1316 DR: Radici (Parte 10), ovvero Un epilogo, o il prologo di una nuova avventura?
Il teletrasporto di Yalathanil ci portò fuori da quel dungeon da incubo, nel luogo dove avevamo campeggiato per l'ultima volta con Karasel, sulle scogliere che si affacciano sul Lago dei Vapori. Ah, poter respirare di nuovo aria fresca! Poter spalancare le braccia sapendo che non colpirai delle pareti di pietra! Sopra di noi c'era un immenso e bellissimo cielo stellato, e rivedere quel panorama così familiare mi commosse.
Karasel ci accolse con grande gioia e con la speranza negli occhi. "Siete tornati! La missione è compiuta? E dov'è Holly?" La sua voce era come musica purificatrice e realizzai solo in quel momento quanto mi fosse mancato sentirla.
Yalathanil le consegnò lo scrigno con solennità, fiero del nostro lavoro. "Siamo riusciti a recuperare la perla che contiene l'anima di Ka'Narlist e a distruggere il Quarzo Radice che faceva espandere questa infestazione di cristalli fino a fuori dalla barriera. La missione principale è conclusa, ma ci sarebbe ancora altro da fare; sarebbe meglio distruggere completamente quei cristalli, perché laggiù ci sono altre fonti di malvagità, seppure minori; ci sono demoni, artefatti malvagi, e... una potente signora non morta."
"Sono molto lieta e soddisfatta del vostro operato, avete dimostrato coraggio e dedizione senza pari. Mi piacerebbe che scrivessi un rapporto per me, Yalathanil, così vedrò come organizzarmi per eventuali future spedizioni per purificare questo dungeon. E mi rincresce profondamente che, a fronte del fatto che siamo partiti in sei, solo tre siano riusciti a vedere la fine della missione."
"Holly non è morto." Esplose Shanyrria, irritata, senza più potersi trattenere. "Yalathanil lo ha lasciato laggiù di proposito, intrappolato in quella fogna di città sepolta!"
Yalathanil le lanciò uno sguardo di avvertimento, ma lei non si lasciò sottomettere: sostenne il suo sguardo con fierezza e in segno di sfida.
"Holly comprendeva la necessità del mio gesto. Non parlare di cose che non sai." La mise a tacere il vecchio mago.
"Voglio farti notare, nobile Yalathanil, che ciascuno di voi è stato reclutato dalla sottoscritta." Intervenne Karasel, in tono pacato ma in cui si coglieva una nota di biasimo. "E ciascuno di voi godeva della mia totale fiducia."
"Nobile signora, non dubito della lealtà di Holly alla vostra causa, ma anche un portatore sano può essere pericoloso quanto un infetto." Obiettò, storcendo la bocca in una smorfia di disgusto. "Lui aveva legami fin troppo stretti con quel luogo."
"Lo so." Ammise pacatamente la lillend. "Mi serviva qualcuno che sapesse muoversi in un reticolo di caverne, che potesse toccare la perla di Ka'Narlist senza esserne posseduto, e che all'occorrenza potesse superare incantesimi di abiurazione della magia del sangue."
Yalathanil fece un passo indietro come se Karasel lo avesse schiaffeggiato.
"Voi sapevate..."
"Sapevo che un tempo la città di Atorrnash era abitata da creature senza volontà, con un legame così stretto con la loro divinità che essa poteva possedere chiunque di loro in qualunque momento. Se mai c'è stato un momento della Storia in cui gli elfi scuri hanno avuto qualcosa di simile a una mente comune, è stato il regno di Ka'Narlist. Era necessario che chiunque della classe dominante potesse accedere a qualunque luogo o a qualunque oggetto, perché chiunque di loro poteva essere scelto come burattino per la malefica Lolth. Va da sé che facessero uso quasi esclusivamente della magia del sangue, visto che erano tutti discendenti dei figli di Lolth e Ka'Narlist. Ma sebbene pochissimi di loro siano sopravvissuti al disastro del Sundering, il loro sangue è sopravvissuto e si è mescolato molte volte per giungere fino ai giorni nostri. Non soltanto tutti i drow, ma anche molti mezzidrow, Crinti, umani, perfino alcuni mezzelfi ed elfi hanno dentro di loro tracce di quella discendenza senza nemmeno saperlo. Dopo tutti questi millenni, il sangue si è diluito e la maledizione che portava con sé è svanita o si è molto indebolita."
