Capitolo 29: La Strillettera e l'inizio delle lezioni

La mattina dopo, il gruppo di Fairy Tail si diresse alla Sala Grande, dove Ron, Gray e Lucy furono nuovamente accolti da un'ondata di applausi, che li seguì finché non si furono seduti.
"Beh… non che sia una novità venire acclamati… ma qui mi sembra esagerato…" commentò il mago del ghiaccio.
"Parla per te! Io lo detesto…" replicò la bionda, per poi sospirare.
"Io ho paura per come ci puniranno…" mormorò il giovane Weasley, guardando Harry ed Erza, che restarono in silenzio.
"Su, non sarà niente di troppo doloroso." Disse Fred, sorridendo. "In fondo, Hermione è ancora qui. Una possibilità esiste, no?"
"Io fossi al posto di Harry sceglierei la punizione peggiore." Rispose la diretta interessata, mettendosi un po' di porridge nel piatto, mentre Happy cercava invano qualche pietanza a base di pesce.
"Ginny dov'è?" chiese Harry, guardando i gemelli.
"Sta cercando di convincere quella ragazzina, Melody se non sbaglio, a venire a fare colazione con noi comuni mortali. Cavoli, non ho mai visto nessuno comportarsi così… sembra quasi che la disgusti l'idea di stare con noi." Rispose George.
"E dire che al Ghirigoro mi era sembrata così simpatica…" aggiunse il fratello.
"A me mica tanto, aye…" asserì Happy, addentando un pezzo di pane con sopra della marmellata, dopo essersi arreso nella ricerca.
"Quella ragazza è strana." Intervenne una voce alle sue spalle, facendo andare di traverso il boccone al gatto umanizzato, che cominciò a tossire e fu subito aiutato da Natsu, che gli diede diversi colpi sulla schiena.
Poi il gruppo si girò, ritrovandosi a guardare Luna, in piedi accanto al tavolo, con lo sguardo perso verso l'ingresso della sala.
"Tu sei…?" fece Erza.
"Luna!" esclamò Happy, facendo saltare la maggior parte del gruppo alla menzione del nome del satellite. "Mi hai fatto quasi soffocare per la sorpresa, aye!"
"Oh, mi dispiace." Rispose lei, senza guardarlo. "È che mentre passavo ho sentito il vostro discorso, e devo dire che quella ragazza mi preoccupa… è strana. Le creature magiche non osano avvicinarcisi."
"Creature… magiche?" ripeté Lucy, guardandola. "Che cosa intendi?"
"Voi non le vedete, vero?" continuò Luna. "Non che sia sorpresa… sono molto pochi coloro in grado di vederle, e ancora meno quelli che ci credono…"
"Dici sul serio?" chiese Salamander, annusando l'aria. "Strano, io non sento niente."
Per la prima volta Luna cambiò sguardo, rivolgendo un'occhiata leggermente sorpresa al Dragon Slayer.
"Hai… annusato l'aria?"
"Ho un olfatto molto sviluppato, come anche l'udito." Rispose il rosato, sorridendo e mandando giù in un sol boccone un'intera ciottola di cereali.
"E anche un buon appetito, vedo. Anche se credo sia colpa dei Plimpi Ghiottoni che sono intorno a te."
"Che cosa intendi dire che queste creature stanno alla larga da Melody?" domandò Harry, ignorando Natsu che si guardava attorno alla ricerca degli esseri appena nominati.
"Non saprei… so solo che è strano. Non che sia importante. Beh, credo che andrò a vedere che lezioni devo frequentare oggi. Spero di rivederti presto, Happy. Ciao."
Dicendo ciò, si diresse verso il tavolo di Corvonero, lasciando il gruppo di Fairy Tail a osservarla in silenzio.
"Non riesco a capire se quella ragazza è strana, tonta o così intelligente da sfuggire alla nostra logica." Fece Heartphilia qualche secondo dopo.
"Il nome mi ricorda troppo Galuna…" replicò Dragonil. "Cavoli, se penso a Deliora…"
"Chi sarebbe Deliora?" domandò Neville, sedendosi al loro fianco, facendoli saltare per la sorpresa.
"D-Deliora?" ripeté George. "Beh, è una… persona… che abbiamo incontrato quest'estate… Sfortunatamente, non è più tra noi…"
"Sfortunatamente…" rimarcò Fullbuster acido. "Sinceramente, non mi dispiace. Almeno ora i miei genitori e Ur possono riposare in pace!"
Tutti i maghi di Fairy Tail, e non solo, si girarono a guardarlo.
Harry ed Erza gli diedero un'occhiata di avvertimento, ma il mago del ghiaccio non si fece intimorire.
"Non m'importa niente del fatto che non vogliate parlarne o fare finta di nulla. Deliora è stato il responsabile della loro morte, e il fatto che sia crepato non mi dispiace minimamente!"
"Gray…" mormorò Hermione.
"I tuoi genitori… sono morti?" chiese Paciock, che sembrava ancora più impacciato.
Non avevano mai parlato del loro passato prima di allora, e quell'uscita del moro lo preoccupava, soprattutto per la freddezza con cui aveva parlato.
"Qualche anno fa. A essere sincero, fatico anche a ricordarne i volti… Ma ormai è acqua passata. Come mi disse Ur, devo andare avanti." Continuò lui, incrociando le braccia. "Non importa quali saranno le difficoltà che incontrerò."
"Lo terrò presente per i suggerimenti da dare alla McGranitt per la tua punizione." Intervenne Erza, tornando a bere il suo tè senza mostrare alcun risentimento nella voce, facendo sbiancare il diretto interessato.
Tuttavia, la sua preoccupazione fu interrotta dall'arrivo della posta, anticipata dal fruscio di centinaia di gufi, che irruppero volteggiando nella sala, lasciando cadere lettere e pacchi sulla folla di ragazzi.
"Wow…" fu l'unica cosa in grado di dire Happy, il quale, nonostante i racconti di Natsu e degli altri, si stava rendendo conto solo ora di quanto fosse fantastico quel posto.
Un grosso pacchetto bitorzoluto ribalzò sulla testa di Neville, mentre un istante dopo qualcosa di grosso e grigio cadde nel piatto di Natsu, schizzandolo di porridge.
"Errol!" esclamò Ron, riconoscendo il gufo di famiglia, apprestandosi a toglierlo dalla colazione del Dragon Slayer, che stava imprecando coloratamente l'arrivo dell'animale, facendo sbiancare diversi primini e non solo.
