Loyalties:
Mass Effect Trilogy è un gioco Bioware. Per qualsiasi riferimento al gioco ufficiale Tutti i diritti sono di proprietà di Bioware. La Fan Fiction "Mass Effect At Dawn Again" è il frutto della mia immaginazione e del mio lavoro, è un libero tributo, appassionato e personale a un grande videogioco. È vietato qualsiasi utilizzo parziale o totale a scopo di lucro e non.
Capitolo 35
Tornare a sognare!
… Liara rimane a lungo accanto a Shepard. Le piace prendersi amorevolmente cura di Lei. Le stringe la mano, le accarezza il viso, sistema i suoi capelli sul cuscino. Quando viene la sera, spesso fatica a scacciare la malinconia, che si raduna testarda alla bocca del suo stomaco e prova ostinatamente a risalire. Non vorrebbe lasciarla da sola, nemmeno la notte, ma è costretta a farlo.
Con il passare delle settimane, Liara ha bisogno di riposare più comodamente, per la loro piccina. Ha preso dei chili ultimamente e il suo ventre è gonfio e teso. Il peso della piccola comincia a farsi sentire, anche sulla schiena. Per questo, ha assolutamente bisogno di un letto comodo, almeno per qualche ora ogni notte. Certo, potrebbe ottenere una branda accanto a Shepard, ma con tutto quel rumore, è sicura che non riuscirebbe a chiudere occhio.
Le luci della sera accendono la notte di seducenti bagliori, oltre la piccola finestra, che regala al sonno di Shepard un pezzetto di cielo stellato. Liara si alza a malincuore, come ogni sera e bacia l'amore della sua vita sulla fronte. La luce sul suo comodino si spegne. La penombra avvolge di dolcezza i sogni di Liara e in un attimo, i suoi desideri prendono il volo. Chiude gli occhi, mentre la notte scivola via, in un battito del cuore. Quando si siede di nuovo accanto a Shepard, è come se non avesse mai smesso di tenerle la mano.
Shepard è immobile tra le lenzuola. Gli occhi chiusi, l'espressione tranquilla, come se dormisse. Liara la guarda, con gli occhi pieni d'amore e d'un tratto, il suo cuore inizia a fare capriole d'emozione. Le palpebre di Shepard si stanno muovendo, fuori controllo, come aggrappate ad un sogno! Liara stenta a credere a quello che vede. Ha bisogno di distogliere lo sguardo, per un istante, per poi tornare a fissare avidamente gli occhi chiusi di Shepard. Questa è la prima volta, che Lei sta sognando... che manifesta una inconfutabile risposta cerebrale!
Liara non ha il tempo di informare Karin. Non vuole rischiare che il sogno possa dissolversi e rapidamente svanire. I rilevatori medici hanno registrato ogni minima variazione nelle onde cerebrali di Shepard per mesi. Karin potrà analizzare i risultati con calma, in seguito. Liara sta fremendo di emozione, ma deve riuscire a concentrarsi, provare a dominare la sua eccitazione.
Se la connessione fosse abbastanza profonda, potrebbe essere in grado di "guardare" dentro al sogno di Shepard, di fondersi alle sue stesse emozioni, condividerle. Magari, potrà anche rivivere momenti del passato, che ha trascorso insieme a Lei! Le sue dita si aggrappano febbrili attorno alle dita di Shepard, in un tremito di euforia, mentre gli occhi di Liara si tuffano nell'eternità.
... La forte sensazione di disappunto è la prima cosa che prova, mentre l'oscurità si dissolve e le sensazioni diventano immagini, le immagini diventano ricordi e i ricordi diventano emozioni. Liara sta camminando dietro a Shepard. La osserva in silenzio seguire con lo sguardo le movenze feline di Sha'ira. Il suo vestito così succinto è uno spregiudicato inno all'erotismo. Il suo viso è troppo bello, per non suscitare voluttuosi turbamenti. La sua voce troppo intrigante, per non eccitare l'immaginazione. Il suo corpo troppo avvenente per non accendere inconfessabili pulsioni.
Liara si ritrova esattamente nel medesimo stato d'animo che ricordava. Si sente sciocca, banale, inadeguata e rivive intensamente la stessa eruzione di gelosia, di quel giorno. Tuttavia, a differenza di allora, si ritrova contemporaneamente, anche dentro alle emozioni di Shepard!
