CAPITOLO 15 IO ESISTO PERCHE' TU ESISTI!
Sono Zemo. E Zemo non si arrende mai. Vincere è il mio destino, il mio diritto di nascita...
Steve aveva perso i colori, all'udire il grido di battaglia di uno dei suoi più acerrimi nemici...il Barone Helmut Zelmo.
'É ancora vivo...'Bucky se ne meravigliò, allo scorrere delle immagini in diretta da New York.
Katherine era atterrita...quell'uomo aveva una maschera orribile a coprire il volto sfigurato, proprio a causa del Capitano. Conosceva la storia del Barone dai mitici racconti del suo uomo 'Pensavo se ne fossero perse le tracce, dopo l'evasione dalla prigione in cui era stato rinchiuso, dove aveva scatenato una rivolta...' commentò.
'Sembra sia andato in Sudamerica, a seguito della fuga, forse in Venezuela, e che abbia incontrato un popolo indigeno, che lo adorava come un dio venuto dal cielo...evidentemente vuole altro...' Tony riassunse.
'Ciò che penso io?' Banner sollecitò Rogers.
'Sì. Desiderava distruggere gli Avengers, far del male ai miei amici perché odiava me!' spiegò il biondo.
'Muoviamoci...spara sulla folla' Thor esortò ad andare a prepararsi.
'Ross...hai sentito? Dai! I fratelli Maximoff sono in missione in Asia...ho bisogno vada anche tu!' Fury la spronò, era ferma e immobile...erano tornati, da un mese circa, dallo chalet, ed era più confusa che mai!
'Sì, Direttore, mi scusi...devo chiamare Peggy, per chiederle la gentilezza di tenere Pat...di nuovo!' minimizzò, sotto gli occhi preoccupati di James.
Sul jet, Steve li aveva resi edotti, lungamente, dei trascorsi del suo acerrimo e storico nemico 'Zemo era divenuto uno dei migliori scienziati del partito nazista; era noto per la sua crudeltà e gli esperimenti sugli esseri umani. Durante una battaglia con me, una dose della poderosa colla di sua creazione nota come "Adesivo-X" gli cadde sulla maschera rossa che abitualmente indossava, attaccandogliela, permanentemente, al volto; l'idea di non poter più togliere la maschera lo ha portato ad impazzire, e a dedicarsi alla ricerca della vendetta personale nei miei confronti. Nel 1943 io e Buck lo abbiamo affrontato, sopra lo Stretto della Manica, senza riuscire a sconfiggerlo; ci siamo rincontrati, molti anni dopo, ed ho avuto la meglio, rinchiudendolo, con sua moglie, nel carcere a cui ti riferivi, Katherine…Purtroppo, lei è morta, proprio lì…mi odia ancora di più, per questo…grazie alla sua genialità, ha creato un siero contro l'invecchiamento, che usa su di sé. E' dotato di una condizione fisica all'apice della perfezione umana e di una tale competenza, nel combattimento corpo a corpo, da riuscire a misurarsi perfino con me o Barnes, è in grado di utilizzare qualsiasi arma da fuoco ma predilige le spade. Più o meno, è tutto…'.
'Certo, una cosetta facile facile' sentenziò Tony, volando rasente l'aereo, che puntava allo strano personaggio, in tuta color porpora.
Era sul tetto di un grande edificio, nel cuore di Manhattan e tranquillo, li aspettava. Ogni tanto, con una strana arma, una sorta di cannone che teneva con una sola mano, sparava in strada…fortunatamente le forze dell'ordine avevano fatto sgomberare l'area sottostante, oramai deserta.
Rogers fece atterrare il jet…scesero, uno ad uno, il Capitano in testa, poi Bucky, Nat, Thor e Hulk. La moretta per ultima, come al solito. Stark si affiancò.
'Steve…squadra, promiscua…due ragazze…molto carine' gli occhi, iniettati di sangue, avevano scrutato le due donne 'Beato te, sei in buona compagnia…di me, non può dirsi altrettanto…per causa tua!' utilizzò, nuovamente, la sua arma, proprio contro Rogers, che fece appena in tempo a ripararsi con lo scudo.
Thor lanciò il martello contro Zemo ma, immediatamente, intorno a lui comparve un campo di forza, talmente resistente da far rimbalzare il Mjolnir. Aveva la forma di una sfera di vetro azzurro chiaro e si spostava con la creatura che vi si stava proteggendo, all'interno.
