Capitolo 52: Le guardie di Azkaban
Quando il Nottetempo frenò e aprì le porte, il mago del fuoco si fiondò subito fuori tenendosi una mano sulla bocca.
"S-Sembra che Natsu abbia avuto una… una ricaduta…aye…" Mormorò Happy, anche lui abbastanza provato dal viaggio turbolento.
"Non voglio mai più salire su questo affare…" Borbottò Gray, seguendolo, mentre Harry pagava Stan.
"Uno tsunami è più tranquillo…" Sussurrò Lucy, mentre Erza la superava apparentemente tranquilla.
"Concordo. La prossima volta a piedi…"
"Sicuri di stare bene?" Chiese Stan, mettendo via i soldi.
"Sì, sì… solo, era la prima volta che prendevamo un mezzo di trasporto… simile…" Rispose Harry, per poi scendere dall'autobus, che scomparve subito dopo.
"Bene, ci siamo." Fece Majutsu, mentre Natsu riprendeva lentamente colore.
"Non oso immaginare se Hermione non mi avesse curato…" Mormorò, interrompendosi quando la porta del Paiolo Magico si spalancò di colpo, lasciando uscire nientemeno che un agitato Ministro della Magia.
"Harry!" Esclamò, guardando il ragazzo. "Grazie al cielo sei qui!"
Il moro sbatté le palpebre confuso, poco prima di venire letteralmente trascinato di peso dentro il locale.
Gli altri membri di Fairy Tail lo seguirono, non sapendo come agire.
"Chi è?" Chiese Erza a Natsu, il quale sembrava essere l'unico ad averlo riconosciuto.
"Il ministro della magia. Mi pare di aver capito che sia il pezzo grosso più importante dopo Silente."
"L'ha trovato, Ministro." Fece il locandiere Tom, avvicinandosi a Harry, che cominciava a spazientirsi.
Cosa che dimostrò liberandosi della presa di Cornelius.
"Ok, posso sapere che cosa sta succedendo?" Domandò scocciato. "Non mi pare di aver fatto nulla di sbagliato o d'illegale."
"Certo che no, Harry, ma il Ministero era piuttosto preoccupato… ti abbiamo cercato da quando è finita la scuola, e i gufi sono sempre tornati indietro senza averti trovato."
"Ero tornato a casa." Replicò subito Potter. "E lì i gufi non sono ammessi."
"Soprattutto quelli giganti…" Mormorò Natsu, ricordandosi di Civetta.
"Capisco… Beh, è un sollievo vederti salvo e… quasi sano…" Commentò il Ministro, notando le bende che ancora coprivano in parte le braccia e le gambe di Harry.
"Oh, non si preoccupi. Nulla di grave." Rispose lui, intuendo i suoi pensieri. "Però non ha ancora risposto alla mia domanda. Come mai questa improvvisa preoccupazione?"
Cornelius sospirò. "Tom, possiamo avere un salottino privato, per favore?" Chiese al proprietario del Paiolo Magico, che annuì.
I maghi di Fairy Tail seguirono i due uomini lungo uno stretto corridoio che si trovava dietro il bancone, finché non arrivarono a un salottino, dove Tom li lasciò.
"Sedetevi pure." Fece il Ministro, indicando un divano, dove i ragazzi andarono subito ad accomodarsi.
"Come avrete già capito, io sono il Ministro della Magia Cornelius Caramell."
"Sì, l'avevamo già vista in una foto." Rispose Harry, non potendo dire che in realtà l'aveva visto quando era andato ad arrestare Hagrid.
"Beh, prima di tutto, ribadisco che mi fa piacere vederti. Temevamo ti fosse successo qualcosa di grave."
"Per piacere Ministro, non mi prenda in giro." Lo interruppe subito Majutsu. "Ho già avuto a che fare con i politici, e se uno di loro si preoccupa direttamente di qualcosa o qualcuno, significa che c'è una ragione ben specifica."
"Su, Harry, non dire così…"
"Deve perdonarci, Ministro." S'intromise Erza. "Ma nemmeno poche settimane fa proprio un membro del nostro… Ministero, ha tentato di ucciderci. Può immaginare il perché non siamo proprio a nostro agio."
A quelle parole Caramell sussultò. "U-Uccidervi?" Ripeté incredulo. "Perché avrebbe voluto uccidervi?"
"Diciamo che non avevamo gli stessi punti di vista, e lui non era disposto ad accettare questo fatto." Replicò Harry. "Ma non si preoccupi. È stato fermato e non dovrebbe più tentare di nuocerci."
"Questo è un sollievo… sarebbe stato difficile spiegare come mai Harry Potter non sarebbe più tornato…"
"Ora, torniamo al motivo di questa visita. Non è mai venuto a verificare le mie condizioni in due anni che sono andato a Hogwarts. Come mai questo cambiamento improvviso?"
"Beh… Non credo sia il caso di darti inutili preoccupazioni, Harry… l'importante è che tu ora sia qui, ed è meglio che tu non ti muova fino all'inizio delle lezioni."
Majutsu lo guardò storto. "Senta Ministro, non mi sono mai piaciuti i segreti, a meno che la persona non fosse in grado di gestirli."
Il Ministro mosse nervosamente le dita, non sapendo come replicare.
"Se c'è qualcosa che minaccia Harry, è meglio che ce lo dica subito." Intervenne Gray. "Sapere la verità ci aiuterà ad affrontarla."
Cornelius sospirò. "Molto bene allora." Disse, ormai arreso. "In fondo, lo scoprireste lo stesso, visto che i giornali non fanno altro che parlarne. Mi rammarica che in parte è colpa mia… avrei dovuto fare più attenzione e non provocarlo…"
"Di chi sta parlando?"
