Distintivi e Pistole

Capitolo 29

Il mattino seguente il capitano Raydor radunò tutta la squadra, prima di cominciare tutti gli interrogatori. "Allora Signori, voglio che sia fatto tutto secondo le regole, cominciamo e finiamo prima possibile. Il tenente Flynn rimarrà di supporto, insieme a me, in sala elettronica. Ci dividiamo Julio e Emy, Mike e Provenza. Buon lavoro!"

Tutta la squadra si mosse per portare a termine il lavoro. Iniziarono ad arrivare i componenti della banda dei B52. Dopo un paio di ore ne avevano già ascoltati circa la metà. Avevano deciso di fare una piccola pausa, per prendere fiato e poi fare una tirata unica fino a sera. Flynn stava per andare in sala ristoro a prendere un thè per il capitano e un decaffeinato per lui. Girò l'angolo e vide Jack Raydor che stava entrando. Di tutti, proprio lui, non aveva voglia di incontrare.

"Dove sono tutti quanti?" Chiese Jack.

"Che vuoi Jack?" Chiese Flynn in maniera educata.

"Voglio che il mio cliente venga ascoltato e poi rilasciato, ha già passato troppo tempo in vostra compagnia."

"Quando sarà il suo turno, arriverà anche lui a parlare con noi, non preoccuparti, ti avviseremo."

"Che ci fai ancora in giro Flynn, non sei stato sospeso?"

"Vedo che le voci girano veloci. Comunque non sono sospeso, sono sotto indagine. Invece tu non eri a Las Vegas? Perché sei tornato?"

"Sono un avvocato, vado dove mi manda il mio studio."

"Sì certo. Fidati che ci credo!"

"Sei sempre il solito idiota Flynn!"

"Tu sei sempre fuori luogo Jack! Cosa sei tornato a fare? Cosa vuoi?"

"Hai paura Flynn?!"

"Va al diavolo!" Gridò Flynn.

"Certo, dopo che l'ha toccata, lei ti ha messo da parte, vero?! Fa sempre così, fa la puritana e poi ti mette da parte, Sharon è una vera puttana!"

"Come ti permetti!" Urlò Flynn e diede un pugno a Jack che cadde rovinosamente a terra.

Le urla dei due avevano richiamato gli altri, che erano accorsi e si trovarono davanti Flynn infuriato e Jack a terra con il labbro sanguinante. "Abbiamo i nervi tesi, tenente…" Disse Jack ridendo.

Provenza corse subito a portare via Flynn: "Vieni via! Vieni via!" Gli altri aiutarono Jack ad alzarsi, che con un ghigno di soddisfazione, si pulì il sangue dal labbro.

Arrivò anche il capitano, andò da Jack per vedere se stava bene e lo invitò ad aspettare il suo cliente in una delle sale interrogatori. Poi chiese di mandare il tenente Flynn nel suo ufficio, appena fosse rientrato e si rinchiuse nel suo ufficio.

Provenza aveva portato Flynn nel bagno degli uomini. "Che ti passa per la testa Flynn?"

"Quel bastardo ha dato della puttana a Sharon!"

"Sai che lo ha fatto per provocarti e c'è riuscito benissimo!"

"Non potevo non fare nulla!"

"Sei un idiota! Sei già sotto inchiesta, spera che non sporga denuncia, altrimenti sono guai!"

"Ma tu da che parte stai?!"

"Piantala Flynn, datti una calmata!" Silenzio.

"Scusa Provenza, mi ha fatto perdere il controllo. Scusa."

"Senti adesso torniamo di là, vai dal capitano e ti scusi, ok?!"

"Sì, ok." Disse lui. Entrambi uscirono dal bagno degli uomini e si recarono davanti all'ufficio del capitano. Gli altri della squadra avevano detto a Flynn che il capitano lo stava aspettando.

Provenza andò alla sua scrivania e si sedette: "Ti aspetto qui."

Flynn bussò all'ufficio del capitano.

"Entri tenente e chiuda la porta." Lui entrò e chiuse la porta, rimase davanti alla scrivania di lei in piedi.

