Dopo quella conversazione, Haruka uscì, lasciando Anya sconvolta: non l'aveva mai vista così. Se non fosse stato per suo fratello di sicuro, l'avrebbe schiaffeggiata. Rimasti soli, Michael le raccontò tutta la verità. Le raccontò di come si erano incontrate, di come si erano amate, di come entrambe avevano scoperto dell'esistenza di Hiroshi nella loro vita, della gravidanza di Michiru per arrivare alle ultime scoperte. Solo ora aveva un quadro più chiaro della situazione: Hiroshi aveva usato il fondo cassa della società per pagare i Davis. Era ormai notte e Haruka ancora non tornava, aveva chiesto il numero del cellulare al fratello e lui si era rifiutato di darglielo.

-E' grande abbastanza per cavarsela da sola!- le aveva detto.

In realtà lui l'aveva chiamata, per assicurarsi che stesse bene, e lei gli aveva chiaramente detto di non voler parlare con sua sorella.

Non riuscendo a dormire, decise di prendere un po' d'aria: uscì e si sedette sui tre scalini fuori all'ingresso. Si sentiva così in colpa verso Aru e non sapeva cosa fare. Voleva tanto chiederle scusa. Scusa per aver accusato ingiustamente la donna che amava. Scusa per averla abbandonata. Le sue parole le avevano fatto capire di averla ferita molto.

-Sei rimasta fuori?- alzò di scatto la testa per vederla lì in piedi davanti a lei!

Moriva dalla voglia di abbracciarla per chiederle scusa, sentiva un nodo stringerle la gola, ma aveva paura di farla arrabbiare ancora di più. Contro ogni aspettativa, Haruka si sedette accanto a lei, allungando le gambe.

-Anya cosa farai adesso?-

Voltò il viso per guardarla

-Aru io…-

-Haruka, chiamami Haruka!- il suo tono era calmo. Non amava quel nome.

-Scusa devo abituarmi- dopo un attimo di silenzio riprese –Io ho l'obbligo di portare al termine le mie indagini!-

-Lei non c'entra niente!-

Sorrise nel vedere la sua adorazione per quella donna.

-Michael mi ha spiegato tutto! Scusami non volevo offenderla!-

Haruka la guardò e per un attimo sembrò leggere un velo di tristezza nel suo sguardo.

E' strano come il tempo riesca a cambiare le persone!

Anni prima non le avrebbe mai chiesto scusa e, di sicuro, lei non l'avrebbe mai aggredita come aveva fatto prima. Quando erano adolescenti, trascorrevano molta tempo insieme, anche prima di scoprirsi innamorate. Trascorrevano serate insieme, proprio come allora, solo che era tutto più semplice.

-Anya posso chiederti un favore?- le costava molto ma doveva farlo.

-Cosa?-

-Aiutami a distruggerlo! Tu puoi farlo!-

-Lui è tuo fratello!- cercò di dissuaderla –Non intrometterti lascia fare a me! Posso sempre cercare di arginare i danni!-

Haruka la guardò dritta negli occhi

-Se non mi aiuti, troverò da sola un modo per distruggerlo!- aveva uno sguardo determinato. Uno sguardo che esprimeva vendetta.

-Lo fai per lei? La ami davvero tanto!-

-Non ho mai amato nessuno così!-

Sentì una fitta al cuore per quelle parole.

Stupida perché ti stupisci tanto! Si rimproverò

-E' davvero speciale e lui la sta ricattando. Io devo fare qualcosa per aiutarla!-

Anya le mise una mano sulla gamba e la stinse forte. Alzò lo sguardo per vederla e notò di nuovo quel velo di tristezza

-Conta pure su di me!-

Erano trascorse due settimane da quando aveva parlato con Anya. Avevano deciso di procedere con cautela, per trovare più prove possibili contro il fratello. Anya le aveva proibito di farsi vedere in sua compagnia e, le aveva assolutamente vietato, di far visita al fratello e a sua moglie. Ora, seduta in aereo, era diretta nell'appartamento che condivideva con quella che, avrebbe dovuto essere, la sua futura moglie.

