CAPITOLO 19 TUTTO PER TE

Barton era disperato...si era addormentato all'ora di cena, distrutto, ed era incappato nel solito atroce incubo…solo che stavolta non c'era Erin accanto a lui. E non ci sarebbe stata più. Niente più baci, niente risate, niente Bryan Adams, niente terza domenica del mese con gli amici...niente capelli castani che sapevano di buono o languide occhiate irresistibili. Niente giochini a letto...anzi li avrebbe fatti con altri...gli venne la nausea...uscì di casa, folle per il suo dolore...non poteva andare da Frank alla pasticceria e senza di lei non avrebbe avuto senso...scopare in giro meno che mai, piuttosto la morte...un locale per qualche sana bevuta, invece, poteva fare al caso suo...

Erin sentì squillare il cellulare, era il numero di Mike. Non aveva risposto quasi a nessuna chiamata negli ultimi dieci giorni, ma non era da lui telefonare a quell'ora di notte e nessuno di loro due amava i giochetti. Rispose, preoccupata.

'Erin, ciao...'aveva una voce grave ed un tono serio.

'É successo qualcosa?'.

'Si, mi ha chiamato Clint, lo hanno arrestato, è al Quinto Distretto...'.

'Non voglio saperlo, non metterti in mezzo...'.

'Smettila e fammi parlare, la situazione è molto grave, sennò non ti avrei cercata. Poteva fare un'unica telefonata ed ha chiamato me, non te. Anche Clint è mio amico, Erin, e non si tratta di te o di voi, adesso!' Cullen la rimproverò aspramente.

Lei respirò, a fondo. 'Che ha fatto?' chiese in un soffio; il procuratore era piuttosto agitato.

'Ha massacrato uno, in un bar, quello è messo male. Barton era ubriaco ed ha pure distrutto il locale. Pendono sulla sua testa parecchie accuse. Rischia di farsi più di dieci anni...ho parlato col collega che seguirà la causa, però non ci sono spiragli...sto andando al Distretto ora, vediamoci lì'.

'Ok. So dov'è. Vengo subito'. Si alzò da letto e si preparò, più in fretta possibile

Prese la Mini e dall'auto chiamò Steve; lo pregò di non avvisare Fury e gli diede l'indirizzo del Quinto Distretto di Polizia.

Quando arrivò, Mike l'aspettava, era chiaro avrebbe fatto prima di lei, abitava limitrofo; incredibilmente, vide anche sopraggiungere gli Avengers…Nat e Bruce in auto per conto proprio, Tony e Thor sulla Lamborghini che Stark stava parcheggiando e Steve, con Bucky, che lo aveva accompagnato, in moto. Oramai il Capitano aveva raccontato ai colleghi della sua storica relazione, sdoganandola. Si avvicinarono tutti a Cullen, veloci.

'Ciao' fece lei, secca, verso il suo amico 'allora?'.

'É peggio di quello che pensavo, speravo di poter fare ragionare il collega, in fondo Clint è Occhio di Falco ma quello se l'è legata al dito, dice che non farà trattamenti preferenziali'. Mike era scoraggiato.

'Lo hai visto? Come sta?' chiese Nat.

'Insomma, le ha prese però soprattutto le ha date! Fuori di sé, e molto avvilito e spaventato, credetemi non è una bella situazione. Erin, che caspita possiamo fare? Non mi viene in mente niente!' le chiese Cullen, voltandosi nella sua direzione.

'Ci ho pensato io, Mike, ho chiamato gli stronzi' mormorò lei.

'Come? Sei impazzita?'.

'Non c erano alternative...ho chiesto un favore a mio padre. Sta venendo qui'.

Mike Cullen se ne meravigliò... gli parve una follia, una mossa azzardata...mai se lo sarebbe aspettato, visti i rapporti fra la sua amica ed i genitori.

In quell'istante, una Ferrari Testarossa parcheggiò accanto la Lamborghini di Stark. Tony si sentì un poveraccio, per una volta.

Scese il padre di Erin, che si affrettò, con galanteria, ad aprire lo sportello del passeggero.

'Tu hai chiamato tuo padre e lui ha portato l'artiglieria pesante' fece Cullen.

Liz Murphy, tuta da ginnastica nera firmata e onnipresenti perle al collo, borsa da lavoro ed un tablet in mano, si diresse verso la figlia, a passo svelto.

La prima parola fu per Mike 'Ancora le stai dietro? Sempre in mezzo, come il prezzemolo...hai chiamato prima lui e poi tuo padre?' chiese alla ragazza, scocciata.

'No, Liz, mi ha chiamato Clint' le rispose Cullen.

