Il segreto di Wendy ormai è stato svelato, poche righe ancora per conoscerlo tutto. Buona lettura!
Una gilda per una promessa
Let's talk this over
It's not like we're dead
Was it something I did?
Was it something you said?
Don't leave me hanging
In a city so dead
You were everything, everything that I wanted (that I wanted)
We were meant to be, supposed to be but we lost it (we lost it)
And all of the memories, so close to me, just fade away
All this time you were pretending
So much for my happy ending
(My happy ending - Avril Lavigne)
L'apparizione di Nirvana ed il suo crollo non potevano passare inosservati e ben preso richiamarono sul posto i cavalieri runici e gli uomini del Consiglio. Per fortuna questa volta Erza non fu costretta a subire né la predica né lo sguardo severo di Lahar, ma raccontare ai nuovi arrivati quello che era appena successo non le costò meno fatica. La cosa che le fece più male fu quella di dover contribuire personalmente agli identikit dei suoi amici di Crime Sorcière, benché non potesse fare diversamente. Doveva mantenere la sua copertura anche se questo significava demolire parte della loro. Sapeva che i suoi compagni erano in gamba e sperava che se la sarebbero cavata anche così.
Erza ebbe anche molta paura che Wendy o Juvia potessero fare qualche passo falso e dare qualche informazione che potesse mettere il Consiglio sulle sue tracce o su quelle del resto di Crime Sorcière, ma non accadde niente del genere. L'interrogatorio passò anche se dopo interminabili ore ed il Consiglio li lasciò liberi di raggiungere il villaggio più vicino per recuperare le energie. Non a caso si trattava di quello di Cait Shelter che Brain aveva tentato di distruggere.
Wendy gli fece volentieri da guida lungo il sentiero e quando le gilde arrivarono a destinazione si ritrovarono davanti ad uno spettacolo incredibile. L'intero villaggio era costituito da alte capanne fatte di pelli e legno e tutto aveva un'aria antica e tribale. L'intera comunità faceva parte della gilda di Cait Shelter, ma la maggior parte delle persone viveva grazie alla caccia, la tessitura e l'agricoltura.
Gli eredi dei Nirvit li stavano aspettando nella piazza centrale e li accolsero con un sorriso, ringraziandoli per quello che avevano fatto, ma quando Wendy provò a chiedere spiegazioni a qualcuno dei suoi compagni gli uomini e le donne della tribù si fecero subito da parte per lasciar passare un vecchio. Aveva una lunga barba bianca e la testa decorata da un copricapo ricco di penne rosse e viola.
- Master Rorbaul! - Esclamò Wendy non appena lo vide, ma il vecchio la mise a tacere poggiandole delicatamente una mano sulla testa. Doveva fare prima gli onori di casa ai nuovi arrivati. - Fairy Tail, Blu Pegasus, Lamia Scale, congratulazioni per aver battuto gli Oracion Seis e fermato Nirvana. Vi siamo immensamente grati. -
L'affermazione del vecchio master riempì immediatamente i maghi d'orgoglio, specialmente Ichiya ed i suoi seguaci, che avendo visto tante belle donne tutte insieme, non potevano più resistere all'idea di fare un party.
- Ma siamo anche immensamente dispiaciuti per avervi nascosto la verità sulla tribù dei Nirvit ed avervi causato tanti guai. - Continuò Rorbaul facendo un passo indietro per guardare meglio Wendy e Carla.
