Capitolo 29.. vi avverto che accade qualcosina ma nulla di più XD Poi stavo pensando di mettere la ficcy in rating rosso perché non so la mia testa dove potrebbe portarmi XD

Cap 29- Sogni.

\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\

Modo aveva fasciato la caviglia di Sharon che per fortuna era solo slogata, probabilmente si era scontrata con qualche scoglio e aveva riportato solo qualche graffio laterale. Il topo grigio preparò della cioccolata calda e finalmente poté riposarsi. Si stiracchiò e si sedette sulla cuccetta poggiando la schiena al muro "Finalmente un po' di riposo!" esclamò "Com'è che finiamo sempre per cadere in acqua?" chiese.

Sharon ridacchiò "Non lo so." rispose sorseggiando la cioccolata.

"Sì lo so, non è buona come quella di Mary's ma appena possiamo ci andiamo. Portiamo anche le pesti." si giustificò Modo.

"Mary's? Che cos'è?" chiese la topina incuriosita "Vivo sulla Terra da un po' ma non so cosa sia questo.. posto?"

"E' un locale. Io e i ragazzi andiamo sempre con Charley-ma'am nel periodo invernale. Fa una cioccolata unica! Se ti piace la cioccolata devi andarci." rispose lui.

Sharon rifletté "Credo di sì. Voglio vedere com'è!"

"Tutto apposto il piede?" chiese poi "O vuoi che stringa la benda?"

"No va bene così." rispose lei sospirando "Sono preoccupata per Choppy."

Modo lanciò uno sguardo shoccato alla topina "Choppy? Hai dato un nome al..."

Sharon incrociò le braccia al petto "Certo che gli ho dato un nome. I Sand Runner sono intelligentissimi e rispondono al richiamo. Poi hai visto come è cresciuto?"

Il topo grigio si passò l'indice sul mento "Beh sì... in poco tempo è praticamente diventato il doppio." commentò "Ma mica devi chiedere il permesso a tuo nonno per tenerlo? Sarebbe un po' imbarazzante." ridacchiò lui.

Sharon sospirò "Certo che no. Non può controllare la mia vita, ormai sono grande."

Modo tornò serio "Ho notato che tuo nonno... ti stima molto." c'era un accento ironico nella voce.

"Mio nonno non era così prima." rispose la topina nera "E' cambiato dopo la morte dei miei genitori e da quando..." lasciò passare qualche secondo "Da quando ho iniziato a disobbedirgli."

In effetti Modo aveva notato il comportamento di Sharon, non obbediva, era scontrosa e detestava le regole del clan "Capisco. E potrei saperne il motivo?"

Sharon storse il naso "Meglio di no." rispose guardando un punto indefinito del pavimento, portò le gambe al petto e le circondò con le braccia "Sono affari miei."

Il topo grigio fece spallucce "Ok, ma non ti arrabbiare."

"Non sono arrabbiata." disse Sharon "Perché dovrei? Essere curiosi è normale."

Modo sollevò lo sguardo al soffitto e pensò "Oggi sarebbe stata una serata perfetta se solo Napoleon non si fosse fatto vedere. Perfino Limburger se ne è stato tranquillo." piegò le braccia dietro la testa.

Sharon ghignò e si sporse verso l'amico "Ecco... ripensandoci... cosa cercavi dire o... fare?" gli disse con tono malizioso.

Il topo grigio borbottò e guardò altrove "N-nulla.. solo che stavi benissimo e..." sentì le sue guance bruciare "Senti... lasciamo stare..." disse infine sperando che Sharon rinunciasse a tormentarlo.

La topina ridacchiò e gli pizzicò la guancia destra "Sei strano." commentò.

Modo non sapeva se considerarlo un complimento oppure no ma si irrigidì quando Sharon menzionò le gemelle "Ronald mi ha detto di Macy e Lucy. Devo esser sincera, perché gli hai detto no? Potevi scegliere una delle due. A momenti ti cadevano ai piedi."

"Perché vuoi parlare di questo?" chiese Modo guardandola.

Sharon scrollò le spalle "Perché non capisco. Il tuo sogno è quello di ricominciare d'accapo e quella era una buona occasione." disse "Perché non hai provato?"

Il topo grigio si grattò la testa, preferiva non parlare ma lo sguardo insistente dell'amica lo fece desistere "Ho già qualcuno, ecco. E devo dire che il mio primo sogno stava per realizzarsi." rispose con tristezza, se Napoleon non avesse distrutto tutto. Ora avrebbe avuto bisogno di un'altra lunga preparazione mentale per ripetere tutto, non era il tipo da approccio rapido e immediato. Amava far sentir speciale una ragazza ma ciò era anche il motivo per cui si bloccava.