'Erin, li scegli tutti stupidi o falliti, nessuna eccezione!' la madre squadrò gli Avengers.

Dal gruppo si staccò Thor 'Signora, sono Thor, principe di Asgard ed amico di Erin. Conoscerla è un vero piacere' le prese la mano, se la porto verso il volto e la baciò, facendo un inchino.

'Almeno qualcuno fra i tuoi amici è educato' commentò sua mamma.

'Pure troppo!' aggiunse Tony.

'Ciao Steve. James'. Liz tese la mano al Capitano Rogers ed a Buck, oramai suoi clienti.

Edward si presentò al volo e si girò verso il giovane procuratore 'Mike, per favore, ragguagliaci, dicci tutto quello che sai'.

'Clint, ieri sera, è andato a bere in un locale. Si è sbronzato, in realtà stava per conto suo. Un uomo sui quarant'anni lo ha riconosciuto ed ha iniziato a dargli fastidio. Alla fine Barton ha reagito e si sono picchiati a sangue, ha il viso a pezzi ma l'altro è in ospedale, con due mesi di prognosi. Il locale è distrutto. Si tratta di reato di lesioni gravissime e di danneggiamento. Vogliono processarlo per direttissima, e dargli una punizione esemplare. La giustizia è uguale per tutti, Avengers compresi. Qui vi ho scritto il nome del tizio pestato, del procuratore che vuole incriminarlo e degli agenti della polizia che lo hanno arrestato, non so se può esservi utile' Cullen fu esaustivo.

'Ottimo, faccio un paio di telefonate e poi entriamo. Hai detto che io e Liz difenderemo Barton?' chiese il papà dell'agente Murphy.

'No, non lo sa nemmeno lui'.

'Bene, meglio l'effetto sorpresa'.

Mentre Ed si spostava per chiamare, Liz Murphy si avvicinò alla figlia, pallida ed infelice. 'Vai a casa, ci pensiamo noi...non voglio che tu stia qui in piena notte!'.

'Ma, Liz...' la ragazza provò a opporsi a quella richiesta.

'Vai a casa...su, veloce!' fu un imperativo.

'Ok'. Lei guardò Mike, in maniera strana.

'Cullen ti racconterà com'è andata a finire, ovviamente! Avete il cordone ombelicale voi due, non siete normali...' le disse sua madre, ironica.

Erin salì sulla Mini e andò via, sgommando a tutta velocità, senza salutare nessuno.

C'era stata una certa agitazione al Distretto quando gli avvocati Murphy, in coppia, si erano presentati per vedere il loro cliente. Il Capitano della Polizia che dirigeva il Distretto ed il procuratore che curava il caso avevano perso i colori. Li avevano immediatamente accompagnati da Barton, seduto da solo in una piccola stanza, con le manette ai polsi. Nella zuffa, aveva perso le lenti a contatto e vedeva molto male. Però, riconobbe immediatamente i genitori di Erin, che erano entrati con Mike.

'Come ti senti?' gli chiese Liz.

Lui non riusciva a parlare e non capiva perché fossero li. Aveva il viso dolorante e si sentiva agitato...l'aveva fatta grossa e non vedeva vie d'uscita, era preoccupato. Voleva solo piangere. Aveva perso Erin e se l'avessero rinchiuso in prigione, certo le speranze di rivederla si sarebbero affievolite ancora di più. Senza contare che, in passato, riformatori e celle non gli erano mancate...la sua schifosa vita prima degli Avengers e della sua modellina...

'Insomma'.

'Immagino, bevi questa'. La donna tirò fuori dalla borsa una bottiglietta d'acqua.

'Grazie' le mormorò.

'Io e Ed saremo i tuoi avvocati, se per te va bene'.

Annuì con la testa, sbalordito.

'Fra qualche minuto entrerà il procuratore distrettuale, tu non dire nulla; penseremo noi a tutto e vedrai che si risolverà ogni problema. Te lo prometto'. Liz gli mise la mano sul braccio per confortarlo.

Mike lo notò, piacevolmente stupito dalla gentilezza dei suoi modi nei confronti di Barton.

Clint si era rassicurato, gli sembrava di avere vicino Erin...quasi.

'Fallito, meglio se resti pure tu'. Liz sollecitò Cullen a rimanere con loro e lui si sedette.

Entrò il procuratore, Jack Morrow, un uomo sulla quarantina, dai capelli scuri, noto per essere integerrimo, ed un osso duro, a detta di Mike.

