CAPITOLO 9

HALLOWEEN:THE BEGINNING

1978

L'uomo biondo che aveva affrontato Thomas Yuit,era seduto ad una scrivania e scriveva delle

frasi"Le anime più oscure non sono quelle che scelgono di dimorare nell'inferno dell'abisso,ma

quelle che scelgono di emergere dall'abisso e si aggirano silenziosamente tra di noi.

Steve Rogers."

Indossava un costume diverso rispetto a quello che aveva durante lo scontro di alcuni anni fa.

Aveva la testa scoperta,poi a metà collo iniziava il costume che era blu scuro sul petto,sulle spalle e

sulle braccia.

Aveva due cinghie che partendo dalla schiena passavano sotto le ascelle e si incrociavano sulla

schiena.

Sui pettorali c'erano tre linee orizzontali bianche che arrivavano ad una stella bianca al centro del

petto.

Le mani erano coperte da dei guanti marroni che lasciavano scoperte le dita.

Sulla pancia aveva delle linee nere,poi c'era una cintura marrone con delle sacche.

Il costume proseguiva per le gambe ed era blu.

Sulle ginocchia c'erano delle placche corazzate e poi iniziavano gli stivali neri che avevano delle

cinghie.

Sul tavolo c'era uno scudo di metallo circolare.

Aveva al centro una stella bianca in un cerchio blu,poi c'era un cerchio rosso,uno bianco e uno rosso.

FLASHBACK

1963.

C'era una villa a due piani, trascurata, nel paese di Haddonfield,Illinois.

Dentro c'era un bambino con i capelli neri,lunghi che aveva una maschera da pagliaccio sul viso e

davanti a lui c'era una gabbia con dentro dei topi.

Aprì la gabbia e ne prese uno "Vieni qui,piccolino."

Lui lo accarezzò "Sai che sei proprio carino.

Si."

La madre bionda preparava da mangiare "Ronnie,sai che questa sera devo lavorare.

Qualcuno la deve mandare avanti la baracca,no?"

Il padre era seduto ad un tavolo e aveva i capelli lunghi,barba e baffi "Ma guarda,lo vedi come sto?

Come lo trovo un lavoro?"

"Già e la colpa di chi è?"disse la donna.

"Vaffanculo."disse Ronnie.

"Smettila,sei patetico."disse lei.

In una culla c'era una neonata.

"Sai che la nuova cameriera,non fa altro che spogliarmi con gli occhi?"disse Ronnie.

"Ah,quella troia con le tette che gli arrivano alle ginocchia."disse lei.

"Guarda che posso farmi fare una sega e spararle quattro schizzi su quelle tette."disse Ronnie.

"Allora vatti a divertire,spero che sia una a cui piacciono gli storpi."disse lei.

"Brutta troia!"disse lui irato "Sai che fa lo storpio?

Adesso viene li e ti trapana fino all'osso del collo!"

"Aspetta che ti prendo le stampelle!"disse la donna arrabbiata,mentre la neonata piangeva.

La madre prese in braccio la bambina "Contento?"

Ronnie la prese in giro "Questa scassa cazzi sa soltanto piangere!

Piange e caga,piange e caga!"

"Perché tu che fai?"disse la madre che la teneva in braccio.

"Stronza."disse lui "Vieni a sederti sul mio manganello,puttana."

"Vaffanculo."disse lei.

Arrivo una figlia adolescente che cercò di prendere la scatola dei cereali,ma il padre la tenne con la

mano.

Alla fine riuscì a prenderla.

"Potresti chiamare tuo fratello?"disse la madre.

"Perché sempre io?"disse la ragazza.

"Va su a chiamarlo!"urlò lei.

La ragazza andò di sopra.

"Che culo che ha messo su."disse il padre.

"Come hai detto?"disse la madre.

"Mi hai sentito."disse Ronnie.

"NO,DIMMELO IN FACCIA!"urlò lei.

"Che c'è, sei invidiosa del culo di tua figlia?"disse Ronnie.

La sorella bussò alla porta del fratello "Michael,piantala di farti le seghe li dentro."

"Lasciami in pace."disse lui che aveva la maschera sul viso ed era davanti al lavandino.

"Ehi!"disse la sorella "Scendi subito in cucina e lavati le mani,piccolo schifoso."

Lui aveva le mani piene d sangue e aveva un coltello."

Stava lavando il tutto nel lavandino.

"Non ti sto ascoltando."disse lui.

"Te lo dico io,quel pazzoide di tuo figlio ha bisogno di una lezione."disse Ronnie "Si comporta in

modo strano.

Sembra una puttanella."

"Senti,lascia in pace Michael!"disse la madre "Guai a te se lo tocchi."

"Ma falla finita."disse il padre "Quello probabilmente è una checca.

Un giorno si farà tagliare tutto e si farà chiamare Mischelle."

La sorella arrivò con il fratello che aveva la maschera.

"Eccolo."disse il padre "Salve, Mischelle Babelle."

"Perché c'è voluto così tanto?"disse la madre.

"Elvis è morto e l'ho buttato nel cesso."disse il bambino.

"Oh,tesoro,mi spiace."disse lei "Dopo la scuola te ne compro un altro."

"Va bene."disse lui.

La sorella rise "Che cosa gli hai fatto,l'hai ammazzato di seghe?"

Lui la guardò.

"Andiamo, era un topo di merda."disse Ronnie "Sprecare il soldi per un topo di merda è una

scemenza."

"Buon giorno,Bu."disse lui baciando la neonata.

"Buon giorno Bu!"disse il padre deridendolo.

Il ragazzino si mise a tavola "Ti vuoi levare quella maschera?"

Lui lo guardò e il padre gli gettò via la maschera.

"Stai iniziando a seccarmi,capito?"disse Ronnie.

"Lo sai che ti odio!?"disse Michael.

"Anche io ti odio."disse Ronnie mostrando un pugno "Lo vedi questo braccio ingessato?

Quando guarirà lo spaccherò di nuovo sulla tua faccia di merda!"

"Possiamo mangiare in pace per una volta?"disse la ragazza.

A scuola suonò la campanella e Michael era in bagno.

Due ragazzi entrarono nel bagno.

"Quello è un finocchio,una mezza checca."disse un ragazzo riccio "Te l'avevo detto che sarebbe

scappato."

Un ragazzo grasso rise.

"Io glie l'ho detto di combattere e lui dice che non gli va di fare a botte."disse quello riccio.

"So dove abita,gli bombardiamo casa di uova?"disse l'altro.

"Bell'idea."disse quello riccio mentre vide Michael "Oh…

Ehi,cacasotto…"

Il ragazzo lo fermò "Ho sentito che hanno beccato tua sorella che faceva i pompini nel bagno.

E che hanno dovuto pomparle lo sperma fuori dallo stomaco.

Oh,dimenticavo,come sta tua madre?

Ieri mio padre mi ha detto che per un dollaro gli ha strofinato le tette addosso."

"Sta zitto!"disse Michael irato "Smettila!"

"Che cazzo hai detto?"disse quello grasso.

"Maichy è arrabbiato."disse quello riccio "Guarda...mungicazzi..."

Il ragazzo tirò fuori un biglietto "Da un'occhiata.

Un po' di copie e farò girare mammina per tutta la scuola."

"Vaffanculo."disse Michael che si prese uno scapaccione.

"Ehi,non ti azzardare."disse l'altro "Chiedile quanto vuole per farmi un lavoretto."

"STA ZITTO!"urlò Michael che lo spinse "STA ZITTO!"

Loro lo aggredirono e un professore sentì le urla.

"Brutto bastardo!"disse Michael che era stato afferrato dai due "SEI UNO STRONZO!"

"Si,può sapere che sta succedendo?"urlò il professore e loro si divisero "Fermi li!"

"Ha iniziato lui."disse il ragazzo riccio.

"NO,HANNO INSULTATO MIA MADRE E MI HANNO COLPITO!"disse Michael che si rivolse

all'altro "Vaffanculo."

"Che gli hai detto, figliolo?"disse l'insegnate.

"Gli ho detto vaffanculo."disse Michael.

La madre fu portata in presidenza e c'era anche l'uomo biondo che era in abiti civili ora.

"Questo è Steve Rogers."disse l'insegnante,mentre la madre gli stringeva la mano "Sicuramente sa

chi è."

"Certamente."disse lei sedendosi "Ma come mai è stato chiamato qui?"

"Beh,oltre ad essere un soldato sono anche uno psichiatra."disse Steve "Di me si dice solo che ho

combattuto nella seconda guerra mondiale,dopo essermi sottoposto all'esperimento del super

soldato,quindi non mi sorprende che non lo sappia.

Lavoro ad una clinica qui vicino.

È un centro gestito dallo S.H.I.E.L.D.,un gruppo segreto che lavora per il governo.

Posso chiederle se in questi anni suo figlio è stato mai sottoposto ad una valutazione psichiatrica

approfondita?"

"No,ma non ne vedo il motivo."disse lei.

"Non mi fraintenda,anch'io voglio il bene di suo figlio."disse Steve "Vede,nello zainetto di Michael

abbiamo trovato questo."

Il preside mostrò un gatto morto.

"E va bene..."disse lei "Un gatto morto non è una tragedia."

"Si,ma c'erano anche queste..."disse Steve che le mostrò delle foto.

"Che roba è?"disse la madre.

"Spero che lei non sia troppo impressionabile..."disse Steve che le diede le foto.

"Oh Dio..."disse la madre "Ma che cosa orrenda.

Ed è stato lui,secondo voi?

Michael ama gli animali..."

"Non ne dubito..."disse Steve "Ma dipende in che senso li ama e in quale stato li ama."

"Ma perché l'avrebbe fatto?"disse la madre.

"Signora Mayers,l'eccitazione provocata dal cacciare o dal praticare sevizie a piccole creature,in

genere,è un precoce segnale d'allarme."disse Steve.

"Allarme di cosa?"disse la madre.

"Di problemi più grandi è molto più profondi."disse Steve.

"Problemi?"disse la madre "Che intende?"

"Michael è un ragazzo molto disturbato."disse Steve "Vorrei fare un colloquio con lui perché vorrei

valutarlo.

Ho bisogno di sottoporlo ad una serie di domande."

"Si,ma che vuol dire valutarlo?"disse lei.

"Mi sembra ovvio che solo una mente distorta potrebbe praticare certe sevizie e provare

piacere."disse Steve.

"Si,ma non siete sicuri che sia stato lui."disse la madre.

Michael fuggì e prese la maschera.

Il ragazzo riccio uscì e camminò per strada.

Michael lo seguì.

Il ragazzo andò nel bosco.

Michael gli uscì da dietro un albero e lo colpì alle gambe con un bastone ,poi alla schiena.

"Ma che cazzo fai,stronzo?!"disse e fu colpito ancora per decine di volte.

Il ragazzo piangeva e supplicava,ma i colpi non si fermavano.

Una volta che aveva il sangue in bocca e lo pregava di smettere lui si fermò.

Gli prese il biglietto dove c'era una foto della madre,poi si riabbassò la maschera e lo colpì in testa

uccidendolo,poi andò via.

Michael tornò a casa e si tenne la maschera sul viso.

Il padre era su una poltrona,con il braccio e la gamba ingessati e guardava la tv bevendo.

"Pagliaccio..."disse Ronnie "Psicopatico.

Assassino di gatti.

È vero che hai torturato ed ammazzato tutti quegli animali schifosi?

Scommetto che ti fa sentire un bastardo con le palle,un killer spietato…

E poi ho saputo che è un tipico comportamento da frocetto isterico."

"Judit,mi fai fare tardi!"urlò lui.

Il padre ripeté la frase deridendolo "Piagnucoli,troppo stronzetto."

La madre arrivò "Ronnie,la fai finita?"

Michael si alzò "Mamma,Judit mi fa perdere tempo."

"Dopo il casino di oggi non dovrei farti uscire."disse lei.

"Per favore."disse lui.

"Si,va bene,Michael."disse lei "Michael,da domai cambieranno molte cose,perciò sta sera cerca di

godertela."

"Certo."disse lui che ricevette il costume da pagliaccio.

La sorella scese "Perché non lo accompagna quel bradipo sulla sedia?"

"Figurati se quell'ubriacone schioda le chiappe."disse lei.

"STO FACENDO UNA LISTA DELLE TUE CAZZATE!"disse lui.

Il ragazzo di Judit arrivò e così Michael uscì da solo e si mise seduto sui gradini di casa.

Si mise la maschera ed entrò in casa.

Il padre dormiva e Michael iniziò a legarlo con il nastro adesivo,dopo aver poggiato il coltello su

una sedia.

Lo legò completamente e gli tappò la bocca.

Mentre era addormentato gli tagliò la gola.

Il ragazzo di Judit andò in cucina e Michael lo uccise con la mazza.

Sali nella camera della sorella e si mise una specie di museruola di gomma nera che copriva naso

bocca e mascella e collo,ma era troppo grande per stargli bene.

Prese del colore nero e se lo mise intorno agli occhi.

Lui iniziò a toccargli le game e lei si veglio.

"Michael?"disse lei "Ma che cazzo.

Che stavi facendo?"

Lui le diede una coltellata alla pancia,poi diverse alla schiena.

Uscì e si sedette sugli scalini.

La polizia e le ambulanze erano sul posto.

La madre piangeva a più non posso.

Un giornalista parlava alla tv "Il bambino e fortemente sospettato degli omicidi.

Il massacro di questa famiglia è stato definito dalla polizia l'equivalente del Texas Chisaw Massacre

ed è più agghiacciante di qualsiasi film dell'orrore.

Il corpo di Judit Mayers è stato trovato riverso in una pozza di sangue lungo il corridoio del piano

superiore.

Sul suo corpo ci sono i segni di ben 17 coltellate.

Il corpo del fidanzato era in cucina al piano di sotto.

Il ragazzo e stato massacrato selvaggiamente con una mazza in alluminio.

C'è una terza vittima,Ronnye White,sgozzato con un coltello da cucina e legato con del nastro

adesivo ad una poltrona.

È stato pugnalato numerose volte al viso e al petto.

Per ora ci sono tre persone brutalmente assassinate e un bambino di dieci anni fermato dalla polizia.

Fu portato allo Smith's Grove,un centro psichiatrico gestito dallo S.H.I.E.L.D.

C'erano uomini in tuta aderente nera ovunque.

Alla tv c'era un servizio "Michael Mayers è stato trasferito in carcere dopo essere stato dichiarato

colpevole di omicidio di primo grado.

Più tardi è stato portato allo Smith's Grove.

Al processo era presente Steve Rogers,meglio conosciuto come Capitan America, che è stato

incaricato dal giudice di seguire il caso."

Steve si sedette ad un tavolo con Mayers e accese un registratore "Pronto,pronto,pronto.

Parla un secondo."

"Ciao,sono Michael Mayers."disse lui.

"Ok."disse Steve "Adesso funziona,cominciamo.

Oggi come stai?"

"Bene."disse lui "Posso fare una domanda?"

"Certo,puoi chiedermi tutto ciò che vuoi."disse Steve "È per questo che sono qui.

Tira fuori tutto ciò che ti passa per la testa.

Tutto quanto."

"Grazie."disse Michael "Perché quando parla è così buffo?"

"Ah,si?"disse lui ridendo "Mi trovi buffo?"

"Si."disse lui.

Steve iniziò a fare le domande "Dimmi Michael.

Che cosa ricordi esattamente di quella notte di Halloween?"

"Beh,di cosa dovrei parlare?"disse lui "Dei costumi?

Dei dolci?"

"Vuoi dire che hai dimenticato il massacro di quella sera?"disse Steve "La mazza o il coltello?"

"Non sono stato io."disse lui "Io ero dietro,mentre succedeva."

"Ah..."disse Steve "Ma eri coperto di sangue..."

"Non mi ricordo bene quella sera."disse lui.

La madre andò a trovarlo "Posso tornare a casa?"

"No,oggi no."disse la madre.

"Domani?"disse lui.

"Non lo so."disse la madre "Devo prima parlarne con il dottore."

Erano in una sala mensa.

"Mamma,a casa stanno tutti bene."disse lui.

"È tutto a posto."disse lei.

"Ok."disse lui

La notte seguente pioveva e un uomo stava lavando il pavimento in un corridoio con le mura fatte di

mattonelle chiare e delle porte bianche blindate.

L'uomo si affacciò alla grata della porta "Ehi,Maiky,come stai?

Non essere triste.

Queste mura non ti annienteranno.

Ormai posso dirlo.

Ho passato del tempo li dentro e so che si rischia di impazzire.

Guarda oltre le mura.

Devi vivere nella tua testa.

Perché li,non c'è muro che ti possa imprigionare.

Ora devo andare,notte."

Il giorno dopo Steve accese il registratore.

Michael si mise una maschera nera di cartone sul viso "Guarda che maschera."

