CICA – parte seconda -
"Vieni con me, dobbiamo uscire da qui!" Andy prese per mano Cica e uscendo dalla porta percorsero il corridoio e presero le scale di servizio. Nessuno immaginava che i due fossero usciti, così non trovandoli in sala ristoro, li cercarono nella sala interrogatori 2, ma anche lì non c'erano. Cominciarono a cercare in tutte le sale interrogatori e negli uffici. Quando lei realizzò che avevano abbandonato l'edificio, erano già passati venti minuti. Sharon chiese a Buzz di vedere le telecamere di uscita della Centrale e quelle che davano sulla strada. Intravidero circa quindici minuti prima, Andy che correva con Cica per mano.
"Maledizione!" Disse il capitano Raydor, contrariata "Andy cosa stai combinando!" Battè un pugno contro la scrivania, era parecchio contrariata.
"Dovremo trovare una buona scusa con i federali." Disse Provenza. "Tra poco saranno qui."
"Il tenente Flynn si è infilato in un guaio più grosso di lui." Disse lei, con la mente che già stava lavorando, per come gestire la situazione.
"Provo a chiamarlo sul cellulare." Disse Provenza. Si sentì squillare il cellulare di Andy dentro un cassetto della sua scrivania. "Capitano guardi, nel cassetto della scrivania del tenente Flynn ci sono il suo cellulare, il distintivo e la pistola." Disse Julio prendendo il cellulare.
"Ci sarà una spiegazione a tutto questo." Disse Provenza.
"Dovrà dare una buona spiegazione il tenente Flynn. Speriamo di trovarlo prima dei federali, altrimenti saranno guai. Julio controlla tutti i luoghi dove va sempre Andy e porta anche Emy. Mike voglio tutto quello che riesce a trovare su Cica Pereira. Tenente Provenza venga nel mio ufficio, dobbiamo parlare." Disse lei avviandosi verso il suo ufficio.
"Arrivo capitano." Disse Provenza scuotendo la testa.
Intanto Andy e Cica stavano andando verso casa di Flynn, quando lui si accorse che una macchina li stava seguendo. Fece il giro più volte del quartiere senza avvicinarsi a casa sua e cercò allora con calma, di seminarli. Andò in un centro commerciale lì vicino, parcheggiò la macchina e dopo aver fatto vari giri, si decise ad entrare a piedi nel centro commerciale, per far perdere le loro tracce.
"Adesso ci facciamo un giro per questo centro commerciale." Disse a Cica, che scuoteva la testa, non capiva il perché di quella scelta. "Devo comprare un cellulare usa e getta per parlare in modo sicuro con Sharon, tranquilla." Disse lui sorridendo, cercando di tranquillizzarla.
Lei annuì ed entrarono velocemente in un negozio di telefonia e acquistarono il cellulare, fecero un paio di giri veloci e tornarono alla macchina. Uscì dal parcheggio e si diresse verso la periferia di L.A. Dopo aver percorso vari chilometri girando in tondo, Flynn decise di abbandonare la sua auto, era troppo riconoscibile, quindi la lasciò in un parcheggio di una stazione di rifornimento e aspettò il momento giusto per rubare un'auto ad un avventore distratto. Arrivò una signora che doveva fare rifornimento, fece il pieno alla macchina e si accinse ad andare a pagare alla cassa dentro la stazione.
Lui si mise vicino alla macchina e forzò la portiera, l'aprì, collegò i fili e mise in moto. La signora aveva finito di pagare e stava uscendo. Cica salì in macchina e Andy partì a tutta velocità verso l'autostrada. Percorse un pezzo di autostrada e uscì, per poi rientrare poco dopo, per essere sicuro che nessuno li seguisse. Dopo aver girato per ore, decise di andare in un motel fuori mano per riposare un poco. Andy parcheggiò la macchina sul retro e andarono a prendere una camera.
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"Quindi che fine ha fatto il tenente Flynn, con la nostra sospettata?" Silenzio. "Capitano Raydor sto aspettando una risposta!"
"Ha lasciato questo edificio con la sospettata." Rispose lei sconsolata.
"Come è potuto succedere?!" Chiese il capo Howard alzando la voce.
"E' successo nello stesso modo in cui voi avete perso i contatti con Joe e avete perso la vostra sospettata: sono scappati."
"Faccio finta di non aver sentito capitano Raydor, lei è responsabile dell'azione dei suoi uomini!" Urlò il capo Howard sbattendo la porta dell'ufficio uscendo.
"Credo non abbia gradito le azioni di Flynn." Disse Provenza.
"Andy è un idiota! Si è ficcato in un bel guaio! Abbiamo notizie dagli altri?"
