Estate 2019

Fu la prima di un'interminabile serie di inviti; Steve la portava a cena fuori, al cinema, a teatro, continuamente. Con la bella stagione, erano andati diverse volte anche al mare, sempre loro due da soli; in poche circostanze Rafflesia, nel corso dell'ultimo anno, dopo la morte di Buck, aveva avuto modo e voglia di incontrare gli altri Avengers.

Aveva visto Clint e Laura, venuta a trovare il marito, con i bambini, ma nulla più.

Era molto difficile, per lei, godere delle piacevolezze della compagnia altrui; dopo la dissolvenza, tutto era cambiato e si sentiva inaridita nell'anima, incapace di opporsi ad un cambiamento tanto negativo. L'assenza di James le aveva sottratto ogni forza, ogni gioia di vivere.

Era al mare con Steve e leggeva un romanzo, all'ombra, con poca voglia.

'Sempre immusonita?' le domandò.

'Sto leggendo, non c'è niente da ridere!'.

'Sì, ma potresti farlo col sorriso'.

Sbuffò.

'Dai, fammi un sorriso…per favore, solo uno!'.

'Non a comando…'.

'Adesso vediamo' con un movimento fulmineo, il Capitano le strappò il libro dalle mani e, sogghignando, lo gettò lontano. La agguantò, per posizionarsi sopra di lei, iniziando a farle solletico.

Rafflesia si contorceva e rideva, sguaiatamente; Steve continuava a solleticarla, con le mani e con la barba.

'Basta, basta, mi arrendo…' non riusciva ad opporglisi, in alcun modo, e sorrise, con tutta l'energia che poté, per farlo contento, a trentadue denti.

'Brava, visto, era facile' la fissò, dritto negli occhi. Era steso completamente sulla donna, con tutto il peso del corpo e non riusciva a smettere di desiderarla, pazzamente. Bucky era morto da più di un anno, e pensò che fosse stato corretto a sufficienza, nell'aspettare tanto, prima di tentare un approccio più concreto. La baciò, con delicatezza, sul contorno delle labbra, aspettando una sua reazione. Lei gli carezzò i capelli 'Steve, che vuoi da me?' gli chiese.

'Voglio te'. Il Capitano iniziò a baciarla con più ardore, tentando di farle schiudere le labbra.

Rafflesia era stata molto fredda, sulle prime…se ne era accorto, ma aveva deciso di non demordere, la bramava troppo e sperò cedesse. Dopo qualche minuto di quei baci infuocati, gli si strinse un pochino di più. Il contatto non era per niente sgradevole, ed era piacevole sentire qualcuno di così familiare, che, dopo tanto tempo, la lusingava, in quel modo.

Le mancava tutto di James, la loro intimità nel complesso. Oramai era acqua passata, doveva dimenticarlo, forse doveva continuare a vivere…e con Steve sembrava sempre tutto semplice e lineare. In fondo, era un ragazzo così dolce, gentile...molto attraente... Lo accarezzò sul torace muscoloso e si rese disponibile alla sua bocca, provando a rilassarsi. Schiuse le labbra ed unì la lingua alla sua, in un piacevolissimo e tenero incontro di umori.

Si erano coccolati, stesi sull'asciugamano del mare, per tutto il pomeriggio, come due adolescenti. Rogers aveva tenuto le mani a posto, e galantemente, non aveva tentato altri tipi di approccio, oltre ai baci. Era anche piuttosto imbarazzato; per lui, desiderare tanto la fidanzata del suo migliore amico morto era un peccato mortale, era chiaro.

Nel tragitto del ritorno dal mare all'appartamento, non si erano scambiati neanche una parola, ognuno era preso dai propri conflitti dell'anima.

L'aveva accompagnata fin su, portandole la borsa della spiaggia.

'Ti chiamo domani' lo disse in fretta, aveva l'aria di chi volesse scappare da un problema.

'Non andartene' mormorò Rafflesia 'Resta con me, stanotte'. Si sentiva così sola…senza il suo Sergente, era ritornata al vuoto interiore successivo alla perdita della sua famiglia, un buco nero di sofferenza.

Aggrottò la fronte. 'Sei proprio sicura?' le domandò, sperando nella risposta.

Gli tese la mano. Rogers l'afferrò e la baciò, in bocca, ardente, stavolta senza alcuna remora.

