Quel dicembre era particolarmente freddo, lo avvertiva nelle ossa o forse era solo l'agitazione per quella sera. Aveva progettato tutto nei minimi particolari e ora non vedeva l'ora di uscire da quella casa, con la speranza che niente e nessuno avrebbe mandato all'aria il suo progetto. Nell'ultimo periodo non avevano avuto un momento di tranquillità, visto che i bambini richiedevano costantemente la loro presenza. Si avvicinò alla portafinestra per rimanere incantata dal manto di neve che ricopriva il panorama.
-Mamma?- la voce del piccolo attirò la sua attenzione.
-Mamma?- ripeté, aggrappandosi alla sua gamba e alzando il visino per guardarla negli occhi.
Conosceva quello sguardo e non prometteva nulla di buono, si abbassò un po' con la schiena e allungando le braccia, lo afferrò, portandoselo a pochi centimetri dal suo viso.
-Cosa vuoi?-
Il bambino non rispose, le accarezzò il volto e poggiò la testa sulla sua spalla. Haruka gli lasciò un bacio tra i capelli e gli accarezzò piano la schiena.
-Cosa c'è?- sussurrò, immaginando già a cosa volesse arrivare.
Il piccolo le cinse il collo con le braccia e, stringendola forte, sussurrò: -volio bene-
-Anch'io ti voglio bene!- sorrise, sapeva sempre come far addolcire la sua mamma, specialmente quando faceva qualcosa di sbagliato.
-Sei allabiata?- chiese, alzandosi per fissarla negli occhi.
-No, però tu dopo metti a posto i giocattoli!-
-Mi agliuti?-
-Non posso ma ora arriva Margaret e ti aiuterà lei-
Il viso del bambino cambiò espressione: era sempre felice di vedere Tom e Margaret, anche perché aveva capito che di sicuro gli avrebbero portato un regalo, scalciò per scendere e correre in camera sua.
-Mamma devi uscire?-
Michiru si voltò per guardare la sua bambina che stava crescendo a vista d'occhio.
-Devo andare alla festa dell'azienda con zia Haruka- si avvicinò per accarezzarle i capelli.
-Qualcosa non va?-
Hikari la guardò e sospirò: -Posso venire con te?-
Michiru la spinse con delicatezza, facendola sedere sul letto e sedendosi accanto a lei, le accarezzò le mani e le fece alzare il mento: era davvero bellissima, aveva gli occhi di un colore così intenso. Haruka le ripeteva sempre che erano uguali ai suoi, lei invece non la pensava così: gli occhi di sua figlia avevano una luce diversa, emanavano calore e amore a tutti, lei non era così.
-Non vuoi andare con lui?- le chiese, arrivando subito al sodo.
-Devo proprio? Perché zia lo ha invitato?-
-Amore, Haruka vuole solo che tu abbia un rapporto con tuo padre, ma se per te è presto, posso parlare io con lui-
Hikari non le rispose: sembrava turbata proprio come quando lo aveva rivisto dopo tantissimo tempo, si era rifugiata accanto a lei, evitando di restare da sola con il padre.
-Non posso accompagnarvi alla festa, ormai sono grande-
-Amore ascolta, non devi sentirti così a disagio, lui è tuo padre-
-Michiru sei pronta?- la bionda entrò per bloccarsi quando vide la piccola alzare lo sguardo confusa.
-Oh non sapevo…qualcosa non va?- chiese, guardando Michiru.
-Hikari non vuole vedere Hiroshi- la violinista appoggiò una mano sulla spalla della figlia, per farle capire che l'appoggiava qualsiasi cosa decidesse.
-Oh! Ti ha fatto qualcosa?- chiese, facendo qualche passo in avanti.
-No! È solo che…è stato via per così tanto tempo…-
-Piccola se il tuo papà è stato via, non significa che non ti voglia bene. È stato lontano per…- si bloccò quando vide lo sguardo torvo che la compagna le stava rivolgendo. Hikari non sapeva nulla di quello che era successo, insieme avevano deciso di non farle sapere la verità era ancora troppo piccola per capire le cose orribili che aveva fatto il padre.