"Bisogna tornare a dodici anni fa, Harry. Quella notte in cui ti è rimasta quella cicatrice."
"Non sarà tornato Voldemort?!" Esclamò di colpo Natsu, facendo tremare il Ministro.
"No! No, grazie a cielo il Signore Oscuro è ancora morto." Assicurò. "Tuttavia, come immagino sappiate, c'erano diversi suoi seguaci. Uno di loro in particolar modo era più pericoloso degli altri."
Harry annuì, indicando che lo stava seguendo.
"Il suo nome era Sirius Black. Lui… tentò di prenderti dopo che Voi-Sapete-Chi fu distrutto, probabilmente per finire l'opera, ma grazie a Hagrid e al sacrificio di un mago, tu sei stato portato in salvo e Black arrestato."
"Okay… ma cosa c'entra con noi?" Domandò Lucy.
Il Ministro liberò un altro lungo sospiro. "Pochi giorni dopo che voi avete lasciato Hogwarts, Black è riuscito a evadere da Azkaban." Spiegò. "Pensavamo fosse impossibile, ma temo di averlo provocato io mostrandogli alcuni giornali con scritti sopra i vostri… atti eroici, se vogliamo chiamarli così. Prima di evadere, le guardie e gli altri prigionieri mi hanno riferito che continuava a ripetere 'È a Hogwarts'."
"Quindi, quello che sta cercando di dirmi è che questo Black è sulle mie tracce per finire l'opera di Voldemort, vero?" Riassunse Majutsu, sorprendendolo. "Ma cos'è? Ho sulla schiena un bersaglio per i pazzi?"
"Harry, è per questo che devo chiederti di non muoverti da Diagon Alley. Finché sei qui sei al sicuro."
"Apprezzo il suo pensiero, ma mi creda, so cavarmela." Replicò Potter. "Io e i miei amici non abbiamo paura di un mago. Piuttosto, se lei ci concedesse il permesso di usare la magia anche fuori da Hogwarts nel caso dovessimo difenderci, avremmo ancora meno problemi."
"Beh, la legge lo prevede, ma solo in caso di emergenza… Ma preferirei che non finiste in una situazione simile."
Harry sospirò, per poi alzarsi. "Beh, non avevamo comunque intenzione di allontanarci da Diagon Alley, però vorrei che non ci limitasse più. O il nostro tutore potrebbe avere qualcosa di cui discutere."
"Fin quando vi trovate qui dovrete sottostare alle leggi del Ministero." Disse Cornelius facendosi improvvisamente serio, alzandosi. "Se il vostro tutore ha qualcosa da dire, sarò più che lieto di parlarci. Così forse finalmente potrei scoprire dove si trova questo Paese nascosto al resto del mondo."
Senza aggiungere altro, uscì dalla stanza, lasciandoli da soli.
"Sirius Black, eh?" Ripeté Harry, sospirando. "Davvero, posso capire a Fiore… ma qui non è che ho fatto molto per guadagnarmi tanto astio." Commentò.

"Quindi questo Sirius Black è alla tua ricerca, eh?" Fece il Master attraverso la Lacrima di comunicazione, in quel momento alimentata dall'energia magica di Harry.
"Come dobbiamo agire?" Chiese Gray. "Se dovesse avere in parte le capacità di Voldemort, non sarà facile da sconfiggere senza farci scoprire."
"Purtroppo per il momento non potete fare molto." Ammise Makarov.
"Bah, io direi di fregarcene delle conseguenze e andare subito a cercarlo! Prima lo troviamo, prima ce ne liberiamo e prima torniamo liberi!" Esclamò Salamander.
"Sì, liberi di venire studiati dagli altri maghi ansiosi di scoprire il segreto della nostra magia." Replicò Erza.
"Per quanto vorrei dare retta a Natsu, le cose stanno così. È già un miracolo che il Ministro non ci abbia chiesto direttamente dove siamo stati o peggio ancora, di portarlo lì. Sarebbe stato difficile risolvere la questione." Aggiunse Harry.
"Vero. Senza considerare che nemmeno qui sono a conoscenza dell'altro mondo. Se il Re dovesse scoprirlo, potrebbe davvero ordinarci di far passare l'esercito, nel timore di venire attaccati. Oltre a noi, nessuno deve scoprire di questo collegamento."
"Anche se…" Borbottò Lucy.
"Che c'è?"
"Sto ripensando a Naruto. Lui veniva da un terzo mondo, che non era minimamente collegato ai nostri. Cavoli, non credevano neppure nell'esistenza della magia."
"Stai pensando che i nostri continui viaggi da un mondo all'altro stiano cominciando a danneggiare il collegamento tra i vari mondi paralleli?" Azzardò Erza.
"Non saprei… ma è una possibilità." Ammise la bionda. "Se fosse così… potremmo incontrare altre persone provenienti da mondi diversi."
"E in quel caso dobbiamo sperare che non abbiano intenzioni ostili. Ma se le cose stanno così, significa che più viaggiamo, più danneggiamo il collegamento."
"Cercherò di informarmi sulla questione." Li interruppe Makarov, mentre l'immagine cominciava a dissiparsi. "Per ora, vedete solo di fare attenzione. Se doveste aver bisogno di aiuto, non esitate a contattarci e vedrò di mandarvi rinforzi."
"Va bene." Risposero loro tutti insieme, per poi vedere la Lacrima spaccarsi a metà.
"Dobbiamo davvero trovare un modo per comunicare senza dover ogni volta distruggere una Lacrima." Disse Gray, raccogliendo i resti e buttandoli nel baule, in attesa di tornare a Hogwarts e farli distruggere a Natsu.

