Author's note: Signore e signori! Rulli di tamburo, prego... *turuturuturuturuturutu...*
BUON COMPLEANNO ANYTHING BUT ORDINARY!
Eh sì, avete letto proprio bene! Esattamente un anno fa, postavo il primo capitolo di questa FanFiction su questo sito, non sapendo quanto sarebbe andata avanti, se ci sarebbe stato qualcuno a leggerla (specialmente la versione italiana!). E invece, eccomi qui... 365 giorni dopo, con 35 capitoli scritti, la storia arrivata a metà e ancora tanta passione e tante idee!
Se ho continuato a mettere me stessa in questa storia è anche per voi, perché come dico sempre, scrivere per me stessa è meraviglioso, ma scrivere per voi, per voi che continuate a sostenere me e questo racconto, è un onore.
Per cui: grazie! Grazie dal profondo del mio cuore! Grazie per ogni volta che leggete un capitolo, per ogni volta che lo commentate, per ogni volta che mi contattate in privato, via facebook o via tumblr... e grazie ad Anything but Ordinary per avermi accompagnata per un anno pieno di emozioni che ho vissuto (e spero di avervi fatto provare) insieme a Jon, Lydia, Colby, Joe e tutti gli altri!
E facciamo un brindisi per un nuovo anno pieno di ispirazione, di emozioni, di nuove amicizie e di tante belle cose!
In fondo al capitolo trovate una piccola sorpresa di compleanno!
Qualche informazione prima che iniziate a leggere:
-Posterò contemporaneamente sia la versione italiana che inglese, di questa storia! (So, if you're not italian but you would like to read this story, go check in my profile and you'll find there the english version!)
-Il titolo della storia, "Anything but Ordinary" l'ho preso dall'omonima canzone di Avril Lavigne. Il testo è citato all'interno del primo capitolo e molte frasi verranno utilizzate come nomi dei capitoli. Se non l'avete mai ascoltata, andate a cercarla su youtube: io la adoro e poi è la cosa che ha ispirato questa storia!
-Ovviamente (e purtroppo!) Dean Ambrose o qualsiasi altra Superstar WWE che verrà nominata all'interno della storia non appartengono a me, ma a loro stessi! Solo la protagonista, Lydia, è di mia invenzione e quindi ne detengo i diritti. Sono miei anche altri personaggi secondari, ma capirete da voi chi essi siano. E, ovviamente, l'intera storia, che è frutto della mia fantasia!
-Presenti linguaggio forte, violenza e scene di sesso.
-Come sempre, vi invito nel mio Tumblr BLOG dedicato a questa storia! Seguitemi, se vi va: troverete disegni, immagini, gifs e tanto altro relativo alla storia! (www . anythingbutordinaryff . tumblr . com)
Ed è tutto: buona lettura!
35. I get drunk on jealousy
And it's a sad picture
The final blow hits you
Somebody else gets what you wanted again
And you know it's all the same
Another time and place
Repeating history
And you're getting sick of it
«Si può sapere perché è lei a scegliere la musica da ascoltare in macchina, anche quando non è seduta al posto del passeggero, al quale, per regole da noi stabilite, spetta il comando della radio?» chiese Jon, seduto sul sedile posteriore accanto a Lydia.
La ragazza distolse lo sguardo dalla città notturna che correva fuori dal finestrino per rivolgergli una linguaccia, alla quale lui rispose con un'occhiata storta.
Erano appena usciti dall'Arena e si stavano dirigendo al "McNellie's", un irish pub, il cui proprietario era un grande amico di Sheamus. A quel che Renee aveva detto a Jon "Lì facevano la migliore birra della zona."
Roman, seduto al posto del passeggero, si girò a lanciare uno sguardo ai due dietro.
«Perché io, a differenza tua, sono un gentiluomo. E lascio che siano le donne a decidere.»
Jon roteò gli occhi. «Questo non fa di te un gentiluomo, fa di te un sottone, Joe.» lo prese in giro.
Lydia gli diede uno schiaffo leggero sul braccio. «Non dargli retta, Ro. Non ne capisce nulla di donne, lui!»
Jon le afferrò il polso della mano con la quale l'aveva colpito. «Io non lo farei di nuovo, se fossi in te.» la avvertì «E poi, non ne capisco nulla di donne, eh? Eppure, mi sembra che con te me la stia cavando abbastanza bene.» aggiunse, con un ghigno strafottente.
