SMALLVILLE:UN SALVATAGGIO SCOTTANTE
Di notte i giocatori di football correvano sotto la pioggia e giocavano nel campo.
L'allenatore era un tizio con capelli neri corti,di corporatura massiccia,indossava un giaccone rosso pantaloni gialli ed era sotto la pioggia.
La folla iniziò ad urlare.
Whitney prese la palla,ma venne tramortito dagli altri giocatori.
" WHITNEY,VIENI QUI!"urlò l'allenatore e il ragazzo si avvicinò "RINFRESCAMI LA MEMORIA...NON AVEVO ORDINATO UN GIOCO DI PASSAGGIO?"
"PIOVE COSÌ FORTE CHE NON HO VISTO SE JACOB ERA LIBERO."disse Whitney.
L'allenatore gli afferrò il casco,lo piegò in avanti verso la scritta sulla sua giacca "COSA C'È SCRITTO SUL MIO GIUBETTO?"
"ALLENATORE."disse Whitney.
"E TU NON DEVI PENSARE!"disse l'allenatore "NEL FOOTBALL NON C'È DEMOCRAZIA!
DEVI FARE QUELLO CHE TI ORDINO PERCHÉ SO IO CIÒ CHE È MEGLIO PER LA SQUADRA!
ASCOLTAMI BENE,ABBIAMO PROVATO QUESTO SCHEMA MIGLIAIA DI VOLTE!
NON DEVI VEDERE JACOB PER SAPERE DOV'È!
DEVI SOLO LANCIARE LA PALLA!
ADESSO RIENTRA IN CAMPO E RIPETI LO STESSO SCHEMA!
VOGLIO CHE TU VINCA QUESTA PARTITA D'ACCORDO?
FORZA,VA!"
La partita iniziò a di nuovo, Whitney evitò un altro che cadde a terra e lanciò la palla,poi un altro gli saltò addosso.
Jacob la prese la volo cadendo e segnò un punto.
"SIIIII!"urlò l'allenatore e tutti urlarono saltando.
I giocatori corsero negli spogliatoi urlando e uno sbatté il casco sugli armadietti.
"SILENZIO!"urlò l'allenatore che salì su una panchina "BASTA!
DATEMI RETTA!
BASTA!
STATEMI A SENTIRE!"
La squadra si zittì.
"STASERA UN'ALTRA SQUADRA È STATA MANGIATA DAI CORVI,SIGNORI MIEI!"disse l'allenatore.
"VAI!"urlò uno dei giocatori.
"E SAPETE BENISSIMO QUANTO È IMPORTANTE LA PARTITA DI VENERDÌ PROSSIMO!"urlò l'allenatore.
"UN ALTRA VITTORIA CI AMMETTEREBBE AL CAMPIONATO STATALE E PER IL NOSTRO ALLENATORE SAREBBE LA DUECENTESIMA!"urlò Whitney e tutti misero le mani al centro del cerchio formato dal gruppo.
Poco dopo l'allenatore era dentro la sauna privata,con un asciugamano sulle spalle e versava del liquido sul delle pietre nel braciere e da esse si sollevò un fumo verde.
L'allenatore andò a sedersi su delle panchine,mise la testa sul muro e chiuse gli occhi.
Poco dopo il preside bussò alla porta.
"È aperto,aventi."disse l'allenatore e il preside aprì la porta "Preside Quan...cosa la porta nella mia sauna?"
"Abbiamo un problema,allenatore."disse il preside.
Poco dopo l'allenatore aveva un accappatoio rosso,con i bordi neri e leggeva una cartellina verde"Testi falsi,eh?
I miei ragazzi?"
Il preside era seduto su una scrivania e indossava una maglietta nera,pantaloni neri e scarpe nere.
"Ben 7."disse il preside "Nella prova di matematica.
Questo li esclude dalla partita di venerdì prossimo."
"Basta insabbiare per una settimana la cosa e...poi li sistemiamo durante le vacanze."disse l'allenatore.
"Non insabbierò una violazione alle norme accademiche solo per farle vincere una partita."disse il preside che si era alzato e guardava i trofei dell'allenatore,poi si voltò verso di lui.
L'allenatore rise "Lei è qui da quanto?
Da 6 mesi?
Io da 25 anni e qui non stiamo parlando solo di una partita,ma della mia eredità."
"Non mi interessa la sua eredità."disse il preside "Mi interessa la disciplina."
"HO PASSATO TUTTA LA MIA VITA AD EDUCARE I GIOVANI!"disse l'allenatore "SA QUANTI DI LORO SONO ANDATI AL COLLEGE GRAZIE A ME?
O HANNO TROVATO UN BUON LAVORO CON LE MIE RACCOMANDAZIONI?"
"So bene che molti ragazzi la ritengono onnipotente."disse il preside "Io però la trovo pericoloso e i suoi metodi non mi convincono.
Vincere non sempre significa essere nel giusto.
Lunedì sospenderò quei ragazzi."
Il preside si diresse alla porta sotto lo sguardo furioso dell'altro "Fine della storia."
L'allenatore appallottolò l'asciugamano nero che aveva in mano e colpì il tavolo"DANNAZIONE!"
Il tavolo prese fuoco istantaneamente e anche una parte della parete,lasciando l'uomo sconvolto.
Clark,Pit e Chloe salirono le scale della scuola il giorno dopo,dirigendosi verso l'entrata.
Clark indossava una maglietta rossa con una linea orizzontale nera al centro del petto che passava pure per le maniche,jeans blu e scarpe nere,Pit indossava una felpa grigia,maglietta arancione,pantaloni chiari e scarpe da ginnastica,Chloe indossava un giaccone verde,maglietta grigia,scollata,una collana,pantaloni neri,scarpe nere e aveva una borsa a macchie di leopardo.
Chloe aveva nella mano destra un bicchiere.
"Football:sport o violenza?"disse Clark leggendo un giornale.
"Che ne pensi?"disse Chloe.
"Penso che dovresti eliminare la tua assuefazione da cappuccino."disse Clark.
"Eh..."disse Chloe ridendo "Pit dice che sono troppo dura con Walter."
"Insomma...quell'uomo ha allenato mio padre e tutti i miei fratelli."disse Pit "Veniva da noi a vedere il super bowl."
"Ah,sono molto commossa da questo quadretto,ma in quanto a obiettività giornalistica ho già ricevuto un messaggio di condanna."disse Chloe.
