La proposta di André

Sotto la grande quercia secolare un tempo piantata dal nonno di Augustin, Oscar e Andrè stesero un lenzuolo per adagiare i loro piccoli. La famigliola era distesa sul prato, osservavano il sole che stava tramontando. Un'altra giornata di Giugno volgeva al temine, accompagnata dal canto degli uccelli.
"Oscar la nostra vacanza è giunta al termine. Domani mattina, lasceremo questo posto incantevole, per fare ritorno a palazzo. Ci aspettano giorni di confusione, l matrimonio di Francois é imminente, magari saranno arrivate già le tue sorelle!"
Oscar prese in braccio Gabriel, disse: "Già mi immagino il trambusto, e le voci festose dei nipoti! Penso a Francois che mi aspetta per un confronto, sono mesi che attende per misurarsi con me! Ha ha ha ...".
"Assolutamente … e poi lo sai, mi piaci da impazzire, testardaggine compresa!"
"Andrè quando saremo tornati, andrai da Alain a proporgli la tua idea! Mi sembra incredibile! "
"Sinceramente non riesco a immaginare la sua faccia. Ma ci pensi: lui sindaco di Arras ah ah ah ..."
"A te diverte molto Andrè?"
"Un po' si, ma se dovesse accettare sono sicuro che si troverebbe bene! ... Dopo tutto, lui ha sempre desiderato condurre una vita tranquilla in campagna e Arras avrebbero un degno rappresentante. Vedremo cosa deciderà."
"Spero che si sia riconciliato con Alice."
"Ma! Chissà cosa avrà fatto nell'ultimo periodo."

La brezza della sera cominciava a farsi sentire.
"Andrè dobbiamo rientrare c'è vento, non vorrei che i bambini si ammalassero."
"Si mammina hai ragione dobbiamo tornare a casa!"

Raccolsero le loro cose, ripiegarono il lenzuolo bianco, coprirono i piccoli nelle copertine, tornarono a casa.

Cenarono, rimasero nel salone principale erano sul divano a giocare allegramente con i loro bambini.

Andrè era sdraiato sul pavimento e sollevava Aurora. La piccola rideva per le moine del suo papà. Oscar si deliziava nel vedere il suo Andrè tanto felice.

"Oscar, mi chiedo come sia possibile, che questi piccoli esserini abbiano tutta questa forza! Guardali, sono instancabili!" "Andrè, forse hai dimenticato di noi quanto eravamo tremendi?! La nonna ci rincorreva ovunque!"
"E noi ci nascondevamo dappertutto, per non farci trovare! Però le sgridate toccavano sempre a me, tu ne eri quasi sempre immune! Ah ah ah ..."
"Ah ah ah ... vero Andrè ah ah ah ..."

Era sera inoltra, Aurora si era appena addormentata, Gabriel invece, si era rabbonito tra le braccia della sua mamma.
Entrarono nel salone Loren e Marie e la prima disse: "Madame dobbiamo mettere a letto i bambini."
"Si certo Loren, Aurora si è già addormentata a Gabriel ormai manca poco."
Andrè aveva tra le braccia la sua bambina, disse: "La porto io di sopra, non preoccupatevi, potete andare."
"Come volete Signore, a domani!"

Oscar e Andrè salirono al piano superiore, portarono i bimbi addormentati. Entrarono nella loro camera, li adagiarono delicatamente nei loro lettini.
Oscar osservava amorevolmente i piccoli dormire, Andrè che era alle sue spalle, avanzò, le cinse una mano intorno ai fianchi e con l'altra le scostò i capelli, posò le labbra sul collo e baciandola, sussurrò: "Non sarai mica stanca?"
"Affatto, non lo sono …"
"Allora a noi due, madame Grandiér …"
br
Le mani di Andrè esploravano la sua camicia, tirandola fuori la slacciandola con tocchi decisi, le liberò dalle sue fasce.
Era davanti a lui con tutta la sua provocante bellezza ,viso su viso, occhi negli occhi, la sua bocca catturò le sue labbra avidamente, carezze e abbracci incontenibili, la fece indietreggiare fino al letto, la distese delicatamente , continuò a baciarla e accarezzarla, era sopra di lei, gemiti e sussurri ...
Trascorsero così l'ultima notte d'amore, di quella meravigliosa vacanza ad Arras.

5 Luglio 1790

Il sole tramontava, il giardino di palazzo Jarjeyes era gremito dai schiamazzi gioiosi dei nipotini più piccoli.
Una carrozza avanzava attirando l'attenzione dei più piccoli, voci felici: "E' arrivata zia Oscar … evviva … vedremo finalmente i nostri cuginetti!"

