Capitolo 36: Colpi di scena nella Sala Grande!
Il falso Neville era seduto sul bordo di una delle torri, guardando il cielo stellato.
Aveva appena assistito alla lotta tra i ninja e i maghi di Fairy Tail, e ora rifletteva in silenzio.
"La loro forza si equivale…" rifletté, alzandosi. "Non pensavo che ti avrei ritrovato anche qui… Kakashi."
Dicendo ciò, si portò una mano sul volto. Pochi istanti dopo, fu avvolto da una nuvola di fumo.
"Ma mi hai fatto un favore… dopotutto, hai portato con te l'Enneacoda. Grazie a lui risparmierò un sacco di tempo." disse, riemergendo dalla nube, ma ora era più alto, e al posto della divisa di Hogwarts indossava una tunica nera con una trama a nuvole rosse ornate di bianco.
Infine, a coprirgli il volto aveva una liscia maschera arancione con una serie di cerchi concentrici disegnati sopra e un unico foro per l'occhio destro.
"Domani… sarà la fine di questo mondo!" decretò. "E finalmente il mio sogno diventerà realtà."

"Capisco…" disse Kakashi, una volta che il gruppo finì di ascoltare la spiegazione di Silente, che li aveva riuniti nella Sala Grande, dove gran parte dei ninja era rimasta incantata dallo spettacolo del soffitto. "Quindi Hinata sta bene."
"In questo momento sta riposando, ignara di tutto quello che è successo stasera." lo tranquillizzò il preside.
"Meno male." sussurrò Ino, portandosi una mano sul cuore.
"Sarebbe bastato che vi foste fatti vedere subito e non vi avremmo attaccati. Ci eravamo accorti che ci stavate spiando, e solitamente chi si comporta così non ha buone intenzioni." commentò Harry, che assieme agli altri maghi era seduto al tavolo di Grifondoro, a eccezione di Happy, che era stato mandato da Silente dalla McGranitt per essere nuovamente trasfigurato.
"E voi potevate chiederci conferma, no?!" replicò Kiba in un impeto d'ira. "Provate a mettervi nei nostri panni! Ci siamo ritrovati in un bosco pieno di creature assurde, pieno di tracce di sangue di una nostra amica e poi davanti a un castello posto sotto illusione per nasconderlo. Cosa dovevamo pensare?!"
"Illusione?" ripeté Hermione confusa. "Intendi gli incantesimi per tenere lontani i non maghi?"
"Illusioni, incantesimi, chiamateli come diamine volete!"
"Questo è strano… non dovrebbe essere così facile scioglierli." rifletté Silente. "Ma ormai non dovrei sorprendermi di ciò che gli altri mondi riservano."
"Ehi, vecchio, per caso conosci un modo per farci tornare a casa?" domandò Naruto, poco prima di ricevere un pugno in testa da Sakura, che lo spedì direttamente a terra.
"Un po' di educazione mai, eh?" esclamò irata, per poi sospirare. "Chiedo scusa da parte sua, non sa mai quando portare rispetto."
"Mi ricorda qualcuno." ridacchiò Erza, guardando Natsu.
"Ehi, ora che ci penso, non è che magari vengono dal passato?" chiese Ron, indicando il biondo. "Quel ragazzo sembra la fotocopia di Natsu, a parte il colore dei capelli, che però corrispondono a quelli di Sakura…"
Tutti si voltarono a guardarlo, Natsu, Naruto e Sakura in primis.
Pochi secondi dopo, la rosa fu avvolta da un'aura oscura, per poi cominciare a far scrocchiare i pugni.
"Dimmi un po', maghetto da quattro soldi, vuoi che ti rompa un osso per volta o direttamente tutti insieme? Non hai che da chiedere!"
Il Weasley deglutì, sbiancando. "C-Credo c-che p-passerò, g-grazie…" balbettò terrorizzato.
"Ad ogni modo, la domanda di Naruto ha senso. Tra i vostri incantesimi ce n'è qualcuno in grado di aiutarci?" intervenne Shikamaru.
Silente si passò la mano sulla barba. "Fanny potrebbe aiutarvi… tuttavia, potrebbe volerci parecchio tempo. Per trovare Harry, che si era smarrito in un altro mondo, ci ha messo tre anni."
"E anticipando la vostra domanda, non ho la più pallida idea di come abbia fatto a finire in un altro mondo, senza contare che sono capitato in uno totalmente a caso." rispose il diretto interessato, sospirando. "Beh, io credo che me ne andrò a dormire. Abbiamo risolto la situazione, e ora non ci resta che aspettare."
"Ehi, aspetta! E Hinata?" domandò Naruto.
"Se la vuoi incontrare, seguimi. Non c'è nessun problema, vero preside?"
"No, tranquillo. Avrei comunque chiesto a uno dei loro ospiti di seguirti. Vedete solo di non distruggere nulla lungo il percorso: Mastro Gazza è già abbastanza teso, non so come potrebbe reagire. Mi sto già chiedendo come Hagrid prenderà la notizia di dover sistemare il parco."
"Cercherò." rispose ridacchiando il moro, per poi uscire dalla sala, seguito da Naruto.
"Qui l'unica cosa che cadrà a terra sarà Hinata." ridacchiò Kiba.
"Uh? Cosa vuoi dire?" chiese Lucy.
"Devi sapere che Hinata ha una terribile cotta per Naruto. Tanto che spesso e volentieri sviene quando gli è troppo vicina. Poi dopo quello che ha fatto per lui…"
"Che cos'ha fatto?" domandò incuriosito Natsu.

