49. They will never forgive us

«No, sì… certo che capisco, non preoccupatevi.» Lydia sospirò, stringendosi di più nel giacchettino mentre camminava verso l'entrata posteriore dell'arena.

«Però, se vuoi…»

«No, sta' tranquilla, Nicole. Capisco che Brie voglia stare un po' con Daniel, dopo tutto quello che ha dovuto affrontare stasera con la Wyatt».

«Già… è stata proprio una nottataccia.» concordò Nikki, dall'altro capo del telefono. «Ed io volevo approfittarne per stare un po' con John. E' appena tornato dagli Emirati Arabi e, beh, sai…»

«Non hai bisogno di spiegarti, dico sul serio!»

«La prossima volta, però…!» si affrettò a dire Nikki.

«Con piacere.» concordò Lydia.

«Allora, passa una buona serata».

«Anche voi. Buonanotte, Nikki».

«'Notte, Lydia».

La comunicazione si interruppe e Lydia sospirò di nuovo, rinfilandosi il telefono in tasca.

La sua copertura era appena sfumata via: le gemelle, che di solito dormivano nella stessa camera d'albergo, per una serie fortuita di eventi si erano invece separate per quella sera, prendendo ognuna una stanza col proprio uomo. Per questo non potevano proprio ospitare Lydia per la notte: sarebbe stata decisamente un indesiderato terzo incomodo.

Si passò una mano tra i capelli e fissò l'entrata di servizio dell'arena, poi estrasse nuovamente il cellulare: lei stessa e Jon la fissarono dallo schermo e lei senti' una morsa stringerle il cuore e giocare maligna con il suo stomaco. Chiuse la mano libera in un pugno e sbatté ripetutamente le palpebre, per impedire al magone che le aveva occluso la gola di esplodere in un pianto liberatorio. Sbloccò il telefono e cliccò sul simbolo della rubrica, scorrendo velocemente la lista: con le gemelle fuori causa, a chi poteva chiedere ospitalità? Né Seth né Roman erano una scelta plausibile: come voleva star lontana da Jon, voleva ugualmente prendere le distanze anche da loro, specialmente dal primo, visto il modo secco in cui le aveva risposto, quando lei aveva solamente cercato di dare una mano; inoltre, il modo in cui Joe lo aveva seguito, abbandonando Ambrose, non le era piacuto per niente.

Dean aveva solo cercato di aiutare… proprio come lei.

Forse, l'ingratitudine dilagava tra i membri dello SHIELD, quella notte.

Aveva in memoria il numero di Trinity e Ariane, ma non era cosi' in confidenza con loro da chiedere il favore di ospitarla per la notte. Il suo dito si fermò con indecisione sul nome di Dolph Ziggler: lui le avrebbe dato asilo, nessun dubbio al riguardo… e, sicuramente, sarebbe stato in grado di farla sorridere e farla immediatamente stare meglio. Eppure, qualcosa la frenò: il ricordo della gelosia di Jon nei confronti di Nick e la rabbia latente che dimostrava, ogni volta che lui, anche solo per sbaglio o casualità, la incontrava nei corridoi… no, sarebbe stata proprio una bastardata da fare. Non che lui non la meritasse, sia chiaro. Considerando che si era comportato proprio come un vero stronzo, gli sarebbe stato bene, ma non voleva mettere in mezzo Ziggler: lo avrebbe solo usato e magari alimentato quella speranza che, invece, Jon sembrava essere riuscito ad estinguere del tutto con quella dichiarazione cantata a sorpresa, che aveva messo a tacere tanto Dolph quanto Renee Young. Già… come si sarebbe sentita lei, nel sapere che Jon se ne fosse andato a farsi consolare da Renee, quella notte? Ci era già passata e, onestamente, sperava proprio di non ripetere mai più l'esperienza. D'altro canto… chi diamine era Ambra?

Si costrinse immediatamente a cacciare quel pensiero che le era baluginato nella mente e le aveva punto il cuore. Scosse il capo con veemenza e spense il telefono, ricacciandolo in fondo alla tasca: non avrebbe chiamato nessuno. Avrebbe aspettato un taxi e si sarebbe fatta riportare in albergo. Poi, lì, avrebbe deciso il da farsi.


Non pensare alla misteriosa donna che tartassava Jon di chiamate era piuttosto difficile, specialmente di fronte ad un calice di birra ambrata. A lei neanche piaceva la birra, non sapeva perché l'aveva ordinata, ma era già il secondo boccale che buttava giù, quasi controvoglia, come se qualcuno glielo avesse comandato.