-È stato lontano perché la mamma ha scelto te?- come sempre riusciva a metterla in difficoltà con la sua perspicacia.
-Anche, ma tu e la tua mamma non c'entrate niente. La cosa più importante è che lui non ha mai smesso di volerti bene. Tu sei la sua bambina-
Non si sarebbe mai immaginata di dover un giorno aiutare suo fratello con sua figlia.
-Lo so ma…-
-Che ne dici se adesso lo chiamo e gli dico che abbiamo cambiato programma e lo invito domani alla festa di Shinichi? Così potrai rivederlo con noi al tuo fianco?-
Hikari la guardò con occhi speranzosi, le allacciò le braccia al collo per stringerla forte.
-Grazie zia-
Ricambiò l'abbraccio per poi sussurrarle all'orecchio: -Ora lasci che la tua mamma finisca di prepararsi?-
La bimba annuì, la liberò dall'abbraccio e uscì dalla camera con un sorriso dipinto sul volto.
Haruka si alzò, guardando l'orologio che aveva sul polso.
-Sei pronta?- chiese a Michiru, avvicinandosi a lei.
-Stai diventando davvero brava con i bambini- allungò le braccia per aggiustarle il colletto della camicia: quella sera aveva deciso di non indossare la cravatta, preferendo indossare un completo dal taglio femminile.
-Ho un ottima insegnante!- ribatté la bionda, appoggiandole le mani sui fianchi , per attirarla a sé e far sfiorare i loro corpi.
-Haurka forse è meglio se rimaniamo qui, domani è il nostro anniversario, non ti piacerebbe aspettarlo nella tranquillità della nostra camera?- chiese in tono malizioso, con la speranza di far leva sulla sua libidine.
-Mi piacerebbe e lo faremo, ma ora dobbiamo andare- rispose, poi la baciò con passione, stringendola forte.
-Mi hai tolto tutto il rossetto, adesso devo rimetterlo!- protestò, con poca convinzione.
-Oh non metterlo, ho intenzione di baciarti molte volte questa sera- mormorò un attimo prima di catturare di nuovo le labbra dall'altra.
-Haruka…sicura di voler andare?- ansimò la violinista.
-Sicurissima!-
Come ogni anno il gala di beneficenza era stato organizzato nel salone dell'azienda: il tavolo era stato spostato, su un lato c'era allestito un piccolo palco, per la piccola orchestra che suonava dal vivo, mentre in fondo c'erano tavoli per gli invitati. Lo spazio centrale era riservato per ballare. Era tutto come gli altri innumerevoli galà a cui aveva partecipato da quando si era sposata con Hiroshi. Gli invitati era tutti ben vestiti e non mancavano di rivolgerle un saluto di cortesia oppure fermarsi a scambiare qualche parola con lei e Haruka. Era da un po' che la sua compagna era sparita, lasciandola da sola in mezzo a tutta quella gente che, nonostante li conoscesse da tanto tempo, riuscivano ancora a farla sentire fuori posto, forse perché la sua fama di violinista precedeva il suo essere donna. Con molta grazie si concesse da una coppia per andare in cerca di Haruka, le aveva promesso di baciarla molte volte e invece la lasciava da sola. Camminando si fermò davanti ad una porta, sorrise riconoscendo quella scritta che mai avrebbe dimenticato "Sala Conferenze". Come avrebbe potuto dimenticarla se era stato in quella stanza che avevano fatto l'amore per la prima volta, appoggiate alla parete, lasciandosi completamente travolgere dalla passione; se era stata in quella stanza che aveva letto la struggente lettera che Haruka le aveva scritto.
Si può restare legati a una stanza solo per questo? Si chiese mentre cercava di aprirla per entrarci, accorgendosi che era stata chiusa a chiave.
Ma chi l'ha chiusa?
-Ehi, che stai facendo?- la bionda le si avvicinò, facendola arretrare bloccandola con la schiena alla porta.
-Ti stavo cercando- mormorò, allacciandole le braccia al collo. Spinse il corpo su quello dell'altra per poi baciarla con passione.