"Allora tenente …"

"Senti Sharon … "

"Capitano Raydor! Tenente Flynn, capitano Raydor!" Disse lei alzando la voce, in modo che tutta la squadra potesse sentire.

"Sì capitano, volevo scusarmi …"

"Tenente faccia silenzio! Cosa le è passato per la testa?! Me lo vuole spiegare?! Ha preso a pugni un avvocato difensore! Si rende conto delle sue azioni?!" Disse lei alzando la voce.

"Ehm … capitano .. io …"

"L'uso della forza da parte di un ufficiale di polizia deve essere l'ultima risorsa disponibile. Non c'era alcun motivo per reagire in quel modo. So benissimo che è stato provocato, ma noi dobbiamo essere al di sopra di questi atteggiamenti provocatori!"

"Mi dispiace …." Mormorò lui.

"Speri solo che l'avvocato Raydor non sporga denuncia contro di lei, altrimenti dovrò passare tutto quanto alla Disciplinare e allora sì, saranno guai per lei! Intanto avrà un'ammonizione nel suo fascicolo per questo episodio e speriamo che la cosa si concluda qui!"

"Sì capitano!"

"Comunque tenente, voglio che sia chiaro che non avrà alcun trattamento di favore da parte mia, anzi, proprio in virtù del nostro rapporto mi aspetto un atteggiamento irreprensibile. Ci sono delle regole da seguire e noi le seguiremo. Voglio che sia chiaro che non ammetterò più alcun comportamento di questo tipo nella mia squadra, altrimenti sarò obbligata a chiedere il suo trasferimento. Sono stata chiara tenente?!"

"Sì capitano!"

"Un'ultima cosa: non importa quello che dicono di me, ho le spalle abbastanza larghe per sopportare qualsiasi tipo di insulto e lei dovrebbe ben saperlo, quindi niente colpi di testa, tenente Flynn!"

"Sì capitano."

"Bene ora può andare!"

"Sì capitano!"

Flynn uscì sbattendo la porta, andò direttamente nel bagno degli uomini, cercando di calmarsi. Ormai la giornata era andata, il capitano decise di mandare tutti a casa, il resto degli interrogatori li avrebbero fatti il giorno dopo. Lei si sentiva malissimo per come aveva trattato Andy, però non poteva ammettere un tale comportamento nella sua squadra, voleva che fosse chiaro per tutti. Sperava che il capo Taylor non si mettesse di traverso insinuando un trattamento di favore nei confronti di Andy, visto la natura della loro relazione. Con tutti questi pensieri per la testa, lei andò a casa e sperò di potersi chiarire con Andy il prima possibile, la linea tra professionalità e sentimento si era ristretta ancora di più. Provenza scosse la testa dopo la sfuriata del capitano, sapeva che prima o poi una situazione del genere sarebbe successa e ora dovevano cercare di gestirla nel miglior modo possibile.

Dopo un po' decise di entrare nel bagno degli uomini e disse: "Flynn per oggi abbiamo finito, andiamo da te. Avviso Patrice e domani mattina passiamo per un cambio."

"Non ce ne è bisogno, Provenza."

"Ho detto che andiamo da te. Non ammetto reclami." Andarono a casa di Flynn. Non dissero nulla lungo il tragitto. Andy era sconsolato, Provenza era arrabbiato da tutta la situazione, che stava sfuggendo di mano. Arrivati a casa di Flynn, lui disse: "Mettiti comodo, intanto io preparo qualcosa da mangiare."

"Chiama il capitano, sarà in pensiero per te." Disse Provenza

"Ti sei rammollito? Non ti riconosco più!" Silenzio. "Sono ancora arrabbiato!"

"Piantala Flynn! Chiamala, ha bisogno di sapere che stai bene." Silenzio.

"Ora la chiamo. Ma sono ancora arrabbiato!"

"Si, certo. Intanto chiamo Patrice."

Andy andò in camera da letto. Prese il cellulare e chiamò il capitano: "Ciao. Come stai?"

