CAPITOLO 16 FINALE POST CREDIT QUATTRO LUGLIO 2019

'Come si fa ad organizzare un matrimonio il Quattro Luglio e a Brooklyn? È cafone!' Stark si lamentò.

'É così romantico, invece...si sono innamorati qui e sotto i nostri occhi...' Nat lo contraddisse.

'Guarda come sono belli...arriva la sposa...' Bruce indicò Katie, che, in un abito candido, di linea semplice ed elegante, ricoperto di graziosi ricami, con le spalline, leggermente scollato, la gonna che si apriva come un giglio, i capelli castani lunghi, sciolti sulle spalle, un piccolo mazzetto di fiorellini bianchi, camminava, verso il centro del giardino dei Rogers, che Steve e Peggy avevano messo a disposizione dei loro amici più cari; questi ultimi avevano espresso, infatti, il desiderio di unirsi in matrimonio proprio a casa loro, nella ricorrenza in cui avevano scoperto di amarsi.

La Ross avanzava, lentamente, verso James, splendido, in un vestito scuro e camicia chiara; teneva Pat per mano e, in braccio, una bambina di circa tre mesi, capelli castani scuri e opali al posto degli occhi…come quelli di sua madre. Lily, la loro seconda figlia...sorridevano tutti e tre, accanto ai coniugi Rogers, cui avevano chiesto di fare da testimoni.

Bucky la fissava, intanto che camminava verso di sé. Un sogno che si avverava...sposare la donna della sua vita, l'amore della sua vita, la sua principessa, la sua Katie!

Diede la piccola a Peggy, per prendere Katherine per mano, intanto che il sacerdote iniziava ad officiare la cerimonia. Pochi minuti, per arrivare, quasi subito, allo scambio degli anelli.

'Con questo anello, io ti sposo, Katie, principessa del mio cuore' le mise la vera al dito, portandosi il polso alla bocca, per baciare le cicatrici, simbolo della forza del loro sentimento e del dolore, a cui erano sopravvissuti, entrambi e insieme.

'Con questo anello sposo te, James, amore delle mie due vite; mi sono innamorata di te, anche cinque anni dopo... sono qui solo grazie al tuo amore che ai doni più grandi che potessi farmi, i nostri figli. Io esisto perché tu esisti' lo baciò, rapita e commossa, dopo avergli infilato la fede all'anulare della mano bionica.

'Mammina, quando partiamo?' Pat, durante la festa, chiedeva notizie del viaggio di nozze.

'Ross, sei impazzita a portarti dietro i pargoli in luna di miele? Non potevi smollarli ai coniugi Rogers? Fin quando non avranno figli propri, almeno, li potrai sfruttare!' Tony si intromise.

Barnes rispose, al posto di sua moglie 'Non possiamo stare venti giorni lontani dai bambini...e, comunque, ti informo che potremo sfruttarli, come dici tu, ancora per poco!' dette una pacca a Steve, accompagnata da un sorrisone. L'amico del cuore arrossi'...di lì a qualche mese, sarebbe diventato padre!

'Cappero...facciamo un altro brindisi!' esclamò Stark.

'Finita la luna di miele, tornerai, finalmente, fra noi Avengers?' domandò il Capitano alla moretta, che aveva preso un lungo periodo di aspettativa, a causa della gravidanza di Lily.

'In effetti, io e mio marito' rise, guardando il Soldato d'Inverno 'abbiamo deciso, insieme, che è meglio mi dedichi ad altro, ovvero a fare la mamma ed alla decina di studenti delle medie a cui darò ripetizioni...te lo dissi a suo tempo, altro che interprete all'Onu...' rivelò a Steve.

'É un grande spreco e lo sai, sei un elemento validissimo...' ribatte' Rogers.

'Dopo aver ucciso Zemo, ho capito che il mio destino era dare la vita, non toglierla; appena a casa, ho guardato il calendario, appeso in cucina. Avevo saltato il ciclo e non me ne ero nemmeno accorta, presa da troppi brutti pensieri…ero già incinta' diede un bacino a sua figlia, addormentata, fra le braccia dell'uomo che amava follemente.

'A proposito, Tony...abbiamo fatto due calcoli e Lily è stata concepita…ehm…nella tua baita...è pure merito tuo, se abbiamo questo splendore' Bucky fece una battuta.

'Come in ogni circostanza, mi rivelo pieno di soprese e virtù' si pavoneggiò, al solito.

'Uomo virtuoso, tienimi la bambina…solo due minuti, non morirai…' gli passò la piccola, intanto che il collega alzava gli occhi al cielo, e condusse Katherine all'interno della casa.

'Che hai in mente, padrone?' glielo chiese, solo per prenderlo in giro…lo aveva ben compreso!

'Vieni con me'.

'L'ho già sentita, questa…ho ritrovato la memoria e ricordo tutto…'.

Barnes aprì la porta della dispensa e la richiuse, con delicatezza, stavolta.

'Sai perché ho tanto insistito per organizzare qui la cerimonia?' le domandò, malizioso.

'Lo sto intuendo...' Katherine ridacchiò, le labbra già incollate alle sue 'Sei diventato matto?'.

'Uhm, sì' confessò e ripeté, come aveva fatto lei, le frasi che si erano scambiati, sei anni prima 'Facciamo una cosa veloce, deliziosa principessa mantenuta, e non lo saprà nessuno. Sono in astinenza di te e non ho più fumato…da mesi…' giù il vestito da sposa, in un battibaleno.

'Sei stato eccezionale' via la giacca e la camicia bianca.

'Merito un premio…uno bello grosso' era un'affermazione, non una domanda; via le mutandine di pizzo bianco. Era rimasta solo con gli altissimi sandali bianchi, ai piedi. Uno spettacolo!

'Sarò sempre e soltanto io il tuo unico premio…' aperta la cintura, sbottonati e calati i pantaloni eleganti, in un sol colpo, unitamente all'intimo. Giù anch'essi!

Katie si ritrovò seduta, col sedere, sul bordo del famigerato tavolino, sgombro da qualsiasi barattolo, con Bucky, che l'abbracciava, la mano destra sui capelli ed il braccio bionico a cingerle la schiena.

'Ti amo, principessa…' sussurrò, sudato, in quel piccolo spazio che già odorava di loro!

'Ti amo, James' gemendo, fissò gli occhi d'argento del suo uomo, un attimo prima che lui la baciasse ancora.

Esisteva solo lei, esisteva solo lui, esistevano solo loro due, insieme.