"Ci tieni proprio a Hinata, eh?" domandò Harry, cercando di non ridere di fronte alla faccia del biondo, che continuava a indicare i quadri incredulo.
"B-Beh… la situazione è un po' complicata… prima di tutto, Hinata è una mia amica."
"Amica, eh?"
"Già. Abbiamo frequentato insieme l'Accademia, ma siamo finiti in due squadre diverse. Sinceramente non ho svolto molte missioni insieme a lei. Però…"
"Però?"
"È successo durante l'ultimo scontro che ho sostenuto. Ormai ero prossimo a essere catturato e ucciso ma Hinata si è messa in mezzo, nonostante fosse più debole del nostro avversario. E lì mi ha detto qualcosa che non mi sarei mai aspettato di sentire, specie in un momento come quello…"
Harry lo guardò di sottecchi e vide che si stava grattando una guancia come se volesse essere sicuro di star pensando correttamente.
"Non ti avrà chiesto un autografo spero. Mi è sembrato di capire che nel vostro gruppo, tu abbia una certa importanza."
"N-No, non direi… come intelligenza non sono di certo il migliore, tuttavia, non posso di certo tirarmi indietro per una simile sciocchezza. E poi credimi, fino a qualche anno fa il mio nome era collegato solo a odio."
"Mi vuoi dire che da bambino eri odiato? Scusa, ma mi sembra difficile da credere. I tuoi genitori non dicevano nulla?"
"Sono morti il giorno in cui sono nato." rispose senza mezzi termini il biondo, portandosi una mano sulla pancia. "Uccisi da qualcuno che mira solo a distruggere il nostro mondo…"
"Mi dispiace, non ne avevo idea. Dalle mie visioni, questo non era chiaro."
"A proposito, come sarebbe a dire che mi sognavi?"
"Non so come dirlo, mi sono ritrovato più volte a impersonarti. Non so nemmeno io come mai. Forse è perché ho viaggiato da solo tra i mondi, o non so… sarà familiarità tra orfani."
"Anche tu?"
Harry sorrise amaramente. "I miei furono uccisi da un mago malvagio quando avevo solo un anno, e sono morti per proteggermi. Io sono l'unico a essere sopravvissuto, e porto sempre con me il segno di quel giorno." spiegò, indicandosi la cicatrice. "La nota positiva è che per qualche misterioso motivo, ho respinto quel mago, distruggendone il corpo. Per undici anni il mondo magico mi ha acclamato come eroe, ed io ho vissuto per sette anni dai miei zii, che probabilmente mi odiavano proprio perché i miei genitori erano dei maghi. Solo a otto anni ho finalmente conosciuto la gioia, ed è stato quando ho incontrato per la prima volta Natsu e gli altri."
"Vedo che siamo più simili di quanto sembra. Abbiamo condiviso esperienze simili. Io fino a dodici anni sono cresciuto con tutto il villaggio che mi odiava, mi disprezzava… erano ben poche le persone dalla mia parte. E non riuscivo a capirne il perché."
"E ora?"
Harry notò che Naruto si portò nuovamente la mano sulla pancia.
"Non saprei… il nostro villaggio è stato distrutto, ma non è morto nessuno… Però è successo tutto per causa mia."
"Un villaggio, eh? Non per sminuirti, ma non mi sembra granché." replicò Harry, guadagnandosi un'occhiata sorpresa. "Noi siamo abituati a devastare città mentre combattiamo, ovviamente senza mai uccidere nessuno. Abbiamo giusto qualche grana con il concilio ma nulla di più."
Mentre dicevano ciò, raggiunsero il ritratto della Signora Grassa, che chiese la parola d'ordine a Harry.
"Parla?!" urlò incredulo il biondo, facendo un salto indietro e indicando il ritratto con il dito, tenendo gli occhi sgranati. "Com'è possibile?!"
"Magia?" replicò divertito Harry, voltandosi verso il quadro per pronunciare la parola d'ordine.
Ma prima che potesse cominciare, il passaggio si aprì, lasciando uscire Hinata.
"H-Harry, eccoti, dove-"
Ma la ragazza s'interruppe nel momento stesso in cui andò a sbattere contro Naruto, che era proprio davanti a lei.
La mora alzò lo sguardo, incrociandolo con quello di Naruto, che le sorrise.
"Ciao Hinata!"
La ragazza restò in silenzio, mentre la sua faccia cominciava a diventare completamente rossa.
Pochi secondi dopo dalle sue orecchie uscirono due comici sbuffi di fumo, dopodiché cadde a terra priva di sensi, ma con un sorriso beato stampato sul viso.
"Eh?" esclamarono i due ragazzi in sincronia, guardando increduli Hinata, che sembrava emanare calore dal volto, ancora rosso.
"Ma perché quando mi vede ha quasi sempre questa reazione?" si chiese ad alta voce Naruto, per poi spalancare gli occhi, sorridendo poco dopo. "È vero… me l'ha pure detto…"
"Di cosa stai parlando?" chiese Majutsu, guardandolo.
Naruto scosse la mano davanti al viso. "Niente, parlavo tra me e me. Ora… mi potresti dire dove posso portarla?" domandò il ninja, prendendo l'amica tra le braccia.
"Riportarla pure dentro. Ci sono delle poltrone dove puoi lasciarla riposare." rispose lui, poco prima di sentire uno sbuffo di vento. "Tu entra pure, io ti raggiungo tra poco." aggiunse.