Sharon interruppe i suoi pensieri "Primo sogno? Ne hai altri?" chiese con enfasi, sembrava una bambina "Voglio sapere!" si inginocchiò e lo guardò con occhi grandi.

Modo sorrise "Frena ragazzina! Prima dimmi il tuo!" rispose "E' uno scambio equo." imitò la voce di Brie.

Sharon balbettò e sorrise a denti stretti "Beh..." si passò una mano tra i capelli bianchi "Non saprei da dove iniziare..."

"Il primo che ti viene in mente." la incoraggiò Modo sorridendo.

La topina si stese sul materasso, le braccia erano ai lati della testa e le gambe penzolavano dal letto, sorrise nostalgica "Quando ero piccola volevo gestire la proprietà dei miei nonni." disse "Avevano tanti Sand Runner. Il nonno mi faceva sempre salire in groppa e mi portava in giro."

Modo ascoltava e si domandava cosa mai avesse potuto incrinare quel rapporto all'apparenza così stretto "Ami davvero quei pennuti, eh?"

Sharon annuì "Sono belli e sono fondamentali per il nostro ecosistema. Da quando sono spariti il pianeta ha iniziato ad inaridirsi. Da quando è successo... ho desiderato aprire un centro di recupero solo per loro."

Il topo grigio sorrise "Sei di buon cuore. Anche se fai la parte della cattiva."

Sharon sbuffò "Io non sono cattiva. Sono crudele, ho il cuore di pietra." rispose "Ed ora visto che ti ho spifferato il mio sogno, dimmi il tuo."

Modo sollevò un sopracciglio e pensò "Dunque... Oh... trovato.. per non ridere." le chiese quasi implorante "Vorrei aprire un Fishing Shop su un lago." disse "Noleggio barche, canne da pesca, vendita esche e così via. Fare ciò che piace a me ed aiutare chi normalmente non ha i mezzi. E contemporaneamente... guadagnare. Utile e dilettevole."

Sharon arricciò il naso "Questo sì che è guardare avanti. La cosa che non mi piace sono le esche."

I due scoppiarono a ridere "Ma pensavo che ti fosse passata la paura!" esclamò Modo perplesso "Sei irrecuperabile!"

Sharon sospirò "Beh la terapia è durata poco." rispose "E... se ti va..." mormorò imbarazzata "Potremo andare di nuovo a pesca, che ne pensi?"

"Per me va bene, ma dobbiamo aspettare la stagione giusta. La primavera ad esempio." rispose Modo "E tu? Hai un progetto per il futuro? A parte i Sand Runner?" chiese "Un piano B è sempre bene averlo."

La topina dai capelli bianchi rifletté "Ne ho uno ma... in genere quando ne parlo c'è sempre qualcuno che ride." rispose insicura.

Modo rizzò le orecchie "Parla, non riderò."

Sharon aprì e chiuse la bocca più volte "Io... vorrei fare la cantante di successo." rispose, naso e orecchie divennero rossi "Sapevo che avresti riso." disse poi osservando l'amico che ridacchiava divertito, ma non c'era espressione di scherno sul suo volto.

"Non sto ridendo." rispose Modo "E' che... non lo so... ma tra tutto ciò che mi sarei aspettato.. questo è il sogno più semplice e ingenuo."

La topina lo fissò incuriosita "Eh?"

Modo sospirò, il sorriso ancora sulle labbra "Mi aspettavo che tu volessi diventare il miglior inventore di tutta Marte! O qualcosa del genere."

"Hei, quello era il piano C!" esclamò Sharon.

Il topo grigio rise "Allora ci avevo visto giusto!"

"Più o meno." rispose Sharon strofinandosi gli occhi "Peccato che la vita non ti dia sempre ciò che vuoi."

"Se la vita non te lo dà, pretendilo." le disse lui "Pretendilo. Lavora sodo e ottieni ciò che vuoi."

La topina lo guardò seria "Non è così semplice se c'è sempre qualcuno che ti ostacola e costruisce la tua vita in modo tale da obbligarti ad accettarla."

"Ti riferisci al fatto che rischi di esser cacciata dal clan?" chiese Modo ben sapendo che si stava mettendo in un brutto guaio.

Sharon spalancò la bocca "Co... come fai a saperlo?" esclamò.