Il gruppo arrivò in una zona dove c'era un canestro e una recinzione che li separava da un parcheggio e da una strada.
"Sembri contenta di questo."disse Clark "Perché?"
"Vuol dire che ho toccato un nervo scoperto."disse Chloe "Inoltre a giudicare dalla sintassi del messaggio e dallo spreco di oscenità sono certa di aver già capito chi me l'ha mandato."
"Un mio compagno di squadra non credo."disse Pit accarezzandole la testa "Quelli nemmeno sanno cos'è un giornale."
Clark osservò Lana parlare con Whitney.
"E di questo tu te ne freghi?"disse lei con le mani sui fianchi.
"Non è poi così grave,sai."disse Whitney.
"Non è poi così grave..."disse Lana che andò via "Io lo trovo molto grave."
"Oh...ecco passare qualcosa di raro: una pon pon arrabbiata."disse Chloe che vide uscire da una porta una serie di giocatori "Oh...eccoli qui!
Mi serve una foto degli imbroglioni."
Il gruppo si riunì di intorno all'allenatore.
"Sentite,non devono girare chiacchiere e nemmeno false accuse."disse l'allenatore.
"Sai come sono andati in questo trimestre?"disse Clark.
"È ancora un mistero,ma ci sto lavorando."disse Chloe che scattò delle foto.
Uno dei giocatori si voltò e scagliò la palla,ma Clark la prese al volo.
"Oh...bella presa Clark."disse Pit mettendogli una mano sulla spalla.
"Un tuo compagno di squadra tanta di uccidermi e tutto ciò che sai dire è "bella presa"?!"disse Chloe andando via.
"Beh,hai voluto scoprire il nervo?"disse Pit andandole dietro.
Clark tirò la palla al giocatore colpendolo alla pancia e facendolo chinare in avanti.
"Tutto bene?"disse l'allenatore.
"Si."disse l'altro e il gruppo andò via.
L'allenatore indossava una maglietta rossa a maniche corte,con pantaloni grigi e scarpe nere.
"Vieni,prendiamo qualcosa."disse Pit a Clar andarono alle macchinette nella scuola.
"Kent."disse l'allenatore arrivando "Ho visto come tiri la palla.
La tecnica è scarsa,ma la forza non manca."
"Grazie."disse Clark.
"Perché non sei nella nostra squadra?"disse l'allenatore.
"Mio padre ha bisogno di me a casa."disse Clark.
"Ma la scuola ha bisogno di te in campo."disse l'allenatore "Abbiamo una grande partita e pochi giocatori.
Senti,vedrai che anche tuo padre sarà d'accordo."
"Lui è molto testardo."disse Clark.
"Si,lo so."disse l'allenatore "Jonathan Kent,uno dei migliori atleti che ho mai allenato.
Un talento soprannaturale.
E tu ce l'hai nei geni,Kent."
"Veramente sono adottivo."disse Clark e Pit rise.
"Senti,io ti do la possibilità di prendere parte a qualcosa di speciale."disse l'allenatore "Un pezzo di storia.
Ho visto come guardi la foto di tuo padre nella teca dei trofei,non dirmi che non ti piacerebbe emularlo."
Clark annuì.
"E allora che aspetti?"disse l'allenatore "Guarda il tuo amico Ross.
Non ha un briciolo di talento,ma ha un cuore grande come una casa."
"Grazie."disse Pit "Ci provo."
"Mi ci faccia pensare."disse Clark.
" Whitney,vieni qua."disse lui e Whitney arrivò con Lana.
"Ciao,Clark."disse Lana.
"Ciao."disse Clark.
" Whitney,tu sei il capitano della squadra."disse l'allenatore "Per te Kent che farebbe in campo nella situazione imbarazzante in cui ci troviamo?"
"Farebbe faville."disse Whitney.
"Eppure...sembra che abbia paura."disse l'allenatore.
"Non è paura,vero Clark."disse Lana.
"È mio padre che..."disse Clark.
"Kent..."disse l'allenatore avvicinandosi "Viene il tempo in cui bisogna uscire dall'ombra del padre e diventare adulti per davvero.
Che cosa dici ora?
Sei pronto a diventare adulto?"
"Certo."disse Clark.
"Bene,ci vediamo in campo alle 3 in punto."disse l'allenatore andando via "Non fare tardi."
"Ehi,Clark...cosa dice tuo padre quando gli chiedi di poter giocare?"disse Pit mostrando l'orecchio destro e indicandolo con l'indice.
"Dice di no."disse Clark.
"Dice di no."disse Pit "Me lo ricordavo.
Chiamami dall'ospedale,d'accordo?"
Pit gli diede una pacca sulle spalle e andò via.
Whitney camminò con Lana.
"Va bene tra noi?"disse Whitney.
"Non si tratta di questo."disse Lana.
"Hanno sbagliato,non è così grave."disse Whitney.
"Hanno falsificato i test, Whitney!"disse lei fermandosi "Perché li giustifichi?"
"Perché sono miei amici."disse Whitney "Mi dici veramente che cos'hai?"
"Tutte le certezze che pensavo di avere a questo punto non mi sembrano più certezze."disse Lana.
"Con questo che cosa vuoi dire?"disse Whitney.
"So quanto ami giocare a football."disse Lana "Sei un bravo atleta e io tifo per te...anch'io voglio essere brava in qualcosa."
Jonathan aggiustò un generatore nel fienile,tramite chiave inglese.
"Aspetta un attimo...mi spieghi perché hai dovuto dire di si?"disse Jonathan.
"L'allenatore è come se non mi avesse dato scelta."disse Clark.
"Fammi indovinare...dopo un bel discorsetto ti ha detto "Sei pronto per diventare un adulto"?"disse Jonathan "Walter fa quel discorso ormai da 25 anni.
Lo so a memoria.
Andrai da lui domattina e gli dirai che non puoi giocare."
Jonathan andò verso un armadietto.
"Papà...ti prego non farmi questo."disse Clark.
"Mi dispiace Clark,ma ne abbiamo già discusso."disse Jonathan.
"Non è mai stata una discussione."disse Clark "Anche se dico che starò attento,non mi credi."
"Sta tranquillo,figliolo,ti credo,ma vedi il fatto..."disse Jonatnah tornando al motore.