"Oh...wow."disse Steve "Perché è tutta nera?"

"Perché è uno dei miei colori preferiti."disse lui.

"In realtà il nero non è un colore."disse lui "È assenza di colore.

Cioè nello spettro dei colori si parte dal nero che è un non colore fino ad arrivare al bianco che sono

tutti i colori insieme.

Quindi il nero non è un colore.

Perché te la sei fatta?"

"Così nessuno mi vede."disse Michael "Invece io ti vedo tutti i giorni,tua madre tutte le settimane."

"E qualcun altro?"disse lui.

"No."disse Steve.

La madre tornò e lui gli mostrò le maschere "Ho un altra maschera.

L'ho fatta ieri sera.

Queste mi nascondono la faccia."

"Non è bene che ti nascondi la faccia."disse lei "Levatela."

Michael lo fece "Nasconde la mia bruttezza."

"Non dire idiozie,sie tanto carino."disse lei "Non dire così.

Mi sei mancato da morire."

A natale la madre prese una pistola e si suicidò.

FINE FLASHBACK

Erano passati 15 anni.

Arrivò un nuovo ragazzo per pulire i pavimenti e camminava verso l'altro.

"Tu non parli molto,vero messicano?"disse il ragazzo "Dobbiamo mettere in chiaro una cosa,io non

lavoro per te."

"Ricorda che vado in pensione tra tre mesi..."disse lui "E tu rimarrai qui per un sacco di tempo.

Apri quella porta."

Aprirono la porta della cella di Michael.

Era ormai diventato grande.

Aveva i capelli neri e lunghi che arrivavano fino alle spalle.

La stanza era adornata di maschere sui fili e ce ne era una anche sul soffitto.

Lui ne stava facendo un altra e ne indossava una.

"Forza pazzoide,è ora di andare."disse il ragazzo.

L'altro entrò e gli mise le manette alle mani e ai piedi.

Era alto e muscoloso.

Indossava una corazza nera di gomma che copriva petto,pancia e braccio destro.

Aveva delle cinture nere che passavano sopra le spalle e sotto le ascelle.

C'era una cintura nera orizzontale che passava sotto il petto e c'era un fodero vuoto.

La parte della pancia era di un nero più chiaro.

La mano destra aveva un guanto nero che la sciava scoperte le dita.

Il braccio sinistro e la spalla erano completamente fatte di placche orizzontali di metallo lucido,con

una stella rossa sulla spalla.

Aveva lo stesso guanto nero sulla mano sinistra.

Aveva una spessa cintura nera,dei pantaloni neri e degli stivali da militare neri.

Aveva una cinta sul lato destro della gamba destra e un fodero vuoto.

"Scusa per le catene."disse l'uomo.

"Come sarebbe a dire scusa per le catene?"disse lui "Provi pietà per questo mostro?"

"Sono quasi venti anni che mi prendo cura di lui."disse l'uomo "Ormai siamo…

Lascia perdere."

Fu portato nella stanza con Steve.

"Non ero minimamente d'accordo con quello che hanno fatto."disse Steve "Ti hanno dato il siero

del super soldato,bloccando il tuo invecchiamento come hanno fatto a me e rendendoti forte,ti

hanno messo un braccio di metallo e ti stanno preparando per delle missioni dove ti faranno

eliminare dei bersagli per conto loro.

Comunque non so davvero che altro aggiungere.

Non dici una parola da una quindicina d'anni.

Dio...è quasi una vita.

È strano,Michael.

In un modo bizzarro sei diventato...sei il mio migliore amico.

Ti da l'idea di come sia incasinata la mia vita.

Ho fatto tutto il possibile per te…

Per cui mi duole dirti che questa sarà la mia ultima visita.

Michael,io...io devo voltare pagina.

Mi dispiace."

Steve andò ad una conferenza su Michael,davanti a presone dei servizi segreti e anche del

governo"Questi occhi vi inganneranno.

Vi ruberanno l'innocenza...il vostro orgoglio...e alla fine vi ruberanno l'anima.

Questi sono occhi che non vedono quello che vediamo noi.

Dietro questi occhi di ghiaccio troverete solo l'oscurità.

L'assenza della luce.

Questi sono gli occhi...di uno psicopatico.

Michael è stato creato da una perfetta congiunzione di una serie di fattori interni ed esterni che

hanno scatenato la violenza.

La tempesta perfetta,se volete."

Steve era nel suo studio e scriveva delle frasi ""Le anime più oscure non sono quelle che scelgono

di dimorare nell'inferno dell'abisso,ma quelle che scelgono di emergere dall'abisso e si aggirano

silenziosamente tra di noi.

Steve Rogers."

Aveva la testa scoperta,poi a metà collo iniziava il costume che era blu scuro sul petto,sulle spalle e

sulle braccia.

Aveva due cinghie che partendo dalla schiena passavano sotto le ascelle e si incrociavano sulla

schiena.

Sui pettorali c'erano tre linee orizzontali bianche che arrivavano ad una stella bianca al centro del

petto.

Le mani erano coperte da dei guanti marroni che lasciavano scoperte le dita.

Sulla pancia aveva delle linee nere,poi c'era una cintura marrone con delle sacche.

Il costume proseguiva per le gambe ed era blu.

Sulle ginocchia c'erano delle placche corazzate e poi iniziavano gli stivali neri che avevano delle

cinghie.

Sul tavolo c'era uno scudo di metallo circolare.

Aveva al centro una stella bianca in un cerchio blu,poi c'era un cerchio rosso,uno bianco e uno

rosso.

Si tolse il costume e si mise gli abiti civili.

Mentre camminava per la casa si fermò all'improvviso "No..."

Steve prese una serie di cartelline e esaminò ancora i fogli "Oh,no…"

Era il 30 ottobre,1978.

Sull'istituto pioveva.

C'erano diversi uomini in tuta aderente nera armati di pistole e fucili.

Avevano diverse cinture bianche con dei foderi.

"Non capisco perché siete così eccitati all'idea di un trasferimento."disse uno di loro.

L'uomo era seduto ad un tavolo con un altro.

Un terzo era sul dovano e una donna camminava avanti e indietro.

"Io obbedisco agli ordini."disse quello sul divano "Mi dicono di fare una cosa,io la faccio."

"Queste sono le cose che mi danno ai nervi,si può sapere che stiamo aspettando?"disse il primo.

"C'è ancora una ciambella,tranquillo."disse la donna.

"Una ciambella?"disse l'uomo "Vogliamo scherzare?

Sai quanti addominali ci vogliono per smaltire una ciambella?"

"Io si, e tu?"disse lei.

"Lo so anch'io e la battuta non fa ridere."disse il primo.

Squillò il telefono e la donna rispose "Ok.

Si...si signore."

Lei mise giù il telefono "Ci siamo.

Muoviamoci."

"Chi è che dobbiamo traferire?"disse l'uomo sul divano.

"Michael Mayers."disse la donna.

Tutti si guardarono.

"Dolcetto o scherzetto."disse quello sul divano "Cazzo."

Michael era incatenato.

Aveva diverse catene alle mani e ai piedi e anche alcune sulla schiena.

Aveva diverse cinghie legate ala pancia e incrociate ad "X"sul petto.

Aveva una catena alla gola che arrivava alla cinghia sul petto.

Le catene delle mani erano legate alle cinghie.

Camminava in silenzio e accanto a lui c'erano tre guardie.

Lui chiuse il pugno delle mani.

Arrivarono davanti ad una porta corazzata con delle vetrate.

"Aspetta qui."disse una delle guardie.

L'uomo inserì le chiavi ed aprì la porta "Su,coraggio."

Chiusero la prima porta e davanti a loro ce n'era un altra che aveva la donna dall'altra parte.

Michael strappò le catene dalle cinghie con un semplice movimento e colpì uno di loro con il pugno

destro mandandolo contro la parete e ferendolo gravemente.

"VENITE AD AIUTARCI."disse la donna che tentava di aprire la porta.

L'altro lo colpì con un manganello,ma lui lo gettò al muro,poi saltò addosso all'altro e gli sbatté la

testa contro la porta diverse volte facendo uscire monto sangue.

La donna apri la porta,lui prese uno dei corpi e si riparò dal colpo di fucile,le corse contro e le

strappò la pelle del collo a mani nude.

Lui la afferrò per la gamba trascinandola via e lasciando una scia di sangue.

Il vecchio che doveva andare in pensione salì delle scale,aprì una porta blindata e entrò in un

corridoio.

Sentì squillare un telefono,ma non vedendo nessuno,provò ad entrare nell'ufficio,ma non ci riuscì.

Dietro l'ufficio c'era il cadavere di una donna e una manata di sangue sul muro.

L'uomo aprì un altra porta e trovò una guardia a terra "Ma che è successo?"

Poco oltre c'era uno schizzo di sangue e un altro cadavere.

Michael arrivò dietro di lui e l'altro si girò "Michael.

Perché sei nel corridoio?

Ascolta ti metto queste manette e ti riporto a letto,ok?"

Lui allungò la mani e l'altro prese le manette dal corpo e stava per mettergliele.

Lui lo afferrò alla testa con entrambe le mani e lo sbatté al muro,lo portò in una stanza e scagliò

fuori un tavolino con una mano.

"Io sono stato buono con te."disse lui.

Michael gli sussurrò all'orecchio "E stavi per riportarmi dentro?"

Michael riempì un lavandino e ci infilò la testa del vecchio,poi lo lasciò cadere a terra quando lo

aveva quasi affogato.

Afferrò un televisore e lo finì colpendolo alla testa.

Una macchina stava andando verso la struttura e dentro c'era Steve e una donna che guidava.

"Ha mai avuto incarichi come questo?"disse Steve.

"Solo per casi minori."disse lei.

"Ah,si."disse Steve.

Videro la recinzione.

"L'entrata è ancora più avanti,sulla destra."disse Steve.

"Generalmente non mi danno fastidio,salvo quando farneticano senza sosta."disse lei.

"Non si preoccupi perché questo qui...le assicuro che non ha mai detto una parola in quindici

anni."disse Steve.

"Ha istruzioni particolari da darmi?"disse la donna.

"No,ma tenga presente che questo è un essere pericolosissimo."disse Steve "E non lo dimentichi

mai."

"Non crede che potremmo riferirci a quello chiamandolo paziente?"disse la donna.

"Come vuole."disse Steve.

"La sua umanità è commovente."disse la donna "Che sedativo consiglia quando si presenterà al

gruppo?"

"Torazine."disse Steve.

"Non riuscirà a tenere gli occhi aperti."disse la donna.

"È quello che voglio."disse Steve.

"Da quanto ho capito lei vuole che non esca mai più?"disse la donna.

"Mai più."disse Steve "Mai.

Mai."

"Quand'è così perché accetta che lo usino..."disse la donna.

"Perché questa è la legge ed è stato deciso da persone più autoritarie di me."disse lui.

Entrando videro tutti i pazienti a spasso ne giardino sotto la pioggia.

"Ma perché li lasciate vagare in giro sotto la pioggia e di notte?"disse la ragazza.

"Al cancello principale presto."disse lui e lei ubbidì.

"Non sarebbe meglio allentare..."disse la donna.

"No,no si muova da qui."disse lui che prese lo scudo sul sedile.

Indossava un giubbotto blu con sotto una maglietta celeste.

Aveva i pantaloni bianchi.

Entrò nell'ospedale e vide i cadaveri.

Arrivò all'ultimo piano e da una finestra vide Michael che correva.

Sfondò la finestra e scagliò lo scudo.

Lui si voltò e lo afferrò con la mano metallica,poi lo scagliò contro Steve che lo prese e

indietreggiò.

Michael saltò dal terrazzo.

La donna era addormentata e lui salì sulla sua macchina.

Lei abbassò il finestrino e lui le mise la mano di metallo in testa.

Lei si abbassò e lui danneggiò l'altro vetro della macchina con la mano destra.

Lei uscì,lui salì in macchina e andò via.

Steve arrivò correndo,ma poi soccorse la donna "S'è fatta male?

È ferita?"

"No,nulla di grave."disse lei.

"È fuggito."disse Steve "Quel maledetto è fuggito.

Quel demonio.

Ma ho capito dov'è andato."

Steve corse all'entrata e trovò un collega "Steve!

Michael è fuggito e ha fatto una strage!"

"Lo so."disse Steve.

C'era un grosso capannone dove entrò un camion e scese l'autista di colore che andò in bagno

salutando tutti.

Michael entrò nel bagno e bussò alla sua porta.

"Ehi,amico,non sei fortunato."disse il camionista "Ho ancora un bel po' di roba da fare e mi ci vorrà

un po'.

Ti spiace aspettare da un altra parte e farmi sganciare questa bomba in pace?"

Lui bussò ancora.

"Ok,fratello..."disse lui "Secondo avviso,se stai cercando rogna è meglio che vai a nasconderti

prima ancora che molli il mio carico…

O lo stronzo che finirà nel cesso sarai tu."

Lui non si mosse.

Il camionista tirò fuori un coltello "Va bene.

Te la sei cercata finocchio.

Ho una cosa per te."

Lui si tirò su i pantaloni e aprì la porta di uno dei due gabinetti "Adesso facciamo le presentazioni.

Io sono Joe Grizzly,pezzo di merda.

Dai,dimmi qualcosina."

Lui gli saltò addosso e lo mandò contro la parete,poi afferrò con entrambe le mani il braccio con il

coltello iniziando a sbatterlo contro il muro del bagno che iniziò a piegarsi e deformarsi.

Lo sbatté per 14 volte,poi gli tolse il coltello.

L'uomo gli sferrò un pugno al mento,ma fu accoltellato molte volte.

Michael prese il suo sangue con le dita e iniziò a tingersi le palpebre.

A Haddonfield una ragazza bionda di nome Lory usciva di casa la mattina e il padre uscì poco

dopo.

"Non scordarti di portare la chiave alla casa dei Mayers."disse il padre.

"Si,tranquillo."disse lei.

"Quei signori andranno a vederla verso mezzo giorno."disse il padre "La chiave va la sciata sotto lo

zerbino."

"Va bene."disse lei che si incamminò.

Incontrò un ragazzino sulla strada che iniziò a camminare con lei.

"Ciao,Lory."disse lui.

"Ciao,Tommy."disse lei.

"Ci vediamo stasera?"disse lui.

"Stessa ora,stesso posto."disse Lory.

"Mi fai una lanterna caccia streghe?"disse lui.

"Certo."disse lei.

"E vedremo il film dell'orrore?"disse lui.

"Certo?"disse lei "Sarà una bella serata."

Michael apri le porte della cantina della casa e vi entrò.

Strappò a mani nude delle tegole del pavimento e prese la maschera che copriva naso

bocca,mascella e zigomi,collo e guance.

Estrasse anche il lungo coltello con cui aveva ucciso la sua famiglia e lo conficcò sul legno.

Indossò l'oggetto di gomma e si guardò intorno.

"Come mai vai a scuola passando di qui?"disse lui.

"Devo lasciare la chiave alla casa dei Mayers."disse Lory.

"La casa dei Mayers?!"disse il bambino e i due si trovarono davanti la casa abbandonata.

Lui li sentì e prese il coltello.

"Non puoi entrare li dentro."disse il bambino "La non ci può andare nessuno."

"E io ci vado."disse lei che mise la chiave.

"Ma...è una casa stregata."disse il bambino.

"Ora vediamo."disse lei.

"Non sto scherzando."disse il bambino "È la casa del diavolo.

Ci vive l'uomo nero."

Lei tornò indietro "Non è un posto bello."

Loro due continuarono a camminare.

Michael uscì dalla casa e la osservò.

Steve uscì dall'istituto con un uomo in giacca e cravatta.

"Non è colpa mia."disse l'uomo.

"Ah,no,eh?"disse Steve.

"L'ho detto a tutti che era pericoloso."disse l'altro.

"Bel risultato."disse Steve "Due blocchi stradali e un allarme regionale.

E quando lo prendono.

Un paio di posti di blocco non fermerebbero nemmeno un ragazzino di cinque anni."

"Il paziente era suo,poteva dirlo se le precauzioni non erano sufficienti."disse l'uomo.

"DETTO E RIDETTO!"urlò Steve "Nessuno mi ha creduto."

"Io ho fatto il possibile."disse lui.

"No,lei deve ancora spiegare a tutti che razza di demonio è scappato ieri sera dall'ospedale e dire

dove sta andando."disse Steve.

"Ma è una supposizione."disse lui.

"No,è una certezza."disse Steve.

"Haddonfield è a duecento chilometri da qui."disse l'uomo "Il paziente non sa nemmeno guidare

un'auto."

"Ieri sera guidava benissimo!"disse Steve salendo in macchina "Forse qualcuno gli ha dato

lezione."

Selly era a lezione e scriveva.

Guardò fuori dalla finestra e vide Michael vicino da una macchina.

Suonò la campanella nella scuola elementare e i bambini uscirono.

