N.A: Salve a tutti prima di iniziare la lettura ci tenevo a dirvi che ho scritto questo capitolo ispirandomi alla canzone Eppure sentire (Un senso di te) di Elisa. Ci terrei davvero tanto che nel leggerlo ascoltasse questa canzone. Secondo me, rispecchia perfettamente i sentimenti di Haruka. Sin dalle prime parole si capisce il suo stato d'animo. Consiglierei di ascoltarla mentre si sta leggendo la lettera. Ora vi lascio e vi auguro buona lettura.
Ferma davanti a quella porta, i suoi occhi non riuscivano a staccarsi da quella scritta "Sala Conferenze". Con il cuore che batteva forte, tanto da essere assordante, Michiru poggiò la mano sulla maniglia della porta.
Come mi devo comportare? La devo ringraziare?
Le devo rinfacciare di avermi evitato in tutti questi mesi?
Poi però la consapevolezza della sua necessità di perdersi fra le sue braccia, la fece sorridere. Di sicura la prima cosa che avrebbe fatto, era quella di correre tra le sue braccia.
Aprì piano la porta, mentre il suo cuore sembrava aver intrapreso una corsa contro il tempo.
La stanza era nel buio, nessun segno di Haruka.
Si guardò bene intorno ma lei non c'era.
L'hai fatto di nuovo! Sei scappata!
Uno strano senso d'indignazione la pervase tutta. Lei che le aveva detto di aver bisogno di lei. Lei che le aveva giurato di non lasciarla. Presa ormai dalla collera, stava per uscire dalla stanza, quando il suo sguardo fu attirato da qualcosa sul tavolo.
Era un mp3 con una lettera con scritto:
Per Michiru.
Con mani tremanti afferrò la busta contenete la lettera, la aprì ed estrasse il foglio. Istintivamente lo portò al naso e odorò il profumo: era il suo profumo.
Haruka…
Cara Michiru,
se stai leggendo questa lettera, significa che anche per te questo posto è un luogo
speciale. Ho davvero pensato molto a noi due in questi mesi di lontananza e ho
capito che sei la cosa più importante che ho.
Forse non sono stata in grado di mostrartelo, o perlomeno non ci sono riuscita
come avrei voluto. In tutti questi anni che ci siamo incontrate, non ho fatto altro
che farti del male e ti prego di credermi se ti dico che non era proprio nelle mie
intenzioni. Anche ora, mentre scrivo questa lettera, so già che quando la leggerai
starai soffrendo, perché quello che sto per fare, ti farà del male. Mi sono sempre
chiesta se valesse la pena farlo, ma se voglio liberarti da quell'individuo, che
sfortunatamente è mio fratello, devo per forza farlo. Non sto cercando di
giustificarmi, sto solo cercando di rispondere a quelle domande che ti stanno
tormentando in questo momento.
Voglio che tu sappia che non riuscivo a vederti con lui. Tu sei la mia vita,
non potevo lasciarti nelle sue mani.
Ti amo, forse non te l'ho detto abbastanza, ma è la verità.
Il cuore di Michiru iniziò di nuovo a battere forte. Ogni volta che le diceva quelle parole, si ritrovava sempre a reagire come una ragazzina, innamorata per la prima volta. Si spostò per mettersi più comoda, aprì una sedia, si sedette e ricominciò a leggere.
Sai io non ho mai pensato di poter provare qualcosa del genere per qualcuno.
Vivendo una vita che non mi appartiene, ho sempre creduto che fosse
impossibile per me vivere un amore così grande. Ho sempre creduto che quel
senso di vuoto, che ti attanaglia il cuore quando ami qualcuno e non puoi averlo,
non lo avrei mai provato. E invece eccomi qui a scriverti questa lettera, mentre
muoio dalla voglia di stringerti a me, di colmare il vuoto del mio cuore, con il
tuo amore.
Ogni volta che ci penso, non posso fare almeno di darti ragione, quando affermi
che nulla è "impossibile".
Hai proprio ragione amore mio, nulla è impossibile. Neanche il nostro amore!
Continuo ogni istante a darmi della stupida. Stupida per averti lasciata,
per non aver lottato per il nostro amore. Sono partita lasciandoti da sola.
Quando poi sono tornata, ed eravamo a un passo dal POSSIBILE, tutto è
andato storto. Mi sono sempre chiesta il perché ho lasciato che la situazione
mi sfuggisse dalle mani, senza combattere. Non riuscivo a comprendere perché,
nonostante ti amassi più di ogni altra cosa, non ho combattuto per te!