-Hanno chiuso a chiave- ansimò la violinista, quando la bionda le sfiorò il seno.
-Lo so, sono stata io-
-E perché lo hai fatto?-
L'altra non le rispose, afferrò la chiave dalla tasca dei pantaloni e aprì la porta, facendosi da parte per permettere alla sua donna di entrare. La stanza era completamente al buio fatta eccezione per due candele accese al centro del tavolo, apparecchiato per due persone.
-Ti piace?- le sussurrò all'orecchio, cingendole la vita da dietro. –Questo è il mio regalo di anniversario!-
Michiru restò muta a contemplare quella visione, mai si sarebbe aspettata un gesto del genere dalla sua bionda preferita. Lentamente si voltò nel suo abbraccio, per guardarla negli occhi.
-Sai vero che il nostro anniversario non è oggi, ma domani?-
-Certo che lo so, solo che domani è il compleanno di nostro figlio e deve essere lui il protagonista della giornata, così ho deciso di darti il mio regalo in anticipo di qualche ora-
-E hai scelto questa stanza perché…?- mormorò maliziosa, accarezzandole la guancia per fermarsi con il pollice sul labbro inferiore.
-Perché era l'unica disponibile- ribatté con nonchalance.
-Stronza!-
-Oh! Oh! Dov'è finita la mia raffinata mogliettina?- bisbigliò, baciandole il collo.
-Raffinata?- ansimò, mettendole le mani sulle spalle per allontanarla.
-Io amo la mia mogliettina raffinata, la moglie rozza lasciala fare a me!- rispose, afferrandola saldamente per i fianchi e facendola camminare all'indietro, fino a farla fermare sull'orlo del tavolo.
-Cosa vuoi fare?- sospirò la violinista, cedendo alla stretta dell'altra.
-Ho molte idee a riguardo, peccato che tu abbia indossato quest'abito- lamentò la bionda, spostandosi per guardare l'abito che fasciava il corpo dell'altra.
-Non ti piace?-
-Non è questo il problema- sussurrò, stringendosi a lei e baciandola con passione.
-Non capisco- mormorò, sospirando al tocco leggero e delicato dell'altra.
-Non posso muovermi, subito si stropiccia- spiegò con ovvietà, senza staccare le labbra dalla pelle dell'altra, che stava diventando sempre più accaldata. Molto lentamente lasciò una scia di baci lungo tutto il collo per bloccarsi all'orlo dell'abito.
-Da quando ti lasci fermare da un abito?- la stuzzicò la violinista, intuendo il disagio dell'altra nell'essere impossibilitata a continuare.
-Mi sta provocando signora Kaioh?- sussurrò, stringendosi forte e sfiorandole di proposito il seno.
-Oh la sto provocando signora Tenou?- bisbigliò, facendo scorrere l'indice lungo il profilo del viso, scendendo lungo il collo e fermandosi al bottone della camicia –non era mia intenzione metterla a disagio ma ecco… vede…io…- si strinse forte all'altra, allungando il volto per avvicinarsi al suo orecchio –desidero ardentemente godere e speravo che lei potesse aiutarmi-
Pronunciò l'ultima frase ansimando di proposito, facendola rabbrividire, costringendola a chiudere gli occhi e a sospirare per la frustrazione.
-Basta- supplicò, allontanandosi da quel corpo tentatore. Quando aveva organizzato quella cenetta in quella stanza aveva immaginato tutta una situazione romantica per poi tornare a casa e fare l'amore. Ora, però era molto più interessata alla seconda parte e tralasciare il romanticismo e il fatto che Michiru sembrava pensarla allo stesso modo, non l'aiutava affatto.
-Non vuole farlo?- chiese, staccandosi dal tavolo –posso sempre essere io a farla godere, se è così preoccupata per il mio abito-
Le sorrise maliziosa, con passi lenti si diresse al tavolo per scostare una sedia: -Vuole farmi l'onore di cibarsi con me?-
-Cibarsi?- chiese, sorridendo per la parola usata dall'altra.
