Ritorno al passato
Gli ultimi squarci di sole dipingevano il cielo di rosso corallo. Un'altra giornata di fine Agosto volgeva al termine.
Oscar e Andrè per tutto il giorno si erano visti appena. Gli impegni dell'intera mattinata al villaggio, lo avevano tenuto lontano da lei.
Oscar e sua madre erano nel patio a sorseggiare una tazza di te, accompagnata da dei biscotti preparati da Rosalie.
"Oscar i bagagli sono quasi pronti, domani metteremo via le ultime cose rimaste. Appena arriveremo a casa, ci recheremo alla sartoria di Madame Beltran non solamente per il tuo abito da sposa ma anche, per gli abiti che ti serviranno a breve."
"Madre io credo che non mi sentirò a mio agio, con addosso dei vestiti femminili, vorrei trovare un'altra soluzione al riguardo." "Oscar altre soluzioni non ci sono, e poi come potresti continuare a vestirti in questo modo, con la pancia che tra non molto verrà fuori! Vedrai, all'inizio ti sembrerà strano ma poi non ci farai caso." " Madre, Andrè è mio padre non sono ancora tornati, è tutto il giorno che sono fuori, ormai è sera."
"Tuo padre mi ha detto che facevano un giro per le campagne ma sicuramente tra non molto faranno ritorno. Oscar sono davvero felice, che tu e tuo padre finalmente vi siate conciliati. e poi figlia mia, sono molto contenta che ritorni a casa, ho sentito tanto la tua mancanza!"
"Madre non voglio che mi parliate in questo modo, dimenticate le mie sorelle …" "E' vero! Ma le tue sorelle hanno lasciato la nostra casa, quando erano poco più delle ragazzine. Invece, tu hai trascorso molto più tempo con noi e anche se, non ci vedevamo molto per via degli impegni che entrambe avevamo alla reggia, mi bastava saperti in camera tua, o sentirti suonare il pianoforte.
"Madre, come vanno le cose a Versailles?
" Versailles non è più quella di un tempo, ma se ti riferisci alla regina, posso dirti che nonostante la tue scelte politiche, lei non ti porta rancore, anzi, prima che venissi da te, mi ha detto di portarti i suoi saluti e che ti ricorda con affetto."
Oscar annuì, chiuse per un istante gli occhi, i suoi ricordi la portarono indietro di vent'anni: erano appena due ragazzine quando scortò per la prima vota la regina a Parigi.
Dei passi lenti ma decisi la distolsero dai suoi pensieri, arrivò nanny con il solito infuso.
"Ecco qua la tua medicina,devo dire che stai molto meglio, non ti è più salita la febbre, e non ti sento nemmeno tossire come prima." "Si Oscar, nanny ha ragione. Stai decisamente meglio, non hai più il pallore di qualche settimana fa! ... Adesso bisogna avvisare il dottor Monfort che la prossima settimana dovrà recarsi a palazzo.
Si udirono gli zoccoli dei cavalli, dei passi decisi.
"Madre, devono essere loro!"
"Buonasera, siamo tornati."
"Augustin, Andrè, immagino che sarete stanchi. Siete stati tutto il giorno fuori!"
"Beh, si, però ne è valsa la pena Margherite! Erano anni che non venivo qui e Andrè mi ha portato in posti che neanche più ricordavo. Scusatemi ma adesso vado di sopra."
"Vengo anch'io Augustin!"
Andrè e Oscar rimasero soli, Andrè aspettò che il Generale e sua moglie si allontanassero per abbracciarla, le diede un bacio, disse: "Mi sei mancata, non vedevo l'ora di tornare a casa! Su vieni, sediamoci un po' qui, voglio restare solo con te!"
"Andrè il tuo viso è diventato più scuro."
"Siamo stati tutto il giorno fuori. Stamattina al villaggio e poi il pomeriggio nelle campagne …"
"A proposito di stamattina Andrè, mio padre era vestito in modo strano…"
" Si è fatto prestare alcuni vestiti da Lucien, per passare inosservato tra gli abitanti del villaggio."
