Distintivi e Pistole

Capitolo 26

Lei si svegliò di buon mattino, aveva dormito bene, era serena. Al suo fianco Andy dormiva tranquillo. Si alzò e andò a fare una doccia. Si sentiva rinata e voleva tornare alla normalità. Mentre l'acqua scendeva sul suo corpo, sentì aprirsi la porta del bagno, era lui. Entrò in doccia con lei e l'abbracciò. Rimasero insieme sotto l'acqua, poi si asciugarono e si prepararono per una giornata impegnativa. Lui stava preparando il caffè e la colazione, quando lei disse: "Oggi deve venire anche Pratice?"

"Sì, per l'ultima flebo. Verrà nel pomeriggio."

"Devo proprio?"

"Lo sai tesoro che lo devi fare. E' l'ultima, dai. Vedrai che anche gli esami di controllo andranno bene." Disse lui.

"Lo spero. Ok." Silenzio. "Senti visto che siamo in ospedale, vorrei passare a salutare l'agente Mallin."

"Va bene."

"Dopo vorrei andare in Centrale e rilasciare il mio rapporto."

"Puoi aspettare ancora qualche giorno. Il dottore ha detto che devi stare a riposo."

"Facciamo questa cosa e chiudiamo il caso. Voglio lasciarmi questa storia alle spalle, prima la chiudiamo e meglio è."

"Se vuoi così, faremo così." Disse lui sorridendo.

"Tu starai sempre con me, vero?"

"Non ti libererai tanto presto di me…" L'abbracciò. "Adesso andiamo."

"Ok, andiamo." Uscirono e si recarono al S. Leo per gli esami di controllo che il dottore aveva lasciato da fare. Dopo il prelievo, Sharon era ancora un po' scossa. "Accidenti a questi aghi maledetti!" Disse, cercando di recuperare la calma. Poi si recarono nella camera dell'agente Mallin. "E' permesso, agente Mallin?"

"Oh Sharon, che piacere vederti!" Dietro Sharon c'era anche Andy. "Flynn."

"Agente Mallin." Disse Flynn.

"Allora Ron come stai?" Chiese lei.

"Meglio, meglio. Grazie. Ci vorrà un po' di tempo, ma guarirò, i dottori sono fiduciosi. La tossina che mi hanno trovato ha mandato il tilt il mio organismo. Dovrò rimane per un po' in ospedale. Tu come stai?"

"Sto bene, grazie."

"Senti, Sharon …. potrei parlarti da solo…."

"Tutto quello che mi devi dire, lo puoi dire davanti ad Andy."

"Bene." Silenzio.

"Se è un problema io esco…" Disse Andy.

"Rimani qui. Ron, cosa devi dirmi?" Silenzio. Lui si fece serio.

"Volevo solo ringraziarti per avermi salvato la vita. Lui mi ha detto che sono vivo perché glielo hai chiesto tu. Mi ha detto che avrei dovuto dirtelo. Sharon grazie." Disse Ron.

"Non sentirti in debito, avresti fatto lo stesso anche tu. Ok, senti adesso noi dobbiamo andare, ti lasciamo riposare."

"Aspetta Sharon…. Ehm…Volevo scusarmi per quella sera…non ero in me, avevo bevuto ….io non mi sono accorto di nulla, non pensavo che ci avrebbero colto di sorpresa."

"Ormai è andata così, cerchiamo di andare avanti. Ci vediamo agente Mallin."

"Sharon, Flynn."

"Agente Mallin." Disse Flynn uscendo.

Uscirono dall'ospedale senza dire una parola, entrarono in macchina e si recarono in Centrale. Poi lui disse: "Mallin è proprio un coglione!"

"Andy!"

"Che c'è?! E' la verità!"

"Sì e vero!" Disse lei sorridendo.

"Sharon sei sicura di voler fare il tuo rapporto oggi, possiamo farlo anche in un altro momento, lo sai?"

"Chiudiamo questa cosa. Ho già avvisato il capo Howard e anche quelli della Disciplinare."

"Ok."

