Il viaggio in macchina fu estremamente silenzioso.
Britt aveva tentato un paio di volte di chiedermi cosa fosse successo,mi ero limitata a stringermi nelle spalle biascicando un 'lo vedrai' frettoloso.
Ero tesa da morire,sapevo cosa fosse accaduto a Puck e la cosa mi rendeva nervosa.
Arrivammo a casa del ragazzo,una villetta piccola e apparentemente vecchia al centro di un giardino non troppo curato,fermai l'auto e presi un profondo respiro prima di voltarmi verso Britt che guardava la vecchia casa dal finestrino.
"Britt Britt"soffiai richiamando la sua attenzione,la bionda si voltò osservandomi interrogativa.
"Ci sono un bel po' di cose,che ancora non sai di me,cosi come ci sono cose particolari che forse no sai di Puck,so che non c'è bisogno neanche di dirlo,ma per rispetto del mio amico devo farlo.."presi un ulteriore respiro "..Tutto ciò a cui stai per assistere deve necessariamente rimanere tra noi,intesi?"la guardai
serissima,lei rimase un po' sorpresa,forse allarmata da quella mia richiesta cosi decisa,ma non disse nulla limitandosi ad annuire sicura senza staccare gli occhi dai miei.
"Bene"sospirai"..andiamo"dissi semplicemente,scendemmo dall'auto oltrepassando il cancelletto aperto,la strada in cui Puck abitava era abbastanza scura,pochi lampioni in lontananza illuminavano la sera e un vento freddo mi penetrava nelle ossa.
Bussai alla porta un paio di volte.
"C'è il campanello"mi fece notare Britt.
"Meglio di no"la rimbeccai.
Dopo pochi istanti la porta si spalancò,ci ritrovammo davanti una bambina di circa sei anni i lisci capelli scuri le ricadevano sulle spalle,dietro una frangetta adorabile spuntarono gli occhioni color nocciola indossava un pigiamino azzurro con degli orsacchiotti e stringeva tra le manine un peluche a forma di scimmietta,si era alzata sulle punte dei piedini nudi per riuscire ad arrivare alla maniglia.
Appena mi vide spalancò gli occhi arrossati e gonfi di sonno.
"Santana"quasi urlò di gioia regalandomi un sorriso.
Mi abbassai sulle ginocchia aprendo le braccia.
"Ciao Giuly"sorrisi mentre la bimba si lasciava stringere,senza indugiare la sollevai tra le mie braccia e lei si strinse ancora più forte in torno a me,portando una manina dietro la mia nuca.
"Tesoro perché sei scalza,fa entiriamo"dissi piano entrando in casa e invitando Britt a fare lo stesso.
La bionda entrò richiudendo la porta alle sue spalle e guardandomi stranita mentre lasciavo una serie di baci sulla guancia della bimba.
La guardai di rimando accortami della sua sorpresa.
"Giuly voglio presentarti una persona,questa è Brittany una mia amica,Britt lei Giuly la sorellina di Puck"spiegò.
Brittany allargò la bocca in un sorriso guardando la bimba che ricambiò il suo sguardo un po' incerta.
"Ciao Giuly"disse la bionda.
"Ciao"soffiò la bambina prima di nascondere il viso nell'incavo del mio collo.
Sorrisi della tenerezza di quello scricciolo.
Ok odiavo i bambini,puzzano,piangono e rompono le scatole di solito,ma da quando avevo conosciuto Giuly avevo capito che qualche bambino poteva fare eccezione.
"Dov'è Puck?"domandai alla bambina.
"E' di sopra con mamma"soffiò lei mordicchiandosi il labbro inferiore "..Mamma non si sente bene sai?stà male di nuovo"spiegò un po' incerta.
Chiusi gli occhi per qualche secondo respirando a lo sguardo cadde sulla tv accesa del salotto.
"Che guardavi?"domandai cercando di apparire tranquilla.
"La sirenetta"disse la bimba entusiasta.
"Wao,ma lo sai che è uno dei miei cartoni preferiti?"cantilenò Brittany all'improvviso,la guardai rivolgere alla bambina uno sguardo allegro.
"Ti dispiace se lo guardo insieme a te?"domandò alla piccola,che si limitò ad annuire.
La misi giù e lei sgattagliolò verso il salotto fiondandosi sul divano.
La bionda mi guardò seria.
"Stò io con lei,va a vedere che succede"disse.
La guardai sorridendo,allungai una mano lasciandole una leggera carezza sulla guancia,prima di avviarmi su per le scale.
