1 DICEMBRE 1789 PALAZZO JARJEYES
"Madre sono diventata enorme!"
"Oscar è normale che tu lo sia diventata, tra circa sei settimane nascerà il bambino! …... Però hai ragione sembra quasi che tu sia prossima al parto! L'immagine magrissima che avevo di te, è quasi scomparsa dalla mia mente, a meno ché le settimane siano più di quanto dici."
"Madre, mi sorge un dubbio: non saranno due bambini!"
"Da quanto tempo che non ti fai visitare dal dottor Lassonne?"
" L'ultima volta, è stato qui tre mesi fa con il dottor Monford."
"Sai cosa facciamo Oscar?! Mandiamo Danielle a chiamare Lassonne, voglio che ti visiti, prima che io parta per andare da Marianne. Voglio sapere cosa ne pensa."
Va bene Madre, facciamo venire il dottore!"
Oscar alzandosi dal letto, e disse: "Allora dottore come procede la gravidanza?"
"Io direi bene Madame Oscar, stando ai calcoli dovrebbe nascere tra circa sei settimane ma sinceramente, credo che la vostra condizione è decisamente più avanzata di quando sembri a meno che …. "
"Cosa dottore?"
"Non vorrei essere avventato ma potrebbero essere due bambini."
"Come dite dottore! Due bambini?!"
Nanny, disse: "Dite davvero dottore?!"
"La certezza non può darla nessuno, ma potrebbe essere! ... Questo è quanto posso dire."
Margherite ribatté: "Dottore domani parto per Chantille, mia figlia Marianne è prossima al parto, non vorrei che anche Oscar …"
"Partite tranquilla Madame, anche se l'evanto dovesse anticipare, non credo che avverrà prima di Natale."
"Madre partire pure con mio padre, non preoccupatevi! Se dovesse nascere prima del previsto, c'è sempre la nonna con me, invece Marianne non ha nessuno."
"Oscar ... va bene cara, come vuoi ..." "Madame Oscar le mie raccomandazioni sono le stesse di sempre: riposo assoluto ma dovete fare lunghe passeggiate."
"Grazie dottore."
"Arrivederci Madames!"
Oscar si alzò dal letto,
indossò velocemente la vestaglia, domandò: "Madre, Andrè è tornato da Arras?"
"No Oscar, non ancora."
"Già! ... Da quanto si è messo in testa l'idea della fabbrica, io per lui non esisto più!" "Dai Oscar non dire queste cose. Lo sai, che stanno ultimando i lavori di ristrutturazione, queste cose richiedono del tempo."
"Nonna, non è lui che deve ristrutturare il casolare, io non capisco perché debba recarsi tanto spesso ad Arras, potrebbe delegare Lucien come ha sempre fatto!
Margherite con voce suadente, ribatté: "Oscar, sai che Andrè desidera che la fabbrica vada in funzione quanto prima. L'ultima volta che tuo padre, l'accompagnato,mi ha detto che Andrè si sta dando un gran da fare, pur di concludere quanto prima i lavori.
"Si … però …" Margherite e nanny si lanciarono un occhiata.
Sua madre le si avvicinò, disse: " Oscar, il dottor Lassonne ti ha consigliato di camminare, te la senti di passeggiare in giardino?"
"Si madre … metto il cappotto e scendo."
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Madre e figlie passeggiarono nel giardino, occhi al cielo, Oscar osservò l'orizzonte. Il cielo era plumbeo./br
"Madre, guardate il cielo ... rispecchia il mio stato d'animo."
"Oscar lascia stare i pensieri malinconici, dimmi piuttosto, hai visto che splendidi vestitini hanno mandato dal negozio, sono davvero deliziosi!"
"Si madre,sono molto belli, ma preferisco il lavoro che avete realizzato a maglia! ... Madre avete messo nei bagagli, i vestitini che avete fatto al bambino di Marianne?"
"Si certo, è stata la prima cosa che ho messo nel bagaglio! ... Oscar, è meglio rientrare, si comincia a gelare, su dai andiamo!"
Trascorsero tre giorni e Andrè non fece ancora ritorno.
Era sera, cominciarono a cadere i primi fiocchi di neve.
Oscar era sola, seduta davanti al camino guardava dell'orologio scandire le dieci, minuto dopo minuto le lancette segnarono la mezzanotte. Oscar si distese sul divano e coprendosi con la coperta, si addormentò. Le candele sul tavolo, erano ormai consumate, l'unica luce che illuminava sala erano le lingue del fuoco che emanava il camino.
All'improvviso una folata di vento gelido imperversò la sala, la porta si aprì, due stivali impregnati dalla neve si avvicinarono lentamente al camino: era André.
Andrè si tolse la cappa umida e l'appoggiò sulla sedia accanto al fuoco, nella penombra, intravide una ciocca di capelli biondi che fuori uscivano dal bracciolo del sofà.