Naruto annuì, attraversando il passaggio, che si richiuse subito dopo.
"Tu non entri?" domandò la Signora Grassa, ottenendo un sorriso come risposta.
"Non subito." rispose Majutsu, allontanandosi.
Harry continuò a camminare per cinque minuti buoni, finché non si ritrovò in un corridoio deserto.
"Non c'è nessuno." avvertì una voce, mentre una figura appariva dietro di lui.
"Bene. Allora, hai scoperto qualcosa?"
"Sì. Quello che dicono è vero, sono letteralmente apparsi dal nulla. Dove sono comparsi ci sono ancora i segni del loro arrivo. Tuttavia… ho trovato un luogo con gli stessi segni."
"Quindi significa che c'è qualcun altro oltre a loro. Forse è il posto dov'è arrivata Hinata?"
"Ne dubito. La differenza tra i due luoghi… è che il secondo è circondato dal nulla. Chiunque sia arrivato ha distrutto tutto. E sembra che sia passato almeno qualche mese."
"Qualche mese?" ripeté sorpreso Harry, voltandosi a guardare la figura.
"Già."
"Capisco… hai idee di dove possa essere finito?"
"Temo di sì."
Majutsu sospirò. "Dovrò vedere se in questo mondo c'è qualcuno in grado di verificare se sono maledetto. I guai mi seguono ovunque vada. Ma se è qui… dove diamine è nasco-"
Il moro s'interruppe di colpo, prendendo la Mappa del Malandrino e cominciando a esaminarla.
"No… Non può essere…" borbottò con le mani che tremavano.
"Che cosa succede?"
"Si è nascosto sotto i nostri occhi… Ci ha tenuto sotto controllo senza che nessuno di noi sospettasse nulla!"
"Di chi stai parlando?"
"Della persona che manca all'appello. Non so come, ma è riuscito a ingannare anche la mappa-"
"Non bisogna tenere presente solo un punto di vista, sai?" lo interruppe una voce femminile divertita, che costrinse Majutsu e l'altra figura ad alzare lo sguardo, fino alle travi del soffitto, su cui sedeva qualcuno, che stava muovendo tranquillamente le gambe. "Anch'io sono riuscita a non farmi rilevare da quella mappa, eppure sono stata qui tutto il tempo."
"Tu sei…"
"Ho un accordo da proporti, e credo che sarà vantaggioso per entrambi." continuò la misteriosa persona, mentre una fatina appariva al suo fianco, ridacchiando.
Harry restò in silenzio.
"Vedo che non ti fidi del tutto, eh? Scelta saggia… in fondo, ho appena distrutto l'immagine che avevi di me."
"Puoi andare." disse Majutsu, rivolto al suo alleato. "Ti chiamerò ancora in caso di bisogno. Grazie mille per l'aiuto."
La figura annuì, per poi allontanarsi.
"Allora… da quanto tempo sai di noi?" domandò il moro, tornando a parlare con la nuova arrivata.
"Oh, direi da inizio anno. Non avete fatto granché per nascondervi."
"Che cosa vuoi?"
"Unirmi a Fairy Tail." rispose lei schietta. "Unirmi a Fairy Tail e venire con voi nel vostro luogo d'origine. E in cambio… vi aiuterò ad affrontare l'impostore. L'effetto sorpresa è sempre efficace, direi che è il caso che anche voi ne abbiate uno."
Dicendo ciò, saltò giù, facendo apparire altre fatine che la aiutarono a rallentare la discesa, permettendole di atterrare dolcemente davanti al mago.
"Allora, abbiamo un accordo?" domandò, porgendogli la mano.
Harry la guardò, per poi sorridere e annuire, stringendola. "Direi proprio di sì. Benvenuta a Fairy Tail!"

Il giorno successivo passò senza problemi. Silente aveva chiesto ai ninja di restare nascosti al resto della scuola per la sicurezza di entrambe le parti, e così la giornata era passata senza problemi.
Fu solo verso mezzanotte che una figura apparve tra i corridoi, dirigendosi verso la Sala Grande.
Una volta giunta di fronte al grande portone che in quel momento chiudeva la stanza, proseguì senza alcun problema, passando attraverso il legno. Continuò a camminare finché non arrivò di fronte al tavolo degli insegnanti.
La luce della luna filtrava nella sala grazie alla magia del soffitto, assieme alle stelle, quella notte perfettamente visibili.
"Finalmente… è giunto il momento di iniziare il mio piano. Non avrò l'energia necessaria, ma poco importa. Qui nessuno può opporsi a me."
"Su questo punto, avrei qualcosa da ridire." disse una voce.
La figura si voltò, mostrando così il suo mantello nero con nuvole rosse, come anche la maschera arancione con un unico spiraglio per l'occhio destro.
In quel momento le candele della Sala Grande si accesero tutte insieme, illuminando perfettamente tutta la stanza, rivelando così all'impostore il gruppo di Fairy Tail al gran completo, con l'aggiunta dei ninja, che uscirono allo scoperto da sotto i vari mantelli dell'invisibilità.
"Tu!" urlò Naruto, senza nascondere la sua rabbia. "Come fai a essere qui?!"
"Lo conoscete?" domandò Natsu, battendo i pugni tra di loro, ansioso di menar le mani e lasciando uscire qualche fiamma dai palmi.
"Sfortunatamente sì. Pare che ci sia lui dietro all'attacco di sedici anni fa al nostro villaggio." rispose Kakashi.
