Ed eccomi con il nuovo capitolo!
Okay, ci ho messo un po', ma gioite! Finalmente ho quasi finito di mettere giù il resto del secondo libro! Ancora 4-5 capitoli e finalmente si tornerà a Fiore!
Ma prima, ci sarà ancora un paio di colpi di scena... che spero risulteranno tali!
Ma baldo alle ciance! Ringrazio come sempre Liberty89 per avermi betato il capitolo e vi lascio alla lettura!
Capitolo 37: Un San Valentino… movimentato!
Una signora anziana, con indosso un lungo abito orlato di pizzo e un alto cappello con sopra un avvoltoio mangiato dalle tarme, spalancò di colpo le porte dell'infermeria, correndo velocemente verso il letto dov'era stato sdraiato Neville.
"Signora, questa è-"
"Come sta mio nipote?" Chiese subito, ignorando completamente la frase che Madama Chips stava per dirle.
L'infermiera sospirò, per poi spostare lo sguardo verso lo studente di Grifondoro.
"È deperito. Il suo aguzzino gli ha dato il minimo indispensabile per restare in vita." Cominciò a spiegare, senza nascondere un velo di tristezza nella voce. "Purtroppo questa è la notizia migliore che ho. Non ne sono ancora sicura, ma ho il sospetto che sia stato torturato da un incantesimo simile alla maledizione Cruciatus. Non ha ancora ripreso conoscenza."
La nonna di Neville continuò a guardare il nipote.
"Tra tutte le cose, proprio quello…" Mormorò con voce sconsolata. "Sa dirmi cos'è successo esattamente?"
"Sfortunatamente il responsabile è stato portato via prima che potessimo chiarire tutti i punti." Intervenne Silente mentre entrava in infermeria accompagnato da Makarov. "Perciò temo dovremo aspettare che Neville riprenda conoscenza."
"Albus, chi è stato?" Domandò subito la signora. "Chi è stato a fare questo a mio nipote?!"
"Augusta, calmati. Tutto ciò che sappiamo, per sua stessa ammissione, è che è stata la stessa persona che ha partecipato agli attentati e che ha preso il posto di tuo nipote per mesi. Forse dall'inizio dell'anno."
"Com'è possibile? Mi ha scritto in questi mesi, e sono sicura che si trattava di mio nipote!"
"Mi… Mi ha costretto… a scriverle…" Rispose Neville, aprendo gli occhi. "Quel tipo… Tobi… Quel suo occhio… mi ha costretto a dirgli tutto ciò che sapevo, e a obbedirgli quando voleva…"
"Neville!" Gridò sua nonna, abbracciandolo.
"N-Non respiro nonna…" Mormorò lui, mentre i due anziani si avvicinavano.
"Neville, mi spiace dovertelo chiedere subito, ma puoi dirci cosa ti è successo?"
Il ragazzo lo guardò, per poi annuire.
"Preside, credo sia meglio che si riposi." Intervenne Madama Chips.
"No!" Esclamò Paciock, con una forza di volontà a lui stesso sconosciuta. "Voglio riferire adesso che i ricordi sono ancora vividi…"
"Allora racconta ragazzo. Parlare non farà altro che aiutarti." Disse il Master di Fairy Tail con voce tranquilla, sorridendogli.
"È iniziato nel primo fine settimana dell'anno. Mi ero svegliato tardi, e non volevo arrivare in ritardo alla colazione; è stato allora che Tobi è apparso. Mi ha detto di essere un Babbano, ma era a conoscenza degli incantesimi di protezione del castello. Non so come, ma aveva il mio aspetto e gli è bastato guardarmi per farmi perdere i sensi. Quando mi sono svegliato, mi trovavo in un posto strano, dove non c'era nulla di nulla. Nessun cielo, nessun pavimento… ero lì, da solo, impossibilitato a muovermi. Ed è stato allora che è riapparso: mi ha detto che avrebbe usato il mio aspetto per riscrivere il mondo… Poi mi ha lanciato contro un incantesimo con quel suo occhio rosso…"
Qui Neville prese a tremare.
"Non so… Non so come facesse a saperlo… ma mi ha mostrato per un numero praticamente infinito di volte… quel momento…"
Makarov e Madama Chips non capirono a cosa si stava riferendo, ma intuirono dagli sguardi che lo stesso non valeva per Silente e Augusta, la quale spalancò gli occhi incredula.
"Ho resistito… Ho resistito fino alla fine… lui voleva che crollassi così che non opponessi più alcuna resistenza ai suoi piani… Forse aveva intenzione di usarmi direttamente, non saprei… Ogni tanto interrompeva la tortura, solo per riferirmi ciò che faceva. È stato così che ho scoperto che si era alleato con l'erede di Serpeverde, e aveva cominciato a pietrificare le persone… Inoltre, mi ha riferito che voleva uccidere Harry e i suoi amici, perché erano la più grave minaccia per i suoi piani…"
A quel punto guardò Silente, che si rivolse subito a Madama Chips.
