Capitolo 26: La Tana!
"Okay… allora direi che è il momento di andare." Esordì Harry, poggiando a terra il suo baule, imitato da tutti i maghi in partenza.
"Dove andrete adesso?" domandò il Master.
"A casa nostra." Rispose Fred, per poi tirare fuori un sacchetto che tintinnava. "Non è granché, però sommando le nostre parti di ricompensa, riusciremo a stare bene economicamente per un po'. Anche se sarà dura spiegare alla mamma come abbiamo avuto quest'oro."
"Basterà dirle che lo avete guadagnato facendo dei lavori. Non è molto lontano dalla verità." Ridacchiò Mira.
"Già, me la immagino la scena: Ciao mamma, siamo tornati! Guarda, abbiamo anche guadagnato dell'oro combattendo mostri e bande di criminali, senza contare che abbiamo affrontato un demone che probabilmente nemmeno Tu-Sai-Chi sarebbe riuscito a sconfiggere, ma che fortunatamente si è distrutto da solo sotto i nostri occhi!"
A quella frase tutti scoppiarono a ridere.
"Omettete la parte sui mostri, bande di criminali e demone e dovrebbe andare bene."
"Io invece mi limiterò a tornare a casa e omettere tutte le missioni fatte. Non perché non voglia dirlo, ma farei preoccupare per niente i miei." Disse Hermione.
"Almeno le nostre ferite sono guarite." Commentò Ron. "Mamma non l'avrebbe presa bene se ci avesse visto tornare bendati come mummie… e per voi sarebbe stata la seconda volta."
I gemelli risero.
"Che ci vuoi fare, fratellino? Le bende ci donano!" esclamarono, facendo scoppiare ancora tutti a ridere.
"Principessa, io sono pronta." Fece Virgo, apparendo dal nulla.
Lucy annuì, per poi guardare gli altri. "Allora direi che è il momento di andare. Ci vediamo durante le prossime vacanze!"
"Potremmo anche restare a Hogwarts questo Natale." Propose Natsu. "E far venire tutta la gilda lì. Sono sicuro che ci divertiremo!"
"Questo poi lo vedremo più in là, Natsu." Rise il Master, per poi guardare Harry, che annuì.
"Terremo conto dell'avvertimento di Dobby. Se c'è qualcuno di più pericoloso di Voldemort, cercheremo di scoprire di più sul suo conto." Disse Majutsu.
"Ecco… se fosse possibile…" fece Mira, guardando il Master, che le fece cenno con la testa di proseguire. "Potrei venire con voi fino all'inizio delle lezioni? Lucy mi ha parlato di Diagon Alley, e devo ammettere che mi piacerebbe vederla."
Tutti la guardarono sorpresi, mentre Erza si metteva a riflettere.
"Uhm… Direi che non c'è problema. Silente dovrebbe farti tornare qui tranquillamente con Fanny. Che ne dici Harry?"
"Dico che se non la portiamo dietro, rischiamo di venire mal accolti la prossima volta che torniamo." Ridacchiò lui. "Non ci tengo ad affrontare una Mira arrabbiata."
"Grazie! Allora Elfman, ci vediamo tra qualche settimana!"
"Buona fortuna, sorella!" urlò lui, per poi abbracciarla scoppiando a piangere.
"Forza, andiamo!" esclamò Lucy, per poi illuminarsi assieme al resto del gruppo, scomparendo pochi instanti dopo nella luce.
"Ahhh!" urlarono tutti, cadendo da un metro di altezza, finendo così con la faccia a terra.
"Ahi ahi ahi…" si lamentò la maga degli spiriti stellari, rialzandosi e massaggiandosi la testa.
"Questa volta è stato un atterraggio piuttosto brusco…" fece George, guardandosi attorno. "Ma per fortuna, il luogo è quello giusto."
Tutti quanti alzarono lo sguardo, ritrovandosi a osservare una delle più strane costruzioni che avessero mai visto.
A una prima impressione sembrava che in passato fosse stato un grosso porcile, che era stato poi adattato a casa, aggiungendo qua e là delle stanze, alzandolo così di diversi piani, che rendevano l'edificio contorto, in grado di reggersi in piedi solo per magia, cosa probabilmente vera.