Il Comandante, non è tipo da lasciarsi sedurre dall'ostentazione. Al contrario, una così massiccia dose di arti di seduzione, di solito la mette in allarme. Sta studiando attentamente la Consorte, chiedendosi cosa diavolo può mai volere. Non è eccitata, ma curiosa. Non si sente attratta dal fascino ammaliatore della splendida Asari, che ondeggia sinuosa davanti a lei. Vuole solo capire, dare una mano se ne è in grado.
Tuttavia, la stanza di Sha'ira sembra un'alcova e Liara si sente dominata da una forte tensione negativa. Il potere mentale della Consorte la disturba, la sua avvenenza, la spaventa più di ogni altra cosa. Si sente una ragazzina sprovveduta, troppo insignificante, per competere con qualcuno del calibro della Consorte. Vuole soltanto andarsene, afferrare Shepard per un braccio e trascinarla via. Tutto quello che sa è che odia essere lì e non può fare a meno di sembrare assolutamente infastidita...
L: Affascinante! Adesso rivoluzionerai la tua lista di appuntamenti ogni giorno per incontrare il Comandante?
Shepard è piacevolmente turbata dalla nota di gelosia, che fa vibrare la voce di Liara. I suoi battiti iniziano a correre, mentre il suo stomaco si chiude. Sente un'ondata di felicità inebriare i suoi sensi, un'intensa emozione portarsi via il suo respiro. Deve lottare, per tenere nascosto il sorrisetto compiaciuto, che vorrebbe sgusciare dai lati della sua bocca.
La Consorte si muove, come se le parole di Liara si fossero dissolte prima ancora di raggiungere il suo orecchio. Un languido sguardo, luccicante di indulgenza, vibra repentino e incrocia per un istante gli occhi di Liara. Poi, l'attraente Asari si avvicina sinuosa al Comandante e il suo sguardo la attraversa di mistero. Il tono accattivante della sua voce risuona, come una intrigante melodia.
Sh: Ho anche un'altra cosa per te, se ti interessa.
Shepard ha appena conquistato l'eterna gratitudine di una delle creature più affascinanti e dai poteri mentali più prodigiosi, che le sia mai capitato di incontrare. Non può fare a meno di sentirsi onorata, per questo. C'è curiosità nei sensi di Shepard, dapprima tramutata in incredulità, dalle parole della Consorte, che man mano, diventa apprezzamento.
Sh: Ti offro un dono di parole. Un'affermazione di chi sei e chi diventerai... vedo la tua pelle, dura come le scaglie di un Turian. Inflessibile. Come un muro tra te e chiunque altro, che ti protegge, ti rende forte...
Shepard si sente lusingata dalla parole di Sha'ira. Prova un profondo rispetto per il suo straordinario talento. Si sente infinitamente grata per l'ondata di positività, che la sua voce è in grado di infonderle.
Sh: Neanche tu nascondi la tua forza. Essa ti serve bene, perché terrorizza i tuoi nemici. Pochi oseranno opporsi a te. Questo potrebbe essere chi sei ora, ma non è quello che diventerai. È solo la base della tua futura grandezza. Quando il dubbio ti assalirà, ricorda queste parole, Comandante.
Esattamente le parole che Shepard ha bisogno di sentire. Ma c'è dell'altro. Qualcosa che Liara non poteva immaginare, quel giorno e che adesso la fa tremare dall'interno, dentro a una tempesta di emozioni. Sha'ira si fa più vicino. I suoi occhi lanciano lampi di suggestione, la sua mano allettante sfiora la guancia di Shepard, delicatamente la attira verso di se. Le sue labbra di velluto mormorano incomprensibili tra i capelli del Comandante. Poi, il bisbiglìo diventa un suono, capace di far vibrare l'animo di Shepard con sensazioni meravigliose...
Sh: Percepisco una connessione molto forte, Comandante, davvero speciale. Un legame, profondo e indissolubile, capace di nutrire la tua forza, di annientare la paura. C'è un'attrazione ancora senza una definizione. Al momento, in una fase embrionale. Ma, che si rivelerà, giorno dopo giorno, sempre più chiaramente al tuo cuore, in un modo davvero straordinario, fino al punto da diventare invincibile.
Riesco a vedere i contorni abbozzati di un "Legame Perfetto," Comandante, che ti unisce, con rara e preziosa armonia, a "un'Anima Gemella," che si trova proprio qui, in questa stanza! Non avere paura di ascoltare il richiamo del tuo cuore, Comandante. Lasciati guidare dalla meravigliosa magia di ciò che provi. Stai per ricevere un dono straordinario, fatto di Amore. Vedo, che questa è la tua migliore possibilità di sopravvivenza!
