Author's note: Ecco a voi un nuovo capitolo, spero vi piaccia! Prima di rispondere qui alle recensioni che mi avete lasciato, anticipo che la canzone finale che canta Lydia è Superstar di Taylor Swift! Grazie a tutti come sempre per il vostro supporto!
hybrid: Aww, grazie mille davvero! Visto, non vi ho fatto aspettare tantissimo! Spero ti piaccia anche questo nuovo capitolo, fammi sapere ;)
Guest: Haha, lo so, il regalo è un duro colpo, persino per me, a pensare come mi sentirò quando effettivamente scriverò quelle scene! Grazie mille davvero!
IrisLopez: Uh, è bello leggerti di nuovo tra le recensioni ;) Grazie mille come sempre, spero che anche questo capitolo sia di tuo gradimento! Fammi sapere!
Qualche informazione prima che iniziate a leggere:
-Posterò contemporaneamente sia la versione italiana che inglese, di questa storia! (So, if you're not italian but you would like to read this story, go check in my profile and you'll find there the english version!)
-Il titolo della storia, "Anything but Ordinary" l'ho preso dall'omonima canzone di Avril Lavigne. Il testo è citato all'interno del primo capitolo e molte frasi verranno utilizzate come nomi dei capitoli. Se non l'avete mai ascoltata, andate a cercarla su youtube: io la adoro e poi è la cosa che ha ispirato questa storia!
-Ovviamente (e purtroppo!) Dean Ambrose o qualsiasi altra Superstar WWE che verrà nominata all'interno della storia non appartengono a me, ma a loro stessi! Solo la protagonista, Lydia, è di mia invenzione e quindi ne detengo i diritti. Sono miei anche altri personaggi secondari, ma capirete da voi chi essi siano. E, ovviamente, l'intera storia, che è frutto della mia fantasia!
-Presenti linguaggio forte, violenza e scene di sesso.
-Come sempre, vi invito nel mio Tumblr BLOG dedicato a questa storia! Seguitemi, se vi va: troverete disegni, immagini, gifs e tanto altro relativo alla storia! (www . anythingbutordinaryff . tumblr . com)
Ed è tutto: buona lettura!
36. It was the night things changed
«… e quindi penso che potrei accettare, è un'ottimo passo avanti per la mia carriera, no?» stava dicendo Renee Young a Dean quando Lydia e Joe si avvicinarono al tavolo.
Jon distolse immediatamente l'attenzione dalla biondina, per rivolgere un sorriso pigro a Lydia, che si era lasciata scivolare accanto a lui.
«Hey, eccoti qui.» la accolse, passandole un braccio attorno alla vita e stringendola a sé, per poi baciarle una tempia «Dove sei stata?»
Lydia arrossì, indicando la pista da ballo. «Ero lì, a scatenarmi con gli altri. Tu non sei venuto a ballare, mr. Ambrose?»
Renee si irrigidì, ferita dall'essere stata così bellamente ignorata da Jon, non appena quella ragazzina aveva fatto la sua comparsa.
Ma che aveva di così speciale? Non era bella né attraente… e decisamente non era il tipo di Ambrose.
Jon stava ora ridendo sotto i baffi. «Io non ballo, Sunshine.» rispose, nascondendo un nuovo sorriso dietro il boccale di birra.
«Ma come? E' tutte quelle mosse che fai sul ring?» lo punzecchiò lei divertita.
«Quali mosse…? Io… Io non ballo.» stabilì Jon, scrollando la testa e lasciando che i capelli calassero a coprirgli la fronte.
«Sì, invece! Ondeggi sempre con le spalle e con le braccia, così!» Lydia si dimenò da seduta, improvvisando un'imitazione di Dean Ambrose, che fece scoppiare a ridere Joe.
«Hey, amico: ha ragione, lo fai!»
«Io non ondeggio!» protestò Jon, corrugando la fronte e cercando di reprimere un sorriso «Vi sembro per caso Norman Smiley?»
Lydia ridacchiò ancora e annuì, così lui le lanciò un'occhiataccia e le afferrò il mento in una mano.
«Come osi! Io non ondeggio né ballicchio sul ring, chiaro?» asserì duramente, ma nei suoi occhi c'era una luce divertita.
«Sìssignore, chiarissimo!» Lydia ridacchiò ancora. Doveva ammettere di sentirsi un po' allegrotta: forse, dopo tutto, quel cocktail non era più frutta che alcool e lei era già al terzo!
«Brava.» rispose Jon e le stampò un rumoroso bacio sulla bocca, avvolgendole poi le spalle con un braccio e tenendola stretta a sé, mentre beveva un altro goccio della sua birra.