Da quel giorno, i maghi di Fairy Tail ripresero la stessa routine che avevano impiegato durante la loro prima visita a Diagon Alley: passavano le giornate girando per i negozi, fermandosi spesso fuori dalla gelateria di Florian Fortebraccio per finire gli ultimi compiti che gli erano rimasti.
Happy tuttavia doveva rientrare spesso nella loro stanza per riprendere le sue sembianze originali, poiché a differenza della trasfigurazione, la trasformazione magica lo lasciava sempre esausto e non potevano rischiare che tornasse gatto in mezzo ad altre persone.
"Devi proprio farti insegnare dalla McGranitt gli incantesimi necessari." Commentò Natsu un giorno.
Durante la loro 'vacanza obbligata' ricevettero anche notizie dai fratelli Weasley: a quanto pare il loro padre aveva vinto un grosso premio in denaro, e aveva quindi deciso di portare la famiglia in vacanza in Egitto, dove avrebbero fatto anche visita al fratello Bill. Gli avevano scritto che li avrebbero raggiunti a Diagon Alley una settimana prima dell'inizio delle lezioni. Fu però a due settimane dalla fine delle vacanze che i maghi di Fairy Tail decisero di cominciare ad acquistare il nuovo materiale scolastico.
Dopo essere andati a prendere delle nuove divise optarono per dividersi gli acquisti, così da potersi sbrigare in poco tempo. Fu per questo che Lucy si diresse da sola con Erza al Ghirigoro per acquistare i libri.
"Certo che la lista è piuttosto strana…" Osservò la bionda, ricontrollando la lettera. "Abbiamo scelto le stesse materie non essendocene nessuna veramente interessante, però…"
"Non mi dirai che sei ancora preoccupata per quel libro?" Domandò Titania, mentre entravano nella libreria.
"Beh, un libro che si chiama 'Libro Mostro dei Mostri' non è proprio rassicurante e-"
"Scusate…" S'intromise un commesso. "Avete detto proprio 'Libro Mostro dei Mostri'?" Chiese, sbiancando in viso.
"S-Sì, perché?"
"Due copie?"
"A dir la verità cinque, siamo qui anche per i nostri ami-"
Ma la maga degli Spiriti Stellari si interruppe quando il commesso lasciò cadere la testa sul bancone, sospirando.
"Questo è un incubo…" Mormorò, per poi prendere un paio di guanti, un bastone nodoso e diversi pezzi di spago molto spesso.
"Venite, andiamo a prenderli." Disse alle due ragazze, che lo guardarono confuse.
"Sembra si stia preparando più per un safari…" Commentò la rossa.
"Mi creda, signorina, un safari senza bacchetta potrebbe essere meno pericoloso." Replicò il commesso, per poi andare nel retro.
Lì, chiusi in una gabbia, c'erano decine di libri volanti, che stavano cercando di mordersi tra di loro tramite quelli che sembravano dei veri e propri denti di carta.
"Quelli sono i nostri libri?!" Urlò spaventata Lucy.
"Interessante. Finalmente non sarà una noia studiare." Replicò invece divertita Erza, non sentita dal commesso, che aprì la gabbia per cercare di prenderne uno.
Tuttavia, prima che riuscisse a fermarla, una copia del libro saltò fuori, dirigendosi contro Erza e mordendole una mano.
"Oh no! Mi spiace, ma non riesco a-"
Ma l'uomo si fermò quando vide Erza prendere il libro con l'altra mano, per poi scagliarlo verso l'alto, dove andò a sbattere contro il soffitto, cadendo subito dopo a terra inerme.
"Quindi le cose stanno così, eh?" Fece, massaggiandosi la mano ferita, mentre Lucy indietreggiava terrorizzata. "Scusi, posso avere quello spago? Ci penserò io a renderli inermi."
"C-Come? Mi spiace, ma non posso lasciarglielo fare, è pericoloso!"
"Sì… per i libri…" Fu il commento leggermente sarcastico di Lucy, che deglutì vedendo l'amica strappare le corde dalle mani del commesso, per poi entrare nella gabbia.

"Come sarebbe a dire che vi hanno regalato una copia per ciascuno di noi di un libro?" Chiese sorpreso Harry, vedendole rientrare nella stanza con i nuovi libri.
"D-Diciamo che il proprietario ci ha voluto ringraziare per i servizi resi alla sua libreria…" Rispose una pallida Lucy. "E se mai dovessi raccontare ciò che ho visto oggi… probabilmente verrei presa per pazza."
"E che avete mai dovuto fare? Fare a pugni con dei libri?" Ridacchiò Gray, per poi vedere cinque libri saltare giù dal letto e andare a nascondervisi sotto.
Erza si limitò a far scrocchiare il collo.

Fu solo durante l'ultimo giorno che furono finalmente raggiunti dai Weasley, con l'aggiunta di Hermione, che a quanto pare li aveva incrociati all'entrata di Diagon Alley.
"Sirius Black ha intenzione di ucciderti?!" Esclamarono assieme i gemelli, non appena furono aggiornati delle ultime novità.
"Diamine Harry, questo è pericoloso!" Asserì Ron. "Black è un famoso assassino… ho sentito che ha ucciso tredici persone con un solo incantesimo!"
"Tredici? Allora non dobbiamo preoccuparci." Fece Natsu. "Insomma, siamo sopravvissuti all'Eterion, un incantesimo che poteva disintegrarci tutti quanti insieme a qualche chilometro di oceano e-"
"Voi avete fatto che cosa?!" Ruggì la signora Weasley, che era entrata in quel momento nella loro stanza per avvisarli che li stavano aspettando per la cena.
