1316 DR: Radici (Parte 4), ovvero Atto Terzo: una falsa partenza

"Questo è l'ingresso per i sotterranei. Quello di cui sono a conoscenza, almeno." Linomer ci indicò una fenditura in una collinetta. "Ci si deve stringere un po' per entrare, ma dentro la caverna si allarga."
Era vero: dopo l'ingresso stretto e disagevole, la caverna si apriva in un corridoio abbastanza largo per lasciar passare due persone affiancate. Fu lì che trovammo il vero Linomer con il suo piccolo accampamento.
Non ci rivolse la parola. Non poteva. Era troppo concentrato nel tessere il suo incantesimo. Forse nemmeno ci vide passare.
Il nostro compagno simulacro però sapeva bene cosa fare: estrasse dalla sua borsa alcuni amuleti per noi e ci raccomandò di metterli al collo.
"Vi devo spiegare in che modo funziona la barriera: in teoria blocca tutto. Creature animate da energia positiva o negativa, costrutti, creature senzienti, qualsiasi combinazione di queste cose. Creature evocate. Energia che proviene da altri Piani o dal Piano Materiale. Se provaste a lanciare un Fulmine dentro i cunicoli, la barriera lo fermerebbe. All'interno dei cunicoli, la magia funziona normalmente perché la Trama comunque esiste anche lì, però è impossibile evocare creature o invocare energie da altri Piani."
"Niente incantesimi di guarigione, quindi?" Domandò subito Holly.
"Di norma no, ma indossando questi amuleti potremo ignorare tutte le restrizioni della barriera."
Ci lasciò qualche minuto per metabolizzare quello che ci aveva detto.
"C'è una cosa che non hai citato. La materia inanimata. Quella passa normalmente?" chiese Yalathanil, dando sfoggio della proverbiale intelligenza dei maghi.
"Certo, quella passa normalmente, se ad esempio ci fosse un terremoto le rocce si sposterebbero dentro o fuori dall'area della barriera. Ma ha importanza?"
"Sì, se pensi che un oggetto nefasto, un artefatto o una gemma che contiene un'anima potrebbe tranquillamente rotolare fuori."
Linomer lo guardò senza nascondere la sua perplessità.
"Se ipotizziamo che l'anima dell'arcimago drow potrebbe essere dentro una perla, e se questa fosse scivolata sempre più giù fino a raggiungere zone del Buio Profondo oltre la barriera, come ha fatto la sua corruzione a raggiungere la Superficie?"
"Scendiamo a scoprirlo!" s'intromise Holly, con finto entusiasmo. "Stare qui a litigare non serve a molto."