Quando entrò nell'appartamento, tutto era come lo aveva lasciato, richiuse la porta e si fermò a guardarsi intorno. Ricordi di lei che le saltava al collo quando rientrava, iniziavano a ritornarle in mente. Ogni volta che ritornava dalle gare, Christine la accoglieva sembra con amore, donandosi completamente a lei. Si ritrovò a sperare che, almeno una piccola parte di tutto quell'amore che le aveva dimostrato, fosse vero!

Ma che mi prende?

Nonostante fosse perdutamente innamorata di Michiru, non riusciva ad accettare che i cinque anni trascorsi con quella donna fossero tutte menzogne. Andò in camera e la prima cosa che vide fu la loro foto: erano abbracciate. Quella era l'unica foto dove si vedeva chiaramente che erano due donne. La scattarono il giorno del suo compleanno. Ricordava benissimo ogni istante di quella giornata e soprattutto della notte. Ritornate dalla cena, fecero la doccia insieme e naturalmente finirono col fare l'amore. In quel periodo si sentiva davvero fortunata per aver trovato una donna capace di farle dimenticare la sua Michiru.

-Che stupida!- disse a se stessa.

Aprì l'armadio per radunare le sue cose. Il suo sguardo cadde su un vestito bianco: quello che indossava la prima volta che fecero l'amore. La sua mente le stava facendo brutti scherzi. Iniziò a ricordare come lei reagiva a ogni suo tocco. Il suo respiro iniziò a farsi sempre più pesante a ogni sua carezza. I suoi gemiti mentre facevano l'amore.

Possibile che abbia sempre finto?

Prese il vestito e lo annusò, aveva ancora il suo odore. In quell'istante la porta si aprì, Haruka si voltò e si ritrovò a faccia a faccia con Christine. Inconsciamente si aspettava di essere di nuovo avvolta da quelle braccia. Era ferma immobile, sembrava paralizzata. Dalla sua espressione era evidente che il suo fratellino le avesse detto tutto.

-Haruka- sussurrò con voce tremante. Non sapeva cosa fare, non aveva la minima idea di come avrebbe reagito la bionda. Hiroshi le aveva detto di essere stato minacciato e ora non sapeva come comportarsi. Restò ferma a osservarla, aveva uno sguardo indecifrabile.

-Haruka io…- mormorò avvicinandosi un po'.

-Puoi smettere di fingere!- le disse dandole le spalle. Non riusciva a spiegarsi perché si sentisse così ferita.

-Lascia almeno che ti spieghi!-

Continuava a raccogliere le sue cose, senza degnarla di uno sguardo

-Cosa vuoi spiegarmi? Il perché mi hai preso in giro? Oppure vuoi spiegarmi perché hai accettato i suoi soldi?- era più forte di lei, non riusciva a mostrarsi indifferente.

Christine si avvicinò ancora di più e poggio la mano sul suo braccio, per cercare di farla girare. Abbassò lo sguardo su quella mano e un senso di disgusto la invase. Durante tutta la loro storia, aveva imparato ad amare il suo tocco. Non passava giorno che cercava di aggrapparsi sempre di più a lei, per dimenticare la violinista. Si aggrappava a lei per dare un po' di sollievo al suo cuore. Si era convinta che, grazie al suo amore, avrebbe imparato ad amare ancora.

Ma quale amore?

-Non toccarmi! Non ne hai più il diritto!- si voltò e con un sorriso sarcastico continuò –Non credo proprio che sia disposto a darti altri soldi, quindi non devi toccarmi-

Ritirò la mano guardandola dritta negli occhi. Se questo era il suo modo per ferirla, ci stava riuscendo benissimo

-Una cosa però me la puoi spiegare. Non ho capito come funzionava, ti pagava mensilmente o solo quando decidevi di fare l'amore con me. Proprio come una puttana!-

Quelle parole la ferirono nel profondo, del resto era comprensibile che la definisse in quel modo. Le circostanze che l'avevano portata ad accettare la proposta di Hiroshi, non erano certo una giustificazione per quello che le aveva fatto.