Ora però ho capito e posso affermare che ho avuto paura.
Paura di questi sentimenti che erano completamente nuovi per me,
paura di decidere, paura di tutte queste nuove sensazioni che non conoscevo e che
non avevo. Paura di sentimenti che solo ora riesco ad accettare.
Nonostante tutto, nel mio cuore non potevo far almeno di sentirli e di avvertire un
bisogno disperato di provarli. Continuavo a sentire il bisogno di aggrapparmi a
loro, di aggrapparmi al tuo amore. Di aggrapparmi a questi sentimenti che hanno
senso solo se tu sei con me!
Posso finalmente affermare di essere pronta ad amarti come meriti.
Senza paura e senza vergogna.
Non riusciva più a leggere, le lacrime che scendevano copiose, le impedivano di continuare. In quella lettera Haruka le aveva aperto tutto il suo cuore.
Forse questo non è il momento adatto per dirti questo, ma cosa vuoi farci, non
sono proprio portata con queste cose.
Qualche giorno fa, mentre ascoltava della musica, ho trovato una canzone che mi
ha aiutata ad ascoltare il mio cuore. Mi sono ritrovata a pensare che possiamo
considerare la musica il nostro "cupido". E' stato proprio grazie a lei che ci siamo
incontrate. Ascoltala e capirai come mi sento! Forse riuscirai anche a perdonarmi
per averti complicato la vita. Anche tu sei stata molto brava a stravolgere la mia.
Ti faccio una promessa: ritornerò! Ritornerò e il nostro amore diverrà finalmente
POSSIBILE.
Ti amo Michiru!
Sei la mia vita!
Con Amore
Haruka Tenou
Ormai completamente afflitta da quelle parole, il suo corpo tremava, scosso dai singhiozzi che non riusciva a trattenere. Strinse forte quel foglio al cuore, mentre non riusciva a fare altro che piangere. Era andata via senza darle l'opportunità di parlarle. Dopo un attimo per cercare di calmarsi, si alzò e prese l'mp3. Mise le cuffie , lo accese e sul display lesse Eppure Sentire di Elisa . Con estrema calma si sedette e con mani tremanti schiacciò play. Come la musica partì, chiuse gli occhi per cercare di percepire ogni singola emozione che quella canzone poteva trasmetterle. Mentre ascoltava quelle parole, non poteva fare almeno di metterle a confronto con quelle scritte da Haruka.
A un passo dal possibile
A un passo da te
Paura di decidere
Paura di me.
Quelle parole la colpirono dritta al cuore. Anche lei si era trovata in quella situazione. Anche lei aveva avuto paura di prendere una decisione. Aveva avuto paura di decidere tra la ragione e il suo cuore. La melodia di quella canzone sembrava esprimere a pieno come si era sentita in tutto questo tempo
Di tutto quello che
non so,
di tutto quello che non ho.
Immagini di Haruka si accavallavano nella sua testa. Ripensava a quando avevano scoperto chi fossero, a quando in camera sua le aveva confidato di sentirsi una "merda". A come all'ospedale aveva pianto dicendole per la prima volta "Ti amo". Ricordò il suo sguardo quando seppe della sua gravidanza, l'angoscia che provò quando decise di rinunciare a lei.
Eppure sentire nei fiori
Tra l'asfalto
Nei cieli di cobalto c'è
Eppure sentire nei sogni
in fondo a un pianto
Nei giorni di silenzio c'è
Un senso di te
Immagini della loro settimana al mare le apparivano minacciose, immagini di lei con la sua bambina. Violento fu il ricordo di Haruka che supplicandola le diceva "Ho bisogno di aggrapparmi al tuo amore". Fu in quel preciso istante che lei capì:
Haruka hai sempre cercato di dirmelo, ma io non ho saputo ascoltare!
Spinta da una nuova consapevolezza, afferrò la lettera e uscì da quella stanza. Si avvicinò ad Anya e, incurante di chi le stava attorno, le chiese –Dov'è andata? Ti prego dimmelo!-
-E' alla stazione, vuole partire!-
Senza aspettare ulteriori spiegazioni, si diresse verso l'uscita.
Haruka aspettami! Ti prego!
-Dove diavolo credi di andare?- si voltò per trovarsi a faccia a faccia con il marito
-Lasciami andare!- lui, però sembrava intenzionato a non lasciarla. Con uno scatto del braccio si liberò dalla presa del marito –Sto andando dall'unica persona che io abbia mai amato!-
Si voltò per andare, quando all'improvviso si fermò, si sfilò l'anello dall'anulare sinistro e lo buttò.