"Ehm… nulla mamma… Natsu ama scherzare…" Corse ai ripari George, sperando che la madre ci credesse.
Lei per tutta risposta li guardò con un cipiglio. "Sarà… Ah, Ron, non mi hai più detto come sta Crosta."
A quella frase i maghi di Fairy Tail guardarono l'amico, che tirò fuori il topo dalla tasca. "Non sono riusciti a capirlo nemmeno quelli del Serraglio Stregato. Hanno detto che è vissuto anche troppo a lungo per essere un topo non magico."
"Non magico?" Ripeté Harry perplesso. "Non credo. La prima volta che lo abbiamo visto abbiamo percepito una traccia magica attorno a lui. Forse consiste solo in una durata vitale più lunga."
"Dici davvero?" Fece sorpreso il rosso, per poi scostarsi quando Natsu si avvicinò per annusare l'animale.
"Secondo me non ha nulla che non va. Di certo non puzza di malato." Spiegò.
"Devo ancora abituarmi all'idea che tu sei cresciuto con un drago… credo che Charlie farebbe carte false per conoscerti." Ammise la signora Weasley, sospirando.


La mattina dopo Tom andò a svegliarli poco dopo l'alba, come da loro richiesto. I maghi, non senza qualche borbottio e lamentela, cominciarono subito a prepararsi, per poi controllare di aver preso tutto e dirigersi verso l'uscita con i bauli appresso.
"Allora, chiamiamo un taxi?" Chiese Lucy, ricordandosi del primo anno.
"Qualunque cosa sarà meglio di quella… cosa!" Esclamò Natsu, rabbrividendo al ricordo del Nottetempo.
"Concordo, aye!"
"Taxi? Oh, non credo ne avremmo bisogno." Intervenne il signor Weasley, raggiungendoli.
"Perché papà?" Domandò Ginny. "Come facciamo ad arrivare in stazione senza?"
"Beh… visto che noi non abbiamo più una macchina, il Ministero ci ha gentilmente offerto un passaggio… verranno a prenderci tra poco."
A sentire ciò Harry sbuffò. "Non sarà che hanno paura che io venga attaccato da Black se vado da solo, vero?"
A sentire ciò Arthur spalancò gli occhi, fissandolo. "Tu sai-"
"Il Ministro mi ha raccontato che probabilmente è evaso per uccidermi, visto che è colpa mia se Voldy non è più in grado di agire."
"Allora capirai anche perché vogliamo proteggerti." Obiettò il signor Weasley.
"Non ho bisogno di protezione. Me la so cavare bene anche da solo. Senza considerare che comunque non sono mai solo." Replicò il moro, mentre dietro di lui Gray e Natsu si battevano i pugni tra di loro, sorridendo.
"Beh… ma mi risulta che non vogliate far sapere che cosa siete davvero in grado di fare, no?" sussurrò il signor Weasley, ottenendo uno sbuffo collettivo come risposta.
"Sono arrivate le macchine." Avvertì Tom, rientrando nel locale dopo essere uscito per controllare.
"Grazie mille."
Il viaggio fino a King's Cross fu molto tranquillo in confronto alla gita sul Nottetempo: le auto del Ministero della Magia sembravano quasi normali, anche se Harry notò che sgusciavano nel traffico come nessun'altra macchina sarebbe mai riuscita a fare.
Raggiunsero la stazione con venti minuti di anticipo; gli autisti del Ministero trovarono dei carrelli, scaricarono i bauli, salutarono il signor Weasley sfiorandosi il berretto e ripartirono, riuscendo misteriosamente a scattare in testa a una fila di macchine ferme ai semafori.
"Bene." Disse Arthur guardandosi intorno. "Andiamo due a due, visto che siamo in tanti. Io passo per primo con Harry."
Il signor Weasley puntò verso la barriera che separava i binari nove e dieci, spingendo il carrello di Majutsu, apparentemente molto interessato all'Intercity 125 che era appena arrivato al binario nove. Con un'occhiata eloquente al ragazzo, si appoggiò in maniera casuale alla barriera. Harry lo imitò.
Un attimo dopo l'attraversarono, ritrovandosi sul binario nove e tre quarti davanti all'Espresso per Hogwarts.
Percy e Ginny apparvero all'improvviso dietro a Harry, seguiti a ruota da tutti gli altri.
"Ah, ecco Penelope!" Esclamò Percy, lisciandosi i capelli e diventando tutto rosa sulle guance.
"Penelope?" Chiese Natsu a Fred, che ridacchiò.
"A quanto pare, durante lo scorso anno, il nostro nuovo Caposcuola…" Spiegò lui, senza trattenere un leggero disgusto nel dire quella parola. "… si è fidanzato."
I maghi guardarono il maggiore dei fratelli Weasley avanzare verso una ragazza dai lunghi capelli ricci, camminando col petto così in fuori che nessuno avrebbe potuto ignorare il distintivo splendente che lo segnava come Caposcuola.
Decidendo di lasciare il figlio maggiore da solo, il signor Weasley aprì la strada verso la coda del treno, oltre una serie di scompartimenti affollati, fino a una carrozza che sembrava vuota. I ragazzi caricarono i bauli, sistemarono le gabbie dei gufi sulla reticella e poi tornarono sulla banchina per salutare i coniugi Weasley.
La signora baciò tutti i suoi figli, poi Hermione e alla fine anche i membri di Fairy Tail, che furono un po' imbarazzati per quell'improvvisa uscita d'affetto.
"Farete attenzione, vero?" Chiese lei cercando di ricomporsi, con gli occhi stranamente lucidi.
