[Capitolo più lungo del solito, in quanto FINALE. Per chi sono riuscito a far appassionare, magari riuscirà anche a leggere tutto! Lo divido in due parti per non fare troppi capitoli riguardante l'evento ]

Niko's P.O.V

l'Europeo stava guidando verso casa di Michael. Per quanto fosse personale la vendetta, era consapevole del fatto che Gektor fosse un uomo molto potente. Gli serviva aiuto.

- Un ultimo lavoro. Per davvero, questa volta.

Disse tra sé e sé. Oltrepassò i limiti di velocità sorpassando le auto davanti a lui.

Gektor's P.O.V

- Molto bene signore, l'ultimo Lost è in fin di vita e morirà presto dissanguato.

Avvisò una guardia in giacca e cravatta. Il mafioso russo stava sorseggiando del caffè.

- Perfetto... È sempre utile girare la frittata a proprio piacimento, non dici? Sono davvero furbo, eh? Rispondimi prima che ti tagli la testa e pubblichi il video su internet!!

Esclamò Gektor dando un colpo sul tavolo.

- S-Sì, furbissimo, signore. Una genialata.

Rispose tenendo le mani unite.

- Ora che ci penso... I Lost sono morti, ma non ho ancora avuto indietro i miei soldi. E sono nelle fottute condizioni di un barbone.

Si lamentò il russo guardando verso il basso.

- Posso mandare degli uomini a setacciare la clubhouse del Lost Motorcycle Club, signore.

Gli rispose la sua nuova guardia del corpo.

- No, nessuno più metterà piede lì dentro. Anzi, manda degli uomini a bruciarla. Non portare nulla, ogni cosa appartenente ai Lost deve essere scordata. Brucia vestiti, moto, e cazzi vari. MUOVITI!!!

Gridò improvvisamente. La guardia balzò e corse fuori dalla stanza annuendo.

- Mi ricordo molto bene di te, fratello...

Gektor rimase da solo, con in mano la tazza di caffè. Stava guardando una vecchia foto inquadrate un uomo di nostra conoscenza.

- Mikhail... Presto chiunque ha contribuito alla tua morte verrà giustiziato. Riposa in pace, ragazzo mio.

Disse con tono più calmo del solito rivolgendosi alla foto. Uscì dunque fuori che Gektor era il fratello di Mikhail Faustin, noto gangster russo di Liberty City. Sorseggiò nuovamente il suo caffè guardando fisso il ritratto.

Niko's P.O.V

L'Europeo giunse finalmente a casa di Michael. Attraversò quindi il cancello automatico e parcheggiò nel vialetto. Uscì dal veicolo e bussò alla porta principale. Gli venne aperta la porta da una signora.

- Tu devi essere Amanda, la moglie di Michael. Devo parlare con tuo marito, è permesso?

Chiese cercando di non urtarla.

- Sì... Michael è nel salotto.

Lo fece entrare tornando in cucina. Non dava molta confidenza agli amici di suo marito, anche perché aveva molti pregiudizi su questi.

- Niko... Vieni qui.

Gli disse Michael dall'altra stanza. l'Europeo andò, notando l'uomo di mezz'età sgranocchiare popcorn e bere birra.

- Ho bisogno di parlare con te. Dobbiamo muoverci.

Gli disse il rapinatore di LC.

- Qui non puoi parlare?

Chiese il rapinatore di LS mangiando altri popcorn.

- Beh, c'è la signora, ehm...

Rispose gesticolando.

- Ti capisco, ragazzo.

Si alzò dal divano andando verso i lettini e la piscina fuori casa. Niko lo seguì.

- Allora... Cosa succede? Ti serve lavoro?

Chiese Michael sedendosi su un lettino.

- Non proprio. Ho bisogno di un favore.

Cominciò a spiegare sedendosi sull'altro lettino.

- C'è un russo di Vinewood Hills, Gektor... Ha fatto uccidere mio cugino e la sua famiglia facendoli saltare in aria in casa. Poi ha ordinato a me di uccidere i killer tenendomi all'oscuro della vera storia. Uno di quei killer mi ha raccontato la verità... E io voglio vendetta. Non tutti hanno uno stretto legame col proprio cugino... Ma lui mi ha accolto quando ho messo piede per la prima volta in America. È partito da un'impresa di taxi piena di debiti. Glieli ho ripagati tutti, l'ho salvato da continui problemi e con i lavori eseguiti nel corso dei mesi gli ho anche affittato molti alloggi tra cui uno molto costoso. Dopo aver finalmente risolto tutti i problemi, a Liberty City... Abbiamo capito che restare lì non sarebbe stata una buona idea. Troppi contatti sbagliati, troppa gente che conosceva il nostro volto. Quindi, con gli 800.000 dollari e passa che avevo guadagnato lavorando giorno e sera per la mafia, abbiamo preso il primo volo per Los Santos, nella speranza di uscire dal giro per sempre. Ma eccoci qui... Mi sono ritrovato nel bel mezzo del deserto con una casa vuota e triste, morto di fame e senza lavoro. Sono stato costretto a fare quella rapina. Mio cugino aveva anche una figlia, Michael, di soli cinque anni. Capiscimi.

