We Were Born To Die

File... 10.10.11 – Capitolo 34 – Alla Fine della Battaglia

Era quasi l'alba, una strana alba.

Optimus Prime sollevò lo sguardo per scrutare il cielo; da qualche parte, molto lontano, la nave da battaglia dei Decepticons si stava allontanando dal pianeta. Da qualche parte la nave dei misteriosi Cybertroniani orbitava in attesa del loro ritorno.

Da qualche parte...

La notte appena trascorsa aveva messo in movimento meccanismi nuovi, inattesi. Gli esseri umani, alla fine, avevano abbattuto la minaccia di Megatron. Un solo colpo sparato da mano terrestre era riuscito lì dove gli Autobots avevano fallito.

Optimus Prime non era sicuro dei propri sentimenti a questo proposito.

Tuttavia, Hound era riuscito a trovare il misterioso tiratore in modo che gli fossero tributati i giusti onori, e Prime era stato certo, sin da subito, che quello sarebbe stato solo l'inizio della risalita verso la luce dell'umanità.

La Terra era stata anche la loro casa. Ma adesso?

Non c'era più una possibilità che i terrestri accettassero la loro presenza o la loro proposta di restare per proteggerli ed aiutarli a ricostruire dopo la devastazione.

Primus! Ci sarebbe stata davvero la possibilità di riportare le cose al loro posto?

Optimus Prime non riusciva a darsi pace.

Era stata colpa loro. Solo colpa loro... e, adesso, la sua anima pulsava dolorosamente dibattendosi tra il bisogno di essere d'aiuto e la consapevolezza che, se gli umani lo avessero chiesto, gli Autobot avrebbero dovuto lasciare la Terra senza poter offrire alcun soccorso.

Rispettare la volontà del genere umano era tutto ciò che poteva essere fatto; ma altri Decepticons erano, di sicuro, ancora nascosti sul pianeta, il che poteva voler dire soltanto problemi. Problemi da venire.

Optimus sospirò, accettando come un piccolo sollievo l'arrivo di Jazz ed Hound.

- Boss... - Jazz fece un cenno verso la base che i Decepticons avevano abbandonato - Gli strani ragazzi stanno finendo di esplorare quel mattatoio.

- Sono entrati per cercare corpi. - Hound inclinò il capo, concedendo ad Optimus uno sguardo incredulo - Corpi umani, corpi cybertroniani. Con l'ordine di metterli in salvo e portarli sulla loro nave. Ne hanno portato fuori almeno uno; cosa credete che possano farsene di cadaveri?

- C'è più di quanto non riusciamo ancora a vedere in questa faccenda. - Optimus scosse la testa - C'è altro?

- Faranno saltare la base in aria prima di lasciare questo casino, boss.

Optimus annuì - Parlerò con loro.

- E noi? - Hound abbassò lo sguardo - Cosa faremo, Optimus?

- Dovremo rispettare la volontà degli esseri umani.

- Ma questa è anche la nostra casa...

Prime si allontanò per non dover continuare a specchiarsi nello sguardo addolorato di Hound.

Dirigendosi verso la base passò accanto a Rocket che gli sorrise e accennò un saluto militare. Lui lo ricambiò, avvertendo un piacevole senso di inattesa speranza.

Comunque fossero andate le cose c'erano altri Cybertroniani... possibili volti amici per un futuro che continuava ad essere avvolto nel mistero.

Un mistero non più fitto di quello che concerneva Rocket e gli altri Transformers con i sensori ottici viola. Il loro design non era comune; la loro firma personale non era comune. Appartenevano indubitabilmente alla stessa razza, ma era come se si fossero evoluti seguendo una strada parzialmente diversa.

Il vecchio bibliotecario assetato di conoscenza dentro di lui bramava saperne di più; e nello stesso tempo parte della sua memoria continuava a metterlo davanti ad una sensazione bizzarra. Era certo di non averli incontrati prima, non in questa esatta forma, ma... c'era qualcosa, qualcosa che continuava a far suonare un piccolo, flebile campanellino dentro di lui. Questi mech e femme erano nello stesso tempo antichi e nuovi...

Mistcore era immobile, assorta nell'osservazione della base. Ormai le operazioni al suo interno dovevano essere sul punto di concludersi.

- Cosa farete adesso? - gli chiese senza voltarsi.

La brutalità della domanda, il fatto che fosse stata posta senza alcun preambolo lo bloccarono per un istante, ma Mistcore non gli diede il tempo di rispondere - Non potete restare qui.