"Ma cosa?"disse Clark "Sono abbastanza grande..."
"Sul campo molti fattori possono condizionare il tuo giudizio."disse Jonathan "Insomma,se t'arrabbi,anche solo per un attimo e magari provi ad impressionare una ragazza con una bella azione...qualcuno si può far male seriamente.
Clark tu sei al mondo per fare cose molto più importanti che vincere partite di football."
"Non ne posso più di essere punito per le doti che ho."disse Clark "Molti genitori andrebbero fieri di un figlio che è una stella del football."
"Figliolo...io sono fiero di te per il solo fatto che sie al mondo."disse Jonathan mettendogli una mano sulla spalla "Vedi non ho bisogno di gratificarmi con i tuoi successi sportivi."
"E perché dovresti."disse Clark mentre lui si allontanava "Tu hai giocato."
"Da me non l'avrai il permesso per giocare,però."disse Jonathan.
"Non mi serve."disse Clark "Giocherò a football senza il tuo permesso."
Il padre si voltò "E va bene."
Nello studio di Lex Luthor c'erano 3 uomini in giacca e cravatta di cui 1 nero.
Lex entrò nella stanza.
Indossava una maglietta viola,pantaloni neri,scarpe nere e un asciugamano intorno al collo.
"Ma guarda un po' chi si vede,i 3 magi."disse Lex "Salve,Dominik."
Lex andò a prendere da bere e Dominik lo seguì.
"Il tuo ritardo lo dobbiamo imputare ad una lezione di scherma o hai giocato a polo anche stavolta?"disse Dominik.
Lex rise con la bottiglia in mano "Ma non sono in ritardo.
Avevo cancellato la riunione,ricordi?"
"Tuo padre ha insistito molto perché venissimo qui a prenderti."disse l'altro.
"E quando lui ordina,voi abbaiate."disse Lex andando nella stanza accanto,dove ora era stato messo un biliardo e c'erano delle stecche sul muro.
"Hai letto i dati trimestrali?"disse Dominik.
"Si,lo ho letti."disse Lex prendendo una stecca "Siamo sotto le proiezioni del 20%."
"Tuo padre vorrebbe che prendessi una decisione drastica."disse Dominik.
"La prenderò."disse Lex toccando la stecca.
"Bene."disse Dominik "Allora posso dirgli che taglierai la tua forza lavoro."
"Al contrario."disse Lex andando al lato di un biliardo "Puoi dirgli che intendo aumentare la mia forza lavoro."
"E di quanto?"disse Dominik.
"Del 20%."disse Lex.
Dominik rise "Lex mi ha sempre divertito il tuo spiccato senso dell'umorismo,ma ora vedi di essere serio."
Lex guardò l'uomo,mentre era in posa per colpire la palla con la stecca "Devi spendere soldi per far soldi,Dominik.
Incrementando la produttività mentre i nostri concorrenti si ritirano...quando il settore si riavrà noi saremo...i padroni del mercato."
Lex colpì la palla.
"Tuo padre ti ha mandato a Smallville per riconvertire l'impianto e per comprare tutta la terra della zona!"disse Dominik.
"Mio padre mi ha mandato qui a Smallville perché ha sempre preferito circondarsi si automi che di gente che sfida le sue arcaiche maniere imprenditoriali!"disse Lex irato che si avvicinò.
"Temo che dovrò dirglielo questo."disse Dominik.
"Ti prego,fallo."disse Lex "E adesso la riunione è aggiornata."
Dominik si allontanò.
"Ad ogni modo,Dominik..."disse Lex e lui si fermò "...di a tua sorella che l'aspetto."
Dominik si voltò con rabbia e andò via.
Lana mise il vestito del gruppo a cui apparteneva dentro una scatola e la zia bussò,aprendo la porta.
"Lana,sei tornata presto,non sei alle prove con le altre?"disse la zia.
"Ho chiuso con quel ruolo."disse Lana.
"Ma ti piaceva stare nella squadra."disse la zia avvicinandosi "Cos'è successo?"
"C'è di meglio che imparare a memoria coreografie e agitare pon pon."disse Lana.
"E hai deciso così,all'improvviso?"disse la zia.
"Hanno scoperto l'imbroglio di 7 ragazzi della squadra di football."disse Lana "A Whitney l'ho detto,ma per lui non è grave.
Dice che l'uomo non è perfetto."
Lana prese la scatola e la mise nell'armadio a muro "E allora perché sfoggiare falsi sorrisi e stupidi costumi...per chi farebbe di tutto per vincere una partita."
"Ma non vale la pena lasciare la squadra per colpa di qualche mela marcia."disse la zia sedendosi sul letto.
"Ho preso una decisione zia Nell."disse Lana "Cosa c'è di male?"
"Niente,è solo che eri su una buona strada."disse la zia "Ma l'importante è che tu sia felice.
Cosa farai con questa ritrovata libertà?"
"Pensavo di lavorare,qualcosa del genere."disse Lana che si sedette"Con i soldi che guadagno durante le vacanze potrò andare fuori."
"Beh,puoi sempre venire in negozio a darmi una mano."disse la zia.
"Grazie zia,ma non cerco aiuto."disse Lana "Mi troverò un posto."
Clark scese in campo nel pomeriggio e andò vicino a Pit "Hai visto Lana?"
"No,ma c'è tuo padre."disse Pit.
Clark andò verso Jonatha che era seduto vicino al bordo "Vederti qui significa molto per me."
"Non approvo la tua scelta,Clark,sono qui solo per cercare di evitare il peggio."disse Jonathan.
Clark andò in campo,prese la palla,ma una serie di persone gli saltarono addosso e lui si lasciò cadere a terra.
"KENT!"urlò l'allenatore che gli prese il casco e lo fece alzare tenendolo per l'oggetto "BASTA GUARDARE LE TRIBUNE!
IO STO ALLENANDO TE E LA SQUADRA,NON TUO PADRE!
NON SEI IN CAMPO PER FARTI SCHIACCIARE,ARRABBIATI!
FAMMI VEDERE CHI SEI!"
L'allenatore andò via.
Clark si mise in posa e Whitney diede il via.
Clark prese la palla,2 gli corsero addosso e lui li scagliò a terra,semplicemente andandogli addosso,poi diede una spallata ad un altro che gli correva contro,spiccò un saltò enorme,superando un mucchio che teneva fermo un giocatore,mando a terra un altro,corse più veloce degli altri,mentre uno che lo inseguiva spiccò un salto,finendo a terra e mancandolo e segnò punto.