Uno fece lo sgambetto ad un altro e lo fece cadere sulla sua zucca di Halloween che restò

danneggiata,poi corse via.

Michael lo afferrò e lo guardò,poi lo sciò andare.

Lui lo fissò per qualche secondo e poi fuggì.

Michael camminò lentamente intorno alla scuola e poi tornò in macchina,

Steve era su una strada e chiamava da una cabina telefonica e parlava al telefono"Sta arrivando.

Dovete credermi.

Sta arrivando a Haddonfield.

Perché io lo conosco.

Sono il suo dottore,dovete affrontarlo…

Altrimenti è la fine."

Riattaccò e vide che c'era un auto abbandonata.

Si avvicinò e trovò dei vestiti sparsi.

Lory era a scuola con delle amiche.

Guardò fuori dalla finestra e vide lo stesso uomo di prima.

La scuola finì e lei andò in strada con una delle due.

"Devo vendere i biglietti la mattina,la partita il pomeriggio,alle cinque il parrucchiere e alle 8 tutta

pronta al ballo."disse l'amica "Alla fine sarò morta."

"Cert,una giornata piena."disse Lory.

"Totalmente." disse l'amica.

"Tu e Holly siete sempre impegnate,mentre io,come al solito, non ho nulla da fare."disse Lory.

"È solo tutta colpa tua,perciò arrangiati."disse la ragazza.

Arrivò l'altra amica.

"Ehi,Lory,Linda."disse lei che arrivò correndo "Perché non mi avete aspettata?"

"Tu sei totalmente scomparsa,scusa."disse Linda.

"Non è vero, vi ho cercate."disse Holly.

"Tutto bene?"disse Lory.

Attraversavano la strada.

"Sono ancora tutta sconvolta."disse lei "Pau,mi ha portata negli spogliatoi maschili e ..."

"E ha esplorato i territori inesplorati."disse Lory.

"Voleva parlarmi."disse Holly.

"Certo,certo."disse lei.

Lory si voltò e vide un'auto con dentro Michael.

"Ehi,ma quello è David Green."disse Linda.

"No,non è lui."disse lei.

"Carino però."disse Linda.

"EHI,FANATICO."disse Holly "LA VELOCITÀ UCCIDE."

La macchina si fermò.

"Ehi,ma che permaloso."disse lei.

"Ragazze, io credo che quello ci segua."disse Lory.

"Ah,si?"disse Linda.

"Sarà un pervertito a caccia di carne minorenne."disse la ragazza.

"Eh,appunto,non mi sembra..."disse lei.

"Guardate che faccio."disse Linda "EHI,MANIACO!

DICO A TE!

VUOI UN PO' DI CARNE FRESCA?

SEI A STECCHETTO?

VIENI A PRENDERMI!"

Lory la fermò "Ma che fai?"

"EHI,STRONZONE,GUARDA CHE MIO PADRE È LO SCERIFFO!"urlò Holly "GIRA I

TACCHI E TORNA A STRISCIARE NELLA TUA TANA!"

La macchina ripartì.

"Tu con i tuoi scherzi ci metterai nei guai."disse Lory "Può essere un pervertito."

"Un vero pervertito."disse Linda.

"Voi ve l'andate a cercare."disse Lory.

"Ho capito!"disse Linda "Hai trovato il fidanzatino!"

"No,smettila."disse lei.

Steve era ne cimitero a parlare con un uomo.

Steve aveva lo scudo sulla schiena.

"Me lo ricordo."disse l'uomo "Come se fosse successo ieri.

Che tragedia.

Povera donna,non riusciva a sopportare il peso di essere etichettata come la madre di satana.

Pare si sia uccisa.

Sono ancora scosso.

Un bambino che ha massacrato tante persone.

E il medico che l'ha seguito ci ha scritto un libro sopra.

Soldi maledetti."

"Veramente lui ha dato in beneficenza quasi tutti i soldi."disse Steve "L'ho letto.

Un capolavoro.

Allora ,siamo vicini?"

"Si,è qui."disse l'uomo "Ah,quei maledetti figli di puttana!

Ma tu guarda!"

"Che c'è?"disse Steve.

"BRUTTI BASTARDI!"disse l'uomo "NON PENSANO CHE ABBIA I MEGLIO DA FARE CHE

RIPULIRE IL LORO SCHIFO!

CHE STRONZI!

MA CHI FAREBBE UNA COSA DEL GENERE?"

"Io credo di sapere a chi è dedicata quella lapide."disse Steve.

C'era un cane che era stato aperto e crocifisso su due rami che erano conficcati a terra.

"Oh,cielo,guardi laggiù."disse l'uomo indicando una lapide mancante "Adesso prendono anche le

lapidi!"

"Di chi era?"disse Steve.

"Judit Mayers."disse l'uomo.

"È già arrivato."disse Steve

Lory camminava con Holly e vide davanti a se Michael che sparì dietro una siepe.

"Guarda."disse Lory "Dietro la siepe."

"Io non vedo nulla."disse lei.

"Quello che guidava veloce e che si è fermato."disse Lory.

"Ah,il sottile stratega."disse la ragazza che corse a vedere "Ehi,guardone...!

Lory,cara...vuol parlare con te.

Gli piacerebbe invitarti a cena."

Lei si avvicinò e vide che non c'era nessuno.

"Eppure l'ho visto proprio li."disse lei.

"Povera Lory,ne hai fatto scappare un altro."disse lei e le due cominciarono a camminare "Sei

destinata a non uscire mai con un uomo.

Devi aver messo da parte una fortuna con tutte quelle sere a badare i bambini."

"I ragazzi mi trovano seria."disse Lory.

"Tu sei una repressa."disse Holly "Ecco perché vedi maschi guardoni dappertutto.

A più tardi."

"Ciao."disse Lory.

Lei tornò a casa e guardando da una finestra della sua casa vide Michael tra i panni stesi fuori.

Lui svanì e Lory chiuse la finestra.

Il telefono squillò.

Lei rispose,ma non sentì nessuna voce,così riattaccò.

Squillò il telefono.

"Pronto?"disse Lory.

"Sono Holly."disse la voce.

"Ma perché non hai risposto?"disse Lory.

"Avevo la bocca piena."disse Holly "Tu a chi hai pensato?"

"Ad una telefonata oscena."disse lei.

"Prima le visioni,ora le voci."disse Holly "Nervi scossi."

Lory uscì dalla casa con una zucca di Halloween e si sedette su un muretto e guardò i ragazzi che

uscivano mascherati.

Arrivò la macchina di Holly e le due salirono.

"Ciao."disse Lory salendo.

"Ciao."disse Holly "Giusto il tempo per una tirata."

Holly le diede una sigaretta e iniziarono a fumare.

"Ancora impaurita?"disse Holly.

"Ma che impaurita."disse Lory "Ho visto qualcuno nel giardino del vicino."

"Sarà stato il vicino."disse Holly.

"È mi spiava"disse Lory.

"Il vicino ti spiava?!"disse Holly "Lory,ha più di 80 anni."

La macchina di Michael le seguì.

"Ma per vedere,ci vede."disse lei.

"È che altro potrebbe fare?"disse lei "Per chi è la zucca?"

"È un regalo per Tommy."disse Lory.

"Tu rischi di diventare una brava assistente sociale."disse Holly.

"Grazie."disse Lory.

"Mi sacrificherò anch'io."disse Holly "Mio padre!

Butta la sigaretta!"

La macchina di Michael si fermò.

"E smettila di tossire."disse Holly che fermò accanto alla macchina dello sceriffo.

"Salve,ragazze."disse lo sceriffo.

"Salve."disse Lory.

"Ciao,papà."disse Holly "Che è successo?"

"Un furto in questo negozio."disse lui "Roba da ragazzi."

"Dai sempre la colpa ai ragazzi."disse Holly.

"Se rubano un paio di maschere,una corda e due coltelli,chi devo incolpare?"disse lui "Ciao

ragazze."

Loro salutarono.

Steve scese dalla macchina e arrivò dallo sceriffo camminando rapidamente "Sceriffo…

Salve,sono Steve Rogers."

Loro gli strinsero la mano.

"Piacere,Leo Brandis."disse lo sceriffo.

"Vorrei parlarle un momento."disse Steve.

"Allora aspetti un attimo."disse lui.

"Sceriffo, è molto urgente."disse Steve.

"Due minuti."disse lui.

"L'aspetto."disse Steve.

Le due erano in macchina.

"Se n'è accorto."disse Lory.

"No."disse Holly.

"Ci ha guardate male."disse Lory.

"Guarda tutti così."disse Holly.

Michael era dietro di loro.

Il sole era tramontato e Lory fu accompagnata a casa,

Michael vide Holly andare alla casa accanto e proseguì per qualche metro.

Michael scese e si avvicinò alla casa osservando la ragazza che entrava e i genitori della bambina

uscivano.

Holly entrò con la bambina.

"Cammina in mezzo a noi."disse Steve allo sceriffo.

"Ma di chi stiamo parlando?"disse lo sceriffo "Dell'anticristo?"

"Forse si."disse Steve.

I due andarono alla casa dei Mayers.

"Non ci ha più abitato nessuno?"disse Steve.

"No,è rimasta disabitata dal 63,l'anno del massacro."disse lo sceriffo "Tutti i ragazzi della cittadina

credono che la casa sia stregata."

"E forse hanno ragione."disse Steve.

Entrarono e Steve stava per salire le scale,ma lo sceriffo gli afferrò il braccio "Guardi la..."

Steve scese e prese lo scudo,afferrandolo per le due cinghie interne "Che cos'è?"

"È un cane."disse lo sceriffo e i due si avvicinarono "Sbranato.

È ancora caldo.

Povera bestia."

"È stato lui."disse Steve.

"Non penso."disse lo sceriffo "Sarà stato un altro cane."

"Lei crede ,eh?"disse lui.

"Un uomo non sbrana."disse lo sceriffo.

"Lui non è un uomo."disse Steve e i due salirono al piano di sopra ed entrarono nella stanza della

sorella "È successo qui.

La ragazza stava seduta proprio qui.

Se lui fosse sul prato la fuori...vedrebbe noi due dietro la finestra."

Un vetro si ruppe e lui tirò fuori la pistola,oltre che si riparò con lo scudo "Io le sembrerò un

nevrotico,ma ho il porto d'armi..."

"Lo immaginavo."disse lui "Ma a me sembra che lei abbia solo paura."

"Si,si."disse Steve "Di lui.

Le ho detto che lo hanno potenziato come me.

Forse più di me.

L'ho incontrato 15 anni fa,era come svuotato.

Non capiva,non aveva coscienza,non sentiva,anche nel senso più rudimentale,ne gioia,ne dolore,ne

male,ne bene,ne caldo,ne freddo.

Spaventoso.

Un ragazzo di sei anni con una faccia bianca,completamente spenta,...e gli occhi neri.

Gli occhi del diavolo.

Per 8 anni ho tentato di riportarlo a noi,ma poi per altri setto l'ho tenuto chiuso,nascosto,perché mi

sono reso conto, con orrore ,che dietro quegli occhi viveva e cresceva... il male."

"Cosa vuole fare?"disse lo sceriffo.

"È già stato qui."disse Steve "E tornerà lo sento.

Io devo aspettarlo."

"È meglio dare l'allarme."disse lo sceriffo.

"No."disse Steve "La gente lo vedrebbe ad ogni angolo di strada e in ogni stanza buia.

Dica solo ai suoi uomini di tenere la bocca chiusa gli occhi aperti."

"Come vuole."disse lo sceriffo "Ripasserò tra un ora."

Lory era a casa del bambino e leggeva un testo.

"Ma c'è davvero l'ombra delle strega?"disse il bambino.

Squillò il telefono "Holly.

Che combini."

"Popcorn,naturalmente."disse Holly che era in una cucina "E per una bambina.

È stomachevole,preferirei un maschietto.

Ti do una bella notizia."

Il pastore tedesco della casa arrivò in cucina e iniziò ad abbaiare alle finestre e a ringhiare.

"Che vuoi ,mostro?"disse lei "Sto per essere sbranata nuda dal mostro di famiglia."

Michael era fuori dalla finestra.

Il cane uscì.

"Odio quella bestia,mi tratta come la strega di Biancaneve."disse Holly.

"E la buona notizia,quale sarebbe?"disse Lory.

"Tu vai al ballo dell'anno domani."disse Holly"Ti troverò qualcuno."

Il bambino si affacciò e vide Michael che lo fissava.

Andò da Lory "Guarda,l'ombra della strega è li."

Lory guardò dalla finestra,ma non c'era nessuno.

Linda era a letto con il suo ragazzo.

Lui uscì a prendere le birre nel furgone.

Il ragazzo fece due buchi sul lenzuolo,se lo mise addosso e iniziò a camminare nella casa.

Michael gli saltò addosso e lo portò in cantina.

Gli mise la mano di metallo intorno al collo e lo sollevò da terra,poi gli conficcò il coltello nel

cuore,facendolo restare appeso al muro.

Prese le lenzuola e se le mise addosso.

La ragazza lo vede e rise "Sei carino."

Lei mostrò il seno "Vedi qualcosa che ti fa gola?

Ok,allora?

Lo scherzo è finito.

Dammi la birra,Casper o come ti sei vestito."

Lui allungò la mano con la birra.

"Certo che sei proprio forte tu,eh?"disse lei che prese la birra e si voltò di spalle.

Lui si tolse il lenzuolo e la afferrò alla gola con la mano destra e la strangolò.

Uscì di casa e andò alla casa di Lory ,dove vivevano i genitori.

Dentro c'era la madre,mentre il padre era fuori.

Michael gli tagliò la testa con il coltello e poi andò davanti alla donna che cercò di allontanarsi,ma

lui le diede una coltellata.

Lei strisciò per la casa e tentò di afferrare un telefono sul tavolo di vetro,ma lui la afferrò da

dietro,poi prese una foto con dentro Lory.

"NO!"urlò lei "NON TOCCARE LA MIA BAMBINA!"

Lui la scagliò sul sul tavolo che andò in frantumi,poi le spezzò il collo.

Tornò davanti alla casa dove era Holly e fece cadere un vaso.

Holly era in cucina e sentì il rumore.

Il cane fece il giro della casa e gli abbaiò addosso.

Lui voltò lentamente.

"Lucy,il mostro abbaia di nuovo e mi da sui nervi."disse Holly,mentre cucinava.

Il cane guaì.

"Ah,ci siamo."disse lei "Il mostro avrà incontrato una mostra in calore."

Michael aveva sbranato il cane.

Nella casa saltò la luce.

"Ti pareva."disse Holly "Al buio fa più intimo."

Una porta sbatté e lei andò a vedere.

Non trovò nessuno e chiuse la porta.

Un ragazzo si stava dirigendo verso la casa,ma Michael lo pugnalò e lo gettò tra i cespugli.

Un ragazzina bussò alla porta della casa dove c'era Lory e lei la fece entrare.

Mentre usciva da una stanza,Michael afferrò Holly e la trascinò via.

Lei gli diede un calcio alla pancia e fuggì in cucia prendendo un coltello.

Lui la raggiunse e le diede un colpo al viso.

Lei volò contro un muro e poi tentò di strisciare a terra,ma lui la afferrò per la gamba e la portò via.

Il bambino guardava la tv con l'altra,si alzò e guardò dalla finestra vedendo Michael che portava il

corpo di Holly.

Lui rientrò dentro la casa con il corpo.

"LORY,CORRY!"disse il ragazzino "C'È L'OMBRA DELLA STREGA!"

Lory accorse "Smettila,spaventi alche lei.

Non c'è nessuno li fuori!

Se non la smetti,spengo la tv e vi mando subito a dormire."

Steve era accanto alla casa,dietro un cespuglio e aveva lo scudo in mano.

Diversi bambini si avvicinarono alla casa e uno si avvicinò alla porta spinto dagli altri.

"Ehi,Ronnie."disse Steve da dietro il cespuglio "Se entri in casa te la fai addosso."

I bambini fuggirono.

Lo sceriffo gli mise la mano sulla spalla e lo spaventò.

"Sceriffo."disse Steve.

"Tutto bene?"disse lo sceriffo.

"Si."disse Steve.

"Non ho nulla da segnalare."disse lo sceriffo "Le solite cose di Halloween,ma niente di insolito.

Il suo deve essere un falso allarme."

"Non è un falso allarme."disse Steve.

"Non è che lei faccia molto per convincermi."disse lo sceriffo.

"Che cosa dovrei fare?"disse Steve.

"I suoi racconti non potranno costringermi a passare la notte fuori."disse lo sceriffo.

"Per quindici anni l'ho visto seduto in una stanza a fissare il muro."disse Steve "A fissarlo,senza

vederlo.

Aspettando con pazienza,attendendo questa notte con disumana pazienza.

La notte in cui una forza segreta,malefica,lo avrebbe scatenato.