"Andy! Mi hai fatto stare in pensiero, dove sei?" Chiese lei preoccupata.

"Sono a casa mia, con Provenza. Questa volta ha ubbidito agli ordini."

"Andy… "Silenzio. "Domani ci vediamo al lavoro?" Chiese lei.

"Certo." Silenzio.

"Sei ancora arrabbiato?"

"Sì."

"Mi dispiace tanto Andy. Non potevo fare altrimenti ..."

"Ti ho chiamato perché me lo ha chiesto Provenza, ci vediamo domani, ora devo andare."

"Ok. Andy ti amo." Silenzio.

"Ti amo anch'io Sharon, buonanotte." Lui chiuse la comunicazione poi lanciò il cellulare sul letto.

Il giorno dopo di buon mattino, Flynn accompagnò Provenza a casa per un cambio. Non aveva dormito e aveva una faccia stravolta. Era anche di pessimo umore. Aveva passato parte della notte a fissare il soffitto, pensare a Jack, alla sua reazione e alla lite con Sharon. Era arrabbiato con sè stesso e con il mondo intero. Arrivarono in Centrale, il capitano era già nel suo ufficio. Si affacciò e disse: "Tenente Flynn, può venire un minuto nel mio ufficio?"

"Certo." Disse lui. Quando lui entrò, lei chiuse la porta.

"Come stai? Hai un'aria sconvolta."

"Sto di merda. Ho dormito poco e male."

"Mi dispiace Andy, posso fare qualcosa per…"

"Senti Sharon …. Ho bisogno di stare un po' da solo. Devo raccogliere le idee. Stasera vado ad un incontro e poi torno a casa mia, voglio stare da solo."

"Almeno mi chiami quando arrivi a casa?"

"Va bene." Silenzio. "Ora posso andare?"

"Certo." Lui uscì senza dire una parola.

Lei rimase con gli occhi carichi di lacrime, lo stava perdendo e non riusciva a fare nulla per impedire che ciò accadesse.

La giornata passò velocemente, il resto degli interrogatori degli affiliati alla banda dei B52 avevano occupato tutto il tempo. Anche Jack Raydor si era messo di traverso per un interrogatorio e questo aveva reso la squadra ancora più nervosa. Flynn guardava dalla sala elettronica, però si vedeva che era nervoso e arrabbiato. Anche il capitano era nervoso, i due non si erano neanche guardati in faccia. Alla spicciolata se ne andarono tutti. Rimasero Provenza e Flynn. Il capitano non aveva ancora lasciato il suo ufficio, poi ad un tratto lei uscì e passò vicino alla scrivania di Flynn.

"Ci sentiamo dopo Andy." Disse andando via. Lui non rispose, ma dentro stava malissimo. Provenza lo aveva capito e disse: "Allora ce ne andiamo?"

"Provenza vai da Patrice, stasera stai con lei. Io vado ad un incontro e poi me ne vado a casa." Disse prendendo la giacca.

"Ok, però mi chiami quando arrivi a casa?"

"Chiamerò te e anche il capitano, così sarete contenti entrambi? Ok!?" Disse Flynn spazientito.

"Sai Flynn, a volte sei proprio insopportabile!" Disse uscendo verso l'ascensore.

Andarono al parcheggio e ognuno prese la propria macchina e andarono via. Flynn andò al suo incontro, ne sentiva il bisogno e sperava che questo lo calmasse. Finito l'incontro Andy era un po' più tranquillo e sperava così di tornare a casa e di riposare, era stravolto. Mentre rientrava, lungo la strada sul marciapiede, vide due balordi che stavano aggredendo una ragazza, fermò la macchina di colpo e si identificò. Corse verso la ragazza che era a terra e uno dei due uomini, era sopra di lei. Iniziò a gridare: "Fermi Polizia! Fermi!" Appena udirono la sua voce i due scapparono lasciando la ragazza a terra, in lacrime.