Renee Young aveva osservato la scena con espressione dura e gelida: li odiava, insieme. Non c'entravano nulla, l'uno con l'altra! Come poteva Jon aver scelto lei? Che cosa gli dava? Che cosa avevano in comune? Ed ora… se la ritrovava pure tra i piedi in WWE! Ma certo, ti sei già presa il ragazzo che amo, vuoi anche prenderti il mio lavoro? Stupida smorfiosetta…
«Renee, tutto bene?» la voce scura di Joe la riportò alla realtà, costringendola a distogliere lo sguardo dalla coppia di fronte a sé. Il Samoano la stava fissando con un'occhiata intensa delle sue iridi grige, scrutandola in viso molto, troppo, attentamente.
Renee forzò un sorriso sulle labbra rosse. «Sì, perché?» chiese candidamente, sbattendo gli occhioni.
Joe fece spallucce. «Mi sembravi piuttosto… concentrata.»
«Tranquillo, ero solo assorta nei miei pensieri, sto bene!»
«Se lo dici tu…»
«Hai le guance rosse e gli occhi lucidi.» stava mormorando Jon a Lydia, sfiorandole le gote bollenti con le dita «Sei ubriaca, little fighter?»
Lydia scosse la testa. «Ma ti pare? E' solo il terzo, che bevo, non sono così forti!» lo liquidò semplicemente «Tu, piuttosto, che bevi?» chiese curiosa.
Di nuovo, le rimbombarono le parole di Renee di poco prima.
"Ho già ordinato la tua birra preferita!"
Come a rinfacciarle che lei sapeva qual era. Tsk! Ora lo avrebbe saputo anche lei.
«Una Guinness.» rispose Jon, avvicinando il bicchiere alle sue labbra «Vuoi assaggiare?»
Lydia annuì e bevve un sorso, storcendo poi le labbra in una smorfia. «E' amara.» protestò, avendo ancora sulla lingua il sapore dolcissimo del suo cocktail.
Jon ridacchiò e scosse il capo. «Sei adorabile.» mormorò, premendo di nuovo le labbra contro la sua tempia.
«Perché non mi piace la tua birra?» chiese lei divertita, guardandolo dal basso con un broncio.
«Nope, perché hai un baffo bianco buffissimo sul labbro superiore, Sunshine.» la prese in giro.
«Cosa? Puliscimi!» protestò come una bambina, dandogli un colpetto sul petto.
Jon alzò gli occhi al cielo e passò il dito sopra il suo labbro, raccogliendo la schiuma della birra. Poi, senza mai smettere di guardarla, con iridi così intense che lei si sentì quasi risucchiare da esse, si portò l'indice alla bocca e lo succhiò lentamente.
Dio… Jonathan Good era il sesso fatto uomo.
E il maledetto bastardo lo sapeva e giocava ogni carta in suo favore.
Lydia sentì lo stomaco attorcigliarsi e un sospiro tremante lasciò le sue labbra. Arrossì ancora di più.
«Ora sei pulita, Sunshine.» mormorò poi, con voce roca e sensuale, ghignando perché si era ben accorto della reazione che aveva scatenato in lei.
«G-grazie…» balbettò Lydia, abbassando lo sguardo.
«Come ho detto, adorabile.» ripeté divertito.
Renee aveva osservato tutta la scena ed ora aveva una mano stretta in un pugno sotto il tavolo.
«Vuoi andare a prendere qualcosa da bere, Ren?» chiese Joe con delicatezza, sporgendosi per sfiorarle un braccio.
La biondina si riscosse e lo guardò, come se non lo vedesse. «Sì, come ti pare.» disse debolmente, alzandosi e seguendolo al bancone del bar.
Non era finita. Aveva solo bisogno di ricomporsi. E di allontanarsi da quei due. Jon così zuccheroso le dava la nausea.
«Finalmente ha capito!» sbuffò Jon, con fare esasperato.
Lydia gli lanciò un'occhiata incuriosita. «Chi?»
«Joe. Volevo che smammassero e…» la strinse a sé, facendole poggiare le gambe di traverso sulle proprie cosce «Che ci lasciassero soli.»
Lydia arrossì di nuovo e gli poggiò una mano sul petto. «Ah sì? E perché?»
Jon ghignò. «Così potevo fare questo…» si abbassò verso di lei e premette le labbra sulle sue, baciandola dolcemente.
Le sue labbra erano morbide e sapevano di birra, ma a contatto con le sue avevano comunque un sapore fantastico. La sua lingua si infilò all'interno della sua bocca e carezzò quella di lei, una sensazione ruvida, ma di assoluto dominio, che le fece immediatamente perdere il contatto con la realtà.