Ci addentrammo più a fondo nella caverna fino a trovare la barriera. Holly rimase a chiudere la fila; sapevo qual era il problema, indossando l'amuleto la magia del ciondolo avrebbe soppresso temporaneamente l'effetto di un altro oggetto magico che portava, la spilla che chiudeva il suo mantello. Quella spilla era ciò che proteggeva il suo aspetto illusorio dagli incantesimi di divinazione, compreso Visione del Vero. Era improbabile che qualcuno lo guardasse con Visione del Vero proprio in quel frangente, ma con un mago esperto come Yalathanil non si sa mai.
Oltrepassammo la barriera, trattenendo il respiro. Se nella foresta già si sentiva un po' l'influenza di un'energia malvagia, qui praticamente saturava l'aria. Veniva istintivo coprirsi la bocca come se l'aria puzzasse, ma non era un odore, era qualcos'altro. Qualcosa di altrettanto soffocante e inevitabile.
Linomer tracciò attorno a sé un cerchio magico che avrebbe dovuto proteggerci dal male a patto che gli stessimo vicini, e ripeté l'incantesimo su di me perché si era deciso che sarei rimasto tendenzialmente nelle retrovie insieme a Yalathanil. Dopo pochi metri ci trovammo a calpestare qualcosa di duro e molto scomodo, e Linomer per poco non si storse una caviglia.
"Che cos'è?" Sussurrò fra le imprecazioni. Aveva una torcia su cui aveva lanciato Luce, l'abbassò per vedere meglio.
La luce venne raccolta e rifratta da migliaia di piccoli cristalli. L'intera caverna era invasa da punte di cristallo trasparenti, alte quanto una falange, che sembravano ricoprire solo alcuni tipi di roccia, ma non me ne intendo molto di sassi. Quello spettacolo era a dir poco mozzafiato, bellissimo.
Linomer allontanò la torcia dal terreno e mugugnò agli altri di stare attenti a dove mettevano i piedi (o la coda, nel caso di Karasel).
Proseguimmo per molti minuti. Linomer lasciò che Holly andasse avanti in esplorazione, non curandosi del fatto che così sarebbe rimasto all'esterno del cerchio di protezione, e scambiò qualche rapida frase con Karasel in una lingua a me ignota. Lei rispose con un sussurro quasi inudibile e mi accorsi che il mago era inquieto. Ma in fin dei conti lo eravamo tutti.
La sensazione era quella di scendere in profondità molto lentamente, come se quei cunicoli rimanessero vicini alla Superficie. La caverna divenne sempre più luminosa man mano che scendevamo, a causa di quei cristalli che la facevano brillare come se fosse piena di stelle.
Nonostante la bellezza del luogo, la caverna continuava a essere pregna di energia sacrilega, perché nonostante il Cerchio Magico contro il Male Karasel stava cominciando a provare nausea e disagio.
Alla fine arrivammo a un punto morto. La galleria si interrompeva con una parete cristallina, che sarebbe stata trasparente se non fosse stato per le incrinature nella roccia, che le davano un aspetto smerigliato.
"Beh, questo è senz'altro anomalo." Considerò Holly, passandosi una mano dietro alla testa. "Non ho mai visto una parete di cristallo come questa in un sotterraneo." Con la sua spada ticchettò contro la roccia, sentendo il suono che produceva in risposta. "Sembra sia spessa diversi metri."
"E blocca la galleria" osservò Yalathanil con voce tetra. "Dobbiamo trovare un'altra strada."
Holly però lo fermò con un cenno della mano.
"Aspetta. La cosa che hai detto... blocca la galleria. No. No! Questo è il punto! Non sappiamo nemmeno se ci sia una galleria più avanti." Lo guardammo tutti senza capire, in attesa che spiegasse. "Insomma, si suppone che la città degli elfi scuri fosse sprofondata nella terra nel corso del primo Sundering. Ma questo vuol dire che un tempo si trovava in Superficie."
"Sì, esatto." Confermò Karasel. "Le antiche leggende dicono che si trovasse vicino al mare."
"Quindi, la terra trema e si spacca." Holly si lanciò in una serie di ipotesi, inconsciamente mimando la scena a gesti. "La città crolla, e finora abbiamo dato per scontato che sotto la città ci fossero delle gallerie o delle grotte con una gran quantità di vuoto. Ma se invece il terremoto avesse aperto una specie di voragine, separando il terreno come ha separato i continenti, e la città vi fosse caduta dentro... poi sarebbe stata seppellita dai detriti di terra e roccia, che avrebbero sigillato le gallerie, e... e dall'acqua del mare. C'era il mare, quindi sicuramente avrà riempito le cavità."
"Una volta tutta questa zona era sepolta dal mare." Intervenne Linomer, cercando di essere d'aiuto. "Nella foresta si possono trovare ancora i segni di antiche creature marine che sono come stampati sulle rocce. Per il mio maestro questo era un chiaro segno del fatto che questa terra sia emersa dal mare."
"Quindi, il mare entra, insieme ai detriti. Se siamo fortunati, scava delle gallerie. Poi, con ogni probabilità, l'acqua defluisce via dai cunicoli quando queste terre emergono nuovamente dal mare... o forse è il mare che si ritira, non importa. E se l'acqua è davvero defluita via, avrà portato via con sé le parti molli: terra, fango e sabbia."
"Lasciando solo i cunicoli." Yalathanil concluse il ragionamento. "Ma non è detto che quei cunicoli siano collegati a questo."
Holly annuì, manifestando la sua approvazione per la deduzione del mago.
"Questa galleria non aveva sbocchi secondari, solo alcove e brevi cunicoli ciechi. Dobbiamo cercare un altro ingresso."

