Paralipomenon
Terra, acqua, fuoco, aria, etere, mente, intelligenza e falso ego, questi otto elementi, distinti da Me, costituiscono la Mia energia materiale.
O Arjuna dalle braccia potenti, oltre a questa energia inferiore, c'è la Mia energia superiore, costituita dagli esseri viventi che sfruttano le risorse del mondo materiale.
Di tutte le cose materiali e spirituali di questo mondo sappi per certo che Io sono l'origine e la fine.
O conquistatore delle ricchezze, nessuna verità Mi è superiore. Tutto su Me riposa, come perle su un filo.
O figlio di Kunti, Io sono il sapore dell'acqua, la luce del sole e della luna, la sillaba om nei mantra vedici. Sono il suono nell'etere e l'abilità nell'uomo.
Sono il profumo originale della terra, e il calore del fuoco. Sono la vita in tutto ciò che vive, e l'austerità nell'asceta.
Sappi, o figlio di Pritha, che sono il seme originale di tutte le esistenze. Sono l'intelligenza dell'intelligente, e la potenza del potente.
Sono la forza del forte, priva di desiderio e di passione. Sono l'unione sessuale che non è contraria ai principi della religione, o principe dei Bharata.
–Bhagavadgita VII, 4–11
E… il mondo andò avanti.
Così com'era diventato.
Come era stato ridotto.
Attraversarono le epoche della storia… vedendo quello che già sapevano avrebbero visto, e comprendendone per la prima volta il motivo. E vedendo altro che ancora non sapevano, e come si legava agli altri eventi.
Gli uomini progredivano di nuovo, a poco a poco… si davano leggi, creavano strumenti, riscoprivano quello che avevano dimenticato. Lentamente, faticosamente, ma a volte con balzi improvvisi, come se venisse loro insegnato o rivelato.
E… ricordavano, vagamente, attraverso i miti, le leggende… il tempo in cui erano stati qualcosa di più… in cui avevano posseduto facoltà che ormai esistevano soltanto nelle fiabe e nelle storie di magia… il tempo in cui gli altri pianeti erano abitati. E ne provavano nostalgia. Li popolavano di esseri perfetti, celesti, di angeli… sentivano di non essere stati soli nell'universo… di non essere soli… e col tempo, questo li avrebbe spinti ad uscire sempre più dal loro guscio, ad indagare, a cercare. Ma contemporaneamente, avrebbe fatto sentire loro ancor più il peso della propria invincibile solitudine.
Si sforzavano di costruire ponti di comprensione tra loro, ma ciononostante non vi fu mai un periodo libero da conflitti… il male covava. Il loro intelletto, il loro livello tecnologico, continuava ad essere più avanzato del loro spirito. Lo squilibrio persisteva: anche se il sigillo impediva che si manifestasse di nuovo in poteri psichici assassini, non poteva tenerlo del tutto soppresso. Come un virus o un cancro, di cui non si possono che scorgere i segni malgrado le medicine che lo tengono a bada. Guerre di conquista, schiavitù… oppressione verso altre razze, verso l'altro sesso, verso i poveri, gli stranieri… mezzi infantili per allontanare la paura dalla propria anima. Se gli altri sono cattivi, allora io sono buono… se gli altri sono in basso, allora io sono in alto… se punisco gli altri, allora io non verrò punito… sono superiore e a me è permesso ciò che agli inferiori è proibito.
Non c'era da meravigliarsene. In fondo… era ciò che aveva insegnato loro il dio che veneravano… che farneticava allo stesso modo su se stesso. E ricordava sempre meno di essere, o di essere stato, umano.
Un dio… che però si contorceva come un roditore nelle spire di un cobra, perché il suo dominio gli sembrava sempre men che completo. E che quando non poteva odiare nessuno, essere in conflitto con nessuno… entrava in conflitto con se stesso, tanto era il suo bisogno di opporsi a qualcosa.
Molti antichi dei sono rappresentati… ricordati con due facce. Una luminosa, un'altra oscura… o anche con più di due…
Sono quelli rimasti al suo fianco. Perché bruciare il sigillo… ha liberato la loro parte malvagia, che non riusciva a riconciliarsi con quella buona.