'Allora, signori, il caso è piuttosto semplice; il vostro cliente ha pestato quasi a morte l'avventore del bar che ha avuto la sfortuna di sedersi accanto a lui; dovrebbe proteggerci invece si zuffa, ubriaco come una spugna, con un poveretto. Avrà un processo per direttissima e senza le attenuanti, e già vi anticipo che chiederò il massimo della pena'. Fu chiaro e conciso.

Liz non si scompose affatto. 'Ho capito, procuratore. Posso vedere il verbale d'arresto, per favore?'. Lo chiese candida come un agnellino, mentre, con la mano destra, giocava sensualmente col girocollo di perle, gli occhi questuanti e la vocetta delicata di Erin. Barton e Cullen erano ipnotizzati. Clint percepiva il suo fascino, pure senza lenti.

Il procuratore lo porse senza colpoferire ma Mike capì subito, da come lo scorreva, che lei lo aveva già letto. 'Gli agenti hanno chiesto se voleva un avvocato?'.

'Si, certo, è scritto lì' rispose Morrow.

'Perché vede, procuratore, gli agenti che hanno eseguito l'arresto sono noti per usare metodi non convenzionali...sono sotto inchiesta della Disciplinare, per corruzione; e non ci sono testimoni della lettura dei diritti...la parola del mio cliente che è un Avenger contro quella degli agenti su cui pende un indagine non ancora conclusa: al processo proprio non farà una buona impressione!'.

'L 'arresto è stato eseguito a regola d'arte, non ci sono dubbi, mi spiace per voi!'.

'Comunque, volevo farle vedere questo filmato' Liz girò il tablet verso il procuratore Morrow e Mike. 'É di un ragazzo che lo ha ripreso nel locale col telefonino, un fan degli Avengers, come molti fra noi, una prima visione'. Fece partire il video; si vedeva il tizio che prendeva in giro Clint… Barton tracannava la sua birra e si lamentava a bassa voce e diceva solo 'Erin, Erin'. Cullen, vicinissimo, lo percepì chiaramente. L'uomo lo derideva e lo aggrediva verbalmente, con frasi offensive…'ecco un Avenger che piagnucola, sei una femminuccia' e così via. Poi Occhio di Falco era partito di testa e se l'erano date di santa ragione. E l'altro aveva avuto la peggio, ovviamente.

'Il filmato potrebbe essere contraffatto e non è ammissibile come prova, ne siete al corrente!' il procuratore sapeva il fatto suo.

'Non vogliamo chiedere che sia ammesso come prova, volevo condividerlo con lei, prima di scaricarlo in rete, insieme alla fedina penale dell'angioletto che sta all'ospedale. Comincio da dove? Lesioni, percosse, danneggiamento, furto aggravato. Vado avanti, questa mi piace...molestie sessuali...e di fronte ad una scuola...leggo ancora?'. Liz fu ironica.

'Se c'è un reato da perseguire, lo perseguiamo e basta, pure se la vittima ha precedenti penali; la vittima non è il suo cliente, avvocato Murphy...'.

'Lo diventerà; andrò su internet ed in tv, su tutti i talk show possibili con quelle immagini e sa con quali altre? Con quelle del 2012 di New York e delle missioni in cui Clint Barton si è distinto. Mi accompagneranno gli Avengers, con il Capitano Rogers in testa. Vedremo cosa penserà l'opinione pubblica e cosa accadrà alla sua carriera'. La mamma di Erin aveva tirato fuori le proprie carte.

Mike vide il collega tentennante e si buttò pure lui a ruota 'E poi, Jack, ti avverto da ora, lo Studio Murphy controllerà tutto e tutti nel tuo ufficio. Se hai preso una nota alle elementari, se paghi in nero la donna delle pulizie, se ti scopi una che non sia tua moglie. Te ed i tuoi collaboratori, dal primo all'ultimo, e qualcosa troverà perché qualcosa da scoprire c'è sempre. Allora il Capo della Polizia, il Procuratore di Stato ed il Sindaco vorranno la tua testa, non più quella di Barton, dammi retta!'.

Liz guardò Cullen, con uno strano luccichio negli occhi.

'Mi stai minacciando, Mike?' Morrow era interdetto, non capiva dove volesse arrivare.

'No, ti voglio solo ricordare che ti stai scontrando con la coppia di avvocati più brillanti del paese, e che non molleranno l'osso, visto che difendono il genero...'.

La mamma di Erin rise sotto i baffi ed il procuratore sbiancò.