A passo lento attraversai il piccolo corridoio fino all'ultima camera,la porta era semi aperta,inginocchiata davanti al Water una donna con in dosso una vestaglia rosa,i capelli lunghi e scuri disordinati si lamentava con le braccia incrociate sullo stomaco dolorante mentre profondi coniati di vomito la investivano.
Dietro di lei il mio amico le teneva la testa cercando di rassicurarla.
"Hey"soffiai entrando.
Puck si voltò verso di me,aveva gli occhi gonfi e lucidi di pianto.
Ingoiò a vuoto e io con lui.
Un nuovo coniato di vomito da parte della donna ci fece sobbalzare entrambe e lui interruppe il contatto visivo per tornare a concentrarsi su di lei.
"Coraggio mamma,andrà tutto bene vedrai"la rassicurò il ragazzo con poca convinzione.
"Credevo che avesse smesso"soffiai,inginocchiandomi a mia volta.
"Lo credevo anche io..stava cosi bene ultimamente,sembrava il bastardo è tornato"spiegò.
"Cosa?..quando?"domandai spalancando gli occhi come piatti.
"L'altro ieri,si è presentato qui dopo due anni,io ero a lavoro,ha portato una stupida bambola a Giuly,e ha cominciato con le solite cazzate..l'ha fregata di nuovo con le sue chiacchiere,si è fatto dare un po' di soldi e poi è sparito un'altra volta." Disse con rabbia.
"Che figlio di puttana"ringhiai io.
"Erano tre mesi che non beveva,io..credevo davvero che fosse guarita"disse il ragazzo sconfitto guardando la madre che aveva smesso di vomitare e teneva la testa scompostamente posata sul bordo del Water.
"Si riprenderà Noah,andrà tutto bene vedrai"lo rassicurai allungando una mano per fargli una carezza,lui annuì poco convinto.
"Voglio andare a chiamare il dottor Percy,prima barcollando è caduta dalle scale"disse indicando una ferita coperta alla meno peggio sulla fronte della donna "..Credo servano dei punti"spiegò.
"Vai tranquillo"dissi sicura.
"GIuly dov'è?"domandò all'improvviso preoccupato.
"E' di sotto,con..con Brittany"dissi incerta.
"Cosa?"sbottò lui facendo sobbalzare la madre.
Gli feci cenno di abbassare la voce e lui si ricompose guardandomi storto.
"Perché cazzo l'hai portata qui?"domandò acido.
"Era con me quando mi hai mandato il messaggio,voleva aiutarci a tutti i costi ho dovuto Puck..tranquillo mi fido di lei" spiegai.
"No,no che non dovevi,non me ne frega un cazzo di cosa vi lega,di quanto ti fidi di deve entrare nei fatti miei"mi rimproverò lui.
"Stiamo insieme Puck"dissi senza nemmeno accorgermene.
"lei è la mia ragazza adesso"Mi affrettai a spiegare.
Lui mi guardò come se neanche mi vedesse.
"Ma che cazzo dici?"soffiò scioccato.
"E' cosi e non chiedermi come sia successo non lo so nemmeno io ,il punto è che mi fido di lei..mi fido sul serio,e se non vuoi fidarti tu,beh fidati almeno di me..ok?"chiesi implorante.
"Q-quindi tu..sei..sei lesbica?"chiese lui scioccato.
"NO"mi affrettai a dire con troppa enfasi "..cioè..non lo so..non ne so nulla,so solo che stò con lei e per la prima volta in vita mia mi senti completa e felice,mi sento al mio posto…e questo è tutto"mi affrettai a spiegare.
Lui si limitò ad annuire incerto.
Stava per dire qualcosa quando il sonoro pianto di un bambino risuonò nel corridoio facendomi sobbalzare.
Il mio amico parve riscuotersi dalla trance momentanea guardandomi preoccupato.
"Beth è qui?"domandai incredula.
"Toccava a me tenerla oggi"spiegò lui,come se si fosse appena ricordato di quel particolare.
"Cazzo"soffiai "..Perchè accidenti non hai chiamato sua madre?"domandai acida.
"Se le dico che è successo ancora non me la lascerà più tenere qui…"disse lui con lo stesso tono.
Mi presi qualche secondo per pensare al da farsi,poi dopo un lungo respiro,lo guardai.
"Mettila a letto"dissi indicando la donna ormai addormentata "..Poi corri dal dottore,mi occupo io delle bambine"dissi semplicemente alzandomi.
Riattraversai il corridoio fermandomi di fronte ad un'altra porta,la aprii.
Un'unica lampada a forma di stella illuminava la cameretta pochi giocattoli sparsi in giro,carta da parati rosa sui muri,un lettino sfatto con le coperte di Barbie da una parte e una culletta di legno dall'altra.
Mi avvicinai alla culla,la bimba piangeva agitando in aria le manine.