Arrivarono in Centrale, tutti rimasero sorpresi di vedere già il capitano Raydor. Lei entrò e disse:" Buongiorno a tutti! Oggi sono qui solo …. Solo per ringraziarvi per avermi salvato, per il lavoro svolto e per rilasciare il mio rapporto. Per un paio di giorni il tenente Provenza sarà a capo della divisione. Credo che non ci saranno problemi. Buon lavoro a tutti!"

Provenza si avvicinò al capitano: "Come sta capitano?"

"Sto meglio, grazie tenente. Ora se mi vuole scusare, mi aspettano per il mio rapporto." Si recò direttamente nell'ufficio del capo Howard.

"Sharon vuoi che vengo con te?" Chiese Andy.

"No, va tutto ok. Sto bene, Andy." Entrò nell'ufficio dove la stavano aspettando il capo Howard e gli uomini della Disciplinare.

Le fecero le domande di rito e poi raccontò quello che era successo. Furono dettagliati nelle domande, volevano i particolari, forse troppi. Lei si era fermata un paio di volte nel raccontare quello che era successo, era travolta dalle emozioni. Alla fine erano tutti soddisfatti e le avevano restituito distintivo e pistola. Poteva ritornare al servizio attivo, previo ovviamente i colloqui con il dr. Joe, ma quelli erano obbligatori. Dopo un paio di ore di colloquio, lei uscì dall'ufficio del capo Howard, che era soddisfatto, nonostante il fatto che l'operazione si fosse rivelata un completo disastro.

Andò diritta nel suo ufficio e chiuse la porta. Flynn era alla scrivania che parlava con Provenza, la vide passare velocemente con lo sguardo basso, sapeva che era provata. Attese qualche minuto, poi lei gli inviò un sms chiedendogli di andare nel suo ufficio. Non se lo fece ripetere, entrò, chiuse la porta a chiave e l'abbracciò. Lei si sciolse in un pianto liberatorio, tutto il suo corpo era scosso dai singhiozzi. Rimase tra le sue braccia finchè le lacrime non finirono, poi si calmò e il suo respiro divenne più regolare. Lui la fece sedere sul divanetto e le diede un fazzoletto per risistemarsi il trucco.

"Devo avere un aspetto tremendo." Disse lei con la voce provata.

"Sei bellissima, Sharon." Disse lui sorridendo.

"Hanno voluto sapere tutto Andy."

"Va bene." Disse lui tranquillo.

"Dell'intimo non ne ho parlato. Quello l'ho detto solo a te. E' una cosa nostra. Tanto non cambierà le cose."

"Stai tranquilla. Ora è tutto finito. Ho visto che ti hanno ridato distintivo e pistola." Disse guardandoli entrambi sulla scrivania.

"Sì, posso tornare operativa. Devo solo parlare con il dr. Joe, sai le regole." Disse lei sorridendo.

"Lo so, le regole." Sorrise lui.

"Portami a casa, Andy." Chiese lei.

"Ok, andiamo." Disse lui alzandosi. Lei prese le sue cose e le mise in borsa, poi si aggiustò la camicetta e i capelli e uscì.

"Arrivederci a tutti. Ci vediamo tra qualche giorno." Disse lei andando verso l'ascensore.

"A presto capitano!" "Arrivederci." Dissero dalla squadra vedendola andare via.

"Flynn tienimi informato, mi raccomando." Disse Provenza all'amico.

"Tranquillo Provenza. Ci sentiamo. Ciao ragazzi." Disse Flynn avviandosi all'ascensore. Raggiunse Sharon, che era davanti all'ascensore e lo stava aspettando.

"Adesso andiamo a casa, sai che più tardi arriverà Patrice." Disse lui entrando in ascensore.

"Oh Andy, devo proprio? Oggi è stata una giornata terribile!"

"Sharon, lo sai che devi farlo."

"Va bene." Disse lei rassegnata.