"Casa dolce casa! O come diciamo noi, Tana dolce Tana!" Annunciò Fred.
"Fantastica!" esclamò Natsu, mentre lui e Happy la guardavano letteralmente con gli occhi che brillavano.
"Questa è la casa di un mago di questo mondo?" domandò incredula Lucy.
"Solo la nostra." Rispose Ron. "Le altre sono normali case. Quasi."
"Direi che questo la rende unica nel suo genere." Commentò Erza, sorridendo.
"È veramente bella!" fece Mira.
"Bene, allora ora direi di… Oh, oh…"
Ron s'interruppe di colpo, guardando la porta della casa aprirsi di colpo da cui uscì la signora Weasley, in quel momento con un'espressione che la rendeva simile a una tigre dai denti a sciabola, il che bastò a Happy per correre a nascondersi nello zaino.
"Voi!" esclamò, raggiungendoli e guardando irata i tre figli.
"Ehm… Ciao mamma…" la salutò George, deglutendo.
"Avete la minima idea di quanto ci siamo preoccupati?!" gli urlò contro. "Quando non vi abbiamo visto scendere dal treno e abbiamo trovato solo la lettera di Ron!"
"Ma non avevate detto che glielo avevate chiesto questa volta?" domandò Erza, guardando i due gemelli, che sorrisero nervosi.
"Ecco… diciamo che potremmo esserci dimenticati di chiederlo…"
Harry si sbatté una mano sulla faccia, mormorando qualche parola sulla loro imprudenza.
I successivi dieci minuti li passarono a sentire la signora Weasley rimproverare i figli, i quali non facevano altro che annuire in silenzio.
Alla fine sospirò, per poi studiare gli altri maghi.
"E così siete voi i loro amici. Spero che non vi abbiano procurato problemi."
"Tranquilla signora, non hanno fatto altro che aiutarci." Rispose Mira, chinando la testa. "Piacere di conoscerla, io sono Mirajane Strauss, ma può chiamarmi solo Mira."
"Direi che è il caso che ci presentiamo anche noi. Erza Scarlett."
"Gray Fullbuster."
"Natsu Dragonil!"
"Hermione Granger."
"E infine io sono Harry Potter."
"Piacere mio. Non ci vediamo dallo scorso settembre, anche se in quell'occasione non c'eravamo presentati. Forza, entrate. Immagino vogliate fare colazione, visto che è mattina. Ma come siete arrivati?"
"Con una passaporta." Rispose George, guadagnandosi un'occhiata poco convinta dalla madre.
"Capisco…" commentò, per poi dirigersi verso la casa, seguita da tutti quanti.
Si ritrovarono subito in una cucina piccola e piuttosto ingombra: in mezzo c'era un tavolo di legno con delle sedie, che furono subito occupate dai maghi di Fairy Tail.
La loro attenzione fu subito attratta da uno strano orologio, che invece di segnare l'ora segnava cose come 'Ora di fare il tè' o 'Ora di dare da mangiare i polli' e 'Sei in ritardo'. In più, invece delle tre classiche lancette, ne aveva nove, ognuna con scritto il nome di un componente della famiglia.
"Temevo si fosse rotto." Fece la signora Weasley, vedendoli guardare il quadrante. "Non indicava più nulla per loro tre. Come se non fossero più in questo mondo."
"Beh, stiamo bene, quindi dev'essere stato un errore… può capitare, no?" fece Ron, osservando la sua lancetta, che ora indicava 'A casa', come quella dei gemelli, assieme ad altre tre.
"Allora, che cosa avete combinato in queste settimane? Non mi avete mandato nemmeno una lettera, niente di niente!"
"Ecco… abbiamo svolto diversi lavori… oltre ad aver fatto i compiti ovviamente."
"Lavori?"
"Sì. E sono stati veramente d'aiuto." Fece Mira, osservando la signora Weasley mettere delle salsicce in una padella.
"Abbiamo anche guadagnato qualcosina." Aggiunse George, rovesciando il suo sacchetto sul tavolo, imitato dai due fratelli.