Quella buona, che a sua volta era rimasta incompleta…
Ogni tanto, compariva qualcuno dotato di poteri inspiegabili. Come se il sigillo si stesse logorando col tempo. Poteri che spesso usava a proprio vantaggio, per fare del male… e che quindi era tanto più facile bollare come demoniaci. Questi venivano reclutati. Irreggimentati. Oppure eliminati senza alcuna pietà, e la gente ringraziava di essere stata liberata di loro dall'alto…
Ma c'erano anche esseri compassionevoli nel mondo. Santi. Anime pure. Che si dedicavano al servizio degli altri inibendo i propri istinti oscuri. Rifuggendo dal cibo… dai piaceri della carne… fustigandosi e isolandosi dal resto dell'umanità, per fuggire la tentazione, il peccato; bandendo la conoscenza, perché veniva dal demonio. E così raggiungevano uno stato di beatitudine, estasi divina… di perfetta pace interiore, obbedienza e letizia, incapacità di fare del male a chiunque… ottenendo a loro volta grandi poteri che dicevano di aver ricevuto dall'alto. E li usavano per fare del bene, per guarire, convertire… o per la maggior gloria divina. Ed anche loro venivano raccolti… portati in cielo da messi divini, alla morte o anche prima… posti nel serbatoio per il giorno della fine. Questa era proprio quella purezza ricercata da colui che aveva dato loro i suoi comandamenti…
…che a modo suo… per quanto sembri IRONICO e CRUDELE… è una perversione esattamente come l'opposto…
Sì. Ricordate? Abbiamo conosciuto creature… di PURO BENE… ma sembrava sempre che mancasse loro qualcosa… per quanto potessimo provare ammirazione per loro… sembrava sempre che non potessero farcela da soli. Avevano bisogno… di NOI… di qualcosa che avevamo NOI…
Il lato oscuro…
Che però… non è poi forse tanto oscuro, visto che è così necessario…
Alla fine l'abbiamo compreso.
Ed anche altri lo comprendevano…
Ovunque… guerre ad uccisioni da una parte, cantici ed eremitaggi dall'altra… secondo il piano. Entrambe le cose andavano a vantaggio del Conte, che si ritrovava con la sua riserva di anime pure a cui attingere e allo stesso tempo poteva manipolare il progresso dell'umanità per il giorno della battaglia finale. E raccogliere anche immensi tesori, che sarebbero serviti a lui e ai suoi sottoposti sempre in quel giorno. Li nascondeva nel profondo della terra… oppure in monumenti situati in punti strategici dal punto di vista spaziotemporale, perché continuassero a viaggiare ad intervalli casuali da un secolo all'altro, scongiurando la comparsa di ladri. Li metteva sotto la custodia di guardiani molto potenti… mostri creati in laboratorio, robot in cui era stato impiantato artificialmente un cervello umano…
La piramide degli Inca… era uno di quelli.
Quella poveretta… aveva uno spirito umano. Per questo abbiamo visto anche lei nel nostro sogno, tra le icone dell'umanità.
Qual terribile condanna la sua…
Faceva soldi con la guerra fin da allora… il bastardo… Chi mi ricorda?…
Ma c'erano anche altre persone.
Quelle che sceglievano strade diverse… insegnamenti tramandati più o meno nella clandestinità, che ripetevano quanto qualsiasi estremismo fosse sbagliato. Quanto fosse necessario riappropriarsi di se stessi, di ogni parte di se stessi… per comprendere veramente, per ascendere a un altro stato e liberarsi da un ciclo infinito. Anche questi erano descritti come dotati di incredibili poteri… che però loro affermavano provenire da nient'altro che dalla propria anima. E predicavano di fidarsi di se stessi, della propria forza interiore, e di non prestare omaggio a nessuna superstizione. E spesso venivano travisati… o perseguitati, come le streghe del Medioevo… oppure riassorbiti quasi a forza nelle religioni organizzate, dove si provvedeva presto a distorcere di nuovo i loro insegnamenti incorporandovi predicazioni di mortificazione. Eppure non cessavano di riaffiorare. Una corrente sotterranea apparentemente inesauribile… in qualsiasi terra, in qualsiasi fede…
I titani rimasti… sono stati loro.
Ricordate? Qualcosa del genere… il piccolo ce l'aveva detto all'inizio. Svincolarsi…
…dalla contraddizione interiore… il dilemma della lotta eterna tra il bene e il male…
…e diventare QUALCOS'ALTRO.
Perciò… è questo che ci ha trasformati. Grazie a lui… abbiamo BRUCIATO IL SIGILLO… SENZA che questo ci lacerasse la psiche. I nostri stessi poteri ci mettevano a rischio di diventare malvagi. Invece… ne siamo usciti integri… come LORO.
Come devono aver fatto tanti altri, nelle ere…
I Budda… i Bodhisattva… esseri risvegliati che hanno scelto di restare sulla terra e andare all'inferno con gli uomini nel tentativo di salvarli, anziché ascendere al paradiso…
È QUESTO che siamo.
Ed anche il Conte pareva d'accordo. E pareva sapere benissimo a chi doveva questo residuo d'indipendenza dell'umanità, che minacciava di sconvolgere i suoi piani.
Sono LORO…
Li ho sconfitti… ho dato ordine che venissero braccati ovunque si nascondessero… ma alcuni di loro sono SOPRAVVISSUTI… ed hanno INSEGNATO ad ALTRI…
Erano LORO… come ho fatto a non riconoscerli prima? I discendenti del mio vecchio amico… o i suoi progenitori. I figli del SERPENTE…
I figli di…
Maledizione a lui… maledizione a loro! È a causa del paradosso che hanno creato se adesso ci troviamo in questo stato di peccato! Quel viaggio non avrebbe mai dovuto essere compiuto! Ha portato soltanto male all'uomo! Se LUI non fosse mai nato… sarebbe stato meglio!
