Ringrazio tutte le persone che leggono le mie storie … buona lettura!

Sanae78

Rokka getsu

di Sanae78

Capitolo 26

Roberto

Quella domenica pomeriggio Tsubasa e Sanae erano d' accordo d' incontrarsi nel parco Hikarigaoka sotto l' albero dove si erano confessati il loro amore.

Sanae doveva aiutare sua madre a fare delle faccende domestiche e sarebbe arrivata più tardi.

Per passare il tempo il ragazzo si era portato il suo fedele amico, il pallone, ed uno zaino doveva aveva messo dentro il manuale che gli aveva regalato Roberto prima di partire.

Lo conosceva praticamente a memoria, eppure quel giorno aveva avuto voglia di sfogliarlo.

Quel manoscritto era pieno di tanti consigli tecnici sul calcio, anche se più che altro spiegasse l' essenza di quel bellissimo sport.

Quelle nozioni gli erano servite anche nel corso del torneo di Parigi e proprio Roberto, aveva fatto modo che se ne ricordasse, dicendogli tramite Katagiri di ricordarsi cosa c' era scritto in una certa pagina.

Roberto gli aveva scritto quelle cose per permettere a Tsubasa di migliorare, anche se lui non gli sarebbe più stato accanto.

Quel giorno Tsubasa e la Nankatsu avevano vinto il loro primo campionato nazionale, eppure per Tsubasa era stato un giorno molto triste, perché aveva dovuto salutare il suo amico Roberto.

L' aveva rivisto, dopo più di tre anni, alla fine di quella partita e l' amico gli aveva domandato di andare di nuovo in Brasile con lui.

Tsubasa aveva aperto quelle pagine che, in passato, aveva riletto più volte, versandoci sopra anche delle lacrime, ed inevitabilmente aveva rivissuto il chiarimento che lui e Roberto avevano avuto dopo la partita.

Tsubasa e Roberto erano ancora abbracciati commossi circondati da tutti i ragazzi della nazionale giapponese.

Dopo essersi asciugato le lacrime Tsubasa aveva detto all' amico: "Roberto … io … vorrei parlarti …"

" … capisco Tsubasa … andiamo nel tunnel, così potremo stare più tranquilli …"

A quel punto si erano allontanati da tutti gli altri che avevano capito che quei due avevano bisogno di parlarsi da soli.

In campo era stato Roberto a rompere il ghiaccio, richiamando l 'attenzione di Tsubasa, ma ora l' imbarazzo impediva ad entrambi di parlare.

" … sei stato davvero bravo Tsubasa!"

"Grazie Roberto … è anche grazie ai tuoi consigli, se sono migliorato così tanto …"

Roberto l' aveva guardato dritto negli occhi: "Ti sbagli Tsubasa, il merito è tuo, del tuo grande talento e di tutto il tuo impegno!"

"Roberto …"

"Tu il calcio ce l' hai nel sangue ed hai sempre conosciuto quella verità, anche prima che ci conoscessimo."

" … Roberto, il pallone è sempre stato il mio migliore amico e lo sarà per sempre …"

"Si, lo so … Tsubasa, il pallone è anche il mio migliore amico …"

" … Roberto … ho bisogno di farti delle domande …"

"Chiedi pure Tsubasa … ti prometto che stavolta non verrò meno alla mia promessa!"

"Roberto perché non mi hai voluto portare in Brasile con te? Forse non era ancora abbastanza bravo?"

"No, Tsubasa! Tu eri già bravissimo e sarei stato felice di portarti in Brasile con me."

"Allora perché te ne sei scappato via lasciandomi in Giappone?"

"Tsubasa devi perdonarmi se sono scappato, ma sarebbe stato troppo duro per entrambi, se ti avessi dovuto dire che non ti potevo più portare con me …"

"Troppo duro?"

"Tsubasa mi è dispiaciuto farlo, ma quella era la cosa migliore da fare per te …"

"Per me? La cosa migliore? Ma il mio sogno era quello di andare in Brasile …"

"Ascoltami, Tsubasa … per favore … osservandoti durante le partite, mi sono accorto che non era ancora venuto il momento giusto per te …"

"Il momento giusto?"

"Tsubasa avevi appena dodici anni e non sarebbe stato corretto allontanarti dalla tua famiglia e dai tuoi amici … ero sicuro che prima o poi saresti stato pronto ad inseguire questo sogno con le tue forze ed oggi l' hai dimostrato a tutto il mondo …"

"La mia famiglia ed i miei amici?"

In quel momento Tsubasa aveva passato a tutti i bei momenti che aveva vissuto in quegli anni ed a quanto una certa persona in particolare, Sanae, fosse diventata importante per lui.

"Si, Tsubasa, perché tu hai la fortuna di avere dei genitori e degli amici sinceri che ti stanno vicini e ti sostengono … sai un po' d' invidio, perché purtroppo mia madre è morta, quand' ero piccolo e sono stato costretto a crescere troppo in fretta ed a solo … forse è per questo che il calcio è sempre stato tutto per me …"

"Roberto…"

"Adesso capisci Tsubasa … l' ho fatto per il tuo bene, ma ora voglio rimediare ed aiutarti a realizzare il tuo sogno di diventare un calciatore professionista …voglio organizzarti un provino con la squadra del San Paolo, che ne dici?"

"Va bene, Roberto! Prenderò il diploma e poi verrò da te …"

"Qua la mano, amico!"

"A presto Roberto!"

Sanae era arrivata da poco ed aveva trovato Tsubasa con gli occhi chiusi e sembrava che si fosse appisolato.

L' aveva già visto altre volte così e temeva di disturbarlo da qualcosa che per lui era importante, quindi si era limitata a sedersi silenziosamente accanto a lui, appoggiando la sua testa sulla sua spalla.

Sanae non lo sapeva, ma Tsubasa aveva percepito la sua presenza.

"Sanae!"

"Scusami, Tsubasa!"

"E di che?"

"Ti chiedo scusa per averti svegliato."

"Non stavo dormendo … ero preso dai miei pensieri … sono felice che tu sia qui!"

Continua …

Disclaimer

I personaggi presenti in questa storia appartengono a Yoichi Takahashi.

Note

'Rokka getsu' è in Giapponese e significa 'Sei mesi'.