Gli spiegò determinato. Michael ascoltò tutto con attenzione.

- Capisco la situazione, ragazzo... Mi dispiace. Il russo è morto e ora ti senti lo stesso un senso di vuoto?

Chiese guardandolo negli occhi.

- Non è morto. Ed è per questo che sono qui. So dove abita, e ho intenzione di farlo fuori. Solo che ha la villa ricoperta di mafiosi russi armati, andare da solo sarebbe un suicidio.

- Conta su di me.

Lo interruppe Michael con tono serio. Niko aveva preso un po' il posto di Franklin, sentimentalmente, per l'uomo di mezz'età.

- Devo fare delle chiamate... Mi sa che solo due omoni brutti e vecchi non combineranno tanto lì.

Aggiunse Michael prendendo il telefono dalla sua tasca.

Ronaldo's P.O.V

L'ultimo superstite dei Lost venne portato all'ospedale più vicino da un'ambulanza. Certo, era seriamente resistente per non essere ceduto con tutti quei colpi. Questo anche grazie all'europeo, che ha deciso di non dargli il colpo di grazia.

- I proiettili non sono andati molto in profondità. Ora te li rimuoviamo... Molto lentamente...

Disse un medico nell'ospedale di Los Santos.

- Butta giù il cannone, fratello.

Rispose il biker con tono minaccioso. Era senza maglia, sdraiato su un lettino in sala operatoria.

- Vuoi vivere? Dimmi che vuoi vivere.

Gli disse il medico, cercando di tranquillizzarlo. Cercava di fargli l'anestesia tramite puntura.

- No. Voglio raggiungere i miei fratelli all'inferno, non ho un cazzo di motivo per cui vivere.

Rispose agitandosi.

- Uhm... Io sto solo facendo il mio lavoro, bello. Magari la prossima volta fatti sparare in un punto vitale, eh?

Ribattè il medico avvicinando la puntura.

- Buona idea. Quanto durerà 'sta merda?

Chiese Ronaldo.

- Qualche ora. Ti rimuoviamo i proiettili, inniettiamo del sangue, cuciamo le ferite e sei fuori. D'accordo? Non ti accorgerai di nulla se solo ti fai fare la puntura.

Gli spiegò il dottore.

- Dovresti in oltre prenderti dei giorni di riposo.

Aggiunse.

- Sì sì, senti, datti una mossa prima che ti ficchi quella puntura su per il culo.

Gli rispose agitato.

- Sei tu il capo...

Quindi, il medico eseguì l'operazione.

Niko's P.O.V

- Fare cosa? Amico, abbiamo appena finito con tutta quella merda e ora ci immischiamo con la mafia russa?

Chiese Franklin contrariato. Nel salotto di Michael c'erano dunque Michael, Franklin, Packie, Trevor e Niko.

- Avanti Franklin, fallo per me. Dopotutto ti ho reso un uomo ricco, giusto?

Chiese Michael sorridendo.

- Perché dovrei cacciare dai guai chi qualche settimana fa mi ha rotto un braccio, eh? Quasi quasi ci metto lui nel mirino.

Disse Trevor con tono inquietante.

- Questo è esattamente ciò che non farai. E, se vuoi causare problemi, sei pregato di levarti dai coglioni e lasciare fare a noi.

Rispose Michael al compagno di rapine.

- Col cazzo che mi perdo una sparatoria, suvvia, chi si credono di essere quelli della mafia russa? La Trevor Philips Industries sta per eliminare tutta la concorrenza!

Esclamò Trevor battendo le mani e agitandosi.

- Packie, tu vuoi aiutarci?

Chiese Michael.

- Come no, io e Niko siamo grandi amici. Certo, prima abbiamo lavorato insieme solo se pagati, ma ormai non ho bisogno di altri soldi.

Rispose l'irlandese.

- Perfetto. Franklin, tu?

Chiese nuovamente voltandosi verso l'uomo di colore.

- Facciamo questa cosa e poi basta con le cazzate da fantascienza, eh?

Rispose il gangster di South LS rassegnato.

- Bene. Dobbiamo fare una sosta da Ammunation.

Disse Michael incamminandosi fuori casa. Gli altri lo seguirono.

- Accomodatevi nel mio bolide, magari ci stiamo tutti.

Disse Packie. Indicò un SUV nero modificato da capo a piedi.

- Te la stai spassando, eh, Patrick?