"Hey raggio di sole"soffiai cauta,allungai le mani per prendere la piccola.
"Che succede dolcezza?"domandai lasciando che il suo peso si adagiasse sulla mia spalla,poggiai una mano sulla testolina della bimba che si lasciò andare calmando il pianto quando presi a cullarla dolcemente.
"Eccoci,va tutto bene tesoro,zia San è qui adesso shh"cercai di rassicurare la piccola il cui respiro diventava mano mano regolare.
Aggiustai con la mano il bordo del suo pigiamino giallo arricciatosi sulla schiena.E recuperai dalla culla il ciucciotto e la copertina rosa.
"Adesso chiamiamo la tua mamma ok?"soffiai cauta.
Uscì sul pianerottolo,la porta della camera della madre di Puck era aperta e una fioca luce filtrava dal suo interno,mi avvicinai vedendo il ragazzo imboccare le coperte alla donna ormai addormentata.
Lui si accorse di me,accese la luce sul comodino,spegnendo quella principale,e mi raggiunse sulla porta.
"Tutto bene?"domandò accarezzando la testolina della bimba che ora giocherellava tranquilla con una ciocca dei miei capelli.
"Si credo si sia svegliata perché aveva perso il suo ciuccio"spiegai.
"Devo andare a chiamare il dottore,voglio che le dia un'occhiata"disse il ragazzo indicando la donna.
"Vai tranquillo"lo rassicurai.
"La chiamerai vero?"domandò sconfitto,continuando a guardare la piccola.
"Sai che devo farlo..ma non preoccuparti le parlerò io,sarà comprensiva vedrai"dissi calma cercando di tranquillizzarlo,ma lui parve non ascoltarmi.
Scendemmo insieme al piano di sotto,quando entrammo in salotto,trovammo Brittany seduta sul divano,intenta a fissare i titoli di coda del cartone ormai finito,appoggiata con la testa sulle sue gambe Giuly dormiva serena stringendo il suo peluche.
"Ciao Britt"salutò Puck poco convinto.
"Ciao"soffiò lei,prima di spostare lo sguardo su di me,e corrugare la fronte vedendo la bimba tra le mie braccia.
"Vado e torno in un attimo"disse poi il ragazzo dopo aver lasciato un bacio sulla fronte della sorellina.
"Ok"annuii io.
Il mio amico prese la giacca e le chiavi dell'auto uscendo di casa a testa bassa.
Presi un profondo respiro incrociando lo sguardo confuso di Brittany.
"San ma che succede?"mi domandò preoccupata.
"Oddio Britt..è cosi complicato"cercai le parole,mentre la bimba ormai completamente sveglia si era voltata ad osservare la bionda giocherellando col suo ciuccio.
"Un'altra sorellina di Puck?"mi domandò indicando la piccola.
"Beh..non esattamente,ecco..tel'ho detto è complicato"biascicai.
"Tenta almeno di spiegarmelo"mi incitò lei.
"Dammi un minuto ok?"presi tempo,cercando il telefono di casa.
Appena lo trovai composi in fretta il numero.
Il telefono squillò un paio di volte,poi una voce allegra rispose.
"Pronto?"cantilenò la voce facendomi intendere di essere reduce da una lunga risata.
"Ehy,dove sei?" domandai secca.
"Cinema..che succede?"disse più seria dopo qualche secondo.
"Io sono da Puck ,e forse è il caso che venga anche tu"mi limitai a dire.
"Che cazzo è successo?"sbottò lei col panico nella voce.
"Niente..non agitarti ok..è tutto a posto,solo,vieni qui va bene?..ma tranquilla,non correre è tutto sotto controllo"la rassicurai.
Lei sospirò.
"Ok porto a casa Rachel e arrivo"si limitò a dire prima di staccare il telefono.
Tornai a rivolgere l'attenzione a Brittany,che non aveva smesso neanche per un istante di fissare la bimba.
"Quinn"sussurrò pochi secondi dopo.
Io trattenni il respiro.
"Cosa?" domandai.
"La bambina,somiglia cosi tanto a Quinn"spegò lei "..o almeno sembra che le somigli"si corresse.
Alzò lo sguardo incatenandolo al mio e io dovetti cedere a quegli occhi indagatori,presi un profondo respiro,sedendomi accanto a lei sul divano,tra di noi solo la piccola Giuly che dormiva indisturbata,mentre Beth in braccio a me aveva preso a strofinarsi le manine sugli occhi assonnati.
"Due anni fa..più o meno,sono successe un po' di cose,fu un anno strano,per tutti noi in realtà."presi a raccontare,sperando che l'emozione non mi tradisse e che le lacrime che già minacciavano di arrivare frenassero la loro corsa.