-Quando l'ho conosciuto, lui subito mi ha parlato del suo problema. Mi ha detto di aver visto la futura madre del suo bambino, tra le braccia della sorella. Era così sconvolto, che mi è sembrato naturale indurlo a vendicarsi. Poi una notte mi ha parlato del tuo lavoro e in quel momento ho avuto un idea. Mio padre stava attraversando un periodo difficile, si era messo in un grosso guaio e non sapevamo davvero come uscirne-. Si era seduta sul letto, mentre cercava di raccontarle tutta la verità. Haruka si sedette sulla sedia, mentre ascoltava. Aveva bisogno di capire fin quando la colpa era di suo fratello.

-Ho proposto a Hiroshi di aiutarlo economicamente, in cambio io avrei fatto in modo di farti avere un lavoro in America. E' andato tutto liscio, fino a quando non ci siamo incontrate. Il mio cuore ha iniziato a battere forte e allora…- Si alzò per avvicinarsi alla finestra mentre la bionda la fissava.

-Gli ho detto di noi e lui mi ha supplicato di tenerti con me, ha promesso a mio padre di cancellare completamente il suo debito, se io sarei riuscita a sposarti!-

-Haruka io avrei voluto fermarmi ma le cose mi sono fuggite di mano. Tu mi hai chiesto di sposarti, io iniziavo davvero a provare qualcosa d'importate. Se ti avessi raccontato tutto, ti avrei perso e…-

-Avresti rovinato la vita di tuo padre!- tagliò corto la bionda.

Christine si sentiva completamente svuotata, sapeva benissimo che raccontarle tutto non avrebbe cambiato la situazione, ma doveva comunque farlo.

-Ti rendi conto che non puoi cercare di giustificarti raccontandomi questa storia?-

-Io non voglio giustificarmi! E poi di cosa mi accusi? Del resto tu non sei diversa da me!-

-Cosa vuoi dire?- ringhiò

-Vorresti dire che tu sei stata davvero innamorata di me? Hai il coraggio di negare che, in tutti questi anni, eri comunque ancora innamorata di lei?- la sfidò.

-Hai ragione, ma c'è una differenza. Io sarò pure bugiarda, ma di sicuro non sono una puttana. Io non vendo il mio corpo per denaro!-

-Pensala come ti pare, infondo io non devo giustificare le mie scelte con nessuno-

Uscì da quella stanza lasciandola da sola.

Erano ormai due settimane che non aveva sue notizie, era andata da Michael per sapere come stesse, ma lui le aveva detto di non sapere nulla di Haruka. Lei non ci aveva creduto, ma non voleva essere insistente. Aveva solo paura che avrebbe fatto qualche sciocchezza. La vita con suo marito era insostenibile, non che lui le desse fastidio, ma comunque stargli accanto era difficile. Non dormivano più nella stessa camera, anche se cercavano di non farlo capire alla piccola. Quella mattina erano tutti in casa quando qualcuno bussò alla porta.

Hiroshi che era seduto in salone andò ad aprire. Davanti a lui c'era una donna bellissima, con lunghi capelli biondi, raccolti in una coda, e profondi occhi color nocciola. Quel viso era familiare, ma non riusciva a ricordarselo. La donna gli sorrise e fu allora che la riconobbe.

-Anya! Sei tornata!- la fece entrare e la abbracciò forte. I due non erano mai stati amici, ma comunque avevano un rapporto abbastanza buono. Di solito scambiavano qualche parola, quando Anya andava a trovare Aru.

-Mi fa piacere rivederti!-

Contro il parere del fratello, Anya aveva deciso di far visita a Hiroshi. Aveva pensato che farsi vedere completamente estranea alla situazione della sua famiglia, avrebbe evitato di fargli sospettare qualcosa. Un giorno per strada, lo aveva visto da lontano, fu allora che pensò di doverlo incontrare. Se lui avesse scoperto il suo ritorno, di sicuro si sarebbe domandato il perché non era andata a salutarlo.