La cena era stata deliziosa, le era sembrato di essere a quel primo appuntamento che tra le due non c'era mai stato. Poteva sembrare assurdo eppure, nonostante si conoscessero da moltissimi anni, quello era stata la prima cena romantica che avevano fatto ed era stata perfetta.
Posò il tovagliolo sul tavolo e si alzò, tendendole la mano
-Mi concede questo ballo?- le chiese, sorridendo e fissandola con amore.
Afferrò la sua mano stringendola e godendo del calore che quel semplice contatto le stava trasmettendo, amava le sue mani sempre calde e accoglienti. Si alzò guardandosi per poi fermare il suo sguardo su quello della bionda per guardarla perplessa.
-Vuoi ballare senza musica?- le chiede, accogliendo le braccia dell'altra che le cinsero la vita, attirandola forte a sé.
-Metti questa!- sussurrò, porgendole una cuffia –Saremo solo noi, io e te!-
Il suo cuore iniziò a battere forte nell'ascoltare le prime note di quel brano, un brano che aveva ascoltato un milione di volte, un brano che molte notti le aveva fatto compagnia, un brano che le aveva fatto nascere un nodo alla gola e che le aveva impedito di respirare. Chiuse gli occhi stringendosi forte al corpo dell'altra e appoggiando la testa nell'incavo del collo.
A un passo dal possibile…
A un passo da te!
-Te la ricordi- mormorò con la bocca appoggiata sull'orecchio dell'altra.
-Come potrei dimenticarla?- bisbigliò, mentre si lasciava condurre a tempo di musica dall'altra. Quella canzone aveva la capacità di metterle addosso una strana malinconia, faceva riaffiorare in lei ricordi che facevano male.
Paura di decidere…
Paura di me!
Ascoltavano quella canzone senza proferire parola, lasciandosi andare alla marea di sensazioni e ricordi che quel brano scaturiva in entrambe. I loro corpi si sfioravano, i loro respiri si mescolavano. Spostò leggermente il volto per lasciarle un leggero bacio sul collo, appena sopra il colletto della camicia, compiacendosi quando in risposta l'altra la strinse ancora più forte.
Quando ripensava a tutta la loro storia non riusciva a fare a meno di sorridere, l'intensità del loro amore era così forte da riuscire a vincere su qualunque cosa. Ormai ne era sicurissima: niente e nessuno avrebbe mai potuto scalfire il loro amore. Niente!
-…eppure sentire nei sogni in fondo a un pianto, nei giorni di silenzio c'è…un senso di te…-
Il suo cuore scoppiò nel sentirla sussurrare quelle parole con un tono di voce sensuale e romantico. Sentiva gli occhi bruciare e quel maledettissimo nodo stringere forte in cerca di sollievo. Avvertì le mani calde dell'altra afferrarle il viso, per costringerla a fissarla negli occhi, la vide appoggiare la fronte sulla sua e la sentì mormorare :- …c'è un senso di te!- recitando in perfetta sintonia le parole più significative del brano. Cercò con tutta se stessa di trattenere le lacrime, ma fallì miseramente quando con gli occhi incollati a quella dell'altra lesse tutto l'amore che Haruka stava tentando di trasmetterle.
-Ti amo Michiru! Sei il senso della mia vita!-
Le lacrime caddero calde e copiosa dai suoi occhi, facendola tremare per i singhiozzi, rendendola incapace di articolare una sola sillaba, sentiva il cuore colmo d'amore per quella donna che aveva completamente soggiogato tutto il suo essere, trasformandola in una donna capace di amare senza riserve.
-Ti amo!- ripeté, bisbigliando mentre con il pollice le asciugava le lacrime.
Non aveva la forza di risponderle, si alzò sulle punte, cingendole il collo con le braccia e aggrappandosi a lei per baciarla con passione. Con esigenza cercò quel contatto inducendola a schiudere le labbra per darle libero accesso.
-Portami a casa, voglio fare l'amore con te!- ansimò, continuando a rimanere allacciata al suo corpo.