L'agente Tyler contraccambiò, a sua volta, con più impeto… la lunga astinenza fisica e carnale la stava indirizzando verso l'uomo, inevitabilmente.

'Facciamo la doccia insieme?' gli propose, staccandosi ed andando in bagno.

Aprì l'acqua calda nel box di vetro, iniziando a spogliarsi.

Steve, che l'aveva seguita, sussultò, cominciando a togliersi i vestiti; non riusciva a smetterla di guardarla, era così bella, finalmente tutta per sé.

Lei entrò sotto la doccia e si mise sotto il getto dell'acqua. Sentiva la sua silenziosa presenza alle spalle. La baciò sul collo, già pronto per amarla. Era pronto, da moltissimo tempo. Rafflesia si girò e prese lo shampoo, insaponando prima la propria nuca e, successivamente, quella di Rogers, che la fece fare. Si sciacquarono entrambi dalla schiuma sui capelli.

Steve, sempre rigido in tutto, si fece coraggio, non era abituato a quel tipo di contatto meno tradizionale, piacevolissimo e si buttò. Recuperò la confezione del bagnoschiuma e dopo averne versato un pochino su entrambe le mani, iniziò a passarlo, con delicatezza, sul corpo della compagna.

L'agente Tyler gli mormorò 'Devi lavarmi, dappertutto, Steve…'. Il Capitano ubbidì, in preda ad una folle eccitazione mai provata. Le passò le mani, con più energia, sul seno, stringendole le mammelle e stuzzicandola sui capezzoli, sull'addome e poi fra le cosce, insistendo all'interno della sua intimità, con le dita, veemente. La sentiva mugolare, per il piacere, soddisfatta, mentre la baciava, il volto rivolto indietro.

Quando finì di insaponarla, Rafflesia si risciacquò sotto l'acqua e prese, a sua volta, il bagnoschiuma. 'Tocca a te, adesso'. Ne massaggiò il corpo, in ogni anfratto, con un movimento così sensuale delle mani, che l'uomo pensò di stare perdendo il lume della ragione. Non resisteva alle sue carezze, che si facevano sempre più erotiche e intense, sulla schiena, dentro i glutei, e soprattutto in mezzo alle gambe. Esperta, generosa...fantastica.

'Mi vuoi, Capitano Rogers?' gli chiese, in attesa.

Era talmente coinvolto, che nemmeno rispose. La spinse, impetuoso, contro la parete della doccia e la sollevò, sorreggendola per i glutei. Lei gli cinse i fianchi con le proprie gambe, piegate intorno ai suoi addominali. La penetrò con forza, iniziando subito a muoversi velocemente, non riusciva nemmeno a pensare, per il desiderio. Venne nella partner, qualche istante più tardi, frenetico e smanioso solo di una voglia che non era riuscito a contenere, sentendola contrarsi e gemere, per il corrisposto piacere.

Piangeva, nel letto, dopo l'amore, presa dai sensi di colpa e dall'appagamento di quell'attività fisica, comunque molto soddisfacente. Steve le era accanto, in preda alle stesse considerazioni.

'Sei pentita?' chiese, affranto dal vederla tanto provata.

'Non lo so…non pensavo di stare così bene con te, davvero, e mai immaginavo che sarebbe successo qualcosa di simile fra noi…è tutto così strano e nuovo'.

'Ti capisco…mi sembra di avere tradito Bucky…però dopo tanto tempo, finalmente sono di nuovo felice, almeno un po''.

Aveva ragione, pure lei si sentiva in quel modo.

'Non dobbiamo prendere nessuna decisione drastica, in questo momento, credo sia il caso di vivere quello che c'è tra noi, con leggerezza, per una volta e vedere dove la vita ci porterà…'.

Rafflesia annuì, silenziosa. Rogers le si avvicinò, per abbracciarla, e lei appoggiò la testa sulla sua spalla.

Si vedevano quasi quotidianamente. Non potevano dirsi una coppia, ma ci andavano parecchio vicino. Il Capitano era sempre delicato, anche nella gestione dell'intimità. Lei si era trovata a contraccambiare il suo affetto, pur rendendosi conto che il rapporto che avevano non era paragonabile al sentimento che aveva provato, ed, in cuor suo, provava ancora per James, quegli slanci di passione e di amore così spontanei, che venivano dall'anima, quel tormento interiore che li aveva dilaniati, a letto e fuori dal letto.