'Che diavoleria è mai questa?' domandò l'asgardiano.
'Buona domanda, biondo…' Tony era angosciato.
'Sei proprio bellina…' il Barone si mosse, distratto, fatta scomparire la sfera, in direzione della Ross, quasi avventandosi contro di lei. In quell'attimo, Steve rifletté sulla somiglianza fisica fra la defunta moglie dell'avversario e la collega. Non erano identiche; nei colori dei capelli e degli occhi e nei tratti somatici, avrebbero potuto sembrare sorelle.
Lei alzò il mitragliatore, lo aveva davanti ed a tiro…insieme alla molte altre immagini create dalla sua testa…suo fratello Patrick, l'afgano che aveva assassinato, i parenti di quest'ultimo, disperati, sul suo cadavere…non riuscì a colpirlo e sentì la stretta, fortissima, del suo braccio sul torace, che la immobilizzava, in un'unica mossa.
La tenne salda, rivoltandola verso gli Avengers, a mo' di trofeo. Aveva un buon profumo, quella femmina, i capelli lunghissimi e setosi legati a coda di cavallo, un corpo sinuoso: quello che gli serviva, per il proprio piacere e qualche esperimento.
Intanto che il Capitano, teso all'inverosimile per la paura che facesse del male a Katherine, tentava, velocemente, di pensare ad un piano per liberarla, vide James correre in direzione di Zemo, con la chiara intenzione di affrontarlo, fisicamente; chiedendosi se le doti innegabili del Soldato d'Inverno sarebbero bastate, contro un nemico che aveva mille risorse, gli si mise alle calcagna…
'Lasciala andare' con l'arto in vibranio, Bucky strattonò il braccio del Barone, che mollò, leggermente, la presa. Katie provò a divincolarsi, mentre la creatura realizzò che l'interesse dell'amico fedele di Rogers fosse più che personale…'Saprai cosa vuol dire veder morire la donna che ami, Barnes' la strinse maggiormente, tentando di soffocarla… lei era inerme e non reagiva in alcun modo, gli occhi sbarrati.
James si gettò di nuovo su Zemo, che, colpito dalla forza dell'urto, abbandonò l'interesse dalla Ross.
Poiché Rogers, per qualche istante, era riuscito a distrarre il Barone, che provava a fermarlo con l'arma che recava, Buck la prese in braccio…'Non aver paura, principessa' piegò l'arto bionico, e la lanciò, diversi metri avanti, in direzione di Hulk, che la raccolse, senza difficoltà e danni.
In quel momento, il Soldato d'Inverno sentì un dolore atroce, all'altezza della spalla ed un rumore di metallo su metallo, stridente…una lama affilatissima, che il mostro portava agganciata sulla schiena come un samurai e che nessuno di loro aveva notato in precedenza, gli tagliò di netto il braccio in vibranio, vicino l'articolazione di carne…udì la risata soddisfatta dell'avversario, chiudendo gli occhi...aveva perso i sensi, per la sofferenza terribile a cui era stato sottoposto e si era accasciato a terra.
'James…' Katie gridò, disperata, alla vista della sfera di energia che lo avvolse insieme a Zemo, facendoli sparire dalla terrazza del grattacielo sotto i suoi occhi. Bucky, in un battibaleno, si era volatilizzato, letteralmente.
Il grido angosciato del Capitano e quello acuto della moretta riempirono l'aria e le orecchie dei colleghi.
'Sono spariti, accidenti!' Tony commentò, raccogliendo il braccio bionico da terra per portarlo con sé.
'Maledizione, agente Ross! Lo avevi nel mirino ed avresti potuto colpirlo...che diavolo ti è preso? Lo torturerà, lo userà come cavia per i suoi mostruosi esperimenti...E solo per colpa tua, idiota...' quando si trattava del suo amico d'infanzia, Steve non riusciva ad essere diplomatico ed accomodante. Era esploso, malamente, un'aggressione in piena regola!
La mora tremava, pallida come un cencio...Aveva perso James...chissà dove era finito e se lo avrebbe potuto rivedere vivo...cosa avrebbe raccontato a Pat? Ebbe quasi un mancamento. Vedendola poco stabile sulle gambe, Thor la cinse per la vita, guardando storto il collega 'Vedrai che qualcosa ci inventeremo, ne usciremo'.
'Capitano, manteniamo la calma. Qui non abbiamo altro da fare. Torniamo allo S.H.I.E.L.D., avverto Fury' Natasha gli dette una pacca, indicando il Quinjet, dove si affrettarono a salire.