Ambra.

Più cercava di non pensarci, meno ci riusciva, ovviamente.

Chi era quella donna?

Cosa voleva da Jon?

E perché lui sembrava odiarla tanto?

Di che cosa stavano parlando?

Chi era l'altra donna a cui sembravano riferirsi?

Erano vecchie fiamme di Mox?

Donne di un passato funesto di cui Jon non riusciva – e forse non poteva – liberarsi?

E perché non ne voleva parlare con lei?

Perché tenerle entrambe segrete, se non c'era nulla da nascondere?

Erano decisamente troppe domande. Solo alcune, in realtà, del miliardo di questioni e dubbi che le affollavano la mente, facendole vorticare il mondo attorno… o forse, era solo colpa della birra.

Sollevò nuovamente il calice e sorseggiò il liquido che, freddo e amaro, le scese in gola.

Il cellulare, abbandonato sul tavolino, vibrò e si illuminò. Quasi controvoglia, Lydia fissò lo schermo: se era Jon, non aveva alcuna intenzione di rispondergli; in fondo, lei sarebbe dovuta essere ad una serata sole donne con le Bellas, non aveva motivo di preoccuparsi né lei di rispondere.

Ma, il nome che lesse accanto all'icona del messaggio, non era Jon.

Leighla Shultz » Heilà, Lys. Come stai? Ho appena finito di vedere RAW… tutto bene?

Lydia sospirò e storse il naso in una smorfia: da dopo Natale, Leighla aveva cominciato a tormentarla di messaggi per avere notizie di Colby e tenere la situazione sotto controllo. All'inizio, era stata lieta di poterla rassicurare e dirle che il suo fidanzato si stava comportando in maniera esemplare: ultimamente, non lo aveva visto flirtrare con nessuna donna. Ora, la situazione stava diventando un pochino pesante. Lydia cominciava a sentirsi come una sporca spia.

Prese il telefono e meditò sul da farsi. Poi, alla fine, si decise a rispondere.

Lydia (ragazza Ambrose) » Ciao Lei. Diciamo che potrei star meglio. C'è stata un po' di tensione, tra i ragazzi, ma niente di irreparabile mi auguro. Sono sicura che domani saranno tornati i soliti idioti di sempre.

La risposta di Leighla non tardò ad arrivare.

Leighla Shultz » Mi dispiace… c'è qualcosa che posso fare per farti stare un pochino meglio?

Lydia (ragazza Ambrose) » La birra che sto bevendo sta aiutando, ma grazie lo stesso per esserti offerta. Con una bella dormita, mi passerà tutto.

Leighla Shultz » Capito. Per qualsiasi cosa, sono qui.

Lydia non rispose e poggiò il telefono nuovamente sul tavolo. Stava per immergersi nei suoi pensieri, quando il telefono vibrò di nuovo. Doveva aspettarselo che Leighla non avesse finito di parlare.

Leighla Shultz » Colby come sta?

Lydia chiuse gli occhi e respirò lentamente. Digitò una rapida risposta.

Lydia (ragazza Ambrose) » Nervoso, esattamente come gli altri.

Leighla Shultz » E' lì con te?

Lydia (ragazza Ambrose) » No. Sarà in camera sua, adesso. Io sono con Jon.

Mentì, ma a quel punto non le interessava molto, voleva solo essere lasciata in pace.

Leighla Shultz » Capisco.

Pochi secondi dopo, arrivò un altro messaggio.

Leighla Shultz » Non pensi che stia con un'altra, vero?

E due secondi dopo, ancora.

Leighla Shultz » Scusami se ti do il tormento! E' solo che sono così in ansia… quando l'ho sentito al telefono era così strano…

Lydia si massaggiò le tempie. Ebbe l'irrefrenabile desiderio di prendere il telefono e affogarlo nella birra. Poi, pensò che forse era meglio se, ad affogare nella birra, fosse Leighla. Respirò, invocando una pazienza che solo divina avrebbe potuto essere, in quel momento.

Lydia (ragazza Ambrose) » Sta tranquilla, Lei. Sono sicura che Col fosse solo stanco, è stata una dura nottata per tutti quanti. Vedrai che è già crollato nel suo letto… esattamente quello che sto per fare io tra breve!

Inviò il messaggio, sperando che la Shultz recepisse l'antifona e chiudesse il discorso.