Sono LORO… lo so… in altri corpi… con altre menti… ma sono LORO…
Il sangue del serpente… il sangue del DEMONIO… scorre in tutta l'umanità e porterà a loro inevitabilmente…
Se riuscissi a DISTRUGGERLI… a SEPARARLI… perché quel seme maledetto non si diffonda… avrei PURIFICATO L'ERRORE…
No… cosa sto pensando… in questo modo… finirei per scomparire anch'io… non sarei mai stato qui… non sarei mai esistito… e con me l'ultima speranza del genere umano!
Devo fare esperimenti…
Se sostituissi uno di loro… se li sostituissi entrambi? Se sostituissi qualcuno al loro fianco…
Se li convincessi… a servirmi?
Se fossero MIEI servitori… quando appariranno… se li obbligassi a combattere per ME…
Tutti si sentirono gelare fin nel profondo.
È così che è cominciata… per NOI.
Sì. Noi… eravamo parte di questo… da SEMPRE… fin dall'inizio.
Non ha… non ha ragione, in qualche modo? Se non avessimo mandato i profughi nel passato… l'evoluzione non sarebbe mai stata alterata… la Terra si sarebbe sviluppata naturalmente… non si sarebbe potuto evitare tutto questo dolore? Questo calvario?
Potrebbe anche… essere così… ma…
No. No. Noi siamo qui. QUI ed ORA. Esistere… è sempre meglio che non esistere. Conoscere… è sempre meglio che non conoscere. È inutile chiederci come sarebbe stato altrimenti. Possiamo solo usare la nostra volontà e fare ciò che è in nostro potere, così come siamo. Mi rifiuto di non credere in questo.
Amen, fratello.
E comunque non avrebbero avuto occasione di scoprirlo… perché nonostante tutti i suoi esperimenti, nonostante la sua follia, il Demiurgo non ebbe mai il coraggio di fare la prova definitiva. Aveva troppa paura di cancellare anche la propria esistenza.
A poco a poco, aveva fatto entrare in stasi o in ibernazione tutti i suoi servitori, per risvegliarli al momento opportuno. Perché ricordava che dopo un certo periodo storico, non si era più parlato di dei che camminassero in mezzo agli uomini. E comunque, per quanto i loro poteri li rendessero longevi, alla fine avevano ugualmente cominciato a morire. Ma regolarmente, se ne creava di nuovi per sostituirli… o per fungere da pedine, che agissero per lui… o per inviarli nel passato o nel futuro, dove e quando più gli servivano. Modificando umani o altri esseri viventi… oppure per mezzo della robotica o della clonazione.
Restava in contatto con se stesso in qualunque epoca si trovasse, grazie al suo computer. La macchina era diventata sempre più complessa con le ere, tanto da poterla quasi considerare un essere vivente… aveva fatto in modo che si alimentasse sottraendo l'energia psichica dei viventi, in modo da non rischiare mai più di spegnersi, e tramite un sistema ideato da lui, e noto a lui solo, se ne serviva per accrescere anche il proprio potere, la propria energia, a dismisura, così come quella dei suoi lacché… ormai aveva raggiunto un livello mai sognato prima da alcun'altra creatura. Non gli serviva neanche essere fisicamente presente per generare incidenti, pestilenze. O per influenzare le menti umane a piegarsi ai propri capricci. Anche la sua stessa mente, lontano nel futuro, per piegare la storia attraverso l'uomo che era stato.
Ed anche la sua pazzia… cresceva di pari passo col potere, tendendo la sua psiche frammentata al limite.
Viaggiava ancora lui stesso nel tempo, di tanto in tanto. Per verificare di persona i risultati dei suoi interventi più importanti, o semplicemente perché il brivido dell'avventura e dell'ignoto era ancora forte in lui. Forse in quelle occasioni… solo in quelle… riusciva ancora a sentirsi umano, a ricordare di essere umano… a tenere a bada le parti diverse della sua mente che urlavano incessantemente, cercando di prevalere l'una sull'altra. Ormai gli era difficile ricordare, senza riferirsi ai database, se una data impresa l'avesse già compiuta, oppure dovesse ancora tentarla… come se ormai il suo io si stesse esso stesso scollando dal tempo e dallo spazio… pur non essendone indipendente e padrone come gli sarebbe piaciuto credere. Come se fosse stato un vero dio.
E durante queste gite di piacere, aveva scoperto finalmente le sentinelle.