Quando uscimmo nuovamente all'aperto era quasi mezzogiorno. Il passaggio dall'oscurità totale alla luce del sole allo zenit era abbastanza violento da infastidire chiunque, anche creature della Superficie come me. Ma almeno era bello poter respirare di nuovo un'aria accettabilmente pulita.
Holly mi si avvicinò con la scusa di pattugliare insieme il territorio in cerca di altri possibili ingressi alle gallerie, e mi sussurrò con fare cospiratorio: "Allarme troll. Linomer sa di me."
Sei parole che calamitarono la mia completa attenzione.
"E sarebbe un allarme troll? Questo è almeno un allarme drago!" Sibilai in risposta, facendo riferimento alla scala di pericolo che usavamo per le nostre comunicazioni segrete. Allarme troll indicava un pericolo piuttosto basso, su una scala che consta in: Orco, Troll, Gigante, Drago, Divinità incazzata, Ragazza che dice 'fai come vuoi', e infine Vuoto divora-mondi.
"Ne ha parlato solo con Karasel, e facendo in modo che gli altri non sentissero. Lei gli ha detto che va tutto bene, quindi è un allarme troll, ma sarebbe meglio che non restasse solo con Yalathanil o con Shanyrria questo pomeriggio. Domattina avrà dimenticato tutto, ma oggi fammi un favore e tienilo impegnato."

Fu così che nel corso della nostra cerca io mi imposi facendo coppia con Linomer. Il mago sembrava davvero sulle spine, più volte sembrò sul punto di dirmi qualcosa, ma si trattenne sempre.
Passammo il resto della giornata a cercare altre gallerie, specialmente vicino al mare. In quel tratto, la foresta si trovava su una scogliera che si alzava di parecchi metri sopra il livello del mare. Dalla costa arrivava il tipico odore di zolfo del Lago dei Vapori, ma ormai eravamo abituati a cose peggiori.
Karasel poteva volare, quindi ci fu di grande aiuto in questo frangente. Fu lei a trovare un altro possibile accesso. Arrivarci sarebbe stato tutt'altro che facile, perché l'ingresso era molto in basso lungo la scogliera, pochi metri sopra il livello del mare. Karasel però probabilmente ci aveva visto giusto, perché anche questo cunicolo era foderato di cristalli, che arrivavano quasi all'imbocco della galleria.

Decidemmo di accamparci e riposare prima di cominciare l'ardua discesa, anche perché nessuno di noi voleva passare una notte più del necessario in quel luogo pregno di oscurità e corruzione.
Quella sera, con l'aria di voler chiacchierare del più e del meno, Linomer mi si sedette accanto. Parlammo un po' delle stelle e della loro importanza per l'orientamento e per la magia, e poi quando gli altri si furono addormentati, con Karasel che stava di guardia, Linomer finalmente si decise a mostrare le sue carte.
"Domattina lo avrò dimenticato, ma penso che sia giusto che tu sappia. Il tuo amico, quello che viaggia con te..."
"Lo so."
Mi guardò sorpreso, per un lungo momento.
"Che cos'è che sai?" Domandò infine, sondando il terreno.
"Dipende da cosa sai tu."
"Domattina l'avrò dimenticato." Ribadì. "Quindi puoi dirmi tutto, che importanza ha?"
"Potresti anche andare a svegliare Yalathanil e Shanyrria e riferire tutto. Ma vorrei darti un paio di cose su cui riflettere. Holly sapeva che tu sai la verità su di lui, me lo ha detto mentre uscivamo dalla grotta. Però non ha fatto niente per costringerti a tacere, giusto?"
Linomer corrugò la fronte, come se fosse immerso in una riflessione, poi annuì di malavoglia.
"Inoltre, beh, perché pensi che proprio lui sia stato invitato a venire con noi?"
Questa volta mi guardò come se non avesse risposte.
"Me lo sono chiesto. Non lo so, a me sembra una follia. Laggiù è un ricettacolo di malvagità, non abbiamo bisogno di persone corruttibili."
"Mio caro mago, penso che una persona che ha già familiarità con il male sia meno corruttibile di chi non lo conosce, e pensa ingenuamente di poterlo controllare. Credo che Holly sappia esattamente fin dove può spingersi."
Linomer rimase a lungo a guardare le stelle, riflettendo sulle mie parole.
"Vorrei tanto poterci dormire su." Mugugnò infine, prima di ritirarsi nella nostra tenda.