"Ma che onore… l'intero gruppo di Fairy Tail e gli stupidi ninja della Foglia." asserì la figura, osservandoli. "Quindi alla fine mi avete scoperto."
"Che cosa ne hai fatto di Neville?" domandò Titania.
"Neville? Ah, già, quel moccioso che ho usato come copertura… è ancora vivo, se è questa la vostra preoccupazione… tuttavia, dubito che potrà parlarvi."
"Maledetto!" sbraitò Kiba. "Non ti è bastato mandarci contro Pain? Vuoi attaccare anche un altro mondo?!"
"Oh, io non direi proprio attaccare… Diciamo solo, usare per realizzare il mio scopo… In fondo, Tobi è un bravo ragazzo!" esclamò, dicendo l'ultima parte con voce quasi infantile.
"Bastardo!" urlò Salamander, facendosi avvolgere completamente dal fuoco e partendo all'attacco.
Ma con sua sorpresa gli passò attraverso, come se fosse stato un fantasma.
"Cos-"
"Non potete colpirmi. I vostri amici ninja ci hanno provato non molto tempo fa e non sono riusciti a farmi alcun danno."
"Questa volta siamo più preparati." replicò Hatake, per poi alzare il coprifronte dall'occhio, rivelando così un'iride rossa con tre tomoe nere attorno alla pupilla.
"E quello che razza di occhio è?!" esclamò sorpreso Fred, voltandosi verso l'argenteo.
"Quello è lo Sharingan." spiegò Tobi, alzando lo sguardo verso di loro, mostrando la medesima iride. "Un occhio in grado di far cadere chi lo guarda preda di potenti illusioni."
"Allora sei stato tu con i bolidi!" urlò George. "Se stato tu a creare tutti quei bolidi falsi!"
"Esatto, Weasley. Ma forse v'interessa sapere di più un'altra cosa… ovvero che ci sono io dietro agli attentati avvenuti di recente."
"Vuoi dire che sei tu l'erede di Serpeverde?" chiese Hermione, confusa.
"Oh, no, no. Semplicemente ho aiutato l'erede, in modo che nessuno potesse scoprirlo. Colin, Justin, Nick Quasi Senza Testa… Sono stato presente a tutti gli attentati. Quindi sì, io sono l'unico che sa chi è."
"Perché?" domandò Ron. "Perché lo stai facendo?!"
Tobi restò fermo, mentre dietro di lui Natsu continuò a guardando in cagnesco.
"Perché voglio creare un mondo dove non ci siano più conflitti." rispose, alzando le mani verso l'alto. "Esiste una tecnica in grado di cancellare l'esistenza stessa del mondo, riconfigurandola come desidero io. Un mondo dove nessuno è morto o morirà. Un mondo senza malvagi, senza sofferenza."
"Un mondo illusorio in poche parole." riassunse Gray.
"Già. Un'illusione che avvolgerà tutti. Non lo desiderate? Da quel che so, tutti voi avete perso qualcuno di caro…"
"È vero…" disse Harry, guardandolo. "Tutti noi abbiamo perso qualcuno… però sarebbe ingiusto nei loro confronti crearne una copia illusoria! Perché è questo quello che faresti! Non li riporteresti affatto indietro! Ti limiteresti a far credere alle persone che sono ancora vivi!" urlò. "Non possiamo cambiare il passato, le cose vanno come devono andare!"
"Quindi non avete intenzione di appoggiare la mia causa, esatto?"
"Né adesso né mai!" esclamò Dragonil.
L'uomo mascherato chiuse le mani a pugno. "Siete tutti degli stupidi. Anche Neville ha preferito la tortura piuttosto che appoggiarmi…"
Kakashi spalancò gli occhi. "Che cos'hai fatto a quel ragazzo?"
L'avversario restò in silenzio per qualche secondo, poi, pochi istanti dopo, al suo fianco si creò una specie di vortice nell'aria, da cui uscì Neville, che cadde rumorosamente a terra.
Appariva notevolmente dimagrito, e i capelli erano cresciuti senza controllo. Ma la cosa che spaventò più di tutto il resto erano i suoi occhi, i quali erano sì aperti, ma sembravano vuoti, privi di vita.
"L'ho tenuto prigioniero in una dimensione alternativa, dove c'era solo lui. E lì gli ho fatto rivivere per innumerevoli volte l'evento più drammatico della sua vita. Mi ha sorpreso, lo devo ammettere. Una persona normale sarebbe crollata dopo pochi giorni, lui invece ha resistito finché non è stato più in grado di fare nulla. L'ho tenuto in vita solo per carpirgli le informazioni che mi servivano per impersonarlo."
"Neville…" mormorò Lucy, portandosi una mano sulla bocca.
Gli altri membri originali di Fairy Tail ebbero una reazione ben diversa.
"Lurido…" sibilò Erza, facendo apparire l'armatura e una spada rossa, partendo subito all'attacco.
Tobi replicò componendo dei simboli con le mani, per poi alzarne una verso di lei, creando una sfera di fuoco e lanciandogliela contro.
Titania spalancò gli occhi, per poi abbassare la lama per difendersi. L'esplosione che ne seguì fece tremare l'intero castello, scagliando la maga in armatura dall'altra parte della stanza, mentre l'avversario restò al suo posto, incurante delle fiamme che gli passavano attraverso.
"Questo è cibo per me!" urlò Natsu, cominciando a divorare le lingue infuocate, per poi lanciargli contro una sfera dello stesso elemento di un paio di metri di diametro, che passò nuovamente attraverso l'avversario.