Leighla Shultz » Sì, forse hai ragione… mi preoccupo troppo.

Lydia (ragazza Ambrose) » Non te ne faccio una colpa. Ora vado, ci sentiamo domani, d'accordo? Buonanotte Leighla, dormi sogni tranquilli.

Leighla Shultz » Notte.

Lydia poggiò nuovamente il telefono sul tavolino, non prima di aver tolto la vibrazione. Lo mise con lo schermo rivolto verso il ripiano, cosi' da non poter più essere disturbata, e riaffondò le labbra sul bordo del boccale. Stava per immergersi nuovamente nei suoi pensieri quando, con la coda dell'occhio, vide una figura familiare varcare le soglie del bar.

Seth Rollins.

Menomale che aveva appena rassicurato Leighla sul fatto che Colby fosse nella propria camera a dormire.

Distolse lo sguardo e tentò di diventare piccola piccola, per non farsi notare; cercò comunque di seguirlo di sottecchi, per studiare la situazione e vedere se, effettivamente, fosse lì per incontrarsi con qualche misteriosa donna.

Onestamente, ne aveva abbastanza di donne del mistero, per quella notte.

Ma Colby non sembrava avere alcun incontro galante.

«E' libero quel posto?»

La sua voce la fece sobbalzare, facendole rischiare di buttarsi la birra addosso. Lydia sollevò lentamente lo sguardo, fino ad incontrare la figura di Seth Rollins che la fissava dall'alto, indicando la sedia vuota accanto a lei con una mano.

Prese un profondo respiro, poi girò il viso dall'altra parte. «Sarei tentata di dirti di no.» rispose, con una smorfia.

«E me lo meriterei.» concordò Colby, scostando comunque la sedia e mettendosi seduto. «Che fai qui da sola? Dov'è Jon?»

Lydia gli lanciò un'occhiata di traverso. «Cos'è, sei il mio cane da guardia, ora?»

«Sei arrabbiata e lo capisco.» commentò Colby, coprendosi il viso con la mano e carezzandolo ruvidamente. «Mi sono comportato come uno stronzo e mi dispiace».

«Sta' tranquillo, non sei l'unico ad essersi comportato da stronzo. Puoi andare e dormire sogni felici».

Lo sguardo di Colby si fece più intenso. «Jon?»

Lydia lo considerò solo con una veloce occhiata. «Perché sarei qui da sola, altrimenti?»

«Che cosa ha combinato?»

«Niente di diverso da quello che hai fatto tu: si è comportato da stronzo e, onestamente, sono un po' stufa dei suoi sbalzi d'umore. Non ho voglia di stare con lui e il suo muso lungo, stanotte».

Colby sospirò e si poggiò meglio contro lo schienale della sedia. «E dove te ne andrai a dormire?»

Lydia fece spallucce. «Mi arrangerò».

«Dai, vieni in camera con me».

Lydia si voltò di scatto, gli occhi sgranati ed entrambe le sopracciglia sollevate. Non potè impedire ad un vecchio e famigliare pizzicore di crepitarle sulle guance. Si schiarì la gola, cercando di ingoiare il cuore che lì sembrava essere balzato. «Come non voglio stare con Jon, di certo non voglio stare con te. Anzi, a dirla tutta, vorrei solo essere lasciata in pace.» Bevve un altro sorso di birra, poi si alzò di scatto; gli rivolse un sorriso finto e si allontanò.

Non fece molti passi verso l'uscita, prima che Seth Rollins la raggiungesse e la fermasse, afferrandola per un avambraccio. «Hey… no, dai: non fare così».

Lydia alzò gli occhi al cielo e sbuffò. «Che cosa vuoi da me Col, uh?»

«Voglio che facciamo pace.» mormorò lui, abbassando lo sguardo con aria mesta e carezzandole delicatamente il braccio col polpastrello del pollice.

Ed eccolo lì: Sethie, il cucciolo bastonato.

Lydia si morse il labbro inferiore e chiuse gli occhi, meditando sul da farsi.

«Permettimi di farmi perdonare.» aggiunse Colby, prendendo al volo la sua indecisione e cercando di fare breccia nel muro che si era creata attorno.

Lydia sbuffò ma, ancora, non rispose.

