Anch' io avrei voluto una madre così: Severus

A quanto posso vedere durante la riunione, non siamo un gruppo che può spaventare molto.

"Siamo"… intendevo dire: "I mangiamorte non sono un gruppo che può spaventare molto", io non sto più dalla loro parte, non so più da che parte sto.

Non l'ho mai saputo.

Diciamo che sto dalla parte di Lily. Del mio amore.

Del resto poco m'importa.

Disprezzo la quasi totalità della gente, sia da una parte, che dall'altra dello schieramento.

Ma torniamo alla riunione.

Io, Amycus, Alecto, Yaxley, Bellatrix e l'Oscuro Signore. Sono rimasti solo loro e pochi altri. I mangiamorte veri, infatti, sono ad Azkaban, molti fra i più forti sono lì. Il Signore Oscuro se ne disinteressa, si disinteressa di un po' di cose ultimamente.

Stranamente comunque, è stato ammesso un nuovo componente: Fenrir Greyback.

È un lupo mannaro, non certo un mangiamorte dei più degni, ma a quanto pare nessuno ci fa caso.

Nemmeno l'Oscuro Signore ci fa caso, ancora una volta. Punta in alto lui: vuole liberarsi di Silente.

"E come pensa di fare?" mi domando io in silenzio, guardandomi intorno.

Amycus e Alecto sono due totali incapaci, indegni, troverebbero difficoltà a pulire la bacchetta, figuriamoci ad usarla con astuzia.

Yaxley mai e poi mai l'ho visto combinare qualcosa che si possa, anche lontanamente, paragonare a qualcosa di intelligente e acuto. A stento sa fare a scrivere: un requisito indispensabile al ministero dove lui lavora sotto copertura. Non sarebbe di certo capace di duellare.

Forse è per questo che il Signore Oscuro tenta di utilizzare Greyback. Di cui, l'unica cosa che si sa, è che è spietato.

Che intenzioni ha? Far diventare Silente un licantropo prima di morire?

Non capisco. Forse sono troppo critico e un reale piano logico in tutto questo esiste e io non lo riesco a vedere, o intuire. Il Signore Oscuro, questo è certo, è sempre stato logico, intelligente, acuto e pragmatico.

Ma non lo capisco davvero, anche sforzandomi.

D'altra parte, non lo comprendo dalla volta in cui mi ha detto quelle parole, quelle parole che non scorderò mai: "Dimenticati di questa Lily Potter. Ci sono altre donne, più belle, più purosangue…"

Questa per me è pura follia. Lo è stata allora e lo è adesso.

Più belle di Lily? Più pure di Lily? No, non ne esistono.

E io lo odio da quando me l'ha portata via.

Mi odio da quando l'ho lasciata andare via.

Ma torniamo alla riunione.

Bellatrix… già Bellatrix, lei ha talento, è pericolosa davvero.

Ha anche parecchi sospetti su di me, temo.

Ma non mi fa particolarmente paura.

Non mi fa pura più nulla a dire il vero. Quando uno sa di aver già perso tutto, cosa può temere ancora?

Di cosa dovrei avere paura, dal momento che ho perso Lily?

Bellatrix non mi fa paura, anzi, mi diverte in un certo senso. Una bambina capricciosa e irrequieta, perdutamente innamorata, mi pare, anzi, sfrenatamente innamorata, oserei dire.

Di Rodolphus? Figuriamoci.

Ama l'Oscuro Signore.

Qui nessuno pare capirlo tranne me. Eppure lo ama veramente.

Persino lui è oggetto d'amore. Curioso. Chissà se lui l'ha capito, se fa solo finta di trattarla male, o come una semplice mangiamorte.

Stamattina lei lo guarda, lo guarda e lo adora. Più del solito. Non presta la minima attenzione a quel che dice, è persa nei suoi pensieri e giocherella sfiorandosi i capelli lunghi e sinuosi.

E lui vorrebbe eliminare Silente facendo affidamento su questo branco di incapaci…

A chi darà il compito? Silente stesso pensa che sceglierà Bellatrix, o Greyback.

Invece no…

Draco.

Draco Malfoy. Il compito spetterà a Draco, ancora un ragazzo.

Dovrà diventare mangiamorte. "Perché?" mi domando io, sempre in silenzio. "Che senso ha tutto questo?" mi chiedo e rimango pensieroso.

La riunione va avanti, ma a questo punto anch'io non presto più così tanta attenzione. Penso a Narcissa e suo figlio, penso che devo subito avvertire Silente, per cercare insieme una soluzione.