"È inutile. Non potete sconfiggermi." dichiarò Tobi, mentre Gray cercò di colpirlo con una lancia di ghiaccio, in contemporanea a Kiba che cercò di azzannarlo, senza successo.
"Apriti, porta del Toro! Taurus!" esclamò Lucy, facendo apparire lo spirito stellare, che muggì partendo all'attacco con la sua ascia.
"Volete capirlo che non potete nulla contro di me?" fece il nemico, per poi sparire nel pavimento, riemergendo a testa in giù sul soffitto, dando la sensazione che fosse sospeso nel vuoto.
"Non ci arrenderemo di certo adesso!" replicò George, per poi guardare Neji. "Se non ti dispiace, ti rubiamo un'arma!"
Prima che il possessore del Byakugan potesse dire qualcosa, i due gemelli batterono i pugni tra di loro.
"Magia gemella! Fulgur!Tonantem kunai!"
Con sorpresa dei presenti, davanti ai due Weasley si materializzarono decine di kunai, che a differenza delle armi originali erano composti da veri e propri fulmini.
"E quella magia da dove salta fuori?" chiese sorpresa Hermione.
"Un nuovo esperimento. E ora andate!" urlarono i gemelli, facendo partire all'attacco i pugnali, che si mossero alla velocità della luce, riapparendo attorno a Tobi, per poi colpirlo in pieno con una serie di scariche elettriche.
"Non vi arrendete, eh?" replicò lui, incurante dell'attacco, mentre alle sue spalle arrivava Naruto, che si era lanciato in alto grazie all'aiuto di uno dei suoi cloni, e in mano aveva già pronto un Rasengan.
"Mi hai già affrontato e ci riprovi nuovamente? I vostri attacchi non possono raggiungermi!" esclamò l'uomo mascherato.
Tuttavia, il ninja biondo sorrise. "E chi ha mai detto che voglio colpire te?"
L'occhio di Tobi si spalancò nel vedere che l'obiettivo di Naruto era il soffitto su cui poggiava i piedi, che esplose e si ridusse in macerie, che caddero a terra e con loro si ruppe anche l'incantesimo che le avvolgeva, mostrando per la prima volta dopo secoli, la volta vera e propria della Sala Grande.
"Sei diventato più astuto, contenitore del Kyuubi." costatò Tobi, atterrando in piedi assieme al biondo.
"Non sai quanto." rispose lui, per poi sparire in uno sbuffo di fumo.
"Sono qui!" urlò Uzumaki, che era seduto a gambe incrociate in un angolo della stanza con gli occhi chiusi.
In quel momento, il colore attorno ad essi cominciò a cambiare, diventando arancione. Quando infine li riaprì, le iridi azzurre erano scomparse, lasciando spazio all'oro, ma la cosa che colpì i presenti era la pupilla, che aveva perso la sua forma originale, diventando rettangolare.
Il ninja si alzò in piedi, per poi sollevare la mano, sopra la quale cominciò a materializzarsi un nuovo Rasengan, solo che questo era molto più grande dei precedenti. Inoltre aveva quelle che sembravano quattro lame attorno al centro, che gli davano la forma di uno shuriken, e produceva un forte sibilo, che costrinse Natsu a tapparsi le orecchie.
"Senpou! Rasen-Shuriken!" urlò, per poi scagliare la tecnica contro Tobi, che sgranò l'occhio totalmente sorpreso.
Pochi secondi dopo la zona dove si trovava saltò letteralmente in aria, provocando una nuova onda d'urto che spense tutte le candele per qualche secondo, dopodiché si riaccesero, probabilmente grazie alla magia di cui erano intrise.
I tavoli volarono via, assieme alla panche, costringendo i maghi e i ninja a correre a zig zag per evitarli, mentre il castello veniva di nuovo investito da una scossa che lo percosse dalle fondamenta fino alle torri.
"Q-Quanto era potente quell'attacco?!" esclamò sorpresa Erza cercando di alzarsi, mentre Sakura si avvicinava a lei, per poi poggiarle sul torace le mani avvolte da un'aura verde.
"Ferma. Guarirò le tue ferite, così potrai tornare a combattere."
"Sei in grado di farlo?"
La rosa sorrise. "Sono un ninja medico."
"Non ci vorrà molto prima che i professori e gli altri studenti arrivino!" osservò Hermione, prendendo la mappa in mano e osservando decine di puntini cominciare a muoversi. "Con un simile trambusto avremmo svegliato anche la Bella Addormentata."
"Tsk. Siete una vera e propria rottura…" disse Tobi, che riemerse incolume dal fumo creatosi in seguito all'esplosione.
"Però… siamo riusciti a colpirti." osservò Harry, che si trovava alle sue spalle, con la spada di Titania in mano.
"Che cosa vai blaterando?" domandò il ninja, girandosi.
Solo in quel momento la manica della sua tunica mostrò un taglio.
"A quanto pare, sei tu a renderti volontariamente intangibile." intuì Majutsu. "Ma se non avverti la nostra presenza, non sprechi energie."
Tobi osservò la manica rovinata. "Non male. Sei riuscito a nasconderti approfittando dell'esplosione, eh?"
"Esatto! Sei caduto in pieno nella nostra trappola!" urlò Naruto, mentre al suo fianco lo raggiungeva Natsu.
"Allora, vogliamo provarci?" chiese il Dragon Slayer, sorridendo, creando una sfera di fuoco che fece sparire subito. "Dopotutto, vento e fuoco possono anche andare d'accordo, no?"