"Non rappresenta un pericolo, quindi? Ne siete sicura?" Insistette Yalathanil.
Karasel si mise una mano sul cuore. "Sicura come del fatto che anche domani il sole sorgerà. L'ultima linea di discendenza che vantava una relativa purezza, si è estinta più di due secoli fa sotto le lame e gli incantesimi dei loro stessi concittadini, nella città corrotta di Menzoberranzan. Non più una sola goccia del loro sangue scorre nel sottosuolo di Faerûn e Lolth ha perduto per sempre le sue ultime seguaci predilette."
"Tutto ciò è fonte di immenso sollievo." Sospirò Yalathanil, e finalmente la tensione che irrigidiva le sue spalle lo abbandonò. "Holly quindi non è pericoloso?"
"Non è pericoloso per il suo sangue, è pericoloso per le sue competenze, ma solo per i suoi nemici... e grazie al cielo lui sta dalla parte giusta. Avrei potuto scegliere moltissime altre persone al posto di Holly, ma lui aveva delle ottime capacità combattive e grande esperienza da esploratore. Se lui dev'essere imprigionato per una lontana discendenza, allora vale lo stesso per migliaia di persone nel mondo... e anche per qualche elfo dei boschi che vive a Evermeet." Concluse Karasel, con un sorriso birichino.
Quest'ultima osservazione provocò al mago una contrazione involontaria di una guancia, ma lui spinse da parte con decisione quel pensiero e prese un respiro profondo. "Va bene. Vado a recuperarlo, allora."
"Sul serio?" Io e Shanyrria l'avevamo chiesto in contemporanea, sbalorditi.
"Sì, sì! Maledizione, sul serio." Il vecchio mago agitò le braccia come per tenerci lontani. "Non sono crudele per il gusto di esserlo, cercavo solo di agire per il bene comune."
"Non credo che sia una buona idea teletrasportarti nuovamente nel regno di una regina non morta senza alcun preavviso né permesso." Lo fermai, prima che potesse cominciare l'incantesimo. "Non preoccuparti per Holly, riuscirà ad uscire da solo."
"Non vedo come potrebbe." S'irrigidì il mago, che non amava essere contraddetto.
"Con un piccolo trucco di prestidigitazione, forse... vorrei che tutti tirassimo fuori i nostri amuleti per oltrepassare la barriera." Proposi.
Ognuno di loro si tolse l'amuleto dal collo o lo estrasse dalla tasca, così che ciascuno di noi ne aveva in mano uno, tranne Yalathanil che ne aveva due.
"Bene, e allora?" Domandò il mago, non capendo dove volessi arrivare.
"E allora so che non lo hai mai davvero considerato perché non era una persona vera, ma dove si trova l'amuleto di Linomer secondo te?" Gli chiesi con un sorriso sghembo.
Yalathanil mi guardò per un momento, sbuffò e scosse la testa. "Anni e anni a studiare i massimi sistemi della magia con la precisione di un numerologo, e all'improvviso non so più contare fino a sei." Shanyrria si morse le labbra per sopprimere un risolino. "Va bene, torniamo a Evermeet. Ho davvero bisogno di una purificazione, un bagno e una notte di sonno. Poi penserò a come scrivere il mio rapporto."
Yalathanil e Shanyrria partirono subito per la loro preziosa isola con un teletrasporto.
Karasel aveva una priorità impellente, portare lo scrigno con la perla di Ka'Narlist in un luogo dove potesse essere attentamente custodita, prigioniera di strati e strati di energia sacra e incantesimi di purificazione.
