Durante la notte aveva nevicato ed ora il sole risplendeva sul ghiaccio che si era formato sui tetti, sulle auto parcheggiate nei vialetti, sull'erba del giardino. Piper ripensò a quella serata che aveva trascorso passeggiando, prima di andare da Pitt e di ritrovare Alex.
La stava aspettando seduta al tavolo del soggiorno, con una gamba sulla sedia e l'altra giù, come faceva di solito quando era pensierosa. Mentre Alex preparava la cioccolata erano rimaste entrambe in silenzio.
Quando Alex portò in tavola due tazze fumanti di cioccolata, si sedettero l'una di fronte all'altra e Alex decise che avrebbe parlato per prima di quello che era successo in tutto quel tempo in cui non si erano viste. Parlò di Sylvie, del loro rapporto, di come aveva messo una pietra sopra quella storia che andava trascinandosi ormai da troppo tempo, di come aveva deciso di parlare con Xavier, dopo tanto tempo e di come lui era riuscito a farle capire che quella non era la vera Alex e che prima di fare delle scelte, avrebbe dovuto rimettersi in carreggiata, doveva ripartire da sé stessa.
"Mi hai fatto molto male quando mi hai detto che saresti andata via e che tra di noi era tutto finito", disse Piper.
"Lo so, ma era necessario, perché volevo che tu dimenticassi quella persona, quella persona che pensava di proteggerti, anche se in realtà tu non avevi bisogno di nessuna protezione. Credevo che l'unica cosa in pericolo in questa relazione fosse la mia carriera, ma in realtà, anche tu avevi qualcosa da perdere se qualcuno lo avesse saputo", Piper la guardò con un sorriso di comprensione.
"Quindi avevo bisogno di allontanarmi da te, anche fisicamente, perché sapevo che starti vicino non mi avrebbe aiutato a riordinare i miei pensieri e la mia vita. Sapevo che se ti avessi vista ogni giorno, anche per un istante, camminare nei corridoi dell'università o nel cortile, sapevo che non avrei resistito molto e sarei venuta da te. Per questo decisi di accettare quel lavoro ad Harvard e di stare lontana da te, anche se sapevo che mi sarebbe costato caro lasciarti, ma almeno lì avrei potuto decidere in modo lucido quello che davvero desideravo, potevo sentire e mettere alla prova i miei sentimenti per te", Piper capì che Alex era davvero cambiata, e preferiva di gran lunga questa che le stava parlando che quella precedente.
Raccontò di come aveva conosciuto Arizona, che si era dimostrata una buona amica.
"Ci sei andata a letto?", chiese in tono tranquillo Piper, mentre sorseggiava la sua cioccolata.
"No, ma mi ha baciato…"
"E?", disse Piper, non rendendosi conto di stringere la tazza più del dovuto.
"E non c'è stato un seguito"
"Perché?", Piper voleva vedere se Alex aveva il coraggio di dire quello che lei immaginava, voleva che avesse il coraggio di dire cose che potevano sembrare scontate. Abbiamo evitato di dire troppe cose l'una all'altra perché pensavamo di ferirci o chissà che altro, adesso è tempo di dire qualsiasi cosa, pensò.
"Perché non eri tu. Non mi dispiaceva quel bacio e con Arizona avevo instaurato un ottimo rapporto fin dall'inizio. Adoravo la sua compagnia, ma non era te. Quel bacio che non andò oltre fu la conferma che quello che volevo eri tu". Ora gli occhi di Alex sorridevano guardandola e la sua presa sulla tazza si allentò.
Alex raccontò di come l'aveva vista baciarsi con un ragazzo quella sera che aveva deciso di andare a casa sua, della chiamata fatta subito dopo ad Arizona perché arrivasse a darle una mano e di quella sera da Pitt, in cui lei ed Arizona fingevano di essere una coppia e che lei l'avrebbe sicuramente raggiunta in bagno, per evitare che si ripetesse, con Arizona, quello che era successo a loro due.
"Mi conosci davvero bene", disse Piper.
"Assolutamente"
Piper le si avvicinò per darle un bacio, ma Alex la fermò.
"No mia cara, baci e quant'altro verranno dopo quello che mi devi dire tu. Prima il dovere e poi il piacere"
"Alex Vause che rifiuta tutto questo? Sei proprio cambiata!"
"Ah-a. Non ci casco. Forza. Parla"
Il racconto di Piper si concentrò praticamente su come aveva deciso di frequentare Larry, pensando che se si fosse fidanzata con lui, sarebbe riuscita a dimenticarla. Ammise che la cosa funzionò per un breve periodo, che credeva davvero di averla dimenticata, ma che quel castello di carta che si era creata crollò immediatamente quando l'aveva rivista da Pitt.
"E ci sei andata a letto?", Alex glielo chiese nello stesso modo in cui prima, Piper, le aveva rivolto la domanda.
Piper aveva pregato che non gliela facesse. In un sibilo di voce, ma senza smettere di guardare Alex negli occhi, disse : "Sì".
Il silenzio che passò tra i loro occhi era agghiacciante. Nessuno delle due però abbassò lo sguardo.
"E?"
"E cosa?"
"E quindi?"
"Quindi niente. L'ho fatto perché pensavo che fosse l'unica cosa da fare, l'unica cosa che fosse in grado di spazzarti via dalla mia testa"
"Ma?", anche Alex voleva sentire quelle parole che sembravano scontate.
"Ma invece è stato solo un gesto buttato via. Quando abbiamo finito non mi era rimasto nulla. Nulla se non tu. Avevo fatto qualcosa perché speravo che tu te ne andassi dal mio cuore, ed invece l'unica cosa che vi era rimasta eri proprio tu. Sei sempre stata tu", Piper aveva detto quelle ultime parole quasi urlando e qualche lacrima le scendeva dal volto. Alex l'abbracciò ancora prima che finisse di parlare.