"Harry." Intervenne Arthur. "Vieni qui un momento per piacere…"
Scivolò dietro una colonna, e Harry lo seguì, lasciando gli altri attorno alla signora Weasley.
"C'è una cosa che devo dirti prima che tu parta…" Esordì Arthur con voce tesa.
"Se è l'ennesima raccomandazione di non andare a cercare Black, lo so. Per quanto mi faccia infuriare la cosa, so bene di non poterlo fare."
"Harry, so che sei di una tempra più forte di quanto non creda Caramell, e naturalmente sono felice che tu non abbia paura, ma…"
"Arthur!" Gridò la signora Weasley, intenta a far salire gli altri sul treno, "Arthur, che cosa fai? È ora!"
"Arriviamo, Molly!" Urlò in risposta il signor Weasley, ma poi si voltò di nuovo verso Harry e riprese a parlare con voce più bassa, in fretta, questa volta. "Ascolta, voglio che tu mi dia la tua parola… Qualunque cosa sentirai su Black, non dovrai mai andare a cercarlo. E nemmeno i tuoi amici."
"Che cos'altro dovrei sentire?" Replicò il moro. "C'è ancora qualcosa che non mi avete detto su Black?"
Arthur distolse lo sguardo, e a salvarlo dal rispondere fu un fischio acuto, che anticipò i controllori, che cominciarono a camminare lungo il treno per chiudere le porte.
"Promettimelo, Harry!" Esclamò il signor Weasley, parlando ancora più rapidamente.
"Arthur, sbrigati!" Strillò la signora Weasley.
Il vapore schizzava dal treno, che aveva cominciato a muoversi.
Harry decise di ignorare la questione per ora, quindi corse verso la portiera, che Erza spalancò, lasciandolo entrare.
"Che cosa voleva dirti nostro padre?" Domandò Ginny.
"Di non andare a cercare Black." Rispose il moro, cercando di sedersi, ma senza riuscirci a causa della mancanza di posti.
"Non ti preoccupare, ci penso io." Disse Hermione, intuendo i suoi pensieri e tirando fuori la bacchetta, per poi pronunciare un incantesimo.
Immediatamente lo spazio all'interno della cabina sembrò aumentare, creando così nuovi posti a sedere.
"Perché non ci abbiamo mai pensato prima?" Si chiesero i gemelli. "Più grande all'interno! È geniale!"
"Abbassate la voce." Intimò Gray, per poi indicare il posto vicino alla porta dello scompartimento, dove si trovava un uomo con addosso un completo da mago molto consunto, rammendato in più punti.
Aveva l'aria stanca e malata, e benché fosse piuttosto giovane, i suoi capelli castano chiaro erano striati di grigio.
"Come mai avete scelto uno scompartimento già occupato?" Domandò Harry, guardandolo.
"Non ce n'erano altri così liberi. E comunque sta dormendo. Probabilmente non appena si sveglia se ne andrà."
"Però…" Commentò Natsu, avvicinandosi all'uomo e annusandolo. "C'è un odore strano su di lui… Chissà chi è…"
"Direi che la risposta è ovvia." Rispose Luna, entrando nel vano assieme a Neville, che li salutò con la mano. "È il sostituto di quello scrittore a cui non erano simpatici i miei Nargilli."
"Luna! Neville!" Li salutarono gli altri. "Come va?"
"Beh, direi che mia nonna ha preso decisamente bene la mia quasi morte. Quando le ho raccontato cosa ci è successo, prima era tentata di darmi del pazzo, ma poi ha detto che era orgogliosa…" Rispose Paciock, portandosi una mano dietro la testa.
"Buono a sapersi. Sappi che le lezioni di spada non si fermeranno." Avvisò Erza. "Non appena sapremo gli orari degli allenamenti di Quidditch, stabilirò i tuoi orari."
"Temevo l'avresti fatto…" Sospirò lui, portandosi d'istinto la mano sopra la manica che nascondeva il tatuaggio.
"Come fai a esserne tanto certa?" Domandò Harry a Luna, che alzò le spalle.
"Ho letto il nome sulla sua valigia." Rispose, indicandola.
I maghi si sporsero in avanti, riuscendo così a leggere 'Professor R.J. Lupin'.
"Lupin?" Lesse Harry, per poi portarsi la mano sotto il mento. "Non so perché, ma mi ricorda qualcosa…"
"Forse ti ricorda il famoso ladro Lupin. Potresti averlo sentito nominare quando eri bambino." Suggerì Hermione.
"È un ladro?!" Esclamò sorpreso Natsu, ricevendo subito una botta in testa da Erza.
"Stupido! Ha solo lo stesso nome!" Lo riprese, per poi tornare a guardare l'uomo. "Voi che dite? Sarà un insegnante decente o no?"
"Vediamo… il primo anno abbiamo avuto uno impossessato da Voldy…" Cominciò a riepilogare Gray. "Lo scorso anno un mentecatto per eccellenza…"
"E anche gli altri anni il professore è sempre stato diverso." Aggiunse Fred. "Quel posto è maledetto, datemi retta. Si dice che nessuno abbia mai visto lo stesso professore per più di un anno."
"Mi sembra un po' esagerato…" Ammise Majutsu. "Una maledizione dite? Potrei accettare un incantesimo, ma mi rifiuto di credere a una maledizione."
"La pensi così e ti sei iscritto a Divinazione?" Osservò George. "La Cooman ti farà impazzire allora…"
"Uh?"
"La professoressa di Divinazione. Non scende quasi mai in Sala Grande, e gira voce che ogni anno scelga un nuovo studente a cui preannuncia la morte. Inutile dire che non è mai morto nessuno."
