Capitolo 51: Lady

Titolo del capitolo e colonna sonora: "Lady" di Lenny Kravitz.

Nota del Team: Grazie ad Alice per il suo prezioso aiuto nella traduzione di questo capitolo!


Febbraio 2020


Santana guidava lungo la strada di una piccola cittadina chiamata Bellefontaine, a metà strada tra Columbus e Lima. Quel pomeriggio Brittany le aveva mandato per messaggio un indirizzo, dopo che Santana si era lamentata della giornata stressante che stava avendo al lavoro. Santana guardò di nuovo l'indirizzo e si accigliò. Non sembrava quello giusto. Guidò per qualche altro isolato e vide che l'indirizzo corrispondeva ad un motel. Brittany, con indosso un lungo cappotto, era in piedi nel parcheggio poggiata contro la macchina dei suoi genitori. I suoi capelli erano tirati indietro in un'alta e disordinata coda: i suoi occhi erano delineati dall'eyeliner scuro e le sue labbra da un lucente rossetto rosso. I suoi tacchi erano alti almeno cinque centimetri. Quando vide la macchina di Santana avvicinarsi, sorrise e si tolse il cappotto, mostrando una minigonna e una corta giacca di pelle. Santana fece un gran sorriso mentre parcheggiava. Sarebbe andata davvero bene.

Santana spense il motore e scese. "Ciao," disse, alzando le sopracciglia.

"Ti ha mandata Andre?" domandò Brittany guardando Santana da capo a piedi.

"Um... Sì?" rispose Santana.

"Fantastico." Brittany sputò la gomma e fece segno a Santana di seguirla, ondeggiando i fianchi mentre camminava verso una delle stanze. Aprì la porta prima di girarsi verso Santana.

"Sei pronta a divertirti?" chiese con un sorrisetto.

"Decisamente."

Quando Brittany aprì la porta, Santana intravide un letto singolo al centro della stanza circondato da normali mobili da albergo: una sedia logora con un rivestimento usurato, una vecchia TV, una lampada e una cassettiera rigata.

Brittany spinse Santana attraverso la porta, sbattendola e chiudendola a chiave dietro di loro. Le slacciò energicamente la cintura.

"Ho la sensazione di dover sapere prima il tuo nome," disse Santana con un gran sorriso.

"Fa parte del divertimento," sussurrò Brittany, facendo scorrere la cinta fuori dai passanti prima di farla scattare. Santana sussultò. "Nessun nome, nessun legame." Aveva un'inspiegabile abilità nel risultare sia pura che insostenibilmente sexy allo stesso tempo.

"Come faccio a sapere quale nome urlare più tardi?" Chiese Santana, alzando un sopracciglio.

"Scegline uno." Brittany camminò in avanti, facendo indietreggiare ulteriormente Santana nella stanza.

"Mi piace il nome Brittany."

"Scegli qualcosa di più eccitante."

"Elektra?"

"Abusato e pacchiano."

"Scarlett?"

"Perfetto," sorrise ampiamente Brittany.

"Beh allora, signorina Scarlett… È un piacere conoscerla." Santana sorrise e si alzò sulle punte dei piedi per arrivare con le sue labbra a quelle di Brittany.

Brittany premette il suo dito contro le labbra di Santana. "Ah, ah!" La rimproverò. "Prendo i soldi in anticipo. Vietato toccare fino a quel momento."

"Oh, scusa, l'ho dimenticato," borbottò Santana. Prese la sua borsetta e tirò fuori una banconota da venti, porgendola a Brittany.

Brittany osservò la banconota e si corrucciò. "Beh, penso che porterò i miei servizi da un'altra parte." Si girò per andarsene.

"Aspetta!" Gridò Santana. "Mi dispiace, erano solo cento? Pensavo fossero cinquecento." Santana tirò fuori svariate banconote, facendole scorrere tra le dita mentre le passava a Brittany. Chiese silenziosamente a Brittany di sospendere la sua incredulità mentre diceva: "Ecco qui. Cinquecento."

"Quindi dove eravamo rimaste?" chiese Brittany con un sorriso riservato, ficcando le banconote nella tasca della giacca.

Santana fece un gran sorriso e si tirò su, di nuovo, sulle punte dei piedi per un bacio. Con la differenza d'altezza a causa dei tacchi di Brittany, ci arrivò a malapena. Brittany la baciò per un istante prima di staccarsi.

"Allora dimmi come ti piace," sussurrò, liberando la maglietta di Santana.

"Mi piace lento e violento. E mi piace dare ordini."

"Penso che scoprirai che so prenderli molto bene. E anche a me piace lento e violento."