«Meh.» rispose Lydia, scrollando le spalle «Potresti fare di meglio.» lo provocò.
Jon sollevò entrambe le sopracciglia. «Potrei…? Oh, questa la paghi, signorina.»
«Oh-oh.» fece Lydia, mettendo il broncio ed appiattendosi contro lo sportello.
«Non c'è via d'uscita, darlin'.» ghignò Jon, con uno strano sbrilluccichio nello sguardo, slittando sui sedili per schiacciarla contro la portiera.
«Ragazzi, per favore.» fece Colby con un sorriso esasperato nella voce «Aspettate almeno che arriviamo al pub e poi potrete appartarvi!»
Joe scoppiò a ridere e Lydia divenne rossa come un pomodoro maturo, mentre il ghigno sulle labbra di Jon si aprì, sfacciato e per nulla a disagio.
«Oh, non preoccuparti, lo faremo di sicuro. Devo insegnare a questa signorina a comportarsi bene.» promise.
Lydia spalancò gli occhi.
«Spero che tu stia scherzando.» rispose, cercando di distanziarlo, con ben pochi risultati.
Il suo petto, su cui aveva poggiato entrambe le mani, era al solito caldissimo e duro sotto le sue dita fredde e morbide, un contrasto che le faceva sempre venire le farfalle allo stomaco.
Jon sembrò accorgersi dell'effetto che le stava facendo, perché, senza mai smettere di fissarla negli occhi, con quelle iridi che sembravano, nella penombra della macchina, due zaffiri lucidi e brillanti, sollevò una mano e la poggiò sopra una di quelle di lei, schiacciandosela addosso. Lydia poté sentire il suo cuore battere contro le proprie dita e, istintivamente, sorrise.
«Nope.» fece poi lui «Questa sera mi hai dato parecchi motivi, per punirti. E ti punirò, vedrai.» quelle ultime parole gliele aveva mormorate direttamente all'orecchio, di modo tale che solo lei potesse sentirle. Un brivido di pura eccitazione le attraversò la schiena e Jon sogghignò, divertito e deliziato.
Adorava il modo in cui Lydia reagiva a lui.
«E… e quali sarebbero?» mormorò di rimando, mentre i suoi occhi si muovevano frenetici da un'iride di lui all'altra.
«Oh, di questo non preoccuparti, Sunshine. Li saprai a tempo debito.»
Lydia corrugò la fronte, curiosa e confusa, ma lui si limitò ad ammiccare e si distanziò, lasciandole nuovamente la possibilità di muoversi… e di respirare.
Jon era veramente sempre in grado di toglierle il respiro. E non era solo un modo di dire.
McNellie's non era affatto la birreria tranquilla che Lydia si era aspettata. Era un locale grande, affollato e interamente sui toni del nero e del blu scuro, illuminato da luci soffuse che non ti permettevano di distinguere le scarpe dal pavimento di marmo.
Non appena si introdussero all'interno della sala principale, vennero immediatamente assordati dal chiacchiericcio confusionale dei clienti e dalla musica di sottofondo, indistinguibile tra tutti i suoni e le risate che si levavano dalla folla scatenata.
«Menomale che doveva essere una serata tranquilla…!» disse Lydia e dovette quasi urlarlo, per farsi sentire dagli altri.
Dean era subito dietro di lei, una mano protettivamente poggiata al centro della sua schiena, per tenerla vicina.
«Sei tu che hai insistito per venire.» rispose, assottigliando lo sguardo e osservandosi intorno.
«Vogliamo chiamarla una serata e andare via?» propose Roman, passandosi una mano tra i lunghi capelli, già disorientato dalla confusione.
Sinceramente, tutto quello che voleva era tornarsene in albergo, fare una videochiamata su Skype con Galina e andare a dormire.
«Oh, avanti, ragazzi! Non fate i guastafeste! Ormai siamo qui, divertiamoci!» intervenne Seth, guardandosi intorno con occhi scintillanti.
Lui, a differenza di Roman, aveva proprio bisogno di bere e divertirsi!
Dean si chinò in avanti, portando le labbra all'altezza dell'orecchio di Lydia «Se vuoi andare via…» mormorò, sfiorandolo con le labbra «Dimmelo e andiamo.»
Lydia sorrise e girò il capo, le sue iridi luminose incontrarono subito quelle chiare e intense di Jon, ma non fece in tempo a rispondere.