Rogers non era tipo da slanci e non sarebbe mai potuto diventarlo, era una questione di indole e di affinità elettive. Gli piaceva stare con lui, le dava sicurezza, tranquillità, era piacevolissimo…era quanto le rimaneva di James su questa terra, lo aveva pensato molte volte e non poteva permettersi di perderlo.

'Si può sapere cosa cazzo stai combinando, Steve?' Tony era fuori dalla grazia di Dio, letteralmente, aveva gli occhi di pece.

Il Capitano non aveva raccontato nulla della sua frequentazione con Rafflesia, ma Pepper lo aveva visto, per caso, in una caffetteria, mentre la baciava.

Clint era molto turbato 'Avresti potuto avere tutte le donne che volevi; perché la fidanzata di Bucky? Gesù, è morto ed era il tuo migliore amico! Devi essere impazzito!'.

Perfino Bruce si era intromesso, timidamente 'Lo trovo orribile, uno schifo… Come fai, non ti senti in colpa?' gli aveva domandato, a bassa voce.

'Le stai solo facendo del male, e stai facendo del male pure a te stesso' Tony lo incalzava. 'Almeno rispondici, parliamo per te' il Falco si intromise, di nuovo.

Rogers non avrebbe mai voluto questo confronto 'E' successo, non ho potuto farci niente. Ho provato a resistere, ma non ce l'ho fatta; non le sono saltato addosso, non l'ho costretta, ho aspettato più di un anno solo per avvicinarmi a lei, emotivamente. Tony, non giudicarmi, le voglio un bene dell'anima!'. Avrebbe voluto dir loro che l'amava da morire, ma pensò che lo avrebbero ulteriormente criticato.

Stark provò a calmarsi ed a farlo ragionare 'Sai perché si è attaccata tanto a te? A parte che le hai dato il tormento da quando sei tornato dal Wakanda, non l'hai lasciata un solo secondo e ti ci sei appiccicato…proprio perché sei l'altra faccia di James, perché siete separati alla nascita, come gemelli. Non capisci che sei tutto quello che le resta di Buck? Del fidanzato morto, ed in quel modo, ti rendi conto! Che razza di motivo è per un rapporto?!'.

Banner cominciò un altro tipo di ragionamento 'Mi chiedo se tu le abbia detto del nostro piano…del progetto mio e di Tony, di viaggiare indietro nel tempo, e rispristinare l'Universo come lo conoscevamo. Se riuscisse e dico se, nemmeno sappiamo, con certezza, in che momento temporale le persone dissolte verrebbero riportate indietro…se Barnes tornerà e ti troverà a letto con la sua fidanzata o che ci provi con lei…beh, chiaramente ti ucciderà e poi si ucciderà per il dolore; ma se riapparisse, in questa vita, in un momento precedente a quello attuale, come staresti tu, invece? Ricorderai tutto quello che è accaduto, Steve, secondo le nostre teorie! Non puoi vivere con questo fardello, devi chiudere la vostra storia o quello che è, prima possibile…è come un paradosso, temporale e…sentimentale'.

'Non le ho detto nulla e non intendo farlo' Cap fu lapidario; ci aveva pensato mille volte e mille volte aveva desistito, dal raccontarle dei piani surreali dei due scienziati pazzi in piedi di fronte a lui, sia perché non voleva illuderla sugli eventuali esiti positivi, sia perché credeva che avrebbe potuto giudicarlo in maniera negativa, per le scelte intraprese nella loro relazione.

'Mi pare una decisione saggia, l'unica tua finora…è indispensabile che i nostri studi non escano dallo S.H.I.E.L.D., nemmeno una parola con anima viva' Stark concordò con il collega, solo su quello. 'Però, ti esorto a riflettere, per il bene vostro e di noi tutti, sull'opportunità di proseguire a vederla!'.

Quello provò a rispondere ma Tony fu più pronto 'Non dire nulla adesso, dimmi solo che pondererai il da farsi, Rogers!'.

'Prometticelo!' Clint lo esortò, a sua volta, accorato. Il doloroso ricordo di Rafflesia e Bucky, felici ed insieme, lo tormentava, quotidianamente, non se ne poteva fare una ragione.

Il Capitano promise, suo malgrado.