Ogni volta che Jon la baciava, era come se non perdesse occasione per ricordare che la possedeva. Che lei era sua.
Quando si separò da lei, con quel solito sorrisetto arrogante stampato sulle labbra, Lydia lo fissò, gli occhi ancora più lucidi. «E non potevi farlo lo stesso?» sussurrò, senza più fiato.
«Sì.» rispose Jon, stringendosi in una spalla «Ma non mi piace avere spettatori. A me piace tenermi la mia privacy… non come qualcun altro.»
Jon guardò divertito verso la pista e Lydia seguì curiosa il suo sguardo: in mezzo alla folla di gente che ballava al ritmo della musica elettronica che aveva invaso il locale, c'era…
«Ma quello è… Seth?» sussurrò, corrugando la fronte.
Seth Rollins se ne stava avvinghiato alla biondina di poco prima, in un atteggiamento molto più che intimo. Si strusciavano l'un l'altra, senza ritegno alcuno, ballando come se fossero soli, in quella sala.
«Yep.» fece Jon, sfiorandole distrattamente un braccio.
«Ma… ma lui non… non è fidanzato con…»
«Leighla?» ridacchiò Jon «Sì. Ma gli piace divertirsi, quando lei non può vederlo.»
«Oh.» Lydia storse il naso, un po' contrariata «E non ha paura che… qualcuno possa fargli una foto?»
«Con queste luci? Non si vede ad un palmo dal naso, Sunshine. Non si vedrebbe nulla. E poi, stanno solo ballando, in fin dei conti. Non si stanno mica baciando.»
«Secondo me, quello che stanno facendo, è peggio che baciarsi.» commentò Lydia, non riuscendo a staccare gli occhi da loro.
Anche nell'oscurità, poteva notare quanto bella fosse la ragazza che stava ballando con lui: aveva lunghi capelli dorati, la pelle abbronzata e il corpo degno di una modella di Victoria's Secret. Il vestitino bianco che indossava era tanto attillato da sembrare una seconda pelle, ma le stava un incanto. Con le decoulté argentate che indossava, era alta più di Colby.
«Aw, come sei pudica.» la prese in giro Jon.
Lydia mise il broncio e scosse il capo, distogliendo finalmente lo sguardo e tornando a guardare il suo ragazzo, che aveva una luce divertita negli occhi.
«Non credevo che Colby fosse il tipo da…»
«Tradire spudoratamente la sua donna?» concluse Jon per lei, sollevando un sopracciglio.
«Lo fa davvero?» chiese lei curiosa, ma poi ritrattò «Non che siano affari miei.»
«No, infatti non lo sono.» rispose Jon duramente, ma poi il suo sguardo si ammorbidì di nuovo «Leighla e Colby hanno… una relazione un po' complicata. Vivono lontani per più di metà anno e lui è sempre in giro, circondato da tentazioni. E' normale che qualche volta ceda, è un uomo. La carne è debole.» aggiunse, bevendo un altro sorso di birra.
E' normale che qualche volta ceda, è un uomo.
Lydia deglutì e si irrigidì. «Wow, parole rassicuranti da dire alla tua ragazza.» mormorò.
Jon la fissò stupito, poi assottigliò lo sguardo. «Perché, cosa ho detto di male, Sunshine?» domandò ingenuamente.
Sì, Jonathan Good non sapeva proprio un tubo di relazioni, questo era evidente.
«Quindi, per te è normale tradire la propria ragazza, solo perché si hanno tante tentazioni intorno?» chiese, stizzita, incrociando le braccia al petto.
«Hey, è tradire solo se ti beccano.» rispose Jon serafico.
«Quindi, se io non ti becco, tu ti puoi scopare un'altra?» chiese acidamente, sentendosi improvvisamente arrabbiata.
Non avrebbe voluto dirlo così, ma forse non c'era assolutamente un modo più carino per dirlo.
E poi, era anche un pochino colpa dell'alcool.
Jon spalancò gli occhi e sbiancò, rendendosi conto solo in quel momento della gaffe che aveva commesso, per proteggere l'amico. «No! Oh, cazzo… io non…!»
«Tu non, cosa, Dean?» sibilò lei.
Era proprio incazzata.
Jon non ebbe il tempo di rispondere o provare a giustificarsi, perché in quel momento tornò Dolph al tavolo e si sedette accanto a Lydia, ignorando del tutto il fatto che i due volessero magari avere un po' di privacy.
«Stanno per fare il karaoke!» annunciò, con un'allegria che Jon trovò oltremodo irritante «Perché non ti iscrivi, babe?»