"Ehi, forza stai tranquilla va tutto bene. Se ne sono andati. Stai bene?" Lui l'abbracciò, lei continuava a piangere, aveva la maglietta strappata e forse era stata picchiata. Chiamò un'ambulanza, arrivarono i paramedici e si presero cura di lei portandola in ospedale. Lui seguì l'ambulanza e andò in ospedale per controllare che stesse bene. Era arrivato in tempo, lei aveva solo qualche escoriazione e si era preso un grande spavento, per il resto stava bene. Flynn l'accompagnò a casa, era tardissimo. Non aveva chiamato né Provenza né Sharon e domani ne avrebbe pagato le conseguenze. Comunque, accompagnata Angie a casa, Flynn se ne andò a casa sua per riposare.

Il mattino seguente, lui si svegliò tardi, era stanchissimo. Si preparò in fretta e corse in Centrale. Quando arrivò c'erano già tutti. Anche il capitano era già nel suo ufficio. Si avvicinò alla sua scrivania e si tolse la giacca.

Provenza gli disse: "Non hai dormito stanotte? Hai un'aria sconvolta!"

"No, non ho dormito! Sono anche di pessimo umore!" Rispose Andy scocciato.

"Capisco." Disse Provenza e poi riprese a fare le sue parole crociate. Lui stava cercando di riordinare le idee, aveva lanciato qualche sguardo a Sharon, che gli aveva sorriso. Stava cercando il coraggio di scusarsi, per non averla chiamata. Si alzò e si scusò con Provenza per non averlo chiamato.

Nel frattempo Angie era entrata alla Centrale e aveva chiesto di Flynn. Tao l'accompagnò nella loro sala e quando lei lo vide in piedi, mentre parlava con Provenza, gli corse incontro, lo abbracciò e lo baciò. Non passò inosservato per nessuno, lei era vestita in modo provocante.

"Oh Andy, sei il mio eroe!"

"Ehi, aspetta un attimo, Angie." Disse lui divincolandosi dall'abbraccio.

"Ora sto meglio tesoro, grazie a te!" Lo abbracciò di nuovo.

Il capitano intanto aveva visto tutto dal suo ufficio e non sembrava contenta di ciò che stava guardando.

"Senti vieni, andiamo in un posto più tranquillo e parliamo." Disse lui, portandola in sala ristoro. Provenza scosse la testa, adesso erano proprio in mezzo ai guai.

"Come mi hai trovato?" Chiese lui ancora in imbarazzo.

"Ho chiesto all'infermiera della reception dell'ospedale e mi ha dato il tuo biglietto, così sono venuta qui. Non sei contento di vedermi?"

"Certo, vedo che stai meglio e ne sono contento. Però questo è il mio posto di lavoro, non puoi piombare così ….capisci?!"

"Sei arrabbiato con me?"

"No, non sono arrabbiato, però ascolta ….ieri sera mi hai detto del tuo fidanzato, lo hai chiamato?"

"Tommy è ancora ubriaco. Poi abbiamo litigato, siamo in un momento …. "

"Non dirlo a me …questo è proprio un momento …. lascia stare. Senti sono contento che tu stia bene e vedo che ti sei ripresa. Hai già fatto la denuncia per il furto della tua borsa?"

"No, non la faccio la denuncia, tanto non avevo dentro un gran che …. il cellulare era in tasca e poi non avevo che dei contanti …."

"Però adesso credimi, è meglio se vai. Ci sentiamo dopo, ti chiamo io, ok?!" Disse lui accompagnandola fuori. Tutti li stavano guardando. Andy si sentì accerchiato.

"Allora ci sentiamo, ok!" Disse lui.

"Ciao tesoro e grazie ancora!" Lo baciò in bocca e se ne andò. Lui rimase senza parole, immobile con gli occhi di tutti puntati su di lui. Tossì un attimo e poi andò diritto nel bagno degli uomini.

"No! No! No! No! Ci mancava solo questo!" Disse lui prendendo a pugni la porta del bagno.

"Sei un idiota Flynn!" Disse Provenza entrando nel bagno.

"Non è come sembra, Provenza! Credimi!" Disse lui.

"Non devi certo convincere me, il capitano ha visto tutto, come tutti noi d'altronde!"