- E' nostro dovere tentare di offrire una... riparazione, per quanto inadeguata. E protezione.

- Capisco...

Rimasero entrambi in silenzio, osservando la cupa sagoma della base.

- Ma... - riprese lei dopo un po', come se non si fosse mai davvero interrotta - Non è una buona idea. Avete idea dei milioni di morti che la vostra guerra ha causato su questo pianeta? Milioni... potrebbero essere persino di più. - per la prima volta Mistcore realizzò che con ogni probabilità persino il suo nome e quello dei suoi compagni sarebbero potuti finire su una lista di scomparse legate all'invasione - Nessuno di noi è in grado di prevedere l'esatto impatto che tutto questo avrà sulla Terra. Cosa verrà da questa crisi? - si voltò a fissarlo - Alcune Nazioni potrebbero non rialzarsi più. A quale livello di povertà saranno condannate altre? Chi cancellerà i traumi dei profughi? Le armi usate in battaglia potrebbero aver persino causato un disastro ecologico.

- Tutte queste sono motivazioni per restare. - sussurrò Prime.

- Ma non c'è niente che voi possiate fare.

- Aiutare...

- No, i terrestri devono rialzarsi da soli. - Mistcore abbassò lo sguardo.

- Se lo vorranno andremo via. Ma questa decisione non è nostra né... vostra. Anche se... - le parole apparentemente insensate di Megatron gli tornarono in mente - Perché Megatron vi ha definiti umani?

- E' una storia molto lunga. Non è questo il momento giusto per affrontarla. Abbiamo ricevuto notizia dell'avvicinamento di mezzi militari terrestri in grande numero. Faremo esplodere la base e andremo via. Vieni con noi ed avrai le tue risposte.

- Venire con voi dove?

- Sulla nostra nave. Per le spiegazioni necessarie. Shell potrà essere d'aiuto per i tuoi compagni; ho visto Ratchet al lavoro, ma con tante riparazioni una mano è sempre necessaria. E la nostra nave è grande abbastanza per potervi assistere per il tempo utile a mettere tutto in chiaro. Compresa la faccenda del restare... o andare.

- Andare dove? - Prime provò l'impulso di coprirsi il viso con una mano.

- Non lo so. - la voce di Mistcore non era che un sussurro.

- Dimmi... un'ultima cosa.

Lei inclinò il capo, annuendo come per invitarlo a fare le domande necessarie.

- Ci siamo già incontrati?

Mistcore sorrise - Questo è davvero altamente improbabile; impossibile, direi.

Prime annuì, senza riuscire a togliersi dalla mente il pensiero che lei avesse torto.

Da qualche parte, molto tempo prima... doveva essere accaduto.

Senza ombra di dubbio.


Clover aveva lavorato in silenzio per tutto il tempo, Clearsmoke non era riuscito a farle dire più di due parole.

- Lascia andare. - Rocket gli diede una piccola pacca sulla spalla per confortarlo.

- Non riesco a capire che diamine le prenda. Ho fatto qualcosa? E' una reazione alla battaglia?

Rocket pensò che le sarebbe piaciuto poter roteare gli occhi - E' per Skywarp.

- Cosa? - Clearsmoke inorridì - Quell'idiota?

- Sarà anche un idiota. Ma le piace molto, lo sai. Ed è andato via.

Entrambi gettarono un'occhiata furtiva alla loro compagna che si stava occupando di spedire sulla Endless il corpo che avevano recuperato. L'avatar umano di Thundercracker, con ogni probabilità.

- Ma non è come se fosse morto o una cosa del genere. - Clearsmoke scosse la testa.

Rocket sospirò - Infatti, è potenzialmente peggio.

- Ah, bah! Se lo dici tu!

Si zittirono, mentre Clover si avvicinava.

- Qui è tutto pronto, ritorno sulla Endless con il corpo. - annunciò senza neanche guardarli in faccia.

Rocket annuì - Ci vediamo lì.

Clearsmoke non riuscì a stare zitto, strinse i pugni e poi imprecò - Andiamo, Clover! Quante possibilità nell'universo ci sono che quegli idioti non ci ricapitino tra i piedi? Li rivedremo, li rivedremo prima del previsto... non fare quella faccia...

Rocket gli assestò un colpo tanto forte da fargli perdere l'equilibrio - Razza di rana dalla bocca larga... - sibilò -Insensibile idiota! Elicottero senza cervello!

Clover si immobilizzò, ma l'occhiata di fuoco che le aveva acceso i sensori ottici venne soppiantata da qualcosa di diverso.