"Già." rispose il biondo, per poi creare un terzo Rasengan, porgendolo a Natsu che sputò una fiammata, con cui lo avvolse.
Le fiamme cominciarono a vorticare assieme al chakra della sfera, finché il ninja non si ritrovò in mano un Rasengan di fuoco.
"Riesci a resistere al calore?"
"Ho sentito di peggio. E ora all'attacco!"
Senza perdere altro tempo, Uzumaki cominciò a correre verso Tobi, che scomparve subito nel pavimento, riemergendo accanto a Neville ancora incosciente e afferrandolo per la divisa.
Vedendo ciò Naruto fu costretto a fermarsi.
"Vedete la vostra debolezza? I vostri sentimenti vi bloccano." sentenziò il ninja mascherato. "Adesso non oserete di certo attaccarmi."
"O forse, hanno ancora un asso nella manica." disse una voce.
Prima che Tobi potesse realizzare da dove provenisse, una serie di fatine scese in picchiata contro di lui, prendendo al volo Neville e portandolo lontano dal suo rapitore.
"Di nuovo loro, aye!" esclamò Happy, mentre le fate portavano Neville dietro di loro, poggiandolo ai piedi di Luna Lovegood, che stava guardando la scena con la sua solita aria serafica.
La cosa che saltò subito alla vista di tutti fu il simbolo di Fairy Tail, di un verde fosforescente, tatuato sul collo.
"Recupero portato a termine." affermò, guardando Majutsu, che annuì.
"Tu lo sapevi?!" gridò incredulo Gray, fissando l'amico.
"Solo da ieri. Ho chiesto a Lucy di contattare per me il Master, ma nemmeno a lei avevo detto la verità. Vi presento il nuovo membro della nostra gilda!" rispose lui, sorridendo.
"Sapevo che c'era qualcosa che non tornava in lei…" mormorò Tobi, alzando un braccio verso di loro. "Ma non crediate che-"
Ma il ninja si dovette interrompere quando su tutto il suo corpo apparvero dal nulla decine di ferite.
"C-Cosa…?"
"La mia magia funziona in maniera simile alla tua." spiegò Luna, mentre una fatina le volava attorno alla testa. "Le mie fate possono rendersi intangibili. E sembra che tu possa essere toccato da qualcosa con la tua stessa consistenza."
Il gruppo sentì Tobi digrignare i denti. "Dannati mocciosi…"
"Beh, dov'eravamo rimasti?" lo interruppe Naruto, riprendendo la sua corsa.
Prima che Tobi potesse reagire, fu colpito in pieno dal Rasengan di fuoco, che esplose contro di lui, scagliando indietro il ninja, che riuscì ad atterrare in piedi.
"E con questo sei sistemato!" esclamò sorridendo.
"Tu dici, Uzumaki Naruto?" domandò l'avversario, riemergendo dalla polvere, per poi cominciare a comporre una serie di sigilli con le mani e poggiandole a terra.
Il terreno cominciò subito a tremare, per poi sgretolarsi sotto i maghi e i ninja, costringendoli a saltare indietro. Senza lasciargli il tempo di fare qualcosa, da sotto di loro uscirono decine di radici giganti, che si diressero verso di loro.
"Ma allora è un vizio!" urlò Lucy, mentre Taurus tagliava a metà con l'ascia una delle compagini.
"Ma quante tecniche può usare quel tipo?!" sbraitò Kiba, cercando di evitare gli attacchi, che non lasciavano in pace nessuno di loro.
"Non lo so, ma è sempre più pericoloso!" esclamò Erza, tagliando una radice con una spada appena evocata. "Se non lo fermiamo, il castello rischia davvero di essere distrutto!"
"Solo il castello?!" risposero i gemelli, correndo per evitare i rami giganti. "Quel tipo distruggerà l'intera Inghilterra se resta qui!"
"Non glielo permetteremo!" urlò Natsu, incenerendo le radici che inseguivano i due Weasley, per poi voltarsi verso Tobi. "Non gli lasceremo fare ciò che vuole davanti ai nostri occhi!"
"Provate pure a fermarmi, ma non ho intenzione di arrendermi facilmente." rispose lui, per poi creare una sfera di fuoco, che lanciò contro il portone della Sala Grande, colpendolo in pieno.
Questi saltò fuori dalle enormi giunture che lo sostenevano, per poi cominciare a cadere all'interno, verso Luna e Neville, che si trovavano sotto di esso.
"Luna!" urlò Happy, correndo verso di loro.
Con sua sorpresa, la schiena gli s'illuminò, per poi lasciare apparire dal nulla due ali bianche, che passarono attraverso i vestiti lasciandoli intatti, e che gli permisero di prendere il volo, raggiungendo in tempo i due e portandoli lontani dal portone, che cadde a terra con un tonfo enorme.
Luna alzò lo sguardo, osservando meravigliata le ali del suo compagno, che sbattevano ritmicamente, mentre il proprietario ansimava, principalmente per il peso che stava sostenendo.
"Allora avevo visto bene, gli Alagai non sono intorno a te per puro caso." commentò ridacchiando.
"Ben fatto Happy!" urlò Salamander, alzando un pugno verso l'alto. "Sapevo che ce la potevi fare!"
"Un angelo?" fece sorpresa Hinata, guardandolo.
"No, è solo la sua magia originale. Eravamo convinti che non la potesse usare da umano, ma a quanto pare ci sbagliavamo." sorrise Harry, mentre il gatto umanizzato riportava a terra i due, per poi lasciare scomparire le ali.