Jonathan si alzò e andò via.
"BRAVO KENT!"urlò l'allenatore "COSÌ SI FA!
QUESTO SI CHE VUOL DIRE DARCI DENTRO!"
Clark rimase dispiaciuto nel vedere il padre che andava via.
"Quel ragazzo è un fenomeno."disse una donna su 1 dei livelli dello stadio.
La sera seguente l'allenatore era seduto su una poltrona e guardava i video con Kent dentro.
Il preside lo raggiunse.
"Ah..."disse l'allenatore che spense il televisore "Come sta il mio tifoso più appassionato?"
"Uno dei giocatori accusati di aver presentato falsi test,mi ha confidato che ha fornito lei quei test."disse il preside che era in giacca e cravatta neri.
"Oh...e chi si sarebbe inventato questa bella storiella?"disse l'allenatore.
"Non sarò certo io a dirglielo."disse il preside.
"Immagino che avrà già contattato il comitato scolastico chiedendo di sospendermi."disse l'allenatore.
"Lei ha davvero amici in alto loco."disse il preside.
"Ma è naturale."disse l'allenatore ridendo "Li ho allenati io molti di loro.
Lei non ha capito.
Io qui sono un'istituzione.
Secondo lei chi ha più credito presso il comitato?
Un piccolo imbroglione che STA CERCANDO DI SALVARSI?...o l'uomo che ha guidato questa scuola alla vittoria PER 25 ANNI?"
L'allenatore batté il pugno sinistro sul tavolo.
"Uno di loro può non essere creduto."disse il preside accucciandosi in avanti "Ma se convinco tutt ragazzi a parlare,il comitato sarà costretto a sospenderla dall'insegnamento per il resto della sua vita."
L'allenatore sbatté il telecomando sul tavolo e la tv prese fuoco "LEI NON RIUSCIRÀ A TRASCINARMI NELLA POLVERE!"
I 2 si spaventarono,poi il preside lo guardò.
"Ma che diavolo succede qui?"disse il preside andando via.
Il preside si recò alla macchina e l'allenatore lo guardò dalle finestre.
"Ma chi ti credi di essere?"disse l'allenatore che chiuse gli occhi concentrandosi.
Il preside provò a mettere in moto l'auto,ma senza successo,poi il volante prese fuoco e anche il cambio della marcia.
Il preside provò ad uscire,ma trovò la maniglia arroventata e anche la valigia sul sedile opposto prese fuoco.
Clark e Pit uscirono da una porta.
"Dov'è finito tuo padre?"disse Pit.
"Beh,sai,doveva tornare alla fattoria."disse Clark che udì le urla del preside "Cerca aiuto!"
Pit corse dentro,mentre Clark corse verso l'auto,sfondò il vetro con un pugno,strappò lo sportello con le mani ed estrasse il preside svenuto,corse via e la macchina esplose.
I 2 caddero a terra.
Poco dopo Clark era al tavolo a casa sua e cenava.
La madre era al telefono "D'accordo,grazie?
A presto."
Marta riattaccò il telefono e andò a sedersi,vicino al marito "Il preside dovrà rimanere in ospedale almeno fino a lunedì."
"Sta meglio adesso?"disse Clark.
"Ha qualche bruciatura,una leggera intossicazione da fumo,ma sta...sta meglio adesso?"disse Marta.
"Può avervi visto qualcuno?"disse Jonathan.
"Non mi ha visto nessuno,papà."disse Clark "Ho detto ai paramedici che avevo le mani avvolte nel giubbotto quando l'ho tirato fuori."
"Fortuna che eri la."disse Marta.
"Beh,avevo perso un passaggio."disse Clark.
"Sta a sentire...ho visto come giocavi..."disse Jonathan alzandosi e portando il piatto con se "E ti dico che avresti anche potuto rompere le ossa a qualcuno."
Clark lo seguì con il suo di piatto "Ma il punto è che non l'ho fatto."
"Questa volta."disse Jonathan.
"Mi chiedo a che serve parlarne?"disse Clark che poggiò il piatto "Tanto nessuno mi crederà mai.
Comunque ho il ruolo che avevi tu."
Jonathan andò via.
"Non fatemi troppi complimenti,eh?"disse Clark che andò via.
"Mi chiedo come mai è così testardo."disse Jonathan.
"Già,chissà come mai."disse Marta che si sedette.
"Io non ero così testardo alla sua età."disse Jonathan.
"No,tu eri un figlio disciplinato che obbediva a suo padre e che non è mai scappato di casa per tentare la carriera del giocatore professionista."disse Marta mentre lui si sedeva.
"E così sei passato al nemico adesso."disse Jonathan.
"Jonathan,Clark non ha mai potuto giocare con gli altri in modo normale da quando è nato,niente competizioni, ne giochi di squadra e questo per paura che possa far male a qualcuno."disse Marta"È un adolescente adesso,diamogli una possibilità."
"Le sue doti implicano molta responsabilità."disse Jonathan.
"Qui non si tratta delle sue doti,ma del suo discernimento."disse Marta "Tu stai dicendo a Clark che non ti fidi di lui."
"Io mi fido di lui,non è questo il problema."disse Jonathan "Ma che succede se commette un errore?
Se qualcuno comincia a sospettare la verità?
Io non voglio che qualche estraneo si presenti qui all'improvviso e si porti via nostro figlio."
"Se non dimostriamo di fidarci non ce lo porterà via nessuno,perché alla lunga sarà lui ad andarsene."disse Marta mentre Jonathan beveva da una tazza.
La stessa notte Clark era per il paese con Chloe.
"Ragazzi la faccenda puzza."disse Chloe che indossava il capotto marrone lungo "Le auto non prendono fuoco spontaneamente."
Clark indossava la maglietta azzurra e Pit la felpa rossa e gialla.
"Gli sbirri parlano di corto circuito."disse Clark.
"Ho già il titolo dell'articolo: Sospensorio salva dalle fiamme il preside Quan."
"La finisci con la storia dei sospensori?"disse Pit entrando in un bar.
"È incredibile che i fari del venerdì sera abbiano accecato anche Clark."disse Chloe.
"Sto nella squadra di football,non in una setta."disse Clark.