La signora Weasley sgranò gli occhi, lasciando perdere le salsicce e avvicinandosi per verificare di non avere un'allucinazione.
"Ma come… Non l'avrete rubato, vero?"
"Certo che non l'hanno rubato! L'hanno guadagnato onestamente, come tutti noi!" esclamò subito il mago del fuoco, quasi offeso da quella domanda.
"Non avevano monete correnti, perciò abbiamo chiesto di pagarci direttamente in oro, che è uguale ovunque." Fece Hermione.
"Volete dire che non eravate in Inghilterra?"
"No. La nostra casa è un po' più lontana. Per motivi di… segretezza non possiamo dire dove." Rispose Erza. "Anche perché non sapremmo come spiegarlo… Se non fosse stato per Silente, non ce ne saremmo mai potuti andare."
"Anzi, se Harry non fosse apparso nel nulla di fronte a noi, saremmo rimasti isolati!" aggiunse Natsu, beccandosi subito un pugno in faccia da parte del diretto interessato e da Erza, che lo fecero cadere a terra.
"Tranquilla signora, sta benone." Assicurò subito Gray, vedendo l'espressione preoccupata della signora Weasley. "È abituato."
"Come sarebbe a dire abituato?!"
"Facciamo a botte fin da bambini. Ormai simili pugni hanno solo un effetto temporaneo."
"P-Parla dopo essere stato colpito, ghiacciolo…" mormorò Salamander, rialzandosi e massaggiandosi la faccia. "Erza e Harry insieme… Ohi…"
"Mamma che cosa sta succedendo-" iniziò una voce, mentre una bambina dai capelli rossi entrava nella cucina, per poi zittirsi vedendo il gruppo.
"Ehm… Ciao Ginny…" la salutarono i tre Weasley, mentre la ragazza guardava uno a uno tutti quanti, finché non si soffermò su Harry.
A quel punto cacciò un piccolo grido, per poi correre via, scomparendo lungo una rampa di scale.
"Vostra… sorella?" chiese Lucy, ricevendo tre assensi.
"Ma che cosa le è preso?" chiese Mira.
"Ehi Harry, non sapevo facessi un simile effetto alle ragazze." Scherzò Gray.
"Scusatela, è solo emozionata. Ha sentito così tanto parlare di te e non si aspettava una tua visita." Fece la signora Weasley rivolgendosi a Harry, che annuì, ancora un po' scosso per quella reazione, mentre la donna davanti a ognuno di loro un piatto pieno di salsicce.
Il silenzio regnò per diversi minuti, finché tutti non ebbero finito.
"Ah, che mangiata!" esclamò Natsu. "Erano squisite, complimenti!"
"Bene, direi che possiamo andare a sistemare i nostri bauli e-" cominciò Fred, venendo interrotto dalla madre.
"Nossignore! Visto che avete pensato di passare diverse settimane via di casa, comincerete subito a ripulire il giardino dagli gnomi."
"Gnomi?" chiese Mira curiosa.
"Piccole creature che infestano i giardini."
"Ma… non sono delle statuette?" fece Lucy.
"Quelli sono gli gnomi dei Babbani e non hanno niente a che fare con i nostri." Rispose George, sbuffando, mentre Hermione si avvicinava alla signora Weasley.
"Scusi… potrei usare il vostro camino?" chiese, mostrando un sacchetto pieno di polvere.
"Ma certo cara. Sei sicura di non volerti fermare qui?"
"La ringrazio, ma non vedo i miei da Natale. Almeno qualche settimana la vorrei passare con loro."
La signora annuì, mentre la castana si voltò verso gli altri.
"Allora aspetto una vostra lettera per sapere quando trovarci a Diagon Alley." Disse.
"Contaci! Te lo faremo sapere il prima possibile." Rispose Erza, salutandola assieme agli altri.
Quando la signora Weasley tornò indietro, dopo essersi assicurata che la Granger fosse andata via, trovò i figli che si stavano alzando dal tavolo.
"Ah, prima di andare, vi consiglio di leggere che cosa dice Allock per mandare via gli gnomi."