"Non ho mai sentito nessuno sbraitare così…" commentò Lucy, osservandolo incredula, mentre il Weasley minore lasciava cadere di peso Errol sul tavolo, guardandolo con occhi sgranati.
"Non mi pare sia morto…" osservò Fred, per poi spostare lo sguardo sulla lettera rossa che il gufo teneva con il becco, perseverando nel suo dovere anche da svenuto. "Oh, cavoli!"
"Che succede?" chiese Titania, guardando curiosa la reazione dei tre fratelli, come anche quella di Neville, che aveva assunto un'espressione di puro terrore.
"Mi ha… Mi ha mandato una Strillettera." Rispose Ron con un filo di voce.
"Una Strillettera?" ripeté Harry. "Sarebbe?"
Tuttavia nessuno rispose, poiché Neville prese subito la parola.
"È meglio se la apri, Ron." Suggerì sussurrando. "Sarà peggio se non lo fai. Una volta mia nonna me ne ha mandata una ed io ho fatto finta di niente e…" deglutì "…è stato orribile."
"È una lettera! Cosa diamine può mai fare di così spaventoso?" domandò Lucy, zittendosi quando vide che la busta aveva cominciato a emettere fumo dagli angoli.
"Io non c'entro nulla…" precisò subito Salamander, anticipando qualunque domanda.
"Natsu…" lo chiamò Fred, portandosi le dita alle orecchie. "Un consiglio: tappati le orecchie più forte che puoi. E consiglio di farlo anche a chi non è dotato di un udito sopraffino. Farà male."
I maghi di Fairy Tail lo guardarono sorpresi, salvo vedere molti dei ragazzi di Grifondoro imitarlo, decidendo così di seguire il consiglio.
"Aprila…" mormorò ancora Neville, guardando Ron. "Tra pochi minuti sarà troppo tardi…"
Il Weasley deglutì, allungando una mano tremante per prendere la busta e, infine, aprirla.
Una frazione di secondo dopo i maghi attorno a lui furono costretti ad allontanarsi per colpa di una specie di ruggito che riempì l'immensa sala, la cui forza fu tale da far cadere la polvere dai soffitti, zittendo tutti i presenti.
"… RUBARE LA MACCHINA! NON MI AVREBBE SORPRESO SE TI AVESSERO ESPULSO! ASPETTA CHE TI PRENDA! NON HAI PENSATO NEANCHE PER UN ISTANTE A QUEL CHE ABBIAMO PASSATO TUO PADRE E IO QUANDO ABBIAMO VISTO CHE NON C'ERA PIÙ…"
Le urla della signora Weasley, cento volte più acute del normale, fecero tremare piatti e posate, riecheggiando tra le mura di pietra. Tutti i ragazzi nella sala si voltarono per vedere chi aveva ricevuto la Strillettera e Ron sprofondò nella panca, così che si vedesse solo soltanto la sua fronte paonazza.
"… UNA LETTERA DA SILENTE IERI SERA! HO CREDUTO CHE TUO PADRE SAREBBE MORTO PER LA VERGOGNA! NON TI ABBIAMO ALLEVATO PERCHÉ TU TI COMPORTASSI IN QUESTO MODO! TU, LUCY E GRAY POTEVATE MORIRE…"
A quella frase i due nominati abbassarono lo sguardo.
"… ASSOLUTAMENTE DISGUSTATA! IN UFFICIO TUO PADRE VERRÀ SOTTOPOSTO A UN'INCHIESTA! È TUTTA COLPA TUA, E SE PROVI A FARE UN ALTRO PASSO FALSO TI RIPORTIAMO DRITTO FILATO A CASA!"
Cadde un silenzio assoluto.
La busta rossa, caduta dalla mano di Ron, prese fuoco e si contorse su se stessa fino a ridursi in cenere.
"O-Ora c-capisco il perché d-del nome… a-aye…" mormorò Happy, togliendosi le dita dalle orecchie, seguito dagli altri, a eccezione del Dragon Slayer, che restò perfettamente immobile.
"Natsu?" mormorò Majutsu, toccandolo con un dito sulla spalla.
Con loro sorpresa, il rosato cadde all'indietro, sempre con le dita nelle orecchie e gli occhi sgranati, come se fosse stato pietrificato.
"Natsu!" urlarono subito tutti, a esclusione dei tre interessati della lettera, che restarono al loro posto.
"Beh… valeva la pena scendere per un simile spettacolo… Ora so che mi conviene non dire ai miei tutori di questa magia…" fece una voce, mentre Melody si avvicinava al tavolo accompagnata da una rossa Ginny, la quale rivolse uno sguardo imbarazzato al fratello.
"Natsu! Natsu, non morire!" esclamò Happy, scuotendo il Dragon Slayer.
"Ugh… Perché non dovrei dormire, Happy?" chiese lui, sbattendo gli occhi.
I membri di Fairy Tail si guardarono tra di loro.
"Natsu… ci senti bene?"
"Perché volete farmi bere?" continuò lui, massaggiandosi le orecchie. "Quella dannata lettera…"
"Che cosa gli prende?" domandò Neville, guardandolo preoccupato.
"Succede che avere un udito sopraffino non sempre è una cosa positiva…" commentò Harry con un sospiro, aiutando il compagno ad alzarsi, che però barcollò.
"Non si saranno danneggiati i timpani, vero?" domandò preoccupata Hermione.
"No, non credo. Però di certo ha ricevuto un brutto colpo. Lo porto io in infermeria. Prendete voi l'orario per noi. Ci vediamo qui tra poco."
"Sembra che a pagare le conseguenze del vostro atto sia stato Natsu…" fece Erza, osservando i due allontanarsi, per poi spostare lo sguardo su Lucy, Gray e Ron. "Spero siate soddisfatti."
I tre abbassarono la testa, mentre la McGranitt si avvicinava al tavolo, cominciando a distribuire gli orari.
"Come sta il signor Dragonil?" chiese una volta raggiunti. "Ho visto che è stato male."
"Harry l'ha portato in infermeria. La Strillettera era troppo forte per il suo udito." Rispose Fred, prendendo assieme al gemello i suoi orari. "Diamine, cominciamo bene… due ore di Pozioni…"
"Io invece comincio con Trasfigurazione… aye!" esclamò Happy, guardando il suo foglio.