Io invece sono un semplice ranger senza importanza e con relativamente poche responsabilità, quindi rimasi a Derlusk in villeggiatura finché Holly non riuscì ad emergere dal dungeon. In quel periodo riuscii anche a stringere amicizia con il vero mago Linomer, che poco dopo la fine della nostra missione aveva interrotto le sue continue cantilene.
Quando Holly riemerse, ci raggiunse alla torre del mago.
"Felice di poterti finalmente incontrare." Lo salutò il mago, quando finalmente il mio amico si fece strada oltre la porta-botola del suo appartamento in cima alla torre. "Mi piace ringraziarti per l'eccellente lavoro svolto; da quanto avete rimosso la perla di Ka'Narlist e il Quarzo Radice, l'energia sacrilega ha smesso di scorrere copiosa verso l'esterno. Naturalmente quei cristalli andrebbero purificati, la terra stessa potrebbe farlo ma impiegherebbe secoli... e poi là dentro ci sono ancora delle fonti di malvagità."
"Minacciano la foresta?" Chiese subito Holly, senza nemmeno ricambiare il saluto.
"Poco. La mia aspirazione sarebbe tornare laggiù e distruggere i cristalli, se non tutti almeno interrompere i collegamenti fra i cristalli a contatto con le fonti di malvagità e quelli che si spingono all'esterno della barriera."
"Un lavoro certosino, quel luogo è enorme." Sospirò Holly. "Comunque, sono felice di vedervi entrambi sani e salvi. Yalathanil e Shanyrria sono tornati a Evermeet?"
Gli raccontai tutto quello che ci eravamo detti appena fuori dal dungeon, e gli riferii anche le decisioni degli elfi e di Karasel. Holly fischiò in ammirazione.
"Avevo giudicato male quello stronzo di Yalathanil." Ammise. Sì, il mago aveva sorpreso anche me.
"E allora perché lo chiami stronzo?" Domandò Linomer, che chiaramente non conosceva bene Holly.
"Per tradizione!" Rispose con un gran sorriso. "Ad ogni modo Karasel è stata molto carina a raccontare tutte quelle verità creative sul mio conto."
"Karasel è una barda." Gli ricordai. "Chi meglio di un bardo per romanzare un po' la realtà?"
Linomer spostò lo sguardo da me a lui, ma non disse nulla.
"Holly, mi puoi raccontare cosa vi siete detti tu e la Regina della polvere in quattro giorni di colloquio?" Gli chiesi infine, perché ero roso dalla curiosità.
Holly sorrise e fece spallucce.
"Mi ha chiesto di com'è il mondo adesso. Lei passa molto tempo in stato di quiescenza perché laggiù non c'è nulla da fare. Ha già letto ogni libro che si sia salvato dal disastro, ha scavato dentro sé stessa per scoprire quale sia la sua vera personalità ora che è libera dal giogo di Lolth, e ogni tanto va a distruggere i demoni che infestano il dungeon... tranne la succube, credo sia più o meno sua amica... ma comunque per la maggior parte del tempo rimane in una sorta di stato meditativo. Aveva perso del tutto il senso del tempo e ha voluto un resoconto preciso di com'è il mondo oggi."
"Progetta di uscire?" Chiese subito Linomer, preoccupato.
"No, no." Holly mise le mani avanti. "Se uscisse dalla protezione della barriera, Lolth potrebbe prendere nuovamente il controllo della sua anima e del suo corpo. Lei non vuole una cosa simile. C'è un motivo preciso se è diventata un lich."
"Un lich?" Ripetei, sentendo lo stomaco che si attorcigliava. "Non sono sempre creature malvagie?"
Holly annuì con grande serietà. "Certo, Nenshalee Yril'Lysaer è malvagia. Il fatto di essersi liberata dall'influenza di Lolth non cambia il fatto che sia cresciuta in una società priva di etica in cui era considerato normale avere schiavi, uccidere la gente per motivi futili, o evocare demoni per questioni triviali. Solo che... esistono diversi tipi di malvagità. Ci sono persone malvagie per necessità, o per abitudine, e poi ci sono persone malvagie per il gusto di esserlo. Nenshalee è malvagia, ma non quanto lo era Ka'Narlist, e non ha mai avuto altrettanta ambizione. Si accontenta di perseverare la sua esistenza in prigionia, e in un certo senso ha a cuore il bene del suo popolo."
