Eccoci all'epilogo gentili donzelle e messeri. Ma non piangete XD I ragazzi non ci lasceranno!
Epilogo- Un anno e mezzo dopo
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Il topo fulvo se ne stava disteso sulla riva di un laghetto dalle acque cristalline, le braccia piegate dietro la testa a mo di cuscino e gli occhiali da sole poggiati sul petto, gli occhi chiusi. La radura era circondata da una parete rocciosa color rosso, in netto contrasto col verde dell'erba e delle piante che crescevano attorno al lago. Tra le rocce compatte della barriera si alternavano delle fessure che permettevano l'ingresso a quel piccolo paradiso.
"Hei, ciao piccola." mormorò il topo fulvo quando un insetto simile ad una libellula troppo cresciuta gli si poggiò sul naso. Se Throttle non fosse stato sulla Terra, non avrebbe mai notato la simiglianza di alcuni animali marziani con quelli terrestri. Portò la mano vicino al naso e permise all'insetto di salirgli sull'indice, le antennine rosse si mossero e la libellula volò via a gran velocità
"Hei macho mouse." disse una voce femminile, Carbine era appena arrivata e Throttle si mise a sedere "Non è ancora arrivato nessuno?" chiese.
Il topo fulvo scosse il capo e osservò il generale, indossava qualcosa di diverso dal solito: un paio di jeans e una canotta nera "Siamo in anticipo." rispose lui stiracchiandosi "Che pace."
Carbine concordò e si sedette al suo fianco.
Era passato un anno e mezzo da quando i marziani avevano attuato il piano di evacuazione e il satellite aveva fatto il suo dovere. Molti Plutarkiani avevano disertato alleandosi con i topi, non per paura ma perché avevano riflettuto a lungo sul vero scopo della guerra e sul sacrificio del loro compagno Tom, della sua gratitudine verso quei topi che lo avevano curato e salvato. Inoltre la cattura di Lord Camembert li aveva messi davanti a poche scelte. Ratti e Sand Raiders furono solo avvertiti e riuscirono a trovare un riparo. Furono catturati e custoditi gli animali selvatici e così la popolazione marziana fu in grado di mantenersi.
I Plutarkiani superstiti erano dunque quelli che si erano riparati nelle catacombe con i loro nuovi alleati, quelli che non si erano arresi erano morti in seguito a terribili ustioni e malattie. Altri ancora erano fuggiti lasciando il pianeta e tornando su Plutarco. Non appena Marte fu libero toccò agli scienziati iniziare il piano di recupero e cura dell'ecosistema. Sharon e Stoker, con l'aiuto di Cid, avevano creato un dispositivo che velocizzava la crescita e lo usarono per aiutare la vegetazione. Stoker usò il Rigeneratore per liberare il pianeta dalla spazzatura lasciata dai Plutarkiani per riempire le pozze da anni prosciugate.
Il problema maggiore fu la popolazione della fauna acquatica. Molti pesci si erano quasi estinti ma Cid era riuscito a clonarne alcuni e giocando sul fatto che le uova deposte da ognuno di essi erano un migliaio si riuscì a recuperare in parte il numero. L'antico oceano che doveva occupare 1/3 del pianeta fu la sfida più difficile, sfida non ancora vinta nonostante il tempo trascorso. Per ridar vita all'oceano ci sarebbero voluti litri e litri di acqua e anni di piogge torrenziali. Ma per ora, contando che la popolazione marziana era ancora molto esigua, il problema non premeva più di tanto e Stoker aveva constatato che, incrementando le piogge con un apposito congegno, avrebbero potuto aiutare il processo nel corso degli anni.
Con loro aveva collaborato anche la terrestre Charley che aveva spiegato il funzionamento dell'energia pulita. Marte era ricca di vulcani, era un pianeta col cuore caldo e pulsante, sfruttarne queste caratteristiche garantiva grandi quantità di energia e il calore del Sole non era da meno e così le montagne rocciose più alte furono dotate di pannelli solari. Tutto si era svolto al meglio, i problemi che si erano presentati durante il procedimento erano stati tutti previsti e man mano si sarebbero risolti. L'economia stava crescendo lentamente e i primi mercati cittadini avevano ripreso la loro attività.
