Una piacevolissima e sfrenatissima dipendenza: Bellatrix
"Ma mio Signore, perché non ci posso andare?" grido appena uscita dalla sala utilizzata per le riunioni. Nemmeno si degna di rispondermi, di voltarsi verso di me per guardarmi. Così affretto il passo, quasi rincorrendolo e gli sfioro il braccio per fermare la sua avanzata incurante, totalmente incurante di me …
"Perché mio Signore, perché fate così?" gli chiedo "Perché non posso andarci anch'io?" insisto appoggiando appena la mano sul suo braccio.
Lui mi si allontana malamente, fulminandomi con lo sguardo. Non parla.
Capisco di avere esagerato, capisco la mia reazione poco delicata nei suoi confronti e me ne pento subito.
Ma … ma non capisco perché non mi ha fatto entrare a far parte del gruppo di Mangiamorte che si recherà ad Hogwarts per partecipare alla missione più importante degli ultimi tempi. Lo guardo anch'io senza dire una parola, cerco, aspetto una risposta.
Ma è impossibile mantenere alto lo sguardo davanti a lui, quando mi sfida apertamente, coi suoi occhi taglienti.
Prima che i miei mi si riempiano di lacrime che sento sgorgare fin dallo stomaco, chiedo ancora "Perché io no?" per poi distogliere lo sguardo dal suo, sentendo un velo impercettibile di bagnato sulle ciglia.
"Tu la devi smettere di discutere le mie scelte" mi dice scandendo fin troppo bene le parole. Trattengo il respiro, odio farlo arrabbiare e riesco sempre solo ad irritarlo ultimamente. Non avevo nessuna reale intenzione di discutere le sue scelta, soltanto volevo sapere perché non mi lascia andare ad Hogwarts, perché ha deciso di escludermi.
Per lui il dialogo non esiste più, nemmeno con me. Prima del disastro che è successo 16 anni fa, mi parlava, mi rendeva partecipe, mi spiegava, mi confidava anche qualcosa.
Ora no, non più. Ora sono solo io a parlare. Di me, di Azkaban, di coloro che ci circondano, di quanto lo adoro … ma lui mai. Lui mi ascolta in silenzio e, se gli chiedo spiegazioni, mi tratta così.
Solo pochi giorni fa, mi era piaciuto tanto stare con lui, era stato così bello, credevo quasi si fosse avvicinato a me, solo a me. Ora è cambiato di nuovo tutto diverso. Il suo umore è talmente mutevole che non è possibile nemmeno immaginare come reagirà. Sarà per via di Saturno, pianeta dominatore del suo segno …
Lo guardo mentre si allontana, pensando queste cose. E mi vaga nella testa solo l'immagine di Saturno, pianeta di morte e distruzione, il più instabile di tutti quelli esistenti. E mi sento quasi di sorridere, appoggiandomi ad una colonna di marmo freddo del grande corridoio, a guardarlo, come sempre.
Ferma lì, ma con una voglia immensa di corrergli dietro e dirgli che è inutile che tenti di farmi soffrire, di allontanarmi … perché io lo amo. E lo amerò sempre.
E non mi allontanerò mai.
Quando lo vedo scomparire voltando l'angolo per salire le scale che portano alla sua stanza, penso a noi, quando facciamo l'amore insieme … cioè, sesso insieme. E penso alla sua stanza, a quanto mi piacerebbe farlo lì, farlo nel suo letto … e dormire in quel letto per tutta la notte. Non con lui, mai e poi mai oserei aspirare a tanto. Ma nel suo letto sì. Allora, non so perché, mi sentirei davvero sua, tutta sua, per sempre sua. Contaminata da lui, oscura e depravata almeno quanto lui. Ora no, non ancora. Manca quel certo non so che. Mi sento una fanciulla innocente davanti al mio Signore. Dormendo nel suo letto invece, mi sentirei davvero, in tutto e per tutto, una strega.
"E così non ci sarai ad Hogwarts …" mi sento rivolgere questa parole, improvvisamente, da una voce nasale e sarcastica, che mi distrae all'improvviso dai miei pensieri languidi e innamorati.
"Piton …" sibilo arrabbiata guardandolo in cagnesco.
Lui sorride beffardo "Non riesco ad immaginare come mai l'Oscuro Signore non ti abbia scelto per la missione ad Hogwarts, mentre io potrò partecipare … non è che stai perdendo punti agli occhi del tuo adorato padrone?"