Arrivarono a casa, lei si mise sul divano, era stravolta. L'interrogatorio l'aveva provata e ricordare quegli eventi l'avevano scossa. Poi andò a cambiarsi e si mise in leggings e maglietta e tornò in soggiorno. Lui preparò del thè, aspettando l'arrivo di Patrice, che arrivò da lì a poco. Andy le aprì la porta.

"Ciao Andy, ciao Sharon. Come state?"

"Giornata difficile." Mormorò lui.

"Ciao Patrice." Disse lei appoggiando la tazza del thè sul tavolino.

"Oggi so che sei andata in Centrale." Disse Patrice.

"E' stata una giornata tremenda, Patrice. Mi hanno fatto tante domande, troppe, hanno voluto sapere i dettagli, ho dovuto rivivere tutto di nuovo." Disse lei. Patrice stava preparando tutta l'attrezzatura per la flebo. Sharon vide gli aghi e iniziò ad agitarsi.

"Andy puoi venire anche tu sul divano?" Disse Patrice.

"Certo." Disse lui.

"Non voglio, aspetta, ti prego." Disse lei cercando di alzarsi.

"Sharon, stai tranquilla. Rilassati." Disse lui abbracciandola. Sentiva il corpo di lei teso, tremava di paura. "No, non voglio. Lasciami!" Lei si alzò e si allontanò da lui.

"Sharon!" Gridò lui.

"Aspetta Andy." Disse Patrice. "Sharon prenditi il tempo che ti serve. Respira e rilassati, non c'è fretta e se non vuoi, non se ne fa nulla. Tranquilla." Patrice le prese la mano e gentilmente la fece sedere di nuovo tra le braccia di Andy.

"Nessuno vuole farti del male, ok?" Disse Patrice con voce ferma, ma tranquilla.

"Lo so. Grazie. Ok." Prese fiato, poi nascose il viso tra il petto di Andy, sentì il suo profumo, si rilassò e porse il braccio a Patrice.

"Ok, vedrai che non sentirai nulla." Disse Patrice iniziando ad inserire l'ago. Sharon sussultò e Andy sentì le sue lacrime scendere sul viso di lei, la strinse forte a lui e le baciò i capelli.

"Ecco, finito. Appendo la sacca qui, sull'attaccapanni. Sei stata brava." Disse Patrice.

"Grazie Patrice." Disse lei con le lacrime agli occhi.

"Adesso riposa un po', ok." Lei raccolse le sue cose e disse ad Andy che andava via, Louie la stava aspettando di sotto.

Rimasero sul divano, lei si calmò, abbracciata ad Andy gli disse: "Ti devo parlare."

"Ti ascolto." Disse lui sorridendo.

"Beh, volevo scusarmi con te per quello che ti ho detto nel mio ufficio, prima di riprendere la missione sotto copertura. Ron, quando eravamo in macchina, mi ha detto che lui ti aveva provocato apposta e ti aveva colpito per primo." Silenzio. "Andy …."

"Lo so, sapevo già tutto."

"Come?" Disse lei alzando la testa.

"Provenza me lo ha raccontato."

"Perché non me lo hai detto prima?" Chiese lei sorpresa.

"L'ho picchiato con piacere, quel bastardo. Non ha avuto il minimo rispetto per me e non mi dispiace quello che gli è capitato. Lui voleva solo portati a letto, credi che non abbia capito il tipo, quello è uno così, un vero bastardo!"

"Oh Andy!" Disse lei stupita.

"Avevi ragione ad arrabbiarti, ti ho messo in difficoltà al lavoro. Questa era la prima cosa che ci eravamo ripromessi di non fare. Quindi ho sbagliato. Hai fatto bene a rimproverarmi, me lo meritavo." Disse lui.

"Ti ho detto delle cose …. mi dispiace! Ero così arrabbiata e nervosa." Disse nascondendo il viso dentro il suo petto.

"Io ero geloso, da impazzire. Quel coglione doveva avere cura di te e invece, si è messo a bere! Non ti ha guardato le spalle e ….. tu gli hai anche salvato la vita!"

"Scusami per quelle parole che ti ho detto, non le meritavi." Lui la strinse forte a sé.