"Hei ragazzi!" esclamò una voce pimpante, Vinnie era fermo con la sua racer rossa tra le due pareti rocciose "Siamo arrivati." annunciò e si diresse verso Throttle e Carbine.
"Ciao ragazzi." salutò la topina grigia.
"Salve!" sorrise Harley che era il secondo passeggero "Ho portato io tutto, come vi avevo detto." annunciò prendendo il cestino e il plaid.
"Allora Modo davvero non è venuto?" esclamò il topo bianco pensieroso "Forse si sentiva escluso!" ridacchiò tirando a sé la topina bionda avvolgendole il braccio alla vita.
"Ma poverino dai!" Harley gli tirò un orecchio "Non si prendono in giro gli amici!"
Throttle ridacchiò "Tranquilli, gli ho detto che ormai era tutto a posto e che poteva andare a Sierra."
"Ah.. lo hai mandato da Sharon." commentò Vinnie "In effetti per tutto questo tempo mi è sembrato molto triste e... solo."
Throttle capiva molto bene l'amico grigio, anche lui ci era passato e a stento era riuscito a sopportare la lontananza e Modo sembrava tollerarla ancora meno di quanto avesse fatto lui. Per questo motivo il topo fulvo lo aveva lasciato andare, ormai non c'era più pericolo e i Plutarkiani rimasti sul pianeta si erano quasi del tutto integrati e stavano organizzando un modo per rimediare all'inquinamento che attanagliava Plutarco e Stoker aveva messo a disposizione il suo Rigeneratore.
"Allora iniziamo sto pic-nick che ho fame!" esclamò Vinnie impaziente.
Lil'Hoss sfrecciava per il Grande Deserto, il topo alla guida si guardava attorno e osservava affascinato la vegetazione all'orizzonte. In un anno e mezzo i progressi erano stati repentini, tutto grazie al duro lavoro fatto. Il Grande Deserto però era parte integrante dell'ecosistema ancora prima della guerra, era l'unico posto che non sarebbe stato toccato assieme ad altri deserti di minore grandezza. Il pianeta ne aveva bisogno.
Man mano che le mura di Sierra diventavano visibili, l'ansia colse il topo grigio il cui cuore iniziò a martellare nel petto. Finalmente l'avrebbe rivista. Lui e Sharon non si erano sentiti per tutto quel tempo ed ora incontrarla lo spaventava un po'. Era cambiato qualcosa? Sarebbe stata felice di rivederlo?
Non appena Modo giunse alle porte della città notò subito gli enormi cambiamenti. Quel giorno c'era il mercato e i cittadini riempivano le strade a tal punto da impedire il passaggio con le moto. Il topo grigio fu costretto a parcheggiarla a malincuore e ad incamminarsi tra la folla e le bancarelle cariche di quei prodotti che durante la guerra erano stati tolti dal mercato. Modo si guardò attorno e sorrise, i volti dei cittadini erano completamente cambiati. Le madri non avevano più quell'espressione preoccupata quando i loro bambini si allontanavano, qualche ratto si era integrato nella loro comunità e aveva addirittura intrapreso una propria attività.
Tra la folla Modo riconobbe alcuni Gladiatori, la loro stazza era unica del suo genere ed erano facili da individuare anche per via dei loro capelli bianchi. Nonostante avesse girato per una buona mezz'ora, il topo grigio non aveva trovato ciò che cercava e si allontanò dalla folla raggiungendo la grande piazza. Ma era normale che Sharon non fosse al mercato, forse era al laboratorio. Dunque si incamminò ricordandosi dove fosse situato l'ingresso.
"Hei Big guy!" esclamò una voce familiare.
Modo si voltò "Ron?" sorrise stringendo la mano al topo dal pelo marrone scuro.
"Sei qui per mia sorella?" chiese Ronald, un grande sorriso era stampato sulla faccia.