Liara può sentire il proprio nome risuonare nei pensieri di Shepard. Come una dolce melodia, che le scombussola il cuore di gioia, "Oh Piccola, come vorrei che sapessi, che tutto quello che voglio sei tu!" L'attrazione che provano l'una per l'altra diventa elettrica sulle punte delle dita di Shepard, che sfiorano brevemente la guancia di Liara, facendo uscire i loro cuori dal petto. Negli occhi di Shepard c'è una tale intensità, che Liara sente le gambe trasformarsi in acqua. I loro sguardi si appartengono per un battito d'ala, ma la voce di Shepard è troppo dolce, per non rivelare a Liara che cosa le sta battendo nel cuore...
S: Forza, andiamo. Qui abbiamo finito!
… Anche il sogno è cambiato. Liara riconosce subito la scala della stiva di carico. Shepard sta scendendo in silenzio, avvolta dalla penombra rossastra delle luci di servizio. Ha lo sguardo stanco, distratto dal calpestio dei suoi stessi stivali sui gradini. Pensieri cupi si agitano nella sua testa, alimentati dal frequente mormorio di assestamento delle paratie della Normandy, che risuonano dentro di lei, come un malinconico canto di balene.
È abbastanza buio, tranquillo e silenzioso quaggiù. Per questo Jack ne ha fatto il suo nascondiglio.
È sdraiata da qualche minuto, abbandonata sulla scomoda cuccetta, accanto alla paratia della stiva di carico. Immobile. Il rumore del cappuccio del detonatore non ha ancora smesso di scandire il tempo nella sua testa. Dolorosamente. Orecchie perennemente stordite dal fragore dell'esplosione. Un eco che proviene dall'interno e continua a farla vibrare, come una pelle di tamburo.
Ha freddo. La sua anima è rimasta lo stesso grumo di desolato furore e incontrollabile follia. Come se nessuna vendetta potesse mai riuscire a cambiare la schifosa realtà del suo inevitabile destino. In fondo, sapeva che c'era l'evenienza di non trovare consolazione, dopotutto. Anzi, paradossalmente, di sentirsi ancora peggio. E infatti è successo.
Il Complesso Teltin si è disintegrato in milioni di schegge, scagliate come proiettili di furore, attraverso tutto il pianeta, ma... niente era come lo ricordava! La vendetta lascia il posto alla colpa, il furore è inghiottito da un doloroso rimorso.
Il senso di colpa del sopravvissuto sibila come un costrittore, schiacciando tutta l'aria fuori dai suoi polmoni. "Fanculo! Se non ero io... sarebbero morti per qualcun altro! Andate a farvi fottere!" Chiude gli occhi, incapace di frenare il torrente di lacrime, che scivola lungo le guance. "Merda! Proprio una merda fottuta!"
Jack stringe rabbiosamente una fiala di hallex nella mano, mentre anela disperatamente un po' di ristoro."Vaffanculo!" L'ondata di piacere arriva improvvisa, come un orgasmo. Ricordi fluiscono alla rinfusa, come insetti famelici, che scavano solchi dolorosi.
I ricordi corrono, si sovrappongono l'un l'altro nella mente di Jack. L'anima urla, bisognosa d'amore. Invece, nient'altro che sesso, ancora e ancora. Fino a quando fa così male, da farle sembrare la rabbia un sollievo, la solitudine un paradiso al quale non vuole più rinunciare.
Cerberus ha tormentato la sua infanzia, le ha strappato via tutta la pace dal cuore. Per tutta la vita, ha guardato Teltin saltare in aria ogni notte, dentro al suo incubo peggiore, madida di sudore. Ogni maledetta mattina, ha sentito la furia risvegliarsi insieme a lei, più grande e più soffocante di prima. Poi, boom! Finalmente, vaffanculo Cerberus. Stavolta, fanculo per davvero!
Jack sembra svenuta, quando la mano preoccupata di Shepard le cerca il battito. Prima al polso, poi sul collo. Jack sente la mano del Comandante, toccarle una spalla, poi il viso. Un filo di voce strafatta emerge dall'inferno e affonda nel silenzio, come una lama, che taglia fuori e dentro di lei...
J: Ehi, vuoi scopare Shepard!? Già, dovevo immaginarlo. Sai, tutti vogliono sempre qualcosa e tu non sei diversa dagli altri, vero?! A dire il vero, non sono così arrapata all'idea, tesoro, ma... mi hai fatto un grosso favore, quindi, OK. Basta che ti sbrighi, perché voglio dormire!
Shepard cerca di nascondere dietro a un sorrisetto malizioso, la profonda sensazione di squallore, che la colpisce come un pugno allo stomaco. La compassione si dibatte nel suo cuore angosciato e mantiene la sua voce gentile, pacata...