"Chissà,forse vedrai anche me con dei pon pon in mano!"disse Chloe.
"Chloe,hai detto che i tuoi sogni sono o fare la giornalista o la pilota militare."disse Pit "Beh...spero che diventi pilota così non ammorbi più nessuno."
"Spiacente deluderti,farò entrambe le cose."disse Chloe.
Lana arrivò vestita da cameriera con penna e blocco "Puoi prendere io mio posto per quanto riguarda i pon pon."
"Lana,che cosa ci fai qui?"disse Clark.
"Vi servo da bere,spero."disse Lana che prese un vassoio con dei bicchieri.
Chloe la seguì "Aspetta,cos'è questa?
Una buona azione del tipo "faccio la cameriera per una sera"o roba simile?"
"Si,hai indovinato a parte la buona azione."disse Lana che mise il vassoio sul tavolo "Le mance sono molto gradite."
"Allora...sul serio lavori qui?"disse Clark.
"Ho persino il cartellino con il mio nome."disse Lana.
"Primo giorno?"disse Pit.
"Esatto."disse Lana servendo uno dei bicchieri.
"Dov'è la collana?"disse Clark.
"Norme della casa:niente gioielli,sandali o ciabatte."disse Lana.
"Così sembri...una cameriera."disse Clark.
Lana rise ed indietreggiò "Se solo sapessi che differenza c'è tra un latte caldo macchiato e un caffè latte."
"In questo caso prendo un caffè normale."disse Chloe che si tolse l'abito rivelando una maglietta azzurra aderente a mezze maniche.
"Ehi!"disse Pit "Per 3."
Il gruppo si sedette al tavolo.
"Guarda cos'ha lasciato?"disse Chloe dando il vassoio a Clark che le andò dietro.
"Lana,hai scordato questo."disse Clark.
"Grazie."disse Lana prendendolo "Mi è successo di tutto oggi."
"È sempre dura il primo giorno."disse Clark sedendosi vicino al bancone dov'era lei "E così hai chiuso come pon pon?"
"Sembri sorpreso."disse Lana.
"Non è come se tu avessi rapinato una banca,ma si."disse Clark "Ti piaceva quel ruolo."
"Anche mia madre aveva quel ruolo e anche mia zia."disse lei "Ho pensato che dovevo rompere con questo circolo vizioso."
"Cosa ne pensa Whitney?"disse Clark.
"È un tuo compagno di squadra,chiediglielo."disse Lana.
"Che buffo,il giorno in cui tu lasci il gruppo,io entro nella squadra."disse Clark "Speravo che ci saremmo visti di più io e te."
"Ho 4 turni la settimana,poi passare tutte le volte che vuoi."disse Lana.
"Lana?"disse la donna dietro bancone "Il tavolo 3 sta aspettando da bere da più di 5 minuti.
Se quelli se la prendono,ci rimetti la mancia."
"Ha ragione,mi scusi."disse Lana.
"Non ti scusare,sbrigati e basta.."disse la proprietaria andando via.
Clark si spostò.
"Clark Kent si è messo a giocare a football e Lana Lang fa la cameriera?"disse Chloe.
"C'è c'è di strano?"disse Pit.
"Niente."disse Chloe "Devo solo darmi un pizzicotto e tornare alla realtà."
"Ciao."disse Pit ad uno dei giocatori che andò a parlare con gli altri e gli disse che l'allenatore li voleva sul campo.
Il gruppo si alzò.
"Che stanno tramando gli imbroglioni?"disse Chloe.
"Non lo so."disse Pit.
Chloe si alzò e andò via "Ci vediamo domani."
"Chloe?"disse Clark.
"Tranquillo,ci vediamo domani..."disse Chloe che passò vicino a Lana "Ciao."
Lana urtò una persona e il vassoio gli cadde di mano.
Tutti applaudirono e lei rise.
L'allenatore era il mezzo al campo con il gruppo mentre le pompe a terra irroravano acqua"Congratulazioni!
Non ho mai visto un gruppo di ragazzi avere tanta onorevole stupidità.
Chi di voi ha vuotato il sacco?
Nessuno qui ha detto il preside Quan che sono stato io a passarvi quei falsi test?"
"Nessun college accetta chi viola le norme accademiche."disse uno di loro e l'allenatore si avvicinò.
"Allora sei stato tu,Trevor."disse l'allenatore che lo colpì al viso,mandandolo a terra "Chissà perché questo non mi sorprende."
Le pompe iniziarono a buttare fuori getti di fuoco,spaventando tutti.
"STATE CERTI...CHE NIENTE...E INTENDO NIENTE SI METTERÀ TRA ME E LA MIA EREDITÀ!"urlò l'allenatore "ADESSO ANDATE A CASA E TENETE LA BOCCA BEN CHIUSA!
AVETE CAPITO?"
Tutti annuirono.
L'allenatore si voltò e andò via.
Chloe scattò delle foto di nascosto.
Lionel Luthor entrò di prepotenza nella stanza di Lex aprendo le porte.
Aveva un lungo cappotto nero addosso,giacca nera,pantaloni neri,scarpe nere e cravatta nera.
Nella mano sinistra aveva un giornale.
"Congratulazioni,Lex."disse Lionel mettendo il giornale sulla scrivania "Hai un articolo sulla pagina economica."
Lex prese il giornale "A Dominik l'ho detto 2 giorni fa che l'avrei fatto."
"Si,è vero e il mio automa è venuto subito a riferirmelo."disse Lionel "Ma non credevo che fossi così stupido da metterlo in pratica."
"Allora perché non mi hai chiamato?"disse Lex.
"Noi abbiamo una regola nelle comunicazioni."disse Lionel "L'essere mio figlio non ti da il diritto ad un trattamento speciale."
"Credimi,non l'ho mai avuto."disse Lex.
"Questa manfrina dell'orgoglio ferito poteva funzionare con tua madre,ma non provarci con me."disse Lione che andò dalla parte opposta della scrivania e mise la mano sulla parte posteriore della sedia "Sai benissimo che cosa provo per te."
"Ecco perché amministro una fabbrica a Smallville."disse Lex.
"Lex...sai cosa scriveva Cesare ai figli a cui aveva affidato gli angoli più remoti dell'impero così che sapessero che il loro operato fosse valido?"disse Lionel.
"Faresti meglio a dormire la notte."disse Lex.
