Azkaban: Narcissa

Dopo il voto infrangibile, che ha suggellato la promessa fattami da Severus, mi sento un po' più tranquilla.

Solo un po'… forse è solo una sensazione momentanea, ma nella situazione in cui siamo, è già qualcosa.

Ho più spazio nella mia mente e nel mio cuore, per pensare a Lucius. Ogni mattina, quando mi sveglio e mi preparo per iniziare la giornata, vedo la nostra foto vicino al grande specchio della camera, appoggiata sul marmo bianco del tavolo dei trucchi. Non posso fare a meno di pensare a cosa starà facendo, come starà là dentro, ad Azkaban, se starà resistendo giorno dopo giorno, o se è tutto troppo difficile per lui.

Vorrei vederlo, averlo qui. Lucius ed io siamo sempre stati uniti, nonostante le difficoltà, fino ad ora, non siano mai state molte per noi, ci siamo sempre supportati a vicenda. È difficile restare separati proprio ora, saperlo in una condizione tanto difficile come quella nella prigione di Azkaban. So che, sotto quella scorza dura e fredda, quel carattere distaccato e altero, anche lui è fragile, a volte debole, ha le sue paure.

Là, da solo, avrà la forza per non abbattersi definitivamente? Per tenere duro?

Non ha mai avuto la forza di Bella, o la cocciutaggine di Rodolphus … mentre penso a loro, mi sale improvvisa la voglia di parlare a Bella, di chiedere com'è davvero Azkaban, per capire cosa sta succedendo a Lucius, cosa sta vivendo e provando.

Esco dunque dalla mia camera, per far preparare la colazione che voglio portare in camera, a letto, a mia sorella.

Mentre attendo che sia tutto pronto, mi rendo conto di non aver mai sprecato una parola con lei su come sia stato affrontare Azkaban, non le ho mai chiesto come fosse e come stesse. Inconsciamente non ne volevo sapere molto, se me ne avesse parlato lei, l'avrei ascoltata, ma uno sforzo per parlarle io, non l'ho mai fatto.

Quanti errori si fanno con le persone, anche con quelle a cui, davvero, si ha un rapporto stretto e sincero.

Ora è ingiusto chiederle soltanto in funzione di mio marito, lo so, ma non riesco a farne a meno: ho bisogno di sapere anch'io.

È un modo per condividere qualcosa con Lucius, per pensarlo e sostenerlo, anche se da lontano.

Con questa consapevolezza, prendo il vassoio e io stessa lo porto a Bella.

Busso alla porta di una delle camere degli ospiti, dove lei si è stabilita ormai da mesi. Mi dice di entrare.

Bella dorme sempre fino a tardi la mattina. Dorme molto, da quando è uscita da Azkaban. Mi avvicino alla finestra e tiro le tende, per fare entrare la luce e l'aria fresca del mattino. Lei si rigira nel letto un paio di volte, prima di tentare di riprendere a dormire nonostante la mia presenza.

Al contrario di tante persone che, si dice, sembrano pacate e tranquille mentre dormono e solo quando aprono gli occhi mostrano la loro vera natura, mia sorella non ha nulla di angelico, pacato, tranquillo, o inoffensivo, nemmeno quando dorme.

Affatto.

"Bella, dai, smetti di dormire, ti ho portato la colazione." le dico disturbandola dolcemente. La guardo, la osservo mentre protesta, tenendo gli occhi chiusi, lasciando spargere i capelli dappertutto fra le lenzuola. La guardo ma penso a mio marito e immagino come sarà Lucius, di ritorno da Azkaban.

Rifletto sul fatto che Bella, finalmente, dopo diversi mesi, ha ripreso un po' di peso, ha ripreso a comportarsi in maniera leggermente più normale. Parla un po' più spesso anche.

Soltanto, risente ancora esageratamente del freddo e ha i nervi distrutti, completamente. Si infuria per un nonnulla, scatta per ogni cosa senza quasi motivo.

Rimugina una tale rabbia dentro di sé, che esplode improvvisamente, dal nulla, violentemente.

Spero che Lucius non debba soffrire così tanto l'azione dei dissennatori. Ma non dovrebbero più essere ad Azkaban, per cui tiro in lieve sospiro di sollievo.

E mi sento sempre più egoista …

"Perché mi osservi così Cissy?" mi chiede fulminea Bella non appena mi guarda in viso e lentamente si alza a sedere sul letto, vicina a me. "Scusa" le rispondo imbarazzata e gentile "ti guardavo … sei diventata più carina di quando sei uscita da Azkaban! Sei cambiata velocemente in questi mesi, ultimamente sei anche felice, mi pare."