"Poppy, ti chiedo scusa, ma dovresti lasciarci da soli. Tu Augusta puoi restare, dopotutto è tuo nipote."
L'infermiera, non poco scocciata, annuì, per poi lasciare l'infermeria.
"Cos'hai scoperto su Harry?" Domandò Makarov.
"Aspetti un attimo! Lei chi è?" Intervenne la nonna di Neville.
"Sono Makarov Dreyar. Può definirmi il tutore legale di Harry e di alcuni suoi amici." Rispose lui con un sorriso.
Neville rivolse ancora lo sguardo al preside, che assentì. "Ho… Ho scoperto tutto… Dove si è realmente smaterializzato qualche anno fa. So che si fa chiamare Majutsu di Fairy Tail, e che può usare una magia più avanzata della nostra. E che è forte. Molto forte."
"Corretto." Rispose il Master, senza far sparire il suo sorriso. "Devo dire che sono decisamente contento di come ha sviluppato la sua magia. Ha anche acquisito una sicurezza che non possedeva al suo arrivo a Fairy Tail."
"Cos'è questa Fairy Tail? E che cos'ha a che fare con mio nipote?"
"Fairy Tail è una gilda di maghi, signora. La più famosa di Fiore, un paese che si trova in un altro mondo, Earthland. È lì che Harry si è smaterializzato anni fa, ed è lì che è cresciuto fino a diventare com'è oggi. E suo nipote probabilmente è rimasto involontariamente coinvolto da questa fama."
Neville annuì. "Tobi è stato contattato da un certo Klaun. È stato lui a fargli conoscere l'erede. La cosa terrificante era che sembrava ancora più malvagio del mio rapitore. Il suo unico scopo era quello di distruggere Fairy Tail, in ogni modo possibile. Per questo ha fatto in modo che tutti credessero che il colpevole fosse Harry. Hanno pietrificato Justin solo per questo."
"Neville, non sai dirci chi è l'erede?"
"So solo… che una volta si è lasciato sfuggire il nome Tom, ma non ha detto altro."
Augusta guardò sconvolta Silente, che restò in silenzio a contemplare la risposta alla sua domanda.
"Capisco… Era ciò che temevo." Disse infine, per poi guardare il Master di Fairy Tail. "Makarov, io qui ho finito. Devo andare a riferire a Caramell come mai la Sala Grande è andata distrutta, oltre a spiegare ciò che è successo al povero Neville. Lascio tutto nelle tue mani. Augusta, la prossima volta spero di rivederti in circostanze migliori."
"Lo spero anch'io Albus." Replicò lei, per poi osservarlo allontanarsi.
Una volta rimasti soli, Makarov si rivolse ai due Paciock. "Neville, prima di tutto ti devo porgere i miei ringraziamenti. Se non fosse stato per il tuo provvidenziale intervento, i miei figli avrebbero rischiato ben più di qualche livido."
"Figli?" Domandò la nonna.
"Mi perdoni, ma tendo a chiamare tutti i membri della mia gilda così." Ridacchiò lui, mentre Neville lo guardava con curiosità. "Immagino che non ricordi. Harry mi ha riferito che eri piuttosto confuso, ma sei stato proprio tu a fermare Tobi."
"I-Io?"
"Proprio così. Sembra che la tortura che ti ha inflitto abbia avuto anche un lato positivo. Non sappiamo come, ma ti ha aiutato a risvegliare la tua vera magia."
"La sua vera magia? Di cosa sta parlando?"
"Da noi i maghi si specializzano in un solo tipo di magia, che varia da persona a persona. Ad esempio…" Esordì, alzando il braccio verso l'alto, che s'ingigantì all'istante. "Io posso cambiare liberamente le dimensioni del mio corpo." Proseguì, ignorando i due sguardi increduli. "Ora, con Albus ho fatto un'ipotesi: anche i maghi di qui hanno lo stesso tipo di magia, ma non sono in grado di risvegliarla dato che vengono subito istruiti a usare la bacchetta magica. Tuttavia, abbiamo riscontrato che chi viene a contatto con noi di Earthland tende a sviluppare questa magia. I fratelli Weasley e Hermione ne sono la prova, dato che l'hanno risvegliata dopo essere stati da noi. Neville, invece, proprio come l'altra nuova arrivata, sebbene non abbiano mai lasciato questo mondo sono riusciti a usarla da soli, senza alcun aiuto. Ed ecco perché sono qui."
Mentre parlava, Makarov tirò fuori da una tasca il timbro di Fairy Tail.
"Neville Paciock, ti sto offrendo la possibilità di unirti alla nostra gilda di maghi, Fairy Tail. Potremo aiutarti a diventare più forte, a sviluppare la tua vera magia fino a destreggiarla completamente. Questo ovviamente se tua nonna è d'accordo, visto che è qui presente."
Neville restò a fissare il timbro, mentre la donna si rivolse direttamente al Master.