'Che cos'è, esattamente, la sfera che il Barone faceva comparire, a suo piacimento, per proteggersi?' chiese l'asgardiano.
Bruce aveva una teoria 'Un globo di energia. Forse come quelli che crea Wanda. È una difesa dagli attacchi esterni'.
'É una sorta di teletrasporto? Per questo è riuscito a rapire Barnes?' Stark controbatte'.
Rapimento...che termine orribile. Katie rabbrividì.
'Secondo me, è come la base volante dell'Agenzia. Si rende solo trasparente, si mimetizza' Banner ne era convinto.
'Posto che sia vero, esiste un modo per trovarli? Potrebbero essere ovunque...' Steve era disperato.
'Forse utilizzando dei rilevatori di onde di energia...ne esistono pochi al mondo. Capo, magari la Nasa o simili hanno qualcosa...ehm...da prestarci...non credo che Barnes e il Barone siano molto lontani...'.
'Mi muovo subito, ogni minuto è prezioso...' il nero si attaccò al telefono.
'Noi altri possiamo andare a riposare, qui è inutile rimanere. Quando i rilevatori saranno nello Stato di New York, aspetteremo un'eventuale localizzazione di Zemo...e di Bucky, spero...l'ho perduto per l'ennesima volta, non ci posso credere' Rogers guardò la Ross, con sguardo ostile, di nuovo.
Nel silenzio della sala riunioni, mise il volto fra le mani, affranto. Si rammaricò di essersi lasciato andare a quell'inconsueto attacco di nervi e di essere stato tanto duro, con lei. Era una creatura fragile e il suo amico più caro, nonostante dolori e difficoltà, da quando l'aveva conosciuta, era nato a nuova vita...lui stesso aveva fatto l'impossibile, per aiutarli a restare insieme, splendido bambino compreso 'Katie, vieni. Meglio se stanotte dormi a casa mia con Pat, sto più tranquillo e lo sarebbe anche James, ne sono sicuro' le carezzò una ciocca di capelli, affettuoso.
'Grazie...' mormorò la donna, profondamente infelice.
'Mammina...zia Peggy ha preparato gli spaghetti con le polpette...' il bambino era sorridente ed affamato.
'Sono eccezionali, mangiali tutti...' sua madre non era mai stata brava a mascherare le proprie emozioni.
'Papà dov'è? Sei molto preoccupata!' chiese Pat.
Ci pensò Steve, a toglierla d'impaccio 'É ancora in missione...tornerà fra qualche giorno...'.
'Speriamo presto...' l'interesse del bambino andò al piatto di pasta, che la moglie del Capitano mise in tavola, scrutando i musi lunghi degli altri due commensali, che non avevano toccato cibo. Capì fosse accaduto qualcosa di molto grave.
La sua amica e Steve restarono svegli, fino a tardi, in attesa di notizie da Banner. Grazie alle conoscenze del Direttore, i rilevatori erano arrivati e erano stati attivati, sulle frequenze che Bruce riteneva li avrebbero condotti a Zemo. Li informò che, in caso di novità, li avrebbe avvertiti immediatamente.
Mesta, Katie si ritirò nella camera da letto degli ospiti, che divideva con Pat. Si mise accanto al figlio, il cuore in pena per il suo James, un senso di colpa profondo nel petto, l'ennesimo...sfiorò le cicatrici ai polsi...era un gesto che non compiva mai...le dolevano, di una sofferenza che non poteva placare. Tentò di riposare; non riuscì e rimase a fissare il soffitto, con la testa piena di pensieri, fino all'alba, quando si alzò, sentendo provenire dalla cucina odore di caffè.
Bucky si era svegliato, steso su un freddo lettino metallico, nudo, tranne per l'intimo, un dolore atroce alla spalla sinistra. Non riusciva a muoversi, era bloccato, non legato, in una stanza senza finestre, le pareti anch'esse di metallo; in alto, degli strani fregi decorativi, a forma di aquila.
'Barnes, buongiorno; se te lo stessi chiedendo, ti ho somministrato un siero paralizzante. Sei davvero un bel soggetto da studiare e...sezionare! Mi affascina il tuo potenziamento...' Zemo, un bisturi affilato in mano, indicò la parete accanto, ricoperta di radiografie. Le sue: le riconobbe, con facilità, data l'assenza dell'arto sinistro 'Penso proprio sarà divertente farti a pezzi: godrò delle tue urla di dolore e farò un filmato, per mostrarlo al tuo migliore amico...' lo canzonò.