"Nessuna notizia, non sono tornati a casa, non sono andati alla chiesa dove va Flynn e non sono andati né da Nicole o nella palestra che frequenta Flynn." Silenzio. "Lo troveremo capitano, vedrà, lo troveremo."
"Lo spero. Spero di trovarlo prima dei narcotrafficanti e dell'FBI." Disse lei preoccupata.
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"Speriamo di aver trovato un posto sicuro per un po' di tempo. Resteremo qui per stanotte e domani all'alba ci muoveremo." Lei annuì, appoggiò la sua borsa sul tavolino e si tolse le scarpe. Anche Andy si tolse la giacca e le scarpe. Lei frugò nella borsa e diede una pistola a Andy.
"Questa dove l'hai presa?" Chiese lui. Lei mimò che era la pistola che aveva sparato a Joe. "Questa la tengo io." Lei tirò fuori una mazzetta di soldi e mimò di andare a mangiare. "Questi soldi? Sono quelli della rapina, vero? Questi soldi scottano, Cica, non li tocchiamo." Lei abbassò lo sguardo e si sedette sul letto sconsolata.
"Senti Cica riposiamo un poco? Oggi è stata una giornata difficile. Vieni stenditi qui con me." Lui si stese sul letto. Lei si sdraiò accanto a lui, sorridendo. Lui l'abbracciò e le baciò i capelli, era stata una giornata complicata. Lui voleva spiegarsi con Sharon, voleva farle capire le sue ragioni, il perché aveva agito in quel modo. Rimase per parecchio tempo a fissare il soffitto e a pensare a come uscire da quel guaio. Ogni rumore era motivo di sospetto e di allarme per lui, aveva paura che non sarebbe riuscito a proteggere Cica. Alla fine stremato Andy si addormentò, aveva un sonno agitato e confuso. Cica si svegliò, aveva le braccia di lui intorno a lei. Sgattaiolò fuori dal suo abbraccio e andò a prendere una collana con attaccata una chiave e la mise al collo di Andy. Rimase a guardarlo e sorrise. Si accovacciò verso di lui, che la prese e la strinse a sé ancora di più. Dormirono qualche ora, poi Andy si svegliò di colpo, aveva sentito un rumore sordo. Prese la pistola, che aveva messo sotto il cuscino e fece cenno a Cica di fare silenzio, mentre lui controllava che non ci fosse nessuno fuori dalla porta.
"Mangiamo qualcosa e andiamo a riposare, domani mattina dobbiamo andare via di qui." Lui chiamò un servizio pizza a domicilio, mangiarono velocemente, non avevano molta fame, era più grande la preoccupazione. Riordinarono e decisero di mettersi a dormire.
"Cica aspetta cosa stai facendo?" Lei si stava spogliando e si stava avvicinando pericolosamente a lui. Cominciò a sbottonargli la camicia e a baciarlo sul petto. Lui si allontanò da lei "No, aspetta, aspetta. Ti prego, non farmi questo."
Lei lo guardò delusa, le lacrime scesero dal suo viso e lo schiaffeggiò.
"Cica non piangere, no, non piangere!" Lei corse via, prese qualcosa da mettersi addosso e si chiuse in bagno. Lui la seguì confuso, imbarazzato. "Cica aspetta! Tu sei bellissima, credimi, non ti devi coprire." Disse lui sedendosi davanti alla porta del bagno. "Aprimi, per favore." Silenzio. "Avanti Cica aprimi. Lo so che mi vuoi bene. Sei venuta a trovarmi in ospedale, rischiando la vostra copertura e la vostra vita. Volevi essere sicura che stessi bene, vero?" Silenzio. "Tu mi hai curato con il tuo amore e mi hai permesso di tornare alla vita. Te ne sarò grato per sempre e anche Sharon te ne sarà sempre riconoscente. Vedrai, lei ci aiuterà a trovare una soluzione."
Lei aprì la porta, aveva lo sguardo basso. "Sei bellissima e qualsiasi uomo ti desidererebbe, credimi. Ma io non posso, lo sai." Silenzio. "Lo sai che il mio cuore appartiene a lei." Disse lui sottovoce.
Lei alzò lo sguardo e lo fissò, le tremavano le labbra e le lacrime scendevano copiose sul suo viso. Lui si avvicinò per abbracciarla, ma lei non volle farsi abbracciare, lo allontanò da lei. Si alzò e andò a sedersi sul letto.
"Cica aspetta ti prego, ascoltami." Lui la seguì, non sapeva cosa fare, si era messo in un bel guaio.
Lei era seduta sul letto, appoggiata alla sponda, tutta rannicchiata, stava piangendo. Lui si sedette vicino a lei e l'abbracciò. Questa volta lei si fece abbracciare e continuò a piangere.