-Hikari si è addormentata?-
Tornate a casa erano state assalita dai loro bambini che ancora non erano andati a dormire, facendo sfumare così il loro piano di rinchiudersi subito in camera.
-Sì!- rispose la violinista, chiudendosi la porta alle spalle avvicinandosi al letto dove la bionda era seduta ad aspettarla.
-Anche Shin dorme nel suo lettino- sussurrò, allargando le braccia per accoglierla nel suo abbraccio.
-Tom e Margaret?- le chiese, appoggiandole le mani sulle spalle e mettendosi tra le sue gambe.
-Sono andati via- alzò il viso per guardarla, sorridendole quando l'altra sorrise compiaciuta. La strinse forte facendola aderire al suo corpo e appoggiando la testa sul ventre dell'altra.
-Ottimo, allora siamo completamente sole- bisbigliò, infilandole le mani tra i capelli.
-Sole!-
-Hai tagliato i capelli- costatò, muovendo in senso circolare la mano per accarezzarla.
-Vuoi davvero parlare dei miei capelli? Pensavo volessi fare altro!- alzò di nuovo il viso per guardarla.
-Sai, stavo pensando alla canzone- mormorò, spostando le sue carezze dai capelli al viso.
-La canzone?-
-Sì, credo che ne dobbiamo trovare un'altra. Anche se rimarrà sempre nel mio cuore, non va più bene per noi!- con le mani scese piano lungo il collo per fermarsi sul colletto della camicia, e risalire.
-Non va più bene?- non riusciva a capire cosa volesse dire e non sapeva se era perché continuava a tormentarla con quelle mani o se davvero non riusciva a comprendere quello che stava tentando di dirle.
-La canzone parla della paura di accettare un amore, parla di essere a un passo dal possibile, noi quel passo l'abbiamo fatto, Haruka- mentre parlava la fissava negli occhi mentre con le mani aveva iniziato a sbottonarle la camicia.
-Ma parla anche di chi ha capito finalmente il senso della propria vita…- bisbigliò, serrando le mani sui fianchi e attirandola ancora di più a sé.
-Pensavo che dovremmo trovare una canzone che parli di un amore capace di vincere su tutto. Un vero amore!- sospirò, infilando le mani nella camicia, accarezzando la pelle calda delle spalle.
-Hai già qualche idea?-
-No- rispose, spogliandola del tutto, abbassandosi per posarle un bacio sul collo.
-Perché non la componi tu? Potresti chiamarla "True Love Can Win It All!"-
Michiru la guardò perplessa per poi scoppiare a ridere, appoggiò le mani sulle spalle e la spinse per farla sdraiare sul letto. Appoggiò le ginocchia ai lati della sue gambe per sedersi cavalcioni su di lei.
-Cos'hai da ridere?-
-Non sapevo che parlassi l'inglese così fluentemente!- ironizzò la violinista, allungandosi in avanti per baciarla sulle labbra.
-Non ti piace la mia idea?- chiese, ignorando volutamente le parole dell'altra e allungando la mano per sfiorarle il viso.
-Sembra più il titolo di un romanzo- le sussurrò all'orecchio mentre con le mani iniziava a sfiorarle la pelle calda del ventre.
-Allora scrivi un romanzo-
-Vuoi che tutti sappiano della nostra vita privata?-
-Michiru, la nostra vita è già su tutti i giornali!-
-Nessuno sa come reagisci quando ti faccio questo- mormorò, infilando la mano nei pantaloni dell'altra e accarezzandola intimamente.
-Ah!- ansò, inarcando d'istinto il bacino per incontrare le dita dell'altra.
-Nessuno deve saperlo!- ansimò, baciandole il seno, dando inizio a quella danza lenta e sensuale che avrebbe di sicuro portato entrambe al piacere.