"Dici davvero Andrè? Ci è riuscito?"
"Si, ma è stato costretto ad ascoltare commenti poco piacevoli sul suo conto."
"Immagino … era prevedibile! Come l'ha presa?"
" Beh, non gli ha fatto certo piacere ascoltare certe cose ma infondo lo ha accettato di buon grado!...Su dai Oscar non fare quella faccia, vieni qui, abbracciami! ... Stasera, non dimenticare di lasciare aperta la porta della nostra stanza!"
"Andrè, prima o poi ci scopriranno!"
"Ti importa Oscar?!"
"No! ... Anch'io desidero stare con te ..."
Giunse il giorno della partenza, tre carrozze lasciarono la tenuta di Arras. Il viaggio fu piuttosto faticoso per Oscar, cominciava ad avvisare i primi disagi dovuti alla gravidanza. Dovettero fare diverse soste prima di arrivare al palazzo.
Dopo qualche ora di viaggio, Oscar si addormentò tra le braccia di Andrè.
Finalmente le carrozze varcarono il cancello, si fermarono davanti alla residenza. La servitù del palazzo era pronta ad accoglierli.
"Oscar, su svegliati siamo arrivati!"
"Andrè credo di aver dormito tanto, mi sento indolenzita."
Immagino! Hai dormito profondamente ma adesso potrai sdraiarti un po'!"
Gli ultimi a scendere dalla carrozza furono Oscar e Andrè, che vennero accolti calorosamente dalla servitù. Il primo a farsi avanti fu Michel, commosso, avanzò timidamente e disse: "Sono immensamente felice di rivedervi Madamigella Oscar!"
"Grazie Michel, anch'io sono felice di rivederti."
"Nipote, il tuo bagaglio, naturalmente va in camera tua e che non ti venga in mente, di dormire nella stanza di Oscar, capito Andrè?"
"E perché no, spiegamelo! Dammi almeno due motivi perché dovrei dormire da solo!"
"Come perché? Adesso il generale sa tutto di voi, non è bene, che dormiate nella stessa stanza sotto il suo naso, senza essere sposati …"
"Questo è un motivo, adesso dimmene un altro.
"Non dimenticare, che a breve saranno qui le sorelle della tua fidanzata con i loro mariti e figli a seguito! ... E poi chissà cosa direbbero, se sapessero che la loro sorella avrà un bambino innanzi tempo?! Non voglio neanche pensarci! ... Chissà cosa direbbero della mia bambina! ... Se penso che è tutto per colpa tua Andrè!"
"Nonna ciò che è stato non può cambiare e poi, non vedo perché fare una tragedia se Oscar avrà, come dici tu, un figlio anzi tempo."
"Sei senza vergogna nipote, parlare in questo modo con tua nonna!"
"Ah ah ah ah .. Nonna per adesso vado in camera mia! Ah ah ah ..."
La porta lasciata socchiusa si aprì e silenziosamente, la chiuse alle spalle girò la chiave, appena un sussurro: "Oscar … Oscar, sei sveglia? ... Oscar ... ti sei addormentata! Sei davvero stanca amore mio!"
Andrè sollevò lentamente la coperta sottile, si distese accanto, l'abbracciò, Oscar si strinse a lui e si addormentò.
"Buongiorno Oscar!
"Buiìongiorno André! ...Oh no!"
"Cosa ti succede Oscar?"
"Andrè, guarda l'orologio, è tardissimo! Abbiamo dormito tanto! Adesso come facciamo a uscire da qui senza che nessuno ci scopra?!"
"Dai Oscar, tranquillizzati! Vedrai che uscirò da qui, senza che nessuno capisca che ho dormito nella camera di Madamigella Oscar!"
"Andrè, come fai a rimaner calmo e tranquillo, me lo vuoi spiegare?"
"Oscar, dimentichi che con me ci sono i miei vestiti, credo che sia mio diritto far visita alla mia fidanzata. Vedrai, nessuno se ne accorgerà e poi, tuo padre a quest'ora sarà già al comando! ... Vieni qui e non pensare a nulla ..."