"Bah, io mi sono iscritto solo per spiegarmi quegli strani sogni che faccio ogni tanto, non mi interessa altro. Per il futuro, se proprio sono curioso, devo semplicemente chiederlo a Cana, in uno di quei rarissimi momenti in cui è sobria."
"Cioè praticamente mai." Borbottò Gray, facendo scoppiare a ridere tutti i presenti.

"Quindi è questo il famoso Sirius Black, eh?" Commentò Harry, mentre osservava sul Cavillo, il giornale del padre di Luna, la foto del ricercato, che mostrava semplicemente il suo volto pallido circondato da un groviglio di sporchi capelli neri.
"Già. Papà è stato costretto dal Ministero a mettere la sua foto sul giornale, ma non mi ha voluto dire come mai è tanto ricercato."
"Anche mia nonna è rimasta sul vago. Ha detto solo di non preoccuparmene."
"Beh, sinceramente dubito che corriamo qualche pericolo: insomma, non sarà mai pericoloso quanto Gerard o Deliora, no?" Fece Ron.
"Più pericoloso di un ragazzo pazzo che voleva resuscitare un mago contro il quale Voldy è una formica e un demone distruttore? Se lo è, allora siamo nei guai. Ma in quel caso, dubito che ci sia qualcuno in grado di fermarlo."
"Parliamo d'altro per ora." Intervenne Lucy, stufa di essere costretta a ricordare scontri che avrebbe voluto dimenticare più che volentieri. "Com'è Hogsmeade?"
"È l'unico insediamento completamente non-Babbano di tutta la Gran Bretagna." Rispose Ron.
"Credevo fosse Diagon Alley, aye." Lo interruppe Happy.
"Beh, sì, però si trova nel bel mezzo della Londra Babbana, quindi in un certo senso non lo è. Hogsmeade invece, essendo ai piedi di Hogwarts, è frequentata praticamente solo da studenti e professori." Spiegò Fred. "Ma vi consigliamo assolutamente di andare da Mielandia!"
"Che cos'è?" Chiese Erza.
"È un negozio di dolci." Disse Ron con aria sognante. "Dove hanno di tutto… Le Piperille, che ti fanno uscire il fumo dalla bocca, e dei Cioccoli giganti ripieni di crema alla fragola e panna, e certe deliziose penne d'aquila di zucchero che puoi succhiare in classe e sembra che tu sia lì a pensare che cosa scrivere…"
"Ma Hogsmeade è anche un posto molto interessante, no?" Insistette Hermione entusiasta. "In Siti Storici della Stregoneria c'è scritto che la locanda è stata il quartier generale della Rivolta dei Folletti nel 1612, e la Stamberga Strillante dovrebbe essere l'edificio più infestato dai fantasmi di tutto il Paese…"
"Ha più fantasmi di Hogwarts?!" Esclamò terrorizzata Lucy. "Spero non sia così!"
"Non credo." La tranquillizzò George, mostrando la Mappa del Malandrino. "Secondo questa, era un passaggio proprio per andare a Hogsmeade da Hogwarts. Ma è inutilizzabile in quanto hanno piantato il Platano Picchiatore proprio alla sua entrata."
"Non nominare quella pianta maledetta!" Replicò la maga degli Spiriti Stellari, diventando ancora più bianca e calmandosi quando il professor Lupin cominciò a muoversi, spostando di lato la testa per poi tornare a dormire, con la bocca leggermente aperta: quello fu il loro segnale di calmarsi.

L'Espresso di Hogwarts puntava dritto verso nord e il paesaggio fuori dal finestrino diventava sempre più cupo e selvaggio mentre le nuvole nel cielo s'infittivano. Oltre la porta dello scompartimento si potevano sentire dei ragazzi rincorrersi avanti e indietro nel corridoio del treno
All'una esatta la grassa strega col carrello del cibo si presentò sulla soglia.
"Credete che dovremmo svegliarlo?" Chiese Gray indicando con un cenno il professor Lupin. "Non gli farebbe male mangiare qualcosa, visto com'è magro."
Hermione si avvicinò cauta al professor Lupin. "Ehm… professore…" Tentò. "Mi scusi… professore…"
Il mago non si mosse.
"Non preoccuparti, cara." Disse la strega porgendo a Harry un vassoio di Calderotti. "Se quando si sveglia ha fame, mi trova nella vettura davanti con il macchinista."
"Ma dorme?" Domandò Ron piano, mentre la strega richiudeva la porta. "Voglio dire, non è morto, vero?"
"No, no, respira." Replicò Natsu, scuotendo la mano e prendendo un biscotto.
A metà pomeriggio la pioggia cominciò a cadere, confondendo così i profili delle colline che scorrevano oltre il finestrino.
Il treno sferragliava, la pioggia tamburellava, il vento ululava, ma il professor Lupin continuò a dormire.
"Dovremmo esserci ormai, no, aye?" Fece Happy, sporgendosi per guardare il finestrino ormai completamente nero.
In quel momento il treno prese a rallentare.
"Magnifico!" Esclamò Ron alzandosi per cercare di vedere fuori. "Ho una fame da lupi! Voglio andare al banchetto e-"
"Non è possibile che ci siamo già." Osservò Erza. "Ci abbiamo sempre messo più tempo."
"E allora perché ci fermiamo?" Chiese Lucy.
Il treno perse sempre più velocità: mentre il rumore degli stantuffi cessava, il vento e la pioggia urlavano ancora più forte oltre i vetri.
Harry, che era il più vicino alla porta, si alzò e diede un'occhiata in corridoio. In tutto il vagone teste curiose spuntavano dagli scompartimenti.