"Mi dica… come mai sta facendo questa proposta a mio nipote?"
"Sono il terzo Master di Fairy Tail da oltre quaranta anni. So riconoscere un ragazzo con il potenziale sufficiente a farne parte. E poi, chi si unisce alla nostra gilda tende a diventare più forte automaticamente, ma questa scelta ovviamente dev'essere sincera e volontaria. Non voglio obbligare nessuno."
Augusta si girò verso suo nipote. "Ha ragione." Disse. "Dev'essere Neville a decidere."
Il ragazzo alzò lo sguardo, sorpreso.
"Se quello che hai detto stasera è vero, allora hai finalmente dimostrato il Grifondoro nascosto in te. Non posso che esserne fiera! E se adesso hai ricevuto quest'offerta, di cui sono sicura che Albus è a conoscenza, significa che ne sei all'altezza. La scelta è solo tua, io ti sosterrò in ogni caso."
Neville tornò a fissare il timbro, per poi spostare lo sguardo verso il Master.
"Potrò diventare anch'io forte come Harry?"
"Chissà. Harry è uno dei maghi più forti di Fairy Tail, ma non escludo che possa esserci qualche altro mago ugualmente promettente."
Lo studente di Grifondoro restò in silenzio, per poi portare la mano sinistra a sollevare la manica destra del pigiama.
"Lo voglio di un verde brillante." Disse sorridendo, porgendo l'avambraccio.
La mattina seguente, dopo aver riparato i danni maggiori subiti dalla Sala Grande, Silente convocò tutti gli studenti rimasti, spiegando com'erano stati tutti ingannati da un mago sconosciuto, che aveva preso il posto di Neville, ed era stato il co-responsabile degli attentati avvenuti.
Disse che la battaglia che aveva scosso l'intero castello era avvenuta tra il professor Allock e l'impostore, dove l'insegnante era stato aiutato da alcuni studenti e insieme erano riusciti a sconfiggerlo. Spiegò che i maghi che avevano visto nei giorni precedenti provenivano da un altro Paese, ed erano proprio sulle tracce del mago che aveva impersonato Neville. Perciò una volta catturato, aveva temporaneamente tolto l'incantesimo che impediva di smaterializzarsi dentro Hogwarts.
Silente premiò Grifondoro con duecento punti, mentre Corvonero, grazie all'intervento di Luna, guadagnò cinquanta punti.
Il preside inoltre pregò tutti di non domandare nulla a Neville, spiegando che l'esperienza che aveva vissuto lo aveva lasciato scioccato, ed era meglio che nessuno rischiasse di risvegliare i ricordi dei giorni passati come prigioniero.
Quello stesso giorno Hogwarts fu invasa da giornalisti e diversi uomini del Ministero, che chiedevano di poter parlare con lo studente di Grifondoro, ma Silente gli lasciò solo Allock, il quale sembrava aver passato tutta la notte a inventarsi una storia credibile, tanto che alla fine annunciò che avrebbe presto scritto un nuovo libro in cui avrebbe descritto tutta la storia nei minimi particolari.
Neville tornò in dormitorio dopo una settimana, dove mostrò con fierezza il simbolo di Fairy Tail ai suoi compagni di gilda, che esultarono subito alla notizia di avere un nuovo membro.
"Di questo passo, presto tutta Grifondoro si unirà a noi!" Esclamò Fred, sorridendo. "Anche se nessuno sa com'è stata realmente distrutta la Sala Grande. Cavoli, non pensavo che avremmo mai provocato simili danni!"
"E siete a Fairy Tail solo da un anno." Replicò divertita Erza. "Aspettate di avere un po' più di esperienza e sarete sicuramente conosciuti come il duo distruttore."
"Non sono sicura che sia una buona cosa…" Commentò Hermione, per poi sospirare. "Ma temo che neanch'io riuscirò a restarne fuori troppo a lungo…"
"Se vuoi posso aiutarti io." Si propose Titania. "Posso insegnarti qualche trucco e-"
"No!" Urlarono in contemporanea Natsu e Gray. "Per piacere, abbi pietà! Non vogliamo una seconda Erza!"
La suddetta ragazza girò a scatti la testa verso di loro, guardandoli con due occhi bianchi. "Cosa volete dire?" Chiese con voce minacciosa, mentre i capelli le si alzavano, dandole a tutti gli effetti un aspetto spaventoso, ricordando per certi versi la famosa creatura mitologica chiamata Medusa.
"Un demone!" Gridarono ancora i due, per poi cominciare a scappare, inseguiti da Titania che minacciava di colpirli con una poltrona, maneggiandola come se fosse una spada e completamente dimentica del suo peso.
"Harry…" Fece Neville, avvicinandosi al moro, cercando di ignorare il trio. "Puoi insegnarmi a usare la magia?"