Chiese Niko sorridendo ironicamente. Salì al volante.

- Sai, se avresti incontrato quest'uomo qualche mese fa ora saresti ricco quanto me.

Gli rispose Packie salendo accanto a lui. Gli altri tre salirono dietro.

- Destinazione: Ammunation. Finiamo questa storia.

Disse Niko cominciando a guidare verso l'armeria.

Gektor's P.O.V

- Sento che c'è un problema. C'è un enorme problema.

Si lamentò il mafioso russo con la sua guardia del corpo.

- Si sfoghi con me, capo.

Rispose l'uomo.

- Quel telefono è rimasto in casa troppo tempo. Ho paura che la polizia mi abbia già rintracciato. Sì, stanno arrivando qui. Me lo sento.

Spiegò nervoso guardando in basso nella sua cucina.

- Vuoi che mandi degli uomini a bloccare le strade per giungere qui?

Chiese la guardia.

- No. Raggruppa tutti i miei soldati qui. Li voglio oggi e il prima possibile, dì loro che se non si muovono li faccio ammazzare su commissione uno per uno.

Esclamò Gektor dando un calcio ad una sedia.

- Sarà fatto.

Rispose, uscendo dalla stanza. Quanti uomini avrà a disposizione il russo...? La polizia sta arrivando per davvero...? E se sì, sono gli unici...?

[Potete prendervi una pausa se avete da fare altro, conoscendo i "limiti" di Wattpad. Vi ricordo dunque di tornare qui appena vorrete continuare il finale de "La vita è una sola"! In caso vuoi continuare a leggere, goditi pure il continuo già da ora.]

Niko's P.O.V

Passò una mezz'oretta. La macchina piena di criminali era giunta davanti all'Ammunation di Los Santos. Parcheggiarono, dunque, ed uscirono in massa.

- Cazzo. Non mi sono portato neanche un dollaro appresso.

Disse Niko voltandosi.

- Pago io per te, non preoccuparti. Oggi tuo cugino verrà vendicato.

Rispose Michael entrando.

- Hanno ucciso Roman? Merda, e io che volevo stabilire una collaborazione tra la T.P.I e la Bellic Enterprises.

Disse Trevor entrando nel negozio d'armi. Entrarono tutti.

- Benvenuti da Ammunation, armi unicamente per legittima difesa.

Disse il commesso a braccia conserte indossando un giubbotto antiproiettili per sicurezza.

- Non badate a spese, dobbiamo affrontare un uomo molto cattivo.

Disse Michael a bassa voce.

- Senti amico, passami una carabina speciale con mirino avanzato, caricatore esteso e ogni cazzo di potenziamento possibile.

Disse Franklin passando davanti alla fila.

- Come dici tu. Sono settemila dollari, potenziamenti compresi.

L'uomo di colore scuotè la testa e gli passò una carta di credito. Il pagamento venne effettuato e il commesso gli passò l'arma già montata. Passò poi indietro lasciando passare Packie.

- Un fucile avanzato, con ogni potenziamento.

- 6500 dollari, prego.

E così via, tutti presero le loro armi pagando una cifra abbastanza adeguata. Uscirono dunque dal locale. Trevor fece una breve risata da pazzo maniaco impugnando il suo Lanciarazzi a ricerca.

- Ti sembra il caso di prendere un fottuto lanciamissili? Non siamo terroristi.

Lo rimproverò Michael.

- Sta zitto e monta in macchina, bello.

Rispose l'uomo pazzo salendo dietro. Le armi si prendevano molto spazio nel veicolo, ma si adeguavano.

- Prossima destinazione: La casa del russo...

Disse Niko mettendo in moto, con tono determinato.

Ronaldo's P.O.V

- Povero Cristo, deve aver passato brutti momenti. Ma lo capisco.

Disse il medico rimuovendogli l'ultimo proiettile dallo stomaco.

Niko's P.O.V

Passò un'altra mezz'oretta. I criminali si trovavano a Rockford Hills, vicini a Vinewood Hills.

- Signor autista. C'è la sosta bagno?

Chiese Trevor.

- Piscia in auto.

Rispose Niko senza degnarlo di sguardo.

- Non ci provare, grand'uomo.

Disse Packie.

- Non sono abituato a portare pannolini durante i viaggi. Se devo fare la pupù, cazzo, allora mi fermo e la faccio. E farete meglio ad adattarvi, cari fratelli.

Ribattè l'uomo con tono inquietante.

- Rompicoglioni...

Niko frenò vicino alla strada che conduceva a Vinewood Hills. Trevor uscì e camminò verso un angolino, pronto ad urinare. Nel mentre, molti SUV neri andarono nella collina uno dopo l'altro.

- Cos'è, una setta? Mi ricorda l'Epsilon Program...

