Fossi in te Evergreen comincerei a correre e correre e correre e non mi fermerei nemmeno se per puro caso dovessi sbucare nella dimensione di Edolas.

Titania

So you wanna play with magic
Boy, you should know what you're falling for
Baby do you dare to do this?
Cause I'm coming at you like a dark horse
Are you ready for, ready for
A perfect storm, perfect storm
Cause once you're mine, once you're mine
There's no going back

(Dark Horse - Katy Perry)

Era notte fonda quando Erza arrivò per la prima volta alla gilda di Fairy Tail. L'edificio era chiuso e spento, e non filtrava nessuna luce dalle finestre, ma la ragazzina rimase comunque molto colpita dal suo aspetto. Si trattava di un colosso di pietra a tre piani che ricordava vagamente l'incrocio tra un castello, una pagoda ed il palazzo di un nobile stravagante. Chissà per quale ragione in cima alla gilda c'era anche una campana e per finire un grande stendardo arancione con il simbolo dorato della fata che sventolava in alto; lo stesso simbolo che zio Rob aveva tatuato dietro la schiena. Sembrava davvero qualcosa saltato fuori da una favola o dai sogni di uno scrittore, con le sue belle tegole rosse e le tante lampade che lo adornavano. Anche se c'era solo la luce della luna e delle stelle ad illuminarla, Erza pensò che Fairy Tail fosse bellissima e che sotto il sole i suoi colori sarebbero stati di certo ancora più belli. Perfino in piena notte la struttura emanava una sorta di energia positiva e di calore ed Erza non osava nemmeno immaginare come sarebbe stata di giorno, piena di gente e di maghi. Non c'era alcun dubbio: quello era proprio il posto da sogno di cui lo zio Rob le aveva parlato tante volte, quello dove lui ed i suoi vecchi amici trascorrevano le giornate ridendo spensierati.

- Sicura ancora di volerlo fare? - A riportarla alla realtà ci pensò la voce un po' incerta di Kagura.

Con lei c'erano ancora Jellal e tutti i suoi vecchi amici ma non sarebbero rimasti lì ancora a lungo.

- È l'unica opportunità che abbiamo. -

Avevano giurato che avrebbero dato insieme la caccia a Tartaros e che avrebbero finalmente sconfitto E.N.D. per prendersi la loro libertà, ma non avevano alcuna possibilità di riuscirci se si fossero limitati a vagare senza meta per le città di Fiore. Era per questo che Erza e Ultear avevano deciso di fare qualcosa in più. Erza sarebbe entrata a far parte di Fairy Tail per raccogliere informazioni sulle gilde oscure attive nella regione, Ultear invece si sarebbe dedicata alla ricerca di un modo per infiltrarsi nel Consiglio di Magia del paese. Erza aveva pensato di utilizzare la storia delle Torre del Paradiso e di Rob per commuovere il master e convincerlo a farla entrare in gilda anche se era soltanto una ragazzina.

- Ma non devi farlo per forza! Io non voglio che vai via! -

Erza fu costretta a serrare l'amica in un abbraccio per farla zittire. Kagura le si aggrappò forte ai vestiti premendole la faccia contro la spalla per trattenere i singhiozzi. Prima che potesse rendersene conto anche Simon l'aveva stretta, serrando entrambe con le sue grandi braccia - Ci mancherai Erza. Siamo sempre stati insieme fin da quando siamo nati, prima a Rosmary e poi alla Torre. Le cose senza di te non saranno le stesse ma ti conosco bene e ho fiducia in te, so che te la caverai anche senza di noi. - Il ragazzo prese la sorella per le spalle per convincerla finalmente a staccarsi dall'abbraccio ma l'attimo dopo fu Millianna quella ad afferrarla. - Abbi cura di te, sorellona! -

Anche Sho annuì, si stava sforzando di trattenere le lacrime e di comportarsi come un ragazzo grande ma la sua espressione diceva tutt'altro. Wally invece aveva perso tutto il suo solito self control ed era ritornato quello dei tempi della Torre, singhiozzando come un matto. Hoteye invece non la finiva più di farle raccomandazioni. La piccola Meredy fu costretta a farsi largo tra la calca per raggiungerla e darle anche lei un abbraccio.