S: Oh, sei gentile, Jack! Grazie, ma sono già impegnata! E poi, io non scopo... tuttalpiù se fossi proprio fortunata, farei l'amore, ma sai... a dire il vero, questo non è un buon momento, nemmeno per me! Sei fatta! ...Hallex, non è vero?
La voce di Jack sembra stordita, eppure è come un rasoio, che non smette di tagliare...
J: Già! Oh, il tesorino non scopa! Diavolo no, lei fa l'amore! Solo e soltanto con la sua principessina azzurra! Beh, che cazzo vuoi allora?! Non mi serve la tua pietà Shepard! Che cazzo ne sai tu di cosa ho bisogno?! Magari, se avessi un passato di merda come il mio, adesso vorresti soltanto scopare!
Non è mai stata una questione di compassione. Shepard si sente molto vicina a Jack e riesce a leggere chiaramente ciò che lei non vorrebbe mostrare a nessuno, nemmeno a se stessa. Allora, si siede accanto a lei e le infila gli occhi nel cuore. Le parla come nessuno aveva mai fatto prima...
S: Non è pietà, Jack, pensavo lo avessi capito! Lo sai, potrei scrivere un libro sull'infanzia di merda, perché sono stata sull'orlo dello stesso burrone! E sarei caduta anch'io, se non fosse stato per... un Amico! Lui mi trovò una notte, sanguinante in mezzo all'immondizia, in fondo alla settantaquattresima strada. Avevo una commozione cerebrale e la maggior parte delle ossa fracassate a suon di botte!
Erano in tre fottuti bastardi, tutti umani e mi avevano messa con le spalle al muro. Erano strafatti, oppure ubriachi. Eccitati come maiali. Cercavano "carne fresca," per finire in bellezza la serata! Beh, forse avrei dovuto lasciarglielo fare, evitare di difendermi, ma, come ti ho già detto, io non scopo. Avevo solo 15 anni, ero magra e denutrita. Non avevo avuto altro addestramento, se non quello della strada. Non mangiavo da due giorni e quella notte, mi ero attardata a rovistare nella spazzatura del ristorante cinese, che di solito era un buon posto.
Quando mi accorsi di avere compagnia, mi avevano già circondata. Quello grasso mi aveva riconosciuta. Avevo fracassato il vetro della sua skycar, quello stesso pomeriggio. Gli avevo rubato 10 fottuti crediti e finalmente avevo un paio di scarpe ai piedi! Tuttavia, aveva intenzione di farmela pagare. Tutti i suoi schifosi amici volevano farmela pagare! Così, provarono a violentarmi, ma io mordevo, tiravo calci e pugni, disperatamente. Li colpivo con tutte le mie forze, mentre mi dimenavo come un serpente con il pepe al culo.
Allora iniziarono a fracassarmi di botte. Cercai di resistere più che potevo e fui dannatamente fortunata, perché la mia mano finì contro il manico del coltello, nella tasca di uno di loro. Lo affondai in una gamba, con tutta la disperazione che avevo. Poi, in un braccio e subito dopo, sulla guancia sinistra di uno di quei fottuti bastardi.
Il sangue mescolato alle lacrime mi annebbiava la vista, mentre il mio cervello si intorpidiva. Pensai, che se proprio dovevo morire, avrei lottato fino all'ultimo alito di vita, fino all'ultimo respiro che mi restava in corpo. Sentii lo spostamento d'aria di uno sparo nelle orecchie e indovinai a malapena un'ombra scura che si avvicinava. Ero a terra, mi faceva male ovunque. Mi sembrò che il buio mi inghiottisse e persi i sensi.
Anderson mi raccolse e mi portò all'ospedale. Pagò di tasca sua per le mie cure mediche. Venne a trovarmi ogni giorno per un mese. Mi disse che non aveva mai visto nessuno, così determinato a sopravvivere.
Era molto buono con me, ma io non ero abituata alla bontà! Non potevo fare a meno di pensare, che volesse qualcosa in cambio. Quindi, non mangiavo i suoi deliziosi cioccolatini, non indossavo i vestiti puliti che mi aveva portato e non gli parlavo. Ma, soprattutto cercavo con tutte le mie forze di non fidarmi di lui, di non affezionarmi, perché ero sicura, che prima o poi, sarei rimasta fregata.