Il topo grigio indugiò "Non ti arrabbi se te lo dico?" la topina dai capelli bianchi scosse il capo e Modo poté parlare "Beh... per sbaglio ho ascoltato una parte della discussione tra te e Nitkha. Ti stavo cercando e..."

L'espressione di Sharon era un misto di orrore e imbarazzo "E che cosa hai sentito?" gli chiese preoccupata "Dimmelo!"

Modo deglutì un po' spaventato e borbottava "Solo che Nitkha non può aiutarti e tu non sai cosa fare." rispose.

Sharon tirò un lungo sospiro di sollievo, nessuno doveva saperlo perché se fosse successo il clan intero avrebbe inveito contro di lei "Meglio così." rispose secca e si stese di lato dando le spalle all'amico, si raggomitolò facendosi piccola piccola.

Modo storse il naso "Tu e Vice siete simili, in un certo senso." disse.

Sharon rizzò le orecchie ma non si mosse, non voleva guardarlo in faccia e permettergli di capire che il suo malore era tornato. Ogni volta che ci pensava aveva il magone e il desiderio di piangere tornava più insistente "Perché?" chiese, la voce bassa.

"Entrambi nascondete ciò che siete dietro una maschera, Vice ti vuole bene ma è obbligato a trattarti in un certo modo anche se ciò lo ferisce. Tu per qualche motivo rifiuti la sua figura autoritaria e ciò non ti fa stare bene. In più soffrite per la mancanza di una guida ch..." Modo fu interrotto da Sharon che si era voltata e lo guardava quasi arrabbiata.

"Per me Vice è la mia guida. Quando è stato aggredito ho avuto seriamente paura di perderlo. Senza di lui non saprei cosa fare." spiegò lei con gli occhi lucidi.

"Voi tre siete molto legati, ma Vice a sua volta dipende da Leila. Ho visto come stava senza di lei o senza di te. Ma il tuo problema non riguarda Vice altrimenti non avresti parlato con Nitkha e Cid." al pronunciare il nome del giovane scienziato la sua voce si incrinò, la sensazione fastidiosa non voleva passare. Odiava essere geloso perché non era da lui.

"Cid non sa niente." rispose Sharon "Volevo solo una spalla amica. Anche perché parlare non serve a niente."

"Questo non puoi dirlo. Parlare serve e spesso aiuta a trovare soluzioni." le disse Modo convinto.

La topina lo fissava perplessa e un ghigno di derisione sul volto "Vivi ancora nel mondo delle favole. Tu hai avuto qualcuno, io e i miei fratelli no."

"Voi avete avuto Nitkha che si è preso cura di voi come un padre. Vice mi ha detto tutto, sai?" come erano giunti a parlare di ciò? "Mi ha detto della morte dei vostri genitori e delle vostre cicatrici, del fatto che cerchiate di nasconderle e dei ratti." riprese fiato ma cercava di mantenere un tono calmo e pacato, Sharon sembrava un vulcano sul punto di eruttare "Perché mi dicesti di non vergognarmi di me stesso quando poi tu sei la prima che nasconde le prove di una lotta vinta?"

"Tu non puoi capire!" rispose lei quasi urlando "Nessuno può farlo! Nessuno di voi..."

Il topo grigio la osservò bene, nei suoi occhi era tornato il vecchio velo di solitudine e tristezza ma la voglia di parlare era tanta, la voglia di parlare con qualcuno che non fosse Nitkha. Nonostante la piccola infuriata di Sharon, Modo restò calmo "Sai, molte persone non parlano proprio per questo. Ma è per questo che poi fanno cose davvero brutte." disse "Tu non sei diversa da qualsiasi altra topina che io abbia conosciuto, lo dimostrano i sogni che hai. Sono un po' ingenui ma è giusto che sia così, altrimenti non sarebbero sogni."

Sharon non sapeva che dire, nessuno l'aveva mai considerata al pari delle altri. Era sempre stata vita come un genio incapace di pensare ad altro se non alle sue invenzioni e ai suoi studi. Per questo non riusciva mai a parlare di ciò che voleva. Si limitò a starsene in ginocchio a guardarsi le dita delle mani che si incrociavano tra loro e si muovevano nervosamente.

Ma modo le alzò il volto prendendole il mento "Vice ha parlato con me, Sharon." le disse "Gli ho dato la mia disponibilità e per questo ha sopportato il fallimento della missione. Io ho paura che tu possa fare qualcosa di sbagliato e non lo sopporterei sapendo di non avertelo impedito." la topina non rispose ma faceva fatica a sopportare lo sguardo dell'amico che cercava di studiarla.