- È vero che da questo momento in poi ci vedremo meno spesso, ma questo addio non è per sempre. - Concluse alla fine Ultear tendendole una mano - Ho un regalo per te. - Adagiata sul suo palmo c'era una piccola sfera di cristallo, non più grande di una pallina da tennis. - Questo è un pezzo della mia lacryma, puoi usarla per contattarci quando vuoi. Prendila e usala per farci sapere come vanno le cose qui; contattaci appena ti sarai ambientata. Ah e poi c'è un'ultima cosa che volevo dirti: dove pensi di andare vestita così? -

Erza chinò lo sguardo rimirandosi gli abiti - Che hanno di strano i miei vestiti? -

- Cosa ti ho insegnato sul far pietà agli altri? Se ti presenti in quel modo nessuno crederà alla storia che sei una schiava scappata. Millianna tira fuori gli artigli. -

- Cosa? - Erza non riuscì nemmeno ad opporsi, prima che le amiche le fossero addosso, strappando e imbrattando di polvere i suoi vestiti. Per un attimo tutto quel solletico le fece dimenticare la tristezza e la costrinse a scoppiare a ridere, così forte che le lacrime cominciarono a scenderle lungo le guance.

Pochi minuti dopo la strategia di Ultear era completata ed Erza sembrava davvero uguale a come quando era scappata dalla Torre, lacera e con i capelli arruffati. Se il suo obiettivo, oltre a quello di farla sembrare miserabile, era anche quello di metterla di buon umore, Ultear c'era di sicuro riuscita.

- E mi raccomando non scordare le lacrime! A fiumi! - Si raccomandò alla fine l'altra ragazza.

- Ci rivedremo presto, Scarlet. - Jellal fu l'ultimo a salutarla dandole bacio sulla guancia ed Erza arrossì come un peperone tra le risatine dei loro amici.

Non c'era un'anima viva a quell'ora in giro per Magnolia, così nessuno poté assistere al loro addio. Quando Makarow arrivò il mattino dopo per aprire i cancelli, trovò Erza rannicchiata accanto all'ingresso, con gli occhi lucidi e le guance rigate di lacrime. - Tu sei il master? Per favore fammi entrare! I miei amici mi hanno abbandonata ma zio Rob mi ha detto che qui c'è posto per tutti! - Erza non avrebbe mai dimenticato la faccia che fece Makarow al suono di quel nome, ma non avrebbe mai scordato nemmeno il sorriso che le fece subito dopo, accarezzandole la testa - Sì, ti ha detto il vero: qui a Fairy Tail abbiamo spazio per tutti! Io sono Makarow, ma tu come ti chiami, piccolina? -

Era vero che Erza ancor prima di appartenere a Fairy Tail apparteneva ad un'altra famiglia, quella di Crime Sorcière, ma era altrettanto vero che si era affezionata a quella gilda. Voleva bene a tutti i suoi compagni e al master che l'aveva accolta a braccia aperte ed era proprio quella la ragione per cui non poteva tollerare chi come Laxus, infangava il nome di Fairy Tail e minacciava quelli che ne facevano parte. Era vero che non aveva il diritto per ergersi a guardiana della gilda, ma allo stesso tempo non poteva negare quello che le diceva il suo cuore. A volte Erza si domandava cosa sarebbe successo se i suoi amici avessero scoperto la verità e l'idea le faceva così paura che ogni volta si sforzava di cancellare il pensiero. Le piaceva illudersi che se fosse stata attenta non avrebbero scoperto mai nulla.

- Erza - chan! - La maga non aveva tempo per chiacchierare ma la voce di uno dei pescatori lungo il fiume la costrinse lo stesso a fermarsi. L'uomo stava rammendando le reti in compagnia della moglie ed entrambi avevano un'espressione preoccupata stampata sul viso. - Si può sapere cosa sta succedendo? I tuoi amici della gilda stanno combattendo in giro per la città! Una di loro è passata poco prima di qui con un pistolero alle calcagna! -

- Mi dispiace per il disagio che stiamo causando, ma ci stiamo preparando alla parata di questa sera. -

- Sono dei preparativi molto strani ... -

- Sì sono mortificata, ma ci faremo perdonare con lo spettacolo. Mi raccomando non mancate! - Erza stava proprio per rimettersi a correre a caccia di Evergreen, quando realizzò che forse aveva qualche speranza di trovarla più velocemente. - Avete detto di aver visto una delle mie amiche. Per caso era una maga con gli occhiali? Aveva addosso un vestito piuttosto appariscente? -