Invece, mi sbagliavo! Anderson faceva parte dell'Alleanza. Sai, è curioso, all'epoca era un Comandante. Un giorno, mi chiese se mi sarebbe piaciuto diventare un soldato, entrare in Accademia e usare il mio talento per fare qualcosa di buono. Per farla breve mi offrì l'occasione di cambiare la mia vita, senza mai chiedere niente in cambio.
Ecco, è esattamente questo che sto facendo con te Jack! Quindi, puoi continuare a masticare rabbia, finché non perderai il tuo ultimo dente del cazzo. Oppure, puoi smettere di essere soltanto incazzata e usare il tuo talento per qualcosa di buono! Io feci la mia scelta. Suppongo, che ora tu dovrai fare la tua!
Jack non può smettere di stringere i denti con ostinazione, se vuole bandire quella pioggia di lacrime, che vorrebbe cadere. Per la prima volta nella sua vita sente di non essere sola. Prova un'emozione bellissima e insieme maledettamente dolorosa. Cerca di fare del suo meglio per controllare la voce, ma un leggero sfavillio di emozioni mette improvvisamente a nudo, tutta la sua fragilità. Jack non immaginava, di poter avere una tale dolcezza nella voce...
J: Shepard, io... mi dispiace! Grazie, Comandante, non te ne pentirai!
Il sorriso comprensivo di Shepard infonde a Jack la fiducia di cui ha bisogno. Il suo atteggiamento amichevole, la fa sentire importante, come non lo era mai stata prima.
S: Lo so!
Shepard ha un disperato bisogno di segnali positivi per continuare a sperare. Prova una profonda sensazione di appagamento nell'aiutare Jack. Le sembra che lo spiraglio di luce che faticava a vedere, stia diventando più luminoso. Le manca Liara in ogni singola cellula del suo corpo. Il suo nome invade improvvisamente tutti i suoi pensieri. Ogni battito del suo cuore scagliato nella tempesta d'amore che prova per lei. Shepard chiude gli occhi, assaporando per un attimo i bellissimi ricordi che ha di Liara. Prima di risalire le scale, si ferma un momento. Guarda Jack dritto negli occhi e si rivolge a lei in tono di comando...
S: Ma ti avverto, Jack, niente più droghe! Se ti trovo ancora fatta, non importa se in licenza o in missione, ti sbatto personalmente fuori dalla mia Nave, per la stessa via dell'immondizia, come è vero che esiste l'inferno! Mi hai sentito?!
Il leggero ghigno di Jack emerge a malapena dalla luce fioca, mentre un lampo di complicità, accende il suo sguardo...
J: Si, signora!
... Il sogno cambia ancora, assume la forma di ricordi dolorosi. La porta della cabina si chiude con un sibilo dietro la schiena. Quasi immediatamente seguito dal solito colpo sordo. Shepard è immobile in mezzo alla stanza desolata. Occhi pieni di pioggia, il cuore soffocato di spine. La quasi totalità del suo corpo sta inviando preoccupanti segnali di allarme al suo sistema limbico, retaggio del terribile scontro appena concluso su Noveria. È esausta. Esausta e devastata! Spegne la luce, non vuole vedere più niente! Il tremendo mal di testa, che tormenta il suo cervello, le sembra quasi un sollievo, in confronto a come si sente dentro.
Un colpo deformante di Benezia ha colpito Shepard in pieno petto e il suo amplificatore biotico ha avuto un leggero sovraccarico. Per questo, Il dottor Chakwas lo ha disattivato per precauzione. Ha molto insistito, perché trascorresse la notte in infermeria, ma il Comandante ha declinato l'offerta. Ha assoluto bisogno di restare da sola. Vuole guardare il suo dolore negli occhi, finché è ancora caldo. Inoltre, non è pronta per incontrare Liara, sente di non avere abbastanza forza per sostenere il suo sguardo.
La sua uniforme è sporca, sudata. La lascia cadere a terra, con movimenti lenti, distanti. Poi, si infila sotto la doccia, come dentro a un nascondiglio. Chiude gli occhi e si lascia accarezzare dal getto gentile. Un silenzio colpevole avvolge di nuovo la stanza, mentre indossa il suo comodo pigiama rosso, e si siede sul letto. La sua mano rovista lo zainetto nel comodino e ne estrae un piccolo specchio quadrato, con la cornice dipinta di azzurro. Il comando è a malapena comprensibile, "Luce 20%". La penombra rivela lo specchio tra le mani di Shepard, grande quanto basta, per contenere tutto il suo viso. Si costringe a guardare la sua immagine riflessa e tutto ciò che vede è la faccia di un mostro. La bestia che ha ucciso la madre della persona più importante nel suo cuore, della meravigliosa creatura, che in tutto l'universo, sente più vicina.