All'inizio erano state molto prudenti e attente a non farsi scoprire. Si erano tenute a distanza, osservando gli eventi da lontano o dallo spazio interdimensionale. Ma col passare dei millenni… alcune di loro erano diventate incaute. O solo incuriosite dalle strane pieghe prese dalla storia. Erano sbarcate personalmente sul pianeta, per osservare meglio e riferire cosa stava accadendo. O anche solo per giocare piccoli scherzi facendosi intravvedere dai terrestri. Alcuni avevano l'aspetto di bizzarri uomini scimmia, o incroci tra scimmie ed orsi… altri di dinosauri lacustri… di draghi, o di serpenti alati. Molte leggende sull'avvistamento di creature mostruose, inumane, furono originate da loro. Altri si divertivano a piegare gli steli nei campi in fogge bizzarre, o a far crescere funghi in circolo, facendosi prendere all'inizio per fate, poi facendo sospettare della propria esistenza… e così anche nel caso degli umani o degli animali da loro periodicamente prelevati e sezionati o sottoposti ad altri esperimenti, per capire fino a che punto si fossero evoluti e se il sigillo tenesse ancora. Delle volte la memoria di queste cavie non veniva cancellata perfettamente, oppure gli sperimentatori le depositavano in punti errati dello spaziotempo, originando così sospetti e fiabe.
Alcuni spinsero la propria temerarietà fino a farsi quattro chiacchiere con qualche terrestre, certi che comunque nessuno gli avrebbe creduto. E fu così che… Il Conte avrebbe sempre ricordato con emozione come riuscì per la prima volta a catturare uno di loro. E a torturarlo… per scoprire i segreti del suo corpo, dei suoi poteri, e lo stato delle cose dall'altra parte della faglia dimensionale. Non riuscì ad apprendere tanto quanto avrebbe voluto, ma fu comunque un'esperienza soddisfacente. Un anticipo della vendetta a lungo pregustata.
Se la creatura luminosa non avesse sollevato la testa fissandolo con occhi ardenti subito prima di morire. Se non avesse pronunciato quelle parole.
–Tu non hai nulla del potere che credi– disse. –Non sarai tu a decidere il destino di questo pianeta. Non potrai né ostacolarlo né aiutarlo a compiersi. Alla fine, il prescelto giudicherà ogni cosa… colui che è simile al mondo, un mondo in un sistema… tu sarai sconfitto dalla luce e dalle tenebre… e dalla luce nelle tenebre.
E prima che lui potesse afferrarlo per il collo, pretendere una spiegazione, punirlo… l'alieno era morto.
Era rimasto lì costernato… fissando il corpo… chiedendosi il significato di quelle parole non meno di coloro che con lui le avevano ascoltate. Evidentemente… quella sentinella doveva essere dotata del potere della profezia.
Il prescelto giudicherà ogni cosa?… Chi poteva essere il prescelto?… Questo era un elemento che non rientrava nei suoi piani…
Un uomo simile al mondo… un mondo in un sistema…
Un mondo vivente, prigioniero all'inferno…
Un mondo condannato alla solitudine…
Un mondo ibrido, ignaro almeno in parte della propria origine…
Un mondo alterato, privato della sua forma originale… sporcato da ciò che gli era stato fatto… ma puro dentro di sé… qualunque abuso potesse subire…
…Io…
…Stai tremando.
Non devi. In fondo… non è che non lo sapessimo già. O che non fosse facile capirlo.
Già. Se è per questo, mi domando… quanto ci metterà a capirlo anche questo bel tomo.
E in effetti, sembrava che anche il falso dio stesse cercando di reprimere uno sgradevole sospetto. O un'indesiderata intuizione…
Proseguì con il suo piano. Ancor più freneticamente man mano che i secoli scivolavano via verso il giorno della fine.
Catturò diverse altre sentinelle. A volte le uccise, perché non potessero informare i propri capi della sua esistenza e dei suoi piani… e utilizzò i loro corpi per clonarsi o alterarsi altri servitori a loro somiglianza. Altre volte riuscì a convertire gli stessi alieni al suo servizio grazie al proprio spaventoso potere. Ormai prendeva ispirazione dai miti umani tanto quanto in passato aveva contribuito ad originarli, come se man mano diventasse prigioniero di una gabbia che lui stesso aveva creato. Apprese i segreti della trasmutazione della materia con la mente, e se ne servì per accrescere ancora i propri già sterminati tesori distribuiti in tutto il mondo.