Dicendo ciò, prese da una mensola un grosso libro, il cui titolo era scritto in elaborate lettere d'oro: 'Guida alla disinfestazione domestica, di Gilderoy Allock'. Sul frontespizio c'era una grande foto di un mago molto avvenente, con i capelli biondi ondulati e due luminosi occhi azzurri.
"Incredibile… si muove davvero!" esclamò Mira, guardando entusiasta la foto magica.
"È vero, non ti avevamo ancora fatto vedere una delle nostre foto." Rifletté George.
"Oh, è straordinario!" esclamò la signora Weasley, che sembrava non aver sentito il discorso. "Nessuno è più esperto di disinfestazioni, è un libro meraviglioso…"
"Mamma ha una cotta per lui." Mormorò Fred in modo ben udibile agli altri.
"Non essere ridicolo!" replicò la donna, diventando rossa. "E va bene, se voi pensate di saperne più di Allock datevi da fare!"
"Oh, non si preoccupi signora! Un minuto e nessuno gnomo vorrà più restare qui!"
"Ehm… Natsu, ti ricordi che non possiamo usare la magia, vero?" chiese Harry, facendo letteralmente pietrificare sul posto il Dragon Slayer.
"Niente disinfestazione infuocata, mi spiace. Ma credo ti potrà piacere lo stesso." Fece George, ridendo per la sua reazione.
"Come intendevi mandarli via?" chiese la signora Weasley, curiosa.
"Una bella fiammata e non sarebbero più tornati, ne sono sicuro!"
"Fiammata?" ripeté la donna, sbattendo gli occhi.
"A Natsu piace usare il fuoco." Spiegò Ron. "È un vero maestro."
"Ho solo imparato da mio padre…" replicò lui, sorridendo, per poi far girare su se stesso il braccio destro. "Allora… dicevate una disinfestazione brutale, giusto? Quindi posso prenderli a pugni?"
"Ti faresti solo male. Gli gnomi sono davvero una brutta cosa da cacciare."
Erza si alzò, sfoggiando un sorriso. "Se è così, allora voglio provarci anch'io."
"Io mi tiro fuori…" mormorò Lucy, mentre Harry e Gray si massaggiavano le braccia, pronti a seguire i compagni.
"Meglio che stare fermi." Affermò Majutsu, uscendo seguito da tutti meno la signora Weasley e Lucy.
"Sono sempre così attivi?"
"Anche peggio…Posso solo dirle che dopo oggi, quegli gnomi probabilmente non si faranno più vedere per molto, molto tempo." rispose sconsolata la bionda, guadagnandosi uno sguardo curioso dalla donna.
"Allora, dove sono questi gnomi?" chiese il rosa, guardandosi attorno. "Anzi… come sono fatti?"
"Non riesci a trovarli con il tuo olfatto?"
"Se sapessi che odore hanno, potrei anche provarci."
"Beh, allora direi di fartene vedere uno… Ecco!"
Non appena ebbe detto ciò, Fred cacciò le mani in un cespuglio, tirando fuori una creatura piccola e coriacea, con una grossa testa calva e bitorzoluta, tale e quale a una patata.
"Quello sarebbe uno gnomo? Mi aspettavo qualcosa di più simile a quelli finti…" commentò Harry, poco prima di vedere il rosso cominciare a girare su sé stesso, per poi lanciare in aria la creatura, che volò per più di dieci metri, atterrando oltre una siepe.
"Vedete? È così che ci si libera degli gnomi e"-
Ma George s'interruppe vedendo Salamander colpirne uno con un pugno, facendolo volare ben oltre quello lanciato dall'altro.
"Tutto qui?" chiese sorpreso il Dragon Slayer, guardandosi il pugno. "Credevo avessero una resistenza maggiore."
"Natsu, non dovresti trattare così male quelle creature." Fece Mira, tendendo una mano verso un altro gnomo, che per tutta risposta le morse il dito.
Per qualche secondo nessuno fiatò, ma i tre Weasley guardarono con timore gli altri maghi, i quali, nessuno escluso, avevano fatto un passo indietro.