Mike tirò fuori il telefono dalla tasca dei pantaloni e cercò in galleria una foto di Erin e Clint insieme. Ne trovò un paio della prima domenica che erano stati a pranzo da Danny. Le mostrò al collega che notò subito la straordinaria somiglianza tra madre e figlia. Una ragazza bellissima coi capelli lunghi castani, in bikini, che schioccava un bacio a Occhio di Falco. Cullen continuò 'Barton è il fidanzato di Erin, la figlia degli avvocati Murphy. I tuoi collaboratori, chiaramente, non sapevano nemmeno questo...come cavolo lavorate? Che altro avranno scordato di dirti o di repertare o archiviare?' gli domandò, con tranquillità. Due a zero per Mike!

'Va bene, la solfa è chiara, vi offro due anni, senza condizionale, però!'.

'Non esiste...'Edward fu deciso. Era chiaro che lui avrebbe trattato, occupandosi del lavoro meno divertente. 'Niente pena, e di nessun tipo. Non parlarmi di condizionale, ragazzino'.

'Almeno deve fare gli arresti domiciliari col braccialetto elettronico, non transigo!' Morrow insisteva.

'Temo che ti sfugga che lavoro faccia; se lo chiameranno per salvare il mondo da qualsivoglia minaccia, organizzerò una conferenza stampa per far sapere a tutti che lo hai messo ai domiciliari e non può andare in missione con gli altri Avengers. Ti piace l'idea?' domandò il papà di Erin.

'Che diavolo volete, allora?'.

'Clint pagherà i danni al locale e le spese mediche per il suo sparring partner fino all'ultimo centesimo. La fedina penale gli rimarrà pulita. Ma andrà in terapia per la gestione della rabbia. Per mio conto, il massimo, un anno se ricordo bene'.

Liz annuì con la testa.

'Gesù...il mio capo mi ucciderà'. Morrow capitolò.

'Non credo, Jack, dovrebbe ringraziarti' aggiunse Cullen.

'Entro domani mattina alle nove voglio i documenti dell'accordo nel mio ufficio, e firmati, procuratore, siamo intesi?' gli sibilò Liz.

Jack Morrow annuì, ed uscì dalla stanza, inviperito, dopo aver tolto le manette a Barton e restituitogli i suoi oggetti personali, fra cui spiccava il braccialetto con la freccia. Liz lo guardò, con un sorriso.

'Come l'hai capito, che aveva qualcosa da nascondere?' chiese Ed a Mike.

'Mentre Liz lo incalzava, ho pensato che ognuno di noi ha dei segreti o, comunque, non vuole che certe cose si sappiano in giro...ho bluffato un pò'.

'Ottimo lavoro di squadra!' fece il padre di Erin.

'Fallito, quando ti deciderai a mollare la Procura, mandami il curriculum! Ci conto'. Liz sorrise a Cullen e Mike sgranò gli occhi.

'Allora non vado in prigione e niente processo?' Barton aveva ritrovato la voce; in quei momenti concitati era stato spettatore muto di un evento che per lui aveva del miracoloso.

'No, te lo avevamo promesso; dai, andiamocene da qui...odio questo posto' disse Liz.

'Dammi il braccio, che non vedi niente' gli fece Mike.

Presero l'ascensore. Il Falco era in silenzio...Poi parlò 'Grazie a tutti voi, nessuno ha mai fatto nulla del genere per me...'

'Di niente, l'importante è che sia tutto a posto, adesso' rispose Ed.

Cullen gli strinse forte il braccio, per rassicurarlo.

'Non l'abbiamo fatto per te, ma per Erin. Clint, per piacere impegnati a fondo in questo anno di terapia che dovrai seguire. Ti servirà certamente ed è molto importante. E ...vale per tutti e due...non lo ripeterò, piantatela di creare problemi a mia figlia! Chiaro?' li aveva fissati entrambi, con severità.

Mike annuì, Liz lo terrorizzava.

'Non dovette preoccuparvi' Barton era chiaramente sul punto di mettersi a singhiozzare 'Erin mi ha lasciato, non vuole più vedermi e parlarmi e mi odia...'.

Ed e Liz ridacchiarono 'Mia figlia non ci ha mai e dico mai chiesto un favore da quando è nata. Ci chiama gli stronzi' Liz lo disse, divertita, e guardò Mike. Cullen abbassò gli occhi, arrossendo.

'Invece, stanotte, ha telefonato ad Ed, per tirarti fuori da qui. Ci ha chiesto un super favore e non era neanche per lei...non credo proprio che ti odi...spero che, prima o poi, possa odiare noi come odia te...temo che dovrai armarti di molta pazienza se vorrai stare insieme a lei... Erin ha tante qualità ma è testarda come un mulo!'.

'Ha preso da te, amore' fece Ed alla moglie, prendendola, teneramente, per mano.