"Abbiamo fatto tutti cose molto stupide in quel periodo..per esempio io sono andata a letto con Finn"dissi facendo un'espressione schifata nel tentativo di smorzare la bionda curvò le labbra in una smorfia prima di tornare seria.
"Il padre di Puck è un poco di buono,è sempre stato uno stronzo,uno che vive di espedienti,dipendente dal gioco d'azzardo..in pochi anni si è giocato tutto a carte,si è ritrovato sommerso dai debiti..debiti con gente che non scherza affatto..ha speso tutti i risparmi della famiglia per pagare tutti i debiti e quando si è reso conto che quei soldi non bastavano per toglierlo dai guai,è sparito"
"Sparito?"domandò la ragazza.
"Si sparito,da un giorno all'altro cosi all'improvviso,sen'è andato,lasciando la madre di Puck da sola con i due figli."spiegai."…Sommersa dai debiti del marito"aggiunsi.
"Noah ha cominciato a lavorare dopo la scuola,per cercare di dare una mano in casa,sua madre nel frattempo è caduta in una forte depressione e ha pensato bene di affogare i suoi dispiaceri nell' alcol..affogarceli letteralmente".
La bionda trattenne il respiro poggiando una mano sul viso della bimba addormentata.
"Non è una donna cattiva,o pericolosa..è solo molto molto fragile"spiegai "..non ha mai fatto del male a Giuly ne a Noah,si limita a fare del male a se stessa e basta..erano tre mesi chi stava più o meno bene,l'avevamo convinta a rivolgersi agli alcolisti anonimi e stava funzionando,ma il padre di Puck si è rifatto vivo per sfilarle altri soldi,e lei è crollata un'altra volta"dissi amareggiata.
"Non c'è nessuno che possa aiutarla,un altro parente?"domandò lei con un filo di voce.
"La zia di Puck ogni tanto li aiuta,gli passa un po' di soldi,si occupa di Giuly,ma vive fuori città e ha già tre figli piccoli a cui badare non è semplice per lei correre qui ogni volta."spiegai.
"Perché non si rivolgono a qualcun altro,insomma ci sono degli ottimi centri di disintossicazione per chi soffre di dipendenza.."lei tentò di ragionare sulla cosa ma la bloccai.
"Puck è minorenne,se sua madre finisse in terapia i servizi sociali le leverebbero la custodia dei figli,e sia lui che Giuly finirebbero in qualche casa famiglia o chissà dove,Puck ama sua sorella più di qualsiasi altra cosa,non permetterebbe mai che la portassero via"spiegai.
Lei annuì poco convinta abbassando lo sguardo sulla piccola.
"E lei invece?"chiese dopo qualche minuto indicando la bimba ormai appisolata tra le mie braccia.
Altro profondo respiro.
"Questa e Beth,ma non spetta a me raccontarti di lei,mi sono già spinta troppo oltre coinvolgendoti negli affari di Puck"mi limitai a dire.
In quello stesso istante bussarono frettolosamente alla porta,e io mi alzai rapida andando ad aprire.
Una Quinn sconvolta e preoccupata si precipitò in casa,lasciando cadere la borsa e sfilandosi la giacca,allungò le braccia e le passai delicatamente la bimba.
"Non dirmi che è successo di nuovo"biascicò nervosa,stringendo a se la piccola che si risvegliò dal torpore per regalare un sorriso alla bionda.
Non ebbi il coraggio di parlare,mi limitai ad abbassare la testa sconfitta annuendo lievemente.
"Cazzo."sbottò lei irritata "..mi aveva giurato che non sarebbe ricapitato.."cominciò
"Q. calmati ti prego"tentai.
"Calmarmi? Non ci penso nemmeno,io capisco i suoi problemi ma non posso permetterlo..può fare quello che le pare ma non posso lasciare che accada qualcosa,non quando mia figlia è qui" sbottò la ragazza dirigendosi in salotto,si fermò di colpo incrociando lo sguardo di Brittany,le due bionde trattennero il respiro guardandosi in silenzio per un lungo minuto.
"B—Britt"balbettò la mia amica "..ma che ci fai qui?"domandò,bianca come un lenzuolo.
"E' quello che stavo cercando di dirti..era con me quando Noah mi ha chiamato"spiegai.
Calò nuovamente il silenzio interrotto dalla mia bionda,che prese un profondo respiro prima di parlare.
"Qualcuno vuole per favore spiegarmi che cazzo succede?"domandò seria.
Mi morsi il labbro serrando gli occhi,mentre Quinn riprendeva la calma,sedendosi sulla poltrona accanto al divano.