Il topo grigio annuì "Sai dove posso trovarla? Stavo andando al laboratorio."
"Non la troverai là. E' da un po' che ormai non ci va. Sai... da quando è arrivato il bambino sembra che sia completamente cambiata." rispose Ronald.
Modo spalancò gli occhi, poco mancò che urlasse. Cercò di parlare ma gli mancò la voce. Fissò il Gladiatore con stupore. Il topo grigio iniziò a sudare freddo e la sua mente si riempì di pensieri e ansie. Una gravidanza durava sei mesi, allora il bambino doveva avere un anno se era il risultato di quell'unico rapporto che ebbero quel 14 febbraio. Ma allora perché Sharon non gli aveva detto nulla? Aveva avuto paura? Modo deglutì, ci stava pensando su così intensamente da sentirsi male.
Ronald gli fece da guida tra la folla e rispondeva alle domande del topo grigio "Come vedi Sierra è diventata una capitale commerciale." disse "Probabilmente il clan si trasferirà in un posto più tranquillo. Sai stiamo facendo delle piccole proprietà in periferia, nella zona della Grande Fossa."
"La Grande Fossa?" esclamò Modo, si ricordava del consiglio della Ruby del futuro "Ci avete fatto un lago?"
Ronald annuì "Abbiamo scoperto che il sottosuolo era ricoperto da pietra madre e che Rebe... err Ruby aveva ragione."
Il topo grigio non si era ancora tolto dalla testa ciò che il giovane Gladiatore gli aveva detto, era ancora scioccato per questo sentiva solo la metà delle cose che gli venivano dette. Alla fine Ronald lo fermò indicandogli due topine dal pelo scuro. Una aveva i capelli neri, l'altra completamente bianchi ed erano legati in una treccia lunga fin sotto le scapole. La topina dai capelli neri si allontanò facendo vagare gli occhi sulle bancarelle. La topina dai capelli bianchi restò lì e tra le braccia aveva un topino dal pelo nero con capelli bianchi, sembrava avere un annetto e poco meno. Era vivace e giocherellava col ciuccio.
"Sharon..." mormorò Modo fissando la topina con le trecce bianche. Era lei, non aveva dubbi. Era l'unica che aveva gli occhi di colore diverso e l'orecchino con la pietra azzurra all'orecchio sinistro. Il topo grigio non aveva il coraggio di fare un passo avanti. Aveva paura di chiederle da dove fosse venuto quel bambino, non voleva brutte notizie. Eppure a guardarla così gli faceva tenerezza e constatò che ciò che provava per lei non era cambiato.
Ad un certo punto Sharon si voltò e notò il fratello e il topo grigio, sorrise raggiante e si incamminò verso di loro.
L'assemblea del clan durava ormai da qualche ora, la modifica del codice era un lavoro delicato da svolgere. La stanza circolare era occupata da un gran numero di topi seduti su sedie improvvisate. Bruce e Vice avevano lottato con i denti e le unghie affinché alcune regole potessero essere modificate parzialmente. Molti conservatori non erano convinti mentre i topi più giovani concordarono quasi subito con le idee di rinnovo.
Gli anni passavano e il clan doveva rinnovarsi, non totalmente ma almeno in parte. Doveva modificare quegli aspetti giudicati troppo primitivi e garantire ai membri maggiore unità e consapevolezza. Erano in pochi ed ora che la guerra era finita l'occasione era quella giusta. Riflettendo su ciò che era accaduto in precedenza, Bruce si era reso conto che era proprio il codice la causa maggiore degli attriti. Ma proprio a causa della sua proposta, il clan si era diviso in due schieramenti, quello dei conservatori, rappresentato da Ponga, e quello dei favorevoli alle modifiche, rappresentato da Bruce. Per fortuna quest'ultimo era la maggioranza e il capo clan poteva godere ancora della sua autorità.
"Ma almeno sai che ciò potrebbe comportare dei problemi?" aveva chiesto Ponga, il figlio Arthan era al suo fianco "Qualcuno potrebbe sfruttare la regole per nascondere altro."