La morte è qui ora,nella sua città,sceriffo,e lei non può rifiutarsi di aiutarmi a fermarlo una volta per

tutte."

"Ha visto che gente c'è a Hadoonfield?"disse lo sceriffo "Donne,bambini,famiglie come la mia che

vivono in pace nelle loro case e lei vuol dirmi che stanno per diventare vittime di un massacro."

"Si,può essere."disse Steve "E sul fatto che non ci siano segnalazioni non mi stupisce.

Quando è fuggito ha fatto un massacro ed ha guidato una macchina alla perfezione,senza aver mai

preso lezioni di guida."

"Va bene,resto con lei."disse lo sceriffo "Ma sappia che ,se ha ragione,è colpa sua se è riuscito a

fuggire."

Lory aveva inciso un volto nella zucca e con i bambini andò in salotto con la zucca.

Lei guardò fuori dalla finestra "Pare che tutti si divertano questa notte.

Qui fuori è tutto spento.

Che vi va di fare?"

"Io vorrei un po' di cocco."disse la bambina.

"Anche io."disse il bambino.

"Troppo vi fa male."disse Lory "Vediamo come finisce il film."

I bambini erano d'accordo e lei si mise sul divano.

Dopo poco Lory prese il telefono e chiamò Holly,ma nessuno rispose.

Un'ora dopo lei sali al piano superiore,guardò e vide i due che dormivano,ma svegliò la

ragazzina"Ti devo portare a casa."

Steve era fuori dalla casa e guardò la macchina di Michael.

Riconoscendola si mise a correre e la guardò,poi si guardò intorno e riprese a correre.

Lory e la ragazzina uscirono e andarono alla casa.

"Ti sei divertita?"disse lei.

"Si."disse la bambina.

Arrivarono davanti alla casa "Holly,sto entrando.

Renditi presentabile."

Aprendo la porta trovarono il ragazzo pugnalato appeso al lampadario e con una zucca in testa e il

corpo di Holly a terra,pieno di tagli.

La ragazzina urlò.

Lory la soccorse "Holly!

Presto chiama aiuto!"

La ragazzina corse fuori a chiedere aiuto.

"Holly,oh mio Dio!"disse Lory abbracciandola "Che cos'è successo?

Chiamo la polizia e faccio venire un'ambulanza."

Michael era dietro la porta e la chiuse,mentre Lory era andata il salotto.

Lui andò via.

"Lory!"disse Holly e l'amica arrivò.

"Il telefono non funziona,vede se sopra ce n'è un altro."disse lei che andò sopra.

"No!"disse l'amica.

"Resisti."disse lei anche salì le scale.

Michael tentò di colpirla con il coltello ferendole la spalla e facendola cadere dalle scale,poi scese

anche lui.

Lory provò ad aprire la porta,ma era chiusa.

Lei scappò in cucina,ma lui fece il giro della stanza e gli apparve davanti,lei provò ad aprire un altra

porta,ma era chiusa anche quella.

Lei chiuse la porta della cucina a chiave,ma lui la sfondo con il braccio di metallo.

Lory prese una sedia,ruppe la vetrata e fuggì inseguita.

"AIUTO!"urlò lei,ma le strade erano deserte e arrivò alla sua casa "TOMMY!"

Il ragazzino si affacciò alla finestra e scese.

"CHE È SUCCESSO?"disse il ragazzino "Lei..."

"Tommy vai di sopra e chiuditi a chiave."disse lei e il ragazzo andò.

Lei provò a telefonare,ma non c'era linea.

I bambini scesero ancora.

Lei prese un ago molto lungo che usava per cucire.

Lui diede un forte colpo alla porta e i due urlarono.

"TUTTI DI SOPRA!"urlò Lory e i bambini corsero urlando.

Michael sfondò la porta e lei gli conficcò l'ago nel collo.

Lui indietreggiò,si tolse l'ago e cadde.

Lory prese un coltello e poi si avvicinò vedendolo a terra.

Steve camminava per il paese e lo sceriffo si fermò con la macchina "L'ho cercata dappertutto.

Alla casa non c'era più."

"Ho trovato la sua macchina."disse Steve "Lui è qui."

"Dove?"disse lo sceriffo.

"Laggiù,andiamo presto."disse Steve "Lei passi dietro le case e io qui in strada."

Lo sceriffo andò e Steve proseguì.

Lei salì al piano di sopra e loro uscirono abbracciandola "Dobbiamo andare via."

"Ho paura."disse Tommy.

"Non dovete più averne."disse Lory "L'ho ucciso."

"Ma nessuno uccide l'ombra della strega."disse il bambino che lo vide ed urlò.

"TUTTI NEL BAGNO!"urlò lei.

I tre si chiusero dentro.

"STA ARRIVANDO!"urlò il ragazzino.

"TOMMY,STA ZITTO!"disse lei e i tre si misero nella vasca.

Dei poliziotti entrarono nella casa e bussarono alla loro porta.

"Va tutto bene?"disse un agente.

"È li fuori!"disse Lory "Vi prego aiutateci!"

"La porta è chiusa."disse l'agente "Dovreste aprirla."

"Si."disse lei.

Michael afferrò l'uomo e gli trafisse la testa con un coltello.

Loro urlarono e lui trapassò la porta con un pugno e poi entrò.

L'altro agente arrivò puntando la pistola "FERMO!"

Lui gli corse contro e l'agente gli sparò,ma venne accoltellato,più volte,poi tornò indietro,prese

Lory che urlava come una matta e la portò via.

Lui le diede un colpo in testa facendola svenire e camminò lentamente in strada.

La portò nella cantina della sua casa dove trovò i cadaveri delle persone uccise,la lapide e una zucca

con dentro una fiamma.

"Linda?"disse lei che si avvicinò.

Lui si avvicinò in silenzio e restò a guardarla.

"Ma chi sei?"disse Lory "Che cosa vuoi?"

Lui si avvicinò,mentre lei piangeva e ripeteva di non farle del male.

Lui prese una siringa contenente del liquido blu e,malgrado lei lo pregasse,le fece l'iniezione.

Lui gettò a terra il coltello e si mise in ginocchio mostrandole una foto che ritraeva la madre e la

neonata.

"Non riesco a capire,ti prego lasciami in pace!"disse lei "Non so chi sono quelli,ti prego!"

Lory vide il coltello a terra,poi prese la foto.

Lui si tolse la maschera.

Lei si avvicinò lentamente "Io vorrei aiutarti.

Ma non capisco.

Non so chi sei."

Lei afferrò il coltello e lo conficco nella sua spalla sinistra "BRUTTO FIGLIO DI PUTTANA!"

Michael cadde a terra e lei iniziò a battere contro la porta,poi fece a pezzi le tegole di legno.

Michael estrasse il coltello e si mise la maschera.

Lei iniziò a fare a pezzi una rete con cui era stata sigillata l'uscita,ma lui sfondò una parte del muro

di legno con il braccio di metallo.

Lei riuscì a passare.

Aprì una botola sul pavimento e uscendo cadde in una piscina,dove trovò una pistola e il corpo di

un poliziotto.

Lui uscì,camminò lentamente verso la piscina e iniziò a scendere,mentre lei urlava.

Lory puntò la pistola e lo colpi,poi sparò ancora e ancora,facendolo cadere.

Lei se ne andò lentamente,ma Michael la afferrò e la trascinò verso la casa.

Lei gli diede una testata e corse dentro l'edificio.

Riuscì ad entrare dentro un stanza passando per uno spazio ristretto tra la porta e il muro,poi entrò

in un buco nel muro e si mise a piangere.

Michael strappò la porta della stanza e vi entrò,andò nella stanza accanto,poi si voltò verso il muro

e comincio a farlo a pezzi con i calci e i pugni,ma lei era giù uscita.

Lory vide la pistola che le era caduta e la raccolse.

Michael le apparve davanti e lei fuggì e andò in soffitta.

Michael non ci passava,ma iniziò a sfondare il soffitto usando una trave,mentre lei strisciava

velocemente.

Fece a pezzi l'intero soffitto di tutto il corridoio,poi si fermò.

Lei era sopra un altra stanza,ma il soffitto si sfondò e lei cadde ferendosi il viso e le braccia.

Si rialzò,lui le corse contro,lei si spostò e lui cadde dalla finestra.

Lei uscì di casa e andò nella sua,salendo al piano di sopra,dove si nascone nell'armadio.

Michael entro di corsa e salì le scale andando nella stanza e iniziando a fondare l'armadio a pugni.

Lei prese una stampella,la apri e gli colpì il collo,raccolse il coltello, che gli era caduto, e lo colpì al

petto.

I due ragazzini erano in strada e urlavano.

Steve li vide uscire dalla casa e si avvicinò.

Michael si rialzò e afferrò Lory ne corridoio del piano di sopra,ma lei gli fece cadere la maschera.

Lui la gettò a terra,raccolse la maschera e se la mise.

Steve prese la pistola e lo colpi.

Lui si rintanò nella camera da letto,ma Steve lo raggiunse e gli sparò molto volte al petto facendolo

cadere dal balcone.

"Era l'ombra della strega?"disse lei.

"Credo proprio di si."disse Steve "Era lui."

Steve andò a vedere dal balcone vedendo che il corpo era svanito e lui restò sconcertato.

Scese e andò a vedere il prato e toccandolo vide che c'era del sangue,ma poco.

Fece alcuni passi e un uomo uscì di casa "Ma che succede sta notte?"

"Chiami la polizia."disse Steve "Dica allo sceriffo che l'ho ucciso.

Dica che però e fuggito."

"Ma che cos'è,uno scherzo?"disse l'uomo "È tutta la notte che ci spaventano da morire."

"Lei non sa cos'è la morte."disse Steve correndo via.

Michael camminò in una via minore e si nascose dietro una casa vedendo che c'era Steve che

correva e si era fermato proprio in fondo alla stradina.

La macchina dello sceriffo si fermò davanti a lui.

"L'ho colpito sei volte."disse Steve.

"Come sarebbe?"disse lo sceriffo.

"Le dico che l'ho colpito sei volte."disse Steve "Ho mirato al cuore e lui è..."

"Non può essere andato molto lontano."disse lo sceriffo "Andiamo."

Steve salì dall'altra parte "Gli ho sparato sei volte!

Quello...quello non è un uomo."

L a macchina partì.

Michael si avvicinò alla casa dove c'era una donna che era in cucina e stava preparando dei panini.

Lei si distrasse e se ne andò.

Lui entrò,prese un coltello da cucina e fuggì.

Alla radio c'era un uomo che parlava "La polizia di Haddonfield ha appena fatto la raccapricciante

scoperta di diversi cadaveri nella casa abbandonata dei Mayers.

Sembra che gli omicidi siano avvenuti nelle prime ore della serata.

Le autorità hanno confermato che anche due agenti sono stati uccisi.

La polizia sta ora rastrellando l'intera zona alla ricerca di un pericoloso maniaco fuggito

dall'ospedale psichiatrico.

Si suppone che sia nascosto ad Haddonfield."

Prendendo il coltello e andando via,lasciò delle tracce di sangue.

La donna vide il sangue ed urlò.

Lui camminò lentamente per le strade buie ed evitò una ragazza che era uscita di casa.

La ragazza entrò.

Lui restò a vederla parlare al telefono.

"I tuoi sono tornati?"disse la voce al telefono.

"No,non ancora."disse la ragazza.

"Hai saputo?"disse la voce.

"Cosa?"disse lei.

"Hanno ucciso diverse persone."disse la voce "Lo sta dicendola radio."

"Aspetta."disse lei che accese la radio.

Una voce femminile stava parlando "La polizia ha messo posti di blocco a tutte le strade intorno a

Haddofield.

Molte persone sono state assassinate..."

"È terribile."disse a ragazza.

"Già,forse li conoscevamo."disse la voce.

Michael entrò nella casa.

"Dicono che l'assassino sia scappato."disse la voce al telefono.

"Sento una sirena,forse è la polizia."disse lei.

Lei si voltò e vide la porta aperta "Aspetta."

Lui le saltò addosso e la pugnalò al petto.

La casa dove erano avvenuti gli eventi aveva davanti una macchina della polizia e un'ambulanza.

Arrivò un'altra macchina e gli agenti scesero.

I due si avvicinarono.

"Che ne pensi?"disse il primo.

"È uno di qui."disse l'uomo.

Lory fu portata fuori su una barella e fu messa nell'ambulanza che la portò via.

Una donna arrivò all'ospedale e portò un bambino che aveva un panno sulla bocca che era piena di

sangue.

L'ambulanza arrivò e Lory fu portata nell'ospedale,messa sul letto e le fecero l'anestesia,malgrado

lei chiedesse di non essere addormentata.

"Rifaccia il giro."disse Steve che era nella macchina con lo sceriffo che puntava la torcia dal

finestrino.

"Quand'è successo?"disse lo sceriffo.

"Quasi venti minuti fa."disse Steve "Punti la luce da quella parte.

Laggiù,in mezzo a quegli alberi."

"Non c'è nulla."disse lo sceriffo.

"Bene,continuiamo."disse Steve che caricò la pistola.

"Sa che le dico?"disse lo sceriffo "Sono quasi arrivato."

"Cioè?"disse Steve.

"Non sono più disposto a prendere ordini da lei."disse lo sceriffo.

"E va bene."disse Steve "Faccia come vuole.

Il problema più grande è trovarlo."

"La colpa è sua."disse lo sceriffo.

"Non è vero."disse Steve.

"Sua e di quella cosa chiamata S.H.I.E.L.D."disse l'uomo "Lo avete anche potenziato."

"Non l'ho fatto uscire io."disse Steve "Quando ho capito certe cose,volevo metterlo in una cella

imbottita per sempre."

Steve prese lo scudo.

"Vuole mettere via quell'arnese?!"disse lo sceriffo "Mi mette nervosismo.

Non può averlo colpito sei volte."

"Crede che menta?"disse lui

"Credo che l'ha mancato."disse lo sceriffo "Nessuno sopravvive a sei colpi."

"Glie l'ho detto sceriffo quello non è un uomo."disse Steve.

"Guardi!"disse Steve e la macchina si fermò.

Videro una persona che assomigliava a Michael,ma che aveva un cappotto nero lungo.

"È lui?"disse lo sceriffo.

"Non lo so."disse Steve che scese con lo scudo in mano e corse "INDIETRO!"

I ragazzi davanti a lui si spostarono e l'uomo si voltò.

"Signor Rogers!"disse lo sceriffo che correva dietro a Steve.

L'uomo attraversava la strada e Steve stava per tirare lo scudo.

Lo sceriffo lo afferrò "Fermo!"

Steve se lo tolse di dosso e stava per scagliare lo scudo.

Una macchina della polizia lo investì e andò contro un furgone che esplose.

I due accorsero.

Lo sceriffo soccorse l'uomo e Steve andò a vedere il cadavere tra le fiamme.

"È lui?"disse lo sceriffo.

"Non lo so."disse Steve.

Un altra macchina della polizia si fermò davanti a loro e scese un agente che andò dallo

sceriffo"Hanno trovato tre cadaveri."

"Dove?"disse lui.

"Qui vicino."disse l'agente "Tre ragazze e una era Holly."

"Cosa?!"disse lo sceriffo che lo afferrò e cose via.

Steve salì in macchina e i tre partirono.

Alla tv in ospedale c'era un uomo che parlava "Altre tre persone sono morte questa notte in seguito

all'aggressione di un maniaco fuggito dall'ospedale psichiatrico."

Un'infermiera di colore camminava per i corridoio e il ragazzo dell'ambulanza andò a vedere come

stava Lory.

"Ciao."disse lui.

"Ciao."disse lei.

L'infermiera entrò "Jimmy,vai fuori."

"Si,subito."disse lui.

"Allora come stiamo."disse l'infermiera.

"Un po' ammaccata."disse Lory "La gamba è grave?"

"Un'incrinatura."disse lei "Ma non si è rotta."

Il giornalista parlava alla tv "Abbiamo appreso dalla polizia che Michael Mayers,cittadino di

Haddonfield,fuggito senza lasciare traccia dall'ospedale psichiatrico,sarebbe bruciato vivo.

Intanto sono stati trovati altri tre cadaveri nella casa alle mie spalle."

Lo sceriffo,l'altro agente e Steve arrivarono e lo sceriffo vide il corpo della figlia.

"Io devo dirlo a mia moglie prima che lo sappia da qualcuno."disse lo sceriffo.

"Vai a casa,ti sostituisco io."disse l'agente.

"È tutta colpa sua."disse lo sceriffo irato.

"Non è colpa mia."disse Steve.

"TU L'HAI FATTO USCIRE!"disse lo sceriffo.

"Non l'ho fatto uscire io,al contrario avevo ordinato di controllarlo."disse Steve.

Lo sceriffo se ne andò.

"Se non era lui quello che è bruciato,allora altri verranno sgozzati."disse Steve.