L'annuncio gioioso dei ragazzini, attirarono l'attenzione dei più grandi.
La carrozza si arrestò davanti all'ingresso del palazzo, non fecero in tempo a scendere dalla vettura, che Andrè e Oscar furono circondati dai nipotini trepidanti di voler conoscere i loro cuginetti.
"Che belli ... come sono piccoli! Zia, ti prego vieni con noi, vogliamo dargli un bacino!"
"Un momento nipotini miei, aspettate ..."
Rose e Francois andarono incontro agli zii, la prima disse: "Ben tornati! … Zia Oscar, zio Andrè, vogliamo vedere anche noi i nostri cuginetti!"
"Ciao ragazzi, ben tornati!…"
Rose avanzò ancora di qualche passo, tese la braccia a Loren, continuò: "Dammela un poco per favore, voglio conoscere mia cugina!"
Rose prese la piccola, la guardò con dolcezza, poi conobbe Gabriel.

"Sono bellissimi! Gabriel, ha gli stessi occhi dello zio Andrè ... La piccola invece, ha lo sguardo dei Jarjayes!" Andrè incalzò: " E non solo quello Rose! ah ah ah ..."

Entrarono in casa, in breve tempo si radunò l'intera famiglia, dopo i saluti, Oscar disse: "Dov'è Marianne?"
Sua madre rispose:"Non è ancora arrivata! ... Ho ricevuto la sua lettera, la settimana scorsa, arriverà per l'inizio della settimana prossima."

Gabriel e Aurora passarono dalle braccia di uno zio all'altro, finché cominciarono a protestare.

"Loren, Marie, per favore portateli di sopra, hanno bisogno di riposare."
"Si Madame!"
Oscar, continuò: "Bene se permettete anche noi abbiamo bisogno di riposare. Viaggiare con i bambini è estenuante! Scenderemo per la cena … a dopo!"

Josèphine, ribatté: "Non preoccupatevi, andate pure, a dopo!"
La famiglia Jarjeyes era riunita nella sala da pranzo.
Il generale come sempre occupava il suo posto d'onore, Margherite era seduta alla sua sinistra, tra i commensali c'era Christine: la futura sposa di Francois.

Silvie, disse: "Allora caro nipote, hai terminato l'accademia militare, tra non molto ti assegneranno l'incarico di ufficiale, tra una settimana ti sposi e rimarrai a vivere qui a palazzo con Christine! .. Dimmi Francois come ti senti ad affrontare un cambiamento tanto radicale nella tua vita?"
"Zia,sto realizzando i miei progetti di vita, mi ritengo soddisfatto." –
Il Generale, intervenne: "Credo che tra tutti, il più felice di tutti sono io, visto che mio nipote verrà a vivere a palazzo Jarjayes. La sua decisione non può che rendermi felice! Mi dispiace per voi: Josefhin e Antonin!"
Antonin, ribatté: "Signore, so che mi figlio si troverà bene con voi, anche se, Josèphine ed io sentiremo la sua mancanza!"

Antonin, lo sai, potete intrattenerti a palazzo, tutto il tempo che vorrete ..."
" Grazie Generale! Ma non posso, devo occuparmi dei mie affari, però, sarà un motivo in più per tornare più spesso!"
Il Generale, concluse: "Ed ora voglio sollevare il calice, a questa meravigliosa famiglia!"

Oscar, si tolse le scarpe e si distese sul detto.

"Andrè sono davvero stanca, è stata una giornata faticosa! Tra il viaggio e la riunione di famiglia sono distrutta, ho bisogno di dormire! Spero solo che i bambini me lo permettano!"
Andrè, le si accoccolò accanto, e disse: "Domani mattina, andrò da Alain ... mi chiedo,se ha preso nuovamente sevizio in caserma!"
"Andrè, sono sicura che accetterà la proposta che gli farai. Cambiare ambiente non può che fargli bene."

L'indomani Andrè partì a galoppo per Parigi.

Arrivò in città, percorse la strada che lo portò a casa dell'amico, legò il cavallo, salì frettolosamente le scale.
Un tocco alla porta.

"Alain ci sei?"

La porta si aprì, Andrè si trovò davanti Alice ormai in stato di gravidanza avanzata.

"Buongiorno Andrè che bella sorpresa vederti!"
"Buongiorno a te Alice, sono davvero felice di vederti a casa tua."
"Avanti Andrè, entra!"
Percorsero il piccolo corridoio e si accomodarono in cucina.
"Alice dov'è Alain?"
"Stamattina è di servizio, se lo cerchi puoi trovarlo in caserma."
Alice guardò Andrè con esitazione.

"Vuoi dirmi qualcosa Alice?"
"Si Andrè io desidero ringraziare Oscar per quanto ha fatto per me, mi piacerebbe parlare con lei, però così, in queste condizioni, non sono in grado di affrontare un viaggio in carrozza."
"Non preoccuparti per questo, devi avere cura di te! … Sono contento che le cose si sono appianate tra te e Alain."
"Andrè è questa l'impressione che hai? Invece non è così!"
" Come .. vuoi dire che .."
"Alain si comporta bene con me, è premuroso, gentile, attento ... ma intuisco che non è felice, i suoi pensieri sono rivoti altrove, ovvero il suo cuore è altrove. Non sono stupida Andrè, non mi ama ma non m'importa, apprezzo la sua buona volontà … mi accontento di poco … magari un giorno imparerà ad amarmi!"
"Alice vedrai che le cose con il tempo si sistemeranno, il fatto che Alain abbia cambiato atteggiamento, è un buon inizio, abbi fiducia!"
Andrè le diede le spalle e uscì dalla cucina, la giovane lo accompagnò alla porta.
"A presto Alice."
"Ciao Andrè e grazie per avermi ascoltata.

