Amarti è complicato - parte terza -
"Tenente Flynn nel mio ufficio, ora!" Disse il capitano, in modalità Darth Raydor entrando con passo spedito alla Crimini Maggiori e andando direttamente nel suo ufficio.
Flynn guardò Provenza chiedendosi cosa avesse fatto e il suo amico fece spallucce. Entrò nell'ufficio del capitano, lei era in piedi dietro la sua scrivania, con le braccia conserte e sembrava molto arrabbiata.
"Cosa aveva in mente, tenente?! È rientrato operativo oggi sul campo e appena incontra un sospettato di omicidio, lo prende a pugni?!" Disse lei con voce alterata.
"Capitano mi lasci spiegare…"
"Non voglio spiegazioni! Sono appena stata dal capo Taylor che ha appena ricevuto l'avvocato Bennet, ha presente quell'avvocato da 3.000 mila dollari all'ora?! Ha presentato una notifica per abuso della violenza da parte della polizia nei confronti del suo assistito!"
"Aveva colpito Sykes ..." Mormorò lui.
"Non è un buon motivo! Il sig. Archer ha citato per danni lei, la squadra della Crimini Maggiori e tutto il Dipartimento di Polizia!" Disse lei arrabbiata.
"Aveva un coltello …" Disse Flynn.
"Silenzio tenente! Questo non è un buon motivo per colpire un sospetto che si trova a terra e rompergli il naso!"
"Ma ha tentato di …"
"Ho detto silenzio! Lei sarà sotto inchiesta dal FID e anche tutta la squadra! Speri di non mettere a repentaglio tutta l'indagine, che ci è costata parecchio tempo e energie! E sopratt …"
"Capitano, le chiedo solo di ascoltare le mie ragioni!" Gridò lui interrompendola.
"Silenzio tenente! Non ci sono buone ragioni, per un'azione del genere!" Silenzio. "Taylor non aspetta altro per metterci in difficoltà. La devo sospendere fino alla fine dell'inchiesta interna." Silenzio. "Ora se vuole può dire le sue ragioni tenente Flynn." Silenzio.
"Non ho più nulla da dire, se chi ho davanti a me, non vuole ascoltare le mie ragioni." Disse Flynn arrabbiato e con il volto scuro.
"Bene, allora può andare, lei è a lavoro di scrivania fino a nuovo ordine." Disse lei in modalità Darth Raydor.
"Agli ordini capitano!" Disse lui, si girò e tornò alla sua scrivania. Tutta la squadra aveva assistito alla discussione, quando lui uscì tutti lo fissarono. "Bè, non avete niente di meglio da fare?!" Disse scocciato sedendosi alla sua sedia.
"Tornate tutti al lavoro, forza!" Disse Provenza senza ammettere replica.
Il capitano rimase chiusa in ufficio per almeno un'ora, dopo di che si affacciò e chiamò il tenente Provenza. Dopo una decina di minuti chiamò anche Tao e Buzz. Dopo una decina di minuti uscirono tutti quanti.
"Forza muoversi, si torna sulla scena del crimine!" Disse Provenza prendendo la giacca.
"Ma l'abbiamo già analizzata, cosa dobbiamo cercare ancora?" Chiese Julio.
"Dobbiamo trovare i due testimoni che hanno assistito all'aggressione di Flynn e trovare delle riprese da eventuali telecamere. Muoversi, muoversi!" Julio prese la giacca e uscì seguito dagli altri compagni.
"Ehi, un momento e io cosa faccio?" Chiese Flynn stupito. Provenza si girò e prima di uscire dalla stanza disse: "Tu fai il thè per il capitano e cerchi di rimanere fuori dai guai, siamo intesi?!"
"Grazie Provenza." Disse Flynn facendo una smorfia alzandosi e andando a fare il thè.
Mentre era dentro la sala ristoro a preparare il thè, Flynn sentì aprire la porta, era lei che era entrata, lo sapeva, aveva sentito il rumore dei tacchi, ma non si girò.
"Andy." Disse lei dolcemente.
"Sto preparando il thè per il capitano Raydor, ancora qualche minuto e sarà pronto." Disse lui in tono distaccato e professionale.
"Andy scusa per prima. Ti ho trattato molto male, ma dopo aver parlato con Taylor ero nervosa. Mi sta mettendo sotto pressione e sta usando questo incidente per mettermi in difficoltà e ci sta riuscendo benissimo. Ho parlato con Provenza e mi ha confermato che ti sei difeso e hai difeso la tua collega. Però sarebbe la nostra parola contro la loro e con un naso rotto e un bravo avvocato …"
Lui si girò e la guardò fisso i suoi occhi verde giada, rimanendo in silenzio.
"Se riusciamo a trovare quei testimoni che Mike dice di aver visto e riusciamo a trovare delle immagini in cui si vede che ti sei solo difeso, allora tutto diventerà più facile." Disse lei.