«Dean! Siete arrivati, finalmente!»
Il ragazzo distolse lo sguardo dal viso di Lydia per guardare oltre la sua testa. Anche lei si voltò, seguendo i suoi occhi, fino ad incontrare la figura di…
«Renee.» la salutò Jon, senza alcuna particolare inflessione nella voce.
La bionda intervistatrice stava avanzando verso di loro con un sorriso dolcissimo sulle labbra; Lydia si irrigidì quasi istintivamente.
Niente, quella ragazza non le piaceva proprio. E non c'era davvero da stupirsene, visto che sapeva il tipo di relazione che aveva avuto con quello che ora era il suo ragazzo. Ma era una cosa passata, giusto? Jon stava con lei, ora. Non avrebbe dovuto preoccuparsi, no?
E allora perché sentiva un nodo torcerle lo stomaco, mentre la osservava avvicinarsi a loro?
Renee era proprio bella, quella sera: indossava un tubino nero, che le aderiva al corpo asciutto come una seconda pelle, mettendo in risalto le sue belle forme. Il decoulté, di pizzo semitrasparente, era impreziosito da una collana con un opale nero che pendeva su di esso, e un giacchetto rosso, abbinato ai vertiginosi stivaletti che indossava, le copriva graziosamente le braccia. Un cerchietto nero e un paio di orecchini a perla completavano il suo abbigliamento, rendendola davvero molto, troppo, bella.
Quasi istintivamente, Lydia abbassò lo sguardo ad osservarsi, sentendosi un po' a disagio: indossava un semplice maglioncino rosso e un paio di jeans e nemmeno gli stivali neri, alti fino al ginocchio, che a lei piacevano particolarmente, riuscivano a farla sentire all'altezza di Renee e del suo vestiario mozzafiato.
Aveva bisogno di bere qualcosa.
«Ce ne avete messo di tempo, pensavo aveste cambiato idea!» trillò, una volta che si fu avvicinata «Roman, Seth!» li salutò poi e i ragazzi ricambiarono con un cenno del capo ed un sorriso.
«Abbiamo trovato traffico.» rispose semplicemente Jon, scrollando le spalle.
Renee annuì, ancora con quel sorriso luminoso sulle labbra lucide di rossetto. Poi, i suoi occhioni da cerbiatta si posarono su Lydia ed era evidente, dall'espressione sorpresa che assunse il suo viso, che non l'aveva notata.
E che non si era aspettata di vederla.
«Oh!» fece «Perdonami, non ti avevo vista! Ci… ci siamo già conosciute, vero?» domandò, mentre il suo sorriso si faceva incerto «Lilya, vero?»
«Veramente è…»
«Lydia!»
Tutti si voltarono verso la voce che aveva pronunciato il nome corretto: Dolph Ziggler.
Un sorriso spontaneo piegò le labbra di Lydia e la sua espressione tesa si addolcì.
Jon, al contrario, serrò la mascella, squadrando il biondino con aria ostile.
Nick aveva i capelli biondi tirati indietro da una mano di gel e un sorriso da gatto che mostrava la dentatura bianchissima e perfetta. La giacca nera, abbinata ai pantaloni, copriva gran parte della maglia fucsia che indossava. Non si era mai spiegato come facesse Ziggler ad indossare il rosa in quel modo e non sembrare mai gay.
«Sei arrivata, finalmente!» esclamò, avvolgendola in un abbraccio.
Lydia spalancò gli occhi, sorpresa, e anche Jon ebbe la medesima reazione.
Lo stava facendo apposta. Brutto figlio di…
Serrò una mano in un pugno.
Lydia ridacchiò goffamente e si districò dall'abbraccio, portandosi una ciocca di capelli dietro l'orecchio.
«Abbiamo trovato traffico.» rispose.
Okay, sembrava la scena di prima al contrario.
Dolph annuì e sorrise, per poi spostare lo sguardo dietro di lei e rivolgere un'occhiata ai tre membri dello SHIELD.
«Ragazzi.» li salutò.
«Nick.» rispose Colby, cordialmente.
«Ciao, Nemeth.» questo era Roman, che aggiunse un cenno del capo.
Dean non disse nulla, si limitò semplicemente a fissarlo con un'intensità tale che sembrava volergli oltrepassare la testa e leggere cosa ci fosse dentro. No, forse voleva trapassarla e basta.
Scese un silenzio teso, nel gruppetto decisamente male assortito, che neanche la confusione del locale riusciva a colmare.