"A noi invece tocca Erbologia, sempre due ore, con i Tassorosso." Fece Erza, al che Neville tirò un sospiro di sollievo, grato di cominciare con l'unica materia in cui andava bene.
Pochi minuti dopo, Harry li raggiunse all'uscita del castello.
"Dov'è Natsu?" chiese Hermione.
"Madama Chips ha preferito tenerlo in Infermeria. Dice che non gli conveniva venire a lezione con noi alle prime ore… poteva solo peggiorare."
"E perché? Non mi risulta che le piante possano mettersi a urlare…" commentò Lucy, guadagnandosi un'occhiataccia da Fred. "Le piante normali per lo meno, s'intende!" si affrettò a precisare.
"Ah, ecco." Fece lui, deglutendo al ricordo della creatura di Sherry. "Dopo quell'esperienza, non voglio sentire mai più parlare di piante giganti… Motivo per cui sono contento di non essere venuto con voi ieri. Il viaggio okay, ma il Platano Picchiatore… no grazie."
"Ed io cosa dovrei dire?" domandò Ron, tirando fuori dalla tasca Crosta, che stava dormendo come sempre. "Abbiamo incontrato la versione gigante e spaventosa di Crosta! Vestita pure da cameriera! Credo che mai una visione sarà tanto inquietante quanto quella!"
"Almeno tu non l'hai affrontata…" aggiunse la bionda, sospirando.
"Beh, direi che è il momento di separarci. Noi andiamo nella tana di un altro topo… molto più spaventoso." Disse ridendo George, mentre lui e il gemello si allontanavano in direzione dei sotterranei.
Gli altri maghi salutarono Happy, che si diresse verso la classe di Trasfigurazione –usando la Mappa del Malandrino per non perdersi– e uscirono dal castello, dirigendosi verso le serre, dove trovarono il resto della classe in attesa della professoressa Sprite.
"Dove sarà? È strano da parte sua questo ritardo…" sentirono lamentarsi uno di Tassorosso.
Come se l'avesse sentito, la professoressa di Erbologia apparve attraversando il prato, accompagnata da Gilderoy Allock.
Con sorpresa di Lucy, Gray e Ron, tra le mani teneva diverse bende, e lontano si poteva intravedere il Platano Picchiatore con molti rami fasciati.
"Salve a tutti!" li saluto il nuovo professore, rivolgendo un sorriso radioso ai presenti. "Ho appena finito di mostrare alla professoressa Sprite il modo corretto di medicare un Platano Picchiatore! Ma non voglio che pensiate che io sia più esperto di lei in Erbologia! È solo che nei miei viaggi mi è capitato di vedere molte di queste piante esotiche e-"
"Serra numero Tre, ragazzi!" lo interruppe brusca la Sprite, la quale a differenza del solito sembrava decisamente contrariata e per niente allegra.
Gli studenti restarono qualche secondo sorpresi, per poi seguirla. Tutto l'anno precedente avevano lavorato solo nella Serra numero Uno, e sapevano che nella Tre c'erano piante molto più interessanti e pericolose.
La professoressa si staccò dalla cintura una grossa chiave e aprì la porta.
Si percepì un odore di terra umida e concime, che si mischiava al greve profumo di alcuni fiori giganti, delle dimensioni di un ombrello, appesi al soffitto.
Harry fece per entrare assieme agli altri, ma sentì una mano bloccarlo per una spalla.
"Harry! Volevo dirti una parola… Non le spiace, vero, professoressa, se glielo rubo per un paio di minuti?"
"Mi scusi, professore…" replicò il moro, sottolineando l'ultima parola e intravedendo appena lo sguardo accigliato della Sprite, la quale non sembrava molto contenta di accontentare quella richiesta. "Ma gradirei non perdere la prima lezione di quest'anno. Può parlarmi più tardi durante la sua lezione."
A sentire quella frase, molte delle ragazze presenti trattennero il fiato, incredule che qualcuno potesse aver parlato in quel modo al loro beniamino.
"Su, su, non essere timido. Sono solo pochi minuti." Insisté Allock, portandolo via di peso, mentre Gray ed Erza lo guardavano increduli.
"Quel professore mi sta sempre più antipatico…" commentò Ron, per poi guardare i due maghi di Fairy Tail, i quali erano diventati pallidi.
"Che succede?" chiese Lucy, altrettanto sorpresa da quella curiosa reazione.
"Succede che è meglio se tieni pronta Virgo per un'evacuazione totale di Hogwarts…" mormorò Erza. "Allock sta facendo il suo errore più grande… Nessun giornalista da noi ha il coraggio di insistere con Harry…"
"Ma Allock non è un giornalista." Replicò Hermione.
"Vero, ma non mi sembra una persona tanto… facile da convincere che esiste altro oltre alla fama e alla gloria. E lui è convinto che Harry sia alla ricerca di queste cose, sebbene sia stato pubblicamente smentito."
"Quindi?" domandò Ron.
"Fred e George vi hanno parlato del Jupiter, vero?" rispose Gray, guardando gli ultimi arrivati. "Beh, non sarà così potente ma Harry potrebbe avere una reazione scomposta…"
"Scusate…" intervenne Neville, avvicinandosi timoroso, non avendo sentito la parte del canone. "Cosa intendi dire con reazione scomposta?"
"Intende dire che forse le bende che la professoressa Sprite ha usato sul Platano potrebbero servire ad Allock."

Nel frattempo, ignaro di tutti i trascorsi del suo studente, Allock stava conducendo Harry a qualche metro di distanza dalle serre, lontano dalle orecchie di chiunque.
Il moro continuò a guardarlo truce, chiedendosi che cosa poteva volere da lui.
"Harry!" esclamò il professore, poggiando entrambe le mani sulle sue spalle e mostrandogli i suoi grandi denti canditi. "Harry, Harry, Harry!"
"Sì?" replicò lui, cercando di trattenersi dal rovesciare a terra l'uomo.
"Quando ho sentito… be', naturalmente è stata tutta colpa mia. Mi sarei mangiato le mani." Continuò il biondo, facendo inarcare un sopracciglio al mago più giovane.
"Scusi?"
"Non sono mai rimasto tanto scioccato. Convincere i tuoi amici a far volare una macchina fino a Hogwarts! Be', naturalmente, ho capito subito perché l'hai fatto. Era lampante. Harry, Harry, Harry."