Oscar e Andrè erano seduti sul bordo della fontana, si godevano gli ultimi squarci del sole di Agosto, quando videro avanzare Margherite.
"Oscar stamattina vi ho lasciati dormire ma adesso voi due, dovete prepararvi: dobbiamo andare a Parigi alla sartoria di Madame Beltran."
"A Parigi?"
"Si certo dovete scegliere i vostri abiti per la cerimonia, nanny è già pronta, ci sta aspettando.
Andrè e Oscar si guardarono smarriti, era la prima volta che tornavano a Parigi, dopo l'attacco della Bastiglia.
La carrozza percorreva le strade della città, Oscar di tanto in tanto sbirciava fuori dal finestrino. Lo scenario che aveva d'innanzi, era ben diverso da quello che aveva lasciato ad Arras. Osservava la gente, le case e le macerie provocate dai bombardamenti del quattordici Luglio.
"Andrè, qui non è cambiato assolutamente nulla!"
"Oscar non siamo ad Arras, abbiamo risanato il villaggio e portato un po' di benessere a quella gente, perché hai provveduto personalmente con il tuo denaro, la tua decisione è strettamente personale. Ma qui, chi amministra sono i sovrani. Sappiamo che le finanze della corona sono al limite e il re ha respinto un ingente numero di decreti approvati dall'assemblea, tra cui l'abolizione dei diritti feudali. Quindi come pensi che le cose possano cambiare, se i sovrani non collaborano!?".
Margherite e nanny annuirono, Oscar invece ribatté: "Andrè, ma se siamo appena arrivati ieri pomeriggio, come fai a sapere tutto questo?"
"Me l'ha detto Bernard, quando è venuto l'ultima volta ad Arras."
" E così i sovrani continuano a non capire, tutto questo è davvero triste ..."
"Bene Oscar, io ho finito in sartoria, tornerò più tardi!"
"Ma dove vai Andrè?"
"A cercare Alain!... nella lettera ha lasciato scritto, che sarebbe tornato nella sua casa di famiglia. Voglio andare da lui! ... Madame Margherite, quanto tempo credete che vi occorrerà ancora?"
"Credo un paio d'ore Andrè."
"Così tanto madre?" La nonna intervenne: "Certo bambina! Non dimenticare che non siamo qui solo per l'abito da sposa ma dovrai provvedere anche per gli abiti che ti serviranno in futuro! ... Tu va pure Andrè, un paio d'ore saranno sufficienti."
"Ci vediamo più tardi, a dopo."
"A dopo Andrè ..."
" Oscar hai scelto l'abito ma non basta!"
" Cos'altro c'è, Madre!"
"Dimentichi gli accessori cara! ... Madame Beltran, dovete mostrarci l'acconciatura e le scarpe e l'intimo!"
"Si certo Madame Jarjeyes, per gli accessori dobbiamo spostarci dall'altra parte della sartoria. Voi madamigella Oscar avete qualche preferenza?" –
"Desidero qualcosa di molto semplice come l'abito. Voglio mettere nei capelli solamente qualche perla e nient'altro."
"Ma figlia mia …"
"Madre vi prego dovete comprendermi, per me tutto questo è già tanto, non desidero nulla di più!" "Si, certo ti comprendo ma ..."
" Ma niente! Madre credo di essere stata chiara sin dall'inizio.
" E va bene figlia mia, come desideri."
Un tocco alla porta.
"Alain, Alain ci sei?"
Una vicina di casa, paffuta e di mezza età rispose: "Signore, se cercate Alain non c'è! Oggi è di servizio."
"Servizio? Volete dire Madame, che Alain si è arruolato, e dove?"
"Nella Guardia Nazionale. E così che si chiamano adesso i Soldati della Guardia. Alain presta servizio nella caserma della compagnia B."
"Compagnia B! Ma è la stessa di cui abbiamo fatto parte! ... Grazie Madame siete stata davvero gentile! ... Ho ancora del tempo, vuol dire che andrò a cercarlo."