Entrò in contatto anche con altri alieni, provenienti dall'esterno del sistema solare… dove non esistevano instabilità e faglie, e la linea temporale era unica e inalterabile. Alcuni erano progrediti e non violenti, altri primitivi e dalle intenzioni non proprio cristalline. C'erano esseri buoni e cattivi, completi e incompleti, in tutto l'universo apparentemente. A volte li ostacolò, altre volte strinse accordi con loro presentandosi come sovrano della Terra, concedendo rifugi e opportunità in cambio di conoscenza e tecnologia… visitò alcuni pianeti compiendo anche lì degli esperimenti e lasciandosene dietro i risultati… studiò se fosse possibile aggirare la faglia e ritornare nella dimensione luminosa passando dallo spazio esterno, e dovette concludere che non lo era. E sempre, sempre imparò dagli alieni e accrebbe le sue conoscenze sulla natura dello spaziotempo e degli universi paralleli. E spesso, riuscì a ridurre anche loro in schiavitù o comunque ad accumulare ancor più potere studiando i loro corpi e le loro menti…
E fondò e finanziò innumerevoli sette segrete in tutte le epoche dell'umanità… tutte volte a guidare e controllare la società nell'ombra, a manovrare l'economia e la politica, assicurandosi che tutto andasse come doveva andare… e come lui aveva deciso che andasse… trasmettendo allo stesso tempo saperi esoterici, tecnologie anacronistiche e profezie. I Templari, i Massoni, gli Illuminati… erano tutte sue pedine che a volte agivano anche le une contro le altre, senza sapere di essere guidate dallo stesso capo supremo, come se questo giocasse in una perversa partita a scacchi contro se stesso. Da una parte era ossessionato dal mantenere la linea temporale inalterata, in modo da non minacciare la propria esistenza… dall'altra era fanaticamente spinto a cambiarla… da un'altra ancora cominciava a diventare sempre più indifferente e apatico nei confronti di ogni cosa. Giunse a dare ordini maniacali ed altrimenti superflui, come modificare la formazione del sistema solare miliardi di anni addietro, per assicurarsi che i pianeti fossero quelli giusti… del numero giusto… come controllare artificialmente che le grandi estinzioni nella storia dell'evoluzione avessero luogo, che l'umanità si evolvesse fin dalla preistoria come doveva, che nulla andasse storto.
E intanto continuava a rimuginare, a farsi domande, a parlare con se stesso…
Il prescelto… prescelto da chi?
Chi è? In che modo dovrà giudicare?
Un servitore dei DEMONI… dei nostri AGUZZINI, che ci hanno relegato in quest'universo…
Se potessi COSTRINGERLO a giudicare a MIO favore…
Se potessi ELIMINARLO…
Verso il Diciannovesimo e il Ventesimo Secolo, iniziò attraverso diverse organizzazioni a mettere sistematicamente in pratica vecchi e nuovi modi di potenziare gli esseri umani dall'interno o dall'esterno, per assicurarsi il maggior numero possibile di soldati. Il suo grande occhio vedeva tutto, controllava tutto. Ingannando vari uomini malvagi e stupidi, desiderosi di potere, promettendo la realizzazione dei loro desideri, la conquista del mondo, ordinò e supervisionò la costruzione di robot… la realizzazione di dispositivi che potenziassero o controllassero i poteri paranormali intrinseci di ogni essere umano… la manipolazione genetica…
Ed anche…
Ogni tanto si imbatteva in qualcuno che pretendeva di ergersi ad eroe, ed opporsi all'una o all'altra branca del suo multiforme complotto, qua e là, senza poterlo vedere nella sua totalità. Esperimenti falliti, o umani semi–risvegliati e sedicenti difensori dell'umanità. Fu divertente guardare le sue pedine combatterli per un po', come diversivo. Tanto non avrebbero mai potuto essere all'altezza di fermarlo del tutto.
E quello fu anche il periodo in cui, come previsto, il sigillo cominciò a cedere. Non più solo piccole infiltrazioni come nelle epoche passate, ma vere e proprie falle paragonabili ai buchi nello strato di ozono. Provocate probabilmente proprio dalle sue interferenze, per quanto lui stesso rifiutasse di rendersene conto. I conflitti divennero sempre più frequenti ed estesi, fino a coinvolgere tutto il globo… violenza, criminalità si diffondevano in modo capillare nella società, come anche l'uso di droghe, le perversioni, coinvolgendo persone sempre più giovani…
E contemporaneamente, si manifestavano sempre più spesso strane capacità tra la gente comune, e diversi scienziati cominciavano ad interessarsene e a studiarle. Persone capaci di piegare cucchiai con la forza della mente, o d'indovinare disegni su cartoncini. Ma anche casi di turbe psichiche, di personalità multiple, dovute alla resistenza al sigillo che s'indeboliva. In questo modo, anche i ricordi razziali repressi del passato cominciavano a tornare a galla. La spinta ad andare nello spazio, a vedere cosa ci fosse oltre, cresceva… il desiderio di varcare le barriere dimensionali… Il vaso di Pandora, tenuto a forza tappato per tutto quel tempo, stava esplodendo forzatamente. Il giorno del giudizio si avvicinava…
E fatalmente, i guardiani dell'altra parte finirono per accorgersene. Le loro visite divennero più frequenti e più interessate. Quando i terrestri cominciarono a violare i dispositivi di sicurezza di alcune loro basi segrete, si riunirono automaticamente per cominciare ad agire… e il Conte dovette occuparsene.