James, in silenzio, rimuginò, turbato, sull'impossibilità di liberarsi dalle grinfie di quello psicopatico.
'Come hai fatto a restare fedele ad un bastardo come Rogers, per tanti anni?' chiese l'altro, curioso.
'Non si possono spiegare i sentimenti. Steve è l'amico più caro e generoso che esista, ha affrontato persino gli Avengers per me...' era stato sincero.
'Già e ora tu sei uno di loro, Soldato, come tua moglie, la moretta coi capelli lunghi e gli occhi gentili, che non ha avuto il coraggio di spararmi' concluse.
'Katie non è mia moglie, non ancora' probabilmente non lo sarà mai, pensò, avvilito.
'Devi amarla molto...ti sei sacrificato per lei. Hai dato la tua vita, in cambio della sua!'.
'Io esisto perché lei esiste…Katherine e nostro figlio sono tutto per me...' ammise.
Il Barone fu colpito da quella confidenza 'Avete anche un bambino, non lo immaginavo...come si chiama?'.
'Patrick...Pat...ha cinque anni'.
'Com'è?' avrebbe sempre desiderato un figlio, insieme alla sua defunta consorte.
'Molto simpatico; assomiglia a Katie. È dolce e sensibile, come lei' rispose, orgoglioso.
Gli occhi di ghiaccio del Soldato d'Inverno, colmi d'amore per la propria famiglia, intenerirono il suo avversario, che soprassedette, momentaneamente, ai propositi di vivisezione umana e ripose il bisturi sul carrello, uscendo dalla stanza.
'Di Bucky nessuna traccia! Zemo non ha riattivato la sfera. È molto furbo ed intelligente; sa che quel tipo di energia è mappabile' Bruce era sconfortato.
Steve, in piedi di fronte a lui, dette un pugno alla parete.
'Calmati, Rogers. Che alternative abbiamo, professore?' Thor saggiò eventuali soluzioni.
'Onestamente, potrebbero essere ovunque. Con la mente criminale e, nel contempo, geniale che si ritrova, il Barone sarebbe in grado di organizzare i propri esperimenti in uno scantinato' Banner spiegò.
'Sempre se Barnes è ancora vivo...scusami, Katie, è da considerare pure questa eventualità' Tony puntualizzò.
Fu proprio la ragazza, tesa e lucida insieme, a controbattere 'James è il migliore amico del Capitano. Zemo insegue la propria vendetta; soprattutto è tornato per sconfiggere Rogers e Bucky è l'esca migliore al mondo, per attirarlo nella sua ragnatela. Inoltre, è maniaco di esperimenti ed alla ricerca di poteri. Il fisico di James e le sue caratteristiche peculiari, connesse al potenziamento, dovrebbero interessarlo, da un punto di vista meramente scientifico...maledizione, lo massacrerà! Se gli avessi sparato, quando ne ho avuto l'occasione, non saremmo a questo punto...' mormorò, un'unica lacrima che le scendeva sul bel volto.
'É andata così, non rammaricarti. Innanzitutto, concordo con la tua tesi; senza contare che parliamo del Soldato d'Inverno e non di uno qualunque. Piuttosto, come sta Pat?' Romanoff, gentilmente, affrontò un argomento diverso. Non aveva senso dilaniarsi per l'accaduto.
'Benino...ieri sera, gli spaghetti di Peggy lo hanno distratto; non so quanto potrà durare...' si toccò i polsi, andando verso la finestra, lo sguardo perso nel vuoto, sotto gli occhi preoccupati dell'agitatissimo Steve.
Era rimasta a casa Rogers, con Pat, anche quella notte. Stavolta, fisicamente provata dalle quarantotto ore precedenti, nelle quali non aveva riposato, si addormentò, come un sasso.
Era seduta in una jeep, dell'Esercito degli Stati Uniti, accanto ai commilitoni di suo fratello Patrick. Notò un bambino, dell'età di suo figlio, attraversare malamente la strada sterrata che stavano percorrendo.
'Fermatevi' ordinò ai soldati, che le obbedirono. Capì che prendessero ordini da lei, era il loro capo.
Scese e corse verso il piccolo, che le stava sfuggendo...quando quello si voltò, per un attimo, riconobbe Pat e ne fece il nome. Il bambino non si fermò e lei si affrettò maggiormente, per raggiungerlo.
Per non perderlo, non si accorse di un ostacolo che le si parò dinnanzi ai piedi, sul terreno. Inciampando, cadde sulle ginocchia...fra due cadaveri...pieni di mosche ed avvolti da un odore nauseabondo, entrambi a pancia in giù. Un orribile pensiero attraversò la sua mente; il cervello le diceva di scappare ma non riuscì. Doveva vedere; voltò il corpo alla propria destra...i capelli castani chiari incorniciavano ancora il viso del suo amato fratello...Patrick...sussultò, dirigendo l'attenzione all'altro cadavere. Lo girò, con molta più difficoltà; era pesante e massiccio e sentì, al tatto, la stranezza dell'arto sinistro. Noooooooo! Gli occhi di ghiaccio del Soldato d'Inverno la fissavano vacui...il suo James era morto! Non poté nemmeno gridare, che udì dei passi alle spalle, ed il freddo della canna di un fucile sulla fronte. Alzò la testa, un attimo prima che l'afgano che aveva ucciso le piantasse un colpo in testa.
Si destò, improvvisamente, madida di sudore, il cuore in gola, trattenendo la voce, per non svegliare il bambino, che dormiva al suo fianco. Tentando di calmarsi, ricordò che era stato un incubo analogo che l'aveva portata a tagliarsi le vene, la seconda volta. Percepì un dolore ai polsi e nel cuore, netto, un altro taglio nell'anima.
Aveva provato a razionalizzare le intenzioni di Zemo, quando discuteva con Tony, temendo il peggio, in realtà; il sogno riepilogava le sue ansie e la paura folle di perdere James, se già non lo aveva perso, come sosteneva Stark.
Si diresse verso il bagno del corridoio, quello padronale, che conteneva gli oggetti personali di Peggy e Steve. Aveva, in precedenza, adocchiato le lamette da barba del Capitano, sulla mensola, accanto lo specchio, proprio sopra il lavandino. Prese in mano la lama affilata e la rimirò.
Rogers era un tipo vecchia maniera, per la rasatura, pennello, crema da barba e rasoio…aprì l'acqua, sentendo un disperato bisogno di tagliarsi ed una sofferenza pazzesca, in ogni cellula del suo essere.
Alzando la testa, le parve quasi di vedere il viso di James, nello specchio, di fronte a sé. Rammentò, con nitidezza, la doccia assieme la mattina del cinque luglio, prima della sagra degli avanzi, lui che la baciava sul collo, chiamandola principessa; i ricordi si susseguirono…la prima volta che avevano fatto l'amore, i baci, le coccole, i cornetti con la crema, la suite con la vasca idromassaggio, il bicchiere di latte ed i racconti dei tempi passati per farla calmare; infine, non meno importanti, i momenti che avevano trascorso insieme al bambino!
Doveva resistere, doveva vivere, per il suo amore e per il loro figlio! Che sarebbe accaduto a Pat, se James non fosse tornato a casa e lei si fosse tolta la vita? Chiuse il rubinetto e mise a posto il rasoio, le mani che ancora tremavano, la mente ferma…ferma sulla vita, non sulla morte!
'Brava...' Steve, immobile sulla porta, si complimentò, vedendola muoversi verso di sé. La avvolse, in un confortante abbraccio affettuoso, facendo le veci di Bucky. Aveva sentito i suoi passi, in corridoio, e si era alzato, immediatamente, per tenerla d'occhio. Si era appostato, fuori dall'uscio del bagno, aprendolo quel tanto per poterne osservare i movimenti, senza essere visto. Sarebbe potuto intervenire e fermarla, in qualsiasi momento; tuttavia, aveva ritenuto di attendere, dandole fiducia. È Katherine ce l'aveva fatta!
'Mammina...tutto bene?' la vocina di Pat, in lacrime, li fece sciogliere, dal loro abbraccio amichevole.
'Sì, amore mio...perché non dormi?' domandò.
'Ho fatto un brutto sogno; papà era rinchiuso in una stanza di metallo. Sul soffitto c'erano delle aquile, uguali a quelle che mi avevano fatto tanta paura, la volta che venimmo in gita a New York!' affermò il bambino.
Katie trasfigurò, nel viso; sembrava avesse visto volare un asino...'Che faceva papà nel sogno?' domandò, serissima.
'Era steso, su un lettino. Un signore, con una maschera rossa sul viso, gli parlava. Era cattivo, mammina; e papà non indossava più il braccio...' concluse, intanto che Rogers aggrottava le sopracciglia.
'Torna a dormire, tesoro...papà sta benissimo, mi ha telefonato prima. Capitano, vestiti...' lo spronò 'so dov'è James!'.
'Circa un anno e mezzo fa, James ti ha chiamato dalla stazione dei bus, dove pensava di avermi incontrato, con un bambino sulle spalle. Non ne abbiamo mai parlato, ma eravamo veramente io e Pat le due persone che aveva visto' la Ross spiegò a Steve, in auto.
'Lo immaginavo. Ritenni fosse pazzo, lì per lì, l'unica volta nei tuoi cinque anni di assenza'.
'É ovvio...eravamo venuti in città, per raggiungere mio padre. Non partecipava attivamente alla vita politica e militare, tuttavia gli avevano chiesto di presenziare alla cerimonia per la riapertura di un bunker militare, utilizzato durante la seconda guerra mondiale. È sotto Battery Park...'
'Continua'.
'Quando siamo arrivati al bunker, mio figlio era molto contento, sulle prime. Nel corso della visita della struttura, ci hanno mostrato anche i vecchi laboratori dell'epoca, e, in alto, ha notato dei fregi decorativi. Aquile, inquietanti. Facevano paura...si mise a piangere talmente forte che il Generale, presolo in braccio, si accomiatò dai colleghi papaveri e ce ne andammo in fretta...'.
'Pensi sia lì e che vostro figlio abbia avuto un sogno premonitore?' era scettico e speranzoso.
'Il bunker apre una volta l'anno, per pochi giorni, è vicinissimo a dove è scomparso il Barone ed è dotato di un laboratorio enorme...non so tu…io vado a riprendermi James' rispose, convinta ed assertiva.
Il Capitano, utilizzando il vivavoce, avvertì, immediatamente, il Direttore.
'Mi dispiace, Katie, sei troppo coinvolta e l'ultima volta, proprio con Zemo, ti sei bloccata' Fury aveva posto un veto alla sua partecipazione alla missione.
La Ross aveva tentato di convincerlo, senza fortuna e senza aver potuto contare sull'appoggio dei colleghi. L'operazione era in salita, non sapevano cosa e chi avrebbero trovato, nel vecchio bunker, e l'ultima cosa di cui occuparsi era una di loro che faceva da bersaglio e che non era in grado di gestirsi.
Nemmeno Steve si era schierato dalla sua parte. Anzi, era stato il primo a concordare col Direttore. C'era di mezzo Bucky e non avrebbe rischiato. Lo stesso Barnes, a suo avviso, sarebbe stato felice di sapere la sua donna a casa ad aspettarlo, piuttosto che in pericolo. 'Rimani qui alla base, oppure torna da Peggy e Pat' le consigliò.
Lei, per una volta, dissimulò la propria insofferenza 'Hai ragione, farò come suggerisci...aggiornami subito...' lo pregò, osservando gli Avengers prepararsi. Avrebbero tentato di entrare nel bunker, direttamente dalla strada, dall'entrata principale dove passavano i turisti, che la moretta ben conosceva e che gli aveva suggerito.
'É stato troppo facile giungere fino a qui; non mi piace affatto questa storia!' Nat si lamentava.
Erano entrati nel bunker, senza alcuna difficoltà. La doppia porta a vetri di ingresso era aperta; il luogo, dove non c'era alcuna sorveglianza, deserto; accese, nei corridoi, le luci d'emergenza al neon, il cui chiarore era sufficiente, per poter camminare all'interno della struttura.
'É enorme; i laboratori dovrebbero essere in fondo a destra' Tony proiettava l'immagine della planimetria, davanti la propria armatura, indicando il percorso.
'Quindi il Barone non ha alleati o complici? Ha fatto tutto da solo?' commentò Thor.
'Biondo, non diciamo sciocchezze, siamo qui per una gita, per il sogno notturno di un bambino e per le paturnie di Rogers e della Ross...secondo me, non troveremo né Zemo né Barnes...' Stark era stato contrario, fin dall'inizio, ad imbarcarsi in notturna in quella spedizione da boy scout.
'Almeno era una possibilità; quando Pat ha raccontato il suo incubo, mi si è gelato il sangue, credetemi…più che realistico' il Capitano non fece in tempo a finire, che il pavimento sotto i loro piedi si aprì, per inghiottirli.