Questo non mi serve più!
Non sapeva dove trovasse tutto quel coraggio, ora l'unica cosa importante era riuscire a fermarla.
Si mise alla guida diretta alla stazione. Ora non aveva più dubbi, il suo destino era strettamente legato a quella donna. Non aveva mai pensato di poter provare sentimenti così profondi.
La strada le sembrava lunga e interminabile. Sentiva una strana adrenalina percorrerla in tutto il corpo. Prese il telefono e cercò di comporre il suo numero.
Doveva assolutamente rintracciarla. Non poteva lasciare che credesse di averle rovinato la vita!
In quell'istante le vennero in mente tutte le parole di accusa che le aveva rivolto, quando Hiroshi l'aveva
ricattata di toglierle la bambina.
La verità era che si era aggrappata alla figlia, perché aveva paura di affrontare le conseguenze del loro amore.
Sono stata proprio una vigliacca!
Parcheggiò l'auto e scese come una furia. Appena entrata in stazione vide un gruppo di giornalisti, accerchiati intorno a una persona.
Eccola! E' lei!
Incurante di chi potesse guardarla iniziò a correre veloce. Il cuore iniziò a battere forte e al posto delle gambe, le sembrava di avere due pesi da dieci chili.
-Harukaaa! Aspetta! Non lasciarmi!-
Appena arrivata in stazione fu subito assalita da una marea di giornalisti. Aveva sempre saputo dello scandalo in cui si stava cacciando, ma aveva sperato di poter partire prima che la notizia si divulgasse. Solo partendo. poteva difenderla da tutte le supposizioni che da lì a poco, sarebbe uscite. Se lei non si faceva vedere, lo scandalo si spostava solo e unicamente sul piano economico, per essere dimenticato in un paio di giorni.
-Haruka Tenou è vero che lei in realtà è Aru Mitzuno?- le chiese un ragazzo, porgendole il microfono.
E' buffo non riesco proprio a rispondere a questa domanda. In tutti questi anni non mi sono mai sentita Aru Mitzuno. Tantomeno Haruka Tenou. Ero solo una persona che cercava di inseguire il suo sogno. Poi però ho incontrato lei e ho desiderato ardentemente poter cancellare per sempre Aru Mitzuno, poter essere Haruka Tenou. Il pilota famoso, l'uomo che poteva amarla senza indugi.
-Si sono una donna, ora che avete saputo la verità lasciatemi in pace! Ho bisogno di stare da sola, quando sarò pronta risponderò a tutte le vostre domande!-
Si sentiva completamente svuotata, vederla lì per un attimo le aveva fatto pensare di annullare tutto. Poi però vedere quella mano, poggiata in un modo così possessivo, le aveva fatto cambiare idea. Non poteva lasciarla nelle sue grinfie, anche se questo significava perderla per sempre.
Si guardò in torno e sospirò
-Ma perché questi treni devono essere sempre in ritardo?-
Chissà se avrà letto la mia lettera! Cosa avrà pensato?
L'aveva scritta un paio di giorni prima. Era sola in casa e mentre ascoltava un po' di radio, una canzone la colpì già dalle prime battute
A un passo dal possibile
A un passo da te
Paura di decidere
Paura di me
Sembrava strano, ma quelle parole rispecchiavano perfettamente i suoi sentimenti. Fu invasa da una tristezza e da una voglia di confidarle i suoi più intimi pensieri che, senza riflettere, iniziò a scriverle una lettera.
Mai come in quel momento voleva tanto stringerla tra le sue braccia. Aveva sperato in un angolo nascosto del suo cuore di poterla vedere arrivare, urlando il suo nome. Chiedendole di non partire.
Smettila con queste stupidaggini!
Sembro un'adolescente in balìa dei suoi sentimenti.
-Harukaaa! Aspetta! Non lasciarmi!-
Il suo cuore si fermò, gli occhi si allargarono, era davvero difficile respirare.
E' lei! Michiru!
Le mani iniziarono a tremare, non aveva il coraggio di voltarsi e scoprire che era stato tutto frutto della sua immaginazione.
-Haruka per favore!-
Di nuovo la sua voce. Il cuore ora iniziava a battere forte, sembrava uscire dal suo petto. Lentamente, molto lentamente, si voltò.
Michiru era lì a pochi passi da lei, aveva il fiatone, evidentemente aveva corso.