Vergogna, rimorso, paura, sono stati d'animo che Shepard ha sempre avuto problemi ad accettare. C'è un rabbia feroce, che si muove nella notte dentro di lei e come uno scaltro predatore divora la sua anima e la fa sanguinare. Il suo pugno destro si abbatte inaspettato in pieno viso, una volta, due volte e poi ancora e ancora, facendo esplodere il suo riflesso. Lo specchio si rompe in dozzine di schegge dolorose, che si conficcano nella sua mano, la fanno sanguinare.
Non le importa della mano, non presta attenzione al dolore fisico. Tutto quello che vuole è urlare contro l'immagine di se stessa fatta a pezzi, che la fissa da dentro allo specchio, proprio come il suo cuore è fatto a pezzi nel petto. "Maledetta! Sei una dannata bastarda! Ti odio, ti odio!" Poi, la rabbia si arrampica con sfrontata arroganza fino in gola e la fa esplodere in un pianto a dirotto. Il nome di Liara emerge delicatamente tra i singhiozzi. "Mi dispiace tanto! Potrai mai perdonarmi, Liara... Amore mio!? Mi dispiace così tanto... mi dispiace, amore mio!"
Il cicalino della porta suona. Shepard scatta in piedi come una molla. Un Comandante non può farsi vedere in quello stato, in nessuna circostanza e da nessun membro del suo equipaggio. Soprattutto... se si trattasse di Liara! "Solo un momento!"
Quando la porta si apre, Liara rimane per un istante silenziosamente in piedi, come sospesa in mezzo alla stanza. La penombra fa luccicare il disagio nello sguardo di Shepard, che ha faticosamente ritrovato il suo autocontrollo. L'attenzione di Liara è attirata dalla vistosa fasciatura di fortuna che avvolge la mano del Comandante. Non ricordava che Shepard fosse ferita a una mano. Prima che possa chiedere spiegazioni, la voce gentile di Shepard, fluisce attraverso i sensi di Liara, li fa vibrare di emozione.
S: Coraggio, siediti!
Liara si siede sul letto accanto a Shepard. La sua voce è una carezza d'amore e di tristezza insieme.
L: Shepard... io... non riuscivo a dormire. Ero preoccupata per te, per... Noi! Ho bisogno che affrontiamo insieme i fatti terribili di oggi. Ho bisogno che troviamo insieme la forza per andare oltre.
Credo che dovremmo aprire i nostri cuori l'un l'altra... con fiducia e sincerità. È difficile per me accettare di aver perso mia madre in questo modo! Lo sai, in fondo al mio cuore, speravo che mi avrebbe ascoltato... che avrei potuto davvero convincerla a lasciare Saren, a venire con me... con Noi! Adesso mi sento così stupida e... mi fa tanto male, Shepard!
Ma, soprattutto, voglio che tu sappia, che non hai mai smesso di essere speciale per me, Shepard... MAI, nemmeno per un istante!
Lacrime calde scintillano negli occhi di Shapard. La luce fioca la aiuta a nasconderle, finché non iniziano a scivolare giù, a inondarle le guance, come una triste pioggia di luce. Sente il braccio di Liara avvolgersi teneramente alla sua spalla. Il contatto con il corpo di Liara travolge i sensi di entrambe con emozioni profonde, così pure e intense, da farle tremare. Shepard apre a Liara il suo cuore, con voce vibrante di doloroso rimpianto...
S: Ho fallito, Liara! Non sono stata all'altezza della situazione. Ho permesso a Benezia di attaccarti, fin quasi a ucciderti! Non ho saputo trovare un modo di renderla inoffensiva... se non ucciderla! Dovevo farla tornare in se... non essere costretta a colpirla a morte, invece... io... io...
La voce di Liara vibra più profonda, scivolando nell'animo di Shepard, come una mano gentile, che offre al suo cuore un inaspettato ristoro. Così prezioso, da farla sussultare. La sua voce è insieme decisa e traboccante di dolcezza...
L: Shepard, ti prego, non torturarti! Io ero lì, ti ho visto cercare di salvarla con tutte le tue forze! Sei stata costretta, Comandante... tutti noi lo siamo stati! Benezia non si sarebbe fermata davanti a nulla... nemmeno alla sua stessa figlia! Il suo indottrinamento aveva raggiunto un livello irreversibile e lei lo sapeva! Ci avrebbe ucciso, Shepard! E questo avrebbe reso Saren ancora più forte! Con mia madre e un intero esercito di Rachni, probabilmente inarrestabile!