Pochi istanti dopo, la creatura si ritrovò a volare per oltre cento metri in aria, per poi schiantarsi a terra, mentre Mira prendeva un fazzoletto per fasciarsi il dito, mantenendo sempre il suo solito sorriso, che la rendeva ancora più inquietante.
Pochi metri più in là, la signora Weasley e Lucy erano rimaste con gli occhi e la bocca spalancati per l'incredulità.
"D-Di' un po'… che cosa facevano esattamente prima di andare a Hogwarts?" chiese la donna alla ragazza.
"Mi creda signora… non ne ho la più pallida idea."
Quando i maghi tornarono indietro, il giardino era completamente sgombro dagli gnomi: i pochi che erano riusciti a evitare il trattamento alla Fairy Tail avevano saggiamente deciso di darsi alla fuga, e ora si potevano vedere decine di gnomi scappare verso l'orizzonte.
"Ci abbiamo messo decisamente meno tempo del previsto." Fece Gray, sbadigliando.
"Quei codardi sono scappati prima che potessi colpirli tutti!" si lamentò Natsu, alzando un pugno e mostrando un'espressione arrabbiata.
"Beh, direi che avete fatto un ottimo lavoro… in tanti anni, non eravamo mai riusciti a cacciarli così velocemente." disse Ron.
Lui, come i fratelli, alla fine era rimasto in disparte, a scommettere su chi sarebbe riuscito a lanciarli più lontano: il risultato era che nessuno era riuscito a battere il lancio di Mira, che stava camminando dietro a tutti, sempre con il suo sorriso stampato sul viso.
"A-Avete fatto in fretta…" fece la signora Weasley, vedendoli rientrare, ancora scossa dalla loro dimostrazione di forza.
"Dalle nostre parti abbiamo un problema simile, anche se con creature un po' più grosse degli gnomi. Per questo non è stato un problema." Disse Harry, sospirando.
"Quanto più grosse?" chiese la donna.
"Qualche… centimetro…" rispose il mago del ghiaccio, ripensando a Deliora.
"Capisco… Beh, penso che andrò a prepararvi le camere… purtroppo dovrete stringervi, non abbiamo molti posti letto e-"
"Non si preoccupi signora." Intervenne Erza. "Dormiremo all'aperto. Ci siamo portati le nostre tende, perciò non sarà un problema per noi."
"Ma non posso lasciarvi dormire in una tenda!"
"Ci siamo abituati." Replicò Gray. "Abbiamo passato diversi giorni all'aperto, durante i nostri viaggi."
"E il vostro tutore non ha mai detto nulla?"
"Se non distruggevamo niente, no." Fece Natsu sorridendo.
"Rinuncio a comprendere." Sbottò la signora Weasley, salendo lungo le scale e scomparendo alla loro vista.
"Complimenti, ancora un poco e gli potevate dire che abbiamo affrontato Voldemort in persona. Anche se in realtà dopo di lui abbiamo affrontato una banda di maghi che volevano far tornare in vita un demone in grado di distruggere una città in pochi minuti." Commentò Harry, accennando a un piccolo sorriso.
"Dimentichi l'elfo domestico." Fece Fred.
"E le bande di ladri che abbiamo sgominato nelle settimane successive." Aggiunse George.
"E i nostri allenamenti speciali." Concluse Ron.
In quel momento si udì sbattere la porta d'ingresso.
"Oh, dev'essere papà che torna dal lavoro." Disse il fratello minore, poco prima che un uomo magro, con addosso un lungo abito verde impolverato e sgualcito dal viaggio, quasi calvo a eccezione di pochi ciuffi rossi che confermavano senza ombra di dubbio la sua identità di Weasley, e con un paio d'occhiali entrasse nella stanza, appoggiandoli sul tavolo, tenendo gli occhi chiusi e lasciandosi andare su una delle sedie libere, non accorgendosi del gruppo di giovani.
"Lei dev'essere il padre di Fred, George e Ron, vero?" domandò gentilmente Mira, facendo saltare l'uomo per la sorpresa.
"R-Ragazzi!" esclamò questi, spalancando gli occhi e guardandoli, soffermandosi sui tre figli. "Siete tornati!"
"Poco fa." Rispose Fred, salutandolo con la mano.