Il viso stanco di Andrè si addolcì, quando vide sua moglie addormentata sul sofà. Sorrise, le toccò il braccio, sussurrò: "E così, Madame Grandièr sei qui ad aspettarmi! ... Oscar, su dai svegliati …"
"Andrè sei tornato! …"
Lo sguardo dolce divenne improvvisamente freddo e tagliente, la mano di Andrè era ancora sul suo braccio, con un gesto di stizza lo allontanò bruscamente.
"Oscar … cosa ti succede?"
"Cosa vuoi che mi succeda Andrè! …"
"Ma Oscar … perché reagisci così, cosa ti ho fatto?"
"Niente, niente Andrè …"
"Oscar …"
"Andrè! …" – Replicò sarcastica alzandosi goffamente dal divano.
Andrè le sfiorò la mano ma lei si ritrasse e tuonò: "Andrè va via …"
"Oscar calmati …"
"Dici che devo calmarmi?! Andrè, ma ti rendi conto?!Vai via all'alba quando ancora dormo e se sono fortunata ti vedo tornare a notte fonda, oppure come adesso, che torni dopo giorni! ... E pretendi che io stia calma! E tutto questo ormai, succede da settimane … Andrè …"
"Conosco quello sguardo Oscar, so perfettamente che non prometti nulla di buono. Dimmi a cosa stai pensando? Dimmelo, sii sincera."
"Certo che te lo dico Andrè! Mi lasci troppo tempo da sola."
"Hai ragione Oscar, ma presto tutto questo finirà! I lavori sono quasi ultimati! E poi, mi farò aiutare da un incaricato di mia fiducia, così ridurrò i miei impegni! ... Amore te lo prometto! Su dai vieni qui ... abbracciami!"
Oscar si allontanò, i suoi occhi divennero lucidi.
Lui la strinse nuovamente a se, sentì il suo cuore battere all'impazzata.
"Oscar mi dispiace, ti prometto che …"
"Non promettere nulla Andrè, so che per tutto il mese sarà così! ... Lo vedi, non rispondi."
Occhi negli occhi, Oscar continuò: "Tu … non è che … che …"
"Che? Oscar, non mi piace quello sguardo, ti conosco ... cosa stai insinuando?""
"Hai un'altra ...donna?"
"Questo è troppo anche per me! Ascoltami bene Oscar, puoi rimproverarmi di trascurarti, puoi rimproverarmi che non ti stia vicino negli ultimi tempi, puoi rimproverarmi che ti lascio all'alba e torno a casa quando stai già dormendo! Puoi rimproverami su tutto ma, mi rifiuto di ascoltare una cosa simile. Ti pare che dopo aver agonizzato una vita intera per averti io … io … potrei interessarmi a … un'altra … donna?"
"Andrè però ... io ..."
Andrè l'abbraccio ancora, disse: "Oscar, so bene che stai attraversando un momento delicato, ti prometto che ti resterò accanto il più possibile ma tu, non devi dubitare mai più del mio amore, promettimelo Oscar!"
"Va bene Andrè … scusami."
La strinse ancora, teneramente le carezzò il viso, per poi abbandonarsi a un bacio lungo e appassionato.
Stretti abbracciati, lasciarono il salone per andare nella loro camera.
"I tuoi genitori sono partiti?"
"L'altro giorno, però sono andati via a malincuore."
"Perché cosa è successo?"
"Vedi Andrè, mi ha visitato il dottor Lassone, lui dice che probabilmente sono così … grossa, perché il bambino potrebbe nascere prima del previsto, oppure … potrebbero essere due."
Andrè arrestò il passo, un attimo di smarrimento, poi ribatté: "Dici davvero! Non ci posso credere! Ma ... ma che notizia! ... Oscar, ricordi quando ti dissi che desidero almeno quattro bambini?"
"Andrè ma ..."
"Significa che dobbiamo provvedere ad altri due! Ah ah ah"
"Ma Andrè, tu ... ma dico ..."
"Dai Oscar non ti arrabbiare! Entriamo in camera, devi riposare e anche io sono molto stanco!"
Come promesso, da quella sera Andrè rimase più tempo accanto a sua moglie. I movimenti di Oscar divennero sempre meno rapidi, camminava poco e le gambe le facevano male, Andrè pazientemente placava i suoi sbalzi di umore.
Era l'alba del 25 Dicembre 1789
Andrè e Oscar, si svegliarono l'uno nelle braccia dell'altro, un bacio un sussurro: "Buon compleanno Oscar!"
"Grazie Andrè!"
"Ti ho sentita sai? Hai dormito pochissimo."
"Sono stanca Andrè … se qualcuno mi avesse detto che quest'anno, nel giorno del mio compleanno, mi sarei trovata qui, nel letto con te, sposata e prossima a diventare madre, non ci avrei mai creduto!"- Sibilò felice.
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"Ti amo Andrè!"
"Ti amo Oscar!"
Due giorni dopo Augustin e Margherite fecero rientro a palazzo.
"Avanti …"
"Oscar come stai? Eravamo in pensiero per te!"
