Gl'occhi di Hermione scintillarono "Davvero, Harry? Davvero mi ami?"

Harry le sorrise ancora di più e le scompigliò dolcemente i capelli "Certo, sciocchina! Avevi qualche dubbio?"

Hermione gli lanciò le braccia al collo, facendo sbilanciare entrambi sul letto "Anche io ti amo! Tantissimo..." si scambiarono un lungo e dolcissimo bacio e Hermione posò la testa sulla spalla di Harry, felice di quel contatto. Piano piano, i due, senza accorgersene, si addormentarono abbracciati, entrambi con il sorriso sulle labbra - Fine capitolo -

Severus Piton camminava con passo deciso per i corridoi di Malfoy Manor, il mantello nero che svolazzava da una parte all'altra, lo sguardo freddo. Si avvicinò a Goyle e McNair che erano quel giorno di guardia alle scale che portavano ai sotterranei. Piton li sorpassò senza neanche salutare, lanciandogli semplicemente un'occhiata altezzosa, dirigendosi verso le cella di Draco. Quel giorno doveva attivare l'incantesimo per non far rilevare l'assenza del giovane Malfoy, ma doveva sbrigarsi, non aveva molto tempo. Proprio mentre posava il vassoio con pane e acqua vicino al ragazzo, sentì un forte dolore irradiarsi dal suo avambraccio sinistro. Il signore oscuro lo stava chiamando.

Dannazione

E con un sonoro crack si materializzò al cospetto di Lord Voldemort, inginocchiandosi. Il signore Oscuro gli fece un cenno con la mano, dandogli il permesso di alzarsi. Dietro la sua sedia, che sembrava quasi un trono, si intravedeva una figura incappucciata.

"Mi avete fatto chiamare, mio Signore?"

"Si, Severus...dimmi è ancora "in piedi" il giovane Malfoy?" chiese porgendo la mano verso la persona dietro di lui.

"E' quasi allo stremo, mio Signore, credo che non supererà un'altra settimana" disse Piton, cercando di essere il più freddo possibile, ma con uno strano presentimento in fondo allo stomaco.

"Perfetto... ho pensato di accorciare la sua agonia, dandogli un'ultima lezione" poi rivolto alla persona a cui aveva porso la sua mano "Tuo figlio non ha portato a termine la sua missione, ed è giusto che sia tu a punirlo... Le punizioni di una madre sono decisamente le più sentite, non credi mia cara?"

Una voce atona rispose "Ma certo, mio Signore". La persona incappucciata, ormai davanti a Piton, si lasciò cadere il cappuccio all'indietro, lasciando liberi i biondi capelli. Era Narcissa Malfoy.



A Grimmauld Palace si respirava una forte tensione nell'aria. L'unico che sembrava completamente a suo agio era Harry.

"Ma come diavolo fai a essere così tranquillo?" sbottò ad un certo punto Ron. Si erano tutti riuniti in salotto, e molte teste annuirono per appoggiare il commento del rosso.

Harry, per tutta risposta sorrise e gli diede una pacca sulla spalla "Stai tranquillo, Ron! Ve l'ho ripetuto almeno mille volte. Devo solo materializzarmi e tornare con Malfoy, ok? Tutto qui! E a meno che quel cretino non si metta ad urlare, non vedo perchè dovrei preoccuparmi"

Nonostante le spiegazioni di Harry, Nessuno sembrava essere tranquillo.

"Io però aspetto che torni per rilassarmi, ok? Quindi vedi di spicciarti, altrimenti sono cavoli tuoi"

"Va bene Ron! Sembri quasi tua madre adesso" Ron fece una buffa smorfia. Harry si avvicinò ad una Hermione insolitamente silenziosa

"Ehi amore... Non fare così... non vado mica in guerra, sai?"

Hermione alzò lo sguardo sul suo ragazzo, i grandi occhi nocciola pericolosamente lucidi "Si, lo so... Ma ho un brutto presentimento"

"Dai... e poi con il tuo piccolo regalo non corro davvero alcun rischio" le fece l'occhiolino e poi aggiunse alzando un sopracciglio " a proposito... ma come hai fatto a preparare così velocemente la polisucco e il veritaserum"

Hermione gli sorrise dicendo "Ecco, ho notato che da quando abbiamo iniziato il nostro settimo anno, si sono iniziate a smuovere le acque, e così... ho pensato di creare una piccola riserva di pozioni... in caso dovessero servire..."