«Allora…» fu Renee a sbloccare la situazione «Venite al tavolo a prendere qualcosa? Ho già ordinato la tua birra preferita, Dean!»
Jon staccò finalmente gli occhi da Dolph per rivolgere un sorriso pigro alla biondina. «Grazie, darling.»
Lydia si irrigidì di nuovo, al sentirlo pronunciare quel nomignolo a Renee.
E poi, cos'era quel mettersi in mostra?
"Ho ordinato la tua birra preferita!" le fece mentalmente il verso, storcendo il naso in una smorfia infastidita.
Ma brava, conosci i suoi gusti!
E questo le faceva male… perché lei non aveva assolutamente la più pallida idea di quale fosse la birra preferita di Jon.
«Sì, andiamo, sweets.» la voce di Dolph interruppe i suoi pensieri «Qui fanno un cocktail fruttato che è la fine del mondo! E poi, voglio presentarti agli altri: sono tutti curiosi di conoscere la misteriosa ring-announcer di rosso vestita!»
Lydia arrossì e ridacchiò.
Altri? Quanti altri erano lì?
«Allora, andiamo! Da questa parte!» fece ancora Renee, indicando l'interno del locale con un cenno del capo e invitandoli a seguirla.
«E andiamo…» sospirò Roman, scuotendo il capo, arrendevole.
«Su, siamo qui per divertirci, Ro! Non fare quella faccia da funerale! Una birra e passa tutto!» esclamò Seth con entusiasmo, dandogli una pacca sulla spalla «Facci strada, Ren!»
Cominciarono ad avviarsi verso il tavolo, ma prima che Lydia potesse fare un passo e seguirli, qualcuno l'afferrò per un polso, costringendola a rimanere ferma dov'era.
«Non mi avevi detto che Ziggler era qui e che ti aveva invitato lui…» le mormorò Jon all'orecchio «E' per questo che hai insistito tanto perché venissimo? Per passare una serata rilassante con Ziggy?» la sua voce, bassa e roca, oltre ad essere terribilmente sexy, era anche un misto di fastidio e rabbia mal celata.
Lydia voltò appena lo sguardo, per poter osservare il profilo che lui, chinato verso la sua spalla, le stava offrendo.
«E' un amico, Jon. E poi, tu sei qui perché te lo ha chiesto Renee, no?»
Jon le riservò un'occhiataccia di traverso, che le fece contorcere lo stomaco. «No, Sunshine. Io sono qui perché tu me lo hai chiesto.»
E con quella frase, se ne andò, precedendola e unendosi agli altri.
Lydia fissò la sua schiena ampia e rilasciò andare un sospiro tremante.
Gli altri a cui si riferiva Dolph Ziggler erano praticamente mezzo roster. Alla grande tavolata, già piena di bicchieri, stuzzichini e tanto alcool, c'erano diverse Superstars e Divas. Nella confusione generale, Lydia riconobbe, ad una prima occhiata, tutto il cast di Total Divas – le gemelle Bella, con i rispettivi fidanzati; i gemelli Uso, Naomi e Cameron; Eva Marie; Natalya con Tyson Kidd; Summer Rae e Fandango… Riuscì a vedere Sheamus, perché la sua pelle pallida spiccava in mezzo all'oscurità, e quello vicino a lui doveva essere Wade Barrett. Probabilmente c'era molta altra gente – come Randy Orton ed una ragazza bionda, che non aveva mai visto prima, che stavano tornando dalla pista da ballo e presero posto accanto a Damien Sandow e Cesaro.
Lydia era stordita, un po' dalla confusione del locale, un po' dal ritrovarsi proiettata in quel mondo che, per lei, nonostante tutto, apparteneva ancora allo schermo della tv.
«Su, vieni a sederti, babe!» la invitò Dolph, sorridendole e afferrandola per un polso, guidandola gentilmente accanto a Bryan e Brie, che sorrisero.
«Ecco la bella ring-announcer misteriosa!» esclamò la gemella: aveva un sorriso dolcissimo e vestiva con una semplice camicetta a quadri, bianca e blu, ed un paio di jeans, cosa che fece sentire Lydia di nuovo a proprio agio nei suoi panni.
«E' proprio lei.» fece Dolph, prendendo posto accanto a Lydia e porgendole un calice trasparente, con un liquido aranciato, che profumava di frutti esotici «Lydia, loro sono Brie e Bryan, ma credo tu li conosca già, no?»