Aveva caldo, tanto caldo, aprì gli occhi per accorgersi che era già mattina. Tentò di alzarsi ma il corpo dell'altra, praticamente avvinghiato al suo, le impediva di muoversi. Sospirò per poi sorridere nel vederla beatamente addormentata, con la testa appoggiata sul suo seno, che le faceva da cuscino. Guardarla dormire era una cosa rara, visto che di solito si alzava presto per preparare la colazione prima di dirigersi al lavoro. Le sfiorò piano l'angolo della bocca con l'indice, non resistendo alla tentazione di sfiorarla. Avevano trascorso l'intera notte avvinghiate, avevano fatto l'amore, amandosi con anima e corpo eppure desiderava ancora quel corpo caldo e accogliente.
-Buongiorno amore- biascicò, ancora con gli occhi chiusi.
-Scusa non volevo svegliarti!- sussurrò imbarazzata.
-A me piace essere svegliata così!- aprì gli occhi e le sorrise.
-Buongiorno!-
La violinista si sollevò appoggiando i gomito –Che ora è?-
-È presto, riposa ancora un po' questa notte ti sei stancata- rispose, con una strana luce negli occhi.
-Mi sono stancata da sola?- chiese, strusciando il corpo sull'altra.
Haruka le afferrò il viso con entrambe le mani, l'attirò a sé e la baciò.
-Vuoi rifarlo?- sussurrò con le labbra ancora incollate all'altra.
-Come mai ti sei svegliata così presto?-
-Fa caldo-
-Scusa!- si staccò da lei, afferrò la vestaglia, che d'abitudine lasciava accanto al letto, e si alzò.
-Per cosa? E dove vai?-
-Mi sono dimenticata di abbassare il riscaldamento!- rispose, avvicinandosi al mobile, afferrò il telecomando e abbassò la temperatura.
-Avevi alzato la temperatura?-
-Ieri ma mi sono dimenticata di abbassarla- le spiegò, ritornando a letto, lasciando cadere la vestaglia a terra.
-Perché?-
-Beh sono stata molto impegnata!-
-Perché l'hai alzata?-
-Per poter restare tutta la notte nuda con te!- bisbigliò, sovrastandola con il proprio corpo.
-Oh la mia donna, pensa proprio a tutto!- la strinse forte e con uno scatto riuscì a cambiare le posizioni, ritrovandosi lei sopra.
-Ti piace davvero tanto stare sopra, vero?-
-Mi piace vederti sotto di me!- precisò la bionda, facendo scivolare con lentezza la mano lungo il corpo nudo dell'altra.
-Haruka…- ansimò, avvinghiandole la gamba alla vita.
-Sei insaziabile-
-Usa quella bocca per altro!-
Sorrise dal tono piccato e perentorio che raramente l'altra usava, un tono che riservava solo a lei. Abbassò il viso per baciarle il collo, scendendo molto lentamente e fermandosi sul seno, baciandolo e venerandolo con amore.
-Così va bene?- le chiese tra un bacio e l'altro.
Michiru non rispose, infilò le mani tra i capelli biondi dell'altra, attirandola ancora di più verso i suoi seni, inarcandosi, chiedendo sempre di più.
-Calma! Calma!- mormorò, dedicandosi ai seni dell'altra mentre con la mano viaggiava in cerca della sua meta preferita. Il modo in cui il corpo della violinista rispondeva ai suoi tocchi la riempiva di orgoglio, sentirla fremere a ogni suo singolo sfioramento la eccitava da impazzire.
-Haruka…- ansimò, spingendo il bacino verso l'altra.
-Vieni qua!- la fece alzare per farla sedere, si avvicinò a lei, intrecciando le gambe per incontrarsi intimamente con lei.
-Ora puoi prenderti quello di cui hai bisogno- le sussurrò all'orecchio, muovendo il bacino, sfiorandola.
Si strinse con forza all'altra, muovendosi ritmicamente, ansimando quando la sua intimità toccava quella dell'altra.
-Ti amo- avvertiva il sangue accendersi ogni volta che il respiro pesante dell'altra le risuonava nelle orecchie.
-Michiru…- ansò, nascondendo il volto nell'incavo del collo, intensificando il suo ritmo.
-Ti amo… Haruka!-
Si tese, gettando all'indietro la testa mentre la bionda la stringeva per i fianchi, stabilirono un ritmo incalzante, accompagnando ogni spinta con gemiti e sospiri, arrivando insieme all'apice del piacere.