Le piramidi!…
Quindi erano davvero vigilanti di un altro pianeta, dopotutto… solo, non nel senso che avevamo creduto. Forse hanno anche cercato di comunicarcelo, alla fine… ma abbiamo capito solo in parte…
Forse… siamo stati proprio noi a far scoprire loro che il sigillo era al limite ormai.
E se ne occupò… facendosi aiutare dalle stesse persone che continuavano ad infestare i suoi sogni. La cosa sembrava appropriata. Li attirò in trappola in modo elaborato, deviando astutamente il percorso di una navicella nemica per fornir loro un'esca che li coinvolgesse… mettendoli sulla strada dei suoi avversari, e convincendoli che fossero pericolosi invasori da combattere, come del resto per lui erano. Fece loro affrontare finte minacce e battaglie miste a quelle vere, li confuse con storie contraddittorie ed ingegnose mezze verità, mise loro contro o a disposizione alcuni mezzi d'attacco che aveva creato o fatto creare per divertimento, e gettò in campo anche qualcuna delle più infime creature geneticamente progettate dagli atlantidei, che fino allora aveva lasciato in pace, tanto per vedere come andava. Per lui fu un gioco, anche se il risultato aveva un'importanza maggiore di quanto loro potessero sospettare. Interagì con loro attraverso un terminale del suo computer, presentandosi con un altro dei suoi molti nomi perché non potessero riconoscerlo, salvo poi tradirsi e maledirsi per questo. Ottenne che facessero con riluttanza quel che lui voleva, e si sentì molto gratificato dal poterli indurre a combattere per lui così facilmente con mezzucci simili… quasi sentiva di non doversi più inquietare a causa loro… erano manipolabili, ingenui quanto tutti gli altri umani…
Se non fosse stato per quel che gli dissero.
Riascoltarono il proprio discorso attraverso il suo computer… videro le reazioni succedersi sul suo volto. Avevano parlato col cuore quella volta, come uno solo, tutti d'accordo, completando gli uni le frasi dell'altro. Non avevano immaginato che quelle parole potessero avere un significato, dare un'impressione, tanto più profonda.
Un dio capriccioso e sfacciato… non sai accettare una sconfitta… non sei un essere vivente come gli umani…
Non coinvolgere più i terrestri. Rifiutiamo una guerra che non ci appartiene.
Forse, a causa della tua interferenza, la tecnologia si è evoluta troppo velocemente e lo sviluppo dello spirito è rimasto indietro. Se continua così, gli umani diventeranno esseri imperfetti!
Non siamo più tuoi schiavi!
Non sappiamo se siamo abbastanza evoluti da cavarcela da soli, ma non vogliamo altre interferenze!
Se sei un essere quasi immortale, un dio dall'intelligenza superiore…
…confidiamo che tu ci capisca…
Erano le stesse parole che l'onnipotente viaggiatore aveva già sentito pronunciare tanto tempo prima. Ricordava anche da chi… Quel tono accorato, chissà per quale motivo, lo colpì per la prima volta dopo tanto tempo. Gli riportò alla mente la sua stessa umanità… e ne vide la verità…
Si sentì terribilmente stanco. Sentì di aver girato a vuoto per migliaia di anni, di essersi tanto arrabattato per nulla, per torturare un malato che forse non aveva bisogno di cure… Forse, inconsciamente, aveva rivelato loro il nome con cui un giorno l'avrebbero conosciuto proprio per farsi scoprire da loro, perché capissero… perché aveva bisogno di sentirsi parlare in quel modo. Provò quasi il desiderio di cedere lì, in quel momento, di rivelare tutto, di chiedere il loro aiuto, per finirla con quella pazzia… per ritornare ciò che era stato.
Ma quello, tristemente, fu anche l'ultimo sussulto della sua natura umana.
Perché li aveva visti come loro stessi non si erano ancora mai visti… per quello che realmente erano. Li aveva riconosciuti. E aveva capito.
Loro… LUI…!
E l'odio si era nuovamente impossessato di lui… insieme a tutte le sue farneticazioni divine.
Si ritrasse da loro bruscamente senza rispondere più una parola. Lasciandoli a sperare che avesse compreso e avuto compassione degli uomini. Quando invece avevano appena contribuito a far precipitare definitivamente nell'abisso il peggior nemico che avrebbero mai avuto.
Si diede a verificare febbrilmente la sua ipotesi.
Guardò in tutte le epoche. In tutti i racconti eroici dell'umanità. Guardò nei giorni del Diluvio, nei giorni della Caduta, nei giorni dell'Apocalisse.
E li riconobbe tutte le volte.
