Capitolo 49
Quel giorno fu complicato.
Le armi non erano state trovate.
I compagni non avevano visto niente e non sapevano niente.
Non c'erano moventi per far fuori quei ragazzi.
Niente droga. Niente alcool. Nulla.
Uscì dal suo ufficio, dopo esserci rimasta per ore a pensare al caso.
"Ragazzi è inutile che ci scervelliamo.
Andate a casa. Ci vediamo domani." disse ritornando dentro.
Andy aspettò che se ne fossero tutti andati per bussare alla sua porta.
"Tesoro..?"
"Entra, dimmi" lei sorrise.
"Come ti senti?"
Lei si limitò a fare spallucce.
"Ti accompagno, vieni"
Quando la macchina non si accese, chiamarono un carrattrezzi.
Dopo di ché lui la portò a casa.
"Ti va di restare? Rusty è fuori.." disse prima di scendere dall'auto.
"Mi piacerebbe" rispose Andy.
Entrarono e lei andò a mettersi leggins e una maglia dell'FBI (un regalo di compleanno di Andrea e Gavin)
"Fai come fossi a casa tua.."
Lui si tolse giacca e cravatta, e si sbottonò i primi bottoni della camicia.
"Posso usare il bagno?" chiese lui
"Certo".
Quando uscì la trovò sul terrazzo. Le si avvicinò e la abbracciò, facendole poggiare la schiena contro il suo petto.
"Andy baciami!" disse supplichevole voltandosi e guardandolo dritto negli occhi.
Flynn sorrise rispondendo:
"Non chiedo altro!"
Era come se avessero l'attack sulle labbra.
Iniziò a fare su e giù con le mani accarezzando la schiena del suo capitano, finché arrivò troppo giù.
Lei sentì in quel tocco tutto il suo amore.
Rimase paralizzata, sgranò gli occhi restando a bocca aperta.
Era stata sola per così tanto tempo. E con Jack era stata solo le due volte che era rimasta incinta. Primo perché non sopportava di essere toccata da quell'uomo e secondo perché furono le uniche volte della loro vita insieme che fosse sobrio.
Con Andy era diverso. Desiderava essere sua ma non si aspettava di auto trattenersi. Avrebbe voluto andare fino in fondo ma non ci riuscì.
Lui si accorse del disagio, la mollò ed entrò.
"Andy aspetta!" esclamò quando lo vide prendere la giacca.
"Scusa Sharon, non avrei dovuto!" rispose dirigendosi alla porta senza guardarla.
"No sono io... Non andartene ti prego! Ti offro qualcosa.. "
"Va bene" sospirò tornando indietro sedendosi sul divano.
"Che cosa vuoi? Caffè, the?"
"Un the per favore"
Mise l'acqua sul fuoco e andò accanto a lui.
Gli diede un bacio sulla guancia. Era serio.
Mise la testa sulla sua spalla e la mano sul suo petto, massaggiandolo.
Lui si alzò e si avvicinò ai fornelli. Lo seguì.
"Che hai?"
"Pensavo a prima.."
"Andy ascolta è colpa mia!" disse lei abbracciandolo da dietro.
"Non mi sarei dovuto permettere"
"Mi sarei arrabbiata se non ci avessi provato! Insomma .."
Si girò a guardarla prendendole il viso tra le mani.
"Sharon io voglio fare le cose per bene"
"Lo so e te ne sono grata"
"Te lo meriti"
Si baciarono di nuovo. Fu come sul balcone.
In preda alla passione, iniziò a baciarle il collo e lei era sul punto di togliersi la maglia quando lui urtò la mano contro il bollitore bruciandosi. Sharon si staccò e diede un colpo contro lo spigolo di un cassetto rimasto aperto.
Non c'era niente da fare!
Quella non sarebbe stata la loro prima volta.
Se avessero insistito si sarebbero fatti male sul serio.
Si guardarono e sospirarono, abbozzando un sorriso.
Dovevano aspettare, ma ne sarebbe valsa la pena.
Lei andò in bagno a prendere la pomata per ustioni e urti.
La mise a lui, baciandogli la mano.
"Vado a metterla in camera davanti allo specchio o mi verrà il torcicollo"
"Se vuoi" disse dolcemente lui.
Sharon diede il tubetto a Andy e arrossendo tirò giù i pantaloni.
Al vederle le cosce e la biancheria rimase senza fiato.
Si mise in ginocchio mentre le spalmava la pomata, nella speranza che lei non notasse il movimento nella parte anteriore dei suoi pantaloni.
"Ahi!" ansimò mentre un livido si formava sulla pelle pallida.
"Hai preso una bella botta"
Lei arrossiva e si scaldava al suo tocco.
'Speriamo si sbrighi!' pensò, anche se avrebbe voluto che continuasse.
Una volta rivestita, lo aiutò a rialzarsi.
"Mi faresti un massaggio alla schiena già che ci sei?" chiese timidamente.
"Con piacere" rispose sorridendole.
Adesso faceva altri versi, sospirando pesantemente.
Faceva le fusa, Sharon la gatta!