Shepard attira Liara tra le sue braccia con veemente dolcezza. La stringe forte al cuore e lascia che tutto il suo rimpianto svanisca tra le sue braccia. Rimangono a lungo in silenzio, nel tenero rifugio di quell'angolo d'amore. Piangono insieme, condividono profondamente i loro sentimenti e teneramente si consolano.
S: Grazie! Sei così... speciale per me, Liara! Così preziosa. Qualunque cosa accada, morirei piuttosto di farti ancora del male!
L: Oh, Shepard! Non dirlo nemmeno per scherzo! Ti giuro, che non riesco a immaginare nessun dolore peggiore di vederti morire!
… I sogni sono una dimensione speciale dell'anima, dove ricordi e desideri si mescolano, dando vita ad una nuova e meravigliosa realtà. Così vivida, intensa e importante, da far battere il cuore con vere emozioni.
Il momento è adesso. Shepard e Liara sono in piedi, una di fronte all'altra, vicino al letto vuoto. Non c'è traccia di gravidanza nella percezione che Liara ha di se, perché il suo aspetto è il risultato di una proiezione mentale di Shepard. Il suono dei terminali si trasforma nella dolce melodia della loro canzone preferita. Le loro dita si intrecciano, rendendo ogni battito elettrico, seducente ogni respiro. È come se il cuore di Shepard iniziasse a correre dentro al petto di Liara.
S: Ti amo!
L: Oh, Shepard... ti amo anch'io! Mi manchi così tanto!
Le loro labbra si appartengono. Trascendono l'universo fisico e vanno oltre il tempo e lo spazio. Si fondono d'amore e ritrovano in un istante tutta la meravigliosa intimità che lega i loro sensi, intrecciati di indescrivibile poesia, in un lungo respiro di eternità.
Le loro menti si toccano. Pensieri e sensazioni si fondono, identità si mescolano, memorie ed emozioni si compenetrano tra loro. Le loro vite si appartengono e due diventano indissolubilmente uno.
L'eternità restituisce loro il tempo e lo spazio. La voce di Shepard percorre le profondità della coscienza di Liara e la mantiene dentro di se, gelosamente custodita come il tesoro più prezioso.
S: Non so dove sono, Amore mio, ma... mi basta sapere, che sei qui con me!
… Shepard è immobile tra le lenzuola, gli occhi chiusi, l'espressione tranquilla, come se dormisse. Il sogno si dissolve, accuratamente riposto nell'oscura custodia celata sotto alle sue palpebre chiuse. L'azzurro luminoso ritorna a splendere dentro agli occhi attoniti di Liara, ricamati di rilucenti lacrime di gioia. L'eccitazione sta mettendo a soqquadro tutti i battiti del suo cuore. Le sue dita sono ancora intrecciate tra quelle di Shepard, che non ha mai smesso di dormire.
L: Oh, Shepard! È stato... incredibile!
Liara stringe la mano di Shepard, con intensità. La raccoglie nelle sue, portandosela al collo e posa silenziosamente la sua guancia sul dorso. La cerca piano con le labbra, le accarezza teneramente la pelle. Rimane a lungo nel conforto di quel bacio, immersa in quel contatto gentile, sprofondata nel calore dei suoi sentimenti. Fin quando le sue labbra si schiudono in un sorriso radioso...
L: Oh Emy! Lo sai, devo dirti una cosa e... non vedo l'ora di farlo! È una cosa bellissima, ma... dobbiamo aspettare il momento ideale! Domani, ricorderemo Cronos e... beh, non riesco a immaginare un'occasione migliore! Buonanotte Stellina... ti amo!
Liara è molto spossata. Quando il sorriso trionfale di Karin appare sulla soglia spalancata, riesce a malapena ad alzarsi. Tuttavia, è troppo felice per non ricevere nuove energie e può trascinare facilmente anche Karin, nella stessa elettrizzante euforia.
L: Oh, Karin! Non riesco davvero a crederci! Shepard ha fatto un sogno! Un sogno lunghissimo, pieno di ricordi, di emozioni vissute davvero. Sono riuscita ad unirmi a lei in un'incredibile fusione mentale... emozionante oltre i miei sogni più sfrenati! Potevamo condividere tutto. Era... oh, Dea! Eravamo unite, Karin e... Shepard era proprio qui, in questa stanza, in piedi di fronte a me! Mi ha parlato, ha detto che mi ama, che non sa dove si trova, ma che non le importa perché, io sono qui con lei. Poi... poi mi ha baciato! Oh, sembrava così reale, Karin... così intenso... così...