"Prego?!" esclamò incredulo Majutsu, sgranando gli occhi.
"Ti ho fatto provare il gusto per la pubblicità, non è vero? Ti ho contagiato! Sei finito sulla prima pagina del giornale assieme a me e non vedevi l'ora che accadesse di nuovo. E così hai pensato di mandare avanti i tuoi amici, così che tutti pensassero che tu non sei al loro livello. Poi fingere il problema con la barriera…"
Harry chiuse le mani a pugno, prendendo fiato.

Makarov alzò lo sguardo verso l'alto, mentre un brivido lo percorse lungo tutta la schiena.
"Che succede Master?" domandò Mira avvicinandosi, mentre puliva un bicchiere.
"Per un momento ho avuto una brutta sensazione... come se un vulcano fosse sul punto di esplodere..." rispose lui, deglutendo.
"Natsu? È un po' lontano al momento…"
"Qualcosa di peggio… come se qualcuno fosse stato tanto stupido da provocare Harry o Erza…"

"Quindi, secondo il suo ragionamento, io avrei detto a Lucy, Gray e Ron di volare per mezzo stato solo per mostrarmi, non ho ben capito in che modo, al pubblico?" chiese conferma il moro.
"Tranquillo Harry, io ti capisco." Continuò Allock, il quale non sembrava essersi accorto dello sguardo di puro veleno che stava ricevendo. "È naturale voler riassaporare una cosa che si è gustata per la prima volta e-"
"Forse non l'ha capito l'altra volta…" lo interruppe Harry, togliendosi le mani dell'altro dalle spalle. "Io non sono interessato alla fama." Scandì lentamente, in modo che il significato non potesse sfuggirgli. "Io non voglio essere famoso! Mi dà già fastidio che tutti m'indichino quando passo!"
"Come scusa? Harry, non c'è niente di male in questo, non devi forzarti di nascondere i tuoi desideri."
"E non lo faccio infatti. Il mio desiderio è quello di stare in pace!" replicò acido. "Se volevo la fama, a quest'ora ero ricoperto d'oro, mi creda. Le do un consiglio: non mi faccia più perdere tempo per queste cose. Lei è un professore, e mi creda, è l'unica cosa che l'ha salvata!"
Detto ciò, lasciandosi alle spalle un sorpreso Allock, Potter tornò alla Serra numero Tre, entrando e raggiungendo gli altri, sotto lo sguardo di tutti i presenti.
"Mi scusi per il ritardo." Disse rivolgendosi alla professoressa Sprite, la quale era in piedi dietro un bancone, su cui c'erano venti paraorecchie di colore diverso.
"Cos'è successo? È ancora vivo?" gli chiese Erza in un sussurro.
Prima che Harry potesse rispondere, un vaso vuoto poco lontano si ruppe a metà, attirando l'attenzione di tutti.
"Sfortunatamente, è incolume." Rispose Majutsu con voce tagliente.
"Doveva essere crepato…" commentò la professoressa Sprite, ignara del reale motivo per cui il vaso si era spaccato, tornando a rivolgere l'attenzione alla classe. "Oggi rinvaseremo le mandragole. Allora, chi sa dirmi le proprietà della mandragola?"
Hermione alzò subito la mano.
"La mandragola è un efficace ricostituente." Rispose, ripetendo perfettamente il testo del libro. "Si usa per riportare nella condizione originale le persone che sono state trasfigurate o sottoposte a un incantesimo."
"Ottimo! Dieci punti per il Grifondoro!" esclamò la professoressa. "La mandragola è un componente fondamentale della maggior parte degli antidoti, ma è anche pericolosa. Chi sa dirmi perché?"
"Perché chi ascolta il pianto della mandragola muore." Rispose Harry, senza alzare la mano.
"Proprio così. Altri dieci punti per il Grifondoro!" fece la Sprite. "Ora, le mandragole che abbiamo qui sono tutte molto giovani…" proseguì, indicando un gruppo di vaschette profonde, dentro le quali, tutte in fila, crescevano un centinaio di pianticelle ricche di ciuffi color verde marcio "…perciò il loro pianto non vi ucciderebbe. Tuttavia vi metterebbe fuori combattimento per molte ore. Per questo ho chiesto a Madama Chips di trattenere il signor Dragonil in infermeria durante questa lezione. I paraorecchie dovrebbero isolare qualsiasi rumore, ma ho preferito non rischiare dopo gli eventi di stamani." Spiegò, guardando i maghi di Fairy Tail, mentre gli altri studenti di Tassorosso la guardarono incuriositi da quel discorso.
"Ora forza, quattro per ogni vaschetta!" continuò la professoressa, per poi continuare con la lezione.

Happy lasciò cadere la testa sul banco, sospirando.
Aveva appena finito la sua prima lezione, e si stava chiedendo come avrebbe fatto a sopportare un intero anno così.
"Almeno non sono chiuso in stanza, aye…" mormorò, per poi alzarsi e cominciare a recuperare le sue cose, mentre gli altri studenti di Grifondoro e Corvonero uscivano.
"Dragonil, aspetta un attimo." Lo chiamò la professoressa McGranitt, invitandolo a raggiungerla alla cattedra.
Il gatto sospirò ancora, alzandosi e obbedendo.
"Volevo chiederti come va." Continuò la McGranitt, controllando che nessuno li stesse ascoltando. "Hai avuto qualche problema?"
"Sinceramente no. Sento solo la mancanza del volo. Prima ero solito volare spesso per risparmiare pezzi di strada, cosa che ora non posso fare… ma sono contento di potermi muovere quest'anno, aye!"
La professoressa annuì, contenta di sentirlo. "Bene. È la prima volta che effettuo una simile trasformazione per così tanto tempo. E non essendo tu un Animagus, temevo potesse andare storto qualcosa."
"Fortunatamente non è andata così, aye! Solo, ho qualche difficoltà con la bacchetta… non mi sono ancora abituato ad avere le mani così grandi… fatico a muoverla bene."
"Ti consiglio di chiedere a qualcuno dei tuoi amici di aiutarti. Mi sembrano tutti capaci e particolarmente dotati con la magia."
"Eh eh… sono i più forti dopotutto, aye!" esclamò Happy, sorridendo.
"Bene, puoi andare. Fammi sapere se c'è qualche problema con la trasfigurazione."