- Ci vediamo a bordo, allora. - sorrise.


Quando le avanguardie dell'Esercito raggiunsero il perimetro esterno del campo di battaglia, tutto quello che i soldati riuscirono a fare fu alzare gli occhi al cielo per osservare le navette che stavano lasciando l'area.

L'ultima sfrecciò sulle loro teste e poi puntò verso l'alto; alle sue spalle lì dove gli invasori spaziali avevano costruito la loro base ogni cosa prese fuoco ed esplose.

Le grida di trionfo e festeggiamento dei soldati accolsero la pioggia di detriti come l'ultimo segno dell'invasione della Terra.


Dialpulse si lasciò andare ad un sospiro di sollievo - E' stato fatto tutto, allora?

Shell le sorrise - Tutto?

- E' finita?

Il dottore inclinò il capo, gettando un'occhiata ai monitor - No, non credo.

- Ma se ne sono andati!

Shell si accigliò - E non sei dispiaciuta per... Soundwave?

- Ecco, lui non ha riportato danni, ne sono sicura.

- Ma è andato via, lo hai detto tu stessa.

Dialpulse ticchettò con un dito su uno dei suoi strumenti - Il fatto che sia andato via non vuol dire che non possa tornare.

- E questo... - osservò Shell - Risponde alla tua domanda.

Lei scosse la testa.

Avrebbe voluto essere in grado di spiegarsi meglio. Quello che le pulsava nel petto le diceva che avrebbero incontrato ancora i Decepticons. E che la storia da venire sarebbe stata ancora più complessa di quella che si stavano lasciando alle spalle.

Eppure, nonostante tutto questo... questo futuro che avevano davanti... era come se questo giorno, le ultime ore avessero segnato un punto di non ritorno.

Dialpulse riuscì a resistere all'impulso di domandargli se casa sua, in Francia, gli sarebbe mai mancata, ignorando che i pensieri di Shell stavano correndo nella stessa direzione.

Ma, sorprendendola, lui posò una mano sulla sua luccicante corazza arancione e le sorrise.

- Hai una vaga idea di quante cose abbiamo da fare adesso? L'equipaggio non è al completo, Nebula si sveglierà in tempo per il ritorno degli altri, gli Autobots sono in avvicinamento e Thundercracker è ancora a bordo. Non voglio neanche pensare alla quantità di lavoro che ci aspetta!

Lei rise - Da un grande potere derivano grandi responsabilità... ah, aspettavo che Mistcore tornasse per questa battuta, credo che le avrebbe risollevato il morale.

- Allora, farò finta di non aver sentito nulla e tu potrai ripeterla.

- Non importa. - Dialpulse incrociò le braccia - Ho una gamma di battute e citazioni così ampia che non c'è alcun rischio che io debba mai ripetermi.

Shell sollevò lo sguardo al cielo e scosse la testa - Come vuoi...


Thundercracker sfiorò ancora una volta il nuovo corpo di Anne Baxter.

Le sue dita scivolarono veloci, fermandosi al centro del suo petto. Il delicato calore, la ritmica pulsazione che il metallo non riusciva a nascondere gli fecero scorrere un brivido lungo i circuiti.

Sostituendo alle dita la sua stessa testa rimase immobile, chino su di lei. In attesa.

- Grazie Primus... - sussurrò.


Mistcore rientrò nella Sala di Comando con l'impressione di essere stata lontana per migliaia di anni.

Si lasciò andare su uno dei sedili e si impose di non cedere alla voglia di mettere offline i propri sensori ottici. Di spegnersi del tutto.

Invece, trovò la forza di premersi una mano sul petto - Mio dio... - sussurrò - Non sento più nulla...


I circuiti di Optimus Prime vennero attraversati da un fremito di incredulità all'approssimarsi della grande nave.

- Incredibile... - qualcuno sibilò alle sue spalle.

- Signore, Optimus Prime... - Blaster attirò al sua attenzione - Abbiamo una comunicazione.

- In diffusione. - ordinò, senza togliere gli occhi da quella immensa, inconsueta nave.

- Il capitano e l'equipaggio della Endless vi danno il benvenuto, continuate con le procedure di avvicinamento come stabilito. - la voce di Dialpulse si diffuse dagli altoparlanti.

Endless...

Optimus rimase immobile, mentre la sua memoria lavorava febbrilmente.

Endless...

- Non è possibile...


Siamo nati per morire. Forse sto morendo.