"Davvero credi che tutto diventerà più facile?" Disse lui sorridendo.
"Spero solo che tu ti possa togliere da questo impiccio e che Taylor molli la presa che ha su noi due." Disse lei conciliante.
"Perché non gli dici la verità?" Chiese lui.
"Perché potrebbe chiedere a uno di noi due il trasferimento e per grado inferiore lo chiederebbe a te! Perché potrebbe rendere la nostra vita un inferno e rovinare la tua carriera! Perché potrebbe mettere in dubbio ogni mia decisione che implicherebbe la tua presenza, perché …"
"Potrei andare in pensione."
"Non voglio che vai in pensione. Sei un bravo poliziotto." Silenzio. "Andy non sei tu, sono io che non sono sicura di poter affrontare tutte queste difficoltà. Non voglio rinunciare a te, non voglio perderti come membro della squadra, non voglio che tu venga trasferito, non voglio che tu debba decidere di lasciare la tua carriera e il tuo lavoro, non voglio che tu vada in pensione. Voglio vederti qui tutti i giorni e lavorare con te, sto chiedendo troppo?"
"Questa domanda non devi farla a me. Non è illegale avere una relazione sentimentale con un subordinato, anche se spesso ti metto in difficoltà e di questo me ne dispiace." Disse lui sconsolato.
"Amarti è complicato." Disse lei.
"Lo so. Non è semplice stare con uno come me …" Silenzio. "Il thè è pronto, ecco, altrimenti si raffredderà."
"Mi dispiace per quello che ho detto davanti al capo Taylor questa mattina. Non ho avuto il coraggio … ho bisogno di tempo Andy, ti prego, non mettermi pressione anche tu." Disse lei sconsolata.
"Le domande di Taylor erano solo per soddisfare la sua curiosità e per metterti in difficoltà. A quel bastardo poco importa se stiamo insieme, vuole solo sapere come può tenerti in pugno e usare questa situazione a suo personale vantaggio." Disse lui.
"Ho voluto prendere tempo, non ho detto tutta la verità, ma non ho neanche mentito del tutto."
"Saresti un'ottima diplomatica." Disse lui sorridendo.
"Davvero?" Disse lei sorridendo.
"Non mi importa di quello che pensa Taylor, voglio solo che non danneggi la tua carriera e il tuo ruolo di comando. Se vuole sospendermi, che lo faccia pure, basta che non ti danneggi."
"Hai saputo che rientravi al lavoro operativo, sotto la mia responsabilità, e quindi …" Disse lei.
"Certo che lo ha fatto apposta, è un vero bastardo!" Disse Flynn arrabbiato.
"Ok, ok." Silenzio. "Mi perdoni per quello che ti ho detto nel mio ufficio?" Disse lei fissandolo negli occhi.
"Hai fatto il tuo lavoro. Io ho fatto il mio e sono sicuro che troveranno i testimoni che mi scagioneranno." Silenzio. "Taylor ti ha detto altro, dopo che sono andato via?"
"Mi ha detto che Swanson ha chiesto un congedo per malattia. Ha apprezzato il fatto che tu non volessi denunciarlo e che ha potuto chiudere l'inchiesta interna velocemente, senza troppa pubblicità. Ha fatto una bella figura con i piani alti, per questa faccenda era soddisfatto. Ora vuole solo mettermi in difficoltà."
"Cosa vuoi fare?"
"Riprendiamo il lavoro, risolviamo questa rogna e questa sera … se vuoi, vorrei passarla insieme a te." Disse lei abbassando lo sguardo.
"Allora non vedo l'ora che questa giornata finisca." Disse lui sorridendo. "Voglio davvero passare la serata insieme a te." Disse lui alzandole il viso e fissandola negli occhi.
"Allora torniamo al lavoro!"
"Agli ordini capitano!"
/
La giornata era terminata, fortunatamente Provenza e la squadra erano riusciti a trovare i due testimoni che avevano assistito alla scena in cui Flynn si era difeso dall'attacco del sospettato e tutte le accuse contro Flynn erano cadute. Avevano risolto anche questa rogna e finalmente Andy poteva portare a casa Sharon. Lui era felice che lei gli avesse chiesto di passare la serata insieme. Andarono fuori a cena e si rilassarono, tra buon cibo e buona compagnia. Al termine della cena, lei lo invitò a bere un caffè da lei e lui accettò volentieri, erano giorni che aspettava un'opportunità.
Quando entrarono lei appoggiò la borsa per terra, si tolse i tacchi e lasciò la pistola all'entrata nel vassoio. Lui mise la pistola e il distintivo nel vassoio e si tolse la giacca. Si avvicinò a lei, che era appoggiata al tavolo e lo guardava con i suoi occhi verde giada, carichi di desiderio. Lei lo prese per mano e lo portò in camera sua. Si sdraiarono sul letto. Lui le slacciò la cerniera della gonna e sfilò la camicetta. Sbottonò la parte davanti e arrivò al reggiseno.
