuhuh
