Capitolo 52: Non cercare oltre
Titolo del capitolo e colonna sonora: "Look No Further" di Dido – Lily ne raccomanda l'ascolto durante la lettura, è perfetta!
Un mese dopo, marzo 2020
Santana si infilò nel vialetto dei Pierce un tardo venerdì sera. Era esausta, ma sollevata per essere riuscita a terminare il lavoro e poter tornare a Lima per il week-end. Anche se era quasi mezzanotte, sapeva che Brittany l'avrebbe aspettata in piedi. Infatti, Brittany aprì la porta d'ingresso mettendosi il cappotto e incamminandosi per salutare Santana ancor prima che spegnesse il motore. Rimase accanto alla macchina sorridendo fino a quando Santana non uscì, avvolgendole un braccio intorno alla vita per tirarla a sé.
"Ehi, piccola," disse Brittany, premendo il torace contro Santana in un arco aggraziato mentre la baciava. "Sono felice che tu sia qui." Insieme alle sue parole uscivano sbuffi di vapore nell'aria fredda della sera in quello che sembrava un prolungarsi dell'inverno.
"Anche io," disse Santana dandole un altro bacio affezionato. "Lui come sta?"
"Sta bene. Dorme." Brittany si fece indietro e aprì il baule. Prese la sacca da viaggio di Santana, posizionandosela sulla spalla senza sforzi. Si incamminarono lungo i gradini e chiusero la porta dietro di loro, cercando di essere più silenziose possibile.
Brittany posò la sacca nell'ingresso e prese Santana per mano. "Tieni il cappotto e vieni con me," le sussurrò guidandola attraverso il soggiorno e la cucina. Aprì la porta del giardino sul retro. Strati di neve erano posati sulla ringhiera, residui dell'inverno che ancora si rifiutavano di sciogliersi. Il ghiaccio sul pavimento della veranda e nel cortile dietro luccicava alla luce di dozzine di candele accese che erano state posizionate in cima alla ringhiera. Era freddo e silenzioso, il cielo sopra di loro sembrava più basso e la distanza dalle case dei vicini più grande.
"Aw, che bello," disse Santana guardandosi intorno mentre Brittany chiudeva delicatamente la porta dietro di loro. "È così romantico… mi fa venir voglia di ballare con te."
"Allora balliamo," disse Brittany, voltandosi verso Santana con un sorriso. Le porse la mano col palmo all'insù. Santana la prese, sorridendo mentre veniva condotta al centro del cortile.
Brittany avvolse l'altro braccio intorno alla vita di Santana, sotto il cappotto. Santana sorrise di nuovo mentre posizionava la sua mano sulla schiena di Brittany e posava il mento sulla sua spalla. I loro toraci si accomodarono l'uno contro l'altro e presero a dondolare avanti e indietro, con le mani giunte e le guance premute insieme, cercando di scaldarsi. Le assi di legno del pavimento scricchiolavano sotto i loro piedi. Santana si fece indietro, sollevando la mano sopra la testa di Brittany e invitandola a fare una piroetta. Brittany sorrise e si girò lentamente, mettendo la mano sulla spalla di Santana quando ebbe completato il giro.
"Dovrei portarti a ballare più spesso," commentò Santana, posando la fronte contro quella di Brittany. Le punte dei loro nasi freddi si toccarono, a ricordar loro della temperatura rigida dell'esterno.
L'espressione di Brittany era solenne quando fece un passo indietro e prese l'altra mano di Santana fermamente nella sua. "Santana…" iniziò, la parola che usciva in uno sbuffo di vapore. I suoi piedi si fermarono e smise di ballare.
"Brittany…" replicò Santana, con un sorriso giocoso che si dipingeva agli angoli della bocca.
"Quest'anno abbiamo dovuto affrontare tante cose… tornare insieme, prenderci cura di mio padre… Anche vivendo distanti ho potuto vedere quanto siamo solide. Ora più che mai so che possiamo affrontare tutto."
"Possiamo," concordò Santana, sorridendo e stringendo le mani di Brittany, mentre le faceva dondolare fra di loro.
Brittany le fece un sorriso nervoso e fermò le mani. Fece un altro piccolo passo indietro, con un brivido che scorreva attraverso i davanti sbottonati dei loro cappotti. "Nel corso degli anni ti ho vista diventare una donna meravigliosa, coraggiosa e con un cuore enorme. Sei leale, passionale e sai perdonare, e io ti amo più di qualsiasi altra cosa al mondo. Voglio che tutti sappiano che tu sarai mia per sempre."
Santana rabbrividì, ancora guardando Brittany con un sorriso sereno. "Ma certo che sarò tua per semp…"
Il suo sorriso si dissolse e la sua gola si strinse bloccando le sue parole quando vide Brittany mettersi in ginocchio. Attraverso la visuale annebbiata, vide Brittany mettere la mano nella tasca del cappotto ed estrarre una scatolina di velluto, aprirla e rivelare un anello d'argento luccicante. Il silenzio tagliente e inquietante dell'inverno premette sulle sue orecchie per quelli che sembrarono lunghi minuti.
"Sposami, Santana," mormorò Brittany. Le sue parole vennero attutite dall'umida quiete intorno a loro. Sollevò lo sguardo su Santana con pacifica adorazione, con il bagliore delle candele ad illuminarle il viso.
L'aria fredda era bloccata nella gola di Santana mentre spostava incessantemente lo sguardo fra gli occhi speranzosi e accesi di Brittany e l'anello d'argento col suo luccicante solitario. Le girava la testa e non riusciva a muoversi. Poteva vedere tutta la speranza e la promessa di cui avrebbe mai potuto aver bisogno nel viso di Brittany e le mancavano le parole.
"Oh mio Dio, Britt…" sussurrò.
Era così inaspettato. Non riusciva a credere che Brittany avesse davvero programmato la proposta e comprato l'anello. Non avevano mai parlato di sposarsi: Santana aveva presunto che per entrambe fosse chiaro che il loro impegno fosse per la vita. Di anelli e promesse e cerimonie non si era mai parlato. Capì allora che non affrontare l'argomento era stato un gigantesco errore, perché ora era combattuta fra i suoi due amori più grandi: il fuoco della giustizia e la calma dell'oceano di Brittany.
Brittany cercò la mano di Santana per infilare l'anello, ma Santana sussultò e la tirò indietro.
L'espressione di Brittany crollò. Divenne bianca come un lenzuolo mentre guardava Santana con occhi spalancati. "Non… non vuoi?" Il panico si dipinse sul suo viso e la mano che teneva l'anello iniziò a tremare.
Inginocchiata davanti a Santana con il viso ricolmo di paura, Brittany sembrò improvvisamente molto piccola. Santana si mise a sua volta in ginocchio, cercando di rassicurarla con le prime parole a cui riuscì a pensare: "Oh, tesoro, lo sai che il mio impegno è per la vita…" Prese la mano libera di Brittany e la strinse fra le sue.
Le lacrime si raccolsero agli angoli degli occhi di Brittany. "Ma non vuoi sposarmi?" domandò incredula con voce rotta.
"Ma certo che voglio," bisbigliò Santana, passandole una mano sulla guancia, cercando di farla sorridere. "Ma certo, tesoro…" Si aggrappò al calore di Brittany che evaporava nell'aria sottile. Il freddo della veranda sotto le ginocchia saliva lungo le gambe mentre una lacrima scendeva lungo la guancia di Brittany. Il cuore di Santana si contorse per il senso di colpa. "Ehi, ehi…" la coccolò, "Non piangere! Ti amo. E voglio sposarti più di ogni altra cosa."
Brittany deglutì. "Davvero?" Un bagliore di speranza ritornò nei suoi occhi.
Santana annuì solennemente e scacciò una lacrima col pollice. "Certo. Voglio sposarti davanti a tutti quelli che conosciamo." Strinse la mano di Brittany prima di posare un bacio sul palmo e portarla sulla propria guancia. Le dita di Brittany erano fredde ma il palmo conteneva ancora il suo calore.
Brittany sollevò lo sguardo su Santana attraverso le ciglia, dandole un debole sorriso e riprovando ad infilare l'anello. Santana fermò la sua mano, avvolgendo le dita di Brittany intorno all'anello. Brittany la guardò confusa e triste.
"Britt…" disse Santana dolcemente. "Non ancora."
Brittany sembrò ancor più confusa. "Perché no?" domandò, la sua voce era debole e la sua espressione spaventata. "Adesso è un buon momento come un altro… la vita non sarà mai perfetta. Se aspetteremo che tutto sia perfetto aspetteremo per sempre. Io voglio solo sposarti…"
"E io voglio sposare te," rispose Santana. Ogni parola era come una scusa per la tristezza dipinta sul viso di Brittany.
Un vortice di vapore sbuffò fra di loro mentre Brittany lasciava uscire un sospiro strozzato. "Allora perché non possiamo avere un matrimonio con persone che vengono a festeggiare quanto ci amiamo? È per via dei tuoi genitori?"
"No…" rispose Santana con un sorriso triste. Sapeva che i suoi genitori non sarebbero mai stati pronti per venire al suo matrimonio.
"Allora perché non adesso?" insistette Brittany.
"Perché non sarebbe legale," la rincuorò Santana, passando l'altra mano sul pugno di Brittany che stringeva l'anello.
"Ma non significa niente," protestò Brittany corrucciando la fronte. "È solo un pezzo di carta." Liberò il pugno dalla presa di Santana e si mise a sedere. Rimise l'anello nella scatola e la richiuse, lasciandola cadere sul pavimento della veranda. Incrociò le braccia davanti al petto e abbassò lo sguardo, abbattuta.
"Non è solo un pezzo di carta. E significa qualcosa per me," mormorò Santana, sporgendosi in avanti per raccogliere la scatolina. Il velluto sul fondo era umido e freddo per via della neve. "Voglio sposarti, Brittany," disse, aprendo la scatolina per esaminare l'anello. "Non voglio una 'unione civile' o una 'cerimonia d'impegno' o una 'partnership domestica'. Voglio una cosa completa."
Brittany tenne il mento basso, ma sollevò lo sguardo mentre Santana continuava a parlare.
"Quando pronunceremo i nostri voti, voglio che siano riconosciuti dalla legge e da tutti quelli che saranno intorno a noi. Non accetterò niente di meno di questo. Se ci sposassimo adesso, rimpiangerei per sempre di non averti dato il pacchetto completo. Prova a immaginare il nostro primo bacio o il nostro primo ballo da sposate."
Brittany le fece un sorriso esitante.
"Ora pensa a quanto sarebbe meglio se sapessimo che il nostro matrimonio è uguale a tutti gli altri matrimoni."
Brittany si morse il labbro, meditando sulle parole di Santana mentre il suo sorriso si ampliava.
"Quando ci sposeremo – e lo faremo – so che sarà il giorno più felice della mia vita. Io sposerò te e sarà legale quanto ogni altro matrimonio in Ohio."
L'adorazione si dipinse sul viso di Brittany alla vista della passione di Santana per la giustizia.
"Dio, mi hai spaventata a morte, S," disse Brittany col sorriso sulle labbra. "Avrei dovuto immaginarlo… stai lavorando sul matrimonio egualitario, è ovvio che tu abbia sentimenti forti al riguardo. Mi sento così sciocca…" Si portò una mano sul viso.
"Non sentirti sciocca, piccola," bisbigliò Santana. "Non ne abbiamo mai parlato, e avremmo dovuto. Ora sono io che mi sento una stronza."
"Non sei una stronza," replicò Brittany. "Non avrei dovuto coglierti di sorpresa… a te non piacciono le sorprese. E hai degli ottimi motivi per dire di no."
"Non sto dicendo di no, B," dichiarò Santana, sorpresa dall'interpretazione di Brittany. "Sto dicendo di sì – assolutamente sì. Mille volte sì. Quando sarà legale." Osservò Brittany raggiante alla luce delle candele. Era bella da togliere il fiato. Santana provò riverenza per la sua bellezza, così come per la sua onestà, la sua gentilezza e il suo cuore enorme. Prese il viso di Brittany con la mano e sospirò. "Avrei dovuto sposarti in Connecticut."