-Wow! Sei incredibile!- ansimò la bionda, lasciandosi cadere sul corpo dell'altra -dobbiamo farlo più spesso così- sospirò, stringendola stretta a sé.
Michiru non aggiunse nulla, chiuse gli occhi mentre cercava di regolare il respiro, accarezzandole la schiena.
-Stavo pensando che forse dovresti prendere il mio cognome- sbottò all'improvviso la bionda, cogliendola di sorpresa.
-Come scusa?-
-Siamo ormai sposate da un anno e…non hai preso quello di Hiroshi…credevo che forse ti sarebbe piaciuto prendere il mio!- disse, alzandosi per guardarla negli occhi.
-Prendere il tuo cognome?-
-Cosa ha il mio cognome che non va?-
-In realtà non ci ho mai pensato-
-Era solo un'idea-
-E perché dovrei essere io a cambiare nome?-
-Beh perché se non sbaglio l'uomo di casa sono io!- ribatté, orgogliosa.
-Hai ragione, però la proposta l'ho fatta io quindi tecnicamente dovresti essere tu a prendere il mio cognome-
La bionda non rispose soppesando le parole dell'altra.
-Ehi stavo scherzando!- afferrò il volto dell'altra con entrambe le mani e la baciò con passione.
-Haruka Kaioh- sussurrò la bionda a pochi centimetri dalle labbra dell'altra.
-Suona davvero bene-
-Michiru Tenou-
-È strano ma suona bene- mormorò, accarezzandole la pelle del viso, per scendere lungo il collo.
-Michiru smettila con queste dita, mi fai impazzire- supplicò, afferrandole le mani e portandosele alla bocca per baciarle le nocche.
-Vuoi davvero che cambi cognome?-
-Stavo solo riflettendo ma a me basta averti qui al mio fianco, non m'importa realmente del cognome-
-Sei adorabile quando dici queste cose-
-Tu lo sei quando fai l'amore-
-Stupida!-
-Ti amo!-
-Anch'io ti amo-
-Buon anniversario, amore mio- bisbigliò Haruka, per poi baciarla.
-Anche io ho un regalo per te!- si staccò a malincuore dal corpo dell'altra per sporgersi e prendere una busta bianca dalla borsa, lasciata ai piedi del letto.
-Che cos'è?- chiese, afferrando la busta con sospetto.
-Aprila e lo scoprirai-
Con impazienza aprì la busta facendo uscire al suo interno due biglietti.
-Partiamo?- chiese, guardandola con stupore.
-Visto che non abbiamo fatto la luna di miele, ho deciso di regalartela per il nostro anniversario!-
-Riesci sempre a smontare ogni mio tentativo di essere originale!- sbuffò la bionda, lasciandosi cadere sul letto.
-Non ti piace?-
-Certo che mi piace, solo che…avrei dovuto pensarci io!-
-Oh! Non fare i capricci! Tu hai pensato al nostro primo appuntamento romantico ed io alla nostra luna di miele. Siamo pari-
Haruka la guardò per un attimo, poi sorrise e l'afferrò per attirarla a sé.
-Sei davvero unica! Ti amo!-
-Buon anniversario, Haruka!-
THE END
Siamo arrivati alla fine!
Spero che questo piccolo epilogo sia di vostro gradimento.
Ringrazio ogni singola persona che ha seguito la mia storia, che ha aspettato pazientemente ogni mio aggiornamento e che ha contribuito con le sue recensioni.
Grazie davvero dal profondo del cuore!
Ringrazio JuiCe Blu per l'aiuto nel cercare il nome del bambino e Celesten per averlo trovato. Stavo cercando un nome che avesse un significato, che riuscisse a trasmettere il giusto valore che quel bambino rappresenta per Haruka e Michiru e Celesten è riuscita a trovarlo.
(Shinichi significa primo vero figlio).
Ora non mi resta che salutarvi e attendere con ansia il vostro parere!
Un bacio a tutti e colgo l'occasione per augurarvi un BUON NATALE e un FELICE ANNO NUOVO!