Quando l'Oscuro Signore finalmente ci congeda, non mi sfugge un' occhiata che lancia a Bellatrix, poi le fa cenno di seguirlo, malamente, imperiosamente, più impetuoso del solito.

Le lancia un rimprovero con lo sguardo e poi si allontanano insieme.

Perché? Lui non la rimprovera mai.

Strano.

Ma ho altro a cui pensare ora: Narcissa.

Devo dirglielo io… di suo figlio, di tutta questa storia.

Non posso abbandonare nemmeno lei. Per quanto la disprezzi, per quanto non mi piaccia. Tocca a me. Ha bisogno di aiuto.

Mi aspetta nella grande sala; ultimamente, lo so, è sempre in ansia, sempre preoccupata.

Ci guardiamo.

Quei suoi occhi pieni di lacrime trattenute, azzurri come il mare, quei capelli lisci, biondi, lucenti come il sole.

È molto bella Narcissa…

Ma non ha nulla a che vedere con gli sfavillanti occhi verdi di Lily, la mia Lily, i capelli così rossi, così vivi e belli di Lily, la mia Lily.

Lily, anche lei con il nome di un fiore… ma la sua bellezza era tutta in lei, nella sua essenza.

Nel suo radioso sorriso, nella sua vivacità e ingenuità.

La ricordo come se fosse qui, ora.

Come se non avessi mai provato ad andare oltre.

Oltre il mio amore, altre il mio dolore.

Ma Lily… non ci sono mai riuscito, ad andare oltre, oltre te, oltre noi.

E Narcissa Malfoy, non ha nulla a che vedere con Lily.

Solo penso: "Anche tu Lily, come lei, avevi quello sguardo quando hai saputo di tuo figlio in pericolo? Anche tu come lei?"

Narcissa mi guarda con quello sguardo indescrivibile, di colei che ama la sua creatura e non permetterà che gli si faccia del male. Ma ha una grade paura che gli si faccia del male.

Non posso lasciare che suo figlio rischi la vita, è un errore già successo con tuo figlio, mia Lily.

"Cosa devo fare Severus?" mi chiede, cercando di trattenere le lacrime. Cercando in me una soluzione a tutti i suoi problemi.

"Non lo so ancora Narcissa, dobbiamo aspettare, cerco di capire come stanno le cose prima, cosa si può fare per aiutare Draco." le rispondo evasivo.

Non posso permettermi errori, devo parlare a Silente, lui saprà cosa fare, come fare per proteggere quel ragazzo.

Ma vedo che sta per piangere, crede che non la voglia aiutare? Si siede sul divano, affranta, si nasconde il viso tra le mani e piange, sommessamente.

Mi avvicino, le metto una mano sulla spalla e la stringo: un segno per farle forza. Ma non è sufficiente, lo so.

"Non dubitare Narcissa, anch'io tengo molto a Draco, lo aiuteremo vedrai, lo proteggeremo insieme."

Quando dico così, anche lei posa la sua mano sulla mia, senza guardarmi. Continua a piangere, ma sento che si fa forza pian piano.

"Non è un compito facile" dico "ma Draco non è solo, non lo abbandoneremo." la sua mano, prima posata delicatamente sulla mia, ora la afferra forte, con passione e disperazione.

Alza lo sguardo verso di me: "Non voglio… mio figlio… un assassino…"

Questa frase, un po' sconnessa, mi stupisce: non pensavo che Narcissa Malfoy si facesse tali remore, tali scrupoli.

Ma è una madre, una vera.

Io non lo posso sapere com' è. Io non ho avuto una madre vera. Ho avuto come madre una donna in balia di uomo, troppo debole per difendere suo figlio. Troppo debole per difendere me.

Intreccio le dita di Narcissa. La guardo dritto negli occhi e penso inconsciamente: "Draco è fortunato, in fondo."

Anch'io avrei voluto una madre più coraggiosa, ma non era destino. La vita non è giusta… non per tutti.

"Ti aiuterò io Narcissa, ho capito. Cerca di avere fiducia. Proteggeremo Draco in qualche modo. Davvero. Ora devo tornare al mio posto a scuola però. In questo momento non possiamo fare nulla, solo aspettare e vedere le decisioni future e dettagliate del Signore Oscuro."

Lei non stacca per un solo istante i suoi occhi dai miei, so che cerca la mia sincerità, sonda la mia anima insondabile.

Alla fine, sempre stringendo forte la mia mano, le dita sono ormai intrecciate in una sorta di promessa, mi dice: "Grazie."

E mi libera da quella stretta con un lievissimo sorriso sincero.