"Lo dici solo perché ti ho pagata."

"Ha davvero importanza?" sussurrò Brittany. "Se dici che ti piace lento e violento, allora così sarà. Sono qui per farti stare bene." Brittany sbottonò i primi due bottoni della camicetta di Santana, chinandosi per baciarle la valle tra i seni.

"E se dicessi di volerti buttare sul letto e spingere le mie dita dentro di te fino a farti venire?"

Brittany si piegò ulteriormente verso il basso, continuando a baciare tra i seni di Santana. "E allora andrà così. E urlerò il tuo nome mentre lo farai."

"Ma non sai il mio nome."

Brittany lanciò un'occhiata a Santana, sorridendo al suo errore.

"Sono Carmen," si presentò.

"È un piacere conoscerti, Carmen," mormorò mentre si inginocchiava e finiva di sbottonare la camicia di Santana. La fece scorrere via e le sganciò il reggiseno. Quando il seno di Santana fu scoperto del tutto, Brittany passò la sua lingua su entrambi i capezzoli, avvolgendoli con le labbra. Quando sentì il respiro di Santana diventare più pesante, si staccò, guardandola attraverso le ciglia. "Allora qual è il mio primo compito, Carmen?"

"Togli il resto dei miei vestiti," disse Santana, cercando di mantenere un tono di voce regolare.

Brittany obbedì, mantenendo per tutto il tempo i suoi occhi inchiodati a quelli di Santana con uno sguardo sensuale.

"Ora?" Chiese Brittany dopo averla spogliata completamente.

"Ti darò indicazioni quando sarò pronta," tagliò corto Santana. Lasciò Brittany inginocchiata a terra e camminò sul letto, buttando via il piumone e il lenzuolo. Si sdraiò, mise un braccio sotto la testa e incrociò le caviglie. "Alzati," disse. Dopo che Brittany ebbe obbedito, Santana la guardò da sopra a sotto.

"Togliti la gonna."

Brittany eseguì.

"Okay, ora girati."

Brittany si girò.

"Bene," mormorò Santana valutando il sedere coperto dal tanga.

"Vuoi che faccia uno spogliarello?" Propose Brittany, guardando da sopra la sua spalla.

"No, voglio che tu segua i miei ordini."

"Come vuoi."

"Togliti la giacca."

Brittany la tolse, tenendola di lato prima di farla cadere.

"Anche maglietta e reggiseno."

Brittany ripeté il plateale movimento mentre lasciava cadere la maglietta. Si girò e lanciò il reggiseno verso Santana come una catapulta prima di far scivolare i pollici ai lati delle sue mutandine.

"Non quelle. Loro restano," ordinò Santana.

Brittany portò il merletto di nuovo sui suoi fianchi.

"Rimettiti la giacca."

Brittany le rivolse uno sguardo interrogativo, ma obbedì.

"Ora girati verso di me."

Brittany si girò verso Santana con indosso solo il suo tanga e la giacca. Quest'ultima era aperta, mostrando perfettamente la valle tra i seni e le loro curve.

"Mi piace, Scarlett. È davvero un look sexy. Vieni qui."

Brittany camminò sul letto. "Vuoi che tenga le scarpe?" chiese.

"Te lo avrei detto se avessi voluto che le togliessi."

"Certo. Scusa, Carmen."

"Va bene. Solo ascolta meglio."

"Sto ascoltando."

"Siediti. A cavalcioni su di me."

Brittany sorrise mentre si sedeva su Santana.

"Mi piace," mormorò Brittany, trascinando un dito lungo il petto di Santana e facendolo correre in mezzo al suo seno. "Posso vedere dov'è stata la mia bocca."

Santana guardò in basso: segni di un rosso luccicante spiccavano sul suo seno. Per quanto fosse pacchiano, lo trovò incredibilmente sexy.

"Oh Dio, è davvero tanto sexy, Britt," mugugnò Santana.

"Scarlett." Le ricordò Brittany.

"Scarlett…" Le fece eco Santana. "Lascia che ti guardi," disse, osservando le mutandine di Brittany.

Brittany spostò il tanga di lato, mostrando il suo centro liscio e luccicante.

"Sembra che qualcuno si stia già divertendo," sussurrò Santana.

Brittany sorrise, "Non è difficile divertirsi con una cliente sexy come te."

"Infatti… Sai cosa amo, Scarlett?" Chiese Santana con un tono di voce rauco.

"Cosa?"

"Amo guardare una donna che si tocca. Mi fa davvero andare fuori di testa quando so che sta godendo. Toccati per me ora."