"È morto."disse l'agente "L'ho visto io."

"Io ho visto solo una maschera."disse Steve.

"Era lui."disse il poliziotto.

"Vorrei crederlo,ma non posso."disse Steve "Non mi fermerò finché non avrò la certezza che

morto."

"Ne parla come se fosse una bestia."disse l'agente.

"È stato mio paziente per quindici anni."disse lui "Era diventata un'ossessione per me,finché non ho

capito che non c'era nulla dentro di lui.

Ne coscienza,ne ragione che fosse anche lontanamente umana.

Un'ora fa gli ho sparato sei colpi,ma lui si è rialzato,se n'è andato ed è sparito.

Io le sto dicendo che c'è la reale possibilità che sia in circolazione.

Dov'è il cadavere?"

"All'obitorio."disse il poliziotto.

"Serve un dentista."disse Steve "Lo porti all'obitorio tra mezz'ora.

Io vado la."

Alla radio parlavano dell'accaduto "Steve Rogers,meglio conosciuto come il super soldato Capitan

America afferma di aver fatto fuoco sei volte a distanza ravvicinata contro Michael Mayers.

Nonostante ciò,la polizia non riesce a giustificare la sua sparizione."

Michael camminava per la strada in centro tra la gente,ma nessuno lo notava perché tutti in

maschera.

Nell'ospedale una guardia leggeva il giornale e non si accorse che Michael camminava davanti alle

videocamere.

Una ragazza fu fatta entrare dalla guardia.

Jimmy passò davanti ad una porta buia che si chiuse.

Michael scendeva delle scale al buio e poi arrivò in uno dei corridoio.

Un infermiera passo davanti alla stanza dove si era nascosto e poi ne passò un altra.

Jimmy parlò a Lory.

"Dovevano stare più attenti con lui."disse Jonny.

"Chi?"disse lei.

"Michael Mayers."disse lui.

"Michael Mayers?"disse Lory.

"Era lui che voleva ucciderti."disse Jonny.

"Il figlio dei Mayers?"disse lei.

"Si."disse lui.

"Quello che ha ucciso la sorella?"disse Lory.

"Già."disse Jonny.

"Ma non era in manicomio?"disse Lory.

"È scappato di recente."disse lui "Sembra che quelli dello S.H.I.E.L.D. volessero usarlo come

assassino nelle missioni segrete così l'hanno potenziato con il siero del super soldato di Capitan

America."

"Chi te l'ha detto?"disse Jonny.

"L'ho sentito alla radio."disse Jonny "Lo ripetono di continuo."

"Ma perché?"disse lei "Perché contro di me?"

L'infermiera arrivò e mandò via il ragazzo.

Il poliziotto di guardia era accompagnato da una ragazza.

"Vado a controllare la linea."disse lui "Lei aspetti qui,tra poco la chiamo."

"Va bene."disse la ragazza.

L'uomo andò a controllare i cavi all'esterno e sentì un rumore,così controllò nei bidoni

dell'immondizia e un gatto gli saltò addosso facendolo cadere nei bidoni.

Lui si rialzò e vide un lucchetto di una porta rotto,così entro.

Arrivò in una specie di studio e accese una luce.

Sentì un altro rumore,poi trovò un altro lucchetto rotto e parlò alla radio "Qualcuno è entrato nel

magazzino."

Lui andò in un lungo corridoio e aprì una porta.

Vedendo che non c'era nessuno la richiuse,poi Michael apparve e lo colpì alla testa con il braccio

metallico.

Il corpo carbonizzato della persona inseguita era all'obitorio.

C'erano Steve,un dentista e l'agente di polizia.

"È difficile."disse il dentista "Anche le gengive sono bruciate.

Guardi qui…

Nessuna carie.

È giovane,tra i 17-18 anni."

"Michael Mayers ne ha 21."disse Steve.

"Per essere certi bisogna aspettare le analisi."disse il dottore.

"Ma ci vorranno delle ore."disse Steve "Non possiamo aspettare.

Dobbiamo comportarci come se Michael Mayers fosse vivo."

Un altro agente entrò nella stanza.

"Tornate alle vostre auto."disse l'agente "Rastrellate tutto da capo."

"Sarà fatto."disse lui.

"Grazie."disse Steve.

Delle persone infuriate iniziarono a tirare sassi contro le vetrate della casa di Michael Mayers.

Arrivò la macchina con Steve "Era prevedibile con quello che è successo."

I due scesero e incontrarono un agente che uscì dalla casa "Non abbiamo trovato nessuno.

Abbiamo anche visto in giro."

"Controllate ancora."disse lui "E pensare che Haddonfield era una cittadina tranquilla."

"Eppure una notte,15 anni fa,Michael Mayers assassino tre persone."disse Steve.

"Si,avevo sedici anni."disse l'agente.

"Stanotte e l'anniversario."disse Steve "È ritornato."

"Dopi 15 anni?"disse il poliziotto.

"Ha atteso con una pazienza incredibile."disse lui "Aspettava.

Aspettava in silenzio l'occasione buona.

Il personale si era abituato alla sua immobilità,ai suoi silenzi.

In un certo senso era un paziente ideale.

Non parlava mai,non gridava,non si muoveva…

Aspettava.

Nessuno poteva capire.

Non sapevano chi fosse."

"Lei si?"disse l'uomo.

"Si,io si."disse lui.

Due ragazzi andarono a dire al poliziotto che un loro amico era scomparso dopo essere suscito in

maschera.

"Quanti anni ha?"disse Steve.

"17."disse uno di loro.

"17."disse Steve.

"Oh Cristo."disse l'agente.

Un altro poliziotto arrivò "Una chiamata.

Qualcuno è penetrato nella scuola elementare.

Potrebbe essere lui."

"Andiamo!"disse Steve.

L'infermiera era nel corridoio alla reception.

Entro in una stanza ed uscì con un taglio sul viso e cadde a terra.

Michael uscì e si avvicinò accoltellandola alla schiena nove volte con rabbia e spezzando le ossa.

Sulle scala c'era sangue ovunque e c'era una donna senza occhi appesa alla tromba delle scale.

Michael diede un altra coltellata.

Nella scuola c'erano degli agenti polizia che osservavano un buco fatto ad una finestra.

"È entrato di qui."disse un agente "Guardi qua."

Su un banco c'era una macchia di sangue e c'era un coltello su dei disegni.

Il coltello colpiva la figura di una bambina.

"La sorella."disse Steve.

"Tutto qui?"disse il vice sceriffo.

"No."disse l'uomo "Guardi."

Loro videro una scritta fatta con il sangue su una lavagna.

"Che significa?"disse il vice sceriffo.

"Incomprensibile."disse il poliziotto.

"No."disse Steve "È una parola celtica.

Samhain.

Vuol dire il signore della morte.

La fine dell'estate.

La festa del Samhain.

Il 31 Ottobre.

Dobbiamo andare a perlustrare ogni possibile nascondiglio,qualsiasi luogo chiuso o abbandonato

che possa essere usato per nascondersi.

Dobbiamo perquisire la città palmo a palmo,tutta la notte e oltre se serve."

Una donna con una tuta aderente nera e il simbolo dell'aquila sulle spalle entrò in quel momento.

"Capitano."disse la donna.

"Si?"disse Steve.

"Devo parlare con lei."disse la donna.

"Ah,non l'avevo riconosciuta."disse lui "Mi dica pure."

"In privato."disse lei.

Steve uscì nel corridoio.

"Le è stato ordinato di tornare all'ospedale."disse lei.

"Ordinato?"disse Steve "Io non ricevo ordini."

"No,ma ha chiamato Nick Fury."disse la donna "Si trova su una delle piattaforme volanti dello

S.H.I.E.L.D. qui vicino."

"Fury."disse Steve con una leggera risata "Guarda,guarda."

"Capitano,la notizia si è sparsa ovunque."disse la donna "Un suo paziente scappa da una base

S.H.I.E.L.D. camuffata da ospedale,massacra molte persone,lei gli spara,lui scappa ancora."

"Avrebbero dovuto ascoltarmi prima."disse Steve.

"Lo so,mi spiace."disse lei "Fury teme che questa storia possa compromettere lo S.H.I.E.L.D."

"Allora perché ha mandato lei?"disse Steve.

"Nel caso lo avesse trovato vivo."disse lei.

"Dica a Fury che non mi ha visto."disse Steve "Gli dica quello che vuole.

Non posso interrompere la ricerca ora.

Siamo sempre più vicini.

Non posso tornare ora."

"Credo che lei non abbia scelta."disse la donna "C'è un mezzo dello S.H.I.E.L.D. qui fuori con

diversi agenti."

Steve dovette andare.

Michael camminava per il corridoio.

Jonny entrò nella camera di Lory e la trovò morta "Oh Dio santo."

Lui corse fuori e chiamò l'infermiera che la esaminò e un altra corse nel corridoio.

Andò alla reception e Michael la afferrò.

"Vado a cercarla."disse Jonny che corse fuori e andò negli spogliatoi,poi andò via.

L'infermiera uscì e Michael camminò verso la stanza di Lory con un coltello.

Diede diverse coltellate,ma vide che si trattava solo di cuscini,così uscì.

Lory camminava ne corridoio zoppicando.

L'infermiera tornò nella stanza.

Lory entrò in un'altra stanza e afferrò un telefono.

Michael camminava nel corridoio e lei si mise a terra rannicchiata in un angolo.

Steve uscì dalla scuola con l'agente e il vice sceriffo.

"Lo troveremo."disse il vice.

"Dove pensa di cercarlo?"disse Steve.

"Non lo so."disse lui.

"Nemmeno io."disse Steve che entrò in una grossa jeep nera.

Degli uomini in tuta nera vi entrarono e anche la donna.

Il mezzo partì.

Jonny trovò l'infermiera.

"Non trovo nessuno."disse Jonny "Dobbiamo cercare Lory.

Se non trovi nessuno nella corsia di sinistra allora prendi la macchina e chiama la polizia.

Jonny continuò a cercare e non trovò anima viva,poi vide il cadavere della donna di un infermiera,inciampò sul sangue e cadde.

L'infermiera uscì e andò in macchina,ma il mezzo non si accese.

Lei scese e vide che le ruote erano bucate e il serbatoio distrutto,come anche le ruote di tutte le altre

macchine.

La donna corse dentro.

Lory aprì la porta e l'infermiera la trovò,ma Michael la trafisse con un coltello e la sollevò.

Lei fuggì e lui le camminò dietro.

Lory scese le scale e vide il cadavere,poi arrivò ad un altro piano e iniziò ad aprire tutte le porte.

Scese in sala caldaia e si nascose,ma fu spaventata da un cadavere.

Michael entrò e la vide.

Lei si arrampicò ad un tubo ed aprì una grata andando in un altra stanza e cadendo su una pila di

oggetti,poi continuò a correre e chiamò l'ascensore.

Michael camminava lentamente.

L'ascensore si aprì e lei entrò.

Arrivò al piano terra e uscì fuori correndo,entrò in una macchina e si nascose,poi guardò l'entrata

dal vetro.

Steve era nel mezzo,diretto fuori paese.

"Neanche lei mi ha mai creduto."disse Steve.

"Mi spiace."disse la donna.

"Non deve dispiacersi per me,deve dispiacersi per quel piccolo paese laggiù."disse Steve "Non

potranno mai dimenticare."

"Capitano,c'è qualcosa che lei non conosce."disse la donna.

"Si ricorda quella scritta sulla lavagna della scuola?"disse Steve.

"Si."disse lei.

"Deve sapere che per placare gli dei,preti e druidi usavano il fuoco per i loro riti."disse

Steve"Prigionieri,criminali,dementi,animali.

Venivano bruciati vivi nelle gabbie.

Dal modo in cui morivano,i druidi pensavano di predire il futuro.

2000 anni dopo siamo ancora allo stesso livello.

Samhain,non è ne il diavolo,ne Dio,ne una divinità pagana,ne una strega...

Non è altro che l'abisso dell'inconscio.

Tutti abbiamo paura del buio che è dentro di noi."

"Capitano,la prego mi ascolti."disse la donna "C'è una scheda di Michael Mayers di cui lei non è a

conoscenza."

"Io so tutto di lui."disse Steve.

"No."disse la donna "Era in un busta sigillata dal tribunale quando i suoi furono uccisi.

Ma appena il governatore ha saputo di questa notte,ha inviato la busta a Nick Fury."

"Quale scheda?"disse Steve.

"Non è giusto."disse lei "Avrebbero dovuto avvisarla.

Quella ragazza,Lory,è la seconda sorella di Michael Mayers.

Era nata prima che lui fosse condannato.

La madre si uccise dopo poco e la bambina fu affidata ad un'altra famiglia e hanno tenuto tutto segreto per proteggerla."

"Ma si rende conto di cosa sta succedendo?"disse Steve "Ha ucciso una sorella quindici anni fa e

adesso vuole uccidere l'altra!

Dov'è ricoverata Lory?"

"In clinica."disse la donna.

"Senta lei conosce questa zona?"disse Steve all'autista.

"Si."disse lui.

"Allora mi ci porti."disse Steve.

"Mi spiace,ho degli ordini."disse l'agente.

"Adesso gli ordini sono cambiati."disse Steve prendendo la pistola.

"Capitano."disse lei.

"Capitano,lei si sta mettendo nei pasticci."disse l'autista.

"Come fate voi di solito?"disse Steve "Sparate un colpo di avvertimento,è così?"

Steve sparò al vetro e la macchina fece marcia indietro.

Jimmy entrò nella macchina e trovò Lory.

"Ce ne andiamo."disse lui che svenne e cadde con la testa sul clacson.

Lei uscì dalla macchina e cadde quando arrivò quella di Rogers che entrò insieme agli altri e non

videro Lory.

"Controlli tutte le camere."disse Steve.

L'uomo,accompagnato da altri andò e la donna andò con Steve che aveva lo scudo.

Michael uscì fuori e balzo sulla macchina.

Lory urlò,Steve uscì fuori e corse contro il nemico.

Salì sulla macchina e Michael sferrò un pugno con il braccio di metallo,che fu parato dallo scudo.

Michael diede una manata allo scudo e un calcio alla pancia di Steve che cadde dalla macchina.

La pistola gli era caduta sull'auto e Michael la afferrò.

Steve si riparò dietro lo scudo,poi corse tra le macchine,mentre Michael scendeva.

Fece un salto scavalcando un auto e gli diede un calcio alla mano,ma la pistola non cadde.

Michael girò su se stesso e Steve si riparò dai colpi di pistola,con lo scudo,diede un pugno al volto

del nemico e sferrò un colpo con il taglio dello scudo,ma Michael afferrò l'oggetto con la mano di

metallo,gli diede un colpo al fianco e uno al viso con la mano destra,poi afferrò con entrambe le

mani lo scudo e lo girò,facendo fare una capriola a Steve e togliendogli l'arma.

Steve diede un colpo allo scudo,Michael si girò,gli colpi il pugno con lo scudo e gli sferrò un colpo

con il braccio di metallo che lo fece finire a terra.

Steve si rialzò e Michael gli tirò contro lo scudo,che lui evito.

L'arma si conficcò nel retro di un furgone.

Steve corse verso Michael che prese il coltello da una fodero dei pantaloni.

Steve parò una sedie di colpi sia del il braccio destro sia di quello di metallo.

Michael provò a pugnalarlo dall'alto,ma lui lo bloccò e parò un'altra coltellata dal basso,poi afferrò

il braccio con il pugnale,con entrambe le mani e lo piegò verso il basso,ma lui lo afferrò con il

braccio di metallo e gli diede una spallata.

Steve evitò il coltello e un pugno di metallo,sferrò un pugno al viso del nemico,giro su se

stesso,dandogli un calcio alla pancia che lo mandò contro un furgone,gli corse contro,spiccò un

salto e gli diede una ginocchiata alla pancia,rompendo i vetri del mezzo.

Capitan America sferrò una gomitata,ma Michael la parò con il braccio di metallo e gli diede un

pugno al viso,poi ne sferrò un altro,ma Steve mise il braccio sotto l'ascella,lo prese alla gola e lo

gettò a terra.

Michael si rialzò subito e gli mise la mano si metallo sul collo e lo scagliò via,facendogli superare il

cofano del furgone.

Michael saltò sul cofano e saltò giù sferrando un pugno con il braccio di metallo,fracassando

l'asfalto,poiché Steve era rotolato via.

Steve parò il braccio destro e usò la spalla per parare due colpi con il braccio di metallo,ma fu

scagliato contro un furgone.

Michael gli diede un calcio alla pancia e provò ad accoltellarlo,ma Steve afferrò entrambe le mani e

il coltello fu conficcato nel furgone.

Il maniaco camminò verso destra e lasciò una scia su tutto il furgone,Steve gli andò alle spalle,gli

mise le braccia intorno al busto,lo sollevò e,candendo,lo getto a terra.