Quando il pescatore annuì, capì di aver intercettato la pista giusta. - DA CHE PARTE È ANDATA? -

- Ve ... verso la spiaggia ... -

- Bingo! -

L'attimo dopo Erza stava già correndo sulle tracce della sua preda: non le avrebbe di certo permesso di scappare tuttavia, quando la ragazza sboccò alla foce del fiume, l'unica cosa che trovò ad attenderla sulla spiaggia fu la figura esanime di Alzak. Il povero cowboy giaceva pietrificato sulla sabbia ma con la sua pistola magica ancora saldamente stretta in pugno. Povero Alzak ... Contro quanti compagni aveva combattuto pur di arrivare lì? Erza sapeva perché aveva lottato tanto disperatamente: il mago in passato le aveva confessato di essere innamorato di Bisca ma di non avere il coraggio per dichiararsi. Non sapeva che Bisca le aveva confessato la stessa identica cosa qualche giorno dopo. Erza avrebbe sempre voluto dargli un consiglio, spiegargli come comportarsi, dirgli che l'amore era più semplice di quello che gli sembrava, ma non aveva alcun diritto nemmeno per fare questo. Quelli di Fairy Tail conoscevano soltanto il suo lato stoico e la sua dedizione al lavoro. Così come nessuno l'aveva mai vista senza armatura, nessuno l'aveva mai vista in compagnia di un uomo e nessuno sapeva dell'esistenza di Jellal. Povero Alzak! Ma Erza non avrebbe deluso le sue aspettative. Evergreen era vicina, ne era certa anche se non poteva vederla. E non appena l'avrebbe sconfitta, il suo incantesimo sarebbe stato sciolto.

Ma dove si era cacciata? Voleva forse tenderle un'imboscata?

La spiaggia attorno a lei era completamente deserta, non c'era nessuno quel giorno nonostante il clima di festa, perché la maggior parte delle attrazioni era in centro. L'unica cosa che le faceva compagnia era il dolce rumore delle onde e della sabbia sotto gli stivali.

Il master le aveva detto che Freed aveva piazzato trappole in tutta Magnolia ma Erza non si accorse di essere capitata in uno dei suoi tranelli, fino a che non vi mise piede dentro. All'improvviso un cerchio di rune si accese tutt'attorno a lei, coprendo una vasta area, innalzandosi verso l'alto come una barriera lucida, simile al vetro. Impresse sulla parete c'erano soltanto due cose scritte:

Regola numero 1- Nessuno può lasciare la barriera se prima uno dei concorrenti non viene sconfitto.

Regola numero 2 - Nessuno può usare armi.

- Cazzo! - Erza si affrettò ad evocare una delle sue spade ma la sua magia non si attivò nemmeno. Quel bastardo l'aveva incastrata! Per fortuna che il cerchio di rune non diceva niente delle armature oppure si sarebbe trovata completamente nuda.

- Ahahaah! Ci sei cascata in pieno! - Quella voce acuta e odiosa. Erza chiuse rapidamente l'occhio sinistro, girandosi nella direzione da cui proveniva ed ecco Evergreen, seduta comodamente sulla chiglia di una barchetta capovolta sulla sabbia.

- Si può sapere come accidenti hai fatto a liberarti dal mio incantesimo? Anzi no, non voglio saperlo. Così è più divertente ... - La maga si abbassò leggermente gli occhiali, ma non accadde nulla ed Erza rimase ferma al suo posto a fissarla, dritta negli occhi - Ho un trucco. -

- Quel trucco? - Ed Evergreen si ritirò su gli occhiali, ridendo a squarciagola - Come pensi di battermi con un solo occhio? -

- Oh, Evergreen sapessi quanta gente ho battuto usando solo quest'occhio! -

- E senza spada? - Purtroppo le abilità di Evergreen non si limitavano semplicemente a quelle di pietrificare gli avversari. Qualcuno l'aveva definita una mitragliatrice vivente.