"D'accordo."disse Lionel che prese una spada "Ecco qual'è la mia proposta per uscire dal nostro problema.
Tireremo di scherma,se vinci tu porterai avanti il tuo piano,ma se vinco io,tu licenzi il 20% della tua forza lavoro.
La domanda a cui devi rispondere Lex è:sarò in grado di battere il mio vecchio?"
I 2 si misero le tute bianche da scherma ed iniziarono il duello.
Inizialmente Lionel indietreggiò,poi avanzò.
Lo scontro andò avanti per un po',poi Lionel rotolò sul biliardo ed evitò i colpi del figlio.
"Attento a come tiri,Lex."disse Lionel "Sei avventato,non calcoli le conseguenze."
"Se avessi voluto i tuoi commenti avrei comprato i tuoi libri."disse Lex.
Lionel rise ed avanzò "Tu non vedi il problema."
"Illuminami."disse Lex.
"Sei preda delle tue emozioni."disse Lionel "Hai sempre agito d'impulso."
Lionel riprese il combattimento e mise la spada sulla gola di Lex "E tutto ciò può essere un difetto fatale."
Lex cadde sulla poltrona.
"Voglio che quegli operai se ne vadano a mezzo giorno,domani."disse Lionel"La riunione è aggiornata."
La notte seguente Clark era nel fienile e indossava una maglietta rossa con sopra un numero bianco.
"Vai al raduno pre partita?"disse Marta arrivando.
"Come sto?"disse lei.
"Affascinante come tuo padre."disse Marta.
"Non devi farlo,mamma."disse Clark.
"Fare cosa?"disse Marta.
"Farci andare d'accordo per forza."disse Clark.
"Se i maschi della famiglia Kent non fossero così cocciuti non dovrei farlo."disse Marta.
"Stai dalla sua parte,allora."disse Clark.
"No,Clark."disse Marta "A tuo padre ho già detto che si comporta in modo irragionevole."
"Grazie."disse Clark.
"Non sto dicendo che tu sei un cavaliere senza macchia,per prendere decisioni proprie occorre essere preparati a convivere con i propri errori."disse Marta.
"Ti fidi di me,vero?"disse Clark.
"Io voglio fidarmi,Clark."disse Marta "Tuo padre ci arriverà.
Tu dagli solo tempo."
Le pon pon erano davanti al fuoco e recitavano le pose da assumere,mentre c'era della gente in maschera.
Chloe salì le scale della scuola e indossava il lungo cappotto nero,poi vide uno dei giocatori sotto una porta dello stadio.
"Perché mi hai chiamato?"disse il ragazzo "Che cosa vuoi?"
"Sapere se è stato l'allenatore a passarvi i falsi test."disse Chloe.
"Chloe,stanne fuori se non vuoi farti male."disse lui.
"Senti,io ti consiglio di parlare."disse Chloe che mostrò le foto degli idranti infuocati "In ogni caso questa domani va sulla prima pagina del Torch."
"Lasciami in pace."disse lui allontanandosi e lei andò via.
Il ragazzo si avviò all'auto e l'allenatore gli afferrò l'avambraccio destro con la mano ustionandolo e facendo sfrigolare la carne.
"Adesso rilasci persino interviste,Trevor?"disse l'allenatore "Ti credevo un po' più sveglio."
"Non le ho detto nulla!"disse lui "Era al campo ieri sera,ha una foto degli spruzzatori in fiamme!"
"D'accordo."disse l'allenatore che lo lasciò in ginocchio "Torna a casa.
Mi occupo io di lei."
Chloe si mise al computer e stava caricando la foto su un articolo scritto a computer.
L'allenatore era dietro una porta con gli occhi chiusi.
Il mouse e il video di Chloe presero fuoco,come la scrivania.
Lei si alzò e si allontanò,poi anche il pavimento prese fuoco e lei si avvicinò alla finestra.
Clark fu raggiunto da Pit vicino al fuoco.
"Ehi,hai visto Chloe?"disse Pit.
"No."disse Clark che iniziò a girare tra la gente e la vide alla finestra.
"CLARK!"urlò Chloe con dietro delle fiamme.
Lui iniziò a correre.
Chloe si mise il cappotto in testa ed iniziò a muoversi,saltando sulla scrivania infuocata,rotolandoci sopra e cadendo a terra,poi si liberò del cappotto in fiamme e corse verso la porta,ma le fiamme ci si misero davanti "Ma cosa…?"
Clark corse a super velocità nei corridoi e salì le scale.
"Oh mio Dio!"disse Chloe terrorizzata.
"CHLOE!"urlò Clark che arrivò alla porta e le fiamme si spensero non appena l'allenatore aprì gli occhi.
"Chloe!"disse Clark entrando.
"Clark!"disse lei che lo abbracciò.
L'allenatore andò via.
Poco dopo i 2 erano tra i resti della stanza.
Clark prese un giornale bruciato "Il Torch brucia come una torcia...mica male come battuta?"
Chloe rimase seria.
"Volevo solo strapparti un sorriso."disse Clark posando il giornale.
"Questo è più di un incendio doloso,è come se il fuoco sapesse cosa stessi facendo."disse Chloe camminando nella stanza con lui.
"E credi che ad alimentarlo fosse l'allenatore."disse Clark.
"Analizziamo i fatti."disse Chloe "Il preside Quan apre un'indagine sui test truccati e l'allenatore tenta di friggerlo dentro l'auto,poi uno dei giocatori vuota il sacco e lui li minaccia tutti con spruzzatori lancia fiamme,io sto per pubblicare la foto e la redazione va in fiamme."
"Credi che l'allenatore sia implicato nello scandalo?"disse Clark "Andiamo Chloe."
"Lui vuole vincere a tutti i costi la sua duecentesima partita,così gli daranno un posto nel pantheon dello sport liceale."disse Chloe seguendo Clark fino ad una scrivania.
"Hai un'altra copia della foto?"disse Clark.
"No e non so come recuperare il file."disse Chloe.
"Non abbiamo prove."disse Clark.
"Trevor Chappell."disse Chloe.
"Lui che può dirci?"disse Clark.
"Sono certa che è lui quello che ha vuotato il sacco."disse Chloe "Può dirci tante cose,lo so,ma...ha paura di parlare con me,però ho idea che con te si aprirà senza timori."