-Allora come mai sei tornata?-

-Ho semplicemente pensato che era ora di mettere un po' d'ordine nel mio passato!-

In quell'istante arrivò Michiru con la sua bambina. Si fermò a guardare la donna che stava parlando con il marito.

E' davvero molto bella! Pensò la violinista

Percependo la presenza della moglie, Hiroshi fece le presentazioni

-Michiru lei è Anya, la sorella di Michael. Anya lei è Michiru-

Finalmente ci incontriamo! Pensò mentre afferrava la mano, che la violinista gentilmente le aveva dato. Ora poteva capire il perché Aru avesse completamente perso la testa per quella donna. Era davvero bellissima e sembrava anche gentile!

Dopo le presentazioni, Michiru si comportò da perfetta padrona di casa, ospitandola ad accomodarsi e offrendole qualcosa da bere.

-Come mai ha deciso di tornare?- le chiese cortesemente la violinista

-Oh ti prego dammi del tu! Sono tornata perché devo chiarirmi con una persona!- chiarì, lanciando uno sguardo verso Hiroshi. Ecco il momento in cui avrebbero parlato di Aru.

-Ti riferisci a Haruka?-

Il solo sentir pronunciare quel nome, la fece agitare visibilmente e la cosa non passò inosservata ad Anya.

-Haruka?- chiese, fingendo di non sapere di chi stesse parlando.

-Le cose sono cambiate da quando te ne sei andata!-

Michiru la guardava chiedendosi chi fosse quella donna, sembrava legata in qualche modo a Haruka. Che fosse un altro tentativo di Hiroshi, per allontanarle?

-Lei ha fatto scelte radicali ma non so se posso dirti tutto. Sappi solo che ora si chiama Haruka Tenou!-

Ma che bastardo! Non hai il coraggio di raccontarle tutto! Pensò la violinista mentre cercava invano di calmarsi.

-Haruka Tenou- ripeté fingendo di ricordare qualcosa.

-Abita qui con te?- chiese

-No, è andata via qualche giorno fa. Devi chiedere a tuo fratello!-

-Buffo lui mi ha detto di chiedere a suo fratello! Per caso avete litigato?-

Quella domanda provocò un cambiamento in Hiroshi, guardò la moglie e sembrava un po' preoccupato. Anche la violinista lo guardò come se lo stesse sfidando, forse lo sfidava a dirle tutta la verità. Decise di rompere quell'attimo di esitazione, onde evitare qualche danno.

-Sai, ho davvero bisogno di parlare con lei! Devo chiederle scusa!-

-Per cosa?- le uscì d'impulso, senza riflettere

Anya la guardò e le sorrise, sembrava proprio sull'orlo di esplodere.

-L'ho ferita! Non ho saputo amarla come meritava!- disse abbassando la testa, ma continuando a fissare la reazione della violinista

Non ho saputo amarla!

Allora lei era stata la donna di Haruka?

Una strana sensazione di fastidio iniziò a impossessarsi del suo cuore.

Ora era ritornata per cercare di riconquistarla?

Moriva dalla voglia di urlarle in faccia che ora era sua, che avrebbe fatto meglio a ritornarsene da dove era venuta. Hiroshi notando l'agitazione della moglie ne approfittò per infierire ancora di più.

-Sai Michiru, lei è stato il primo grande amore di Haruka!-

La moglie gli lanciò uno sguardo che, se avrebbe potuto incenerirlo, ora sarebbero rimaste solo le sue ceneri.

-Bè non doveva essere così grande se l'ha abbandonata!- rispose acida la violinista

-Ti sbagli, io l'ho lasciata proprio perché la amavo più di me stessa. Tu non hai mai dovuto fare una scelta del genere?- poi addolcendo la sua espressione continuò –Se ci pensi un attimo, sono sicura che puoi capire quello che sto dicendo!-

Lei sa tutto! Sa di me e Haruka!