Due lastre di metallo rettangolari, da cui era evidentemente formato, si schiusero e si misero perpendicolari alle pareti, in un nanosecondo; tutti e cinque scivolarono, senza riuscire a rialzarsi o a volar via, nel caso di Thor ed Iron Man, e subito furono sommersi da un mare di colla, l'Adesivo X, l'invenzione diabolica del loro nemico, che, forse un po' troppo spavaldi, avevano sottovalutato, addirittura ritenendo una follia il sogno del piccolo Barnes.
Appiccicati gli uni agli altri, erano finiti sul fondo di una sorta di prigione, per loro oramai inespugnabile; una stanza cubica, completamente chiusa all'esterno, buia ed angusta.
'Benvenuti...' la voce del Barone, che rideva, tolse ogni dubbio che fossero nel posto giusto. 'Ho cinque nuovi animaletti da studiare; prima di dedicarmi a voi, finirò con Bucky. Rogers, ascolterai fino al suo ultimo respiro e lamento e non sarà bello né rapido!' fece la sua promessa, serio e cattivo.
Steve imprecò, una muta protesta, la faccia incollata allo scudo.
Era stato più forte di lei. Aveva sempre rispettato regole ed ordini di tutti. Di suo padre, dei suoi superiori ed a volte anche del suo uomo. Ora no. Non avrebbe lasciato accadesse qualcosa a James.
Aveva indossato l'uniforme, equipaggiandosi più che aveva potuto e messo sopra il cappotto, per passare inosservata, nell'uscire; lo strinse addosso, e si accomiatò velocemente. Prese un taxi, che la lasciò vicino Battery Park.
Aveva recuperato un auricolare, per mantenere i contatti coi colleghi ed aveva ascoltato i loro discorsi, scetticismo di Stark compreso, fino ad aver udito un tonfo e delle grida sommesse; per ultimo, il tono saccente del Barone, e quelle parole che le avevano ghiacciato il sangue nelle vene!
Altro che fantasie di un bambino di cinque anni...evidentemente, il legame tra Patrick e suo padre era tanto forte da condizionare l'inconscio del piccolo!
Doveva sbrigarsi. Lasciò il cappotto in terra, all'entrata, unitamente alle armi, e si mosse per cercare James. Un piano...lo aveva!
'I tuoi amici fantastici ed eroici sono incollati al pavimento di una stanza limitrofa; hanno molti poteri e li ho fermati con la mia super colla...è incredibile ma non me ne stupisco...Bucky...come ti chiama Rogers...mi sei simpatico, dico sul serio. Purtroppo, quando dilanierò il tuo corpo, il tuo migliore amico soffrirà più di te ed è ciò che mi preme maggiormente, farlo impazzire...mi dispiace, credimi...' aprì l'audio con la prigione degli Avengers e prese un bisturi, per dare inizio al suo folle proposito.
Il Capitano, atterrito, udì ogni singola parola, impotente…così conciato era incapace di qualsivoglia iniziativa.
James guardò il soffitto, intanto che la lama tagliava la carne, già straziata, sul lato sinistro del torace; percepì un dolore acuto e pulsante, emettendo un grido strozzato. Era avvezzo a quel tipo di trattamenti, gli avevano già inflitto innumerevoli supplizi. In quel momento della sua esistenza, gli parve la peggiore tortura che potesse subire. Non aveva mai avuto timore della sofferenza, men che mai della morte…tuttavia, prima erano solo lui e Steve, till the end of the line…Adesso c'erano Katie e Pat, i suoi due amori. Era troppo presto per andarsene, avevano bisogno di lui e lui di loro…voleva sopravvivere, per trascorrere quanto più tempo possibile con la sua famiglia.
Cercò di non fissarsi sullo strazio della lama, sganciando la mente dal fisico. Ripensò al Quattro Luglio, in cui aveva baciato la sua donna sul collo, al sapore delle sue labbra morbide, ai suoi capelli lunghi, profumati di shampoo, che si avvolgevano intorno ai loro corpi, quando facevano l'amore...gli parve di delirare, quando vide il manto castano, raccolto nella solita coda di cavallo, davanti ai propri occhi…la sua principessa si stagliava dalla porta, che aveva aperto con facilità, e gli faceva l'occhiolino, con complicità.
Il suo sguardo attonito e sbalordito fece incuriosire Zemo, che si voltò, il bisturi insanguinato ancora in mano.
'Katie...Non ti aspettavamo...' il Barone fu colpito dal suo coraggio e dalla sua tranquillità.