Gustò i suoi seni, succhiando prima un capezzolo e dopo un l'altro. Lei gemette di piacere, un brivido la scosse lungo la schiena. Lui accarezzò i suoi seni. Lei si alzò su di lui, gli accarezzò i suoi capelli sale e pepe e mormorò il suo nome, sbottonando la camicia e slacciando i pantaloni. Lui le tolse la camicetta e il reggiseno. Scese fino alla gonna che sfilò via e poi le tolse le mutandine di pizzo nero. Lui la vide in tutta la sua bellezza, di fronte a lui. Lei lo accolse nel suo grembo e lui entrò dentro di lei, lentamente. "Sharon..." Sussurrò il nome. "Sharon …" Si amarono come se fosse l'ultima volta.
Andy stava ancora dormendo, lei indossò la camicia di Andy che era per terra e andò in soggiorno. Ripensò a tutto quello che era successo, i suoi sentimenti erano contrastanti. Voleva stare con lui, ma nello stesso tempo non voleva più provare quel senso di vuoto, quel dolore così intimo e penetrante che le aveva lacerato il cuore. Le lacrime che aveva versato per notti intere credendo che Andy fosse morto, scendevano ancora sul suo viso, l'ansia e la paura li sentiva dentro di sé. Si sedette sul divano, accovacciò a sè le gambe, aveva paura per quello che sarebbe successo nei giorni a venire, aveva paura del futuro.
Non rimpiangeva di aver chiesto a Andy di portarla a casa e di rimanere con lei tutta la notte, ma non voleva illuderlo o illudersi che le cose sarebbero state semplici. Ma dopo tanto tempo in un letto vuoto, da sola, aveva bisogno dei suoi baci, delle sue labbra calde, delle sue braccia intorno al suo corpo. Voleva sentirsi ancora unica e particolare, il sorriso sornione di Andy aveva fatto cedere le sue mura. Lui lo aveva detto a cena: le mura di Gerico erano cadute e anche le sue mura sarebbero crollate. Aveva sorriso, affascinante e ammaliante come sempre. Lei aveva risposto al suo sorriso e aveva ceduto. Adesso si chiedeva come sarebbe andata avanti, come avrebbe gestito questa situazione.
Non voleva illudersi, eppure sentiva che la sua vicinanza le dava quella pace, quella serenità che non riusciva più ad avere da quando era sola. Andy in questo periodo era stato una presenza vicina e silenziosa. Ogni volta dopo concluso un caso, lui aspettava, se lei avesse avuto bisogno di lui. Tutte le volte lo aveva ringraziato, perché la squadra andava via, ognuno voleva tornare a casa dai propri cari. Solo lui era ancora lì, alla scrivania, aspettando che lei dicesse di andare a casa, che era tutto a posto. Aveva atteso, che lei si sentisse pronta e alla fine le sue mura di Gerico erano cadute, proprio come le aveva detto.
"Sharon, sei qui?" Chiese lui.
"Scusa ti ho svegliato?" Disse lei voltandosi.
"No." Disse lui sorridendo e si avvicinò a lei: "Mi sono girato, tu non c'eri e sono venuto a cercarti."
"Non avevo più sonno e così sono venuta qui." Lei era seduta sul divano, con le gambe accovacciate al grembo.
"Mi piaci con indosso la mia camicia." Silenzio.
"Sai che quello che è successo non cambierà le cose tra noi." Disse lei con un velo di tristezza.
"Non ho rimpianti per quanto accaduto stanotte, spero non ne abbia neanche tu." Disse lui sorridendo.
"Non ho rimpianti, ma non voglio avere illusioni. Amarti è complicato tenente." Silenzio.
"Però non vuol dire che non ci possiamo provare …" Disse lui avvicinandosi e sedendosi accanto a lei.
"Questo ultimo periodo è stato difficile e doloroso. Ho bisogno di tempo e di spazio."
"Tutto quello che vuoi, basta che non mi escludi dalla tua vita." Disse lui mettendole un braccio sulle spalle e avvicinandola a sé. "Posso baciarti?" Chiese con uno sguardo sornione.
"Certo che puoi." Lui non se lo fece ripetere e la baciò con passione. Lei rispose al suo bacio e l'abbracciò ancora di più, sdraiandosi su di lui. Erano con il viso l'uno vicino all'altro.
"Ti amo tanto Sharon." Sussurrò lui e baciò il suo naso. Lei sorrise, era contenta che lui fosse insieme a lei.
"Non so come faremo nei prossimi giorni, però sono contenta che tu sia qui." Disse lei.
"Sono contento anch'io."
"Senti perché non torniamo a riposare a letto, domani tutto quello che ci aspetta lo affronteremo insieme."
"Va bene. Se lo affronteremo insieme, riusciremo a superare ogni ostacolo." Disse lui sorridendo, porse la mano a lei e insieme tornarono in camera.
TBC