Majutsu lo guardò, per poi sorridere. "Avevo intenzione di proportelo io, ma dovrai aspettare quest'estate. Come hai visto la nostra magia tende a seminare distruzione, e non possiamo di certo usare Allock come scusa ogni volta. Cercheremo di aiutarvi tutti quanti a usare meglio la vostra magia una volta in gilda. Il che comprende anche Luna, ovviamente."
"Ancora non ci credo che anche lei adesso fa parte di Fairy Tail, aye!" Esclamò Happy.
"Ehm… Happy… posso farti una domanda?" Chiese il nuovo membro, guardandolo.
"Cosa, aye?"
"Tu sei davvero il gatto di Natsu? Cioè, sei come la McGranitt?"
"Oh, no, no, aye! È il contrario!" Rispose lui, sorridendo. "Io sono un gatto a tutti gli effetti, aye! È stata proprio lei a trasfigurarmi in un umano! Ma potevo parlare anche prima, aye!"
Neville restò in silenzio per qualche secondo, per poi cadere all'indietro privo di sensi.
"Che cos'ho detto, aye?" Chiese il gatto, inclinando leggermente la testa da un lato.
"Credo che debba ancora abituarsi a tutto quanto." Ridacchiò Potter, prendendo Neville e poggiandolo su una delle poltrone.
"E non ha nemmeno sentito chi è mio padre." Intervenne Natsu, fermandosi per prendere qualche fiamma dal camino e mangiarla, per poi venire colpito in pieno dalla poltrona lanciatagli contro da Erza.
"Adesso però dobbiamo trovare un nuovo posto per le riunioni." Commentò George. "Non possiamo di certo far entrare Luna qui, no? Anche con il mantello e l'incantesimo di silenzio, è troppo pericoloso."
"A questo ci penseremo poi con calma. Per il momento abbiamo altre cose di cui occuparci."
"Come l'erede. Abbiamo tolto la mente principale dell'operazione, ma resta il braccio." Osservò Hermione.
"Beh, dubito fortemente possa essere peggio di quel Tobi." Commentò Ron, creando tra le mani una piccola sfera di luce, che si dissolse pochi istanti dopo. "Per la miseriaccia, era in grado di trasformarsi in chi voleva, creare illusioni, passare attraverso gli oggetti e il tutto senza la magia."
"Se non fosse sparito, ci avrebbe creato non pochi problemi. Però da tutto questo ne è uscita una cosa positiva."
"Ovvero?" Domandò Gray, concedendosi il lusso di sedersi a riposare visto che Titania si era calmata.
"Non dovremo più preoccuparci di Allock. Se ci importunerà, ci basterà ricordargli che non è poi così tanto forte." Rispose Hermione, facendo girare tutti verso di lei. "Che ho detto?"
"Lo scorso anno saresti inorridita al solo pensiero di dover ricattare un professore…" Osservò Lucy.
"Tu lo consideri un professore?"
"Ottima replica immagino…" Ammise la bionda.
Quando le vacanze finirono e gli studenti tornarono al castello, sembravano essere già a conoscenza degli eventi che l'aveva scosso, in tutti i sensi, durante la notte di Santo Stefano.
Molti erano rimasti increduli nell'apprendere che proprio Neville, tra tutti loro, fosse stato scelto dal misterioso mago mascherato per infiltrarsi, e ancor di più che qualcuno potesse fare simili danni dentro Hogwarts, come avevano potuto vedere grazie alle foto della Gazzetta del Profeta.
Allo stesso tempo, i sospetti verso Harry e Natsu sembravano essere diminuiti, grazie alla dichiarazione che aveva fatto Tobi stesso di fronte a tutti. Inoltre, molti fornivano parecchi dubbi sul fatto che uno studente del secondo anno potesse effettivamente essere così forte da essere allo stesso livello di uno che aveva letteralmente distrutto la Sala Grande.
"Fortuna che non ci hanno visto in azione." Commentò Dragonil, mentre accompagnava Potter e Scarlett sul luogo dell'attentato a Mrs Purr. "Comunque spiegatemi ancora perché avete voluto che vi seguissi fin qui. Proprio adesso che cominciano a pensare che non ci abbiamo nulla a che fare…"
"Tu sei quello con l'olfatto migliore tra noi." Rispose Titania. "Potrebbe esserci qualche indizio che ci è sfuggito."
"E dopo tutti questi mesi, di sicuro c'è ancora." Replicò ironico il rosato, sospirando. "Basta che ci sbrighiamo e- che diamine ha da urlare così tanto?!" Esclamò di botto, strofinandosi le orecchie.
"Chi?"
"Gazza! Sta urlando come un forsennato!"
Mentre proseguivano verso la loro meta, anche i due maghi di Classe S iniziarono a sentire la voce del custode.
"…ancora altro lavoro! È tutta la notte che asciugo pavimenti, come se non avessi già abbastanza da fare! No, questa è la goccia che fa traboccare il vaso! Adesso vado da Silente e…"
I tre sentirono i passi del custode allontanarsi, proprio mentre loro giungevano davanti all'inquietante scritta.