Il gatto umanizzato annuì, per poi uscire dalla classe di corsa.
Pochi metri più in là, Luna, seduta su una panchina nel corridoio, aprì la mano, come per prendere qualcosa che cadeva dal cielo.
"Curioso…" fece, sorridendo.

Il gruppo di Fairy Tail si riunì a pranzo con Natsu, dove Ron si lamentò della sua bacchetta, che aveva tentato di aggiustare con dello scotch magico, ottenendo tuttavia dei pessimi risultati, dato che questa emetteva una raffica di esplosioni come quelle dei petardi.
"E non posso nemmeno chiederne un'altra… La mamma mi ucciderebbe…" mormorò disperato.
"Non è possibile aggiustarla con un incantesimo?" chiese Lucy a Harry, che scosse la testa.
"Ci ho provato, ma non ha funzionato." Rispose. "A quanto pare, la mia magia da sola non è sufficiente, e neppure usando la bacchetta sono riuscito a ottenere qualche risultato. A quanto pare, le bacchette non sono oggetti riparabili."
"Potremmo farti un prestito, fratellino…" cominciò Fred.
"A condizione che poi tu ci restituisca il tutto con gli interessi ovviamente." Concluse George.
"No grazie. Piuttosto preferisco aspettare di guadagnare abbastanza quest'estate e comprarmene una nuova. Comunque, cos'abbiamo dopo?"
Erza prese l'orario.
"Difesa contro le Arti Oscure." Rispose, per poi voltarsi verso Harry, che sospirò.
"Di questo passo, Silente dovrà cercare un altro professore per stasera…" commentò lui.

Dopo mangiato il gruppo uscì in cortile, dove rimasero a parlare, mentre Hermione si sedette a riflettere.
"Che cosa succede?" le chiese Lucy, avvicinandosi.
"Stavo pensando alla mia magia. Finora l'ho usata solo per analizzare l'avversario di fronte a me… ma mi chiedo se posso estenderne il campo."
"Non eri già in grado di farlo? Credevo potessi rilevare la magia a distanza."
"Solo se è nel raggio di pochi metri, e comunque non in maniera precisa. Quando ho rilevato l'Iced Shell di Gray, ho solo percepito una grande quantità di magia, ma non ho capito subito di cosa si trattasse…"
Dicendo ciò, guardò che non ci fosse nessun altro e passò la mano di fronte a sé, facendo apparire la copia olografica di se stessa. "E purtroppo, uno dei limiti di questa magia è che analizza solo ciò che l'obiettivo sa di poter fare. Per questo non sono riuscita a rilevare prima la magia di Fred e George e non posso capire quale sia quella di Ron. E anche perché non posso analizzare me stessa oltre quello che già so."
"Beh, per come la vedo io, la tua è una magia utilissima già così com'è. Insomma, puoi sapere tutto del tuo avversario. Ci sono maghi che sarebbero disposti a tutto per sapere come fai."
"Harry ha detto che le nostre magie sono uniche. Non è possibile insegnarle a qualcun altro." Fece la castana, dissolvendo l'incantesimo.
"Beh, credo che dovrò lavorarci sopra, ma prima aiuterò Happy a usare bene la bacchetta. Mi ha detto che ha qualche difficoltà a tenerla in mano e a eseguire gli incantesimi."
"E quello purtroppo non si può capire dai libri." Concordò Lucy.
Poco lontano da loro, Harry e Erza stavano discutendo della punizione per Ron, Lucy e Gray quando si accorsero che qualcuno li stava osservando.
"Chi va là?" esclamò il moro, girandosi.
Da dietro un albero spuntò fuori un ragazzino mingherlino dai capelli color topo, che lo fissò pietrificato, tenendo stretta tra le mani quella che sembrava una comune macchina fotografica da Babbani.
"Tu sei… Colin Canon, vero? Primo anno." Fece Erza, riconoscendolo. "Ti sei unito ai Grifondoro ieri sera."
"S-Sì, sono io." Rispose lui, azzardandosi a fare un passo avanti, mentre anche gli altri maghi di Fairy Tail lo osservavano. "Senti Harry… Pensi che sarebbe possibile… posso scattarti una foto?" chiese speranzoso, alzando la macchina fotografica.
"Una foto?" ripeté Majutsu, guardandolo curioso. "E perché vorresti farmi una foto?"
"Io so tutto di te. Tutti ne parlano. Che sei sopravvissuto quando Tu-Sai-Chi cercò di ucciderti e che lui è scomparso e tutto il resto e che tu hai ancora sulla fronte una cicatrice a forma di saetta." E qui il suo sguardò si spostò sulla fronte di Harry. "E un ragazzo del mio dormitorio ha detto che se svilupperò la pellicola nella pozione giusta, le foto si muoveranno!"
Harry restò in silenzio a guardarlo, per poi sospirare.
"Mi dispiace, ma non amo farmi fotografare. Men che meno per qualcosa di cui non ho neppure il ricordo. Voldemort mi ha attaccato quando avevo un anno, e tutto ciò che mi è rimasto di quel giorno è solo la cicatrice. Io non mi prendo alcun merito per quanto è successo, sono solo stato fortunato. Poteva esserci chiunque al mio posto."
"Però… ecco… io non sapevo di essere un mago fino a pochi mesi fa…" continuò Colin. "Mio padre, che fa il lattaio, non riusciva a crederci. Per questo sto facendo così tante foto. E sarebbe davvero stupendo averne una tua. Potrebbe scattarla uno dei tuoi amici, così io posso mettermi accanto a te, no? E poi me la potresti firmare?"
"Era da tanto che qualcuno non ti chiedeva una foto autografata, eh, Harry?" fece Natsu, ghignando divertito dalla situazione.
"E ho sempre risposto a tutti che detesto essere fotografato. Tanto più firmare autografi."
"Foto autografate?" urlò una voce, facendo girare tutti verso Malfoy, che era in piedi poco lontano da loro con un sorriso irritante ben stampato in faccia. "Distribuisci foto autografate, Potter?"
"Ovvio che no." Rispose lui calmo. "Stavo appunto spiegando a Colin il perché sono costretto a rifiutare la sua richiesta."
"Tutti in fila! Harry Potter distribuisce foto con autografo!" iniziò a gridare Draco, in modo che anche gli altri studenti si avvicinassero curiosi.