Steve fece una capriola e afferrò lo scudo ,ancora conficcato nel mezzo,parò una coltellata con

l'arma,ne evitò una e ne parò una terza.

Michael mandò il coltello nella mano di metallo e diede un pugno a Steve con l'altra.

Capitan America gli parò un calcio con il lato dello scudo,poi evitò una coltellata,afferrò il braccio

metallico con la mano sinistra e lo colpì con il lato dello scudo,danneggiandolo,poi diede un

colpo,con lo scudo,al viso di Michael,gli afferrò il volto da dietro e lo scagliò via.

Cadendo perse la maschera e si rialzò.

Steve prese Lory e la portò dentro l'ospedale.

Lory andò vicino alla donna con il costume nero.

Michael sfondò le vetrate della porta camminandoci contro.

La donna prese una pistola e sparò sei volte contro il nemico.

Uno degli uomini armati arrivò.

Michael cadde a terra.

"Fermo!"disse Steve all'uomo.

"È morto."disse l'uomo.

"No,non è morto!"disse Steve "Respira ancora.

L'ho già visto fare questo scherzetto."

"Vada fuori nella macchina."disse Steve alla donna "Chiami immediatamente aiuto."

La donna andò.

Steve andò vicino alla ragazza "È tutto finito."

L'uomo si mise in ginocchio e toccò le ferite.

"Perché non muore?"disse lei.

Steve vide l'agente "Si allontani subito da lui!"

"Ma non respira più."disse l'uomo,ma Michael si riprese e gli spezzò il collo.

Si rialzò e i due fuggirono.

Steve chiuse una porta alla sua spalle e i due continuarono,poi arrivarono ad un altro corridoio.

Lo videro arrivare e proseguirono,entrando in una stanza e chiudendo a chiave.

Nella stanza c'erano diverse bombole di gas.

Lory si mise in un angolo e Steve le diede la pistola,mentre Michael faceva a pezzi la porta.

Steve gli arrivò vicino,ma si prese una coltellata e cadde a terra.

Lui si avvicinò e lei gli sparò in testa due volte.

Il sangue gli colò davanti agli occhi e lui si mise la mano sul viso e iniziò a tirare coltellate all'aria.

Steve aprì il gas dei una delle bombole e lui si voltò,poi lo fece anche Lory disorientandolo.

"È una bestia."disse Steve "È una bestia."

I due uscirono passando per i lati della stanza.

Steve prese un accendino "Questa volta,Michael..."

Lo gettò nella stanza e ci fu un'esplosione che li mandò tutti a terra.

Michael uscì camminando ed avvolto dalle fiamme,poi cadde a terra.

La mattina seguenti pompieri e polizia erano davanti alla zona.

Lory venne portata via in un ambulanza.

"Quanti?"disse il vice.

"Dieci,per ora."disse il poliziotto.

Il giornalista parlò alla radio "La brutta avventura di Lory si sta concludendo.

Ora la stanno aiutando a salire sull'ambulanza.

Ecco,sta scendendo dalla sedia a rotelle.

Gli infermieri la aiutano.

Sul suo volto è dipinta l'angoscia di una donna che ha tanto sofferto.

La donna che ha visto morire Michael Mayers.

L'ambulanza andò via.

Lory era in silenzio dentro.

Un mese dopo.

In una notte piovosa un furgone nero si muoveva su una strada buia.

Scesero un uomo e una donna in tuta nera e andarono in un carcere.

Parlarono attraverso le sbarre ad un uomo "Trasferimento."

La guardia accompagno i due in un ascensore e scesero sotto terra di tre piani.

"Sono proprio contento che ve lo portate via."disse l'agente,mentre scendevano "Benvenuti all'inferno."

Arrivarono ad una cella dove c'era un uomo in giacca e cravatta che era davanti ad una branda dove

c'era Michael che era coperto da delle lenzuola verdi.

"Dottore..."disse l'infermiera "Quelli del trasferimento sono arrivati."

"Grazie."disse il medico "Salve."

"Salve a lei."dissero l'uomo.

"Salve."disse la donna.

"È già pronto a quanto pare."disse l'uomo.

"Si,può andare."disse il dottore "Chi firma per lui?"

"Io."disse l'uomo.

Il dottore e l'altro uscirono da una stanza,mentre la donna gli misurava la pressione.

Il braccio di metallo uscì da sotto le lenzuola e restò a penzolare.

"Pensavo di trovare Steve Rogers."disse l'uomo in nero "Michae Mayers è ancora suo paziente."

"Se Capitan America fosse libero,l'avrebbe trovato."disse il dottore "Comunque ora il suo incarico

è più formale che medico.

E una volta che Mayers sarà fuori di qui,la mia speranza è che si decida di passare oltre."

Mayers fu portato sull'ambulanza e i due andarono.

Nel retro de furgone c'erano i due e davanti un altro.

"Il dottore ha parlato di parenti ancora vivi."disse la donna.

"Si,sembra che ci fosse una lontana cugina,morta in un incidente d'auto,ma la figlia è ancora

viva."disse l'uomo.

Il braccio metallico chiuse il pugno,si alzò e afferrò la testa dell'uomo sbattendola contro la parete.

La donna cercò di sparare,ma lui le afferrò l'arma e le diede un pugno.

Una bambina con i capelli neri guardava la pioggia e vedeva l'ambulanza ferma in strada.

"Jean,sono le tre del mattino."disse una ragazza bionda che si avvicinò.

"Non riesco a dormire."disse la piccola.

"Sono quattro notti che lo dici."disse la donna "Vuoi vincere il record?

Alla tua età l'insonnia non è ammissibile."

"Mi vuoi bene,Rachel?"disse la bambina.

"Certo."disse lei.

L'ambulanza era sparita.

"Lo so che ti mancano i tuoi."disse lei "Non è passato molto tempo."

"Sono 11 mesi."disse lei.

La ragazza la accompagno a dormire.

La bambina prese delle foto della madre,poi si mise a pregare sul letto.

La porta dell'armadio si aprì e lei la richiuse,poi la vide aprirsi ancora.

Una mano di metallo la afferrò da sotto il letto.

Accorsero il padre e la madre della ragazza bionda e la consolarono.

"Hai fatto un brutto sogno."disse lei.

Il giorno dopo la madre fece la colazione e la figlia prendeva il latte.

"Rachel,la tua colazione?"disse la madre.

"Sono a dieta."disse lei che si sedette.

"Dovrai badare tu a Jean."disse la madre.

"Non sposso,ho un appuntamento."disse la ragazza.

"Questa sera è più importante per tuo padre e per me."disse la madre.

"Trova qualcun altro,per favore."disse Rachel.

"Non farei in tempo."disse la madre.

"E io cosa dico al mio ragazzo?"disse la ragazza.

"Non è la fine del mondo."disse lei.

Jean ascoltò.

"Ma guarda tu."disse Rachel.

"Mi spiace di essere un peso."disse la bambina che andò via.

Lei si mise una mano sul viso.

"E brava Rachel,quella bambina ha bisogno di affetto e tu le fai così?"disse il padre.

Rachel andò dalla bambina "Scusa,piccola.

Posso di uscire domani."

"Ma volevi uscire questa sera e non puoi."disse lei.

"Si,ma faremo qualcosa di speciale."disse la ragazza "Andremo in giro per le case."

"No,non mi va."disse la ragazza.

"E se ti venissi a prendere e mangiassimo un gelato?"disse Rachel.

"Si."disse Jean.

Steve camminava per un corridoio di una gigantesca piattaforma volante.

Era simile ad una porta-aerei,ma aveva delle turbine ai lati che la tenevano in aria.

C'erano uomini in tuta aderente nera.

Steve aveva il costume blu e lo scudo sulla schiena.

Arrivò in un ospedale psichiatrico e camminò in un corridoio bianco,stretto,molto lungo.

C'erano diversi dottori.

Entrò nella stanza di quello che aveva lasciato andare via Mayers.

"Perché non sono stato avvertito?"disse Steve.

"Di cosa?"disse l'uomo alla scrivania.

"Lo sa perfettamente,dottor Hofman."disse Steve "È stato lei a farlo portare via da qui."

"Mi risparmi il discorso."disse l'uomo.

"Ormai è un mese che lo sento."disse il dottore "Il fatto è che sono venuti altri agenti S.H.I.E.L.D.

Che potevo fare?"

"Chiamarmi."disse Steve "E poi farmi parlare con loro.

Lei dimentica che non stiamo parlando di un prigioniero normale.

Stiamo parlando della personificazione del male con due gambe."

"Ancora con la sua teoria."disse l'uomo.

"Sa che giorno è oggi?"disse lui "Lo sa che data è?"

"31,Novembre."disse il dottore.

"Proprio la stessa data in cui si è scatenato il mese scorso."disse Steve "Ogni giorno mi guardo allo

specchio e ogni giorno mi torna in mente.

Non voglio che si ripeta l'orrore di quella notte."

Squillò il telefono e l'uomo rispose "Si?

Ho capito.

Grazie.

Pare che ci sia stato un incidente vicino al ponte."

Steve uscì rapidamente e raggiunse il luogo dell'incidente,

Indossava ancora il costume.

Il luogo era pieno di polizia.

Steve scese dalla moto e vide l'ambulanza nel fiume.

Aveva una maschera blu aderente,che copriva testa,orecchie e la parte superiore del volto,lasciando

spazio per gli occhi.

Bocca e naso erano scoperti come anche le guance.

Aveva una cinghia che andava da una parte all'altra della mascella passando sul mento.

Aveva una "A"bianca e delle ali dipinte sulle tempie.

Arrivò una macchina con dentro il dottore che scese.

"È quello?"disse Steve.

"Si."disse l'uomo che si rivolse allo sceriffo "Quando è successo?"

"Durante la notte."disse lo sceriffo "Probabilmente si sono persi nella bufera e sono finiti nella

scarpata."

"Quanti erano?"disse Steve.

"Quattro,più Mayers."disse il medico.

"Quanti sono stati trovati?"disse Steve che scese.

"Rogers,lasci perdere."disse il medico "Ormai è finita."

Capitan America andò a vedere dentro il mezzo rovesciato e tornò indietro "C'è riuscito.

È scappato.

Maledetto."

"Avete trovato altri corpi?"disse l'uomo.

"No,per ora."disse lo sceriffo.

"Non lo troverete."disse Steve "È stato lui a fare questo.

Adesso è già lontano."

"Come fa a dirlo?"disse il medico "Potrebbe essere stato catapultato fuori."

"È sparita anche la tuta che indossava."disse lui.

"A volte ci sono cose e oggetti che sono finiti a 200 metri dell'incidente."disse lo sceriffo.

"Ma poi,anche se per miracolo,fosse in qualche modo cosciente i suoi muscoli sarebbero totalmente

inutili."disse il medico "Dia ai poliziotti l'occasione di cercarlo."

"Vedo che non riesce a capire la gravità del problema."disse Steve "Quella parte di lui è morta già quando era piccolo."

"E ora dove va?"disse il dottore.

"A Haddonfiled."disse Steve "È a quattro ore di macchina.

Mi può raggiungere attraverso la polizia locale.

Se non l'avete trovato in queste quattro ore non vi preoccupate…

Io sarò più fortunato.

Sembra che vogliano fare Halloween di nuovo a causa di ciò che è successo un mese fa.

Poveretti,non sanno quello che gli sta arrivando."

C'era un meccanico che era sotto un auto e chiedeva un bullone.

Non ci fu risposta.

Michael lo afferrò e lo colpì con il braccio di metallo.

Steve arrivò al distributore di benzina con accanto il luogo dove lavorava l'uomo.

Scese dalla moto "Ehi,c'è nessuno?"

Iniziò a far benzina,poi si guardò intorno e decise di entrare,tenendo lo scudo in mano "Ehi!

Ma dove siete?

Non c'è nessuno?"

Trovò il cadavere del benzinaio appeso ad una catena.

Uscì e andò nel bar accanto "Dove vi siete cacciati?!"

Trovò un altro corpo "Mio Dio."

Lui provò a prendere un telefono,poi guardò lo specchio del bar e vide il riflesso del nemico.

"Michael."disse Steve "Perché adesso?

Hai aspettato un mese.

Sapevo che questo giorno sarebbe arrivato.

Non andare a Hadoonfield.

Quella gente ne ha passate troppe.

Se ti serve un'altra vittima, prendi me.

Ma lascia quella gente in pace.

Ti prego.

Maledetto."

Steve lanciò lo scudo contro il vetro.

L'arma provocò danno e tornò indietro.

Capitan America lo prese al volo ,uscì e si guardò intorno "Michael!"

Un furgone uscì,sfondando una parete,Steve lo evitò e la pompa di benzina esplose.

Steve si era gettato dietro dei barili,poi si alzò.

Jean piangeva all'uscita da scuola a causa di alcune prese in giro,poiché lei era collegata a

Michael,poi fu portata da Rechal ad un negozio dove scelse un costume da pagliaccio.

Ebbe una visione dove vedeva Michael da bambino con quel costume e il coltello in mano.

Michael si era rimesso il suo abito tipico ed era dietro alla bambina che urlò per la paura.

Jean andò contro lo specchio e lo ruppe.

Rechal la soccorse.

"Era l'uomo del sogno!"disse lei.

"Tranquilla,devi aver visto qualche maschera che ti ha spaventata."disse Rechal.

Steve era sulla moto e proseguiva.

I bambini erano ormai per le strade di sera e i genitori adottivi di Jean uscivano.

"Posso mettermi il costume?"disse la bambina.

"Si,ma fa presto."disse la Rechal.

La bambina corse al piano di sopra,poi si mise il costume e le due uscirono.

Michael era dentro la casa e con la mano destra,ustionata,raccolse delle foto in camera della

bambina.

Steve arrivò dentro la centrale di polizia "Scusate,vorrei parlare con lo sceriffo Leo Brandis."

"Allora dovrà fare 3000 miglia a sud di qui."disse un nuovo vice sceriffo.

"Cosa?"disse Steve.

"È andato in pensione."disse lui "Si è trasferito a San Pitersburg."

Ah,e adesso chi è il nuovo sceriffo?"disse Steve.

"Io."disse un altro "Ben Miker."

"Ah,salve."disse Steve "Sono..."

"Capitan America."disse Ben "La gente la conosce,specie qui in torno.

Cosa la riporta qui?"

"Michael Mayers."disse Steve "È scappato oggi pomeriggio.

È qui."

"Non è possibile."disse lo sceriffo "Michael Mayers è un invalido."

"Io non ci conterei."disse Steve "Credo sia qui."

"E perché?"disse disse lo sceriffo.

Perché un mese fa ha tentato di uccidere Lory Strod che era imparentata con lui."disse Steve "Ora è

qui una figlia di un altra sua parente,morta poco tempo fa.

La vuole."

"Sta parlando di Jean Loy?"disse lo sceriffo.

"Si,quella bambina è in pericolo."disse Steve.

"Michael non l'ha mai vista."disse lo sceriffo.

"Sei corpi,sceriffo."disse Steve "Ho visto sei cadaveri mentre venivo qui.

Una stazione di servizio in fiamme.

Lui è qui per quella bambina."

"Farò controllare e se quello che lei dice è vero..."disse lo sceriffo.

"È vero."disse Steve.

"Beh,allora mi dica cosa possiamo fare."disse lo sceriffo.

"Trovi la bambina e la porti in un posto sicuro."disse Steve "Chiami la stazione televisiva locale e dica alle gente di togliersi dalle strade e di chiudersi in casa."

"Sceriffo,tutte le linee sono interrotte."disse il vice.

"Ok,andiamo."disse lo sceriffo.

In un bar l'uomo dietro al bancone vide la tv e anche molte persone la guardavano "Per ordine dello

sceriffo tutti i cittadini di Haddonfield devono sgombrare le strade al più presto."

L'uomo dietro il bancone telefonò alla centrale "Non rispondono.

Andiamo a vedere."

Un gruppo di persone uscì dal bar e altri si unirono a loro.

Lo sceriffo entrò nella casa della bambina e la porta era aperta.

Steve aveva lo scudo in mano e trovò le foto.

"Novità?"disse lo sceriffo.

"È stato qui."disse lui.

"Come lo sa?"disse lo sceriffo.

"Guardi il cane."disse Steve.

Lo sceriffo lo vide dilaniato "Questa storia comincia a farmi paura."

"Beh,almeno non sono il solo."disse Steve.

I due scesero e lo sceriffo disse ad un altro di rimanere li.

Michael andò alla centrale e lanciò un uomo sui fili elettrici e lo folgorò facendo saltare la corrente

ovunque.

Rachel cercava Jean per la città e Michael la guardava da dietro ad un albero.

La trovò,la abbracciò e arrivò la macchina dello sceriffo e i due scesero.

"Jean."disse lo sceriffo "Rachel."