Harry, e tutti gl'altri erano stupiti "Davvero?"

"Si, ho preparato una ventina di pozioni che potrebbero servirci, e le ho suddivise in un centinaio di boccette, tenerle nei calderoni era troppo scomodo"

Tutti erano rimasti a bocca aperta.

"Brava Hermione, sei davvero una pianificatrice nata, diventerai un'ottima auror" lo sguardo ammirato di Lupin, riempì Hermione di orgoglio, come quando passava un compito con il massimo dei voti.

Harry si guardò intorno e disse "Ragazzi, è ora... io vado, e per favore... state tranquilli" detto questo sparì. In quel preciso istante un gufo picchiò su una delle finestre del salotto.

Hermione l'aprì facendo entrare il barbagianni che portava un contenitore cilindrico. Dentro c'era una pergamena scarabocchiata in fretta. Mentre leggeva ad alta voce quelle poche parole, Hermione impallidì

Dite a Potter di non venire, c'è stato un' imprevisto e non ho potuto attivare l'incantesimo



Harry si ritrovò in una stanzetta buia e umida. Aveva più o meno imparato, grazie al resoconto di Dobby, come erano disposte le varie celle nelle segrete di Malfoy Manor. Non aveva la minima idea di dove si trovasse Malfoy, ma le stanze non erano poi tante, doveva solo aprire qualche porta senza fare troppo rumore. Teoricamente, dalle parole di Piton, comunque non doveva esserci nessuno in quei sotterranei, solo due guardie all'entrata in cima alle scale. Per prudenza, prima di uscire dalla cella in cui si trovava, indossò comunque il mantello dell'invisibilità. Stranamente la cicatrice gli doleva più del solito.

Aveva imparato un incantesimo che rendeva le superfici trasparenti per alcuni secondi, che gli sarebbe stato molto utile. In realtà erano stati Fred e George ad insegnarglielo, era uno dei loro scherzi preferiti. Sussurrò l'incantesimo sulla porta e guardò il corridoio. Era deserto. Quindi aprì piano piano, e sgattaiolò fuori. Puntò la bacchetta sulla porta di fronte a lui, e riformulò l'incantesimo. La stanza era vuota, quindi passò a quella successiva. Dopo un quarto d'ora buono, Harry iniziò a stancarsi

Ma dove diavolo l'avranno sbattuto a Malfoy? Meno male che mancano solo due porte...

Mentre stava per controllare la cella a lui più vicina, un vociare attirò la sua attenzione. Il corridoio era deserto, quindi le voci dovevano necessariamente provenire da una delle due stanze. Con il cuore in gola, si avvicinò a quella più vicina, puntò la bacchetta e formulò l'incantesimo. La stanza era una delle più squallide, ed era in penombra. Lì per lì sembrava deserta, ma un movimento attirò la sua attenzione. In un angolo, vide una figura incatenata, data l'oscurità non riusciva a riconoscerla, ma doveva necessariamente essere Malfoy. Stava pensando di entrare, e scappare di corsa con lui, ma quelle voci non lo rendevano tranquillo. C'era qualcosa che non tornava. Che ci facevano tutte quelle persone lì? Con i nervi tesi, e l'ansia che gl'attanagliava lo stomaco, si avvicinò all'ultima porta. Pronunciò l'incantesimo, e senza avere neanche il tempo di guardare, il cervello gli sembrò andare in mille pezzi. La cicatrice gl'aveva dato tanto dolore che aveva rischiato di svenire. Dietro quella porta si trovava Voldemort, circondato da molti dei suoi seguaci.

Harry cercò di riprendere il controllo di se stesso, e guardò attentamente la stanza. C'erano parecchie persone incappucciate, ma riconobbe comunque Piton e Bellatrix. Sentiva quasi il ghigno di trionfo di Voldemort riempirgli la testa.

Ma perchè diavolo è così soddisfatto?

Ad un certo punto, un oggetto attirò la sua attenzione, in fondo alla stanza.

...Non è possibile... ma quello è...

Rimase più di dieci minuti a fissarlo, senza riuscire a spiegarsi che diavolo ci faceva lì. Ad un certo punto si scosse. Aveva problemi più urgenti da risolvere. Chiuse gl'occhi, e liberò la mente da ogni pensiero. Creò una specie di barriera mentale per evitare sgradevoli intercettazioni e si concentrò sull'unica persona che poteva aiutarlo a capire la situazione, Piton. Stava cercando di parlare con lui telepaticamente. Non l'aveva mai fatto, ma forse grazie all'incantesimo di Silente, ci sarebbe riuscito

"Professore...? Professor Piton, mi sente??"