"Britt,ti ricordi più o meno due anni fa?non so se ci hai fatto caso,per qualche mese ho saltato la scuola"cominciò la ragazza.
Britt ci pensò un po' su,poi annuii.
"Si avevo sentito che avevi preso una brutta infezione qualcosa ai polmoni mi sembra"tentò di ricordare lei ,la mia amica annuì.
Io sorrisi amaramente,ricordavo quel periodo,Quinn era venuta a scuola finchè i segni della gravidanza non cominciarono a diventare evidenti.
Suo padre non avrebbe mai permesso che si venisse a sapere che proprio lei,la amata e perfetta figlia del sindaco aspettava un bambino a sedici anni,ma allo stesso tempo lo stampo profondamente cattolico della famiglia non avrebbe sopportato un aborto.
E cosi avevano deciso di mandare Quinn in campagna da alcuni zii,con la scusa di un'improvvisa malattia respiratoria che aveva costretto la ragazza all'assoluto riposo per cinque mesi,con amici e conoscenti i genitori avevano tirato fuori una storia assurda,sul fatto che purtroppo o per fortuna la signora Fabray fosse rimasta incinta proprio in questo periodo cosi complicato per la sua primogenita,e cosi si erano trasferite entrambe fuori città,Quinn per rimettersi,e sua madre per prendersi cura di lei e portare avanti una difficile gravidanza arrivata in tarda età.
Ogni fine settimana mi infilavo in auto e guidavo per raggiungere la mia amica,nessuno sapeva la verità,tranne i parenti più stretti,io,Finn,Sam…e naturalmente Puck,il padre di Beth.
Quinn continuava a studiare da casa,io le portavo gli appunti e la aiutavo a non rimanere indietro,dovette fare un esame integrativo per non perdere l' passò senza problemi.
Ritornò a scuola dopo l'estate più in forma che mai,più bella di sua sorellina Elisabeth Fabray,le somigliava in modo impressionante.
Quando la mia amica aveva confessato ai suoi della sua gravidanza inaspettata,li aveva pregati fino allo sfinimento di non costringerla a dare in adozione il madre a sua volta aveva vissuto durante la gravidanza della figlia la frustrazione provata per non essere riuscita a dare un altro figlio al marito che tanto lo aveva desiderato in passato.
Per Quinn crescere sua figlia come fosse una sorella,era sicuramente meglio che non rivederla mai più,e per i suoi genitori era l'occasione di poter avere un altro figlio,di riconciliare il loro rapporto ormai divenuto freddo.
Cosi decisero,la bambina sarebbe cresciuta in casa di Quinn,avrebbe chiamato mamma e papà quelli che in realtà erano i suoi nonni,e avrebbe sempre visto Q. come una sorella maggiore e Puck come il simpatico amico della sua sorellona che ogni tanto la portava in giro.
D'accordo con i genitori Quinn giurò che non avrebbe mai rivelato la verità alla bambina ne a nessuno se loro avessero acconsentito a tenerla.
Fu esattamente questo che la bionda raccontò ad una Brittany incredula.
Tra lei e Puck era stato solo sesso,nessuno dei due provava sentimenti forti,tant'è che entrambe si erano rifatti una vita rimanendo amici,e lei poco dopo si era messa con Finn.
"E..questo è tutto..ogni tanto Puck mi chiede di tenerla qui,sua madre sa la verità,le fa piacere stare con la nipote..almeno credevo che le facesse piacere ma a quanto pare non riesce a controllarsi nemmeno per Beth..e questa è l'ultima volta che permetto a Puck di tenerla qui"borbottò
"Quinn non puoi fare cosi"intervenni io "..Capisco che ti preoccupi per il bene di tua figlia.."
"Di mia sorella"mi corresse lei fredda."..Mi preoccupo per mia sorella Santana,lei non dovrebbe stare qui in mezzo a questo casino,non ha nulla a che vedere con Puck ne con quella donna"sbottò acida.
"Quinn non fare cosi ti prego"cercai di farla ragionare ma lei era irremovibile.
"No,questo è troppo,mi dispiace per Noah ma io devo pensare al bene di Beth,ed è per questo che ora la porto a casa nostra,da sua madre..da nostra madre"disse con espressione dura,ingoiando a vuoto."Fine della discussione"sentenziò.
Io annuii sconfitta,e la bionda si voltò verso Brittany che ancora ci fissava sconvolta.
"Britt..io..ecco.."biascicò
"Non lo dirò a nessuno,soprattutto a Rachel"sbottò la bionda come se le avesse letto nel pensiero "..ma mi aspetto che lo faccia tu prima o poi"aggiunse seria.
Quinn annuì lievemente.