«E poi, Jon non me lo perdonerebbe mai se ti lasciassi qui da sola, incustodita, alla mercé di chiunque.» rincarò la dose; poi, corrugò la fronte e sembrò stare riflettendo su un dettaglio che gli fece stringere gli occhi. «Anzi… mi stupisce che Ambrose ti abbia permesso di venire qui, senza di lui.» La squadrò da capo a piedi, facendosi ancora più sospettoso quando la vide distogliere lo sguardo in maniera colpevole. «Aspetta… Jon sa che sei qui?»

Lydia storse il naso in una smorfia e si umettò le labbra. «No.» rispose semplicemente: era inutile mentire ormai.

Colby sollevò un sopracciglio. «E all-»

«Crede che io sia in camera con le Bellas, okay?» sbottò Lydia, sottraendosi alla sua presa e stringendosi le braccia sotto il seno. «Sarei dovuta andare dalle gemelle, ma entrambe erano impegnate e così…»

«E così hai ben pensato di venire qui, da sola, ad ubriacarti.» concluse Seth, assumendo un'aria piuttosto severa, che la fece sentire a disagio.

«Non sono venuta qui ad ubriacarmi.» rispose lei, innervosita – se anche così fosse stato, che diritto aveva lui di giudicarla? «Sono venuta qui per stare da sola. Lontana da lui. E lontana da tutti.» chiari'. «A quanto pare, non ci sono riuscita».

«Mi dispiace aver deluso le tue aspettative, sweetheart.» Seth si chinò appena sulle ginocchia, per essere alla stessa altezza di Lydia; le rivolse un sorrisino dimesso: non voleva litigare con lei. «Ma non ti lascio qui da sola, quindi a te la scelta: puoi venire in camera con me, oppure ti riporto da Jon. Sta a te decidere».

«Non mi stai lasciando una grande scelta.» constatò Lydia, arricciando il naso.

«Ma questa è: prendere o lasciare.» Colby ghignò, porgendole una mano.

Lydia sbuffò. «D'accordo, vengo con te».

«Saggia decisione».


«Perdona il disordine, non mi aspettavo di avere ospiti.» si giustificò Seth, mentre si introducevano nella sua camera d'albergo.

In effetti, Lydia non poté non notare come sembrasse esserci passato un uragano, in quella stanza: le valigie aperte sul letto matrimoniale, vestiti sparsi ovunque, l'attire dello SHIELD gettata in un angolo, un computer portatile acceso sopra la cassettiera.

«Tranquillo.» fu l'unica cosa che rispose, mentre Colby cominciava a gettare i panni dentro la valigia per fare posto sul letto. «Metodico come sei, pensavo fossi più ordinato.» commentò poi, cercando di sciogliersi un pochino.

Seth le rivolse un sorrisino storto e spostò la valigia in un angolo. «Posso offrirti qualcosa?» le domandò poi, piegandosi vicino al frigobar.

«Solo un po' d'acqua.» rispose lei, accomondandosi sul bordo del letto.

«Sei economica.» ridacchiò Colby, prendendo una boccetta d'acqua e aprendola, per poi afferrare due bicchieri di plastica da sopra la scrivania e versarla dentro. «Dovrei chiedere ad Ambrose di scambiarci di coppia: Leighla è piuttosto costosa.» ammiccò, porgendole l'acqua, e lei sorrise, scuotendo il capo.

Rimasero un pochino in silenzio, mentre lui finiva di sistemare le cose – o, per lo meno, di trovarci una collocazione momentanea.

«Seth?»

«Mmh?»

«Prometti che rimarrà un segreto?» chiese timidamente, rigirandosi il bicchiere vuoto tra le dita.

Colby si girò a guardarla da sopra la spalla destra. «Che cosa, sweetheart

«Il fatto che io stasera sia qui con te. Non voglio che Jon lo sappia… sai com'è fatto, traviserebbe tutto».

Lui la osservò per un po', quasi meditabondo, poi si alzò e andò a sedersi accanto a lei. «Tranquilla.» concordò, con un cenno del capo. «Ma tu non dirlo a Leighla: non voglio che torni ad essere la pazza squilibrata e gelosa di prima!» aggiunse, con un risatina sottile.

Anche Lydia si ritrovò ad annuire.

Si misero entrambi comodi sul letto, le schiene poggiate al muro. Colby accese la televisione e andò sul menù dedicato ai film.

«Le cose tra te e Lei vanno meglio?» gli domandò all'improvviso Lydia, mentre lui si infilava gli occhiali da vista – era cosi' strano in quella mise casalinga! – per leggere la trama di un film d'azione con Tom Cruise.

«Cosa?» le domandò distrattamente, tornando indietro e decidendo che il film non l'aveva convinto.