"Ssst. Non ne parliamo più. E' tutto passato." Lei si accoccolò tra le sue braccia e si addormentò.

Lui rimase lì un po', poi decise di farla distendere sul divano per riposare meglio. Intanto la flebo era terminata, la tolse e mise un cerotto sul braccio di Sharon. Trovò una chiamata di Provenza e lo richiamò.

"Come sta il capitano?" Chiese Provenza.

"Patrice cosa ti ha detto?"

"Mi ha detto che è ancora sotto shock. E che ha bisogno di tempo." Silenzio. "Tu come stai Andy?"

"Sto bene, Provenza. Spero si riprenda presto."

"Guarirà, è una donna forte." Silenzio. "Senti domani ce la fai a venire in Centrale?"

"Perché?"

"Ho bisogno di tutti gli uomini disponibili, domani dobbiamo fare un'irruzione nel quartiere della banda dei B52 e più siamo meglio è."

"Ok, ci vediamo domani mattina."

"A domani."

Tornò in soggiorno, lei riposava, quindi poteva iniziare a preparare qualcosa per la cena. Mentre stava preparando, sentì che lei si stava agitando. Andò vicino al divano per cercare di calmarla.

"Sharon svegliati, stai sognando…"

"No, non mi toccare…. Lasciami…" Era sudata, si agitava, ma era ancora in dormiveglia.

"Tesoro svegliati è solo un brutto sogno…" Disse lui cercando di abbracciarla.

"Lasciami, lasciami …. NOOO!" Urlò lei in preda al panico.

"Sharon, va tutto bene! Va tutto bene!" Disse lui abbracciandola. Lei si svegliò, cercando di liberarsi dall'abbracciò di Andy. Ansimò e respirò con fatica, poi finalmente sveglia si rese conto di che era solo un incubo. Si sedette sul divano, ansimando ancora per la paura, aveva le mani sul viso. Lui si sedette accanto a lei a cercò di rassicurarla.

"Va meglio ora." Chiese lui gentilmente.

"Ora va bene, grazie. E' stato un incubo." Silenzio. "Sono sudata fradicia, vado a fare una doccia."

"Vuoi che venga con te?"

"Sì, ti prego. Non mi lasciare da sola."

Fecero la doccia insieme e lei pianse ancora tra le sue braccia. L'incubo l'aveva scossa e aveva bisogno di sfogarsi. Si asciugarono e poi si vestirono. Quando si rilassarono seduti sul divano lui disse: "Sharon domani mattina dovrei andare in Centrale, Provenza mi ha chiamato perché ha bisogno di tutti gli uomini."

"Vai pure Andy, io sto bene. Domani sistemo alcune cose e poi dopodomani torno in ufficio."

"Ok, allora avviso Provenza di sgombrare il tuo ufficio …."

"Ha già preso possesso?!" Disse lei ridendo.

"Non vedeva l'ora…"

"Dovrò cambiare la serratura della porta …. " Disse lei sorridendo. Silenzio.

"Come ti senti?" Chiese lui.

"Sto bene Andy. Parlerò anche con il . Ma sto bene. Domani mattina vado in ospedale a ritirare gli esami. Sbrigo un paio di cose e poi chiamo il Dr. Joe." Silenzio. "Rusty dov'è? Non è ancora rientrato?"

"Mi ha chiamato, farà tardi…."

"Ok."

/

Il giorno dopo, di buon mattino, Andy si stava preparando per andare in Centrale. Lei era già sveglia. Mentre lui era in doccia, lei aveva scelto il completo e la cravatta per lui. Aveva tirato fuori la camicia e le bretelle. Ora lo aspettava in cucina, stava preparando il caffè e i pancakes. Arrivò vestito con gli abiti che lei aveva scelto, era bellissimo. Le sorrise e lei gli andò incontro abbracciandolo.

"Non ti dispiace se oggi riprendo il lavoro. Cercherò di tornare il prima possibile."