Lydia si voltò verso Nick, sorridendogli candidamente e voltando le spalle a Dean, la cui espressione divenne ancora più dura e nervosa. Non c'era più alcuna traccia di divertimento, ora, nei suoi occhi blu.
«Uhm… no, io non credo sia una buona idea, Nick…» disse, un po' a disagio.
«Oh, non fare la timida, ora! Stasera sei andata in diretta mondiale come ring-announcer speciale di Monday Night RAW! Non puoi vergognarti per una canzoncina al karaoke in un pub sconosciuto di Oklahoma City!» protestò Dolph.
«Ha ragione, Ziggler! Ragazza, tu DEVI cantare!» si intromise Naomi, arrivando dalla pista da ballo in quel momento, con uno dei gemelli Uso che le teneva un braccio attorno alle spalle «Io e Jon ci siamo appena iscritti! Devi farlo anche tu! Lydia ha una voce meravigliosa, noi l'abbiamo sentita cantare al compleanno della figlia di Roman: ha un dono, non è vero, Ambrose?» trillò entusiasta.
Jon si riscosse e guardò Trinity. «Uhm, già.» concordò distrattamente.
Era ancora troppo impegnato ad incenerire Dolph con lo sguardo.
Dal canto suo, Ziggler lo stava completamente ignorando, i suoi occhioni azzurri puntati su Lydia, che si stava nervosamente torturando le labbra, cercando di cavarsi d'impaccio.
«Ragazzi, io non…»
«Oh, avanti! Non farti pregare, babe! Su, canto io con te! Andiamo ad iscriverci!» Nick non le diede neanche il tempo di protestare, perché l'afferrò per mano e la trascinò via.
Sotto lo sguardo furioso di Jon.
«Canto io con te…!» Dean scimmittiò acidamente Dolph, tirando un calcio alla panchina e sbuffando «'Fanculo!» imprecò poi a denti stretti, finendo la birra con tre lunghi sorsi e sbattendo il calice sul tavolo.
«Tutto bene?» chiese la voce dolce di Renee, riprendendo finalmente posto accanto a lui.
Jon la guardò di traverso, un'occhiata gelida. «Che bevi?» le chiese bruscamente.
«Oh, è un…»
«Non importa, posso?» chiese, allungandosi verso di lei e scrutandola con quegli intensi occhi blu che erano sempre in grado di farle tremare le ginocchia… e il cuore.
«S-sì, certo…» rispose Renee, arrossendo furiosamente.
Jon ghignò e le sfiorò le dita con le proprie, togliendole il bicchiere dalla mano e bevendo un lungo sorso. Spalancò gli occhi e le restituì il bicchiere.
«Che roba è?» chiese, facendo una smorfia.
«Passion Fruits.» rispose Renee timidamente «Non ti piace?»
«E' dolcissimo.» disse lui, leccandosi lentamente le labbra.
E sa di Lydia.
Sierra. Hotel. India. Echo. Lima. Delta.
The SHIELD.
All'improvviso, la theme song dei mastini della giustizia riempì il breve silenzio tra la fine di una canzone e l'altra. Renee si guardò intorno, confusa.
«Lo senti anche tu?» domandò, chinandosi verso Jon per farsi sentire, perché adesso una nuova canzone techno aveva riempito la sala.
Jon annuì brevemente e i suoi occhi si puntarono sulla borsa tracolla di Lydia, abbandonata sulla sedia assieme al suo cappottino nero.
Solo lei poteva avere quella suoneria.
Senza farsi problemi, afferrò la borsa, che vibrava, e aprì la zip, afferrando il cellulare.
«Dean, non dovresti…» tentò Renee, ma lui la zittì con un gesto della mano.
«E' il telefono della mia ragazza, posso eccome.» rispose duramente e Renee abbassò lo sguardo e deglutì, mortificata.
Jon fissò lo schermo.
Chiamata in arrivo… B.
Deglutì e prese un profondo respiro: che doveva fare? Rispondere? Ignorare la chiamata?
«Dean…?» Renee lo richiamò, preoccupata dal cambio d'espressione che aveva assunto il suo viso: ora sembrava furioso.
Con un gesto secco, Jon schiacciò il pulsante rosso, rifiutando la chiamata, e si mise il cellulare di Lydia in tasca, sotto gli occhi curiosi della ragazza.
Rimasero in silenzio, con Dean che fissava nervosamente il vuoto e teneva entrambe le mani strette sul tavolo e Renee che lo guardava di sottecchi, chiedendosi cosa fosse successo da renderlo così nervoso.
Chi era B?