"E perché mai dovrebbe interessarti?" chiese lei riuscendo finalmente a guardarlo "Tu non fai parte del clan, non puoi capire le nostre stupide regole e parlare non cancellerebbe queste cicatrici."

Qualcosa si mosse nella mente del topo grigio, poteva chiamarla illuminazione oppure semplice intuito ma tutto ruotava attorno ad un unico elemento scatenante e voleva scoprire qual era sebbene il suo istinto gli suggerisce già la risposta. Il volto di Sharon lo faceva star male "E spiegamele tu allora, le regole." si limitò a dire "Che tu sia disobbediente è un dato di fatto ma per così poco non credo che possano cacciarti. E se la cosa riguarda il matrimonio con quel tuo cugin..."

"Io non voglio sposarlo." lo interruppe lei "Non è quella la mia vita." si strinse tra le braccia e tirò su col naso "Anzi, sarebbe molto peggio e screditerei la famiglia di mio padre e probabilmente mio cugino mi lascerebbe senza darmi l'occasione di spiegare." si strofinò l'occhio sinistro che cominciò a pizzicarle.

Modo non disse nulla, la strinse tra le braccia e sentì che finalmente le difese dell'amica erano crollate. Sharon ricambiò l'abbraccio avvolgendo il busto del topo grigio con le sue braccia e strofinava il volto sulla spalla, il pianto silenzioso manifestava la sua presenza solo attraverso il sobbalzo delle spalle "Sharon, io sono qui." le disse allontanandola un po' per guardarla in faccia ma la topina nera gli si aggrappò di nuovo addosso.

"Mi piacciono i tuoi abbracci." disse Sharon con semplicità stringendosi di più, era la stessa sensazione che avvertì quando fu salvata dallo squalo e i suoi capelli ormai erano andati. Quel topo aveva la capacità di disarmarla con la sua semplice sincerità, con la gentilezza e la comprensione.

Il topo grigio sorrise e strofinò il muso sulla sua guancia e la allontanò di nuovo "Se mi aiutassi a capire farei di tutto per aiutarti. Le regole si possono aggirare, non è necessario violarle, una soluzione la si trova. E poi..." sorrise leggermente, dirle ciò che provava si stava mostrando più semplice del previsto "... i tuoi sogni non sono inutili e banali. Lotterei con i denti e le unghie per aiutarti a realizzarne almeno uno."

"Perché?" chiese Sharon.

Modo le prese il volto con le mani e la guardò rassegnato "Sei intelligente ma..." sorrise intenerito "Senza offesa, non sei molto sveglia su certe cose."

La topina nera aggrottò la fronte "Allora dimmelo tu." gli disse con tono ormai calmo "Perché fai tutto questo? Perché vorresti rischiare di metterti contro un intero clan per aiutare una come me? L'amicizia non vale così tant..."

Il topo grigio l'aveva interrotta tirandola di nuovo a sé stringendola tra le braccia, le labbra poggiate sulle sue. Sharon stava lì con gli occhi spalancati per la sorpresa, l'unico che aveva osato tanto era stato Cid qualche anno prima, quando era ancora una topina chiusa in sé stessa e incapace di fidarsi degli altri.

Passò qualche secondo prima che il bacio a stampo diventasse qualcosa di più appassionato. L'inesperienza e l'esitazione di Sharon disarmavano il topo grigio ma ben presto la ragazza si fece più audace. Dal canto suo Modo lasciò che la mano sinistra corresse lungo la schiena di lei e i fianchi, ad occhi chiusi si rendeva conto di quanto fosse minuta ma allo stesso tempo quel profilo lo spingeva a baciarla più intensamente, sarebbero finiti male se lui non si fosse controllato rischiando di buttare all'aria ciò che aveva costruito soprattutto perché ora Sharon si era seduta tra sue gambe di fronte a lui che stava poggiato con la schiena al muro, le braccia della topina erano avvolte attorno al suo collo, la coda si muoveva nervosamente e Modo la avvolse con la sua per farla sentire al sicuro. La situazione piacevole ma rischiosa. Se il topo grigio non si fosse controllato l'epilogo sarebbe stato scontato.

Quando Modo si separò da lei, le diede un altro bacio ma sulla fronte, ansimava come se avesse corso per chilometri "Lo faccio per amore." rispose "Sharon, io sono disposto a tutto pur di toglierti da questa situazione, di vederti felice e senza problemi. Sharon sei tu colei con cui voglio realizzare il mio sogno perché ti amo."