"Non ti preoccupare. Stamattina passo in ospedale a ritirare gli esami e poi devo fare delle commissioni. E' tutto ok."

"Va bene, allora ci sentiamo dopo. Bevo un caffè e vado, Provenza passa a prendermi."

"Digli di sgombrare l'ufficio, la padrona sta tornando!" Disse sorridendo.

"Prenderò degli scatoloni per lui…Ciao tesoro."

"Ciao. state attenti. Ok." Lui uscì e lei iniziò a rimettere a posto. Poi decise di farsi una doccia e di prepararsi per uscire. Oggi sarebbe bastata una maglietta e dei jeans. Uscì poco dopo e si diresse subito in ospedale. Dopo aver ritirato i suoi esami, li aveva cacciati in borsa, li avrebbe visti dopo. Mentre stava uscendo, incontrò il Dr. Waiters che gli andò incontro.

"Sharon sono contento di vedere che sta meglio."

"Grazie, dottore. Sì sto meglio."

"Gli esami sono andati bene. Però vorrei rifare un controllo tra un mese. E' strano che l'agente Mallin non sia riuscito ad espellere la tossina, mentre il suo fisico ha reagito così in fretta. E' strano, ma a volte capita. Però per sicurezza ci vedremo tra un mese."

"Va bene, dottore. La ringrazio per la sua disponibilità. Arrivederci."

"Arrivederci Sharon." Lei rimase un po' pensierosa, però voleva parlare con l'agente speciale Mallin.

Entrò nella sua camera "Agente Mallin."

"Oh Sharon, che bello rivederti!"

"Come stai?"

"Bene, grazie. Sei sola questa volta, senza il tuo cavaliere…"

"Il tenente Flynn ha ripreso il lavoro."

"Bene, sei in servizio anche tu?"

"No, non ancora. Riprenderò domani, ma prima volevo che tu terminassi quello che dovevi dirmi.

Silenzio.

"Quello che avevo da dire, te l'ho già detto." Disse lui.

"Ron, quell'uomo sapeva troppe cose. Cosa gli hai detto?!" Chiese lei in tono perentorio.

"Cosa vuoi che gli abbia detto?"

"Dimmelo tu! Sapeva di me, di Andy, di Jack…cosa gli hai detto?!" Urlò lei.

"Tutto quello che voleva sapere! Mi ha torturato Sharon! Cosa credi, che per me sia stata una passeggiata? Mi ha drogato, dio sa con che cosa. Sono ancora qui in ospedale e non sanno ancora che diavolo di tossina ho in corpo …." Disse lui.

"Mi dispiace. Ma voglio sapere cosa gli hai detto?" Insistette lei.

"Beh gli ho raccontato tutto della nostra copertura, ok?! Gli ho detto di te, quello che sapevo, quello che mi hanno detto per l'operazione."

"E Jack?" Silenzio. "Ron, voglio sapere perché Jack?"

"Jack lo avevo incontrato in un bar qualche giorno prima di cominciare l'operazione." Sospirò lui senza guardarla. "Abbiamo bevuto qualcosa, poi mi aveva detto che era il tuo ex."

"E poi?!"

"Mi aveva detto che sei una facile, una che ci sta con tutti, che lo avevi tradito."

"Vai avanti Ron ….."

"Abbiamo bevuto un po' di birre insieme e avevamo scommesso che sarei riuscito a portarti a letto dopo qualche giorno trascorso insieme nell'operazione."

"Sei un bastardo!" Urlò Sharon.

"Aspetta Sharon, io non immaginavo…"

"Tu gli hai detto questo?!"

"No Sharon, questo non credo di averlo detto … non lo so …."

"Cos'altro gli hai detto?!"

"Gli avrei detto tutto quello che voleva, mi ha spezzato le ginocchia, sono zoppo! Mi ha drogato, cosa avrei dovuto fare?!"

"Va al diavolo Ron!" Disse lei uscendo. Era furiosa. Cercò di calmarsi, riprese fiato e decise di chiamare il capo Howard per avere tutti i dettagli che avevano dato all'agente Mallin.

Continua…