L'agente Tyler teneva sempre al collo l'anello di fidanzamento, il diamante violetto a forma di cuore e non riusciva a separarsene in alcun modo; avrebbe dovuto riporlo, per sempre, in un cassetto, ma poiché non poteva riporre James in alcun lontano cassetto della memoria, tanto valeva avere la veretta vicina al proprio petto. Anzi, aveva preso l'abitudine di toccarla, e aveva la sensazione, di farlo in continuazione, come fosse un tic nervoso.

Steve la guardava, con inquietudine, dall'altro lato del tavolo del soggiorno, a cena, mentre, silenziosa ci giocherellava.

Alzò gli occhi e lo fissò 'Tutto bene?'. Da qualche giorno, le pareva fosse sul punto di dirle qualcosa, e che non riuscisse mai a venire al punto; era certa che fosse angustiato.

'In effetti, no...mi è capitato di pensare a Bucky più del solito, in questo periodo…' provò a prendere il discorso, che si era programmato di fare, piuttosto alla larga.

Rafflesia sospirò, comprensiva. Per lei non si trattava di un periodo, il pensiero di James era costante, in ogni momento della giornata, il funereo sottofondo di ogni istante della sua infelice vita, di ogni secondo in cui il suo cuore batteva.

'Vedi, mi sono chiesto che cosa accadrebbe se Buck ricomparisse, adesso…se tornasse da te, fra me e lui, chi sceglieresti?' glielo doveva chiedere, lo doveva sapere, anche se era una domanda suicida, una folle elucubrazione della sua mente masochista.

Aggrottò la fronte, sconsolata 'Che stupidaggini dici? Smettila, stai facendo dei ragionamenti inutili e senza senso'. Si sentiva così ferita da quelle parole, le pareva quasi un giudizio di valore sui suoi comportamenti, sul fatto che si frequentassero. 'Ti senti ancora così in colpa perché scopiamo?' gli fece, molto aggressiva, nel gergo scurrile che Steve tanto detestava, appositamente per ferirlo.

'In parte è questo, però…se Bucky riapparisse…' provò, ancora.

'Ora basta, finiscila…è morto, lo vuoi capire …il mio Sergente Barnes è morto, non c'è più' gli gridava contro, disperata, tra un singhiozzo e l'altro, sull'orlo di una crisi isterica.

Il Capitano la bloccò e la strinse a sé, provando a calmarla; qualsiasi altro approfondimento della questione sarebbe stato superfluo, aveva avuto la sua risposta, ad un prezzo altissimo, per entrambi...quella che conosceva da sempre e che non voleva ammettere nemmeno con sé stesso.

'Calmati, non te lo chiederò più, hai ragione, dobbiamo smetterla di pensare al passato' chiuse la penosa conversazione, cominciando a baciarla. La prese in braccio e la portò in camera da letto. Almeno quando facevano l'amore, era tutta per sé, l'unico momento in cui esistevano solo loro due.

Rafflesia si fece spogliare, Rogers era frettoloso, nervoso… aveva capito che la voleva subito, forse per tranquillizzarsi dello spiacevole confronto. Si era liberato dei propri indumenti alla velocità della luce, desiderava possederla, chiaramente senza alcun preliminare.

'Mettiti in ginocchio, voglio farlo da dietro!' le ordinò, in maniera perentoria.

L'agente Tyler, carponi, chiuse gli occhi, tentando di abbandonarsi ai baci umidi dell'uomo sul collo e di trovare un po' di tregua interiore, la mente chiusa nel personale purgatorio della sua essenza; Steve affondava in lei, aggressivo e rabbioso, dopo la discussione che avevano avuto, ma non le importava, andava bene così…andava sempre tutto bene…

Non si rese nemmeno conto delle parole che le uscirono dalle labbra, accorate ed appassionate, nel momento dell'orgasmo '…James, amore…'.

Il Capitano si staccò da lei, sconvolto; aveva pronunciato, involontariamente ed inconsciamente, il nome di Buck, e non ne aveva avuto la benché minima consapevolezza, neanche dopo il rapporto. Non lo aveva fatto con premeditazione, e la cosa più triste era che non se ne fosse accorta. Aveva baciato Steve su una guancia, con tranquillità, ed era andata in bagno per lavarsi, mentre lui era rimasto a fissare il soffitto, in preda ad un'angoscia esistenziale, che gli pesava sul cuore.

Gli erano tornate in mente le parole di Bruce. In fondo all'anima, sperava che Stark e Banner gli dessero presto una buona notizia… forse Rafflesia avrebbe trovato pace, ed anche lui.