"Questo l'ha detto anche uno dei fantasmi, ma che cosa vuol dire?" Gli chiesi, sporgendomi in avanti sulla mia poltroncina. Il mio tè ormai si era raffreddato, ma l'avevo del tutto dimenticato.
"I fantasmi sono quello che rimane del suo popolo. Non sono veri fantasmi, cioè, non come me. Loro sono morti, davvero morti, solo che le loro anime non possono raggiungere l'Aldilà per via della barriera quindi stazionano sul Piano Etereo."
Linomer impallidì e per un momento le sue mani tremarono, facendo rovesciare un po' di tè dalla sua tazzina. "Per gli dèi. Non ci avevo mai pensato. Delle povere anime sono impossibilitate a raggiungere la pace eterna per colpa della barriera..."
"Non c'è alcuna speranza di pace eterna." Lo interruppe Holly. "Non per loro. Nella città di Atorrnash erano tutti seguaci di Lolth. Anche gli elfi chiari. Erano costretti, nessun altro culto era consentito. Le loro anime appartengono alla Regina Ragno, e se la barriera cadesse gli spiriti verrebbero tutti reclamati dall'Abisso." Fece una pausa, per darci il tempo di lasciar sedimentare il concetto. "Anche per questo motivo Nenshalee è diventata un lich: come forma di assicurazione. Chi si azzarderebbe a far cadere la barriera, se poi dovesse trovarsi a fare i conti con una lich epica posseduta da Lolth?"
Tutti e tre rabbrividimmo all'idea. Che orribile, orribile prospettiva.
"Dovremmo organizzare una seconda spedizione." Decise infine Linomer. "Per distruggere i cristalli, possibilmente per liberare quel dungeon da un po' della sua spazzatura... e confesso che mi piacerebbe davvero poter fare qualcosa di utile per quegli spiriti. Non mi sembra giusto che siano condannati all'Abisso per una fede che alcuni di loro hanno perfino abbracciato controvoglia."
"Io vorrei aiutarli a prescindere." Rincarò Holly. "Magari esistono alternative a quell'Aldilà. Dovrei provare a consultarmi con un esperto."
"Un chierico?" Domandai, dubbioso.
"No, un chierico di qualsiasi fede ha le stesse limitazioni di credo, tutti loro pensano che l'Aldilà sia qualcosa che dipende dalle divinità. Ma... ricordi cosa ha detto una volta Krystel, al funerale di Tiffany? Quello che facciamo della nostra vita e della nostra morte, è una nostra decisione."
"A chi pensi di chiedere quindi?" Intervenne Linomer, ugualmente interessato. Lui è un mago, quindi qualsiasi forma di conoscenza stimola la sua curiosità.
"Pensavo più a uno sciamano." Ragionò Holly. "Non ne conosco nessuno, ma forse Krystel sì. Ma prima di tornare da mia sorella, devo sbarazzarmi di questa esistenza non morta e tornare vivo. Lei non mi vuole più intorno in questa forma."
"Uh? E perché? Hai viaggiato a lungo con lei anche così, e non le ha mai dato fastidio."
"Sì, ma quando ci siamo lasciati aspettava di nuovo un bambino. Mi ha detto che la mia energia negativa può essere dannosa per una donna incinta o per un neonato."
Avevo ricominciato a bere il tè, ormai freddo, ma lo risputai poco elegantemente nella tazzina. Mi era andato di traverso e tossii per non soffocare. "Cos... cosa?" Un altro colpo di tosse. "Un altro?"
"Già... molto meglio che Yalathanil non lo scopra mai, vero?" Holly ridacchiò. "Andrebbe fuori di testa."