"Ridicolo." Fece Erza. "Cos'è, una nuova tecnica per mostrare la tua gelosia? Approfittare della richiesta innocente di un primo anno per tentare di deridere Harry?"
"Gelosia?" ripeté il biondo, incredulo. "Spero che tu stia scherzando! Chi la vuole una cicatrice in fronte? Non penso che farsi spaccare la testa in due renda così speciali."
Alcuni Serpeverde scoppiarono a ridere.
"Ma va a farti un bagno, Malfoy!" disse Ron, non riuscendo a trattenersi. "La verità è solo che invidi Harry perché lui è famoso!"
"Dovresti fare attenzione, Weasley. Non vorrai cacciarti in un altro guaio, vero? Altrimenti la tua mammina dovrà venire a prenderti e portarti via da scuola." E con voce acuta e penetrante proseguì. "Se provi a fare un altro passo falso…"
A ciò, molti studenti scoppiarono a ridere, mentre il Weasley divenne rosso in volto, tirando fuori la bacchetta.
"Non farlo Ron." Lo interruppe Lucy. "Non ne vale la pena."
"Però la foto autografata di Potter vale più della sua casa!" continuò Malfoy, al ché anche Fred e George si animarono.
"Cos'hai detto, biondino?" dissero i due gemelli insieme, mentre anche Natsu sembrava essere al limite della pazienza, dato che si stava già tirando su le maniche, pronto a fare a pugni.
"Che cosa succede qui?" fece una voce, anticipando Gilderoy Allock, che si avvicinò con il suo abito color turchese svolazzante. "Chi è che sta distribuendo autografi?"
Titania deglutì, mentre guardava Majutsu chiudere le mani a pugno e respirare profondamente.
"Non c'è neanche bisogno di chiederlo!" continuò il professore, mettendogli un braccio intorno al collo. "Così ci incontriamo di nuovo, Harry!"
"Per mia immensa sfortuna, sì." Rispose lui con tono gelido, mentre Erza, Natsu e Gray facevano un passo indietro, mossi dal loro istinto di sopravvivenza.
"P-Professore… meglio se lo lascia andare… Ci creda, è meglio per lei…" balbettò bianca Heartphilia, venendo totalmente ignorata da Allock, che si rivolse al ragazzino.
"Coraggio, signor Canon! Una foto a tutti e due, non potrei immaginare una cosa più giusta di questa e te la firmeremo entrambi!"
"Io non firmerò proprio nulla." Replicò freddo il moro, mentre tutto confuso, Colin afferrava la macchina fotografica e scattava la foto proprio nel momento in cui suonava la campanella delle lezioni pomeridiane.
"Forza, tutti dentro." Disse Gilderoy rivolto agli altri studenti, per poi incamminarsi verso il castello con Harry ancora sotto il braccio, lasciando indietro i maghi di Fairy Tail, tutti bianchi in volto.
"Okay… Credo che non ci sarà una prossima lezione di Difesa contro le Arti Oscure…" mormorò Fred. "Harry lo farà a pezzi molto prima!"
"Ma quanto è idiota quel tipo? Non si è nemmeno accorto dell'aura omicida che circondava Harry…" aggiunse Natsu
"Meglio se li raggiungiamo prima che avvenga l'irreparabile." Convenne Hermione, ricevendo assensi dai suoi compagni di anno, per poi avviarsi verso la lezione.
Nel frattempo Potter cercava di liberarsi dalla morsa del professore, cosa che riuscì a fare solo quando egli lo lasciò andare, continuando tuttavia a guidarlo.
"A buon intenditore poche parole." Fece sorridendo. "Io ti ho coperto con il giovane Canon… Con una foto scattata anche a me, i tuoi compagni non penseranno che tu ti creda chissà chi…"
"Non lo avrebbero nemmeno mai immaginato se lei non si fosse messo in mezzo e costretto a fare quella foto." Replicò lui. "Io odio essere fotografato!"
"Su, su, non c'è bisogno di fingere. Ti capisco. Capisco che tu voglia uscire dall'ombra che io ho involontariamente gettato su di te. Ma Harry caro, devi capire che possiamo stare entrambi sotto i riflettori. E cominciare a farsi fare foto a questo punto della tua carriera non è molto sensato… Certo, verrà il momento in cui, come me, dovrai tenere una pila di foto a portata di mano ovunque tu vada, ma non mi pare che tu sia già arrivato a quel punto."
"Il punto a cui sono arrivato è probabilmente il limite della mia pazienza… e mi creda, la pazienza non è uno dei motivi per cui sono famoso."
Allock lo ignorò ancora, mentre raggiungevano l'aula di Difesa contro le Arti Oscure, dove il professore finalmente lo lasciò andare del tutto, entrando nel suo ufficio e permettendo così a Harry di sistemarsi i vestiti, per poi andarsi a sedere a uno dei banchi in fondo all'aula, nel vano tentativo di poter ignorare l'insegnante.
Pochi minuti dopo lo raggiunsero i suoi amici, che occuparono i posti vicino a lui.
"Tutto bene?" chiese Hermione, guardandolo preoccupata.
"È ancora vivo… ma non posso garantire che esca da questa lezione intero…" rispose lui, sospirando profondamente, mentre pian piano anche gli altri entravano nell'aula chiacchierando.
"Come può essere così ottuso da non capire che non vuoi la fama?" si chiese Erza, mentre Allock usciva dal suo studio, andandosi a mettere in piedi dietro la cattedra.
"Speriamo che Ginny non incontri Canon, o rischi che fondino un Fan club di Harry Potter…" fece Ron.
"Per carità, non dirlo a voce alta!" esclamò Harry. "Mi manca solo quello e dico al Master che rinuncio alla missione…"
"In effetti, non ti ho mai visto così in difficoltà." Rifletté Natsu.
"Questo perché di solito nessuno osa chiedere a Harry una foto. O è in grado di insistere."
"Scusate…" s'intromise Neville, avvicinandosi timoroso. "Ma avevo capito che da voi Harry non fosse famoso… Ma allora perché qualcuno avrebbe dovuto chiedergli una foto?"
Majutsu sospirò.
"Non sono famoso come 'Il bambino che è sopravvissuto', ma questo non significa che non mi conoscono. Dopotutto, non capita spesso che un bambino si smaterializzi per sbaglio in un altro continente, no?"