All'improvviso, le luci stroboscopiche della sala si spendero ed un singolo faro illuminò un palco, rimasto nella penombra fino a quel momento.
«Signore e signori, diamo ufficialmente inizio al karaoke!» annunciò il DJ «Chiunque volesse cantare un brano e non si fosse ancora iscritto, può farlo a quel tavolo laggiù! Non siate timidi e buon divertimento!»
Jon venne distratto dai suoi pensieri, perché la maggior parte di coloro che stavano salendo sul palco erano Superstars o Divas e questo gli fece momentaneamente dimenticare di B. e del perché avesse deciso di chiamare Lydia proprio quella sera.
Si esibirono le Bellas, cantando Ooops I did it again di Britney Spears, seguite da Naomi e Jimmy Uso, che cantarono Accidentally in Love e poi…
«Bene, ora chiamamo sul palco Nick e Lydia! Un bell'applauso di incoraggiamento, su!»
Jon tornò di nuovo di cattivo umore, mentre la mascella si induriva ed una mano si chiudeva nuovamente in un pugno. I suoi occhi, ora fissi sul palco, bruciavano di rabbia.
Lydia stava sorridendo con quella sua dolcezza spensierata, i capelli un po' arruffati e le guance rosse. Nick la guardava divertito, standole vicino, troppo vicino. Diedero loro due microfoni e poi partì la base di 22 di Taylor Swift.
Jon si ritrovò a sorridere appena, immaginando che fosse stata proprio lei a scegliere quella canzone.
«It feels like a perfect night to dress up like hipsters and make fun of our exes, uh uh, uh uh.» cominciò Dolph.
Lydia sorrise e poi attaccò con la seconda strofa. «It feels like a perfect night for breakfast at midnight, to fall in love with strangers, uh uh, uh uh!»
«Yeah! We're happy, free, confused, and lonely at the same time.» cantarono in coro «It's miserable and magical! Oh, yeah! Tonight's the night when we forget about the deadlines… It's time! Uh oh!I don't know about you!» Lydia indicò Dolph e poi se stessa «But I'm feeling 22! Everything will be alright, if you keep me next to you!» adesso si era voltata verso il pubblico e il suo dito indice si puntava su Jon «You don't know about me! But I'll bet you want to…Everything will be alright!»
Jon ridacchiò e scosse il capo, senza riuscire proprio a trattenersi: quando Lydia cantava, si illuminava… era allegra, spensierata, divertita. Era bellissima. Come faceva ad avercela con lei?
No, era Lydia ad avercela con lui, per quello che aveva detto. Dio, che coglione. Scosse il capo, insultandosi da solo mentalmente.
Doveva rimediare… chiederle… scusa.
Lydia e Nick continuarono a cantare e la carica esplosiva che aveva la ragazza coinvolse ben presto tutto il pub: sembrava di stare ad un concerto. Saltava di qua e di là sul palco, agitava le spalle e i fianchi e porgeva il microfono al pubblico per farlo partecipare.
Sembrava nata per stare sopra un palco.
Altre persone si erano susseguite sul palco e Lydia era salita su di esso molte volte. Era stata coinvolta dalle Bellas per una canzone spagnola, molto allegra; poi aveva convinto Damien Sandow a cantare Holiday dei Green Day ed era salita nuovamente con Nick per Call Me Maybe.
Si stava divertendo da matti, ma tra una canzone e l'altra, si era avvicinata al bancone del bar un po' troppo spesso e, mentre le sue tasche non si svuotavano – prima Nick, poi Damien, poi Cesaro le avevano offerto da bere – il livello di alcool nel suo sangue aumentava esponenzialmente, rendendola sempre meno timida e sempre più sfacciata e allegra.
Non era mai tornata al tavolo da Jon, perché non aveva alcuna voglia di rovinarsi l'umore con lui e le sue parole fuori luogo.
Tanto, era sicura che si stesse divertendo con la Young… mentre lei non poteva vederlo.
«Ma vaffanculo.» borbottò tra sé e sé, mentre aspettava l'ennesimo Passion Fruit. Aveva perso il conto di quanti ne aveva bevuti, forse cinque… o sei… Oh, ma a chi importava, in fondo?
Qualcuno allungò una banconota accanto a lei. «Posso permettermi di offrirle il prossimo giro?»
Lydia sbatté le palpebre e si girò, osservando l'uomo che aveva accanto: non era Dean… non era Seth… e non era Roman. Non era nemmeno Nick… né nessuno che conoscesse, in realtà.
L'uomo che le stava ora sorridendo era magro e vestiva in un completo gessato, molto elegante. Portava i capelli corti e ordinatamente pettinati e un paio di occhiali squadrati, dalla montatura nera, che gli ingigantivano gli occhi castani.