Mistcore non riuscì a scacciare quel pensiero. Non riuscì a farlo scivolare via, neanche adesso, neanche immersa nell'osservazione delle procedure di attracco degli Autobots.

Sto morendo anche io, e non so perché...

La Sala di Comando venne riempita da un delicato crepitio, il suono delle macchine che prendevano vita tutto intorno. Come per confortarla, come per sostenerla.

- Mistcore...

- Proteus.

Il crepitio continuò, alleviando il tremendo senso di vuoto e l'orrenda sensazione di solitudine.

- Abbi fede in me, Mistcore. Adesso soprattutto; adesso che occhi ci guardano dallo Spazio...

Così i portelli del primo hangar della Endless si chiusero alle spalle di Omega Supreme, mentre, orbitando intorno a Marte, la nave dei Decepticons si preparava ad affrontare tempi duri. E, molto più distante, molto, molto più lontano... occhi chiusi da lungo tempo tornavano ad aprirsi...

We Were Born to Die - Fine

[Continua nel Sequel in arrivo.]


E se questa storia fosse stata un serial televisivo... con questa puntata si sarebbe conclusa la prima stagione di trasmissioni!

Ovviamente, la stagione due è in arrivo... ehe!

Per questo motivo controllate il mio profilo nei prossimi giorni, perché i nuovi capitoli non saranno inclusi sotto questi, ma sotto nuovo titolo, in una nuova storia...

Ho in mente tante cose da scrivere, tante novità... un mare di cose. Anche per questo motivo, forse, ho trattato quest'ultimo capitolo con una certa brevità, perché volevo lasciare l'impressione di qualcosa di non finito. Di qualcosa ancora da mettere a punto, in chiaro.

Chi vivrà vedrà!

Grazie a chi è arrivato a leggere sino a questo punto ed ha inserito i suoi commenti. Cari lettori, pochi ma buoni, vi amo tanto tanto! XD

Grazie per avermi supportato con i vostri pareri sempre attesi. Continuate a leggere il seguito, eh! E a commentare, soprattutto! XD

Ovviamente, e come sempre, vi invito a tenere d'occhio anche la mia pagina su deviantart (dove mi troverete sotto il nome Alracairam), perché lì troverete sempre qualcosa di fresco a proposito di personaggi e bla blah!


Nota a fine capitolo:

non potevo evitare di inserire per il finale un suggerimento sulla colonna sonora! ;-)

Dunque, stavolta, divertitevi ad andare ad ascoltare gli End Titles di Indipendence Day su YouTube!

Buon ascolto!


Bonus Finale:

Di seguito potete trovare un riepilogo sull'aspetto,sui nomi, eccetera dei nuovi personaggi che ho ideato e che sono comparsi sino a questo punto!^^

Come sempre, vi ricordo che tali personaggi sono stati, giustappunto, inventati da me e sono assolutamente sotto mio copyright (xD)! Dunque NON usateli altrove, eccetera.

Eventualmente abbiate dei dubbi contattatemi perché io possa aiutarvi a chiarirveli! XD

(alcuni schizzi dei personaggi sono nella mia galleria su dA, o nello scrapbook!^^)

Lana Rao – Mistcore

Umana: italiana, capelli rossi lunghi e arruffati. A sentire Proteus sembra che il suo DNA contenesse tracce non proprio terrestri al 100%. Il colore della sua tuta (quando è in forma umana) sulla Endless è nero con strisce bianche. Può naturalmente interagire con Proteus per via telepatica, il suo punto forte è la freddezza nelle situazioni complicate.

Cybertroniana: i colori del suo corpo robotico sono il bianco e l'argento. Come tutti gli altri ha occhi viola.

Ruolo sulla Endless: Pilota e Comandante della nave.

Alt-form: jet cybertroniano.

Controparte tra i Decepticons: Megatron; in seguito ad un piccolo incidente i due sono... ahm... legati.

x-x

Aria Ende - Rocket

Umana: italo tedesca, capelli castani lisci e lunghi. Era un'archeologa prima di finire a bordo della Endless, ed è stata proprio lei a scoprire l'esistenza della nave al di sotto del Colosseo... scoperta che le è costata il lavoro, e la derisione da parte della Comunità Accademica. La sua tuta sulla Endless è nera con strisce rosse. La sua caratteristica è l'essere particolarmente battagliera.

Cybertroniana: il colore del suo corpo robotico è il rosso. Come tutti gli altri ha occhi viola.

Ruolo sulla Endless: Storica, esperta di Archeologia Terrestre e Cybertroniana.