Un leggero vento si alzò scompigliandole i capelli.
-Questa volta non riuscirai a scapparmi!- le disse sorridendole dolce.
Haruka arrossì lievemente nel vedere quel sorriso, che era capace di scioglierle il cuore.
-Ma quella è Michiru Kaioh! Che ci fa qui?- si chiedevano tutti i giornalisti. Nessuno però aveva il coraggio di interrompere quell'elettricità che si avvertiva nell'aria.
-Michiru?- riuscì a sussurrare. Non riusciva a dire altro.
-Haruka sei giusto a un passo dal possibile. Sei a un passo da me!-
La canzone! Ha ascoltato la canzone!
-Michiru io…-
-No, aspetta io ti ho ascoltata con tutto il cuore, e credimi se qualcuno mi avesse visto, mi avrebbe presa per matta- Era vero, se qualcuno l'avesse vista piangere come una disperata mentre leggeva quella dichiarazione, l'avrebbe sicuramente considerata pazza.
-Ora tu lascia parlare me! Me lo devi!- il suo tono non era né triste né autoritario. Era il tono di chi sapeva esattamente cosa voleva, e lo avrebbe ottenuto.
-Ho letto la tua lettera, ho ascoltato la canzone e ho capito tante cose. Ho capito che devo chiederti scusa. Scusa per averti accusata ingiustamente…-
-Ma…- cercò di intervenire la bionda, ma fu bloccata da un segno della mano che le aveva fatto Michiru.
-Ti ho sempre accusata di essere scappata, di non aver lottato per il nostro amore. In realtà la vigliacca sono io! Credimi se ti dico che capisco benissimo quello che hai provato e che provi tuttora. Anch'io ho avuto paura. Anche per me sono stati sentimenti nuovi e inaspettati-
Si mise una mano sul cuore, stringendo forte il vestito in quel punto.
-Se solo riuscissi a spiegarti che cosa fai al mio cuore-
Chiuse gli occhi, mentre cercava di controllare le mille sensazioni che invadevano il suo cuore.
Anche la bionda si sentiva percorsa da sensazioni incontrollabili. Quella di Michiru era una vera e propria dichiarazione d'amore.
-Haruka ci divide solo un passo.-
Allungò il braccio destro, tendendole la mano –Facciamolo diventare possibile!-
I loro occhi s'incollarono tra loro. Sembravano avvolte in una nuvola che lasciava tutti i presenti fuori e lontani da loro.
Senza riflettere e senza esitazioni, Haruka allungò il braccio, afferrò la mano della violinista nella sua, l'attirò a sé e la strinse forte in un abbraccio.
-Ti amo Haruka! Neanche la mia bambina è riuscita ad aiutarmi, questa volta!-
La bionda non rispose, non poteva farlo. Aveva un nodo alla gola che non le permetteva di respirare. Le ultime parole che aveva detto, avevano un significato profondo che le riempirono il cuore.
-Non lasciarmi mai più!-
Si staccò leggermente per guardarla negli occhi! Quegli occhi che erano velati di lacrime. Allungò le braccia per intrecciarle al suo collo, avvicinò il viso fino a fermare le labbra a pochi centimetri da quelle della bionda e le sussurrò –La mia vita ha senso solo con te!-
Eppure sentire
Un senso di te!
Unì le labbra alle sue, incurante di tutto e di tutti. Finalmente poteva vivere il suo amore senza paura.
Intorno a loro tutte quelle voci di stupore e di indignazione, erano solo un sussurrò per le due, perse nell'intensità del loro bacio.
Quando si staccarono erano entrambe senza fiato. I loro cuori battevano allo stesso ritmo.
Haruka le accarezzò il viso per poi accarezzarle il labbro inferiore con il pollice.
-Ti amo!-
Non riusciva a spiegarle a parole i suoi sentimenti. Non le restava che dirle quelle due semplici parole, ma che racchiudevano al loro interno un sentimento enorme.
La violinista le sorrise, le prese l'altra mano e la appoggiò sul suo cuore, per farle sentire l'effetto di quelle parole –Anch'io!-
Erano alla casa al mare, lontane da tutto e da tutti. La casa era avvolta nel buio e nel silenzio. Si sentivano solo i gemiti delle due, che si baciavano e si toccavano. Erano riuscite a scappare dalla stampa anche se sapevano che nel giro di poche ore, tutti avrebbero saputo del loro amore. Appoggiate alla porta d'ingresso non riuscivano a staccarsi.