"M-mamma"si lamentò la piccola tra le braccia della mia amica.
Quinn prese a cullarla lievemente e la bimba scoppiò in lacrime.
"Mammaa"urlò ancora in un lamento biascicando quella parola.
"Adesso andiamo dalla mamma Beth,stiamo andando.."tentò di rassicurarla la bionda stringendola a se.
"Ci vediamo domani a scuola"si limitò a dire tristemente,avviandosi alla porta.
Feci per aprirla ma fui preceduta da Puck che entrò seguito da un ometto basso e grassottello con folti capelli bianchi e gli occhiali da vista calati sul naso.
"Buona sera"biascicò l'uomo.
Lo salutammo cordialmente e Puck indicò il piano superiore,l'uomo si avviò ripercorrendo una strada fatta già altre volte.
Il ragazzo guardò la bionda che stringeva tra le braccia sua figlia che ancora si lamentava chiedendo insistentemente di sua madre.
"Mi dispiace"biascicò lui abbassando lo sguardo come se avesse già intuito cosa sarebbe accaduto.
"Anche a me Puck,davvero"soffiò lei.
"Puoi venire a trovarla a casa mia quando vuoi comunque,lo sai."aggiunse la bionda,il ragazzo annuii e lasciò un bacio sulla testa di sua figlia prima di spostarsi per permettere a Quinn di uscire.
"Vado a vedere che dice il dottore"si limitò a dire il ragazzo salendo le scale,io sospirai tornando in salotto da Britt.
La mia bionda mi guardava come se neanche mi vedesse.
"Il dottor Percy è un amico di famiglia,è fidato si occupa sempre lui di Hanna quando stà male"spiegai,anche se lei non aveva domandato nulla.
A piccolo passi raggiunsi la bionda sedendomi sul bracciolo del divano accanto a lei.
"Tutto bene BrittBritt?"domandai preoccupata,accarezzandole il viso e facendo pressione sulla sua guancia perché si voltasse a guardarmi.
Lei mi fissò con gli occhi più azzurri che mai.
"Io..non riesco a..a crederci..insomma.."tentò di parlare ma le parole le morirono in gola.
"Lo so..è…un casino…ma ti assicuro che è molto meno terribile di quello che sembra,voglio dire"mi affrettai a correggermi "..la situazione di Puck è brutta davvero,quella di Quinn è molto meglio di ciò che appare..in fondo può stare con Beth e vederla crescere felice,con la sua stessa famiglia,i suoi genitori la amano moltissimo e lei può occuparsene senza dovere per forza rinunciare alla sua vita di adolescente ai suoi sogni,non dovrà mai avere paura di perdere Beth lei farà sempre parte della sua vita in un certo senso,è una cosa buona se ci pensi..e poi fa bene anche ai suoi quest'anno Quinn andrà al college e i suoi non hanno proprio un rapporto idilliaco,ma tengono duro per le loro figlie,e poi è un bene anche per la piccola crescere con sua madre vicina.." dissi ragionando sulla situazione.
"..Si ma non lo saprà mai…non saprà mai chi è davvero sua madre"disse tristemente la mia bionda fissando il pavimento con le lacrime agli occhi.
"Che importanza ha?crescerà comunque con la sua famiglia,e Quinn sarà la sorella maggiore più dolce e meravigliosa che Beth possa desiderare e Puck farà di tutto per starle vicino,non è già una cosa buona questa?"chiesi retoricamente.
La bionda parve pensarci su per qualche istante prima di annuire sconfitta.
Calò un silenzio imbarazzante tra noi.
Mi sentii in dovere di dire qualcosa di sensato.
"Brittany perdonami..non dovevo coinvolgerti in tutto questo casino..mi dispiace"soffiai.
"E' per questo che sei cosi legata a Puck?"domandò dal nulla lei come se non mi avesse nemmeno sentito,mi si incastrò il respiro in gola.
"E' per Quinn?"ribadì lei guardando imi negli occhi.
Cercai di regolarizzare il respiro mentre involontariamente cominciai a piangere.
"San"soffiò lei,alzandosi delicatamente dal divano per evitare di disturbare il sonno profondo di Giuly.
Si inginocchiò di fronte a me prendendomi il viso tra le mani,e asciugandomi prontamente le lacrime con i pollici.
"San ti prego non fare cosi…va bene se non vuoi parlarne ok non devi per forza"disse supplichevole intristendosi.
"No.."soffiai.."..no io..voglio dirtelo"biascicai.
Ed era vero,volevo dirglielo,non avrei saputo spiegare il perchè,non era una cosa di cui amavo parlare,ma a lei dovevo dirlo,perché anche se non avevo le palle per ammetterlo ad alta voce..io amavo quella biondina dagli occhi di ghiaccio che aveva saputo scavarsi un posto al centro esatto della mia anima che ormai le apparteneva come tutto il resto di me stessa.
