CAPITOLO 35

Lo Sguercio si aggrappò ad Andy prima di cadere esanime e trascinandolo a terra insieme a lui.

«Andy!» Sharon si avvicinò e lo aiutò ad alzarsi. Vide che aveva una grande chiazza di sangue sulla camicia. «Andy!»

«Tranquilla, non è mio…sto bene, sto bene!» disse lui prendendole il viso tra le mani per farla calmare.

Anche lei gli prese il viso e si baciarono avidamente, disperatamente, noncuranti di tutti i colleghi accanto a loro. Si baciarono per lunghi secondi, sentivano di far addirittura fatica a respirare ma non riuscivano a staccarsi. L'adrenalina aveva preso il sopravvento.

«Scusami per averti trattata con sufficienza prima, non volevo mancarti di rispetto» disse Andy a fatica mentre continuava a baciarla con foga.

«Scusami tu…sono stata una stronza…qualsiasi cosa faccia riesco sempre a ferirti…mi dispiace Andy, mi dispiace…»

Poco dopo Sharon riuscì a staccarsi dalle labbra di Andy, così calde ed umide e, ancora in preda all'agitazione, iniziò a gridargli contro e a spintonarlo dandogli delle pacche sul petto «Sei un incosciente! Avrebbe potuto ucciderti! Come ti salta in mente di gettare la pistola e avventarti addosso a lui cercando di disarmarlo! Tu sei pazzo Andrew Flynn!» quando Sharon chiamava qualcuno per nome e cognome significava che era veramente fuori di sé.

«Qui lo dico e qui lo nego, il capitano ha ragione, Flynn. Sei un folle!» aggiunse Provenza avvicinatosi per controllare che il suo amico stesse bene.

«Mi dispiace ragazzi, ho agito d'impulso ma per fortuna è finita bene» disse Andy «ora preoccupiamoci di interrogare immediatamente Sbronza e Il Secco, dobbiamo farci dire dove si trova l'agente Marble, il figlio di Bonnie e le altre ragazze sequestrate.»

Il capo Howard si avvicinò a loro.

«Capitano Raydor, portiamo i due in centrale per interrogarli e anche le ragazze per avere le loro testimonianze. Vi aspettiamo là.»

«Sì. Grazie.» Rispose lei.

Una volta giunti in centrale, i due malviventi furono messi in carcere per la notte, in modo da farli cuocere a fuoco lento, come era solito dire Provenza. Era certo che il giorno dopo sarebbero stati più…collaborativi. E non si sbagliava. L'indomani furono interrogati e non ci volle molto perché vuotassero il sacco. Sbronza e Il Secco erano due codardi, e ora, senza il loro capo, ancora di più. Grazie alle informazioni che loro avevano dato agli agenti in cambio di uno sconto sulla pena per traffico di esseri umani, spaccio di droga, rapimento ed estorsione, l'agente Marble, il piccolo Gregory e le altre ragazze sfruttate vennero ritrovati e messi in salvo.

Erano stati due giorni lunghi e stressanti. Ma erano finalmente giunti al termine.

In serata, infatti, la squadra della Crimini Maggiori e l'FBI si erano riuniti in ufficio per festeggiare l'esito positivo dell'operazione.

Tutto è bene ciò che finisce bene? Quasi. Quando Sharon vide entrare alla Crimini Maggiori il capo Taylor la sua espressione dapprima felice, cambiò. Lui la stava fissando in modo serio, in un modo che non lasciava presagire nulla di buono. Le fece un cenno con la mano e Sharon si fece largo tra i colleghi avvicinandosi a lui.

Andy notò che Sharon si era allontanata dal gruppo e la seguì con lo sguardo finche la vide parlare con il capo Taylor.

«Capitano Raydor, dobbiamo parlare. Ora.» Il tono di Taylor era severo. Quelle parole provocarono in Sharon un brivido lungo la colonna. Si aspettava una ammonizione per non aver informato il suo superiore della relazione iniziata con un suo sottoposto ma, dal suo tono, capì che c'era di più.

Il capo Taylor aprì la porta del suo ufficio e fece entrare prima Sharon, nonostante fosse noto per essere uno stronzo di prima categoria sapeva anche comportarsi da gentiluomo. «Prego, capitano, si accomodi.»

Lei prese posto su una delle due poltrone in pelle di fronte alla scrivania di Taylor mentre lui si sedette di fronte a lei. Sharon si sentì in ansia, il cuore aveva iniziato a batterle più forte, riusciva a percepirlo mentre palpitava nel suo petto e improvvisamente provò un leggero dolore allo stomaco accompagnato da una sensazione di nausea. Aveva ben chiaro in mente che la aspettava una bella ramanzina, se non addirittura una nota disciplinare. Essere giudicata da un suo superiore per la sua relazione personale la metteva a disagio, la faceva sentire esposta e violata nella sua vita privata, era l'ultima cosa che avrebbe voluto, era ciò per cui aveva pregato Andy di non far parola con nessuno di quel che stava accadendo tra loro. Le cose però non sempre vanno come uno si aspetta e lei lo sapeva bene…

Continua…