Disse Michael guardando le auto.

- Facevi parte di quei drogati?

Chiese Franklin col solito tono da frecciatina.

- Mi sono lasciato coinvolgere all'inizio. Poi ho ucciso un bel po' di loro, rubati due milioni di dollari, una auto di questi stronzi, e poi mi hanno purtroppo bandito dal gruppo.

Spiegò Michael.

- Alla faccia della fratellanza, rottinculo.

Rispose Packie ridacchiando.

- Non vi immaginate che cazzate mi facevano fare. Girare otto chilometri a piedi in un deserto vestendo con una tuta pesante, rubare macchine per conto loro, "trovare dei manufatti alieni"... Se la sono cercata loro.

Spiegò il rapinatore di LS, attendendo che Trevor finisse di urinare.

- Ha l'uccello o una cazzo di fontana?

Chiese Niko bussando il clacson.

- Un minuto, amigo!

Esclamò Trevor. Il suo braccio si muoveva esplicitamente.

- Ma si sta masturbando quel coglione?

Chiese Franklin nervoso.

- Così sembra. Che ci vuoi fare.

Disse Michael seccato.

Ronaldo's P.O.V

Passò un'altra mezz'oretta. Il medico aveva cucito le ferite causate dai proiettili. Il paziente si svegliò.

- ... Merda. Quanto tempo è passato?

Chiese Ronaldo strofinandosi gli occhi.

- Un'ora e mezza-due? Hai dormito abbastanza per rifarti. Ora però devi riposare.

Disse il medico.

- Tu non capisci. Io voglio morire... Ma prima giustizia deve essere fatta... Sì, non me ne andrò da questo mondo senza giustizia...

Si alzò velocemente dal letto.

- Dove sono i miei vestiti?

Chiese guardandolo di lato.

- Lì, ma dove credi di andare? Devi restare qui se non vuoi che quelle cuciture si riaprano presto.

Lo avvisò il medico un po' impressionato.

- Come ti ho già detto... Morirò, ma morirò soddisfatto e raggiungerò i miei fratelli.

Gli spiegò con tono serio e determinato. Si mise la maglia bianca e sopra la giacca di pelle del Lost Motorcycle Club.

- Sei sicuro di quello che vuoi fare? Guarda che devi pagarmi.

Gli disse a braccia conserte.

- Oggi è il mio ultimo giorno di vita, bello. Non ti darò un cazzo, lascia un pover'uomo in pace.

Rispose il biker avviandosi all'uscita.

- No, ehi, aspetta!

Ronaldo corse via con tutta la velocità di cui disponeva. Riuscì ad uscire dall'edificio e fermò un taxi.

- Ehi, amico!

L'auto si fermò e lo fece salire a bordo.

- Portami dall'Ammunation più vicino.

Gli disse con sguardo sempre determinato.

- Ogni desiderio è un ordine, grand'uomo.

Gli rispose l'autista ironicamente partendo.

Niko's P.O.V

- Fottuto tossico spacciatore e drogato relitto dell'86, il tuo giocattolino non funziona più, entra in questa cazzo di auto!!

Esclamò Niko. Stavano ancora aspettando che Trevor finisse di fare ciò che stava facendo.

- Attento a come parli, servo della gleba. Lasciami assecondare i miei bisogni sessuali in pace.

Rispose l'uomo pazzo.

- Lo sapevo che sarebbe stato un problema. Ehi, T! Se non entri subito ti lasciamo qui e uccideremo quei russi da soli!!

Esclamò Michael consapevole che sarebbe corso in macchina.

- Neanche una sega in pace si può fare in questo paese. Cristo.

Corse come previsto verso l'auto. Entrò nuovamente.

Ronaldo's P.O.V

Il biker giunse all'armeria.

- Aspettami qui, ragazzo.

Disse Ronaldo al tassista. Uscì dal veicolo e si dirisse nel locale.

- Buongiorno osso duro, dammi una fottuta pistola pesante con caricatore esteso e torcia.

Disse camminando a mo' di spaccone.

- Come vuoi. Sono 4500 dollari.

Gli disse prendendo l'arma. Appena si girò si trovò un pugno chiuso davanti che gli colpì il naso, facendolo svenire.

- Magari in un'altra vita.

Disse in conclusione raccogliendo la pistola. Guardò per qualche secondo le armi e prese anche una granata. Uscì dunque dall'armeria e tornò nel taxi.

- Prossima destinazione: Vinewood Hills, vicino l'autostrada per Paleto Bay.

Disse Ronaldo all'autista tornando nel posto dietro.

Stava per succedere una guerra mai avvenuta prima nella nostra amatissima serie di Grand Theft Auto. Niko e i suoi amici, Ronaldo e i russi saranno gli unici ad alimentare la sparatoria...?