Piccole gocce di luce ricamano gli occhi di Liara di emozione. Lacrime di dolci aspettative stanno investendo le sue guance. Nascondono le sue parole in gola, mentre le mani di Karin si stringono sulle sue spalle, in uno slancio di conforto.
K: Ehi, coraggio, Tesoro, andrà tutto bene! Questa è una notizia fantastica, Liara! Ho appena ricevuto una lettura delle onde cerebrali di Shepard! Il suo cervello "si è mosso!" Sembra che finalmente stia reagendo alla "terapia dei ricordi e delle emozioni." Devo studiare tutti questi dati con cura, ma credo di poter affermare, che abbiamo avuto un riscontro molto positivo!
Le parole di Karin suonano come la musica più dolce nel cuore di Liara, che rotola tra il petto e l'anima, come in un vortice di gioia. Liara è senza fiato e le sembra di non poter più aspettare.
L: Oh, Dea! Credi che si stia svegliando?
K: Beh, ufficialmente è troppo presto per dirlo, ma senza dubbio, questo è un gran bel segnale, Angelo! Adesso però butta giù questo delizioso "intruglio rigenerante" fino all'ultima goccia e poi a nanna! Ho del lavoro da fare e tu devi riposare.
L: No, Karin, sto bene! Preferisco rimanere con Shepard un altro po'.
Sfortunatamente, la risposta di Karin tuona in tono irremovibile.
K: Ordine del dottore, mia cara. Ci siamo capite?
Liara si alza e abbraccia Karin in uno slancio di amicizia, la voce piena di gratitudine...
L: Si, Dottore! Oh Karin, sono così felice!
Karin restituisce l'abbraccio, con affettuosa dolcezza. Non può nemmeno iniziare a descrivere quale tempesta di emozioni le sta tuonando nel cuore, quale meravigliosa speranza sta facendo vibrare la sua voce...
K: Oh, anch'io, Angelo... anch'io! Non puoi nemmeno immaginare quanto!
… Shepard è sola adesso. La notte raggiunge il suo viso, si dibatte impalpabile, nascosta fra le lenzuola. Le avvolge lentamente le braccia, posandosi leggera fra i suoi capelli biondi, del colore del miele. Altro buio avanza furtivo, si mescola in quegli occhi chiusi, si espande tra le sue labbra, accarezzato da ogni respiro.
Shepard è immobile, fra le lenzuola, gli occhi chiusi, l'espressione tranquilla, come se dormisse.
Dentro di Lei è sempre notte. Il buio nasconde ogni cosa, il tempo le scivola via, scandito dal suono dei terminali: regolare, monotono, sempre uguale. Lo sente accumularsi, instancabile, un secondo sopra all'altro, infinito! Lo ascolta scorrere, ostinata. Non smette mai di farlo, perché ha bisogno di quel suono ritmico, che procede interminabile, per non lasciarsi andare. Per non perdersi dentro al silenzio... per rimanere unita alla sua mente, aggrappata ai suoi ricordi, stretta a Lei e... a quella irrinunciabile promessa! "Te lo giuro, mai più"!
La voce di Liara le rimane impigliata ogni notte, dolcemente cosparsa dentro di Lei, in un eco continuo, confortante. "Ti amo... mi manchi... buonanotte Stellina... torna presto... devo dirti una cosa!" Il suo tono, la sua gentilezza, ciò che prova per Lei, così profondo e smisurato, la tengono concentrata. Sempre più assorta, più presente. Ad ogni istante più consapevole di Se.
Sente il suo corpo, sa di averne uno. Sul dorso della mano, le pare di sentire ancora il piacevole peso delle labbra di Liara, il calore del suo respiro, la sua guancia, che preme su di lei. È una sensazione bellissima e non vuole perderla, non vi sa rinunciare! Quando si concentra così tanto, riesce persino a pensare, a scorgere una luce lontana. Dapprima un piccolo puntino luminoso, disperso in un oceano di tenebre, che si fa via via più grande, più intenso, fino a cancellare l'oscurità, permettendole di vedere il viso di Liara, che le sorride!
Lei è bellissima e si sente scoppiare d'Amore! Non può lasciarla andare, non vuole! Allora, immagina di poterle parlare, di dirle di nuovo ciò che prova per Lei, "Ti amo Baby... ti amo... io... io ritorno... sempre... non temere!" Lo sforzo è talmente grande, che la precipita in un sonno profondo.
Non può muoversi, non può parlare con la voce, non ancora, ma... è viva, adesso lo sa, ormai ne è sicura e... vuole soltanto tornare!
Continua...