"E loro chi-"
"Mira."
"Erza."
"Gray."
"Natsu!"
"Mentre lui immagino non abbia bisogno di presentazioni, vero?" fece George, indicando Harry, il quale, nascondendo il suo fastidio, si scosse i capelli per mostrare la cicatrice.
"Per la barba di Merlino! Tu sei Harry Potter! Molto lieto di conoscerti. E voi siete gli altri amici di Ron, Fred e George! Ci hanno parlato così tanto di voi."
"Spero bene." Fece Erza, sorridendo, per poi lanciare un'occhiata che sapeva di 'O almeno lo spero per loro' ai tre rossi, che deglutirono, annuendo impercettibilmente.
"Allora, dev'essere proprio un bel posto dove abitate, per decidere di andarci per ben due volte senza chiederci il permesso, eh?" chiese il signor Weasley, facendosi serio e guardando i figli. "Ma vedo che almeno stavolta non siete tornati feriti."
"Te l'avevamo detto che era stato un incidente. Non è che deve capitare sempre." Replicò George. "E poi stavolta Ron vi ha avvisato, no?"
"L'unico motivo per cui vostra madre non è andata al Ministero per costringere Caramell a mandarvi a cercare per tutto il paese."
I due gemelli ridacchiarono.
"Ma immagino non ci direte dove siete stati esattamente, vero? Nemmeno Silente ha voluto dircelo…"
"Essendo all'estero, il nostro… Ministero ha regole molto più rigide sul divulgare le informazioni." Rispose Mira. "Ha deciso di fare un'eccezione con noi su richiesta di Silente, ma solitamente preferisce restare isolato."
"Davvero?" domandò la signora Weasley, ritornando nella stanza. "Come mai?"
"Da noi esistono solo maghi." Spiegò Harry. "I Babbani non possono avvicinarsi al nostro stato, di conseguenza siamo liberi di usare la magia come e quando vogliamo. Infatti lì s'impara a usarla fin da bambini. È per questo che non vogliono avere contatti con altri maghi."
"Comincereste ad avere visitatori continui, e la vostra pace sparirebbe, giusto?" concluse il signor Weasley. "Però che strano… avevo capito che per voi non c'era differenza tra purosangue e non."
"È così infatti." Continuò Gray. "Abbiamo molti maghi nati Babbani. Semplicemente, preferiamo restare isolati, ma ogni tanto qualche new entry c'è. Vero Harry?"
"Già." Confermò Potter.
"E quei tatuaggi? Come mai tutti voi ne avete uno? Compresi Fred e George?"
"Rappresentano la nostra amicizia." Spiegò la maga degli spiriti stellari, mostrando con orgoglio il dorso della mano destra. "Tutti quelli che hanno questo simbolo sono amici. Non importa dove si trovano o cosa fanno."
"Ben detto Lucy!" esclamò Natsu. "Finché avremo questo simbolo, niente potrà batterci o dividerci!"
"Siete proprio molto uniti, eh?" fece la signora Weasley, non potendo evitare di sorridere di fronte a quella scena.
Poco lontano, nascosta agli occhi di tutti, Ginny osservava in silenzio il gruppo, soffermandosi in particolar modo su Harry.
I giorni alla Tana passarono velocemente: i maghi di Fairy Tail, impossibilitati a usare la magia, dovettero limitarsi al continuare a spiegare teoricamente a Ron le basi per l'uso della sua vera magia.
"Accidenti, non è proprio facile come credevo…" sbuffò lui.
Si erano riuniti nella camera dei gemelli, dove erano sicuri che non sarebbero stati disturbati, visto che i due erano noti per i loro esperimenti semi-pericolosi.
"Il problema è che al momento non possiamo esercitarci praticamente." Rispose Harry. "Altrimenti potrei aiutarti un po' di più, ma qui purtroppo la magia viene tenuta sotto controllo."
"Il problema di essere sotto il Ministero." fece George, facendo scoppiare tutti a ridere.
"Dimentichi che da noi il Concilio mi ha arrestato per puro divertimento." Replicò Erza sorridendo, per poi farsi seria. "Tutto solo per dimostrare che sono più forti… anche se sono sicura che la colpa sia di Sieglein."