"Capisco… Quindi hai già vissuto tutto ciò…"
"Sì, direi proprio di sì… ma la volta precedente ho potuto… trattare con i giornalisti…"
A quella frase, Gray e Natsu deglutirono, ricordandosi del volo che quei poveri malaugurati avevano fatto: Harry li aveva fatti letteralmente volare fin fuori Magnolia.
Erza si limitò ad annuire, mentre Lucy ripensava all'articolo scritto da quei giornalisti, che raccomandavano caldamente a tutti i loro colleghi di non avvicinarsi al mago di Fairy Tail se non quando era veramente di ottimo umore.
In quel momento Allock si schiarì la voce, per poi cominciare a muoversi tra i banchi, fermandosi davanti a quello di Neville e prendendo in mano la sua copia di Trekking con i troll, sollevandola per mostrare a tutti la sua foto.
"Io." Disse indicandola e ammiccando al se stesso sulla copertina. "Gilderoy Allock, Ordine di Merlino, Terza Classe, Membro onorario della Lega per la Difesa contro le Arti Oscure e cinque volte vincitore del premio per il Sorriso più Seducente promosso dal Settimanale delle Streghe… ma lasciamo stare. Non mi sono liberato della strega Bandon facendole un sorriso!"
"Questo poco ma sicuro… Sarebbe come dire che il Master ha sconfitto Jose dandogli la mano…" mormorò Titania.
"Vedo che quasi tutti avete la serie completa dei miei libri…" continuò il professore, notando la mancanza di essi sui banchi dei membri di Fairy Tail, ma decidendo di ignorare la cosa. "Molto bene! Oggi pensavo di iniziare con un piccolo quiz. Niente di cui preoccuparsi… solo per verificare con quanta attenzione li avete letti, quanto avete assorbito…"
Detto ciò cominciò a distribuire a tutti i testi della prova, per poi tornare alla cattedra. "Avete trenta minuti. Pronti… via!"
Majutsu spostò lo sguardo verso i fogli giusto per togliersi la curiosità sull'argomento.

1.Qual è il colore preferito di Gilderoy Allock?
2.Qual è l'ambizione segreta di Gilderoy Allock?
3. Secondo voi qual è il risultato più importante conseguito finora da Gilderoy Allock?

E continuava così per altre tre pagine, fino all'ultima domanda:

54.Quando cade il compleanno di Gilderoy Allock, e qual è il regalo ideale per lui?

Harry sgranò gli occhi incredulo per le domande appena lette, faticando a crederci.
E come lui, anche gli altri sembravano avere reazioni simili, Hermione in primis, che non riusciva a capacitarsi che in una lezione si chiedessero simili cose.
Potter sospirò, girando i fogli e restando seduto in attesa che la mezzora finisse.
Quando finalmente Allock raccolse i fogli per esaminarli, il moro chiuse gli occhi, immaginandosi cosa sarebbe successo tra poco.
"Oh, oh… quasi nessuno ricordava che il mio colore preferito è il lilla. Lo dico in Un anno con lo yeti. E poi alcuni di voi dovranno leggere con più attenzione A passeggio con i lupi mannari… nel capitolo dodici dico chiaramente che il mio regalo di compleanno ideale sarebbe l'armonia tra il popolo dei maghi e dei non maghi… anche se non rifiuterei un bella bottiglia di Whisky Incendiario Ogden Stravecchio!"
Il professore continuò a leggere i fogli, finché non si fermò a un gruppo lasciato completamente in bianco.
"Signor Potter, come mai non ha risposto?" chiese deluso. "Non si ricordava i miei libri?"
"Non li ho letti." rispose Harry. "E non ho alcuna intenzione di farlo."
"Come prego?"
"Mi ha sentito. Li avrei potuti leggere come libri di narrativa, ma non come libri scolastici." Continuò.
"Lo stesso vale per me." Si aggiunse Erza, guardando anche lei fredda l'insegnate. "Sono abituata a cose più materiali e veritiere."
"Questo test è un insulto alle nostre capacità." Osservò Hermione, facendo spalancare la bocca alla maggior parte dei presenti, che non si sarebbero mai aspettati una frase del genere da lei.
Allock sembrò in difficoltà a quelle affermazioni, tuttavia si riscosse subito.
"Molto bene allora! Se desiderate la pratica, allora pratica avrete!" esclamò, indicando una grossa gabbia coperta da un telo all'angolo della stanza, finora notata da nessuno.
"Uh?" fece Natsu, guardandolo andare a prendere la gabbia per poi portarla sulla cattedra.
"Ora… un avvertimento! Il mio compito è quello di armarvi contro le più orrende creature note alla stirpe dei maghi! In questa stanza potrete trovarvi a dover affrontare le vostre peggiori paure. Sappiate soltanto che niente di male potrà accadervi fintanto che io sono qui. Vi chiedo solo di rimanere calmi."
Dicendo ciò portò una mano sopra il telo, ottenendo straordinariamente l'attenzione di tutta la classe, compresi Harry e Erza.
"Devo chiedervi di non gridare." Disse Allock abbassando la voce, non riuscendo a trattenere un sorriso per essere riuscito a incuriosire tutti i presenti. "Potrebbe aizzarli."
E tolse il telo.
Dentro la gabbia c'erano delle creature blu elettrico, alti circa venti centimetri, con visetti appuntiti e voci così penetranti che era come sentire il cicaleccio di uno stormo di pappagallini.
"Ebbene sì!" esclamò. "Folletti della Cornovaglia!"
Gli studenti restarono in silenzio, finché Natsu non scoppiò a ridere.
"Pericolosi? Quelli?" gridò, battendo una mano sul tavolo, mentre anche Harry, Erza e Gray sorridevano, condividendo in pieno il pensiero dell'amico. "Credo sia più pericoloso un bambino a cui hanno tolto una caramella!"
"Se fossi in te non ne sarei tanto sicuro." Replicò Allock, scuotendo un dito ammonitore in direzione del Dragon Slayer. "Possono essere tipi discretamente diabolici!"
"Non più di uno yeti pervertito, mi creda." Rispose il rosa, mentre Lucy sbiancava.
"Ero quasi riuscita a dimenticarlo…" mormorò sconsolata, lasciando cadere la testa sul banco.
"Bene, signor Dragonil. Allora vediamo che cosa siete in grado di fare." Disse Allock, aprendo la gabbia.
