Capitolo 36
Rimase solo nell'ufficio di Sharon per mezz'ora a fissare il vuoto, fin quando l'inserviente delle pulizie gli chiese gentilmente di uscire.
Si diresse alla macchina e rilesse il biglietto.
Amava quella donna. Era cosi tosta la Darth Raydor!
Decise di andare a dirle quello che provava.
Non poteva perderla e, cosa più importante, non voleva perderla! Soprattutto non voleva esserle solo amico. Le scrisse un messaggio.
'Parliamo come persone normali. Ti prego! Sarò a casa tua tra 20 minuti'.
'Va bene, ti aspetto'
Non sapeva se fosse arrabbiata con lui oppure no, ma doveva tentare il tutto per tutto.
Sharon mise sul fuoco il bollitore per il thè, si sedette vicino alla penisola della cucina e aspettò il suo arrivo.
Preciso come un orologio, venti minuti dopo bussarono alla porta.
Si avvicinò e fece un mega respiro.
"Hey. Posso entrare?"
"Accomodati"
"Rusty?"
"Non c'è."
"Meglio, così possiamo parlare"
" E di cosa volevi parlare? Credevo ci fossimo detti anzi scritti tutto..." disse Sharon voltandosi.
Andy si sedette sul divano, lei spense il fuoco sotto il bollitore e andò a sedersi sulla poltrona.
"Sharon..." Non lo lasciò nemmeno iniziare che si alzò di nuovo.
Questa volta andò verso la finestra e guardò fuori.
"Adesso mi chiami Sharon..Non mi chiami più Capitano, Tenente?".
Lui si alzò e la raggiunse mettendole le mani sulle spalle.
"Mi dispiace se in queste mesi ti ho rivolto la parola solo professionalmente. Dal matrimonio ho avuto modo di pensare a tante cose..."
"Ah si?! Davvero? Hai riflettuto su tante cose? Be non sei l'unico. Voglio sapere cosa ti ho fatto, perchè da dopo lo spettacolo dei tuoi nipoti sei cambiato. Non sei più l'Andy che conoscevo, sei diventato un'altra persona"
"Scusami Sharon, sono io il problema, non tu"
Si girò verso di lui.
Aveva gli occhi lucidi.
"Mi vuoi spiegare...Mi eviti, non mi parli, se ti dò qualche ordine quasi non lo esegui, mi vuoi dire che ti prende?
Perchè ti comporti così?
Ho letto la tua lettera ma voglio che me lo dici a voce!"
"Vuoi sapere che mi prende Sharon? Adesso te lo spiego! TI AMO"
Entrambi rimasero sorpresi. Era riuscito a dirglielo in faccia!
" Quando ti sei offerta di venire al matrimonio di Nicole con me, non potevo crederci, Dio solo sa quanto ero felice!
Pensavo che fosse tutto un sogno e invece..."
"E invece non lo era Andy!
Non ti sei chiesto perche sono venuta con te al matrimonio, allo spettacolo dei tuoi nipoti e a vedere Lo Schiaccianoci?
L'ho fatto perchè volevo passare un po' di tempo con te, perchè ... anche io TI AMO'"
Lui si allontanò da lei girandogli le spalle.
"Sharon, cerca di capire, io non voglio che tu faccia lo stesso errore che che hai fatto anni fa sposando Jack. Io sono come lui, sono e sarò sempre un alcolista, cosa potrei offrirti?"
Lei gli andò dietro abbracciandolo forte e posando la testa sulla sua schiena.
Sentiva il suo profumo.. Quello che la faceva impazzire!
E sentiva il suo cuore battere. Battere per lei!
"Andy, so io chi e cosa è meglio per me! Tu non sei come Jack! Non è degno di pulirti le scarpe. É vero che sarai sempre un alcolista, ma ti sei curato e per anni non hai toccato un bicchiere.
Hai fatto ammenda con i tuoi figli e questo ti rende un uomo migliore di Jack. Questo è solamente uno dei motivi per cui non voglio avere solo un amicizia con te. Andy, io voglio qualcosa di più!
Essere la tua 'amica Sharon' non mi basta più...
Voglio tutto l'amore che puoi darmi! Non voglio che un fantasma del passato si metta tra noi due!"
Andy le prese le mani e gliele baciò.
Lei lo strinse ancora di più e gli disse all'orecchio
"Tu dici che non puoi stare con me!
Sappi che io non posso vivere senza di te"
Lui si voltò tra le sue braccia accarezzandole la guancia. Si sorrisero.
Le cose stavano cambiando, in meglio stavolta.
Avrebbe voluto baciarla, ma voleva fare le cose per bene e si trattenne.
Si abbracciarono. Ora si erano chiariti!
"È stata una giornata stressante..."disse lui baciandole la fronte
"Ma grazie per avermi ascoltato e perdonato"
"Non c'era niente da perdonare, solo da chiarire!" disse lei.
La lasciò a malincuore. Erano stanchi e li aspettava una giornata campale.
Lo accompagnò alla porta dove si salutarono timidamente.
Le si avvicinò per darle la buonanotte, baciandola dolcemente sul lato della bocca.
Aspettò che l'ascensore lo portasse via da lei, chiuse la porta e si appoggiò contro di essa. Sorrise e andò in camera contenta, perchè lo avrebbe rivisto il giorno dopo a lavoro.