"Potter?!!? Che diavolo ci fai qui?! Ti avevo mandato un gufo"

un lampo di sorpresa passo per un istante nello sguardo freddo del suo ex-professore di pozioni, ma presto ritrovò la consueta espressione fortunatamente, così non destò alcun sospetto.

"Forse è arrivato dopo che sono partito. Mi aveva assicurato che non ci sarebbe stato nessuno! Che diavolo ci fa Voldemort qui? Cosa devo fare ora con Malfoy?"

"E' troppo lungo da spiegare. Non ho potuto fare l'incantesimo, e tra poco dovremo torturare ancora Draco. Non credo che sopravviverà, quindi la missione è annullata"

Harry sembrò riflettere un attimo, e poi aggiunse

"No, professore. Quando avrete finito, attivi l'incantesimo, al resto ci penso io"

E senza dare a Piton la possibilità di replicare, andò velocemente alla cella di Draco. Subito dopo essersi chiuso la porta alle spalle sussurrò "Muffliato" e si avvicinò rapidamente a Malfoy.

E ora cosa diavolo m'invento?

Il ragazzo incatenato sembrava svenuto. Era talmente magro e malconcio che era quasi irriconoscibile se non fosse per i capelli biondissimi, sporchi di sangue. Harry aveva paura anche solo a squoterlo, ma inaspettatamente un paio d'occhi più freddi del ghiaccio lo fissarono all'improvviso.

"M-ma guarda un po' chi c'è... San Potter..." la voce del biondo era malferma e tremendamente roca.

"Malfoy, immagino che Piton t'abbia spiegato la situazione, solo che adesso c'è stato un piccolo imprevisto..." disse Harry mentre lo stava liberando dalle catene

"e sarebbe?" sembrava che anche solo parlare gli causasse fatica.

"Stanno venendo a torturarti, e naturalmente se Piton avesse formulato l'incantesimo avrebbero subito scoperto l'inganno. E se invece scappiamo prima che arrivino qui, vorrebbe dire che qualcuno ha tradito, e non ci metterebbero molto a capire chi, quindi dobbiamo trovare una soluzione e alla svelta" Harry aveva finito di liberarlo, e aveva iniziato a frugare nel suo zaino in cerca di qualcosa di utile.

Intanto Malfoy si stava massaggiando i polsi osservando Harry rovistare nello zaino. Ad un certo punto disse "che problema c'è... mi faccio torturare un'altro po' e poi quando anno finito andiamo via..." Tentò di mettersi in piedi, ma evidentemente era troppo debole, e Harry fece appena in tempo a non farlo cadere. Per tutta risposta, Draco lo scacciò infastidito.

"Non ho bisogno della tua pietà, Potter"

"E io non ho alcuna intenzione di offrirtela Malfoy, e nonostante tu sia un cretino, mi hai fatto venire un'idea. Strappati un capello"

"Che cosa?"

"fai come ti dico, senza discutere" Harry si alzò, e strappò un capello di Draco, mettendolo in una boccetta. Il colore della pozione cambiò, facendo una densa schiuma rossa. Harry la bevve tutta in un sorso. Sentì le budella contorcersi, e un bruciore lo pervase dallo stomaco fino a tutto il corpo. Si toccò la fronte, la cicatrice non c'era più, e i capelli gli si erano allungati, ricadendo in ciuffi biondi che quasi gli toccavano le spalle. Si tolse in fretta i vestiti e gl'occhiali porgendoli a Malfoy che lo guardava a bocca aperta.

"Dammi i tuoi vestiti, Malfoy, e poi incatenami. Quando hai finito, cerca di arrivare a quell'angolo e mettiti il mio mantello dell'invisibilità e rimani in silenzio. Non aprire bocca per nessun motivo, sono stato chiaro?"

Se fossero stati in un'altra situazione, Malfoy sicuramente gl'avrebbe risposto per le rime, ma la determinazione che leggeva negl'occhi di Harry, ora così uguali ai suoi, lo portarono solo ad obbedire in silenzio. Dopo aver sistemato tutto, con un ultimo sforzo Malfoy arrivò all'angolo opposto della stanza, e fece appena in tempo a coprirsi con il mantello dell'invisibilità che la porta venne spalancata rumorosamente.