"C-Ci sono riuscito… aye…" ansimò, per poi crollare seduto a terra, riprendendo fiato. "Ma ha prosciugato tutta la mia magia…"
"Ora cominciate a seccarmi!" urlò Tobi, scagliandosi contro il Dragon Slayer, colpendolo allo stomaco con un pugno.
Con enorme sorpresa del mago, si ritrovò lo stomaco sotto una pressione ben maggiore di quella che si aspettava, per poi volare verso il varco rimasto dopo il crollo del portone, rotolando rovinosamente a terra e restando immobile.
"Natsu!" urlarono tutti.
"Credevate forse che il fatto di potermi rendere intangibile significasse che ero debole?" domandò il ninja, restando in piedi. "Rassegnatevi, per voi è finita."
"Non ci arrenderemo mai." fece Majutsu, brandendo la spada scarlatta. "Noi di Fairy Tail siamo fatti così!"
Tobi si girò verso di lui. "Harry Potter… il bambino che è sopravvissuto." disse, osservandolo. "Non riesco proprio a capirti. Possiedi un potere con cui potresti piegare tutti ai tuoi voleri. Lo stesso erede non è forte quanto te."
"Chi è? Chi è l'erede?!" domandò Majutsu.
L'occhio del ninja si restrinse. "Lo vuoi sapere, vero? Mi dispiace, ma credo che non te lo dirò. Anche perché ci siamo separati proprio qualche giorno fa. La nostra alleanza è terminata. Anche nell'impossibile caso che riusciate a respingermi, l'erede di Serpeverde porterà a termine il suo piano. Quindi rinunciate a combattere, è inutile."
"No…" intervenne una voce debole.
Sotto gli occhi di tutti, Neville si stava alzando, barcollando. "Tu… Tu non puoi capire… cosa ci spinge a combattere… e ad andare avanti…"
"Sei ancora in grado di muoverti? Com'è possibile?!" esclamò incredulo Tobi.
"Non basteranno… delle illusioni… a mettermi fuori gioco…" mormorò il Grifondoro, alzando lo sguardo, mostrando così le sue lacrime. "Ma non ti potrò mai perdonare per aver usato i miei genitori in quel modo!" urlò con tutto il fiato che aveva in corpo.
Non appena concluse la frase, Paciock rilasciò una scarica d'energia, che investì tutti i presenti.
Le piante evocate prima dal ninja mascherato si fermarono, per poi rivoltarsi contro il loro padrone.
Prima che potesse fare qualcosa, Tobi si ritrovò avvolto dalle radici, che lo immobilizzarono, sollevandolo in alto, così da essere ben visibile a tutti.
"Harry… lo lascio a… voi…" sussurrò Neville, perdendo nuovamente i sensi e cadendo in avanti.
Ma questa volta fu preso da Titania, che gli impedì di cadere a terra.
"Non male." commentò lei, ghignando. "Per essere stata la sua prima volta, è stato davvero bravo."
"È stato mitico… ugh…" commentò Natsu, rientrando lentamente, tenendosi una mano sullo stomaco.
"Insomma, cosa sta succedendo qui- Per la barba di Merlino!" esclamò una voce dietro di lui.
Tutti si voltarono, ritrovandosi a guardare nientemeno che Gilderoy Allock, vestito con una vestaglia color oro, che restò impietrito di fronte a quello scenario.
Erza fece subito sparire le spade e l'armatura, mentre dietro al professore arrivavano anche gli altri docenti, seguiti dai pochi studenti rimasti nel castello.
"C-Cosa è successo qui?!" domandò la McGranitt, squadrando i maghi di Fairy Tail e i ninja, per poi soffermarsi su ciò che restava della Sala Grande, e fermandosi infine a guardare Tobi.
"Quel tipo aveva preso il posto di uno dei vostri studenti." cominciò a spiegare Kakashi, prendendo in mano la situazione e indicando Neville, ancora sorretto da Titania. "L'ha tenuto prigioniero per mesi e ha confessato di aver aiutato il responsabile degli attentati avvenuti finora in questo castello. Noi lo abbiamo scoperto e abbiamo cercato di fermarlo."
"E a quel punto è arrivato il professor Allock." intervenne Majutsu, attirando l'attenzione. "È stato lui a immobilizzarlo con uno dei suoi incantesimi. Sfortunatamente, prima ha quasi distrutto la Sala Grande per cercare di eliminarci."
"Quasi?!" ripeté Melody, guardando un altro pezzo di soffitto cadere giù. "E sarebbe stato lui a fermare un mago così potente?"
"E-Ecco… I-Io…" balbettò Allock, non sapendo cosa dire.
Fu Harry a intervenire, dandogli una pacca sul braccio. "Suvvia professore. L'unica volta che ha fatto qualcosa di veramente importante come salvarci la vita, non vuole prendersi il merito? Non è da lei essere così modesto. Su, racconti pure a tutti di come l'ha fermato. O forse… vuole dare il merito a qualcun altro?"
Mentre diceva ciò, Majutsu strinse con forza il braccio del mago, che s'impose di non fare alcuna smorfia di dolore per non tradirsi.
"P-Proprio così… Io, il magnifico Gilderoy Allock, sono riuscito a fermare l'intruso! Mi ero accorto che c'era qualcosa che non andava, così sono sceso in piena notte, cogliendolo in flagrante! Harry e i suoi amici devono avermi sentito combattere e sono venuti coraggiosamente in mio aiuto, anche se fortunatamente grazie a me non hanno dovuto fare altro che schivare quei pochi incantesimi che non sono riuscito a fermare."