Rimango davvero del tutto sorpresa quando vedo mia sorella Bellatrix arrossire alle mie parole e abbassare lo sguardo, cambiando poi discorso.

Un tale gesto di fragilità non sono abituata a vederlo, men che meno in lei

"Mi hai portato la colazione con le paste, il succo di pesca e di zucca e il cioccolato … mi devi domandare qualcosa sorellina?" dice infatti voltando lo sguardo verso il vassoio, ma le vedo chiaro un sorriso sulle labbra. Non voglio pensare al significato di tutto ciò, tanto mi è intuitivamente molto chiaro. È lui che la rende così felice.

Lui, la mia rovina.

"Vorrei sapere qualcosa di Azkaban a dirti il vero" le confesso senza cercare altri sotterfugi "vorrei sapere com' è, come se la potrebbe cavare Lucius … e tu Bella … ci sei stata …"

Lei reagisce sulla difensiva, leggermente astiosa. "L'ho già raccontato al Signore Oscuro, lui è stato l'unico a volermi ascoltare, quando avevo bisogno di parlare."

Rimango zitta, ma non offesa: so che ha ragione, so di non aver mostrato molto interesse per i suoi bisogni, per i suoi problemi. La mia unica scusante è che ormai fatico a capirla, fatico a concepire i suoi amori e ideali, le sue passioni e convinzioni. La giudico troppo estrema, troppo pericolosa, a dire il vero.

"Scusa Bella … sono preoccupata per Lucius, oltre che per Draco." le dico quasi in lacrime. So che mia sorella ha sempre avuto un debole per me, non riesce mai a dirmi di no, o a restare arrabbiata con me per molto. Urla, sbraita, si arrabbia, ma poi mi fa contenta.

E anche stavolta non fa eccezione.

"Azkaban non è più come quando l'ho conosciuto io Cissy, stai tranquilla. I dissennatori non ci sono più, quelli erano il peggio. Per non parlare poi del freddo, della fame …" vedendo il mio sguardo terrorizzato aggiunge "Senti sorellina, credo che non sia più tanto tremendo la dentro, perché non invii un gufo ad Azkaban proprio per accertartene? E già che ci sei, anche qualcosa di caldo per tuo marito? Ad Azkaban anche d'estate, la sera e la notte, si muore dal freddo …" mentre mi parla addenta il croissant al cioccolato dopo averlo ulteriormente scaldato con un colpetto della bacchetta. Non ha ripreso le buone maniere del tutto … e ha sempre appetito.

"Pensi che me lo lasceranno fare? Cioè, avranno il permesso di ricevere la posta?" le domando titubante, ma piena di speranza "quando c' eri tu, non era così, tutto mi tornava indietro."

Bella si sfiora i capelli malinconica, smettendo momentaneamente di mangiare, poi mi tranquillizza: "Ti ripeto che non è più così, vedrai che presto quell'incapace di tuo marito sarà libero. E potrà ricevere le tue lettere da subito."

La guardo, non scherza, pensa realmente che mio marito sia un incapace. Forse pensa lo stesso di me, o, quantomeno, che io sia troppo debole, poco convinta di seguire l'Oscuro Signore.

Io, per contro, la sento troppo potente, in un certo senso. Troppo vicina all'Oscuro Signore. Troppo.

La sua pupilla, da sempre.

La più fedele, da sempre.

C'è un legame strano fra quei due, ma c'è … e mi fa paura, è pericoloso.

Non mi permetto di replicare, è stata fin troppo buona con me, conoscendola. E io sono felice di aver avuto, almeno per una volta ancora, almeno in parte, la mia sorella maggiore tutta per me, ad aiutarmi. Colei che mi protegge e sa sempre cosa fare.

"Grazie Bella" le rispondo e decido di farle compagnia per la colazione, invece che precipitarmi a scrivere la lettera.

Dopo poco, sorseggiando il succo di zucca, mi accorgo dei suoi indumenti e aggiungo scherzando: "Ma tu dormi sempre così mezza nuda, sorellina?"

Lei di nuovo diventa rossa e sorride, ma stavolta non abbassa più lo sguardo, ride e mi risponde "Ma vaffanculo Cissy, ha ragione Draco, sei troppo antiquata" e ridiamo in due.

Non sa che ho capito, ma io so che, pur non volendo, ho colto nel segno.

Fa l'amore con lui.

Lui, la mia rovina.