Brittany le rivolse un sorriso triste e fece spallucce. "Non eravamo pronte."
Santana annuì rammaricata. Scostò i capelli di Brittany dietro l'orecchio. "Sono pronta ora."
"Anche io," mormorò Brittany.
Santana rimase ad ammirare Brittany per un momento ancora prima di farsi avanti e posare le labbra sulle sue. Mentre le loro bocche si accarezzavano, avvertì tutte le farfalle del loro primo bacio e tutta la sicurezza e la devozione dei loro otto anni e mezzo insieme, tutto in una volta. Sapeva per certo che provavano lo stesso per il loro amore: era epocale, un amore oltre ogni altro amore, un amore per la vita e oltre, insieme nella gioia e nelle difficoltà.
Quando si separarono, Santana sussurrò, "Voglio che sia egualitario… ce lo meritiamo, Britt. Voglio solo che tutto sia…" indugiò, alla ricerca della parola giusta.
"Completo," concluse per lei Brittany.
"Già," sospirò Santana, sorridendo mentre posava la fronte su quella di Brittany.
"Allora aspetteremo fino a quando non sarà completo," mormorò Brittany, premendo le labbra sulle sue ancora una volta. Quel bacio sembrò ancora più dolce del precedente.
Santana sorrise e si sedette anche lei. "Questo anello," disse, porgendo la scatolina a Brittany, "mi darà qualcosa per cui lottare ogni giorno quando andrò al lavoro." Portò le mani dietro al collo e slacciò la sua collana. Estrasse l'anello dalla scatola e lo infilò nella sottile catenina d'argento. "Il minuto stesso in cui il disegno diventerà legge, potrai mettermelo al dito," disse Santana con massima risolutezza. Tenne in mano le due estremità della collanina perché Brittany le prendesse. "E poi organizzeremo il matrimonio."
"Me lo prometti?" domandò Brittany, col sorriso che si dipingeva sulle labbra mentre prendeva la collana.
"Te lo prometto," Santana annuì, sorridendo a sua volta mentre immaginava Brittany metterle l'anello al dito.
Santana si tenne su i capelli mentre Brittany le allacciava la collanina intorno al collo. Quando fu assicurata, Brittany tenne la mano sul retro del suo collo, cullando con l'altra il mento di Santana per tirarla a sé e baciarla. Le labbra di Santana scivolarono fra quelle di Brittany e cercò di convogliare la sincerità della sua promessa mentre avvolgeva le braccia intorno alla donna che amava più di ogni altra cosa al mondo.
"Spero che non dovremo aspettare per sempre," mormorò Brittany quando si separarono.
"Non succederà," le promise Santana, scuotendo il capo e tenendo le braccia intorno a Brittany per preservare il suo calore.
Brittany sorrise e prese in mano l'anello per baciarlo. "È un diamante sintetico," affermò.
"Che cos'è?"
"È stato creato in un laboratorio del New Jersey invece che essere stato importato da una zona di guerra. Ha la tua stessa integrità."
Santana era raggiante. Anche il gioiello che Brittany le aveva dato era stato premuroso e meditato. "Lo adoro," mormorò Santana. "È perfetto."
"Aspetterei, comunque," aggiunse Brittany mentre tirava ancora Santana a sé.
"Per cosa?" domandò Santana.
"Aspetterei per sempre," sussurrò Brittany, "se significasse poterti sposare alla fine."
"Oh, B…" Santana la strinse ancor più forte. Fece scorrere la mano sulla sua schiena mentre Brittany si adagiava contro al suo collo. "Non dovremo aspettare per sempre. Non se ho voce in capitolo."
Mentre la teneva stretta, non si era mai sentita così vicina a lei come in quel momento. Qualsiasi cosa si agitasse nel cuore di Santana si placò mentre se ne stava chinata lì, circondata dalla neve, dalla luce delle candele, da Brittany e dalla promessa per mantenere la quale avrebbe lottato tutta la vita.