Bruce fissò il topo nero con sufficienza "Certo che lo so e non a caso Cid ci sarà sempre d'aiuto. Ci ha già garantito la sua disponibilità." rispose. Vice gli aveva parlato di come Cid aveva scoperto che Rebecca apparteneva alla loro famiglia, dunque i suoi test erano corretti e precisi.
L'assemblea si chiuse con la modifica di alcune tra le regole più strette e con la decisione che il clan si sarebbe trasferito sul Grande Lago una volta che le abitazioni fossero terminate. La città era diventata troppo caotica per loro e il clan aveva bisogno di un posto solo per loro. Quando Vice e Bruce uscirono dalla sala assemblea, Stoker li attendeva con Cid. Il silenzio che c'era tra i membri del clan era preoccupante e i topi più vecchi guardavano con sospetto il loro leader.
"Che mortorio..." commentò Stoker "Qualcosa è andato storto?"
Vice sventolò la mano sbuffando "Lasciamo stare. Poi non si lamentino se il clan va alla deriva." ritoccare quelle regole era fondamentale. Vice e Bruce avevano parlato con Sharon a lungo su quello che era successo dai ratti quasi 19 anni prima ed era uscito fuori il suo handicap che rischiava di condannarla ad una vita da reietta. Il capo clan aveva avuto intenzione di cambiare quelle regole già prima di morire ma ciò non gli era stato permesso e sapere che proprio sua figlia rischiava l'espulsione gli fece sentire l'esigenza di intervenire al più presto.
C'era una cosa sola che ora disturbava, il test e il risultato che esso avrebbe portato. Sapeva che sua figlia aveva parlato con Modo, ma se il consiglio avesse votato a favore di Arthan, Bruce stesso avrebbe perso credibilità. Arthan avrebbe notato subito cosa non andava e lo avrebbe additato accusandolo di aver modificato le regole solo per proteggere la figlia. Tuttavia un matrimonio tra i due avrebbe permesso la riappacificazione delle due fazioni ma ciò non gli sembrava giusto.
"Hei qualcosa non va?" chiese Stoker notando l'espressione assorta dell'amico.
Bruce scosse il capo "Troppi pensieri e problemi." rispose con voce roca "Andiamo al laboratorio... dobbiamo finire le ultime cose. Poi si discute di cosa farne di Lord Camembert e compagnia."
Per tutto quel tempo i Plutarkiani catturati sulla Terra erano rimasti rinchiusi nelle loro celle e il nuovo governo stava prendendo tempo. Giustiziarli non era una buona idea perché i Plutarkiani che si erano arresi potevano vederla come una minaccia e dar vita ad una nuova guerra. Ma tenere quegli alieni in cella non era una buona idea. Le autorità dovevano provvedere al loro nutrimento e mantenimento, probabilmente avrebbero deciso per i lavori forzati e sarebbero stati tenuti sotto stretta somiglianza.
In poche parole tutto sembrava andare bene, o quasi. Marte stava recuperando il suo splendore e la sua superficie stava man mano coprendosi di verde e azzurro lasciando ogni tanto spazio al rosso del deserto e delle pareti rocciose.
Ma qualcuno osservò lo strano cambiamento. Il pianeta Rosso, il pianeta giudicato morto e sterile aveva ripreso magicamente vita e le stesse sonde inviate dalla NASA avevano catturato immagini mozzafiato che gli astrologi osservavano a bocca aperta. Cosa era successo a Marte?
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Ehehehe fine dell'epilogo! Si è abbastanza corto ma solo perché è un reso conto di ciò che è accaduto in quell'anno. Che dire, restate con noi per il sequel =)
Devo dire che è stata una bella esperienza. Una delle prime FF che ho finito e di cui sono soddisfatta. Spero che anche il sequel mi faccia sentire così. Mi sono affezionata a questi ragazzi ed è difficile separarmene. Il sequel però non è una conseguenza di ciò. E' nato dal fatto che le idee sono nate man mano e ho pensato di farne una storia a parte. Probabilmente non sarà neanche troppo lunga ma spero che la gradirete lo stesso!