Nonostante le belle parole, Sharon lo guardava incredula "Non dici tutto questo per portarmi a letto?" gli chiese a voce bassa. In realtà gli credeva ma faticava ad ammetterlo, faticava a fidarsi totalmente di lui e a cedere ai segnali che il suo corpo le lanciava, forse anche lei provava lo stesso ma non ne era sicura. Da una parte si sentiva bene, dall'altra aveva paura. Voleva abbracciarlo di nuovo e sentire l'affetto che quelle braccia forti sapevano trasmetterle, ma al tempo stesso non ne aveva il coraggio e temeva il peggio.

Le labbra del topo grigio si curvarono in un sorriso divertito "Certo che no. Non ne sarei neanche capace." rispose, gli faceva tenerezza. Le prese le mani e ne baciò il dorso.

"Tu mi accetteresti nonostante tutto?" gli chiese lei insicura.

"Ma certo, perché non dovrei? Non hai nulla che non vada." le rispose Modo "Te l'ho detto già, ricordi?"

"Anche se mi cacciassero dal clan?"

Modo roteò gli occhi "Spiegami perché dovrebbero cacciarti." rispose lui "A me non cambia nulla anche se la cosa mi dispiacerebbe per te."

Sharon si rese conto che ormai era il momento di parlare "Le regole del clan..." si mise a sedere "Le regole del clan riguardano molti aspetti della nostra vita. La prima regola è Tutto per il clan. E mio nonno la segue rigorosamente." spiegò "Ma ce ne sono alcune che riguardano l'ambito prematrimoniale."

Il topo grigio aggrottò la fronte perplesso, sua madre gli aveva accennato alcune cose perché la sua amica gliene aveva parlato ma non era mai andata nel dettaglio. Quello che sapeva è che erano di vecchio stampo e che erano in vigore solo nel clan dei Gladiatori. Qualcosa li aveva spinti a tenerle, ma cosa?

"Queste regole ci spingono a sposarci dopo un breve periodo di fidanzamento." la topina tirò un lungo sospiro "E una di queste implica che... la sposa arrivi pura al matrimonio."

Modo aprì la bocca per lo shock "No aspetta... aspetta... pura intendi... " arrossì "V... vergine?"

Incredibile di come Sharon mantenesse la calma e considerasse argomenti simili del tutto normali "Ovviamente. Questo serve per assicurare che i figli appartengano davvero alla coppia." rispose "Ed io..." deglutì e guardò il topo seduto al suo fianco "Io non lo sono più da anni, ma non per mia scelta. Sono stata solo il giocattolino erotico di quelle creature mentre Vice e Ronald venivano torturati per farli parlare." Il topo grigio cercava di calmare i pensieri che gli si affollavano nella mente ma Sharon parlò di nuovo "Quando ho iniziato a studiare il codice del clan e ho scoperto questa cosa... io..."

"Ti sei sentita in difetto." disse Modo "E hai provato a ribellarti e cambiare le cose... giusto?" tutto ciò era assurdo.

Sharon annuì in silenzio "Nitkha sapeva tutto perché in quanto medico si occupò di noi e ci visitò da capo a piedi. Il mio problema risultò subito evidente ma lui preferì non dire nulla aspettando che io crescessi e capissi." scosse il capo per spostare la frangia dei capelli "Ma non avevo bisogno di capire. Sono cose che ci vengono dette già da piccoli."

Il topo grigio chiuse gli occhi e si massaggiò le tempie, era un bel problema ma aveva capito che cosa era successo e ciò lo turbava "Che un ratto scenda così in basso è davvero inusuale. Cosa ci trovano di speciale in una.. bambina?" chiese più a se stesso e poi posò lo sguardo su Sharon, le circondò le spalle con il braccio e la avvicinò a sé, poggiò la guancia sulla sua testa "Troveremo una soluzione e se becco quei ratti giuro che sarò l'ultima cosa che vedranno."

Sharon si raggomitolò tra le sue braccia "La vendetta non serve a niente."

Modo concordò "Hai ragione ma tu..." le accarezzò i capelli "Permettimi di amarti come meriti." le disse. Sharon aveva conosciuto quel lato istintivo che per lei sarebbe dovuto essere un'esperienza meravigliosa e invece le aveva portato via l'innocenza di bambina costringendola a vivere nella paura "Permettimi di starti vicino."

\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\

Uhuh finalmente xD Oddio è venuto bello lunghetto con tutte le pippe mentali di Sharon O.O al prossimo capitolo!