Scoppiò subito il pandemonio. I folletti schizzarono in tutte le direzioni come missili.
Due di loro afferrarono Neville per le orecchie e lo sollevarono in aria, appendendolo al grosso lampadario, dove il ragazzo perse praticamente subito i sensi per la paura.
Molti folletti si fiondarono contro le finestre, innaffiando di vetri rotti i maghi di Fairy Tail, che riuscirono a saltare indietro per evitarli, trascinando a forza Ron e Hermione.
Il rimanente gruppo di creature s'impegnò a distruggere la classe meglio di un rinoceronte infuriato: afferrarono i calamai e spruzzarono inchiostro dappertutto, ridussero a brandelli libri e fogli, strapparono i quadri dalle pareti, rovesciarono il cestino della carta, afferrarono borse e libri e li scaraventarono fuori dalle finestre rotte. Nel giro di pochi minuti quasi tutti erano scappati dall'aula, lasciando solo il gruppo di Fairy Tail e il professore, oltre a Neville, ancora appeso al lampadario.
"Su, muovetevi, radunateli, radunateli!" esclamò, guardando Natsu che cercava di colpirne uno con i pugni. "In fondo sono soltanto folletti…"
"E allora ci faccia vedere lei!" replicò Lucy, cercando di evitare che uno di loro le prendesse i capelli.
Il professore annuì.
"Non potrei mai rifiutare una richiesta da parte di una fanciulla." Disse, brandendo la bacchetta magica. "Peskipiksi Pesternomi!"
Non accade assolutamente nulla, tanto che uno dei folletti ghermì la bacchetta di Allock e la scaraventò fuori dalla finestra.
A quel punto Allock strabuzzò gli occhi, per poi fiondarsi verso l'uscita.
"Lascio a voi il compito di prenderli e rimetterli nella gabbia!" urlò, scomparendo oltre la porta.
"Ma tu guarda che tipo…" commentò Gray, per poi vedere la porta dell'aula chiudersi da sola.
"E quello sarebbe un professore?" chiese Harry, alzando la mano e creando un'onda d'urto che colpì una decina di folletti, facendoli cadere a terra privi di sensi.
"Non mi sono mai sentito tanto preso in giro come oggi!" continuò, colpendone un'altra decina con la stessa magia.
Senza guardare nessuno dei compagni, continuò a pestare i restanti folletti, per poi radunarli tutti assieme e facendoli lievitare dentro la gabbia, che chiuse con la magia.
"H-Harry? Cerca di calmarti…" tentò il mago del ghiaccio.
"Calmarmi?!" gli urlò contro lui. "Non ho affrontato demoni e mostri per poi venire messo in ridicolo da uno che si crede chissà chi! Veramente, non so chi o cosa mi abbia impedito di farlo a pezzi!"
"Harry, calmati." Disse Erza, per poi evocare una spada, che lanciò verso il lampadario, tagliandone la base e prendendo al volo Neville, che non aveva ancora ripreso sensi. "Capisco come ti senti, ma sfogarti così non ti servirà a nulla."
"Ma io mi chiedo come hanno fatto a prendere un tipo simile come insegnante." Rifletté Hermione.
"Forse è semplicemente stato l'unico ad accettare, vista la fine che ha fatto Raptor…" rispose Ron.

Un uomo dai lunghi e ribelli capelli neri, con il volto pallido, come se non vedesse la luce del Sole da anni, e scavato dal mal nutrimento, alzò lo sguardo, posandolo su un'altra figura che si trovava al di là di alcune sbarre.
Si trattava di un uomo basso, corpulento, con capelli grigi tutti arruffati. Indossava un abito gessato, una cravatta scarlatta, un soprabito nero e stivali color viola. E in quel momento la sua faccia era terribilmente seria.
"Che onore…" esordì con voce debole il prigioniero, ma con un accenno di ironia. "Il Ministro della Magia viene a farmi visita… Devo dedurre che sia successo qualcosa?"
Come risposta l'uomo al di là della sbarre tirò fuori dal soprabito un giornale e lo lanciò dentro la cella.
Il prigioniero spostò lo sguardo, soffermandosi sul titolo.
'Distrutta la barriera del binario per Hogwarts! Attentato a Harry Potter?'
"Chi c'è dei tuoi amici dietro a tutto questo, Black?" chiese il Ministro, mentre l'uomo prendeva il quotidiano in mano.
"I miei amici sono morti undici anni fa… ed è stata tutta colpa mia." Rispose lui, per poi alzare lo sguardo. "Come sta Harry?"
"Per tua sfortuna, ne è uscito incolume. Chiunque l'abbia attaccato, l'ha mancato per pochi istanti. La barriera è stata distrutta, scaraventatolo dall'altra parte. Ora rispondi alla domanda: chi dei tuoi amici può aver fatto qualcosa del genere?"
Black ghignò. "Non ne ho idea. Dopotutto, sta chiedendo alla persona sbagliata, Ministro. Qualche cella in là c'è una certa pazza… provi a chiedere a lei, forse saprà aiutarla…"
Caramell sbatté le mani sulle sbarre.
"Non prendermi in giro Black! Non so come tu faccia a essere così mentalmente integro nonostante tutti gli anni passati qui dentro, ma sappi che non ti permetterò di fare del male al nostro eroe!"
"Allora le auguro buona fortuna. L'ultima volta che è venuto qui, mi sembrava l'aveste perso, il vostro eroe. Come l'avete ritrovato?"
Il capo della comunità magica si allontanò di qualche centimetro dalla cella.
"Non sono a conoscenza dei dettagli. Silente l'ha trovato in un altro continente, dove è stato adottato da una famiglia di maghi. Per riportarlo qua, Albus ha dovuto iscrivere a Hogwarts alcuni suoi coetanei, ma non ci ha detto altro."
Black strinse gli occhi, guardandolo interessato.
"Davvero? Curioso… Mi chiedo quanto siano capaci come maghi, per aver impressionato Silente." Disse, per poi fare una piccola risatina, mentre il Ministro si allontanava, arresosi alla questione.
Black continuò a ridere finché non sentì la porta richiudersi.
"Ho solo pochi minuti prima che tornino…" mormorò, riprendendo il giornale e saltando l'articolo su Harry, passando a quello sotto, dove c'era la foto della macchina volante. "Questi amici devono essere dei tipi divertenti. Nemmeno io e James avremmo osato tanto."