"Non è così! Credimi!"

"Dopo quella scenetta romantica di una bella ragazza bionda e in abiti succinti che ti bacia davanti a tutti, cosa deve aver pensato il capitano?!"

"Non è così!" Urlò Flynn.

"Se vuoi un consiglio spassionato, vai da lei, subito!" Andy uscì di corsa dal bagno degli uomini, si ricompose e andò davanti all'ufficio del capitano.

"Capitano posso?" Chiese lui titubante.

"Prego tenente Flynn. Chiuda la porta, parliamo." Lui chiuse la porta e vide che tutti gli occhi della squadra erano puntati su di lui.

"Sharon non è come sembra." Disse lui in piedi davanti alla scrivania di lei.

"Allora com' è?" Chiese lei appoggiando gli occhiali.

"Ieri sera…dopo l'incontro stavo tornando a casa…ok, no, non ti ho chiamato, ti chiedo scusa. Dopo l'incontro sono andato a fare un giro, e poi … " Lui esitò un attimo "… Poi era tardi, ero vicino a casa e ho visto che stavano borseggiando una ragazza. Un balordo era sopra di lei, cosa avrei dovuto fare?"

"Ti ascolto." Disse lei.

"Sono sceso dalla macchina e mi sono identificato, i due balordi sono scappati e ho chiamato un'ambulanza per essere sicuro che Angie, questo il suo nome, stesse bene. Ho seguito l'ambulanza in ospedale e mi sono assicurato che venisse curata. Ho lasciato il mio biglietto alla reception. Sono stato con lei un po' per tranquillizzarla e poi quando l'hanno dimessa l'ho accompagnata a casa. Tutto qui."

"Ok, Andy. Va bene."

"Non sei arrabbiata?"

"No, non sono arrabbiata. Riconosco quando un uomo dice la verità. Sei un gentiluomo Andrew Flynn, però non farti più baciare da un'altra donna, perché sono gelosa. Comunque mi fido di te."

"Anch'io mi fido di te, Sharon." Silenzio. "E' un periodo di merda! Da quando sei rientrata dalla missione sotto copertura con l'FBI non ragiono più. Poi sono successe tante cose…. Ero arrabbiato con il capo Howard perché non si è curato della tua incolumità. Se si fosse trattato del capo Johnson lui avrebbe reagito come me!" Disse lui allontanandosi dalla scrivania di lei.

"Hai parlato con il capo Howard?"

"Certo, ho messo in chiaro le cose."

"Andy … non dovevi …" Le si alzò e si avvicinò a lui.

"Non sono stati all'altezza Sharon e lo sai anche tu! Ti hanno messo in pericolo! Insomma dovevo dirglielo! Poi è arrivato Jack, che parla di te in quel modo …. ho dovuto reagire! Non potevo stare lì e non fare niente!" Silenzio. "Poi abbiamo discusso …."

"Senti Andy mi dispiace per ieri, ma non potevo fare altrimenti. Non voglio che qualcuno pensi che tu possa godere di un trattamento di favore solo perché siamo insieme."

"Non voglio trattamenti di favore, Sharon, lo sai. Hai fatto quello che dovevi fare. Comunque sappi che lo rifarei, quel bastardo di Jack non può permettersi di insultarti così!"

"Ok. Stai calmo." Silenzio. "Andy, tu hai un'aria stravolta." Silenzio.

"Non ho dormito stanotte. Ho bisogno di andare ancora ai miei incontri. Ci sto andando tutte le sere, sperando di stare meglio, ma non è così."

"Andy va tutto bene?" Silenzio.

"Non lo so." Disse lui abbassando lo sguardo.

"Dimmi cosa c'è che non va."

"Non lo so. Ho voglia di bere. Sento che mi trema la terra sotto i piedi e cerco in tutti i modi di non cadere. Ho parlato anche con il mio sponsor, stasera spero di rivederlo."

"Posso fare qualcosa?"

"Aspettami a casa. Voglio tornare da te."

"Ok. Allora ci vediamo dopo a casa. Ti aspetto."

Continua…