Brittany era importante..in cosi poco tempo era diventata il mio tutto.
Le avevo giurato che mi sarei guadagnata il suo amore,perché io avevo bisogno che lei mi amasse,e non per un egoistico bisogno di affetto,io non volevo essere amata da una persona qualunque,volevo essere amata da lei,e volevo amarla…amarla fino a morirne.
Mi presi il mio tempo per calmarmi,per trovare le parole,per mettere insieme i ricordi.
Lei mi lasciò fare senza smettere di accarezzarmi il viso,di stringermi le mani,mentre un pianto disperato mi travolgeva.
Appoggiò la testa sulle mie ginocchia strette,intrecciando le dita con le mie, e attese.
"Due anni fa….ho tentato di uccidermi"biascicai tutto d'un fiato poi chiusi gli occhi stringendoli fortissimo.
Lei si irrigidì trattenendo il respiro,ma non si mosse,dopo pochi secondi che si prese per registrare la notizia,strinse più forte la presa in torno alle mie dita,dandomi la forza di continuare.
"Non ero proprio cosciente io..ero ubriaca e completamente fuori quella sera,eravamo andati su in montagna,per una gita,volevamo fare un paio di giorni in campeggio,e sai come funziona tanta birra,alcol,marijuana e..beh Sam era riuscito non so come a procurarsi un po' di quei funghi..sai quelli allucinogeni..giuro che li ho presi solo quella volta..e non li prenderò mai più…"Dissi seria,più ribadendo il concetto per me stessa che per lei.
"..Era un periodo cosi strano per me..i miei continuavano ad ignorarmi,la Sylvester mi massacrava..e mi sentivo cosi sola…e non so..mi ero svegliata durante la notte perché la birra aveva fatto il giro completo,mi sono vomitata anche l'anima quella sera,e improvvisamente stesa sull'erba in mezzo al nulla nel bosco..con un freddo glaciale e il buio in torno…quel torrente mi era sembrata la soluzione a tutti i miei so cosa mi sia preso mi ricordo poco e niente dell'accaduto…semplicemente mi sono buttata e basta"Dissi tra le lacrime.
Sentii la bionda cominciare a piangere silenziosamente stringendosi di più a un profondo respiro mentre i ricordi mi investivano tutti insieme.
"Puck era uscito dalla sua tenda per andare in bagno credo,mi ha visto lanciarmi nel torrente e non ci ha pensato neanche un secondo a buttarsi,benchè fosse buio e freddo,e la corrente fosse fortissima,non si è preoccupato minimamente,si è buttato e basta,col rischio di ammazzarsi lui stesso..pur di salvarmi la fine ce la siamo cavata con in sostanza Puck mi ha salvato la vita rischiando la sua,e tutto quello che ho fatto e che farò per lui in questa vita non basterà a ripagarlo."conclusi.
Passò un lunghissimo minuto di silenzio,interrotto solo di tanto in tanto dai singhiozzi della bionda mischiati ai miei.
"Britt dì qualcosa ti prego"biasciai tra le lacrime.
In quello stesso momento la bionda alzò il viso per incrociare i miei occhi,avvicinò le labbra alle mie poggiando con decisione i palmi sulle mie guance.
"Ti amo"soffiò sulle mie labbra intrise di lacrime prima di baciarmi con decisione,come per trasmettermi tutta la sua comprensione,tutto il suo amore,la sua forza.
E ci riuscì.
La forza travolgente del suo sentimento cosi potente mi investì tutta insieme,e improvvisamente ebbi come l'impressione che non sarei mai più stata sola.
Brittany sarebbe stata la mia roccia,e io non avrei mai più avuto paura,non finchè l'avrei avuta con me,non finchè mi avrebbe amato con cosi tanta determinazione.
"Non lasciarmi mai ti prego"la implorai tra le lacrime interrompendo quel bacio disperato.
Sentivo il bisogno di sapere che non l'avrei mai persa.
"Tel'ho già detto amore,non ti lascerò mai..nemmeno se un giorno sarai tu a lasciare me"soffiò in lacrime,guardandomi negli occhi.
"Io non ti lascerò mai"dissi seria,mentre quell'appellativo 'amore' mi rimbombava in testa,nel cuore riempiendolo di una gioia nuova e inaspettata.
***
Tutte quelle notizie mi avevano frastornata,mi sentivo come se fossi stata investita da un tram in corsa,troppe emozioni tutte insieme,il mio cuore rischiava di non reggere e la mia testa minacciava di esplodere da un momento all'altro.