Un altro ammiratore? Per quella sera era a posto, grazie. Ma se non doveva pagare, allora…
Lydia fece spallucce. «Grazie.» rispose semplicemente, prendendo il bicchiere che le veniva messo di fronte. «Paga questo tizio per me!» gridò alla cameriera e senza aspettare oltre, si voltò e se ne andò.
«Hey, no! Aspetta, non scappare così!» la rincorse l'uomo, fermandola per un braccio.
Lydia guardò la mano che l'aveva afferrata, poi guardò lui. «Non ti conviene toccarmi. Sono amica di un sacco di wrestler, qui intorno.» lo avvertì, con voce strascicata.
L'uomo sollevò le mani in segno di resa. «Mi scusi, sono stato inopportuno. Volevo solo parlare con lei.»
«La mamma mi ha detto di non parlare con gli sconosciuti.» rimbrottò lei, mettendo un broncio adorabile «Quindi ciaaaaaao!»
Si girò e si inoltrò di nuovo tra la folla.
«No, asp-» cercò di fermarla ancora l'uomo, ma qualcuno si mise sulla sua strada, impedendogli di proseguire.
«Mi sembra che la signorina sia stata piuttosto chiara.» disse Roman duramente, le braccia enormi incrociate al petto. Non aveva mai perso di vista Lydia, neanche per un istante. «La lasci perdere, se non vuole guai, sono stato chiaro?»
L'uomo spalancò le labbra. «Ma io volevo solo…»
«Tu volevi solo… niente. Sparisci.» intimò Seth, affiancando l'amico.
Poi si voltò e raggiunse Lydia, che ora ballicchiava da sola sotto al palco, al ritmo della canzone che due ragazzi stavano cantando.
«Hey, sweetheart.» le si avvicinò, poggiandole una mano dietro la schiena, le labbra vicine al suo orecchio, per farsi sentire.
Lydia sobbalzò appena e si versò un po' di cocktail addosso.
«Sethie!» esclamò allegra «Non arrivarmi così alle spalle, mi hai spaventato…! Guarda che disastro!» si indicò il maglioncino, ora bagnato.
Colby ridacchiò. «Scusa, sweetheart, non volevo. Aspetta, vieni, prendiamo un fazzoletto.»
Lydia scrollò le spalle. «Nah, tranquillo, si asciuga subito! Con questo caldo… oh, vorrei levarmi la maglia!»
Era ubriaca. Completamente.
«Lydia…»
«Balla con me, Sethie! Balliamo!» con il bicchiere ancora in una mano, lo prese per l'altra e fece una piroetta da sola, passando sotto il suo braccio.
Colby la trattenne per la mano, fermandola. «Quanti di quei drink hai bevuto?» domandò apprensivo.
«Non lo so! Ma a chi importa?» ridacchiò lei divertita e si portò nuovamente il bicchiere alle labbra. Ma, prima che potesse bere, Colby glielo tolse di mano e lei si imbronciò.
Dio, con quegli occhioni lucidi, le guance rosse e le labbra sporte in quel modo… Lydia era ancora più desiderabile.
«A me importa.» disse lui serio, osservandola con occhi penetranti «Ed importa a Jon.» aggiunse poi, quasi forzando quelle parole dalla sua bocca.
«Pfff. Jon.» Lydia fece una smorfia a metà tra il disgustato e l'infastidito, scuotendo la testa «A lui non importa di certo!»
Colby la fissò, sollevando un sopracciglio. «Ma che cosa dici? Certo che gli importa.» le mise un braccio attorno ai fianchi, cominciando a guidarla lontana dal palco «Vieni, ti porto da lui, ti sta cercando, lo sai?»
Lydia si fermò bruscamente e poi si sottrasse alla sua presa, spingendogli entrambe le mani sul petto. «No! Non ci vengo da lui! Che se ne stesse con Renee, così può scoparsela! Tanto, se non lo scopro, non è tradimento, no?» cinguettò infastidita, lanciando un'occhiatacca a Colby.
«Lydia, ma di che stai…?»
«Na-ah.» lo interruppe lei, sventolandogli l'indice davanti al viso «Non fare il finto tonto! Tanto lo so che ragioni anche tu così! Ti ho visto, sai? Leighla ha proprio ragione ad essere gelosa di te!»
Colby spalancò gli occhi, poi si schiarì la gola e cercò di ricomporsi dallo stupore che le sue parole gli avevano causato. Le mise di nuovo una mano dietro la schiena. «Sei ubriaca, sweetheart. Forse è meglio che recuperiamo le tue cose e torniamo in albergo.»