"Non deve essere stato facile per te"
"No, non lo è stato. Mi sentivo uno schifo"
"Lo so"
"Tu eri andata via"
"Sì, ma ora sono qui"
"Solo per ora?"
"Per sempre"
Si abbracciarono forte.
"Ora possiamo smettere di parlare?"
"Sì, ma prima dimmi solo una cosa, Piper"
"Cosa?"
"Cosa intendi fare con Larry?"
Piper si staccò da Alex perché voleva guardarla negli occhi.
"Credo che gli dirò le cose come stanno. Che l'ho preso in giro, che ero, o meglio, che sono innamorata di qualcun altro. Che l'ho usato solo per dimenticare qualcosa che sapevo non avrei mai potuto dimenticare. Lo so, sembrerò senza cuore e sicuramente mi odierà quando glielo dirò, ma dopo tutte queste bugie, gli devo la verità, tutta la verità". Alex l'accarezzò.
"Non sono stati facili questi mesi, ma siamo cresciute tutt'e due", Piper sorrise.
"Devo darti una cosa", disse Alex. Andò verso la sua borsa, rovistò unpo' e poi ne estrasse un foglietto che porse a Piper.
"Che cos'è?", le chiese mentre lo apriva.
"E' una lista di canzoni. Queste sono più o meno tutte le canzoni che stavo ascoltando quando pensavo a te, quando eravamo insieme oppure quando fantasticavo su noi due…"
"Davvero? Sì, avevo cominciato a scriverla quando ero ad Harvard..."
"L'hai tenuta nonostante quello che ti avevo detto quella sera?"
"Sì…"
"Vediamo un po'… "Bette Davis Eyes", Kim Carnes…"
"Quella è per la prima volta in cui ti ho vista al bar…"
" "Follow your heart", Scorpions…"
"Il primo bacio che ti diedi in quel bagno…"
" "Drinfting further away" dei Powederfinger…"
"Per quando mi hai baciata sotto le stelle e poi abbiamo visto insieme l'alba…"
" "Only you" di Yazoo…"
"Quando abbiamo fatto colazione la mattina dopo..."
" "Goodbye to yesterday" di Elina Borg e Stig Rasta…"
"Oddio quella è stata per quando ho scoperto di essere la tua insegnante!"
"Come dimenticare quel momento! "Seven wonders", Fleetwood mac…"
"Quando mi hai trovata al nostro solito posto e ma hai chiesto di portarti a casa mia…"
"Certo che ti ricordi proprio tutto…"
"Everything…"
" Dai, "Honey, honey" di Feist…"
"Per la prima volta che abbiamo fatto l'amore…", Piper arrossì.
" "What's up", di 4 no blondes…"
"Dopo che te ne sei andata, quando hai visto Sylvie…"
"Forse per quel momento io avrei scelto "Fuck you!"…"
"Non hai tutti i torti…", e risero.
" "Before it breaks", Brandi Carlile…"
"Quando ti ho salutata prima di andare ad Harvard…"
"Salutata… quando mi hai piantata lì come un'imbecille…"
"Quando ti ho piantata lì come un'imbecille…"
"Ecco, diciamo le cose come stanno! Ma dai! Perché anche quel momento? Era triste!"
"Sì, ma eravamo insieme…"
" "Comes and goes", Greg Laswell…"
"Mentre camminavo per andare all'università a Boston…"
" "Live in the bedroom", Tim Moxam…"
"Quando decisi di tornare qui…"
" "World spins madly on", the weepies…"
"Sull'aereo del ritorno…"
" "It's time", Imagine dragons…. Questa posso indovinare per quale momento l'hai messa?"
"Vai…"
"Quando hai visto che mi sono baciata con Larry e hai capito che dovevi far qualcosa per riprendermi"
"Esatto!"
"Lo sapevo… "A mirror without", dei Royal wood…"
"Non te lo ricordi?"
"Non la conosco in realtà…"
"Mai sentita?"
"No..."
"La davano quella sera da Pitt, quando sei arrivata in bagno…"
"C'è la musica nel bagno di Pitt?"
"Non te n'eri accorta nemmeno tu allora!"
" "Cannonball", Damien Rice…"
"Nei giorni che hanno seguito quell'incontro prima di Natale…ah aspetta, ne manca una…", Alex prese il foglietto, cercò una penna e vi scrisse sopra qualcosa.
"Ora è completa", disse, dando di nuovo a Piper il biglietto.
" "With the notes in my ears", Peter Broderick.."
"Ieri notte, quando… ", Piper le appoggiò una mano sulle labbra.
"Non dirlo", le prese il viso tra le mani e la baciò.
"Alex, balliamo sulle note di quella canzone anche stanotte?".
Alex sorrise e la spinse in camera da letto. I loro corpi scivolano e si incontravano come se fossero un tutt'uno, come se non si fossero mai separati, come se insieme stessero ballando una danza che durava da sempre.
In piena notte il telefono di Piper squillò. Rispose. Era sua madre.
"Mamma, cosa succede?"
"Piper…", la sua voce era incrinata.
"Mamma? Cos'è successo?"
Alex si svegliò. Vide Piper al telefono, in silenzio. Qualche secondo dopo, Piper riattaccò e rimase immobile sul bordo del letto.
"Piper, tutto bene?", Piper non si mosse.
"Piper…", Alex si tirò su e accese la luce.
Piper si voltò verso di lei. Stava piangendo, in silenzio.
"Mia nonna. E' morta".