Finito di imballare le sue cose, si diresse in cucina. Lei era seduta con lo sguardo vuoto. Si avvicinò e appoggiò le sue chiavi di casa sul tavolo. Christine alzò lo sguardo:

-Non mi serviranno più!-

-Questa è anche casa tua, non puoi darle a me!-

-Lui adesso non ti pagherà più, hai bisogno di soldi, puoi sempre venderlo!-

Si alzò di scatto dalla sedia e con tono ferito disse –Non ho bisogno della tua compassione! Non voglio i tuoi soldi!-

-Hai ragione, a te piace "guadagnarli i soldi", vero?-

-Come fai a essere così crudele?-

Io crudele? Ora sarei io quella crudele?

Sentì una rabbia crescere forte, pronta a esplodere da un momento all'altro. Si avvicinò minacciosa a lei, la afferrò per un braccio e stringendolo forte ringhiò –Io crudele? Ma hai la minima idea di cosa significhi scoprire che gli ultimi cinque anni della tua vita sono stati una completa menzogna? Lo sai?-

Poteva avvertire chiaramente il suo dolore, era la prima volta che la bionda si mostrava così vulnerabile ai suoi occhi.

-Forse non ti ho amata abbastanza, ma ho davvero creduto di poterla dimenticare standoti accanto. Tu hai rappresentato l'unica persona che potesse colmare, almeno in parte, il vuoto lasciato da lei-

Si sentiva esausta, aveva una grande voglia di lasciarsi andare, di gettarsi tutto alle spalle e dedicarsi a lei, alla sua felicità!

Quale felicità se non posso tenerla tra le mie braccia!

Christine aveva gli occhi pieni di lacrime, si sentiva davvero una persona orribile. Mai avrebbe pensato di essere capace di far tanto male a qualcuno. Quando aveva accettato, non aveva pensato che poi sarebbe finita così.

-Credimi se ti dico che non l'ho fatto con cattiveria! Tutto stava andando per il meglio! Noi dovevamo sposarci così lui avrebbe estinto il debito di mio padre, ed io sarei stata libera di amarti! Poi però siamo tornate, tu l'hai rivista e hai rovinato tutto!-

-Stai cercando di dirmi che se non l'avessi rivista non saremmo a questo punto? Stai cercando di dirmi che, se ora sono in questo stato, è colpa mia?-

Sentiva di nuovo la rabbia scatenarsi dentro, era quasi sul punto di prenderla a schiaffi.

-E' facile sfogarti con me adesso, ma cerca di riflettere che in fondo se siamo in questa situazione è colpa mia tanto quando è colpa tua o sua-

Sgranò gli occhi a quelle parole, cosa c'entrava Michiru adesso?

-Non guardarmi così, se tuo fratello ha deciso di farti una cosa del genere è perché la sua donna non è riuscita a tenere le mani lontano da te! Avrebbe dovuto pensarci prima di finire tra le tue braccia!-

Approfittò del momento di confusione della bionda per liberarsi dalla sua presa.

-Del resto non siamo poi tanto diverse, anche lei ha scelto di restare con lui per una questione che non ha niente a che fare con l'amore!-

Questo era troppo, come osava paragonarsi a Michiru! Lei non sapeva proprio niente, non sapeva che la prima volta era stata lei ad abbandonare la violinista. Non sapeva lo sporco ricatto del fratello per costringerla a scegliere ancora una volta lui. Ormai aveva gli occhi iniettati di sangue, non capiva più niente. Il suo corpo fremeva, aveva bisogno di scaricarsi e anche se questo era il modo sbagliato, non riuscì a frenarsi. Le diede un forte schiaffo sul viso, tanto da farla cadere a terra.

-Non sei nemmeno degna di nominarla!-

Le voltò le spalle e si diresse all'ingresso. Prima di uscire però si tolse l'anello e glielo gettò in faccia.