Lydia lo spinse di nuovo via. «Non mi toccare! Non voglio andare a casa, finalmente mi sto divertendo!» protestò, come una bambina capricciosa.
«Lydia…» il tono di Colby era calmo, ma sembrava che stesse per perdere la pazienza.
«Sai cosa voglio fare, Sethie? Voglio andare sul palco! A cantare! Sì, andrò proprio a cantare!» disse, annuendo per dare enfasi alle sue parole.
«Non credo che sia una buona idea…»
«Io invece credo proprio di sì!» lo guardò con un sorrisone «Vieni a cantare con me!» esclamò poi, prendendolo per mano.
«Cosa?! No, sweetheart. Io non verrò a c-»
«Oh, avanti! Potremmo fare… mmm… la conosci Say Something? No? E Just Give Me A Reason?»
«No, Lydia, dobbiamo…» tentò ancora Seth, ma ormai era inarrestabile.
«Okay, ho capito, vado da sola! Mi terresti il bicchiere… oh, lo hai già preso! Ma come sei efficiente, Sethie, proprio bravo, sì!» gli diede un paio di pacche sulle spalle, poi si girò e si diresse verso il palco.
Doveva avvertire Jon. Lydia era proprio partita.
Era almeno un quarto d'ora, se non di più, che Jon cercava Lydia tra la folla. Ogni tanto la intravedeva, provava a raggiungerla, ma qualcuno gli sbarrava la strada e, puntualmente, quando arrivava al punto in cui l'aveva scorta, lei non c'era più.
Stava per compiere una strage.
Poi, all'improvviso, la vide: era di nuovo sul palco e aveva recuperato una chitarra, mentre si sedeva sullo sgabello e aggiustava il microfono alla giusta altezza.
Rimase pietrificato ad osservarla, con una sensazione di flashback che si muoveva su quel filo indefinito tra dolore e piacere.
Era esattamente come la prima volta che l'aveva vista: da sola, su di un palco, con un chitarra tra le braccia e l'espressione persa e malinconica.
Si schiarì la voce e poi cominciò a suonare e a cantare, fermando come sempre il tempo. Tutto divenne indistinto ed esisteva solo lei.
«This is wrong but I can't help but feel like
There ain't nothing more right babe.
Misty morning comes again and I can't
Help but wish I could see your face.
And I knew from the first note played
I'd be breaking all my rules to see you.
You smile that beautiful smile and
All the girls in the front row scream your name.»
(NdA: Traduco in italiano per chi non è ferrato in inglese, così capite il senso!
Tutto questo è sbagliato ma non posso fare altro che sentire come non ci sia niente di più giusto. Mattinate nebbiose tornano ancora e non posso fare altro che desiderare di vedere il tuo volto. E lo sapevo dalla prima nota suonata che avrei infranto tutte le mie regole per vederti. Sorridi di quel sorriso meraviglioso e tutte le ragazze in prima fila urlano il tuo nome.)
Lydia era meravigliosa. Quando cantava, si illuminava. C'era qualcosa di magnetico, in lei… qualcosa che gli faceva inspiegabilmente battere il cuore.
«So dim that spotlight, tell me things like I can't take my eyes off of you…»
(Quindi sposta quell riflettore, dimmi cose come non riesco a distogliere lo sguardo da te…)
«Mi scusi…?»
Jon si voltò, distogliendo finalmente lo sguardo da Lydia, seppur controvoglia, ed osservando l'uomo accanto a sé. Non lo aveva mai visto prima: era poco più basso di lui, magro e ben vestito, con un paio di occhiali squadrati sul naso adunco.
«Sì?» domandò, seccato che gli avesse fatto distogliere l'attenzione da Lydia.
L'uomo sorrise cordialmente ma Jon non ricambiò, limitandosi a fissarlo quasi in cagnesco.
«Lei conosce quella ragazza?» chiese l'uomo, indicando Lydia con un cenno del capo.
Dean assottigliò lo sguardo, vigile, e strinse le mani. «Perché?»
«I'm no one special, just another wide eyed girl who's desperately in love with you!»
(Io non sono nessuno di speciale, solo un'altra ragazza dai grandi occhi che è disperatamente innamorata di te!)
«La conosce o no?» insistette l'uomo e Jon lo fissò, sempre più nervoso. Si limitò a fare un breve cenno col capo, domandandosi che diavolo volesse quel tipo da Lydia.
Era forse qualcuno che la conosceva?