-Haruka non qui! Abbiamo tante camere a nostra disposizione!-
La bionda la guardò negli occhi e le sorrise. La donna vogliosa che aveva conosciuto era tornata. Michiru la afferrò per mano e la condusse nella sua stanza. Si avvicinò e la baciò con passione, accarezzandole la schiena.
-Voglio fare l'amore con te!- ansimò la violinista, facendola eccitare ancora di più. Haruka le accarezzò i capelli, intrecciandoli tra le sue dita.
-Mi sei mancata così tanto!- le sussurrò avvicinando la bocca all'orecchio
-Shhh! Non parlare, usa la bocca in un altro modo!- non voleva aprire discorsi che le avrebbe portate a un discorso, che non voleva affrontare adesso. Non voleva distruggere quel momento con recriminazioni.
La bionda allora iniziò a baciarle il collo, mentre l'altra spostava leggermente la testa per facilitarla. Aveva desiderato quel contatto per troppo tempo. Con mani febbrili le tolse la giacca e iniziò a toccarla.
Lentamente la spinse verso il letto, accarezzandole i seni. Nonostante l'ostacolo dell'abito, non poteva fare almeno di tremare sotto il suo tocco. Con agilità le abbassò la lampo del vestito e con gesti lenti e sensuali, lo fece scivolare lungo il corpo della violinista, lasciandola solo con l'intimo. La fece sdraiare sul letto e la coprì con il suo corpo. Le baciò il collo per poi scendere ai seni. Non riusciva a trattenere gemiti di piacere, che contribuivano ad aumentare l'eccitazione della bionda. Le accarezzò il ventre, soffermandosi sull'ombelico.
-Sei ancora vestita- si lamentò, alzando la testa per guardarla.
-Dopo, ora pensiamo a te!- e riprese a baciarla fino ad arrivare all'elastico degli slip
-No, ferma! Voglio sentirti! Voglio sentire la tua pelle sulla mia!- si era seduta, interrompendola. Con mani tremanti per l'eccitazione iniziò a sbottonarle la camicia. Poi fu la volta dei pantaloni. La guardava estasiata, quella donna le provocava sensazioni indescrivibili. Le accarezzò il seno con la mano destra, mentre la sinistra andava a poggiarsi sul punto più sensibile della bionda. Non riuscì a trattenere un gemito, sopraffatta dalle sensazioni che quelle dita le stavano regalando. In pochi istanti si ritrovarono completamente nude, avvinghiate tra loro.
-Michiru non ce la faccio!- ansimò ormai sul punto di esplodere.
-Voglio sentirti, voglio fare l'amore con te!- avvicinò il bacino a quello della bionda, fino a quando i loro punti più sensibili si toccarono. Con le gambe intrecciate iniziarono a muovere il bacino, prima lentamente poi stabilendo un ritmo più veloce.
Haruka la stringeva forte per la vita, mentre Michiru le allacciò le braccia al collo. Si muovevano all'unisono, sembravano una cosa sola.
-Oh Haruka, continua così!- un calore immenso iniziò a espandersi in tutto il corpo e lo stesso fu per Haruka, visto che nello stesso istante, intensificarono entrambe il ritmo delle loro spinte.
-Michiru … oh…-
In quel preciso istante raggiunsero insieme l'apice del piacere. I loro corpi erano scossi da spasmi di piacere. Haruka appoggiò la testa sulla spalla di Michiru, mentre cercava di stabilizzare il respiro, l'altra la strinse forte ansimando.
Consapevoli ormai che nessuno avrebbe potuto dividerle, si abbandonarono alla passione per finire addormentate l'una tra le braccia dell'altra.
Questo capitolo è stato nella mia mente da quando ho finito di scrivere il quattordicesimo capitolo, non sapevo ancora che piega fare prendere alla storia, ma una cosa era certa, dovevo dedicare un capitolo a questa canzone. Un giorno mentre stavo guardando (senza attenzione) Uomini e Donne, in un'esterna hanno messo questa canzone. Appena ho ascoltato la prima frase (A un passo dal possibile, a un passo da Te), la mia mente ha iniziato subito a lavorare. In quel periodo la storia s'incentrava sul loro "amore impossibile", e così mi è nata l'idea di usare questa canzone. Spero vi sia piaciuto, almeno un po'.
Aspetto di sapere cosa pensate.
Ringrazio tutti per le vostre recensioni e ora come non mai vi chiedo di farmi sapere se questo mio esperimento vi è piaciuto.
PS un ringraziamento speciale a Celesten per le sue bellissime immagini