- E soprattutto per aver ingannato voi due. -
- No, non importa ... - Lo rassicurò la bambina - Avevate i vostri buoni motivi, forse era pericoloso per me sapere ogni cosa ... -
Ma Rorbaul scosse la testa - Cara Wendy, mi rendo conto che quello che stai per sentire potrebbe offenderti o farti arrabbiare, ma temo sia giunto il momento di conoscere tutta la verità. -
- Cioè? -
Il vecchio lanciò un sospiro prima di riprendere a parlare - Le informazioni che avevano gli Oracion Seis non erano esatte. Noi non siamo i discendenti della tribù dei Nirvit, noi siamo i Nirvit. Il vero colpevole della costruzione di Nirvana, cento anni fa, sono stato io. -
Per un attimo quella scioccante rivelazione ammutolì tutti i presenti. Perfino Erza si ritrovò con gli occhi spalancati per lo stupore mente Wendy incespicava con le parole - Da ... Davvero? -
- Sì. - Continuò il master, guardandola bonariamente. Era come se di colpo si fosse dimenticato delle altre gilde che assistevano al loro dialogo. - Cento anni fa, nel tentativo di fermare le terribili guerre che scuotevano questo paese a causa di Zaref, fui io a creare la magia di Nirvana. Quella città divenne la nostra casa e la nostra nazione: un simbolo di pace per molti anni, ma ogni grande potere ha i suoi lati oscuri. - Rorbaul scosse la testa - Per ogni oscurità che aveva trasformato in luce, Nirvana aveva accumulato su di sé sempre e sempre più lati oscuri e noi non lo capimmo se non quando fu troppo tardi. L'oscurità che Nirvana aveva scacciato dai suoi obiettivi si era venuta a stabilire in mezzo ai Nirvit. Fu l'inferno: combattemmo tra di noi quasi fino all'estinzione. Io fui l'unico a sopravvivere ... No, suppongo che ormai nemmeno questo sia vero ... Anche il mio corpo si è dissolto qualche tempo fa, di me non rimane altro che poco più di uno spirito. In modo da pagare per i peccati che ho commesso e per trovare qualcuno con abbastanza potere per distruggere Nirvana, cosa che non potevo più fare, ho vegliato sulla Wrath Forest per cento anni. Adesso il mio compito è finalmente finito. - Rorbaul concluse il suo discorso con un sorriso, ma non appena la sua voce si spense i vari membri della tribù attorno a lui cominciarono a sparire, dissolvendosi uno ad uno. La scena strappò un grido di stupore ai maghi presenti ma Wendy reagì più rapidamente di tutti, gettandosi in mezzo ai suoi compagni e cercando disperatamente di afferrarli - Magna! Pepel! Che sta succedendo? Perché state? -
A fermarla fu il braccio di Rorbaul - Mi dispiace di averti ingannato Wendy, tutti i componenti di questa gilda non erano altro che un'illusione creata da me. - La piccola sollevò uno sguardo disperato sul suo vecchio master, ma quello continuò a spiegarle la storia con un sorriso - In modo da poter vegliare su Nirvana avevo deciso di vivere da solo in questo villaggio abbandonato, ma sette anni fa un giovane uomo ti portò qui da me. Era così disperato! Non poteva tenerti con lui perché se lo avesse fatto tutto ciò che ti attendeva sarebbe stato un destino oscuro e pericoloso. Ho avuto come l'impressione che avesse ragione ed anche se avevo giurato di condurre una vita solitaria, accettai di prenderti con me. Come potevo dirgli di no? Quel ragazzo ti aveva promesso che ti avrebbe portato in una gilda ed io ho creato una gilda per te e per mantenere la sua promessa. -
A quelle parole Wendy sgranò gli occhi per lo stupore ma non riuscì a replicare in tempo. Fu Erza quella a prendere la parola - Perché hai deciso di accontentarlo se hai percepito che in lui c'era davvero qualcosa che non andava? -
Lo sguardo di Rorbaul si appuntò rapidamente su di lei, studiandola per qualche istante prima di riprendere a parlare. Per un attimo Erza ebbe l'impressione che lo spirito le avesse visto direttamente dentro.
- Ascolta bene quello che sto per dirti, ragazza. Ascoltatelo tutti. - Ricominciò lo spirito - Vedendo quel giovane mi è sembrato di rivedere me. Ho avuto l'impressione che si trattasse di qualcuno disposto a prendere disperatamente su di sé tutte le colpe, tutti i peccati e tutte le ombre di questo mondo pur di salvare coloro che amava. Ma una sola persona non può reggere il peso del mondo. Né una, né nove, né quindici. Nemmeno una gilda intera. È una questione d'equilibrio, dove c'è luce c'è anche altrettanta ombra. Il male non potrà mai scomparire dal mondo, dobbiamo solo imparare farne il meno possibile. -
Era ... Era davvero tutto finto?