"Ma che succede?"disse lei.

"Presto,montate in macchina."disse Steve "Avanti."

Le due lo fecero e Steve vide Michael davanti alla casa.

"È lui?"disse lo sceriffo.

"Si,è lui."disse Steve che stava per muoversi quando un altro uguale apparve dall'altro lato.

"Rogers."disse lo sceriffo e Steve vide l'altro.

Ne arrivò un terzo.

"Oh,Cristo."disse lo sceriffo.

"Terribile."disse Steve che stava per lanciare lo scudo quando uno di loro si tolse la maschera.

Anche gli altri lo fecero e fuggirono.

"SE VI RIPESCO VI SBATTO DENTRO!"urlò lo sceriffo "Tutto bene,Rogers?"

"Si,per un attimo ci ho creduto sul serio."disse Steve.

"Per un attimo anche io."disse lui "Andiamo alla centrale."

La macchina partì e Michael era dietro di loro.

Alla centrale non c'era più nessuno quando i due entrarono.

"Spero che non si siano arresi senza combattere."disse lo sceriffo.

"Perché no?"disse Steve "Quando non sai chi è il nemico..."

Lo sceriffo trovò dei corpi maciullati.

"Come può un uomo fare questo?"disse lo sceriffo "Una cosa così orribile."

"Non è un uomo."disse Steve che si avviò verso l'uscita.

"E cos'è allora?"disse lo sceriffo che lo seguì "Me lo dica!

Chi abbiamo di fronte?"

"Il male."disse Steve.

Delle macchine arrivarono davanti alla stazione e scesero uomini armati.

"Si può sapere che succede?"disse un uomo.

"Non vi preoccupate,ci pensiamo noi."disse lo sceriffo "Tornate a casa."

"E dov'è la polizia?"disse un altro.

"Infatti,non rispondono."disse un terzo.

"Abbiamo diritto ad una spiegazione."disse un quarto.

"È stato Michael Mayers."disse Steve "È tornato."

"Lasciate fare a noi."disse lo sceriffo.

"Come l'altra volta?"disse un uomo "Quanta gente rimase uccisa quella volta?

Al ha perso il figlio."

"Questa volta me ne occuperò a modo mio."disse Al "Gli friggeremo il culo."

La folla se ne andò.

"Vuole incitare questa gente alla rovina."disse lo sceriffo.

"Ha una forza di polizia,forse?"disse lui "Questi uomini sono l'unica difesa che abbiamo."

Le macchine si misero in moto.

L'agente rimasto nella casa salì in macchina e chiamò lo sceriffo "Ho appena saputo della centrale."

"Già,vai a casa mia."disse lo sceriffo "Ci vediamo li."

"Ricevuto."disse lui che andò via e nella macchina c'era Michael.

Una delle macchine credette di averlo visto e gli uomini aprirono il fuoco a volontà verso i cespugli.

La macchina dello sceriffo era appena arrivata davanti casa.

"Dov'è l'altro?"disse Steve.

"Sarà qui a momenti."disse lui.

L'altra auto arrivò

Lo sceriffo disse alla figlia di chiudere le finestre e chiese al ragazzo se sapeva usare un fucile.

Arrivò l'altro poliziotto.

"Hai il fucile?"disse lui.

"In macchina,vado a prenderlo."disse l'altro che andò.

Lo sceriffo diede il fucile al ragazzo "Se ti becco a palpeggiare mia figlia,ti sparo io con quello."

L'altro poliziotto uscì dalla casa e andò alla macchina,ma trovò lo sportello aperto.

Prese il fucile dal porta bagagli e tornò in casa.

"Inchioda le persiane."disse lui.

"Non staremo esagerando?"disse l'altro.

"Se avessi visto la centrale di polizia,non parleresti così."disse lo sceriffo.

Le due ragazze riposavano sul letto.

Il ragazzo andò in soffitta con una torcia.

La bambina era sul letto "Pensi che finirà presto questa storia,Rachel?"

"Ma certo."disse lei "Cerca di dormire."

Lo sceriffo e Steve erano ad un tavolo con una radio.

"3790 Hadoonfield,che trasmette sulla frequenza di emergenza della polizia di stato."disse lo

sceriffo "Mi sentite?

Maledizione."

L'altro agente stava seduto su una poltrona,mentre la ragazza preparava da mangiare.

Rachel scese e trovò il poliziotto.

"Va tutto bene?"disse lui.

"Jean,si è addormentata."disse lei "Quando potremo tornare a casa?"

"Stiamo aspettando la polizia di stato e probabilmente arriverà anche lo S.H.I.E.L.D."disse lui "Poi

saremo liberi.

Ancora un po'."

"Va bene."disse lei.

I due erano davanti alla radio.

"Sento qualcuno."disse Steve.

"Sono Frank Staiton,da Lillian."disse una voce "Avete un'emergenza?"

"Sono Ben Mikel,lo sceriffo di Hadoonfield."disse lui "I telefoni e le linee elettriche sono interrotte

e c'è un assassino che circola per le nostre strade,Michael Mayers."

"Cos'è uno scherzo di Halloween?"disse la voce.

"Purtroppo non è uno scherzo."disse lo sceriffo "Ci servono i poliziotti a cavallo e subito."

"Va bene,aspetti che li avverto subito."disse la voce "Resti in linea."

"Va bene,ma fa presto."disse lui.

Steve uscì dalla stanza "Rachel,tua sorella sta bene?"

"Si grazie."disse lei.

"Perfetto."disse lui.

Steve andò dall'altro "Lo sceriffo ha chiesto aiuto e presto saranno qui."

"Che notte,ragazzi."disse lui.

"E non è finita."disse Steve che si avvicinò alla porta.

"Dove va?"disse lui.

"A casa dei Carter."disse Steve "È li che abita la bambina ed è li che lui andrà di sicuro.

La polizia non saprà come fermarlo."

"Lei si?"disse Logan.

"Non lo so,ma io devo provare."disse Steve che uscì.

Lo sceriffo si avvicinò alla porta.

"Sarebbe meglio che restassi."disse l'altro "In città sta circolando troppa birra e troppi fucili

disponibili.

Hanno già ammazzato qualcuno."

Lo sceriffo uscì.

La bambina si svegliò "Rachel?"

Rachel era alla radio e sentì dei rumori.

L''altra ragazza portò del caffè e delle tazze in sala e parlò al poliziotto sulla sedia "Ti andrebbe del

caffè?"

Lui non rispose e lei accese una candela,vedendo la testa dall'uomo a terra.

Michael si alzò dalla poltrona e la trafisse con il fucile trapassando la parete e lasciandola a

penzolare.

"Hadoonfield,mi sentite?"disse la voce alla radio "Tra cinque minuti partiranno le nostre auto.

Entro mezz'ora saranno li,passo."

"È fantastico,siamo molto stanchi."disse Rachel.

"Tra non molto sarà finita,passo e chiudo."disse l'uomo e Rachel andò a chiamare Logan,ma non lo

trovò sulla poltrona.

Vide la testa e il corpo dell'amica.

Rachel salì sopra,vide Jean e la abbracciò e Michael salì le scale lentamente.

Le due si rifugiarono in soffitta e iniziarono a gettare diversi oggetti dalle scale,poi corsero

via,mentre lui spostava gli oggetti.

Arrivato in alto prese un coltello.

Rachel sfondò una finestra con la sedia,mise in spalla Jean e andò sul tetto.

"Tieniti."disse la ragazza.

Andarono verso la parte più alta del tetto.

La bambina urlò vedendo Michael che camminava sul tetto in piedi.

"Devi calarti nel camino."disse Rachel che la mandò verso il camino.

"ATTENTA!"urlò la bambina e lei evitò un colpo,rotolando verso il camino.

Rachel mise una corda intorno alla bambina e la fece calare dal terrazzo,ma dovette evitare il

coltello di Michael e si aggrappò ad un tubo per non cadere si sotto.

La bambina si aggrappò ad una liana a scese lentamente,mentre Michael gettò giù l'altra.

La bambina scese piangendo e andò dall'altra,che però non si riprese.

Michael scese e lei fuggì,incontrando Steve.

"Che ci fai qui?"disse Steve.

"Voglio andare a casa,sono tutti morti."disse lei.

"No,a casa non è possibile."disse Steve "Ci sono appena stato.

È il primo posto che ha visitato.

Dov'è la tua scuola?"

"Laggiù."disse lei.

"Vieni,laggiù saremo al sicuro."disse Steve.

I due arrivarono e lui sfondò la porta con un calcio "Entra."

"Tra non molto sentiremo le sirene delle polizia."disse Steve.

"Ci vengono a salvare?"disse la bambina.

"Si,a quel punto tu sarai al sicuro e io potrò affrontarlo."disse Steve.

Michael lo afferrò alle spalle e lo gettò contro una porta con del vetro che restò devastata e lui

rotolò per le scale.

La ragazzina cercò di aprire una porta "AIUTO!"

Lei fuggì e si rintanò in un angolo,poi si mise a camminare.

Lo vide su delle scale,fuggì e inciampò sugli ultimi gradini.

Steve gli diede un calcio al viso e lo fece cadere.

Rachel apparve e gli aprì sul viso un estintore,mentre una delle macchine con i cittadini infuriati

arrivò davanti alla scuola.

La ragazza uscì con la bambina.

"Che succede?"disse l'uomo.

"È dentro."disse lei "Nella scuola."

Lui diede un pugno a Steve gettandolo a terra e danneggiando il pavimento,Capitan America rispose

con un colpo di scudo al viso,ma Michael lo gettò dalla finestra.

"Facciamolo fuori."disse Al.

"No,ucciderà anche voi!"disse la bambina.

"In effetti è meglio lasciare che ci pensi la polizia."disse uno dei tre "Avete visto la centrale,no?"

"Si,andiamo."disse Al.

Il gruppo salì in macchina e andò via.

Videro le macchine della polizia che andavano verso il paese,poi Michael uscì da sotto il

furgoncino,gettò via due dei di loro e poi colpì il terzo facendolo rotolare via.

Sfondò il vetro del guidatore e afferrò la faccia di Al facendola a pezzi con la mano di metallo.

Le due urlarono e Rachel prese il suo posto,con la mano del maniaco che cercava di afferrarla.

Lei frenò e lui fu scagliato via,poi si rialzò e lei gli andò addosso,facendolo volare dentro un

cimitero abbandonato.

Sentendo le sirene,andò sulla strada e fermò le macchine della polizia.

"L'ho ucciso!"disse allo sceriffo.

"Va ben,vediamo."disse lo sceriffo.

Jean si avvicinò a Michael e gli toccò la mano di metallo.

"NO!"urlò lo sceriffo.

"NON TI AVVICINARE!"urlò lei.

La bambina si allontanò e Michael si alzò.

"GIÙ!"urlò lo sceriffo.

Lei si gettò a terra e la polizia crivellò Michael di colpi.

Dopo diverso tempo cadde all'indietro su delle tegole di legno che cedettero e lui finì sotto terra.

I rottami lo ricoprirono.

Steve assisteva alla scena.

Sotto i pezzi di legno,lui iniziò a strisciare via,mentre loro gettarono un candelotto di dinamite .

Lui raggiunse un fiume e si gettò dentro,facendosi portare dalla corrente.

Si aggrappò ad una rete e arrivò alla casa di un uomo con un pappagallo.

"Stai buono."disse l'uomo,ma il pappagallo continuava ad agitarsi.

Michael zoppicava e l'uomo sentì i passi,uscì e poi tornò.

"Non c'è nessuno."disse l'uomo.

Michael lo afferrò,ma poi cadde a terra.

Le ragazze e lo sceriffo andarono a casa.

Steve entrò.

"È finita."disse lo sceriffo che chiuse la porta.

"Si."disse Steve che andò in salotto e si tolse la maschera"Michael Mayers è all'inferno.

Sepolto.

È quello il suo posto."

"Queste bambine non potranno dimenticarlo."disse lui.

"Sono sopravvissute a questa prova."disse Steve "Sopravviveranno anche al suo ricordo."

Steve appoggiò la maschera sul tavolo e la madre portò la piccola di sopra.

Jean prese delle forbici e si mise una maschera sul viso.

Entrò nella stanza dove era pronto il bagno.

Steve salì le scale e la vide piena di sangue con le forbici in mano.

"No."disse Steve "NOOOOOO!

NOOOO!

NOOOOO!

NO!

NOOOOOOOO!"

Steve si avvicinò al muro,stava per scagliare lo scudo,ma il poliziotto lo fermò,ma poi si bloccò

vedendo la ragazzina.

Arrivarono anche gli altri e rimasero bloccati.

"Noooo."disse Steve che quasi piangeva.

Passarono dei mesi.

Di notte pioveva sulla clinica per bambini,ad Hadoonfield,Illinois.

All'interno dormiva Jean che era tormentata dagli incubi e ricordava quando aveva colpito la

madre.

Lei si svegliò urlando.

L'infermiera arrivò e l'abbracciò "Va tutto bene.

Oh,Jean.

È solo un altro dei tuoi incubi,tutto qui!

Vuoi che chiami tua sorella?"

La ragazzina aprì la bocca,ma non proferì parola.

"Oh!"disse l'infermiera abbracciandola.

Michael si sveglio nella casa del vecchio e si mise la maschera.

"Vado a chiamare il dottore."disse l'infermiera,mentre la ragazzina era rimasta a guardare in aria.

Jean prese una lavagna e scrisse "Sta arrivando."

Afferrò il vecchio e gli spezzò il collo.

Lei ebbe una crisi e poi arrivò la donna con il dottore che la mise su una barella e altri la portarono

via mettendole una maschera per respirare.

La portarono al piano di sotto in una stanza operatoria.

Il dottore stava per fare un'iniezione.

"No!"disse Steve che afferrò il braccio dell'uomo.

Aveva il costume,ma non la maschera,ne lo scudo.

"Che sta facendo?"disse il dottore.

"Lasciala!"disse Steve.

"Questa ragazza sta morendo!"disse l'uomo.

"Si sta riprendendo."disse Steve.

La ragazza miglioro.

"Vede?"disse Steve.

"Pensavo che la volesse morta."disse l'uomo.

"Ha ancora qualcosa da dirci."disse Steve.

Il giorno dopo Steve entrò nella stanza di Jean e vide Rachel che dormiva,così usci.

"Ehi,faccina."disse Rachel che si svegliò.

Lei indicò il suo viso.

"Cosa?"disse la ragazza che si pulì il trucco.

"Ehi!"disse una ragazza mora con i capelli ricci e lunghi che batteva alla finestra "Fatemi entrare."

"Max!"sussurrò Jean.

La ragazza aveva un doberman con lei e Rachel aprì la finestra.

Il doberman andò a farsi accarezzare dalla bambina.

"Non permettono a Max di entrare."disse Rachel.

"Entra,Max."disse l'altra.

"Lo sai cosa posso farci per questo scherzetto?"disse Rachel.

"Si,lo so."disse l'altra "Sta meglio?"

"Si."disse Rachel e l'altra andò a salutare la bambina.

"Andiamo a divertirci stanotte."disse lei.

Jean fece dei gesti e mormorò parole.

"Cosa?"disse la ragazza e la bambina la abbracciò.

Steve entrò "Che succede qui?"

La ragazza con i capelli neri rise "Perdinci!

Scusatemi.

Max vieni qui.

Ciao,dolcezza."

"Salve."disse Steve.

"Tornerò tra un paio di giorni...ok?"disse lei.

La bambina annuì.

Un mattone sfondò una finestra e l'altra ragazza entrò.

Steve andò a vedere e trovò un biglietto con su scritto "La ragazzina demoniaca deve morire!"

Lui e Rachel uscirono.

"Come hanno potuto fare questo?"disse lei "Quando capiranno che non è come Michael?

È solo una bambina."

"Loro sanno che Michael Mayers è suo zio."disse Steve "E che lei ha aggredito la sua matrigna.

Ecco perché la temono."

"Non avrei dovuto farmi convincere a partire."disse Rachel "Non so cosa pensare."

"Hai paura e..."disse Steve.

"Io no."disse lei.

"Tu hai paura che tutto possa ricominciare daccapo."disse Steve "Non c'è nulla di sbagliato ad

avere paura."

Poco dopo Jean colorava con gli altri bambini e disegnò una bocca con denti appuntiti.

Steve arrivò.

Prese il telefono e chiamò Rachel con accanto Jean e un bambino "Stai bene?

Max sta bene?

Vai a cercarlo,subito!

Jean è preoccupata."

Lei andò a cercarlo,ma trovò la porta aperta e riprese a chiamare "Max è andato via."

"Ascoltami."disse Steve "Metti giù il telefono,vai al negozio più vicino.

Via dalla casa!

Ora!"

Poco dopo ci fu un altra chiamata.

"Ok,bene."disse Steve che attaccò "Così,lei sta perfettamente."

Jean era seduta ad un tavolo.