- Fairy Bomb: Gremlin! - Non appena la maga mosse una mano qualcosa colpì Erza a tutta velocità, esplodendo al contatto. - Non ti ho mai sopportata, lo sai? Ti fai chiamare Titania, ma io sono l'unica che si merita il titolo di regina della fate! - Evergreen rise a squarciagola ma quando il fumo si dissolse e la sabbia tornò a depositarsi a terra, fu costretta a notare con un certo disappunto che Erza era ancora al suo posto. Aveva sostituito la sua armatura con una più resistente e si era coperta il viso con le braccia. La corazza si era ammaccata e deformata in più punti ma aveva resistito ugualmente. - Mi chiedevi come intendo cavarmela senza spada ... Corpo a corpo Evergreen! Fatti sotto se non hai paura di romperti le unghie! - E senza perdere altro tempo questa volta Erza scambiò la corazza con una di quelle più leggere che aveva, aumentando allo stesso tempo la sua velocità.

Per un istante Evergreen esitò, turbata dinnanzi a tanta determinazione ma poi mosse di nuovo le braccia.

- Ah sì? Fammi vedere come schivi la mia mitragliatrice ad aculei! Fairy Machine Gun: Leprechaun! -

Erza poteva scansarsi, oppure cambiare di nuovo armatura, fermarsi e parare il colpo, ma non voleva perdere un'occasione come quella. Buona parte degli aculei andò a conficcarsi dritta nel metallo e nelle porzioni più scoperte del suo corpo, ma in compenso la maga riuscì lo stesso ad afferrare la sua preda per una spalla.

- Pensi davvero che due aghi possano farmi paura? Andiamo Evergreen! Jose mi ha colpita in pieno con un cannone! - L'attimo dopo un pugno colpì Evergreen sul naso accompagnato da un rumore di vetro rotto ed un calcio la prese allo stomaco, buttandola sulla sabbia.

- Che mi hai fatto!? - Lo strillò arrivò subito dopo, mentre Evergreen si copriva la faccia con una mano. Quando alzò gli occhi quello che rimaneva degli occhiali le cadde sulla sabbia. Tra le dita le scorreva del sangue. - Sei davvero un mostro! Non ti meriti il titolo che hai! - E giù un'altra raffica di proiettili esplosivi, così tanti che per qualche istante sulla spiaggia non si vide più niente se non sabbia che schizzava da tutte le parti. Evergreen non si aspettava che ad un certo punto qualcosa l'afferrasse per i capelli e la schiantasse con a terra. Le esplosioni si interruppero di colpo, mentre Erza le torceva un braccio dietro la schiena e faceva ben attenzione a tenerle la faccia premuta nella sabbia. In condizioni normali Evergreen sarebbe scappata facilmente, avrebbe messo le ali e se la sarebbe filata a tutta velocità, ma a quanto pare la maga aveva fatto un errore di calcolo intrappolando anche se stessa nella barriera di Freed.

- Mettiamo una cosa in chiaro Evergreen. - Le sussurrò lentamente Erza all'orecchio - Non ho mai desiderato diventare la regina delle fate, non ho nemmeno la più pallida idea di chi e perché mi abbia affibbiato il nomignolo di Titania. Ma se hai davvero intenzione di diventare tu la prossima, allora è meglio che cominci ad allenarti seriamente invece di pensare a vestirti come una drag queen. - Quando Erza le permise finalmente di alzare la testa tirandola di nuovo per i capelli Evergreen inspirò profondamente, cercando allo stesso tempo di liberarsi la bocca dalla sabbia.

- Lasciami subito! Lasciami! Non lo sai che i miei occhi hanno un altro potere? Io posso controllare anche a distanza le mie vittime! Se non ti arrendi immediatamente riduco tutte le statue in polvere! -

- Fallo Evergreen. - Ed a quel punto Erza la costrinse a girarsi afferrandola per il bavero del suo stravagante vestito, un sorriso sadico stampato sulle labbra. - Fallo ed io ti mostro un lato di Erza che nessuno ha mai visto prima ed è sopravvissuto abbastanza per raccontarlo. Non ho bisogno di spade per ammazzarti come vedi. -

Fu a quel punto che Evergreen deglutì a fatica, tutta la sua arroganza dissolta nel nulla.

- E per la cronaca preferisco farmi chiamare Scarlet. - L'attimo dopo un ultimo pugno ferrato stordì completamente Evergreen ed Erza mollò la presa, lasciandola precipitare a terra completamente svenuta. Come il corpo della maga toccò la sabbia la barriera attorno a lei si dissolse, riducendosi in mille frammenti, come un vetro rotto.

Ora le rimanevano solo tre avversari e per quelli nessuno le avrebbe più impedito di usare la spada.