Loro… sempre loro… sempre lì… come se qualche altra forza ce li volesse… come se affidasse a loro ogni cosa… o come se loro stessi, con testardaggine invincibile, cercassero di conquistare la salvezza un tentativo dopo l'altro, ancora e ancora… sempre là… come titani… come eroi… come leggende… come persone comuni… una vita dopo l'altra… a cercare di fare ciò che era giusto…
A OSTACOLARE il mio PIANO…
Un mondo vivente genera degli anticorpi per salvarsi…
Voleva distruggerli… ma allo stesso tempo… non poteva prescindere da loro.
Doveva fermarli. Doveva controllarli.
Doveva toglierli di mezzo. Doveva assicurare la loro esistenza… perché la trama del destino non si disfacesse.
Doveva ridurli a suoi strumenti… piegare lo schema dei demoni affinché in ultimo fosse al suo servizio…
I fili del fato e della sua stessa pazzia lo imprigionarono definitivamente.
Perciò… tutti i tentativi di ostacolarli, perseguitarli… e allo stesso tempo di dominarli… attraverso il tempo…
Gli ordini dati ad una delle più potenti tra le sette dei suoi servitori… gli ordini abbastanza precisi perché proprio loro venissero scovati… fossero resi quel che dovevano essere resi… così che potessero essere presenti al momento giusto…
…tutte le volte che aveva ordinato di ucciderli, ma sempre, quasi inconsciamente, lasciando loro abbastanza margine perché potessero strappare una vittoria…
…e gli sforzi per distruggere la loro discendenza, e allo stesso tempo, schizofrenicamente, per assicurarsi che continuasse…
E tutti i versetti gettati qua e là nei libri sacri, nelle leggende, le storie inventate o reali che alludevano a loro… che portavano a loro…
…e ogni tanto lasciar cadere come distrattamente qualche indizio, qualche parola, sul loro cammino… forse in un estremo, represso desiderio di essere riconosciuto e smascherato…
E gli incoraggiamenti a svolgere il loro compito, a diventare eroi… i doni di armi, le profezie, le visioni… perché seguissero il loro ruolo, ma solo come pedine utili… senza uscire dai binari previsti…
E gli esperimenti moltiplicati per cambiare il futuro… per provare come sarebbe stato il futuro senza di loro, o senza qualcuno di loro… cercando di non osare troppo…
Provò a vedere cosa sarebbe accaduto generando un altro vortice dimensionale… per far scontrare due mondi grazie ad una morte… e concluse che ne sarebbe derivata soltanto l'estinzione.
Ah!…
Fabbricò dei mondi in cui loro non esistevano come guerrieri. Dei mondi in cui non erano mai stati alterati. Vide che le guerre si sarebbero soltanto diffuse ancor più a dismisura, o la separazione del pianeta in blocchi sarebbe continuata a oltranza, fino a che l'umanità non si fosse consumata da sola.
Provò tutte le possibili varianti… cambiando minimi dettagli in tutte le loro diverse vite… tentandoli, facendoli tradire, morire, fallire a un passo dalla gioia e dalla vittoria… e ogni volta qualcosa andava male…
E la visita di persona ad un uomo dalla strana pettinatura chino sul suo tavolo da disegno… perché la storia fosse raccontata, così da potersi svolgere com'era stata raccontata…
…e la visita ad una fanciulla infelice diventata regina, qualche migliaio di anni fa.
Pensi ancora a lui, non è vero?
–Chi sei?… Se vieni da parte dei signori… io non voglio più ricordare quel periodo… mi sono consacrata al sacerdozio… al mio popolo.
Ma non riesci a dimenticare. Ebbene, ho fatto in modo che neanche lui possa dimenticarti del tutto. L'alterazione del flusso del tempo non ha cancellato completamente quello che è stato. Forse… perché lui stesso non l'ha voluto. Il suo potere sta CAMBIANDO. È molto strano. Ma mi concede un'apertura…
–Cosa vuoi da me?…
Se ti dessi il potere… se ti dessi l'opportunità… molte altre opportunità di riconquistarlo?
–Io…
Ti sei consacrata ad una dea. Ma in realtà il tuo destino è DIVENTARE quella dea. Anzi, in realtà lo sei SEMPRE STATA. Quella… ed altre. Vieni con me.
–Se potessi rivederlo…
Accadrà. Ma dipende solo da te cosa fare con la possibilità che ti concedo. Potresti essere TU la madre di suo figlio. Colei che salverà l'umanità e assicurerà il futuro. Servimi bene… e ti darò il posto più alto tra tutti i miei sottoposti. Ti renderò un messia.
E lei, riluttante, gli tese una mano…
Perciò… lei… quella donna… tutte le sue reincarnazioni… sono partite da qui… infinitamente, attraverso il tempo, a cercare di separarci…
Anche lei… che triste destino…
E poi, le pressioni sulle loro stesse menti… e su quelle di coloro che avevano vicino… sempre più forti via via che il giorno si avvicinava. Attraverso i sogni, attraverso la realtà… perché accadesse quel che era già accaduto… perché non accadesse… per poterli magari trasformare in suoi alleati, in modo che il giudizio finale fosse quello che lui desiderava. La loro volontà era forte… specialmente in alcuni di loro… ma se si fosse servito come tramite di qualcuno del quale si fidavano…
…le nostre tentazioni.