Alt-form: autovettura da rally.

Controparte tra i Decepticons: Starscream; i due si odiano letteralmente...

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Claudy Turner - Clover

Umana: inglese, capelli scuri. Non si sa esattamente di cosa si occupasse prima di essere richiamata a bordo della Endless; anche se con ogni probabilità il suo ruolo sulla nave potrebbe avere a che vedere con i suoi interessi terrestri. Il suo carattere non è esattamente sempre semplice da decifrare. Sulla Endless la sua tuta è nera con strisce azzurre. Anche quando le cose vanno male la caratteristica di Clover è il saper trovare la forza e lo spunto necessario per andare avanti.

Cybertroniana: i colori del suo corpo robotico sono il nero ed il turchese. Occhi viola, ovviamente!

Ruolo sulla Endless: Esperta Linguista.

Alt-form: jet F-22.

Controparte tra i Decepticons: Skywarp. Sembra che Clover abbia subito capito che le sarebbe piaciuto avere contatti ravvicinati con Skywarp, che, da parte sua, con il tempo è diventato alquanto protettivo.

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Anne Baxter – Nebula

Umana: americana, capelli neri tagliati sopra le spalle in modo asimmetrico. Anne è stata una delle vittime della guerra; imprigionata in un laboratorio dei Decepticons ha subito cambiamenti e mutazioni a causa dei loro esperimenti che hanno rischiato di devastarla. Sulla Endless la sua tuta è nera con strisce blu. La sua caratteristica è la resistenza.

Cybertroniana: il colore del suo corpo robotico è il blu scuro con piccoli dettagli bianchi. Come tutti gli altri ha occhi viola.

Ruolo sulla Endless: ancora ignoto.

Alt-form: ancora ignota.

Controparte tra i Decepticons: Thundercracker. A dispetto degli inizi pericolosi... lui la desidera come compagna.

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Kae Hudson – Dialpulse

Umana: americana, capelli biondo chiaro tagliati all'altezza delle spalle. Segni distintivi: la frangetta e gli occhiali vintage di vinile. Kae è un'esperta di comunicazioni, ma soprattutto una grande, grandissima nerd! La sua capacità più grande è il trovare una nota umoristica anche nelle situazioni peggiori. La sua tuta sulla Endless è nera con strisce arancioni.

Cybertroniana: il colore del suo corpo robotico è l'arancione. Come tutti gli altri ha occhi viola.

Ruolo sulla Endless: Addetta alle Comunicazioni.

Alt-form: fuoristrada attrezzato come il furgoncino di una rete televisiva.

Controparte tra i Decepticons: Soundwave. Anche se non si direbbe... hanno un sacco di passioni in comune. Quella per le cassette prima di tutto!

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Aidan Berger - Shell

Umano: francese, capelli castano chiaro. Aidan era un medico, costretto a lasciare il lavoro e poi ridotto a letto per una malattia degenerativa. Sarebbe morto se non fosse stato accolto a bordo della Endless. La sua dote è l'empatia. La sua tuta a bordo della nave è nera con strisce gialle.

Cybertroniano: i colori del suo corpo robotico sono il rosso ed il giallo. Occhi viola.

Ruolo sulla Endless: Medico.

Alt-form: idrovolante, tipo Canadair.

Controparte tra i Decepticons: Frenzy. Non fategli mai domande su questo argomento... potrebbe essere pericoloso.

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Galaktion Pavlov – Clearsmoke

Umano: russo, capelli biondi. Galaktion era nell'Esercito. Il suo comportamento scanzonato non fa pensare alla rigida disciplina militare... eppure...

La sua dote è la forza, unita all'ottimismo. E il colore della sua tuta sulla Endless è nero con strisce verdi.

Cybertroniano: il colore del suo corpo robotico è il verde militare. Come tutti gli altri ha occhi viola.

Ruolo sulla Endless: Ingegnere Meccanico.

Alt-form: elicottero militare.

Controparte tra i Decepticons: Rumble; Clearsmoke sarà probabilmente felice solo dopo averlo fatto a pezzi...


Disclaimer: Questa è una fanfiction, ed è scritta senza alcun fine di lucro e solo per piacere personale. Da fan. I Transformers non mi appartengono in nessuna maniera, al contrario appartengono a chi ne detiene i diritti. Ovvio, no?

Ciò che è mio sono i personaggi originali che ho ideato e la trama della fanfiction, dunque siate gentili e niente plagi né riutilizzi vari e non autorizzati!