E fu subito chiaro il perché delle sue lamentele: il corridoio era per metà allagato da un grosso rivolo d'acqua che sembrava provenire da oltre la porta di un bagno femminile.
"Oh, no…" Si lasciò sfuggire Erza, portandosi una mano sulla fronte, sospirando. "Ancora…"
"Tu sai cos'è successo?" Domandò Majutsu.
"Beh, voi non potete saperlo, ma tra noi studentesse quel bagno è ben conosciuto. È il bagno di Mirtilla Malcontenta."
"E chi è?" Chiese Natsu. "Una che non fa altro che piangere? Mi sembra comunque esagerata tutta quest'acqua."
"Tu la stai sentendo lamentarsi, vero?" Replicò la rossa, ricevendo un assenso dal Dragon Slayer.
"È quasi più fastidiosa di Gazza."
"Ma non potete dirle qualcosa?" Domandò Harry. "A quale casa appartiene?"
"Ecco… non è proprio una studentessa…" Rispose la rossa, per poi avvicinarsi alla porta, aprendola. "Venite pure, tanto nessuno entrerà…"
"Ne sei certa?"
"Capirete tra poco."
Non appena varcarono la soglia, tutti e tre voltarono lo sguardo verso un gabinetto chiuso, da cui si sentiva il pianto inconsolabile di una ragazza.
"Ehm… ciao Mirtilla… che succede?" Esordì Erza con cautela.
"Chi è?" Gorgogliò lei con voce da far pietà. "Siete venuti anche voi a scaraventarmi addosso qualcosa?"
"E perché mai dovremmo farlo?" fece Natsu.
"E poi, pensa al lato positivo…" Continuò Titania. "Almeno non ti sei fatta nulla…"
"Come fai a esserne così sicura?" Chiese a bassa voce Harry, poco prima che dalla porta del gabinetto uscisse il fantasma di una ragazza che stava piangendo.
"Ah, ma certo!" Urlò lei stizzita. "Mirtilla non può sentire niente perché è un fantasma! Allora facciamo che tutti tirino libri addosso a Mirtilla, tanto lei non sente dolore! Dieci punti se le attraversi lo stomaco! Cinquanta se le attraversi la testa! Benone, ah, ah, ah! Ma che gioco divertente! Per tutti tranne che per me!"
I due ragazzi restarono paralizzati per qualche secondo, sia per la reazione sia per la realizzazione su chi era Mirtilla. Erza invece sospirò.
"S-Scusaci… N-Noi ignoravamo… Ecco…" Cominciò a parlare Majutsu, non sapendo come concludere la frase.
"Che ero morta? Beh, eccovi la risposta!" Ribatté il fantasma, per poi scappare via attraverso il muro.
"Che… cosa… è successo?" Domandò Natsu, sbattendo le palpebre incredulo.
"Non saprei… ma non credo diventerà un bel ricordo…" Commentò il moro, per poi girarsi per uscire.
Ma prima che facesse un solo passo una macchia scura sotto il lavandino attirò la sua attenzione.
Si avvicinò, per poi abbassarsi e raccogliere qualcosa.
Quando si rialzò teneva in mano un libriccino, con la copertina nera molto malandata e fradicia.
"Credo sia questo il libro di cui parlava…" Disse, mostrandolo agli altri due, per poi guardarlo meglio: si trattava di un diario, e la data sulla copertina risaliva a cinquant'anni prima.
Lo aprì sotto lo sguardo dei compagni, fermandosi a osservare il nome sulla prima pagina: T.O. Riddle.
"Che ci fa qui il diario di uno studente di cinquant'anni fa?" Fece Erza, mentre Majutsu cominciava a scorrere velocemente le pagine, trovandole tutte bianche.
"Beh, chiunque fosse questo Riddle, di certo non ha apprezzato questo regalo… dubito che qualcuno avrebbe comprato un diario solo per lasciarlo vuoto."
"Forse Hermione potrebbe aiutarci a capire chi era. Magari è diventato un pezzo grosso…"
"Noi per primi non dobbiamo escludere che potrebbe anche essere un soprannome." Rifletté Harry, chiudendo il diario. "Comunque, meglio non lasciarlo qui. Potremmo mandarlo a Levy. Se qualcuno ha incantato il diario lo scoprirà di certo."
"Ottima idea. Ora però è meglio andare. Le lezioni cominceranno tra poco." Disse Erza.
"Sì… andiamo…" Rispose Potter, seguendola assieme a Natsu.
Le settimane proseguirono senza problemi. Nonostante la minaccia lanciata da Tobi sul fatto che gli attentati sarebbero aumentati, questi al contrario erano cessati del tutto.
Così molti studenti cominciarono a credere che fosse tutto un bluff di quel misterioso mago. E Allock non aiutava a smentire tali voci, visto che continuava a vantarsi di come aveva sconfitto il ninja mascherato e salvato la scuola.