Per sconfiggerci, mortificandoci con le nostre stesse colpe…
Ma allo stesso tempo… quello che voleva era… che diventassimo come lui e i suoi! Che liberassimo la nostra parte malvagia e spezzassimo il sigillo senza risvegliarci!
Non… non solo… lui voleva ANCHE… che NOI DUE…
Se non poteva avere il suo salvatore in un modo diverso… voleva che venisse al mondo… così… comunque… sotto il SUO controllo…
Se… se non fossimo stati SALVATI… PROTETTI…
Una gratitudine immensa sgorgò in tutti loro per il piccolo addormentato dalla mente torturata. Altrettanto nel cuore del vecchio che li accompagnava… che ora comprendeva come e quanto fosse davvero sempre stato uno strumento del male… e quanto fosse realmente andato vicino a distruggere i propri amati figli, così come nel suo incubo. Era… così felice che questo gli fosse stato risparmiato.
E seguirono gli ultimi scampoli del racconto. Videro il falso dio, costernato e frustrato nell'accorgersi che tutti i suoi tentativi ed esperimenti avevano logorato il tessuto dello spaziotempo, che gli rimanevano sempre meno possibilità… ed infine una sola… prima che le mura crollassero e tutte le diverse eventualità si riversassero nel caos di un mondo impazzito… il mondo impazzito da cui lui stesso era venuto.
E infine dovette arrendersi alla debolezza dell'età, nonostante la longevità estesa a dismisura dal potere mentale, dalle sue pillole, dal suo computer. Mise anche il proprio corpo in stasi insieme a quelli di tutti gli altri suoi servitori, e fuse completamente la sua coscienza con quella della macchina. Ciò, paradossalmente, fu l'ultima estensione della sua influenza… permettendogli di unirsi non solo a tutte le menti ma anche a tutti i computer ormai esistenti al mondo, per alterarli, modificarli… per cancellare dati inopportuni, o inserirne altri, così che gli uomini del presente e quelli del futuro agissero come da lui programmato…
Io sono l'Alpha e l'Omega… il principio e la fine.
…e per scoprire, finalmente, un giorno, come attuare il suo ultimo piano.
Quasi videro un sogghigno manifestarsi nell'aria mentre la presenza psichica del Conte aleggiava in una dimenticata stanza sotterranea, dove un gigantesco terminale era stato disattivato per l'ultima volta… con l'evacuazione definitiva di una città del futuro che si era rivelata un'utopia fallita. Macchinari per la creazione di robot… ma anche capsule di coltura… interrotte nel compito di utilizzare campioni di cellule raccolti da un computer impazzito, per riprodurre quelli che esso aveva considerato gli esemplari più perfetti dell'umanità.
Ma bene. Gli ci volle soltanto un impulso di pensiero per riattivare le funzioni base del grande calcolatore. Ronzando, le capsule tornarono in vita… ricominciando ad eseguire il loro ultimo programma. I due corpi presero a crescere, di vera carne su vere ossa, immersi in un sonno tranquillo.
No!…
Quel… poveretto… ha VIOLATO la sua tomba… la sua ultima volontà…
…il suo STESSO CORPO… e i NOSTRI…
Il loro codice genetico… ma non la loro inopportuna volontà. È l'uovo di Colombo, in un certo senso. Se questo funziona… avrò la creatura che deve sopravvivere SENZA il loro intervento. E allora potrò distruggerli senza dover temere di distruggere me stesso.
E poi il corpo spirituale, invisibile, si voltò ridendo. Proprio verso coloro che lo stavano guardando. Trapassandoli con lo sguardo.
E con questo il giro finisce, miei stimati avversari. Spero l'abbiate gradito. E spero abbiate capito che ora non ho più ALCUN BISOGNO di voi. In un certo senso, non avrei voluto che finisse così… ma d'altra parte, è stato deliziosamente ironico. Avevate ragione a sospettare. Dovreste ringraziarmi per avervi concesso di scomparire solo dopo avervi spiegato tutto… Ancora una volta, avete voluto CONOSCERE TROPPO. Godetevi per l'eternità il mondo al di là dello spazio e del tempo.
E non riuscirono neanche ad imprecare o ad urlare…
…mentre la stessa tempesta cronotopica che un tempo aveva fatto perdere nel vuoto i loro discendenti li afferrava, trascinandoli nel luogo senza luogo tra un universo e l'altro dove corpo e mente sarebbero stati ridotti al nulla.
E l'ultima cosa che udirono dissolvendosi… fu la risata compiaciuta, soddisfatta di un dio impazzito.