Lydia sorrise e afferrò il calice, facendogli un cenno di ringraziamento col capo e bevendo un sorso: il sapore era proprio dolce!
«Sì, so bene chi sono. Ma è un piacere conoscervi di persona!» esclamò, tenendo sorprendentemente a bada il suo lato da fan.
«Come hai fatto ad arrivare in WWE? Non ti abbiamo mai vista prima!» fece Bryan curioso, bevendo un goccio di birra «Comunque, lasciatelo dire: sei stata bravissima!»
«Già, mica come qualcun altro…!» ridacchiò Brie, lanciando un'occhiata ad Eva Marie, seduta accanto a lei.
«Hey! Guarda che ti ho sentita, Brianna!» la riprese, pizzicandola su di un braccio.
«Perché, non è forse vero?» ribatté la gemella.
«Gnè gnè!» rispose Eva, facendole una linguaccia.
Lydia ridacchiò e i suoi occhi si spostarono lungo la tavolata, andando a cercare i suoi compagni di avventure: Roman Reigns era accanto ai gemelli Usos e stava ridendo, forse ad una battuta fatta; Seth era seduto ora in compagnia della biondina che aveva visto prima accanto ad Orton. Lydia li scrutò con un'occhiata incuriosita: avevano entrambi un atteggiamento strano; lei era tesa, lui sembrava imbarazzato. Scrollò le spalle, decidendo di lasciarli alla loro privacy, e i suoi occhi andarono immediatamente alla ricerca di Jon.
Non era al tavolo.
Si guardò intorno, cercandolo all'interno del locale, col cuore che gli galoppava in gola.
E se se ne era andato ad appartarsi con la Young da qualche parte?
Deglutì, agitata… fino a quando non lo vide.
Jon era seduto ad uno sgabello accanto al bancone del bar, con un bicchiere di whiskey in mano… e la stava guardando.
Lydia sentì tutta la tensione accumulata sciogliersi velocemente e le sue spalle si afflosciarono, mentre gli sorrideva, senza riuscire ad impedirselo. Anche gli occhi di lui, dapprima seri e concentrati, si addolcirono ed uno dei suoi ghigni strafottenti piegò le sue meravigliose labbra, facendole frullare il cuore e facendola arrossire. Jon sollevò il bicchiere in sue direzione e le fece un occhiolino.
«Vieni qui.» mimò Lydia con le labbra, facendogli un cenno col capo e indicandogli il tavolo.
Jon scosse il capo. «Tu vieni qui.» rispose.
Lydia si morse le labbra, per reprimere un nuovo sorriso, e lui le riservò un'occhiata intensa. «Non farlo.» la avvertì, celando una minaccia, mentre le fissava le labbra.
«Allora, sono vere le voci sul tuo conto?» fu la voce allegra e trillante di Nikki Bella ad interrompere lo scambio tra i due, costringendo Lydia a distogliere lo sguardo da Jon per tornare a prestare attenzione al gruppo che ora la circondava.
Lydia piegò il capo su di una spalla, corrugando la fronte e arrossendo appena: Nikki, a differenza di sua sorella Brie, era tutto meno che non appariscente. Indossava un vestitino rosso, con la scollatura molto pronunciata, che lasciava scoperta ben più della semplice spaccatura tra i seni tondi e abbondanti, e aveva un rossetto rossissimo sulle labbra piegate ora in un sorriso accattivante.
«Quali voci?» domandò curiosa, bevendo un altro sorso di cocktail: sì, era decisamente buono.
Nikki si sporse di più sul tavolo, mettendo in bella mostra i suoi seni. «Quelle che dicono che tu staresti con i tre mastini dello SHIELD.» disse, con una vocina maliziosa, lanciando un'occhiata a Seth e Roman, ora vicini. Dean era sempre al bancone del bar.
Lydia arrossì e si morse il labbro, nervosamente. «Oh, ehm… sì. Sì, sto con loro.»
«Uuuuuh!» fece Nikki, assumendo un'aria pettegola «Te l'ho detto che era la loro protetta!» esclamò, guardando Brie e porgendole una mano.
L'altra gemella sbuffò e alzò gli occhi al cielo, prendendo la borsetta ed estraendo una banconota da dieci dollari, che diede a Nikki.
«Avevate scommesso?» chiese Bryan divertito.