Barnes fece la stessa riflessione. Era calma e serena; steso sul lettino, non era neanche certo avesse armi con sé, quanto meno non ne vedeva.
'C'è la Ross...' Thor espresse, verbalmente, quello che stavano ascoltando.
'Dai, Katherine, fagli il culo!' Tony, disperato, tirò fuori un francesismo.
'É da sola, traumatizzata dal passato, e quello è Zemo, non esaltarti, che stiamo messi molto male' si rammaricò, Bruce, che non aveva avuto il tempo nemmeno di trasformarsi.
Nat volle dire la sua 'Mi ricordo ancora del suo sguardo, quando sparò all'afgano; è stato una fortuita combinazione che abbia ucciso l'assassino di suo fratello, lo avrebbe fatto con chiunque al suo posto...gli ha scaricato addosso quei proiettili, esclusivamente per proteggere Barnes, come una leonessa che difende i propri cuccioli...eravamo lì tutti insieme e lo abbiamo visto. Poi ha introiettato il suo dolore, anche attraverso quell'esperienza, e forse la rammenta in maniera differente, attraverso un filtro del tutto personale...se c'è una che può farcela, ora, è Katie!'.
Il Capitano, concordando, mentalmente, annuì, con fiducia, interessato al proseguo della conversazione nel laboratorio.
La moretta parlò, avvicinandosi al Barone, senza alcun timore.
'Sono venuta per fare un patto con te...' spiegò al suo avversario, candidamente.
'Non stringo accordi, perché non ho bisogno di nulla e di nessuno...' la derise, fissandola. Era bella, femminile, dolce come sua moglie...gli faceva un certo effetto, era innegabile e lui solo da innumerevoli anni.
'Lascia andare James. Rimarrò io al suo posto...meglio la mia compagnia, non trovi?' tentò di rabbonirlo, offrendogli ciò che aveva…se stessa; non era molto diverso dal momento di confronto con i due adolescenti a Charleston, tutto sommato.
'Sei pazza, nooooo. Vattene...' Barnes gridò, capendone le intenzioni. La Ross gli mandò una strana occhiata e lui tacque…la sua principessa aveva un piano!
'Non mi interessi...' replicò Zemo.
'Forse non a livello scientifico. Credevo di piacerti...' doveva giocare a carte scoperte.
Era splendida e lo guardava con gli occhi marroni luccicanti, sensuale. Perché no? Mica avrebbe mollato Bucky...avrebbe fatto a pezzi lui e tenuto lei come bottino, anche nel suo letto…era tanto, troppo che non stava con un bel bocconcino come la femmina di fronte a sé.
Un'eloquente lasciva espressione comparve sotto la maschera che indossava...James si stava sentendo male, aveva la nausea...vide il Barone, limitrofo a Katie che, dopo aver poggiato il rasoio sul carrello medico, alzava la mano, per carezzarle una guancia.
La moretta fece il suo più bel sorriso, ammaliante, di quelli che dedicava a lui quando si amavano, e, lestissima, afferrò la lama, piazzandola, con tutta la forza che aveva, nella carotide del Barone, che iniziò a strillare, tentando di liberarsene.
La Ross non si perse d'animo, estrasse lo strumento dalla carne e lo colpì, ancora ed ancora, come una furia scatenata; si fermò, esclusivamente nel momento in cui capì fosse morto stecchito, osservandolo cadere sulle ginocchia e stramazzare a terra, in una pozza di sangue.
'Katie...' Bucky la chiamò, un sospiro di sollievo.
'James...' lei gli tamponò lo squarcio sul petto, con delle garze e del disinfettante, preoccupatissima 'amore mio...che ti ha fatto?'.
'Non è nulla. Sei stata eccezionale. Come diamine mi hai trovato?'.
'Pat ti ha trovato, ti ha sognato; riesci ad alzarti?'.
'Pat? Dici sul serio? E' incredibile! No, mi ha somministrato un siero paralizzante, credo debba passare l'effetto, per rimettermi in piedi...'.
'Poi ti racconto...'.
'Vai a liberare gli altri, sono parecchio... incollati!' rise, contento.
'Corro...'.
'Agente Ross...principessa coraggiosa…mantenuta?'.
'Sì, Soldato? Anzi…padrone?'.
'Non devi fare qualcos'altro, prima?' la fissò, malizioso.
'Subito, amore' si abbassò, sorridente, per unire le proprie labbra alle sue.