Il treno si arrestò con uno scossone e una serie di tonfi lontani annunciò loro che i bagagli erano caduti dalle reticelle. Poi, senza alcun preavviso, tutte le luci si spensero e cadde la più completa oscurità.
"Che cosa succede?" La voce di Ron risuonò alle spalle di Harry.
"Credete che ci sia un guasto?" Domandò Lucy, mentre dalle mani di Salamander scaturirono delle scintille.
"Natsu, no!" Lo rimproverò subito Majutsu.
"Ma-"
"Non puoi, lo sai." Aggiunse Erza.
"Ma non mi vedrebbe nessuno!"
"Vedi di stare calmo, fiammifero!"
"Come mi hai chiamato, ghiacciolo?"
"Vuoi che ti dia una lezione?"
"Provaci!"
"Silenzio!" Esclamò all'improvviso una voce roca.
A quanto pareva il professor Lupin si era finalmente svegliato, zittendo tutti i presenti.
Si udì un basso crepitio e una luce tremolante riempì lo scompartimento: il professor Lupin teneva in mano una manciata di fiammelle. Gli illuminavano il viso grigio e stanco, ma gli occhi erano attenti e guardinghi.
"Restate dove siete." Ordinò con la stessa voce roca, non vedendo Natsu aprire e chiudere la bocca mentre guardava gli altri e indicava il fuoco che teneva in mano.
Si alzò per aprire la porta, ma questa si schiuse pian piano prima che il professore potesse raggiungerla. In piedi sulla soglia, illuminata dalle fiammelle danzanti nella mano di Lupin, c'era una figura ammantata di grigio che torreggiava fino al soffitto. Aveva il volto completamente nascosto dal cappuccio. Una mano spuntava dal mantello, ed era scintillante, grigiastra, viscida e rugosa, come una cosa morta rimasta troppo a lungo nell'acqua…
Ma fu visibile solo per un attimo: come se la creatura sotto il mantello avesse avvertito lo sguardo dei presenti, la mano si ritrasse all'improvviso nelle pieghe nere della stoffa.
Poi la cosa, quale che fosse, trasse un lungo, lento, incerto sospiro, come se cercasse di respirare qualcosa di più dell'aria.
Un freddo intenso calò su di loro. Majutsu sentì il respiro mozzarsi nel petto. Il freddo penetrò fin sotto la pelle. Era dentro di lui, s'insinuava fino al cuore…
Gli occhi di Harry si rovesciarono. Non vedeva più niente. Annegava nel gelo. Sentì un rumore come uno scroscio d'acqua, e poi fu trascinato verso il basso, e il rombo divenne più forte…
E poi, da molto lontano, sentì urlare. Urla terribili, di orrore, di supplica. Chiunque fosse, Harry pensò di aiutarlo, ma non ci riuscì: una fitta nebbia biancastra aleggiava vorticando attorno a lui, dentro di lui…
"Harry! Harry! Ti senti bene?"
Qualcuno lo stava schiaffeggiando.
"C-che cosa è successo?" Mormorò, aprendo gli occhi e rendendosi conto di essere sul pavimento. L'Espresso di Hogwarts era di nuovo in movimento ed era tornata la luce.
Doveva essere svenuto, e non era stato il solo. Vicino a lui c'erano anche Erza e Natsu, che stavano venendo risvegliati dal professore, mentre Gray veniva rianimato dai gemelli Weasley.
"Stai bene?" Gli chiese preoccupata Hermione. "Scusa se ti ho preso a schiaffi, ma non reagivi e-"
"Non preoccuparti, non è nulla." Rispose lui, mettendosi seduto. "Che cos'era quella cosa? E chi è che ha urlato?"
"Nessuno." Disse la castana.
Solo allora Majutsu si rese conto che era molto pallida, come tutti gli altri.
"Davvero?" Fece Erza, mettendosi anche lei seduta. "Eppure anch'io ho sentito qualcosa…"
Un colpo secco li fece sobbalzare tutti quanti. Il professor Lupin stava spezzando un'enorme tavoletta di cioccolato.
"Tieni." Disse a Harry, e gliene tese un pezzo piuttosto grosso, per poi fare lo stesso con Titania, Natsu e Gray. "Mangiate. Vi farà bene."
Harry prese il cioccolato ma non lo mangiò.
"Che cos'era quella cosa?" Chiese a Lupin.
"Un Dissennatore." Rispose l'uomo, distribuendo il cioccolato agli altri. "Uno dei Dissennatori di Azkaban."
Tutti lo guardarono. Il professor Lupin appallottolò la carta del cioccolato e se la mise in tasca.
"Mangiate." Ripeté. "Vi farà bene. Devo andare a parlare col macchinista, scusate…"
Oltrepassò Harry e scomparve nel corridoio.
"Sei sicuro di star bene, Harry?" Domandò Lucy, preoccupata.
"Non capisco… che cosa è successo?" Chiese Majutsu, asciugandosi il sudore.
"Be'… quella cosa… il Dissennatore… era lì in piedi che si guardava intorno… cioè, credo, non l'ho visto in faccia, e poi voi…" Cominciò Neville.
"Credevamo vi avesse attaccato!" Esclamò Ron, ancora spaventato. "Siete diventati rigidi e siete caduti dal sedile, per poi cominciarvi a muovere in maniera strana…"
"Il professor Lupin poi è andato verso il Dissennatore, ha preso la bacchetta magica…" Proseguì Happy. "…e poi ha detto: 'Nessuno di noi tiene nascosto Sirius Black sotto il mantello. Vai via'. Ma quella cosa non si è mossa, così il professore ha mormorato qualcosa, e dalla sua bacchetta è uscita una cosa d'argento diretta contro quell'essere, e poi è volata via…"
"È stato strano…" Ammise Natsu. "Non mi ero mai sentito così… ho avuto freddo…"
"Anch'io." Intervenne Gray. "E sapete che io non posso provare in alcun modo freddo, vista la mia magia…"
"Era una creatura disgustosa." Disse Luna, la quale aveva perso parte della sua aria da sognatrice, parendo anche lei un po' scossa.