«Lo sai che io e lei scommettiamo su tutto!» ridacchiò Nikki.
«Come sapevi che… ero con loro?» domandò Lydia curiosa, guardando poi Dolph «Glielo hai detto tu, per caso?»
«Se è così, Nemeth, hai barato!» esclamò Brie.
Nick alzò le mani in segno di resa. «Io non c'entro niente, non ho detto nulla!»
«No, non è stato Nick a dirmelo, sorellina!» rimbeccò Nikki «Sei proprio una mal fidata!»
«Allora come facevi ad esserne così sicura?» chiese Bryan, spalleggiando la sua futura moglie.
«Maddai, allora siete proprio tutti ciechi!» esclamò Nikki «Si vedeva lontano un miglio! Non avete visto, a RAW, come la guardavano? Lo SHIELD non ha mai interazioni con nessuno al di fuori dei loro obiettivi… e della Young.» aggiunse, lanciando un'occhiata alla biondina in questione, che ora era, sorpresa delle sorprese, accanto ad Ambrose. Lydia, fortunatamente, presa da quel discorso, non li vide parlottare. «E invece stasera, tutt'ad un tratto, sono in confidenza con la nuova, bella ring-announcer! Era ovvio ci fosse qualcosa sotto!» concluse Nikki, da grande intenditrice.
«Hey, state parlando di noi?» fece Colby, avvicinandosi al gruppetto e sedendosi accanto a Lydia «Spero non ti stiano importunando troppo, sweetheart.» aggiunse, passandole un braccio attorno alle spalle e baciandole una guancia.
Lydia arrossì e scosse la testa. «No, figurati! Stiamo solo chiacchierando!» ridacchiò.
«Sì, tranquillo, Rollins. Non la tocchiamo la tua nuova fiamma.» fece Cena, affiancando Nikki e abbracciandola da dietro, mentre lei si rilassava al suo tocco.
Lydia spalancò gli occhi e arrossì. «I-io… non sono la sua…» balbettò, ma nessuno le stava prestando più attenzione, perché Scream & Shout di Will I Am e Britney Spear risuonò nel locale, attirando l'attenzione di tutti.
«Awww, andiamo a ballarla?!» esclamò Nikki, voltandosi verso John, che sorrise esasperato e la accontentò, lasciandosi trascinare sulla pista da ballo.
Venne presto raggiunto da Brie e Bryan, da Tyson Kidd e Natalya e da tutto il cast di Total Divas. Cominciarono a scatenarsi, tra le luci stroboscopiche e il fumo che invadeva il locale.
Lydia guardò la scena divertita, cercando di ignorare il braccio di Seth Rollins ancora attorno alle sue spalle.
«DAI, BELLA RING-ANNOUNCER! VIENI A BALLARE CON NOI!» gridarono in coro le gemelle, avvicinandosi a lei e prendendola per un braccio per uno.
«No, ragazze, davvero io…!» cercò di protestare, inutilmente.
«SU, NON FARTI PREGARE! VIENI!» la alzarono, ma lei si voltò, ridendo, e trascinò anche Colby con sé.
«Hey, che fai?!» rise Seth, alzandosi.
«Se vado io, vieni tu! Dov'è Roman?!» gridò, mentre lei e Rollins venivano trascinati in mezzo alla folla.
Ballarono come matti e Lydia non smetteva di ridere.
Colby si ritrovò a guardarla e a pensare che, in quei momenti in cui dimenticava tutto ed era semplicemente se stessa al cento per cento, Lydia fosse ancora più bella.
La prese per mano e le fece fare qualche piroetta, ma poi Dolph Ziggler gliela tolse di mano e cominciò a ballare con lei: niente di sensuale, facevano solo gli scemi, agitandosi come bambini. Alla fine, Lydia uscì dalla folla solo per andare a recuperare Damien e Cesaro che la seguirono, ridendo divertiti. Pure Roman venne coinvolto e cominciarono a ballare tutti insieme.
Lydia riuscì a tornare al tavolo dopo quelle che dovevano essere state almeno cinque canzoni infinite. Era stanca e stordita e assetata, così prese il cocktail che aveva lasciato sul tavolo e lo finì con tre lunghi sorsi. Insoddisfatta e con la gola ancora arida, andò verso il bancone del bar.
«Ciao, dolcezza, che ti porto?» chiese il cameriere, sorridendole.
Lydia era tutta accaldata, con le guance rosse, gli occhi accesi e i capelli scarmigliati.