Una cosa positiva per il gruppo di Fairy Tail fu che il professore di Difesa Contro le Arti Oscure sembrava aver pienamente compreso la minaccia che essi rappresentavano per lui, e per nulla desideroso di sfidare la propria fortuna, Allock smise di provocarli in qualsiasi modo; quindi ora il gruppo di maghi passava le lezioni della sua materia a leggere libri o a fare ripetizioni a Neville per aiutarlo a compensare i mesi di assenza.
In contemporanea, il gruppo aveva chiesto a Silente il permesso di riunirsi prima del coprifuoco in un'aula vuota, così da poter parlare anche con Luna senza destare troppi sospetti. Ovviamente i mantelli dell'invisibilità li aiutavano non poco in ciò.
"Affascinanti." Osservò Lovegood durante una delle riunioni, ammirando gli Occhiali del Vento che le avevano appena consegnato assieme a un mantello e a una copia della mappa. "Quindi è per questo che siete così bravi, eh?"
"A dir la verità non è che compiono miracoli." Spiegò Harry. "Semplicemente ci permettono di leggere molto velocemente. Ad esempio, Natsu per essere al nostro stesso livello deve rileggere il libro molte più volte di noi."
"Ehi! Potevi anche non dirlo!" Protestò il rosato, facendo ridere tutti quanti.
Ma il tema principale di quelle riunioni era il diario di Riddle. Avevano deciso di non riferire nulla al preside finché non fossero stati sicuri di cosa si trattasse.
Levi sfortunatamente era in missione, perciò non avevano potuto farglielo esaminare, e con gli incantesimi a loro disposizione non erano riusciti a capirci nulla. Sembrava un normale diario vuoto.
"Forse lo è." Commentò Ron, sbadigliando. "Insomma, magari l'ha perso in biblioteca e l'hanno ritrovato solo di recente. Viste le sue dimensioni, non me ne meraviglierei."
"Non essere ridicolo Ron." Replicò Hermione. "Questo diario è senza dubbio magico. Dobbiamo solo scoprirne il segreto."
Tuttavia, quella pace durò relativamente poco.
Quando il quattrodici febbraio il gruppo entrò nella Sala Grande restò paralizzato sulla soglia per lo shock: le pareti erano coperte di grossi fiori di un rosa acceso e come se non bastasse, dal soffitto color azzurro pallido piovevano coriandoli a forma di cuore.
"Io me ne vado." Dichiarò Harry, girandosi solo per poi essere trattenuto da Erza.
"Su… ci deve essere una spiegazione più che plausibile…" Tentò lei, sorridendo.
Un sorriso che però ottenne solo l'effetto di far scappare chiunque avesse avuto la sfortuna di vedere, a parte i membri di Fairy Tail.
"Buon San Valentino!" Esclamò Allock al mondo, alzandosi dal suo posto. "E il mio grazie alle quarantasei persone che mi hanno mandato una cartolina di auguri! Sì, mi sono preso la libertà di farvi una piccola sorpresa... e non finisce qui!"
"C'è di peggio?!" Domandò spaventato Gray, mentre il professore batteva le mani.
Dalle porte della Sala d'Ingresso entrarono una dozzina di nani dall'aria arcigna. Ma non erano nani qualsiasi. Allock li aveva dotati tutti di ali dorate e di un'arpa.
"I miei amici cupidi, postini d'amore!" Annunciò raggiante il docente. "Oggi andranno in giro per tutta la scuola, consegnando i vostri auguri di San Valentino! E il bello non finisce qui. Sono sicuro che i miei colleghi vorranno condividere lo spirito della festa! Perché non chiedete al professor Piton di mostrarvi in quattro e quattr'otto come si prepara una Pozione d'Amore? E già che ci siamo, il professor Vitious, quel vecchio furbacchione, di Incantesimi Incantevoli ne sa più di qualsiasi mago io abbia mai conosciuto!"
Il professore di Incantesimi nascose la faccia tra le mani per il profondo imbarazzo, mentre l'insegnante di Pozioni guardò tutti gli studenti presenti con uno sguardo che li invitava solamente a pensarci, se ci tenevano in maniera particolare a venire avvelenati.
Ma prima che qualcuno potesse parlare, un fulmine colpì in pieno Allock, per poi proseguire sui suoi cupidi, lasciandoli privi di sensi.
Tutti quanti tirarono fuori la bacchetta, guardandosi attorno.
"E quello sarebbe uno dei vostri professori?" Fece una voce, mentre il rumore di alcuni passi si faceva sempre più forte.
Natsu, Gray, Happy, Fred, George, Ron e Hermione sbiancarono subito, mentre Erza e Harry si fecero seri. Neville e Luna invece li guardarono incuriositi.
"Sapevo che eravate patetici… ma non pensavo fino a questo punto."
Un ragazzo dai capelli biondi con una cicatrice a forma di fulmine che gli attraversava la parte destra del viso entrò nella Sala Grande. Indossava un paio di pantaloni rossi e una maglietta blu coperta da una giacca marrone, poggiata solamente sulle spalle come un mantello.