"Senti Cica, ascoltami." Sussurrò lui. "Tu mi hai visto nudo e ferito e mi hai curato con tutto il tuo amore. Adesso siamo qui, solo noi due. Io ti ho visto nuda e sei bellissima, credimi. Qualsiasi uomo ti desidererebbe, ma quell'uomo non sono io e tu lo sai. Avrai sempre la mia gratitudine e il mio affetto e vorrei anche un tuo sorriso, perché è bellissimo." Lei alzò lo sguardo e sorrise, lui le asciugò le lacrime con le mani e le accarezzò il viso. Lei prese la sua mano e la baciò.
"Adesso dobbiamo trovare un modo per salvare la tua di vita e risolvere il problema dei soldi. Loro vogliono i soldi, i narcotrafficanti e i federali, dopo ti lasceranno in pace. Quei soldi che hai, fanno parte del bottino della rapina, vero?" Lei annuì. "OK. Va bene. Senti, perché non cerchiamo di riposare entrambi, domani ci aspetta una giornata importante."
Si misero sotto le coperte e lei si accucciò a lui. Lui l'abbracciò e sorrise, rimase a guardare il soffitto per parecchio tempo, pensando a come uscire da questo guaio e poi sfinito si addormentò.
Erano le prime ore dell'alba, sembrava tutto tranquillo, tutto intorno c'era solo silenzio. Andy decise di chiamare Sharon, doveva essere a casa e la chiamò.
"Capitano Raydor." Rispose lei in tono professionale.
"Sharon."
"Andy! Dove sei? Stai bene? Perché mi stai chiamando da questo numero sconosciuto?" Chiese lei con voce preoccupata.
"Mi dispiace Sharon." Mormorò lui.
"Cosa ti dispiace Andy?!" Chiese lei spaventata.
"Non avevo altra scelta, non potevo lasciarla in mano ai federali, spero che tu lo possa capire. La devo aiutare." Implorò lui. "Sharon …"
"State bene? Dove siete?" Chiese lei.
"Stiamo bene. Siamo in un posto sicuro, però abbiamo bisogno di aiuto."
"Non è stata una grande idea disubbidire ai miei ordini. Andy, vi stanno cercando i federali e anche i narcotrafficanti, dovete costituirvi. Credimi è meglio!"
"Sharon non la posso lasciare ai federali, se ci costituiamo alla polizia di L.A. tu mi garantisci che lei sarà protetta e sarà al sicuro?" Chiese lui speranzoso.
"Non lo so Andy, devo chiamare Gavin e capire se abbiamo l'autorità per poterlo fare, altrimenti i federali ci porteranno via il caso. Howard è furioso con te, sei nei guai fino al collo. Faranno di tutto per trovarvi."
"Senti, ti chiamo più tardi per capire come stanno le cose e se troviamo un accordo."
"Aspetta Andy …"
"Devo andare adesso …" Disse lui a malincuore.
"Andy sta attento, ti prego." Disse lei preoccupata.
"Starò attento, promesso. Ti chiamo più tardi."
"Andy … ti amo." Disse lei. Silenzio.
"Anch'io ti amo Sharon." Disse lui. Chiuse la conversazione e rimase qualche secondo in silenzio, Cica lo stava fissando. "Vestiti, ce ne andiamo." Disse a Cica che cominciò a vestirsi e a radunare le sue cose. Andy finì di vestirsi, con la coda dell'occhio aveva visto Cica che si stava vestendo, era una donna bellissima, con un corpo affascinante.
Presero la macchina e cominciarono a spostarsi, Andy aveva la sensazione che qualcuno li stesse seguendo. Girò in lungo e in largo, ripassando più volte per le stesse strade. Alla fine decise di dirigersi verso le colline di L.A. Conosceva la zona e sperava di poter stare tranquilli fino alla prossima chiamata con Sharon. Rimasero nascosti per tutta la mattinata, decisero di mangiare qualcosa e di sentire se Sharon avesse delle buone notizie per loro.
"Sharon."
"Andy stai bene?" Chiese lei.
"Sì stiamo bene."
"Senti ho parlato con Gavin. Se vi costituite alla polizia di L.A. prenderemo Cica in custodia e potremo proteggerla, però sappi che l'FBI può sempre richiedere a un giudice di farsi assegnare il caso. Possiamo provare, ma di sicuro non c'è nulla. Vediamoci da qualche parte e vi costituite, credimi è meglio, prima o poi i federali o narcotrafficanti vi troveranno e allora sarà un bel problema."
"Lo so. Senti c'è un diners, su Muholland BLV, si chiama "Blues", Provenza lo conosce, vediamoci lì per le 18 questa sera."
"Va bene. Stai attento, Andy, prudenza." Raccomandò lei.
"Ok. Ci vediamo dopo."
Continua …