"Sto bene madre! Ma siete già qui, è nato …"
"E' nata Adeline ed è bellissima!"
"Come sta mia sorella?"
"Bene Oscar …"
Un tocco alla porta, una voce: "Madame la cuoca ha bisogno di voi."
"Si adesso arrivo Michel! .. Oscar vado in cucina, ci vediamo dopo!"
Margherite uscì, Augustin rimase solo con sua figlia.
"Quando siamo arrivati, ho visto Andrè ferrare i cavalli, certo che quel ragazzo non riesce a stare senza far nulla …"
"Padre, a chi somiglia la mia nipotina?"
"Somiglia poco a Marianne, ha gli stessi lineamenti di suo padre. E' molto bella, come tutti i miei nipoti del resto!"
"Padre ho ricevuto una lettera di Francois, sarà qui, per capodanno, si intratterrà per due settimane."
"Anche se, ai suoi genitori non fa piacere, sarei molto felice, se si trasferisse a palazzo!"
Sono sicura che lo farà: Francois è innamorato di Christine Monfort."
" ... Oscar, noto che sei cambiata radicalmente."
"Si, padre, ormai sono diventata davvero enorme!"
"Già, davanti a me, vedo una donna bellissima!"
Padre ..."
"Adesso scusami, vado al comando, voglio informarmi cosa è accaduto in mia assenza …"
"Padre le notizie non sono buone!"
"Cosa è successo Oscar?"
"Cosa posso dirVi! Quando chiedo notizie ad Andrè, lui è sempre evasivo, ormai non gli domando più nulla! ... Padre Vi prego, almeno Voi informarmi di ciò che sta succedendo a Parigi e alla famiglia reale."
"Va bene Oscar!"
A dopo Padre!"
"Alain che bella sorpresa!"
"Non ci vediamo dal giorno del tuo matrimonio Andrè, come stai? ... E il Comandante?"
"Bene, lei sta bene ma accomodati Alain, ci versiamo qualcosa da
bere …"
"Ti ringrazio Andrè con il freddo che fa, ci vuole proprio un buon bicchiere."
Si sedettero davanti al camino sorseggiando del vino.
"Andrè, ho saputo da Bernard dei tuoi progetti, devo ammettere amico, che non sono niente male."
"Credo che la fabbrica andrà in funzione la prossima primavera. Ma dimmi. come mai da queste parti?"
"Semplicemente desideravo rivedere i miei amici e …"
Una voce alle loro spalle: "Buona sera Alain …"
Andrè e Alain si alzarono in piedi, quest'ultimo sgranò gli occhi e balbettò: "Oscar … Co ... Comandante Oscar … co … come state? Siete ... davvero irriconoscibile!"
"Immagino Alain, anch'io non mi riconosco più! Comunque sto benissimo! ... Alain, tu come stai?"
"Comandante ... giuro che, se vi avessi vista per strada non vi avrei riconosciuta!"
"Su dai Alain, non credi di esagerare adesso!"
"No, no ... dico davvero, siete irriconoscibile ..."
"Ah ah ah ... meglio accomodiamoci e parlare di altro! ... Alain ci hai fatto davvero una bella sorpresa!" " "Beh .. si ... diciamo che è una sorpresa ..." " Forse la tua visita ha uno scopo ben preciso?"
"Cosa?"
Andrè ribatté: "Ma Alain, tu stai scherzando?"
"Assolutamente no, amico! Sono qui, appunto per informarvi che tra tre mesi mi sposo.
"Non è possibile!"
"Amico hai una faccia!"
"Alain hai davvero messo la testa a posto, o il tuo è uno scherzo?!"
"Ah ah ah ah ... No Andre! ... Forse vi sembrerà uno scherzo ma è così, mi sposo."
Oscar domandò: "Chi è la fortunata?"
"Si chiama Alice, l'ho conosciuta nella sartoria di madame Beltran, lavora lì! ... Sapete, ormai sono un assiduo cliente di quella sartoria, visto che mi faccio rammentare le divise! Ah ah ah ..."
"Mi fa davvero piacere Alain, quando avremo l'onore di conoscere la tua fidanzata?"
"A breve Andrè, ma adesso devo chiedere un favore a te e al Comandante."
"Dimmi Alain se possiamo aiutarti, lo faremo con piacere."
"Ecco io vorrei che mi facciate da testimoni alle nozze!"
Un breve scambio di sguardi, André rispose: "Certo Alain per noi sarà un onore, vero Oscar?"
"Si, certo Alain!"
"Vi ringrazio ma non è tutto! ... Comandante vorrei chiedervi se, mi potreste accompagnare all'altare, come ben sapete, io non ho ne mia madre, e sfortunatamente nemmeno mia sorella."
"Ma certo Alain, lo farò con immenso piacere!"
"Grazie Comandante."
"Allora non ci resta che farti i nostri auguri!" – Esclamò Andrè.
"Grazie amici, sapevo che potevo contare su di Voi!