L'uomo si aprì in un gran sorriso. «Oh, finalmente riesco a parlare con qualcuno!» esclamò tra sé e sé, cominciando a frugare nelle tasche della giacca grigia che indossava. Jon lo guardò con crescente sospetto ed una brutta sensazione nello stomaco che gli stava facendo venire la nausea.
«Give me a photograph to hang on my wall, Superstar…»
(Dammi una fotografia da appendere al muro, Superstar…)
«Sono un po' di fretta…» aggiunse l'uomo «Ma potrebbe darle questo da parte mia?»
Estrasse dalla tasca un biglietto da visita e glielo porse.
Jon sollevò un sopracciglio, scettico, ma alla fine prese il bigliettino tra due dita e annuì di nuovo, brevemente.
«Grazie mille, davvero! Spero di avere sue notizie!» esclamò l'uomo misterioso, con entusiasmo che Jon trovò seriamente irritante.
Aveva voglia di colpirlo con un pugno.
Abbassò lo sguardo sul bigliettino da visita, cercando di leggere le informazioni nella luce fioca del locale.
"Mel's Recording Studio"
melvin . clarke melrecords. com
405 – 856 – 2840
Era… era il biglietto da visita di una casa discografica?!
«Jon! Eccoti finalmente!»
«Ti abbiamo cercato dappertutto!»
Roman e Seth lo affiancarono, facendosi largo tra la folla, e Dean sobbalzò, uscendo dai suoi pensieri. Rialzando lo sguardo, vide che Lydia era ancora sul palco. La sua voce lo assorbì per qualche istante, sorbendo una sorta di effetto calmante sui suoi nervi ora tesissimi.
«Morning loneliness comes around
When I'm not dreaming about you.
When my world wakes up today
You'll be in another town.
And I knew when I saw your face
I'd be counting down the ways to see you.
You smile that beautiful smile and
All the girls in the front row scream your name.»
(Mattine solitarie tornano quando non sogno di te. Quando il mio mondo si sveglierà oggi, tu sarai in un'altra città. E sapevo quando ho visto il tuo volto che avrei contato i modi per vederti. Sorridi di quel sorriso meraviglioso e tutte le ragazze in prima fila urlano il tuo nome.)
«Chi era quell'uomo?» domandò Joe, riportandolo di nuovo alla realtà.
Jon si riscosse e strinse la mano in un pugno, accartocciando il biglietto da visita e nascondendolo prontamente.
«Quale uomo?» fece calmo, non lasciando trapelare alcuna emozione.
«L'uomo che era accanto a te, ben vestito, con gli occhiali.» rispose Colby «Lo abbiamo visto che cercava di parlare a tutti i costi con Lydia.»
Jon scrollò le spalle. «L'aveva scambiata per un'attrice di un telefilm.» mentì, continuando a tenere gli occhi puntati su Lydia.
«So dim that spotlight, tell me things like I can't take my eyes off of you…»
«Ah sì?» fece Colby, corrugando la fronte e scambiandosi un'occhiata con Joe, che si strinse nelle spalle.
«Sì.» tagliò corto Jon, inserendo la mano nella tasca del giacchetto di pelle e nascondendoci il biglietto da visita.
In quell'istante, la tasca vibrò.
Sierra. Hotel. India. Echo. Lima. Delta.
The SHIELD.
«Avete sentito?» fece Joe, guardandosi attorno «Sembrava…»
Jon tirò fuori il cellulare di Lydia.
«Ma non ti arrendi mai…?» borbottò nervosamente, leggendo il nome sullo schermo.
Chiamata in corso… B.
«Ma quello non è il telefono di…» notò Colby, ma Jon non lo fece finire.
«Scusate, ho bisogno di uscire un attimo. Tenete voi d'occhio Lydia? Grandioso.» e senza aspettare oltre, sparì in mezzo alla folla, sotto gli sguardi sempre più confusi di Joe e Colby.
Lydia, che per tutto il tempo aveva guardato Jon, sentì il cuore sprofondare un pochino alla vista di lui che lasciava la sala, senza guardarsi indietro.
Ma dove stava sparendo?
E perché diavolo Renee lo stava ora seguendo fuori dal locale?
«I'm no one special, just another wide eyed girl who's desperately in love with you…» cantò «Give me a photograph to hang on my wall…»
Sospirò, vedendolo sparire oltre la porta. «Superstar…»
Cosa vuole B da Lydia? Jon risponderà? E le darà il biglietto da visita di quel discografo? Cos'altro combinerà questa Lydia ubriaca? Jon riuscirà a farsi perdonare? E perché Renee lo ha seguito fuori? Per scoprire la risposta a tutte queste domande, non vi resta che continuare a seguirmi ;)