"Ma perché non siamo svenuti tutti? E che cos'è successo esattamente?"
Il professor Lupin rientrò in quel momento, per poi guardarsi intorno, per poi sorridere.
"Non ho messo il veleno in quel cioccolato, sapete?"
Majutsu a quel punto ne staccò un morso e con sua grande sorpresa sentì un fiotto di calore invaderlo da capo a piedi.
"Saremo a Hogwarts tra dieci minuti." Avvertì il professore. "Stai bene, Harry?"
Harry non si chiese come faceva a sapere il suo nome.
"Sì…" Mormorò.
"Menomale. Ora vi consiglierei di prepararvi a sciogliere questo magnifico incantesimo di espansione. Farò finta di non aver visto nulla, visto che ci ha permesso di viaggiare comodamente." Disse con un sorriso furbo.
Non parlarono molto durante il resto del viaggio.
Quando finalmente il treno si fermò alla stazione di Hogsmeade, la discesa fu un gran caos, con i gufi che tubavano e i gatti che miagolavano come impazziti.
Sulla stretta banchina si gelava; scrosciava una pioggia ghiacciata.
"Quelli del primo anno da questa parte!" Gridò la voce familiare di Hagrid, che riuniva i nuovi, spaventatissimi studenti per la tradizionale traversata del lago.
"State bene, voi?" Urlò il guardiacaccia da sopra la folla, ricevendo un saluto con la mano dai maghi di Fairy Tail, che poi seguirono gli altri fino a un sentiero fangoso, dove almeno cento carrozze attendevano il resto degli studenti.
"Mi chiedo che incantesimo abbiano usato per farle muovere da sole…" Fece Lucy, facendo girare verso di sé Harry, Erza, Gray, Natsu e Neville.
"Non c'è nessun incantesimo." Rispose Luna. "Sono trainate da Thestral. "E credimi, è una fortuna che tu non li possa vedere."
"Sono così brutti, aye?"
"No. Ma solo chi ha visto qualcuno morire è in grado di vederli." Spiegò Neville. "Io li ho visti anche lo scorso anno, avendo visto morire mio nonno, ma dopo ciò che è successo nella Torre-"
"Anche se abbiamo visto morire Shimon, noi eravamo già in grado di vederli." Disse fredda Erza, per poi salire sulla carrozza. "Abbiamo tutti quanti la morte nel nostro passato."


In uno dei corridoi di Hogwarts, la statua di una vecchia strega si spostò.
Da dietro essa uscì Dudley, con addosso quella che sembrava una vecchia divisa, priva di qualsiasi simbolo di Casa.
In mano teneva un foglio di pergamena, mentre con l'altra una bacchetta magica, che stava emettendo una flebile luce.
"O-Okay… sono d-dentro…" Mormorò, deglutendo, per poi tornare a guardare la pergamena, sopra la quale c'era disegnata una mappa di Hogwarts, con segnato in rosso il percorso che doveva seguire.
Il ragazzo rimise al suo posto la statua, per poi guardarsi attorno: c'erano diversi quadri, al cui interno i loro abitanti stavano dormendo, mentre alcune candele sospese in aria illuminavano appena il corridoio.
"Smettila di guardarti attorno." Disse una voce proveniente da una delle sue tasche. "Lo Smistamento e la cena dureranno solo un paio d'ore, ed è l'unico momento in cui tutti gli insegnanti sono riuniti nello stesso posto!"
"S-Sissignore…" Rispose terrorizzato Dudley, per poi cominciare a seguire le istruzioni della mappa, fino a giungere di fronte a un muro.
"Ora schiaccia il mattone leggermente più chiaro." Ordinò la voce di Sirius Black.
Il suo ostaggio non disse nulla, obbedendo all'ordine.
Non appena lo eseguì, i mattoni cominciarono a muoversi, finché non liberarono un passaggio, che il ragazzo attraversò subito, ritrovandosi in una piccola stanza con un tavolo al centro e quattro sedie attorno ad esso.
Non fece neppure in tempo a girarsi verso l'entrata che questa scomparve, lasciandolo chiuso dentro.
"Bene. Ora possiamo stare tranquilli." Continuò Sirius, mentre Dudley tirava fuori dalla tasca un piccolo specchio, che poggiò sopra il tavolo. "Nessuno presente nella scuola è a conoscenza di questo posto, e neppure la Mappa lo segna. Non ti disturberà nessuno."
"Q-Quanto tempo d-dovrò restare qui?" Chiese il Dursley.
Dentro lo specchio, il volto di Black si fece serio.
"Te l'ho già detto: finché non mi avrai aiutato a portare a termine la mia vendetta."


Ed eccomi qui con il nuovo capitolo!
Ebbene sì, Dudley è a Hogwarts... ma non proprio da studente! E come da alcuni di voi indovinato, le vittime dei Dissennatori, oltre ovviamente a Harry, sono Natsu, Gray e Erza.
Anche se lo ammetto, la parte per cui ho riso anch'io durante la scrittura è stato l'acquisto del libro di Hagrid XD.
E anche Remus ha finalmente fatto la sua entrata in scena. E non sottovalutatemi, anche per lui ho in mente diverse cose, anche importanti ù.ù.
Ma ora basta con le anticipazioni, o potrei dirvi che ho nascosto un indizio sulla prossima saga... ops! XD