- Wendy, Carla. - Le richiamò Rorbaul, costringendole ad alzare la testa - Non siate tristi: non avete più bisogno di compagni immaginari. - E fu allora che il suo dito si appuntò sui maghi alle loro spalle - Avete trovato dei veri compagni con cui stare. Il vostro futuro vi aspetta: sta cominciando adesso. - E così il vecchio spirito fece un ultimo sorriso, un sorriso pieno di gioia e liberazione, prima di svanire definitivamente nel nulla. La voce di Wendy fu l'unica cosa a fargli eco, strillando inutilmente il suo nome. Alla fine la ragazzina crollò in ginocchio, fiumi di lacrime che le scorrevano lungo le guance, ma ancora una volta, prima che qualcuno potesse decidere cosa fare e cosa dirle, fu Erza quella a reagire, serrandola stretta tra le braccia.
- È sempre triste lasciare quelli che amiamo, ma il tuo master aveva ragione: non sei più sola, tu vieni a Magnolia con me. - La ragazzina si girò a guardare Erza con una punta di incredulità, ma la maga la strinse più forte, sussurrandole all'orecchio in modo che nessuno potesse sentirla - Jellal mi ha raccontato di te. Parleremo di lui più tardi. - Ed a quelle parole gli occhi di Wendy si illuminarono. Aveva appena perso tutto il suo mondo, ma aveva già trovato una nuova casa. Anche Erza le sorrise, sentendo le voci dei suoi compagni che esultavano per essersi accaparrati la piccola dragon slayer prima delle altre gilde, ma sorrise tra sè e sè anche per essere appena riuscita a compiere parte della missione che Jellel le aveva affidato. Quando Erza si alzò, teneva ancora Wendy saldamente stretta per mano. Attorno ai maghi ormai non rimaneva più niente, né spiriti, né illusioni, perfino il villaggio adesso mostrava il suo vero aspetto: nient'altro che rovine. Se stavano cercando un posto in cui riposare, non era di certo quello.
- A quanto pare non ha più senso rimanere qui. Voi di Blu Pegasus non avevate un bombardiere magico o qualcosa di simile nei paraggi? Potreste darci un passaggio fino a Magnolia? -
- Ma certo mia adorata! - Fu l'immediata risposta di Ichiya.
- Gli Oracion Seis hanno distrutto Christina. - Ma Hibiky lo ammutolì quasi subito. - Ho controllato con il mio database magico e a quanto pare l'avevano già distrutta ancor prima di attaccarci alla villa. -
Come non detto! Erza lanciò un sospiro - Allora non ci resta che camminare: abbiamo ancora alcune ore di luce. Se ci mettiamo in cammino adesso possiamo raggiungere la città più vicina e prendere un treno. Vogliamo fare la strada insieme? -
Anche se l'idea di camminare ancora non era il massimo, sia Blu Pegasus che Lamia Scale accettarono la sua proposta, avviandosi lentamente lungo la strada. - Comincia ad andare anche tu. - Erza diede un colpetto a Wendy per rassicurarla e metterla in moto. Aveva notato che qualcuno era rimasto indietro, ancora fermo in mezzo alla piazza: si trattava di Juvia e Gajeel.
- Spiriti. - Il dragon slayer scosse la testa vedendola avvicinarsi - Che potere incredibile per creare un illusione del genere. -
- E aggiungi Nirvana alla lista. - Gli fece notare Erza - Ho bisogno che tu faccia una cosa per me Gajeel. -
E a quelle parole il mago aggrottò un sopracciglio.
- Mi posso fidare solo del tuo naso. - Continuò Erza ma solo per essere anticipata di netto.
- Vuoi che faccia un giro in zona per controllare se è davvero tutto a posto? -
- Sì. -
- Allora ci vediamo alla gilda tra qualche giorno. - Gajeel non esitò oltre a girarsi e a tornare indietro, con Panther alle calcagna.
- Non farti vedere dai cavalieri runici. -
Ma il mago alzò una mano per rassicurarla. Si girò solo per un breve istante per chiederle se voleva che cercasse anche tracce di Crime Sorcière.
- Il master ci ha raccomandati di stargli lontani. Se vogliono trovarli che ci pensino quelli del Consiglio. - E Gajeel non aggiunse altro prima di allontanarsi definitivamente. Erza aspettò ancora qualche istante che fosse andato via, prima di cogliere Juvia di sorpresa e strattonarla via per un braccio.
- Ho visto la faccia che hai fatto quando hai visto il master di Crime Sorcière. - Le sussurrò Erza all'orecchio - So che non hai rivelato niente ai cavalieri runici, ma non appena saremo arrivate a Magnolia farai quattro chiacchiere con me. Fino ad allora sta in silenzio. - E alla maga d'acqua non restò altro che annuire.