"Pensavo avessi pretese più alte, Majutsu." Continuò, voltandosi verso Harry.
"E io pensavo di aver detto a Evergreen che ti avrei parlato durante le vacanze estive, Luxus." Replicò lui freddo. "Come hai fatto ad arrivare qui?"
"Credi forse che voi siate gli unici ad avere delle buone conoscenze? Dimentichi che sono il prossimo Master."
"Quello… è il ragazzo che si è rifiutato di aiutarci…" Disse Fred, mentre tutti gli altri studenti guardavano con timore il nuovo arrivato, lasciando che i professori passassero davanti a loro.
"Non so chi sei, ma non puoi entrare qui, colpire un professore e pensare di farla franca!" Sentenziò la McGranitt, tenendo alzata la bacchetta.
Silente in quel momento non era presente, perciò dovevano occuparsi dell'intruso da soli.
Ma con sorpresa di tutti, Harry cominciò a camminare in direzione di Luxus, fermandosi di fronte a lui senza mostrare alcun timore.
"Sai, essere di Classe S non ti dà il diritto di intrometterti negli affari degli altri senza un buon motivo." Disse, incurante delle scariche elettriche che stavano avvolgendo il biondo. "Quindi che ne dici di smetterla con quest'inutile ostilità?"
Luxus rimase in silenzio per qualche secondo, mentre la magia attorno a lui cominciava a sparire.
"Sai che è per colpa di questa tua tenerezza che non hai speranze di superarmi, vero?"
"Come se mi importasse. Ad ogni modo, cosa ci fai qui? Per quanto non possa dirmi dispiaciuto di chi hai colpito, il Master non sarà felice di saperlo."
"Quel vecchio può andare a quel paese."
"Quel vecchio è tuo nonno!"
Tra i due ci fu uno scambio di sguardi talmente freddi che avrebbero potuto congelare l'intera sala. Poi, sorprendendo tutti, Luxus scoppiò a ridere.
"Vedo che in quest'anno e mezzo non ti sei rammollito troppo!" esclamò.
"Siamo pur sempre membri della stessa famiglia. Dovresti saperlo bene."
Luxus tirò fuori un braccio, avvolgendolo intorno al collo di Harry. "Ed è proprio per questo che sono qui. Ho qualcosa di cui devo parlarti. Da Classe S a Classe S."
"E non potevi aspettare che tornassi io a casa, invece di scomodarti? È piuttosto insolito da parte tua."
Luxus ghignò.
"Potter, può illuminarci sull'identità di questo ragazzo?" Domandò Piton.
"È il nipote del mio tutore." Rispose lui, liberandosi dalla stretta. "Adora usare la bacchetta per scagliare colpi d'elettricità, a cui è immune grazie ai vestiti che indossa." Continuò, per poi superare il biondo. "Allora, devi parlarmi, no? Direi di andare in un posto più tranquillo. Grazie alla tua bravata, dubito che la Sala Grande sia adatta."
Dicendo ciò lo guidò fuori, lasciando gli studenti, i professori e gli altri membri della gilda increduli.
"Q-Quello chi era?" Chiese Dean, avvicinandosi a loro.
"Luxus." Rispose Erza. "Lo possiamo definire il nostro Draco Malfoy, solo molto più odioso e pericoloso."
"Ma che cosa può volere da Harry?" Intervenne George. "Insomma, direi che sono l'esatto opposto l'uno dell'altro…"
"Forse vuole coinvolgerlo in qualche suo lavoro…" Azzardò Gray, per poi voltarsi verso Allock, il quale stava venendo risvegliato dagli altri professori. "Però, per una volta, devo dire che non mi è dispiaciuto vederlo in azione. Anche se si è trattenuto."
"Quello lo chiami trattenersi?!" Esclamò Seamus, indicando il professore di Difesa contro le Arti Oscure. "Che cosa fa quando non si trattiene?!"
Erza, Natsu, Happy e Gray lo guardarono seri, per poi parlare insieme. "Tu non lo vuoi davvero sapere, credimi."
Fred e George li fissarono increduli.
"Ehi fratello, dici che anche noi…"
"…quando parliamo insieme…"
"…facciamo questo effetto?" Conclusero all'unisono.
"E H-Harry cos'ha a che fare con lui?" Domandò timidamente Ginny.
"Beh… direi che si odiano amichevolmente a vicenda… a quante risse sono arrivati?" Disse Gray a Erza, che si portò una mano sotto il mento.
"Uhm… direi che l'ha affrontato più volte di Natsu… quindi direi… un centinaio all'incirca…"
"E giusto per curiosità, come finiscono di solito questi… scontri?" S'intromise Baston, ricordandosi com'era stato trattato dal ragazzo. "No, perché vorrei avere un Cercatore utilizzabile per la prossima partita…"
"Tranquillo… non si fanno mai troppo male."