"C-Che… Che faccia di bronzo…" sussurrò Lucy, con un tic all'occhio. "Non ha neppure faticato a prendere per sé la storia…"
Silente avanzò verso di loro, superandoli e fermandosi di fronte a Tobi, che ricambiò lo sguardo.
"È vero quello che dicono?" domandò serio. "Hai aiutato a portare a termine gli attentati?"
Il ninja ridacchiò. "Sì, è vero. Ma se vi aspettate che vi dica chi è l'erede, sperate male. Gli attentati non si fermeranno nemmeno con la mia sconfitta, anzi, aumenteranno!"
"Quindi non è Potter il responsabile?" domandò uno studente di Tassorosso.
Questa volta Tobi scoppiò a ridere. "Potter? Lui non è capace di fare del male a qualcuno! È troppo debole e vigliacco, ma lasciate che vi dica questo, studenti e professori di Hogwarts: se io sono riuscito a spacciarmi per Paciock per questi mesi, cosa vi fa credere di riuscire a trovare qualcuno che agisce nell'ombra da cinquant'anni?"
"Maledetto! Dicci subito chi è e-" cominciò Naruto, fermandosi quando vide la sua mano.
Con suo spavento, questa stava diventando invisibile, e uno a uno il fenomeno stava colpendo tutti i ninja, Tobi compreso.
"Che cosa sta succedendo?" domandò Ino.
"Sembra che qualunque cosa ci abbia mandato qui, ci stia rimandando indietro." osservò Sai.
Kakashi si voltò verso Silente. "A quanto pare non ci servirà il suo aiuto. Grazie lo stesso."
"Grazie a voi per aver risolto una parte del mistero che ci sta perseguitando. Cosa ne sarà di lui?"
Il ninja argentato si voltò verso il nemico.
"Probabilmente appena sarà libero scapperà via, ma faremo di tutto per riprenderlo e fargli pagare le sue azioni."
Naruto nel frattempo si avvicinò a Harry. "Così il nostro tempo qui è finito, eh?" fece sorridendo, per poi tendere il pugno destro verso il moro, che lo guardò con aria interrogativa. "Battiamoci il pugno! Sei stato grandioso prima! Spero di rivederti un giorno!"
Majutsu sorrise, per poi battere il pugno contro quello del biondo. "Anche tu non sei stato male. Saresti stato un ottimo membro di Fairy Tail."
Naruto ridacchiò, per poi con il pollice il proprio coprifronte.
"Spiacente, ma io appartengo al Villaggio della Foglia. Ma quando sarò diventato Hokage, chissà, magari un'alleanza ci potrebbe stare!"
"Allora aspetteremo quel giorno… Naruto." disse Harry, osservandolo sparire nel nulla, assieme agli altri.
"Minerva, porta subito il signor Paciock in infermeria. Temo che ne abbia passate fin troppe durante la sua prigionia." ordinò il preside. "Tutti gli altri tornino nei loro dormitori. Domani mattina vi spiegherò tutto nei dettagli, dopo aver iniziato la ricostruzione della Sala Grande."
Con un mormorio, gli studenti, accompagnati dai Prefetti, tornarono alle loro rispettive Case, salvo il gruppo di Fairy Tail, che restò sotto gli attenti occhi di Silente.
"State bene?" chiese lui, una volta che furono rimasti solo i professori.
"Solo qualche ammaccatura." replicò Erza. "Nulla che una buona notte di sonno non possa sistemare."
"Sembra incredibile la fortuna che avete avuto…" Disse Piton, osservando le macerie della Sala Grande. "Sfuggire a una simile distruzione praticamente incolumi…"
"Tecnicamente dovrei punirvi per aver violato il coprifuoco…" continuò il preside. "Ma credo che il fatto che abbiate aiutato Gilderoy sia un prezzo sufficiente a coprirvi. Giusto, professore?"
"E-Eh? Oh, sì, certo…" bofonchiò lui, ancora confuso.
"Ora tornate anche voi nei vostri dormitori. Immagino che i vostri compagni siano curiosi di sapere cos'è successo."
"Diciamo pure che nostro fratello ci sottoporrà a un terzo grado al cubo." esclamarono i gemelli Weasley all'unisono.
Harry ridacchiò, per poi dirigersi verso l'uscita, fermandosi al fianco di Allock.
"Se ci tiene alla sua salute, non dica nulla di ciò che ha visto e mantenga questa versione dei fatti. Posso essere molto più forte di quanto le ho dimostrato, e la prossima volta potrei spaccarle direttamente il braccio o peggio. Sono stato chiaro?" gli sussurrò all'orecchio, ricevendo un cenno quasi invisibile dal diretto interessato, che era visibilmente sbiancato.

Il custode dello Specchio delle Brame si voltò verso una delle figure dietro di lui, che s'illuminò, per poi infrangersi in mille pezzi, che scomparvero nel nulla.
"E così, il primo è andato." commentò, sorridendo. "Grazie a Naruto Uzumaki, la forza di Fairy Tail è aumentata, senza contare che ha guadagnato un nuovo membro. Ora… vediamo cosa faranno la prossima volta…"
Il custode ridacchiò osservando la seconda figura, per poi interrompersi quando vide apparire dietro di lui una porta chiusa.
"Oh? Qualcosa vuole interferire…" mormorò. "Ma sì, vediamo un po' che cos'ha intenzione di fare. Sarà divertente!"