«Sai… il giorno della Vigilia, a casa mia… Leighla è venuta a parlarmi».

Colby si fece più interessato. «Ah si'?»

«Mh-mh. Mi ha raccontato un pochino di voi e si è scusata per il modo in cui si è inizialmente comportata con me: ha detto di essere gelosa del rapporto che si era creato e che aveva paura che io potessi portarti via».

Colby sollevò un sopracciglio. «La solita paranoica».

«Ha motivo di esserlo?» indagò a bruciapelo, non riuscendo proprio a trattenersi.

«Che cosa?! Assolutamente no! Sweetheart, tu sei bellissima ed io ti trovo adorabile, ma non ci potrebbe mai essere niente, tra di noi! Sei la ragazza del mio migliore amico.» Colby dismise il tutto con un risatina leggera, scuotendo il capo.

«Io… non parlavo di me.» ribatté Lydia timidamente.

Colby si voltò a guardarla. «E allora di chi?» si informò guardingo.

Lydia si morse il labbro inferiore, a disagio sotto l'intensità dello sguardo che le stava rivolgendo. «C'è qualcun'altra, forse?»

«Mi stai chiedendo se tradisco Leighla?»

«Lo fai?» domandò lei di rimando, fissandolo: ora erano in pista, tanto valeva ballare.

Colby sbuffò una mezza specie di risata sprezzante. «E' stata lei a chiederti di indagare?» chiese, la voce improvvisamente tagliente.

Lydia spalancò gli occhi. «Cosa? Ma no…! La mia è semplice curiosità!»

«Non mentire.» la troncò subito, inchiodandola di nuovo con un'occhiata severa. «Non sei brava a farlo e mi stupisco del fatto che Jon ancora non abbia capito che gli nascondi qualcosa.» frecciò velenoso.

«Ma di che cosa stai parlando?» domandò Lydia, sentendo una piccola stilettata all'altezza del petto.

Ma lui tergiversò e non rispose. «Tu fatti i fatti tuoi ed io mi faccio i miei.» rispose semplicemente.

«E' quello che ho fatto: avrei potuto dire a Leighla di te e della biondina e del modo in cui vi strusciavate sulla pista da-»

«Non parlare di cose che non capisci.» la interruppe lui, con una rabbia ingiustificata.

«… ballo, ma non l'ho fatto.» concluse Lydia, cercando di mantenere la calma.

Colby la squadrò da capo a piedi. «Chi me lo assicura?»

«Hai detto che le cose tra di voi vanno meglio.» gli ricordò Lydia. «Come avrebbero potuto, sei lei avesse saputo?»

Seth prese un profondo respiro, poi gettò l'aria con uno sbuffo violento e si passò una mano tra i capelli. «Bene».

Lydia attese in silenzio per qualche istante, speranzosa che lui continuasse e si confidasse con lei, ma Colby non lo fece. «Che cos'è che non dovrebbe sapere?» non riusci' ad esimersi allora dal chiedere.

«Te l'ho già detto e te lo ripeto, Lydia: dovresti imparare a farti gli affari tuoi.» rispose lui, con tono sgradevole.

«Tu la ami?» domandò lei, non arrendendosi.

«Chi?»

«Leighla… chi altri, se no?» replicò Lydia, sempre più insospettita dal fatto che avesse dovuto specificare a chi si stesse riferendo. Non avrebbe dovuto essere implicito, che parlava di Leighla? Chi altro avrebbe dovuto amare?

Colby sospirò. «Certo che la amo».

«Allora, non dovresti mentirle».

«Non credo tu sia nella posizione di dare questo tipo di consigli.» mormorò lui, alzandosi dal letto e avvicinandosi alla finestra.

«Ma di che cosa stai parlando?»

«Di te e di Jon. Neanche tu sei sincera con lui».

Lydia degluti', alzandosi a sua volta. «Non capisco».

«Glielo hai detto, delle visite mediche a cui dovrai sottoporti da Gennaio per il recupero della memoria? Lo sa che non verrai più in tour con noi, una volta finite le vacanze natalizie?»

Altra stilettata al cuore. Lydia aprì le labbra e fece per rispondere poi, non sapendo cosa dire, strinse le braccia al petto e tacque.

«Come pensavo».

«Quello è… un discorso completamente diverso.» riusci' a dire infine, abbassando lo sguardo con aria colpevole.

«In che modo?» la provocò Colby, avvicinandolesi di un passo. «Gli stai mentendo».