Ma non era il momento di essere fragile,di lasciarmi essere forte,per me ma soprattutto per Santana,che mi aveva aperto il suo cuore lasciandomi entrare nelle sue personali prigioni,aprendo un varco nel buio della sua anima con la speranza, forse, che io potessi portarvi un po' di luce.
Mai come in quel momento qualcuno aveva avuto bisogno di me,mai come allora mi sentii pronta ad essere forte per un'altra persona,perché quella persona era la più importante per me,perché lei era tutta la mia vita adesso,e io sarei stata in grado di proteggerla dal male del mondo,dai mali che le torturavano l'anima,avrei curato tutte le sue ferite,perché l'amavo con tutta me stessa.
Un rumore di passi sulle scale ci riscosse,ci staccammo da quell'abbraccio che sembrava volesse durare per sempre,asciugai le lacrime sul viso della mia latina senza curarmi delle mie che ancora scivolavano incontrollate lungo le mie guance.
Puck accompagnò alla porta il dottore ringraziandolo.
Quando l'uomo fu andato via il ragazzo ci raggiunse in salotto,guardandoci senza curarsi troppo delle nostre lacrime.
"Non sono serviti i punti,l'ha medicata e le ha controllato la che è tutto ok,ma mi ha consigliato di portarla in una clinica"spiegò a bassa voce,lasciandosi cadere sul divano distrutto.
"Dovresti farlo"intervenni io.
Non volevo essere invadente ma lui era un diciassettenne come poteva pensare di occuparsi di una madre con problemi cosi seri,una sorellina piccola e una casa tutto da solo?
Senza contare Beth..e la scuola con cui già aveva diversi problemi.
"Porterebbero via Giuly"disse ovvio senza guardarmi.
"Ma forse sarebbe meglio,"tentai,guadagnandomi uno sguardo assassino da parte del ragazzo.
"Fatti gli affari tuoi,so io cosa è meglio per la mia famiglia"sbottò lui.
"Calmati Noah non c'è bisogno di scaldarsi"intervenne Santana.
"Io non voglio essere invadente,penso solo che non fa bene ad una bambina cosi piccola vivere in mezzo a tutto questo,e non è giusto neanche per te sobbarcarti sulle spalle un tale peso,oltre al fatto che tua madre ha bisogno di un aiuto serio,aiuto che tu da solo non puoi darle"tentai di spiegare,ma sembravo l'unica a ragionare in quella stanza.
Santana scuoteva la testa contrariata,e Puck mi guardava come fossi un'aliena.
"Ma che cazzo ne sai tu eh?come cazzo ti permetti di giudicarmi..vieni qui a sparare le tue sentenze senza sapere un cazzo"sbottò irritato spaventandomi e facendo sobbalzare la sorella che si svegliò di soprassalto.
"Hey"il ragazzo placò la sua ira momentanea sorridendo dolcemente "..ciao scricciolo,scusa non volevo spaventarti,ti porto a letto ok?"disse dolcemente prendendo in braccio la bambina che lo lasciò fare accoccolandosi al suo petto.
"Fatti gli affari tuoi Pierce"sbottò poi guardandomi serio "..Mi hai già combinato abbastanza casini..con la tua invadenza"aggiunse.
Lo guardai interrogativo,e la stessa cosa fece Santana.
"Oggi siamo andati dall'irlandese per pestarlo,perché tu mi avevi detto che aveva chiamato lui la polizia"disse stizzito il ragazzo guardando Santana.
"Hai mandato i tuoi amici a picchiare Rory?"domandai indignata e incredula fissando la latina delusa,mentre lei abbassava lo sguardo colpevole.
"Già..biondina e indovina un po'?il folletto ci ha detto che non li ha chiamati lui gli sbirri quella sera" gracchiò lui irritato guardandomi con astio.
Mi immobilizzai mentre il respiro mi si incastrava in gola.
"Ha detto che li hai chiamati tu"disse serio.
"Ti ha mentito..è una cazzata,non lo avrebbe mai fatto..vero Britt?"si affrettò a domandare Santana inveendo contro il suo amico.
Puntò lo sguardo nel mio,e io abbassai gli occhi sconfitta,mente di nuovo calde lacrime mi offuscavano la vista.
"Brittany"chiamò la latina ingoiando a vuoto.
"E' una cazzata vero?..non..non sei stata tu..vero?"domandò lei con la voce rotta dal pianto isterico.
Alzai il viso incapace di resistere a quella voce intrisa di delusione,tristezza e rabbia.
"Mi dispiace.."dissi con un filo di voce,mentre i sensi di colpa mi aggredivano schiacciandomi completamente.