«Puoi farmi uno di quei cocktail fruttati? Non so cosa c'era dentro, me l'ha portato un mio amico!» gridò, per farsi sentire sopra il rumore della musica.
«Credo fosse un Passion Fruit. Te lo preparo subito!»
«Grazie!» sorrise Lydia, sedendosi sullo sgabello e attendendo, mentre frugava nella borsetta alla ricerca di soldi.
Il cameriere le mise davanti un nuovo calice con il cocktail fruttato e ci aggiunse persino una fragola dentro. «Metti dentro quei soldi, tesoro. Offre la casa!»
Lydia spalancò gli occhi. «C-Cosa? Davvero…?!»
«Sì, sei una ragazza così carina, è un piacere!»
Era ovvio che quel tipo ci stesse provando con lei, e infatti…
«Se vuoi, quando stacco dal lavoro, potrei offrirti qualcos'altro, magari in un posto più tranquillo?»
Lydia deglutì e arrossì, giocherellando imbarazzata con lo stelo del bicchiere. «Oh, ehm… ecco, io veramente non credo che…»
«Su, non farti pregare, dolcezza. Andiamo a berci qualcosina, niente di che!» insistette il cameriere, lanciandole un sorriso seducente.
«No, davvero, io non…»
All'improvviso, una presenza calda alle sue spalle la fece irrigidire. Un braccio abbronzato le passò accanto, porgendo al cameriere una banconota da venti dollari. «Una Tennent's e quello che prende la signorina.»
Roman.
Il cameriere prese la banconota e lo guardò sospetto. «Quello che ha preso la signorina è già offerto dalla casa.» ribatté, con tono sostenuto.
«Nah, non credo. Pago io per lei.» insistette Joe, con tono duro.
«Chi sei, il suo ragazzo?» chiese quello con tono sprezzante, sollevando un sopracciglio.
«E' una fortuna per te che non lo sia.» rispose Joe «Il suo ragazzo ti avrebbe già cambiato i connotati, fidati. Ed ora, pensa a fare il tuo lavoro e dammi la mia birra.»
Il cameriere allargò le narici e Lydia pensò che sarebbe uscito del fumo da esse, ma alla fine dovette capire l'antifona e lasciò perdere, mettendo i soldi in cassa e preparando la birra per Roman.
Beh, di certo nessuno avrebbe avuto tanto fegato da contestare un colosso come Roman Reigns.
«Grazie.» sospirò Lydia, reclinando il capo all'indietro per guardare Joe, che ammiccò.
«Nessun problema, baby girl.» prese la birra che il ragazzo gli mise davanti, e bastò una sua occhiata gelida per convincerlo a desistere dal parlare ancora a Lydia.
«Ti ha mandato Jon, a farmi da guardia del corpo?»
«Nah, sto solo tenendo d'occhio la situazione.» rispose Joe con nonchalance, scrollando le spalle e bevendo un goccio di birra «Ti stai divertendo?»
«Non si nota?» ridacchiò, bevendo anche lei un sorso del suo cocktail.
«Dal modo in cui hai costretto mezzo roster maschile a seguirti in pista? Naaaaah!» la prese in giro, ammiccando di nuovo.
Lydia rise ancora, si girò sullo sgabello, così da poterlo guardare direttamente, e poi lanciò un'occhiata alla sala confusa. «Hai visto Jon, per caso?»
Roman la imitò e si guardò intorno, cercando di individuarlo. «Oh, eccolo lì!» disse, indicandoglielo con una mano.
Lydia seguì la traiettoria puntata dal suo dito: Jon era ora seduto al tavolo, dove era lei prima – si erano praticamente scambiati di posto – e, accanto a lui, sorrideva civettuola Renee Young, poggiandogli una mano affusolata sul bicipite gonfio.
Le vennero in mente le parole di Dolph.
"Sta' attenta a quella ragazza, Lydia.Ha una grossa cotta per il tuo Lunatic Fringe. E non è un segreto per nessuno che tra quei due ci sia qualcosa… o ci fosse qualcosa."
No, decisamente non ne faceva un segreto.
E lui, perché sorrideva in quel modo, con quelle fossette adorabili e l'atteggiamento rilassato?
Lydia sentì il cuore dolere come se qualcuno avesse inserito una mano nel petto e l'avesse stretto.
«… che ne dici?» la voce di Joe la fece tornare alla realtà.