«Questo significa che anche tu stai mentendo a Leighla, allora.» ribattè Lydia, affrontandolo.

«Non cambiare discorso.» la sfidò lui.

«Non farlo nemmeno tu, allora».

Si studiarono per qualche secondo, guardinghi.

«Ascolta: tu ti fai gli affari tuoi e non interferisci tra me e Leighla ed io farò lo stesso tra te e Jon».

Lydia degluti', poi scosse il capo, quasi sconfortata. Fece un passo all'indietro, allontandosi.

Non si sentiva più a suo agio.

«Credo sia meglio che me ne vada».

«Si', lo credo anch'io.» concordò Seth.

Senza nessun'altra parola, Lydia si voltò e lasciò la camera.


I corridoi dell'albergo erano silenziosi. Dando uno sguardo al suo cellulare, non se ne stupi': erano le due del mattino. Con passi lenti e titubanti, Lydia attraversò l'androne e si fermò di fronte alla camera numero 125. Bussò.

Non dovette aspettare molto, prima che il chiavistello girasse una sola volta e la porta si aprisse.

Jonathan Good, vestito con una t-shirt nera, un paio di pantaloncini grigi e i capelli tutti arruffati, la guardò dall'alto senza dire una parola.

Rimasero a fissarsi, poi lui si fece semplicemente da parte, permettendole di scivolare all'interno della stanza, e si chiuse di nuovo la porta alle spalle.

Sembrava saperlo che sarebbe tornata.

Non le chiese nulla e Lydia rimase altrettanto silente.

Nessuno dei due spiccicò una parola, neanche quando spensero le luci e si coricarono nel letto.

Non c'era bisogno di parole.

Entrambi avevano qualcosa da nascondere e lo sapevano… ma non era quello il momento adatto per rivelarlo.


NdA;

Ed eccoci qui con un nuovo capitolo! Il confronto tra Lydia e Seth in questa parte della storia è una delle poche certezze che avevo sin dall'inizio. Non posso dirvi molto sul futuro della loro amicizia, ma posso dirvi che si avvicineranno di nuovo, per poi allontanarsi bruscamente ancora una volta... ma come, quando e perché, solo continuando a seguire la storia potrete saperlo ;)
Non mi avete fatto sapere chi pensate possa essere la misteriosa Ambra, quindi vi lascio con questa domanda aperta e vediamo se qualcuna di voi riesce ad indovinare cosa sta nascondendo Jon! E per quanto riguarda Colby? Credete davvero che tradisca Leighla? E, se fosse state in Lydia, voi cosa avreste fatto? Avreste detto a Jon delle visite mediche e del fatto che questo vi avrebbe impedito di seguirlo in giro per il mondo? Come pensate che reagirà il nostro buon Ambrose sapendolo?
Rispondete a queste domande e sentitevi libere di farmi tutte quelle che volete in una recensione!

Due comunicazioni importanti:

»DAL MOMENTO CHE STO PER ARRIVARE IN PARO CON I CAPITOLI, LA STORIA, INVECE CHE ESSERE AGGIORNATA OGNI VENERDI', VERRA' AGGIORNATA OGNI DUE VENERDI', COSI' DA RIUSCIRE A MANTENERE UNA CONTINUITA' NEL POSTARE! QUESTO SIGNIFICA CHE, IL PROSSIMO CAPITOLO, ARRIVERA' VENERDI' 2 DICEMEBRE!

»HO RIAPERTO IL MIO PICCOLO ARCHIVIO PERSONALE, DOVE INTENDO POSTARE NOTIZIE, SPOILERS, IMMAGINI E QUANT'ALTRO SU TUTTE LE STORIE CHE STO SCRIVENDO, DOVE POTRETE SEGUIRE I MIEI AGGIORNAMENTI IN TEMPO REALE E, SOPRATTUTTO, DOVE POTRETE PARLARE CON ME ED ENTRARE A FAR PARTE DI UNA PICCOLA COMUNITA' CHE SPERO POSSA APPASSIONARVI E CONVINCERVI A RIMANERE! E' ANCORA ALL'INIZIO E DEVO SISTEMARE IL TUTTO, MA SE INTANTO VI ANDASSE DI ISCRIVERVI, MI FAREBBE PIACERE! MI TROVATE A giuliamn . forumfree . it (unite il tutto, ovviamente, che questo sito non mi fa mettere i link!)

Grazie a tutte e alla prossima ❤