Dopo più di un mese, André varcò nuovamente il cancello della caserma, di cui aveva fatto parte. La piazza d'armi era deserta: c'erano solamente i soldati di guardia. Il passo rallentava, i ricordi riaffioravano, lo sguardo nel vuoto. Aveva l'impressione di vedere la sua Oscar percorrere quella piazza con la sua divisa scintillante. Gli sembrava di rivivere il suo tormento, le sue preoccupazioni , il rifiuto da parte dei soldati di averla come loro Comandante ... la sfida, il duello con Alain.
Un passo dopo l'altro si ritrovò a percorrere il corridoio che lo portò all'ufficio del Comandante.
Un tocco un altro ancora, una voce: "Avanti."
La mano girò la maniglia, la porta si aprì,un soldato di spalle.
"Buongiorno Comandante! Sto cercando il soldato De Sassoin Alain!"
Il Comandante si girò lentamente e disse: – "Ti stavo aspettando soldato Grandièr, ti ho visto arrivare!"
"Alain! Sei tu! Non ci posso credere! ... Alain, tu sei ... il Comandante di questa caserma!?"
"Ben arrivato Andrè, non fare quella faccia amico! Anch'io stendo a crederci! Ah ah ... Sai, quando mi sono arruolato, mi hanno dato il grado di Comandante. Sai perché amico?! Sono il primo soldato volontario nella nuova Guardia Nazionale, che insieme al Comandante Jarjayes, ha tirato giù le torri della Bastiglia!"
"Ma cosa dici?"
"Diciamo che mi è stato assegnato, una specie di premio! AH AH …"
"Cosa!"
"Ma non ti illudere André, anche se adesso, questo reggimento ha un nuovo nome, il compito è sempre lo stesso: dobbiamo mantenere l'ordine pubblico! ... Su Andrè non ci siamo nemmeno salutati come si conviene a due amici! ... Da qua la mano, amico mio..."
Dopo la stretta di mano, Andrè disse:" Alain, tutto mi sarei aspettato, meno che ritrovarti qui! Ma si può sapere cosa ti è preso? Non stai bene in campagna?! Se non ricordo male, era sempre stato una delle tue aspirazioni vivere liberamente!"
"E' vero amico! .. Ma a volte accadono cose che vanno al di là della nostra volontà! ... Avanti Andrè, accomodiamoci."
Alain prese posto dietro la scrivania, Andrè era dall'altra parte.
"Dimmi sei venuto a invitarmi al tuo matrimonio?"
"Si, anche per questo! ... Oscar e io, ci sposseremo a Palazzo Jarjeyes, il dodici Settembre."
"Allora vuol dire che si è riconciliata con il vecchio?"
"Si, si è riconciliata con suo padre! ... Ma tu, adesso, mi devi spiegare la vera ragione del tuo comportamento, perché sei andato via in quel modo senza dire una sola parola?!"
Occhi negli occhi.
"Possibile che tu non l'abbia ancora capito Andrè?"
"Forse, ma lo voglio sentire da te!" Alain si alzò e con le mani dietro la schiena disse:
"Andrè, sei il mio migliore amico, desidero essere sincero con te! ... Non voglio che nascano malintesi, desidero che la nostra amicizia non venga compromessa per quello che sto per dirti..."
Andrè si alzò dalla sua sedia, erano l'uno di fronte all'altro. Occhi negli occhi.
Qualche passo, Alain gli diede prima le spalle, poi si voltò si voltò e con tono deciso disse: "Oscar mi è entrata nella testa e nel cuore, sto facendo l'impossibile per dimenticarla ma non ci riesco! ... Non volermene Andre! ... Sai meglio di me che le ragioni del cuore non hanno niente a che vedere, con quelle della logica."
-Silenzio ancora silenzio.
Lo sguardo di Alain su quello di Andrè.
"Allora amico mio, volevi conoscere la verità da me, adesso che lo sai, sono ancora invitato alle tue nozze?"
"Ti aspettiamo Alain, Oscar e io ne saremo felici!"