"Sieglein?" ripeté Ron. "È la prima volta che lo nomini."
"È un membro del Concilio, nonostante abbia la nostra stessa età." Rispose Harry. "Per qualche misterioso motivo è uno dei pochi che cerca di non distruggere Fairy Tail usando le leggi. Tuttavia sia io che Erza pensiamo che abbia un secondo fine."
"Fiducia portami via, eh?" fece Fred.
"Non è questione di fiducia. Dietro quel suo sorriso perenne nasconde qualcosa, ne sono sicuro."
"Senza contare che somiglia a lui…"
"Lui?" domandò Lucy, curiosa quanto gli altri.
"Forse un giorno vi dirò tutto quanto. Scusatemi." Fece Titania, alzandosi e dirigendosi verso la porta.
Ma non appena la aprì, vide la signora Weasley avvicinarsi, tenendo in mano otto lettere sigillate con l'emblema di Hogwarts.
"Posta dalla scuola." Disse sorridendo, consegnando alla maga le lettere, mentre anche gli altri la raggiungevano.
"Mi stavo appunto chiedendo quando sarebbero arrivate." Commentò Gray, prendendo la sua, imitato subito dai compagni.
Per qualche minuto regnò il silenzio, mentre tutti leggevano la propria lettera.
Per ognuno di loro c'era un biglietto per l'Espresso di Hogwarts, che come l'anno prima sarebbe partito dalla stazione di King's Cross il primo di settembre.
Tuttavia, c'era una cosa che sorprese Harry nella lettura:
A merenda con la morte di Gilderoy Allock
A spasso con gli spiriti di Gilderoy Allock
In vacanza con le streghe di Gilderoy Allock
Trekking con i troll di Gilderoy Allock
In viaggio con i vampiri di Gilderoy Allock
A passeggio con i lupi mannari di Gilderoy Allock
Un anno con lo yeti di Gilderoy Allock
"Ehm… Tutti voi avete sette libri da prendere di questo Allock?" domandò Lucy, mentre Mira leggeva la lettera dell'amica.
"Così pare…" fece Fred. "Il nuovo insegnante di Difesa contro le Arti Oscure dev'essere un suo fan… sicuramente una strega."
L'occhiata che ricevette dalla madre fu sufficiente a convincerlo a non fare ulteriori commenti.
"Questa volta però potremmo avere qualche difficoltà. I libri di Allock non costano poco." Disse George, rileggendo la lista. "E a quanto pare, qui c'è la collezione intera…"
"Fortuna che abbiamo guadagnato un po' da voi." Fece Ron, guardando i maghi di Fairy Tail, che annuirono, mentre scendevano in cucina.
"A proposito, credo ci convenga aprire una camera di sicurezza tutta per noi." Rifletté Lucy. "Non possiamo contare solo sui soldi che Hogwarts ci concede."
"Non preoccuparti Lucy." Rispose Mira. "Il Master ci aveva già pensato. Uno dei motivi per cui sono venuta è anche quello di aprire un conto alla Gringott."
"Davvero?" esclamò incredulo Natsu.
"Non è una cattiva idea." Rifletté la signora Weasley. "Ogni mago dovrebbe avere un proprio conto alla Gringott. È il posto più sicuro per mettere da parte i propri soldi."
Un folletto stava seduto dietro la sua scrivania, intento a compilare una serie di moduli, quando una figura si avvicinò.
"Desidera?" chiese lui, senza alzare lo sguardo.
Tuttavia, quando sul tavolo fu rovesciato un sacchetto pieno di pepite d'oro, si costrinse a interrompere la sua attività, mentre le sue labbra si allargavano in un vero e proprio ghigno.
"Vorrei aprire un conto da voi." Rispose una voce femminile, appartenente a una figura minuta avvolta completamente da un mantello rosso. "E voglio la riservatezza assoluta."
"Ovviamente." Rispose il folletto, prendendo una pepita ed esaminandola. "A chi devo intestare il conto?"
Sotto il mantello, la figura sorrise.
"Lo intesti con il nome Milkovich." Rispose.