Scosse il capo e distolse a fatica lo sguardo dai due, tornando a rivolgerlo al Samoano. «Cosa?»
«Torniamo al tavolo? Qui la gente comincia a spintonarmi e non mi va proprio di dover iniziare una rissa con qualche ubriacone troppo su di giri!»
Tornare al tavolo? Da Jon e… Renee? Sì, che ottima idea!
«Aspetta…» disse e, sotto gli occhi curiosi e sbalorditi di Joe, Lydia bevve il cocktail tutto in un sorso «Me ne servi un altro?» domandò poi al cameriere e, prima che chiunque potesse protestare, gli diede una banconota da dieci dollari, per pagarselo da sola.
«Calma, tigre. Non starai esagerando?» chiese Roman preoccupato.
Lydia scrollò le spalle. «Non è tanto forte, molta frutta, poco alcool.»
Il cameriere le servì un nuovo Passion Fruit, ma questa volta senza fragola. Antipatico.
Lo prese e si alzò, facendo cenno a Joe di fare strada.
Next on Anything but Ordinary...
"Mi scusi…"
Jon si voltò, distogliendo finalmente lo sguardo da Lydia ed osservando l'uomo accanto a sé.
"Lei conosce quella ragazza?"
"Perché?"
"La conosce o no?"
"Sì."
"Sono un po' di fretta, ma potrebbe darle questo da parte mia?"
L'uomo gli porse un biglietto da visita.
Tra la dolcezza di sempre…
Jon la raggiunse e, in un secondo, Lydia si ritrovò stretta tra le sue braccia forti. Tutti i muscoli del suo corpo erano ancora tesi e prominenti, a causa del match concluso da poco.
"Andiamo via… io e te. Cancella qualsiasi altra cosa avessi in programma. Vieni via. Vieni via con me."
Reazioni incontrollabili…
"TE L'AVEVO DETTO!" gridò Jon, scaraventandosi contro Colby e prendendolo per il colletto della camicia.
"Jon, dovresti calmarti, è solo…"
"VAFFANCULO! ADESSO ME LA PORTERANNO VIA E SARA' TUTTA COLPA SUA!"
Persone dal passato…
"Oh mio Dio… Lydia!"
Lydia si voltò, appena in tempo per essere travolta.
Una ragazza dai corti capelli biondi la stava abbracciando.
"B…?"
Ed altri problemi di memoria…
"Lydia, cosa ricordi di ieri sera…?"
"Non molto, veramente… perché? Oddio! Ho fatto o detto qualcosa di male?!"
"No, tranquilla… non hai fatto nulla. Ma davvero non ricordi niente?"
"No… mi dispiace. Che cosa è successo, Jon?"
La situazione si fa ancora più complicata…
"Sethie… tutto bene? Che cos'hai…?"
Seth Rollins si girò, barcollando su gambe malferme. I suoi enormi occhi scuri erano carichi di una rabbia tempestosa.
"Mi ha lasciato…" sussurrò "Leighla mi ha lasciato ed è tutta colpa tua!" gridò all'improvviso, facendola sobbalzare.
"Col… ma di che stai…?"
Lydia non fece in tempo a concludere la frase che Seth le fu addosso.
E quando la verità viene a galla…
"Hey, Lydia. Ma che ti è successo? Hai l'aria… sconvolta." Notò Dean, perdendo immediatamente la sua aria giocosa e diventando terribilmente serio e preoccupato.
Lydia lo fissò, senza sapere che dire. Poi, nascose il viso tra le mani e finalmente si permise di crollare.
E si comincia a chiedere aiuto…
"Cosa riesce a ricordare del suo passato, signorina Russo?"
Lydia guardò il soffitto bianco della stanza e sospirò.
"Poco e niente. Ci sono dei flash… memorie confuse. Non so bene."
"Me ne parli. Che cosa vede, di preciso?"
"Momenti. Serate passate in famiglia. Uscite con amici di cui non riconosco i volti. Giornate passate ad allenarmi. Ma ogni volta che provo a focalizzarmi su un ricordo, questo svanisce."
"Che mi dice dei suoi genitori? Come hanno preso la notizia?"
Lydia chiuse gli occhi. "Loro…"
Le cose continueranno ad essere tutto tranne che ordinarie!
"JON, ATTENTO!"
Il grande SUV nero era capovolto sull'erba, le ruote che ancora giravano nel vuoto.