Steve prese dei fogli e una penna "Hai percepito qualcosa,non è vero?

Dimmi.

Dimmi cosa sai!

Qui,scrivi!

Scrivi!

Scrivi!"

La bambina piangeva.

"Jean,per favore!"disse lui "Per favore."

Poco tempo dopo Jean ebbe un altra crisi.

I dottori le avevano dato il farmaco.

"Il farmaco avrebbe già dovuto fare effetto."disse il dottore "Un altra dose potrebbe fermare il

cuore."

Steve parlò con lo sceriffo.

"Stava tremando!"disse Steve "Tutto il corpo stava tremando."

"Ogni volta che una ragazzina ha degli spasmi,sono tenuto a chiamare la Guardia Nazionale."disse

lo sceriffo.

"Quante persone ha ucciso l'anno scorso?"disse Steve "Ha dimenticato?"

"No!"disse lo sceriffo "C'era mia figlia tra i morti."

"Ma lei non ha mai guardato bene la sua faccia,vero?"disse Steve "Non hai mai visto bene i suoi

occhi.

Non ha mai visto...nessuna…

Nessuna espressione.

Vuoto.

La mia memoria torna indietro la notte che gli ho dato fuoco.

Ho pregato…

Che bruciasse...all'inferno.

Ma io sapevo...io sapevo che l'inferno non lo voleva."

"Sceriffo."disse un agente "Vogliono che vada al cimitero."

I due andarono.

Steve tornò da Jean che era sul letto.

"Solo tu sai dov'è!"disse lui "Perché?

Perché lo difendi?

E la tua matrigna,Jean?

Tu le vuoi bene,vero?

Lui ti ha indotto a pugnalarla?

Jamie.

Jamie,ascolta.

Oggi al cimitero...qualcuno ha disseppellito una bara.

Era una bara di una bambina di 9 anni.

Cosa pensi che voglia fare con quella?!

Tu hai nove anni..."

"Per favore,la lasci stare."disse l'infermiera.

"Le lacrime non la porteranno da nessuna parte."disse Steve "Aiutami a trovarlo."

Steve andò nella casa abbandonata dei Mayers con lo scudo in mano "Michael?

Sei tornato a casa...Michael?

So cosa vuoi da lei."

Lui entrò in una stanza con una botola sulla parete che scendeva verso il basso.

Steve la aprì e guardò,poi scese in cantina.

Steve tentò di accendere le luci della cantina,ma senza successo.

La botola aveva collegato un condotto in alluminio che lui tentò di aprire.

Appena aperto un sasso cadde,lui si spaventò e finì su delle scatole,facendo alcune risate.

La sera seguente c'era una festa nell'istituto per i bambini.

Lei ebbe una crisi e Steve,insieme ad altri andarono a soccorrerla.

"Tina."disse Steve "È in pericolo?

Dov'è?

Ci devi aiutare!"

"Negozio!"disse lei.

"Negozio?"disse Steve "Che tipo di negozio?

Cosa vendono la?"

"Una grande...donna."disse la bambina.

"Una grande donna?"disse Steve."Ci lavora una grande donna?"

"No."disse Jean "Una cuoca!"

"Una cuoca?"disse lui "La stazione di servizio sulla Dale.

Sulla quinta strada."

Le auto della polizia arrivarono e si fermarono davanti alla ragazza con i capelli ricci.

Nella macchina fuori c'era Michael.

"Tina Williams,deve venire con noi!"disse un agente.

Jean aveva una radio vicina con cui sentiva.

"Sembra disarmata."disse un poliziotto.

"Che diavolo succede!?"disse Tina "Sto bene!"

"Deve venire con noi alla clinica."disse l'agente.

"Jean sta bene?"disse Tina.

"Credo di si."disse lui.

Lei fu portata dentro la clinica.

"Tina!"disse Steve.

"Dov'è Jamie?"disse Tina "C'è qualcosa?"

Jean si alzò ed era sulle scale "Tina!"

Lei la abbracciò.

La sera seguente Tina la potò a letto.

"Ma perché?"disse lei.

"Perché ci sono persone che devo vedere."disse Tina.

"Ma lui era con te."disse Jean.

"Chi?"disse Tina.

"L'uomo nero."disse Jean.

"Oh,si."disse Tina "È un modo per descriverlo."

Lei si allontanò.

"Tina,no!"disse Jane

"Tesoro,tornerò più tardi stanotte e dormirò qui al tuo fianco."disse Tina.

"Tina!"disse lei.

"Tornerò."disse Tina "Ti voglio bene."

Lei andò e la bambina pianse.

"Perché non rimani?"disse Steve.

"Mi spiace."disse Tina "Devo scappare."

"Tina,per favore."disse Steve.

"Non posso."disse lei che andò da Steve"Lei ha veramente terrorizzato quella ragazzina

riempiendole la testa con quelle fandonie sull'uomo nero."

"È in pericolo."disse Steve "E anche lei lo crede."

"Jean è una bambina di 9 anni."disse Tina

"Sii ragionevole!"disse Steve.

La ragazza rise "Non sarò mai ragionevole se posso evitarlo!"

Lei scese le scale ed uscì.

"Seguitela."disse Steve.

Due agenti andarono e la seguirono e la trovarono fuori dalla casa.

"Ragazzi,pensate di pedinarmi o cosa?"disse lei "Bene,allora potete darmi un passaggio."

I tre andarono,mentre Jean li osservava da dietro la finestra.

La macchina di Michael li seguì.

"Tina!"disse Jean "Devo aiutarla."

L'uomo in nero era per strada.

"Jean non è nella sua stanza!"disse l'infermiera "È sparita!"

Arrivò lo sceriffo.

"Jean è sparita."disse Steve .

La ragazzina camminava in strada e vide il bambino suo amico che le andava incontro.

"Devo trovare Tina."disse lei.

"Io so dove è andata."disse lui "La fattoria,fuori del paese.

I ragazzi corsero e arrivando non trovarono nessuno.

Sentirono delle urla in lontananza.

Michael era nella macchina e inseguiva Tina.

Lei oltrepassò una staccionata e la mandò in frantumi.

"LASCIALA STARE!"urlò la bambina.

La macchina si fermo.

"Qui!"disse Jean e la macchina riprese.

Prima inseguì il bambino e lo prese di striscio,poi riprese a inseguire lei che andò nel bosco,ma la

macchina non si fermava.

Tina correva dietro alla macchina.

"LASCIALA STARE!"urlò Tina "PER L'AMOR DI DIO!"

La macchina andò contro un albero ed esplose.

Michael uscì.

La bambina corse via e Steve la prese.

Arrivò la polizia "Non sparate."

"Venga."disse lo sceriffo "Li porti qui!"

Portarono la bambina all'ambulanza e Tina la abbracciò.

Steve si avvicinò "Ora vuoi aiutarmi?"

"Puoi ucciderlo?"disse Jean.

"Ci proverò."disse Steve.

"Aspetti un momento,Rogers."disse lo sceriffo.

"Non c'è un minuto da perdere."disse Steve.

"Cosa vuole che faccia?"disse lei.

Dopo poco tempo le macchine andarono via e restò solo Steve con la moto.

"Michael."disse Steve "Io ti distruggerò.

Un giorno.

Michael...

Questa collera...che ti guida.

Pensi che se li uccidi tutti se ne andrà?

Non lo farà.

Devi combatterla nel posto dove è più difficile.

Dove tutto è iniziato!

Se vuoi eliminarla…

Michael,vai a casa.

Michael,vai a casa!

Sarò li ad aspettarti!

E troverai lei ad aspettarti."

Jean era in una delle stanze e si pettinava e capelli,mentre un agente la guardava con il fucile in mano.

Altri poliziotti erano introno alla casa.

"Jonny."disse Jean.

Steve era in sala e lo sentì alla radio "È all'ospedale."

La polizia andò via.

Steve arrivò alla porta "Ora verrà."

Chiuse la porta e andò dentro "Tu…

Sei tornato per noi?"

Michael era dietro di lui.

Steve si girò.

"Io..."disse Steve "So perché sei tornato,Michael.

Perché la bambina…

La bambina può fermare la rabbia dentro di te.

Lei sa come farlo.

Se lo permetti...lei sa come fermare la rabbia dentro di te.

Non ricordo come stavi meglio qui?

Lei allontanerà la rabbia.

Ma tu vuoi farle del male.

Non posso permetterlo.

Per favore, non costringermi a farlo."

Non vi fu risposta e passarono alcuni istanti.

Steve lanciò lo scudo e lui parò con il braccio di metallo.

L'arma tornò indietro e Steve la afferrò avanzando,Michael sparò alcuni colpi di pistola sullo

scudo,Steve colpì la mano con l'arma,l'avversario si voltò e sparò ancora sullo scudo,poi si volto

ancora e sparò sullo scudo,ma prese una seconda pistola e prese Steve al fianco sinistro.

Capitan America girò su se stesso e lo colpì con lo scudo,usando entrambe le mani.

Michael fu sbalzato via.

Sentendo gli spari il poliziotto chiuse la porta.

Michael prese un coltello.

Steve gli diede un pugno,parò il coltello con lo scudo,poi evitò l'arma e un pugno di metallo

girando su se stesso,evitò un calcio al viso e ne parò altri con la gamba.

Michael riuscì a colpirlo alla gamba sinistra,ma Steve parò un colpo del braccio di metallo con lo

scudo e Michael fu sbalzato via,poi evitò un altro pugno di metallo,diede un calcio alla mano con il

coltello,poi la afferrò con la mano destra,la spinse verso il basso e cercò di colpirlo alla testa con lo

scudo.

Michael afferrò l'arma con il braccio di metallo,poi Steve gli tolse il coltello di mano e gli diede un

calcio,parò un altro pugno con lo scudo,spinse via il nemico e iniziò ad agitare lo scudo con una

mano.

Michael evitava,Steve girò su se stesso,ma l'avversario parò il colpo con il braccio di metallo,poi

parò ancora, dopo che Steve si fu girato ancora,lo afferrò,ma Capitan America gli diede un pugno.

Michael lo afferrò e lo lanciò da una delle finestre che avevano le tegole di legno,poi corse di sopra.

Il poliziotto sfondò una finestra.

Michael sfondò una porta a pugni e l'uomo gli sparò.

Michael cadde,ma poi si rialzò,lo afferrò,gli mise la corda intorno al collo e lo impiccò.

La bambina corse via.

Uscendo dalla stanza Michael prese un pugno da Steve che lo fece barcollare,poi il maniaco gli

saltò addosso,i due caddero dalle scale e Steve perse lo scudo.

Si rialzarono e si afferrarono.

Steve diede una ginocchiata alla pania,Michael un pugno di metallo al fianco,poi Steve parò un

colpo di metallo con l'avambraccio destro,sferrò un colpo al viso e Michael gli diede una gomitata

da farlo volare via.

Steve si rialzò,evitò un pugno,mise il braccio sinistro del nemico tra il suo braccio ed il fianco,ma

Michael lo afferrò e si liberò.

Steve gli diede una gomitata al mento e gli diede un calcio che lo fece cadere.

Capitan America sentì la bambina piangere in salotto e gli corse contro,ma Michael gli tirò alla

schiena uno scudo e lui cadde.

Steve prese lo scudo e parò dei colpi di pistola,poi tirò lo scudo,ma Michael gli diede un pugno con

il braccio di metallo e lo fece conficcare sul soffitto,poi prese il coltello.

Steve evitò un colpo,poi parò con l'avambraccio destro e mise la mano sinistra sul gomito del

nemico,ma Michael usò anche la mano di metallo conficcando il coltello nella spalla di Steve che

gli diede due testate.

Michael lo spinse contro un muro,poi Capitan America lo afferrò alla gola e lo sollevò da terra.

Steve lo gettò a terra,gli mise il braccio destro tra il fianco destro e il suo braccio e gli mise la mano

sinistra sulla testa,poi gli spezzò il braccio,gli mise la mano destra intorno al collo e i due caddero di

schiena.

Steve tenne il braccio destro con il sinistro,Michael lo afferrò con il braccio di metallo e riuscì a

spostarlo,ma Steve gli tenne bloccato il braccio di metallo con la gamba.

Michael chiuse gli occhi e Steve lo lasciò,si alzò e si appoggiò ad una parete.

Michael gli sparò alla gamba,poi alla spalla e alla pancia.

Steve cadde.

La bambina era fuggita al piano di sopra in soffitta,dove trovò una serie di candele, i corpi delle

vittime e una bara aperta.

Lei,sentendo arrivare Michael, si mise dentro l'oggetto.

Michael arrivò e stava per colpirla.

"Zio."disse lei.

Michael si fermò.

"Uomo nero."disse Jean che si mise seduta "Fammi vedere."

Lui si tolse la maschera che copriva la bocca.

"Tu sei come me."disse la bambina che gli toccò il viso.

Lui si ritrasse di colpo e si mise la maschera.

La bambina fuggì e scese le scale,mentre Michael devastava tutto.

Steve le prese in braccio e Michael apparve "La vuoi?"

"No!"disse Jean.

"È qui!"disse Steve "È tua!

Vieni a prenderla."

"NO!"urlò lei.

Steve si allontanò piano verso la sala "Vieni e prendila.

Prendici entrambi.

Michael…

Facciamo un gioco.

Riesci a prendere la bambina?

Vieni a prenderla."

"No!"disse la bambina.

"Michael."disse Steve "Prendi la bambina e...e sarai sano e salvo."

Steve afferrò una corda,la tirò e fece cadere una rete di metallo su Michael,poi prese un fucile con

del sonnifero,sparò diverse volte,mentre lui si agitava e gli strappò di mano il fucile.

Steve strappò una trave di legno da una finestra e inizio a colpirlo.

"Muori!"disse Steve colpendolo selvaggiamente "Muori!

Muori!

Muori,Michael!"

Lui ancora non crollava.

Steve continuò a colpirlo "Muori!"

Lui cadde in ginocchio e Steve seguitò "Muori!

Muori!

Muori..."

Michael cadde.

Steve cadde a terra,poi prese la ragazzina ed uscì,ma si prese un calcio da Michael che prese la

bambina.

"GESÙ CRISTO!"urlò Steve "MICHAEL!

NO!

No.

Per favore.

Michael.

Non è sua la colpa.

È mia.

Ti ho abbandonato.

Lasciala andare."

Arrivò la polizia che scese con i fucili.

"NO!"disse Steve "Fermi!

Michael...lasciala.

Ho fallito io.

Per favore,lasciala."

Lui la lasciò e lei abbracciò Steve.

Michael fece alcuni passi,i poliziotti gli spararono molte volte e lui cadde a terra.

Steve cadde a terra.

Arrivarono delle ambulanze e portarono via Capitan America.

Michael fu messo in un sacco e fu messo nell'ambulanza.

"Vedi di legarlo bene."disse l'uomo che doveva fare da autista dell'ambulanza "Ci manca solo che

sbatta ne furgone."

"Sta tranquillo."disse l'altro.

"Quando il corpo sarà all'obitorio,assicuratevi che tutto sia messo sotto chiave."disse Steve "Non

voglio sorprese domattina."

"Nessun problema."disse l'autista "A prima vista...direi che la causa della morte è piuttosto ovvia."

"Direi che non c'è niente di ovvio in questa faccenda."disse lo sceriffo "Proprio nulla."

I due partirono e andarono su una strada nel bosco.

"Quel tipo era pesante."disse l'autista "Sei persone per sollevare un colo corpo.

Roba da non credere."

"Quanti ne ha ammazzati?"disse l'altro.

"La lista non finisce mai."disse l'autista.

"ATTENTO!"urlò l'altro.

L'ambulanza si schiantò su una mucca che venne fatta a pezzi e scagliata via.

Il mezzo era molto danneggiato.

Il volto dell'autista aveva la mascella aperta e anche la testa era spappolata.

L'altro si rialzò e aveva dei tagli sulla fronte e sulle guance e dalla bocca sputò una gran quantità di

sangue "Oh,Merda."

Ci furono dei grossi botti provenienti dall'interno del furgone.

Le porte dietro si aprirono e scese Michael che camminò,andò dall'uomo,raccolse un pezzo di vetro

e gli segò via la testa.

Lui guardò la strada e vide un lampione che illuminava l'asfalto.

C'era una donna che teneva un cavallo bianco sulla strada.

Michael la vide,gettò la testa,insieme al vetro, e iniziò a camminare.

La donna era magra,alta,aveva i capelli bianchi lisci e lunghi,con due ciocche sulle spalle.

Le spalle e le braccia erano scoperte.

La pelle era molto pallida.

Il seno e la pancia erano coperti da un vestito bianco latte e poi c'era una gonna che arrivava fino a

terra.

Sui gomiti delle braccia c'erano legati due mantelli che andavano verso terra.

Teneva il cavallo tramite una corda bianca.

Lui le arrivò vicino e si fermò.