Brittany fece scorrere la sua mano sotto il lembo aperto della giacca e si afferrò il collo. Mentre la sua testa si inclinava all'indietro, la sua mano scese verso il basso per tastare il seno prima di essere trascinata sopra il suo stomaco. Continuando a tenere le sue mutandine di lato, sorrise mentre le sue dita si muovevano sul clitoride, disegnando cerchi lenti per qualche minuto. Santana strofinava le sue mani sulle cosce di Brittany, mormorando di tanto in tanto frasi come 'Così fottutamente sexy' o 'Brava ragazza' o 'Mi piace, piccola' mentre i movimenti di Brittany si facevano più veloci. Presto il respiro di Brittany divenne affannoso e i suoi movimenti circolari sul clitoride sempre più frenetici.

"Non fermarti," la incoraggiò Santana. Mosse una mano per poter tenere gli slip di Brittany di lato. "Vieni mentre ti guardo."

Lo strofinamento si fece sempre più frenetico finché Brittany non si irrigidì e sobbalzò in avanti, chiuse gli occhi e strinse le ginocchia intorno a Santana per un momento. Ansimò, respirando a fatica mentre apriva gli occhi per incontrare il sorrisetto compiaciuto di Santana.

"Molto bene, Scarlett," mormorò Santana, "Avevi ragione, sei molto brava a prendere ordini."

Brittany sorrise mentre il suo respiro rallentava, dondolando in avanti per un po' prima di mettersi di nuovo seduta dritta. Si infilò le dita in bocca, avvolgendo le labbra intorno ad esse con un sorrisetto beffardo mentre le succhiava. Santana tremò appena e sussurrò, "Cazzo, sexy da morire."

"Ti piace?" domandò Brittany, facendo scivolare il dito sui segni di rossetto sul petto di Santana. "Perché sarei più che felice di lasciare segni anche altrove."

Santana deglutì. "Sì. Sì, ti prego."

Brittany smontò e scavò nella sua borsa, tirando fuori un rossetto rosso e passandoselo sulle labbra. Ritornò sul letto mettendosi a cavalcioni ma senza appoggiare il bacino, si piegò in avanti per baciare la pelle nei pressi dell'osso del bacino di Santana. Sparse il rossetto sulla pelle soffice delle cosce, del pube, facendo schiocchi con le labbra e lasciando qualche segno coi denti. Divaricò le gambe di Santana e si mise fra esse.

Prima di iniziare a leccare il suo centro, si tolse col retro della mano ciò che restava del suo rossetto. Poi abbassò il capo e fece scivolare la lingua su e giù su Santana per alcune volte, avvertendo i suoi tremori. Dopo alcuni istanti, Brittany sollevò il capo e disse timidamente, "Oh, scusa. Non mi hai detto di farlo. Posso?"

"Sì, continua pure. Fai tutto quello che vuoi," disse Santana già ansimante.

"Posso togliermi la giacca?" domandò Brittany. "Ho un po' caldo."

"Sì, fai pure," sospirò Santana. "Basta che continui a scoparmi."

Brittany si sfilò la giacca e ritornò al suo lavoro.

"Dita?" domandò Brittany dopo un momento.

"Uh-huh," ansimò Santana, già con la testa all'indietro e gli occhi serrati.

Brittany infilò un dito, ruotandolo e muovendolo dentro e fuori alcune volte. "Dio, sei fradicia," mormorò prima di riportare la bocca sul clitoride di Santana.

Santana gemette quando Brittany infilò un altro dito.

Brittany fece schioccare le labbra alcune volte e poi sollevò la testa per chiedere, "Hai detto che ti piaceva lento e violento, giusto?"

"Sì…"

Brittany infilò un terzo dito, Santana si irrigidì e si sentì allargare. Brittany si mise seduta e tenne la mano ferma fino a quando non sentì Santana rilassarsi. Una volta fatto, Brittany spinse le dita con forza, portando la base del pollice contro il clitoride.

"Ah!" esclamò Santana aggrappandosi alla testiera del letto. Era a metà fra un grugnito e un sussulto. "Cazzo!" bisbigliò, con le labbra che si stendevano in un sorriso.

Brittany ritrasse lentamente le mani solo per spingerle di nuovo dentro con forza.

Santana gemette, dimenando la mano libera sulle lenzuola.

"È così che ti piace?" le domandò suadente Brittany.

"…" piagnucolò Santana.