Cavallo al trotto, Andrè varcò il cancello della caserma, una guardia che era di picchetto domandò: "Chi siete?"
"Sono Grandièr Andrè, sono qui per vedere il Comandante de Sassoin …"
"Un momento, adesso vedo, se può ricevervi."

Alain seduto dietro la scrivania, era intento a firmare alcuni dispacci, quando udì bussare.

"Avanti!"
"Comandante Sassoin c'è una visita per voi."
"Chi è?"
"Mi ha detto di chiamarsi Grandièr Andrè."
"Andrè! … Lascialo entrare, e non voglio essere disturbato da nessuno.
"Agli ordini Comandante! ... Prego, entrate!"

"Andrè, ma che bella sorpresa amico mio! Ma vieni, accomodiamoci! …"
"Ciao Alain ti vedo meglio dall'ultima volta che ci siamo visti! Sono venuto a cercarti a casa ma tua moglie mi ha detto, che eri in sevizio."
"Mi trovi per caso, perché quasi sempre, sono in perlustrazione con i soldati! ... André Parigi non è cambiato nulla, dobbiamo continuamente fare ronde e sedare disordini! … Diamine, non sopporto più questa vita, maledizione! E poi sapessi! Una sera, ho avuto a che vedere con quell' imbecille di Girodelle, ci hanno affidato un incarico e non ti dico quanto ho dovuto strillare per farmi ascoltare, non voleva sottostare agli ordini del nostro superiore. Voleva prevaricarmi ma io non glielo permesso."
"Davvero?"
"Si André, è stata una situazione riluttante! ...Te lo dico io, a quello bruciavano ancora i pugni che gli ho dato! Credimi, ci è mancato poco che gli spaccassi nuovamente la faccia! ... L'imbecille si è reso conto che non scherzavo affatto e così, ha collaborato. Sai, voleva scaricare tutto il lavoro al mio reggimento, mi è bastato intimorirlo un po', e così, si è convinto a fare il suo dovere! Ih ih "
"Le tue solite maniere forti Alain, non sei cambiato affatto! Ih ih ih ..."

Alain batté le mani sui braccioli della sedia e alzandosi con stizza, disse: "L'unica differenza amico mio, sai qual è? Una volta avevo l'abitudine, di passare tutto il mio tempo libero nelle osterie a ubriacarmi e mi divertivo nei bordelli! Invece adesso sono costretto a fare il buon maritino, se non voglio mandare nuovamente tutto all'aria, almeno ci voglio provare! … Ma parliamo d'altro, dimmi, cosa ti ha spinto fin qua? Perché non credo, che dopo tutto il casino che ho portato nella tua vita, tu sia venuto per una semplice visita di cortesia."
"Infatti Alain mi ha spinto un motivo ben preciso per venire da te!"
"Cosa succede amico?"
"Non molto tempo fa, mi hai chiesto di assumerti in fabbrica …"
"Emm … Si ... Non ti capisco André, vuoi offrirmi davvero un posto tra le tue stoffe? No, non ci posso credere! Ah ah ah Mi manderesti davvero in campagna?
"Molto di più amico mio! Ti offro la possibilità di chiudere con questa vita definitivamente, ti propongo un lavoro prestigioso …"
"Non ti capisco, vuoi che lavori per te?"
"Non proprio! Ti do la possibilità di lavorare per la comunità di Arras in veste di primo cittadino."
"Ah ah ah ah ... Cos'è uno scherzo il tuo? Vuoi prendermi in giro per vendicarti di me? Questa poi è l'ultima cosa che potevo aspettarmi da un tipo serio come te!"
"Non sto scherzando Alain, dico sul serio, accetta di diventare il sindaco di Arras, hai la possibilità di lasciare questo lavoro che ti sta stretto e di trasferirti in campagna. Allora che mi dici, accetti?" "Allora tu non stai scherzando Andrè?"
"Non potrei mai su una cosa così importante."

"Andrè se davvero il tuo non è uno scherzo, presento immediatamente le mie dimissioni, al Comando del Quartier Generale."
"Allora sbrigati, non perdere altro tempo. Appena avrai risolto ogni cosa vieni a trovarmi!"
"Grazie amico, spero che tu non abbia a pentirti. Sai, Con un matto come me, le cose funzioneranno sicuramente ma potrei portare scompiglio in quella comunità! Ah ah ha ..."
"Accetto il rischio Alain! Ah ah ah ..."