Lex era seduto nel bar di Lana che arrivò e lo trovò a leggere delle cartelline.
"Lana?"disse Lex "Ma che succede?
Zia Nell ti ha messo alla porta?"
"Ho scelto di essere una lavoratrice."disse Lana.
"Buon per te."disse Lex "Sono certo che farai carriera in poco tempo."
"Sarà,ma per ora ho battuto il record dei piatti rotti in un solo giorno."disse Lana.
"Allora portami il cappuccino in una tazza infrangibile."disse Lex.
Lana sorrise e in quel momento incontrò Clark che era appena entrato "Guarda chi si vede!
La nuova stella del football liceale.
Questo lo vedremo domani sera.
Hai visto in giro Trevor?"
"No,non è passato."disse Lana.
"Come ti vanno le cose,qui?"disse Clark.
"Oggi è uno di quei giorni in cui vorrei urlare."disse Lana.
"Beh,per quel che vale ti vedo bene in questo lavoro."disse Clark.
"Per quel che vale mi dispiace che non potrò vederti giocare domani sera."disse Lana "Ragazza nuova,peggiori turni.
Allora che ti porto da bere?"
"Posso avere del caffè?"disse Clark.
"Arriva subito."disse Lana che andò.
"Grazie."disse Clark che si mise seduto sulla poltrona davanti a Lex.
"Si dice che Clark Kent giochi nella nella squadra di football."disse Lex.
"Si dice il vero."disse Clark.
"Congratulazioni."disse Lex "Tuo padre sarà felice."
"Veramente è infuriato."disse Clark "E mi vieta di giocare.
Insomma non lo capisco mio padre,vuole che prenda decisioni mie,ma quando lo faccio,mi da sempre addosso."
"Così tu rimani fuori finché presumi che sia andato a letto per evitare l'imbarazzante silenzio che ti aspetterebbe a casa."disse Lex.
"Come lo sai?"disse Clark.
"I Luthor hanno scritto libri sull'imbarazzante silenzio."disse Lex.
"A cosa stai lavorando?"disse Clark.
"Ah...cerco di capire su quali poveretti dovrò calare la scure."disse Clark "Mio pare vuole che licenzi il 20% dei miei operai."
"Può cambiare idea?"disse Clark.
"Quando si mette in testa qualcosa è impossibile che cambi idea."disse Lex.
"Se può consolarvi,dovevate vedere la faccia di mia zia quando ha capito che facevo questo lavoro."disse Lana "Sono indiscreta,ma non stavo origliando."
Lana si sedette accanto a Clark.
"Siamo sulla stessa barca."disse Clark.
"No,no,la vostra barca sta a galla e naviga,mentre la mia sta affondando."disse Lex che brindò "Voi 2 mi avete ispirato."
"Oh già."disse Clark "Entrando nella squadra di football e versando caffè.
Bella coppia di ribelli che siamo."
"Lunga vita alla rivoluzione."disse Lana e Lex bevve.
Lei si alzò "Com'è?"
"Perfetto."disse Lex non tanto convinto.
"Bene."disse lei andando via.
"È quello che hai ordinato?"disse Clark.
"Non esattamente."disse Lex.
Il giorno dopo Clark entrò nella casa di Trevor "Trevor?
Sono Clark Kent,ti devo parlare."
Indossava un giaccone blu,maglietta grigia,jeans blu e scarpe nere.
"Vattene o quello ritorna."disse Trevor accucciato in un angolo.
"L'allenatore Walter."disse Clark posando lo zaino.
Intorno a Trevor c'era un cerchio di estintori.
"Se s'arrabbia sono guai."disse Trevor.
"Ma cosa ti ha fatto?"disse Clark mettendosi in ginocchio.
"Mi ha strapazzato alla grande,sai...a me e agli altri."disse Trevor "Si crede nostro padre o peggio ancora.
Comunque è così che si giustifica.
Un giorno dopo che avevo sbagliato un passaggio mi ha massacrato.
Poi mi ha portato a casa."
"Perché non l'hai detto a nessuno?"disse Clark.
"Ha minacciato di espellermi dalla squadra."disse Trevor "E di non aiutarmi a superare i test."
"Vi ha dato i test di matematica?"disse Clark.
Trevor annuì.
"Posso aiutarti,Trevor."disse Clark.
"QUESTO ME L'AVEVA DETTO ANCHE IL PRESIDE E GUARDA COM'È FINITO!"disse Trevor.
"Cosa ti sei fatto al braccio?"disse Clark.
"Niente,mi sono scottato con la marmitta."disse Trevor guardando le fasciature"Non è niente!"
"Fammelo vedere,Trevor."disse Clark e lui gli fece vedere il livido bruciato a forma di mano.
"Non so come fa,ma se parlo quel pazzo dell'allenatore mi frigge."disse Trevor.
Walter era in sauna e Clark aprì la porta.
"Kent perché non sei negli spogliatoi?"disse l'allenatore.
"Non scenderò in campo questa sera e neanche lei."disse Clark.
"Senti,non so che diavolo di problema ai,ma non t'azzardare a tirarti indietro."disse l'allenatore.
Le pietre iniziarono ad illuminarsi di luce verde e Clark si guardò la mano che divenne piena di venature,poi si appoggiò all'entrata.
"Ho visto cosa ha fatto a Trevor."disse Clark.
"Trevor doveva tenere la bocca chiusa!"disse l'allenatore che si alzò e gli andò vicino.
Clark iniziò a sentirsi male per davvero.
"Che ti succede,Kent?"disse l'allenatore "Non sopporti il caldo,eh?"
L'allenatore gli diede un pugno alla pancia,poi lo afferrò e lo scagliò contro una parete facendogli dare una testata.
Lui cadde a terra rovesciando la scatola dove c'erano le pietre che si dispersero sul pavimento.
Clark non riuscì ad alzarsi.
"Adesso,scusami,ma ho una partita da vincere."disse l'allenatore che andò via e chiuse la porta a chiave,poi guardò dal vetro e lo vide a terra.
Clark provò a rimettersi seduto,ma non ci riuscì.
L'allenatore andò alla partita che iniziò.
Marta e Jonathan arrivarono allo stadio.
"Chloe!"disse Marta.
"Buona sera,signori Kent."disse Chloe "Come va?"
"Anche i più cinici di Smallville cambiano idea allora."disse Marta.