Brittany continuò il suo movimento con la mano fino a quando Santana non rimase senza fiato e si afferrò il petto, arrossando ancor di più la pelle già macchiata di rossetto. Brittany sapeva che il suo dimenarsi frustrato significava che aveva bisogno di un cambio di ritmo per arrivare al culmine. Brittany iniziò a spingere verso l'alto con le dita, senza uscire più. Il pube di Santana si irrigidì e quando lei trattenne il fiato. Brittany abbassò il capo e fece scivolare la lingua sul clitoride di Santana alcune volte prima di sentirla stringersi intorno alla sua mano e le sue ginocchia contrarsi accanto alle sue spalle.

Santana si inarcò ed un grido strozzato le uscì dalla gola, fermandosi a mezz'aria fino a quando Brittany non smise di spingere in alto con le dita. Ritornò sul letto, con il fiato affannoso mentre un sorrisetto tremante e soddisfatto le si dipingeva sulle labbra.

"È stato facile," commentò Brittany sorridendo, pulendosi la bocca ed estraendo la mano. "Deve essere stato lo spettacolino che ti ho fatto."

"Te l'avevo detto che mi piace guardare le ragazze che si toccano, Scarlett."

"Beh, ti farei un altro spettacolino, ma temo che esploderesti."

"Francamente, mia cara, me ne infischio."

Brittany si mise a ridere e si sdraiò accanto a Santana, togliendosi le scarpe con la punta delle dita e uscendo dal personaggio.

"È stato divertente, Santana. Dovremmo fare giochi di ruolo più spesso. Una volta li facevano continuamente."

"Decisamente… Dio, Britt, saresti una puttana da sballo." Si accoccolò al petto di Brittany. "Sono lieta che non dobbiamo ricorrere a quello, ma faresti soldi a palate."

"Santana!" la rimproverò Brittany, ridacchiando mentre le dava una pacca sul braccio. "Non potrei mai fare queste cose e poi tornare a casa da te…"

Santana avvolse le mani intorno a lei e si accoccolò contro il suo collo. "Già, preferisco averti tutta per me."

Rimasero lì per un momento, godendosi la quiete.

"Sono davvero felice di averti potuta vedere stasera," mormorò Santana. "Mi sento così sola nella mia stanza a Columbus."

"Penso che qualche volta potrei venire da te, ora. Papà se la sta cavando bene, credo che la mamma riuscirebbe a gestirlo per una notte o due."

"Davvero?" domandò Santana, sollevando lo sguardo per osservarla deliziata.

"Mh-hm. Dovremmo sfruttare quella stanza super lusso che hai. Vivere con i miei genitori non giovava molto alle nostre coccole."

"Non dirmelo… Ehi, sai cosa potremmo fare la prossima volta?" domandò Santana con un bagliore negli occhi.

"Cosa?"

"L'infermiera birichina," disse Santana sorridendo e mordicchiandosi il labbro.

"Ci avevo pensato, a dire il vero," rispose Brittany osservando il soffitto. "Credo che sia quello che voglio fare."

"Beh, forse dovremmo fare una capatina al negozio di costumi…" sussurrò Santana, facendo scivolare il dito fra i seni di Brittany.

"No, intendevo che è quello che voglio fare," disse Brittany. "Voglio fare l'infermiera."

Santana fermò la mano e sollevò lo sguardo su Brittany. "Davvero?" domandò sorpresa.

"Non credi che ci riuscirei?" chiese Brittany con aria ferita.

Santana vide le vecchie insicurezze di Brittany durante la scuola ritornare in superficie. "No, ma certo che ci riusciresti. Sono solo sorpresa perché è la prima volta che ne parli."

Brittany fece spallucce, "Credo che prendermi cura di papà mi abbia fatto capire quanto mi piace."

"È fantastico, Britt. Sono felicissima per te. Sarai magnifica."

"Beh, prima dovrò entrare in una scuola," mormorò Brittany.

"Ti aiuterò io," si offrì Santana. "Non so niente della scuola infermieri, ma ci proverò."

"No…" disse Brittany. "Voglio farlo per conto mio. Cioè, a parte la retta d'iscrizione, cosa per cui mi aiuteranno i miei genitori… è importante per me che sia una cosa mia."

Santana osservò Brittany per un momento prima di baciarla sulla guancia. "Non hai idea di quanto ti rispetti per questo, tesoro."

Brittany sorrise e si accoccolò a Santana. "Credo di avere avuto un'ottima idea."

Santana strofinò il naso contro il suo orecchio e rimasero sdraiate contente per diversi minuti.

"Non vedo l'ora di poter stare di nuovo con te ogni notte," bisbigliò Brittany.

"Nemmeno io, tesoro," mormorò Santana, baciandole i capelli. "Nemmeno io…"