-Avrai bisogno di soldi, perché ti posso giurare che i guai in cui si è trovato tuo padre, non saranno niente in confronto a quello che gli farò!-

Mossa da una furia incontrollabile, salì in auto e si diresse alla villa Davis. Ormai era più che mai decisa a vendicarsi di tutto quello che le avevano fatto. Nessuno poteva trattarla così!
Fu accolta dalla madre di Christine,stranamente non aveva più quello sguardo che le aveva regalato in tutti questi anni. Sembrava sollevata e preoccupata

-E' in ufficio-

Non si sarebbe di certo aspettata una cosa del genere.

Senza nemmeno bussare, entrò facendolo sobbalzare. Quell'uomo aveva sempre l'aria arrogante di chi la sapeva lunga.

-Sono venuta a dirle che da ora non sarà più il mio sponsor! Sono venuta a riscuotere tutto quello che è mio. Sono venuta a dirle che, in un modo o nell'altro, riuscirò a farmi restituire tutti i soldi che le ha dato mio fratello!-

Lui rise beffardo e con aria di sfida disse –Non farmi ridere, io posso sempre dire a tutti che sei una donna e la tua carriera andrebbe a farsi friggere!-

-Prego faccia pure io non ho paura! Sappia solo che io ho le prove di tutte le frode che ha fatto ai miei danni. Non crederà davvero che, in tutti questi anni, io non abbia mai saputo degli imbrogli che ha fatto alle mie spalle? Se non ho mai detto niente, era per sua figlia, ora però aspetto solo una scusa per farlo!-

L'uomo sbiancò a quelle parole. Nel corso degli anni aveva sempre manomesso le entrate e le uscite di Haruka, per ricavarne qualcosa per lui. Abbassò il capo e non disse più nulla.

Haruka uscì dall'ufficio e incontrò di nuovo la madre di Christine, che stranamente le sorrideva affettuosamente.

-Finalmente ti sei svegliata, bambina!-

-C-Come?-

-Ho sempre saputo tutto e ho cercato di dissuaderli, ma non ci sono riuscita! Ecco perché non mi sono mai aperta con te, non volevo ingannarti come loro. Ti chiedo scusa!-

-Come sta Haruka?- le chiese a bruciapelo la violinista. Aveva approfittato dell'assenza del marito per chiederglielo, cogliendola di sorpresa. Anche se poteva mentire al marito lei di sicuro, non si beveva questa storia! Anya la guardò con uno sguardo confuso, simulando di non capire cosa stesse dicendo.

-Oh senti non mi guardare così! Puoi riuscire a ingannare lui, ma certo non me!-

-Dove è finita la dolce e gentile Michiru di qualche istante prima?- le chiese con un sorriso.

-Io non sono né dolce né gentile! Ti sto solo chiedendo come sta?- si sedette e il suo sguardo si rattristò all'improvviso –Non la vedo da due settimane, sono solo preoccupata che le sia successo qualcosa!- sospirò.

Sembrava davvero preoccupata e angosciata

-Sta bene, come può stare bene chi ha appena scoperto di essere stata presa in giro dalla sua famiglia!-

-L'hai vista?-

-Questo credo che non siano affari tuoi!-

-Lei è mia!-non sapeva per quale motivo, ma avvertiva l'esigenza di chiarire a quella donna, di stare lontana dalla sua Haruka. Guardando lo sguardo perplesso di Anya, la violinista arrossì vergognandosi del suo atteggiamento.

-Scusa non volevo! Posso chiederti un favore?-

Anya annuì, vedeva lo stesso dolore che aveva visto negli occhi di Aru.

-Dille che io sto bene, dille di aspettarmi ancora per qualche mese. Sono riuscita a farmi promettere che non le farà del male. Con il tempo posso riuscire a convincerlo a lasciarmi andare con la mia bambina! Le chiedo solo di aspettarmi!-

Gli occhi azzurri della violinista si velarono di lacrime che piano, iniziarono a bagnarle le guance.

Ora capisco perché ha perso la testa per lei!

Salve a tutti volevo semplicemente ringraziarvi per le vostre recensioni.

PS Un ringraziamento speciale per Celesten per le immagini.