Ginny deglutì sonoramente.
"Mi sa che ho fatto un grosso errore…" mormorò, attirandosi su di sé gli sguardi di tutti.
Occhi verdi e lucenti di rospo in salamoia
Capelli neri e lucidi come di corvo in volo
Vorrei che fosse mio — quale divina gioia! —
L'eroe che ha sgominato del Mago Oscuro il dolo.
Nel corridoio pieno di studenti scese il silenzio più totale, mentre il cupido finiva la sua canzoncina, lasciando un Harry Potter immobile.
Erza, Gray e Natsu stavano osservando la scena con gli occhi sgranati, mentre Lucy sembrava aver cominciato a pregare a bassa voce di venire risparmiata.
"B-Beh sorellina…" Mormorò Fred a Ginny a bassissima voce, la quale aveva la faccia completamente rossa. "Credo che nessuno di noi dirà chi gli ha fatto quella dedica…"
"H-Harry?" Provò a dire Titania, avvicinandosi quel tanto che le bastava per vedere il tic nervoso all'occhio del moro.
"S-Sono calmo… T-Tranquilla…" Balbettò lui, cercando di controllarsi. "Mi sto solo pentendo di non aver fatto fulminare definitivamente quell'essere da Luxus…"
E in quel momento chiuse le mani a pugno. "Ma se scopro chi gli ha detto di cantarmi quella cosa…" Continuò, cominciando a parlare con voce roca. "Beh, tra lui e Allock non so chi potrei detestare di più!"
Tutti i presenti fecero un passo indietro d'istinto.
"In quattro anni non credo di averlo mai visto così spaventoso…" Commentò terrorizzato Gray.
"Ora capisco perché tutti dicono di non farlo mai infuriare…" Aggiunse Lucy, deglutendo.
"Che succede, Potter?" Intervenne Draco, ridacchiando. "Hai paura della canzoncina di una delle tue tante fan?"
Majutsu si girò verso di lui. "Non sono affatto dell'umore giusto per le tue battutine, Malfoy."
"Peccato." Replicò lui. "E dire che la piccola Weasley ci ha messo tutto il suo cuore per scriverla…"
Sentendo ciò, la rabbia di Harry sembrò svanire, per poi voltarsi verso Ginny, la quale, incapace di reggere l'imbarazzo, fuggì via.
"Brutto-" Iniziarono Fred e George, poco prima di venire superati da Erza, che chiuse la mano destra a pugno.
Prima che qualcuno potesse fermarla, colpì in pieno volto lo studente di Serpeverde, facendolo volare indietro di diversi metri.
"Chi ti credi di essere… per giocare con i sentimenti di qualcuno?!" Sibilò furiosa, per poi essere presa da dietro da Natsu e Gray.
"Calmati, per carità!" Ansimò il mago del ghiaccio, mentre Malfoy si rialzava, incurante del sangue che gli scendeva dal naso, che sembrava rimasto integro per puro miracolo.
"Scarlett!" urlò Percy, arrivando di corsa. "Che cosa ti è saltato in mente?!"
"Ho solo sfogato la mia rabbia fin troppo soppressa." Spiegò lei. "E ora lasciatemi andare a finire il lavoro!"
"Tsk." Fece il biondo, ghignando. "Cos'è? Hai forse avuto un'esperienza simile? O forse ti hanno mollata in passato? Forse proprio i tuoi genitori, eh?"
"Ora chiudi quella tua maledetta bocca, Malfoy!" Gli gridò contro Potter. "Non so cosa sia questo tuo improvviso masochismo, ma sappi che se continui così non esiteremo a farci espellere pur di fartela pagare."
"Basta così!" Sentenziò Percy. "Cinquanta punti in meno a Grifondoro e venti a Serpeverde. E ringraziate che non ve ne tolga di più. Scarlett, dovrò segnalare l'accaduto alla professoressa McGranitt. Malfoy, tu vai a farti vedere in infermeria."
Draco restò in silenzio, per poi alzare la bacchetta e lanciare un incantesimo contro i membri di Fairy Tail.
Harry tirò in avanti la sua cartella, che prese in pieno il colpo, rompendosi in più punti e riversando cadere a terra il contenuto. Il diario di Riddle cadde sul pavimento con un piccolo tonfo, subito seguito da una boccetta d'inchiostro che si ruppe e rovesciò il suo intero contenuto su di esso.
"Malfoy! Questo ti costerà altri cinquanta punti!"
"Toglimi pure tutti i punti. Non m'interessa vincere una stupida coppa." Concluse il biondo, per poi allontanarsi, ridendo.
Non dovette fare molta strada prima di incontrare Ginny, nascosta dietro a un muro.
"Come fai ad avere una cotta per un bambino che scrive su un diario nero non ne ho idea. Si vede che i Weasley sono proprio caduti in basso." Disse ghignando, facendo sgranare gli occhi della ragazza, ora pieni di paura.