Già io non sono di buon umore, già soffro per conto mio, già sono terribilmente gelosa e invidiosa di chiunque e qualunque cosa si avvicini anche solo vagamente al mio Signore più di quanto gli sia vicina io, per di più lui mi viene a fare quella provocazione proprio ora … proprio non lo sopporto. "Senti" inizio a dirgli "già non mi fido di te, già penso che tu stia dalla parte di Silente, che tu sia il suo fantoccio preferito. Per di più, non sopporto che tu ti permetta di insultarmi, o fare ironie sui fatti miei, hai capito?"
"Devo proprio aver colpito sul vivo, se ti alteri così tanto … e si nota, vagamente, non mi fraintendere, una certa punta di gelosia nella tua voce, e nel tuo comportamento." dice sorridendomi, io mi sento esplodere dalla rabbia, estraggo la bacchetta dal fodero e lo minaccio apertamente "Non osare dire assurdità sui miei sentimenti, di qualsiasi tipo essi siano, intesi?"
Piton rimane assolutamente impassibile, senza scomporsi minimamente, dopo poco però dice calmo "Certo, non insinuerò più nulla, non agitarti. Quando ti agiti tu è un disastro e io non ho voglia di problemi."
A quelle parole rimetto abbasso leggermente la bacchetta e lo guardo sempre arrabbiata. Lui fa per andarsene, ma prima di essersi allontanato mi sussurra bieco "Cosa ci vuoi fare, al cuor non si comanda. Non te la prendere con altri, se il tuo amore è sofferto ..."
L'avrei volentieri strozzato, stavo per afferrarlo e graffiarlo fino ridurlo in pezzettini, ma il vigliacco si è ritirato smaterializzandosi con teatralità.
Ho una rabbia tale da sfogare che prendo il primo oggetto che ho a portata di mano e lo scaravento con forza dietro di lui: maledetto pipistrello oscuro che non è altro, con un naso delle proporzioni di un rubinetto. Sarà tanto acido perché, da giovane, nessuna l'ho voluto e cercato. E nemmeno ora mi pare faccia strage di cuori. Mi ha messo di malumore quasi quanto sapere che il mio Signore, ancora una volta, si è allontanato da me.
Sospiro impotente e sola. Da un po' di tempo a questa parte, ancora più che in passato, mi sono accorta che se non passo il tempo con l'Oscuro Signore, mi sento triste, inquieta, insoddisfatta e agitata.
È una sensazione odiosa che non riesco proprio a sopportare. Mentre vado verso la mia camera da letto, mi guardo nello specchio enorme posto nel corridoio che porta nelle stanze private. "Perché" mi domando "quando non sto con lui per un po' di tempo, mi spuntano le occhiaie sul viso, la mia figura diventa più emaciata, sembra quasi più fragile, e il ventre, se lo sfioro, se lo guardo bene, sembra quasi più immaturo?" sospiro avvicinandomi ancora di più allo specchio, forse è solo un'impressione …
"No" mi dico poi "non è un'impressione, quando mi sento parte di lui, il viso mi diventa più grazioso e sensuale, scompaiono le occhiaie, il mio corpo è armonico e mantiene il giusto peso … lo sguardo è più vivo e felice e il ventre diventa quasi dolce e morbido … non so bene come, ma non è mai stato così prima d'ora."
La differenza, comunque, si vede, è netta e ben percepibile, più mi osservo, più mi sono chiari anche altri particolari.
Mi allontano pensierosa dallo specchio e, entrata in camera mia, mi abbandono sul letto.
"Devo aver sviluppato una vera dipendenza fisica ed emotiva da lui, dal mio Signore …" dico fra me e me. Sfiorandomi di nuovo il corpo.
"Una piacevolissima e sfrenatissima dipendenza. Assoluta. Per lui"
E mi viene da ridere. Di me, del mio amore, del mio desiderio, della mia dipendenza, di quel che lui sa e non sa sull'argomento. Ridere e sorridere, ridere e sorridere … finché mi freno.
Di certo non riuscirei a dormire questa notte, le mie sensazioni sono troppo intense. Continuo a sfiorarmi, toccarmi, sospirare … finché non mi creo quell'estasi che mi placa appena il desiderio di lui.
Mi alzo dal letto dopo poco, a fatica.
Afferro il mantello nero col cappuccio, lo indosso lentamente, con vanità e orgoglio,e mi sistemo per uscire di casa.
Così conciata, vestita interamente da Mangimorte, mi sono sempre sentita perfetta, invincibile, capace di tutto.
Esco nella notte, ho voglia di fare qualcosa, festeggiare la mia dipendenza, sgranchirmi le gambe, rinnovare le mie capacità magiche.
È ora di uccidere un po' di Mezzosangue, far vedere che siamo tornati. Che tremino impostori e traditori, finalmente mi sento di nuovo al mondo.
Sempre di più.