"Stasera,niente polemiche personali,sono venuta per fare il tifo a Clark."disse Chloe.
"Noi pratichiamo la sua stessa filosofia."disse Marta.
"Dov'è Clark?"disse Jonathan.
"Non so,l'ho cercato prima della partita,ma non l'ho visto,credevo fosse con voi."disse Chloe.
Clark afferrò una pietra e la tirò contro la porta.
Jonathan corse verso Pit,seduto ai bordi del campo e l'allenatore lo vide "Ehi,Pit..."
"Salve."disse Pit.
"Hai visto Clark."disse Jonathan.
"No e non so dov'è finito."disse Pit.
"Jonathan,conosci le regole."disse l'allenatore "A bordo campo niente genitori."
"Sto cercando Clark."disse lui.
"Se lo trovi digli che mi serve qua."disse l'allenatore "E io che speravo avesse la stoffa del vincente."
Chloe camminò a bordo campo con aria sospettosa.
"Non l'ha visto nessuno."disse Jonathan.
"L'allenatore sta mentendo."disse Chloe.
"Mi dici che succede,Chloe?"disse Jonathan.
"Venga,cerchiamo Clark."disse Chlo si incamminarono.
"Negli spogliatoi vado io,tu guarda nella scuola."disse Jonathan.
"Io torno fra 5 minuti."disse l'allenatore.
"Ma siamo a metà partita."disse l'altro.
"Tu chiama gli schemi e basta!"disse l'allenatore che corse dietro ai 2.
Clark tirò un'altra pietra e incrinò il vetro,poi prese un'altra pietra e lo sfondò,poi svenne.
"Clark?"disse Jonathan "Clark?"
Jonathan vide i vetri rotti e lo vide a terra,così provò ad aprire la porta "Clark!"
Alla fine l'uomo sfondò la porta con un calcio,soccorrendolo "Clark!
Come stai?"
"Sono frammenti di meteorite."disse Clark.
"Andiamo!"disse Jonathan che lo portò fuori.
L'allenatore lo colpì alla testa con l'estintore,poi Clark si voltò e parò l'estintore con gli avambracci e con un calcio fece volare l'allenatore contro una vetrata che si frantumò.
Lui andò a sbattere su una panchina e poi cadde a terra.
Clark uscì dalla stanza "Allenatore,a lei serve aiuto."
"Quello che mi serve è vincere la partita."disse l'allenatore.
"È tardi per questo."disse Clark.
L'allenatore chiuse gli occhi e un muro di fiamme apparve alle spalle di Clark e uno davanti.
Il ragazzo camminò tra le fiamme,terrorizzando l'uomo.
"Com'è possibile?"disse l'allenatore.
Clark si tolse il giaccone in fiamme "È nei miei geni."
L'allenatore sferrò un destro,ma Clark si abbassò,poi lo scagliò contro il muro delle docce.
L'allenatore si rialzò.
"Hai perso,allenatore."disse Clark "Arrenditi."
L'allenatore urlò a squarcia gola e dalle docce uscirono getti di fiamme che lo incenerirono.
Lionel tornò nella villa la stessa notte con una cartellina in mano.
Indossava lo stesso vestito.
"2 viaggi in una settimana?"disse Lex alzandosi ed avvicinandosi "Sono esterrefatto."
"Cos'è questa?"disse Lionel mostrando la cartellina.
"La mia nuova proposta."disse Lex "Voglio ridurre del 20% percento i costi di gestione senza licenziare nessuno."
"Lex,ti avevo detto con chiarezza di ridurre la forza lavoro."disse Lionel.
"Perché?"disse Lex "Con questo piano non passiamo per cattivi."
"Non è questo il punto."disse Lionel.
"Attento,papà,ti stai emozionando."disse Lex che prese le spade "Me la concedi la rivincita?
O temi di non riuscire a battermi ancora?"
"Ne avrai una sola."disse Lionel.
"Una sola cosa?"disse Lex.
"Una sola occasione di sfidarmi."disse Lionel.
Lex rise "Non capisco cosa detesti di più:il fatto che il mio piano funzioni o il fatto che non sei stato tu a pensarlo?"
"Tieni a mente,gli imperi non si erigono solo con la contabilità."disse Lionel.
"Papà...nemmeno immagini cosa sono capace di fare."disse Lex.
Clark uscì con il padre dalla scuola.
"Mi dispiace che non hai giocato."disse Jonathan.
"Eri qui solo per evitare il peggio."disse Clark.
"Io sono venuto per fare il tifo per mio figlio."disse Jonathan.
"Certe cose che ho detto,erano fuori luogo."disse Clark.
"Senti,figliolo,chiariamo una cosa:io mi fido di te,anche se credo che ci sarà sempre una parte di me che avrà paura."disse Jonathan "Ma questo è il mestiere di genitore."
"Grazie papà."disse Clark che si recò al centro del campo.
"Che pace c'è adesso."disse Lana e lui si voltò.
"Ciao."disse Clark "Ma non dovevi lavorare?"
"Mi sono appena licenziata."disse Lana "Non sono tagliata per servire ai tavoli."
"Mi dispiace."disse lui "E tua zia che dice?"
"Che a questo punto dovrei prendere in considerazione il mio rientro nel ruolo precedente."disse Clark.
"Parenti."disse Clark "Che ci vuoi fare?"
"Mi hanno detto dell'allenatore."disse Lana"Molto strano."
"Ha vinto la sua duecentesima partita e non l'ha neanche vista."disse Clark.
"Continuerai a giocare?"disse Lana.
"Il football non fa per me."disse Clark "Sai,mio padre giocava,mio nonno giocava.
Forse dovrei rompere con questo circolo vizioso."
"Breve carriera la tua."disse Lana "Perché hai cambiato idea?"
"Non lo so."disse Clark "Sai una volta sul campo ho capito che non ero abbastanza motivato."
"Mi dispiace."disse Lana.
"Che ci vuoi fare?"disse Clark "È la vita."
"Adesso come stai?"disse Lana.
"Mi sta venendo voglia di urlare."disse Clark.
"Perché non farlo?"disse Lana.
"Fare che cosa?"disse Clark.
"Urlare."disse lei"Lo facciamo insieme,ti va?"
"Dici sul serio?"disse lui e lei annuì "Lo facciamo al 3 allora.
1.
2.
3."
I 2 si misero ad urlare.
